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No alla deriva

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19 settembre 2006

Dalla Versilia ad Atreju

Grazie a Mariniello in questo 2006 ho avuto la possibilità di rituffarmi nel mondo giovanile di Destra, presenziando a due manifestazioni dei giovani di Alleanza Nazionale: in Versilia e a Roma, per Atreju 06.
Sabato 16, infatti, mi sono goduto una breve visita a Roma e ho girato per gli stand, curiosando tra quelli che sono le giovani generazioni della Destra.
Non posso che confermare l’opinione maturata, a luglio.
Abbiamo un gruppo di giovani preparati e con idee – in formazione, come dovrebbe sempre essere per tutti: aperti alle novità – che sono unite ad una volontà di fare.
Abbiamo anche giovani con legittime ambizioni personali, della quali non dobbiamo avere paura e che non dobbiamo condannare, anche se, a volte, li può portare a moderare quei toni che noi ricordavamo molto più accesi.
E’ una naturale evoluzione, nel mutato ruolo della Destra in Italia ed è bene sempre ricordare che la politica è l’arte del possibile e in questo possibile c’è anche il compromesso, che non significa rinuncia o abiura ai propri Ideali, ma comprensione per quelli altrui, con i quali è necessario collaborare e camminare assieme, per poter realizzare assieme, anche le nostre aspirazioni.
La Festa dei giovani di AN, si era aperta con le stucchevoli polemiche dei “vecchi sempre”, che hanno preso a pretesto, nel totale vuoto di argomenti, persino la grafica, per riproporre la liturgia dei “nipotini di Salò”, mentre altri pretendono chissà quali rivoluzioni copernicane nei Valori e negli Ideali dei Giovani di Destra, somigliando a quei fanatici musulmani che pretendono le scuse dal Papa per aver pronunciato parole di Verità.
Poiché di quel che dice la sinistra “me ne frego”, questo mio post è dedicato a quanti, nel versante del Centro Destra, vorrebbero … non si sa bene cosa: forse la massificazione (confusione) con i “liberali, liberisti, libertari” ?
Il disco (rotto) che ad ogni manifestazione della Destra, richiama alla liturgia antifascista, alle invettive e agli anatemi contro simboli, idee e miti della Destra, diventa sempre più stucchevole e, soprattutto, controproducente per una Destra che voglia, come deve volere, ritrovarsi unita, in tutte le sue anime, per abbattere una sinistra che tra Telecom, Rai, avventure libanesi,
sproloqui sul dialogo con chi ci vuole morti e contestuali coccodrilli per la morte di chi ci ha sempre stimolato a combattere e non cedere, e che in vita fu attaccata da alcuni di quegli stessi che ora la commemorano,
promuove sovietizzazioni che penalizzano la libertà individuale prima ancora di quella di mercato.
Chi vuole sminuire il Centro Destra ai soli liberali, rischia di spogliare una grande coalizione, che ha ben governato la nazione per cinque anni, riducendola ad un piccolo movimento di nicchia, spocchioso nella sua autoreferenzialità, elitario nel suo presunto intellettualismo.
In un commento ad un validissimo post di Mariniello ho scritto e qui ribadisco che la Destra è molto più e molto meglio della sola idea liberale.
Piaccia o meno, i liberali senza chi, pur di Destra, liberale non è, non vanno da nessuna parte, e men che meno al governo.
Come pure chi, pur di Destra, liberale non è, senza i liberali non va da nessuna parte, e men che meno al governo.
Con l’anomalia di una sinistra dominata dai comunisti (il 30% dell’elettorato italiano e il 60% dell’intero schieramento sinistro, quindi azionisti di maggioranza assoluta nella sinistra) siamo condannati a remare assieme.
Prima lo capiranno, tutti e tutte le anime, prima verrà riconosciuto a tutti la piena legittimità e la pari dignità, senza esami del dna e senza richiedere rinunce alla proprie radici che, legittimamente, ognuno rivendica con orgoglio.
Non si può pretendere di collaborare, di fare un cammino assieme, mettendo come pregiudiziale il rinnegare gli Ideali di una parte.
Per questo sono contento di aver visto a Roma una Destra giovanile che vive nel terzo millennio, senza aver dimenticato le radici dei padri.
E la forza propulsiva dei giovani è necessaria a chi giovane (anagraficamente) non è più, per continuare in una battaglia politica che non avrà mai fine, ma che, se ci voltiamo al passato, possiamo realizzare quanti progressi ci abbia consentito.
La sfida di quei giovani che erano a Roma ad Atreju 06, come quella di coloro che danno consistenza agli altri partiti e movimenti del Centro Destra, è realizzare in Italia una Grande Destra, nella quale convivano, nel reciproco rispetto, riconoscimento e con pari dignità, tutte le anime della Destra, ognuna orgogliosa del suo specifico passato, delle sue radici, dalle quali trarre linfa vitale per proiettarsi nel futuro, fianco a fianco, combattendo la stessa battaglia, con chi ha altre esperienze, e senza richieste di rinnegare un passato di cui si può essere fieri.

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10 commenti:

Otimaster ha detto...

Sopratutto senza aver dimenticato le radici ; )

Federico ha detto...

Peccato. Avessi saputo che eri qui a Roma avrei superato la seccatura della pioggia per incontrarti. Le mie radici sono in quella destra di cui parli ed è vero che i liberali non rappresentano tutta la Cdl. Però poichè stimo molto la tua capacità di analisi voglio farti una domanda: c'è o no crisi d'identità nei giovani di An? è vero o no che l'esperienza di governo sta facendo prevalere un certo rampantismo su una cultura politica che pure durante anni di dura ostracizzazione si era mantenuta in "piedi tra le rovine"?

Anonimo ha detto...

Diciamola tutta: la vera cultura politica sta a destra. In questa destra moderna che ha avuto il coraggio di tagliare alcune vecchie radici (in primis il fascismo) e di far crescerne altre (l'impostazione cristiana - che non necessariamente implica il fideismo -, la difesa della famiglia tradizionale, la libertà economica).
La sinistra ha avuto il coraggio di fare lo stesso? E allora tacciano.

CampaniArrabbiata ha detto...

"Piaccia o meno, i liberali senza chi, pur di Destra, liberale non è, non vanno da nessuna parte, e men che meno al governo".


Vaglielo a far capire a loro. Nonostante tutto, si ostinano a censurare le idee altrui ritenendosi gli unici interpreti della realtà sociale. Snobbisti e classisti. Inciucino pure con Capezzone.

marshall ha detto...

Ho appena riletto il testo di una intervista rilasciata da BUKOVSKIJ.
Dovrebbe essere inserita nei testi scolastici per far conoscere e mantenere viva la memoria sugli 8o milioni di individui uccisi dai regimi comunisti, nel secolo scorso.

Massimo ha detto...

Federico, mi hai fatto una domanda secca ed io rispondo. Sì, c'è maggior "rampantismo" oggi di 30 o 40 anni fa, ma oggi AN è un partito con vocazione governativa, son finiti i tempi degli "urlatori" alla Luna. Adesso bisogna fare politica che è ... l'arte del possibile. L'ho scritto nel post, quindi l'ho rilevato. Per ora, però, vedo una sana ambizione che mette nel conto un qualche compromesso, ma ... q.b. ;-)

Il Fascismo anni 20 è improponibile e il "Fascismo del 2000" (ricordate chi usò questa espressione ? ;-) è quello evoluto, di governo, purgato non delle radici, ma degli eccessi e questo tipo di Fascismo, che così non si chiama più, è parte a pieno titolo della Destra che tu, Siro, hai perfettamente delineato.

Wat. Ho letto e commentato anche le due parti di oggi. Sono d'accordo sul tuo comemnto, ad esclusione della tua ... esclusione di ogni "sociale". Il sociale a Destra serve a moderare gli eccessi di un capitalismo che non sempre riesce ad esprimersi al meglio. L'arte di governare è fatta di pesi e contrappesi e la presenza di una destra sociale è il contrappeso ad una destra liberista. Ambedue, lasciate sole, sbragano negli eccessi e danneggiano la Destra e la nazione. Assieme, invece, possono rappresentare una ricchezza per tutti.

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo completamente quello che hai detto. Comunque ho notato che stanno nascende diverse anime nella destra e molte di queste vengono proprio dalla rete. Segno che c'e' una consapevolezza e una coscienza di poter cambiare il sistema, o quantomeno di poter dire la propria idea senza essere pestati da chi si professa pacifisto e poi fa la caccia al fascista nel 2006. Ciao.

Anonimo ha detto...

C'è fermento ora nella destra, c'è dialogo, confronto, ci sono discussioni. Tutto ciò era inesistente fino a pochi anni fa. Finalmente questa è la prova che c'è una CULTURA di DESTRA

Bobo ha detto...

Ciao!Io ho scritto la mia opinione su atreju 2006, anche se non ero presente, nel mio nuovo blog "Il Reazionario". Un' opinione tutto sommato positiva, ma viziata da alcuni dubbi che ho cercato di spiegare al meglio delle mie (limitate) possibilità. Quindi se ne hai voglia fai un salto, così magari metti a tacere alcune mie perplessità su questa manifestazione. A presto!

Massimo ha detto...

E io ti ho commentato, Bobo (bentornato !!!).
Direi che sia azzeccatissimo il commento della forza della passione: la vitalità delle varie anime di Destra, dimostrano che da noi c'è una vera cultura che si confronta su Valori e Ideali e non sulle poltrone e strapuntini da spartirsi o sul bottino di guerra (il tesoro pubblico) da usare, magari aumentando le tasse, per gli amici degli amici.