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15 dicembre 2008

Torneranno i Colonnelli ?

In Grecia continuano le contestazioni di piazza.
L’impressione è che siano messi peggio di noi, intendo sotto il profilo "evolutivo".
Senza offesa per i sudamericani, si direbbe che i continui moti di piazza, le manifestazioni sindacali, gli scontri con le Forze dell’Ordine, le devastazioni delle proprietà private, sono “roba da Sud America.
Anche lì hanno innalzato ad eroe uno che era in piazza a contestare (almeno pare che non lanciasse estintori …).
E la Grecia non riesce a sollevarsi dal suo ultimo posto in europa, da cui persino irlandesi e portoghesi sono usciti.
E me ne rammarico, perché amo la Grecia classica anche se, pur essendovi stato tre volte, solo una volta – nel lontano 1985 – “volli, fortissimamente volli” ripercorrere i luoghi della Grande Storia dell’Umanità e della Civiltà Occidentale: Maratona, Termopili, Salamina e Platea.
E trovai … il nulla !
Solo una statua (allora recentissima) dedicata a Leonida alle Termopili, una fontana a Platea e una stele (nella fotografia) a Maratona, anche queste apparentemente recenti.
Non so se, dopo oltre venti anni, hanno valorizzato quei luoghi storici, ma ne dubito visto quello che combinano nelle piazze.
E combinano disordini e devastazioni senza che le Forze dell’Ordine intervengano con determinazione, un po’ come in Italia.
Mi ricordo un altro periodo turbolento, un altro Karamanlis e un altro Papandreu.
Era l’aprile del 1967.
In Grecia era ancora vivo il ricordo della barbarie dei comunisti che avevano cercato di conquistare il potere con la forza e la violenza e molti temevano la vittoria dei socialisti di Papandreu.
I militari assunsero così il ruolo guida della nazione, con una Giunta Militare guidata da George Papadopoulos.
La Giunta governò la Grecia dal 1967 al 1974 quando, sbagliando i suoi conti esattamente come fece Galtieri capo dei militari argentini nel 1981 occupando le Falklands, cercò di portare nella sua orbita Cipro.
L’intervento della Turchia, divise Cipro e segnò la fine della Grecia dei Colonnelli.
Oggi la Grecia, alla faccia dell’essere la patria della democrazia, è in preda ad analoghe turbolenze e, ancora una volta, è la sinistra che distrugge la proprietà altrui ed usa violenza, proclama scioperi, incurante dei danni che provoca.
La Storia non si ripete mai sempre uguale, ma è possibile che nei paesi mediterranei noi si debba convivere con una sinistra che non impara mai dai suoi errori e che diventa una autentica palla al piede per ogni nostro sviluppo e progresso ?

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3 commenti:

Nessie ha detto...

Ti è andata bene con le Termopili. IO cercavo il Partenone ad Atene e l'ho trovato più annerito e affumicato di una fabbrica di carbon fossile, in mezzo a un traffico assordante e a uno smog da fare paura.

cronista da bananas ha detto...

in Grecia come in Italia sembra ormai che tirare sassi, molotov (o come dici tu estintori) alla polizia sia cosa normale e tollerabile..

Massimo ha detto...

Eppure, Nessie, Atene mi piacque ... :-)
Non ho idea come sia la Grecia adesso (le località turistiche come Rodi e Creta non sono uno specchio affidabile) ma nel 1985, almeno Atene e Delfi erano posti in cui c'era un richiamo alla Grecia che abbiamo amato nei libri del ginnasio e del liceo.