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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

03 marzo 2009

Come sono prodighi i politici con i NOSTRI soldi !

Siamo in crisi.
I PIL sono in calo.
Le borse “bruciano” miliardi di capitalizzazione.
I grandi “manager” della finanza si … accontentano di pochi milioni di stipendio, al posto delle precedenti decine.
Gli “esperti” economici ci spiegano con abbondanza di particolari perché siamo in crisi (dopo che tutti l’hanno riscontrata).
Eppure pare esserci un settore che non è in crisi: la zecca di stato.
Di qualunque stato.
Oltre oceano quello “giovane, bello (?) e abbronzatospende e spande miliardi di dollari, come fossero noccioline e per fortuna che il Congresso, pur a maggioranza democratica, ha posto un limite al suo delirio di onnipotenza spendacciona.
In Francia il marito di Carla Bruni aiuta senza ritegno la sua industria automobilistica, fregandosene altamente delle (timide) riserve di Bruxelles, ormai in rotta politica (oltre che economica).
In Inghilterra Gordon Browne spera di ribaltare i sondaggi pompando denaro a più non posso nelle banche e nazionalizzandole.
In Italia Berlusconi ha acconsentito ad un nuovo ciclo di rottamazioni pro Fiat, ha fatto comprare Alitalia ai privati, ma accollando allo stato i debiti della parte in perdita e continua a chiedere scusa (ma noi non abbiamo nulla di cui scusarci, anzi i libici ci devono solo ringraziare) alla Libia, coprendo di elogi e di soldi (non suoi) Gheddafi.
Tutti assieme si sono poi trovati a Sharm El Sheik (mica nella pensioncina di Cesenatico !) per regalare miliardi fitti ai palestinesi.
Naturalmente questo prodighi signori hanno impegnato non i loro risparmi, ma i NOSTRI soldi.
Sì, perché tutto questo fiume di denaro che viaggia su e giù per il mondo, è il NOSTRO denaro.
E’ denaro sottratto alle NOSTRE personali esigenze.
E’ denaro sottratto al finanziamento delle NOSTRE Forze dell’Ordine per garantire la NOSTRA sicurezza.
E’ denaro sottratto alla cura e manutenzione delle NOSTRE strade e delle NOSTRE città.
Quousque tandem abutere patientia nostra?

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7 commenti:

raf ha detto...

Massimo, io non voglio essere ne filopalestinese, ne filosisraeliano. Però il popolo palestinese soffre a Gaza che è quasi completamente distrutta, la popolazione è affamata, vi è un embargo, e poi i coloni e l'esercito hanno depredato le loro fonti naturali(terre, acqua, uliveti)e soldi. E' dovere dell' Occidente cristiano fare misericordia nei confronti di questa popolazione sofferente. Lasciare questa popolazione in balia della miseria e della distruziine sarebbe solo fare un regalo ai terroristi che strumentalizzano le sofferenze di questa popolazione, acquisendo così comsenso e nuove reclute.
Sono d'accordo con te, però, sulla stoltezza che hanno fatto i nostri politici nel togliere i finanziamenti alle Forze dell 'Ordine.

Massimo ha detto...

1) I palestinesi hanno seguito i loro capi nel tentativo di annientare un popolo che si sta solo difendendo (la miglior difesa è l'attacco).

2) L'Occidente ha già pompato miliardi ai palestinesi che i capi palestinesi o si sono intascati (veggasi la cospicua eredità di Arafat) o li hanno sperperati in armi (veggasi le quantità industriali di missili che arrivano a Gaza). Adesso basta pagare per la loro voglia di distruzione, tanto per quanti soldi possiamo erogare, quelli li spenderebbero sempre in armi, salvo poi pretendere che noi - che pure abbiamo subito in passato i loro atti terroristi - li si mantenga. Basta !

raf ha detto...

Massimo, come fanno i Palestinesi ad "annientare" IOsraele, quando è solamente un povero popolo al cospetto di Israele che è l'esercito più potente al mondo e dotato di ben 400 bombe nucleari??!! I tanto "famigerati missili di Hamas", cioè i razzi quassam, sono poco che più che petardi, che fanno buci di 10 cm nel terreno. In 8 anni, hanno fatto appena 8 moerti, al confronto dei 7000 morti palestinesi. Inoltre, nell' operazione "piombo fuso" durata dal 28 dicemmbre fino al 18 gennaio, Israele ha ucciso ben 1500 civili palestinesi, di cui la maggior parte bambini e feriti e mutilati decine di migliaia di civili. E' stato inoltre accertato, anche per ammissione stesso dell' esercito issraeliano, che l'esercito esraeliano ha usato bobe al fosforo, vietate dal diritto internazionale.
Inoltre ti ricordo che tutta la Destra radicale,a partire da Forza Nuova, Fiamma tricolore, e altri, hanno espresso solidarietà a favore del popolo palestinese e criticato apreamente Israele.

Massimo ha detto...

I palestinesi sono solo la scusa dell'intero mondo arabo e musulmano che da 60 anni cerca di "buttare a mare" gli ebrei.
Israele è riuscito ad arrivare a questo punto di relativa stabilità, proprio perchè ad ogni israeliano colpito riusciva a colpirne 1000 tra il nemico, rendendo improponibile ogni attacco.
I 1500 morti palestinesi sono responsabilità esclusiva di chi ha lanciato i missili su Israele che ha piena legittimità alla reazione: il diritto di rappresaglia.
Non è detto che si debba condividere tutto quello che propongono i partiti che appartengono all'area politica che si vota. E questo vale anche per Forza Nuova, Fiamma Tricolore e tutta la Destra radicale.

raf ha detto...

Massimo, sono gli israeliani che hanno "buttato a mare" i palestinesi e non viceversa. I palestinesi vivevano su quella da terra da 1500 anni, e sono sati cacciati dall' immigrazione colonialista e dall' Onu nel 1948 quando fondò lo Stato d'Israele, costretti a vivere assediati in campi profughi. I palestinesi sono un povero e martoriato popolo e non potrebbero mai nuocere ad Israele che he ben 400 bombe atomiche. Ripeto, i "missili" di hamas sono solo poco più che petardi. Israele li usa come pretesto per annientare i palestinesi(leggiti le dichiarazioni degli estremisti israeliani, a cominciare da Liebermann).E comunque in un attacco anche se legittimo, ci è tenutio a rispettare le convenzioni internazionali del rispetto per i civili., senza usare bombe proibite al fosforo e colpire indiscriminatamente i civili.
I palestinesi votano Hamas per lo stesso motivo per cui gli israeliani votano Likud:in tempi di guerra, vincono sempre le parti politiche più estremiste. Tu che vivi a Bologna, tra un piatto di tortellini e un bicchiere di lambrusco e tanta, tanta opulenza, è difficile immaginare la disperazione e l'odio in cui versana la martoriata popolazione palestinese. da quelle parti, ogni persona ha un caro o un amico ucciso dai soldati israeliani. Tu che faresti fuori un ladro, dovrsti capire che a maggior ragione si può provare odio mortale nei confronti di chi ti ha ucciso un caro, ti ha bombardato la casa, ti ruba le terre, i soldi e ti lascia vivere nella più sqaullida miseria attravero un feroce embargo. Cerca di immedimarti nella loro soofferenza. Io sono per l'occidente cristiano, per la famiglia, ed esprimo la mia solidarietà al popolo palestinese e a quello israeliano. Un cristiano sta dalla parte dei più deboli.

Massimo ha detto...

Come accadde per tutti i territori fino ad allora soggetti all'Amministrazione delle Potenze Coloniali, anche la Palestina fu divisa tra i suoi antichi abitanti: Filistei ed Ebrei. Gli Ebrei ebbero assegnato una parte del loro antico territorio, prevalentemnente desertico che hanno reso produttivo. Solo dopo 20 anni altre nazioni arabe cedettero parte del loro territorio, che pure apparteneva all'antica Palestina, per costituire uno stato palestinese. Finora i soldi scioccamente versati dagli Occidentali sono stati utilizzati per tutt'altro. Dimentichi le quattro guerre vinte pur contro nemici preponderanti che hanno sancito sul campo il diritto di Israele ad esistere e a difendersi. Ma il punto non è storico. Il punto è che, davanti ad una crisi unica, non possiamo permetterci di sperperare denaro che sarebbe meglio impiegato per alleviaere le sofferenze di chi ci è più vicino.

raf ha detto...

In quanto ai nemici "preponderanti", se Israele l'avesse voluti annientarli grazie alle sue bombe atomiche lo avrebbe fatto, ovviamente non l'ha fatto per una questione di diplomazia internazionale e perchè altrimenti sarebbe stata isolata da tutto il mondo.
In quanto all'ultimo punto, sono d'accordo con te: è opportuno pensare prima ai nostri problemi e poi a quelli degli altri. Però non dimentichiamoci degli altri.