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19 aprile 2009

Il vecchio resiste e il nuovo barcolla

La vicenda del terremoto in Abruzzo, del referendum elettorale, delle nomine rai pur non essendo novità nella cronaca e nella politica italiana, in questo aprile 2009 demarcano con grande nettezza lo spartiacque tra il vecchio modo di interpretare e fare politica e un “nuovo” modello che ha un solo, barcollante interprete, spesso isolato (e mal consigliato) anche dai suoi collaboratori: Silvio Berlusconi.
Vediamo infatti che il rimpiazzo di Veltroni, nel disperato tentativo di limitare le perdite di consenso, non si fa scrupolo di ingaggiare una polemica strumentale ogni giorno.
Il referendum elettorale come momento di spreco.
Uno spreco, però, voluto da chi il referendum ha promosso, non certo dal governo.
E se il referendum fosse sentito dal Popolo, non avrebbe bisogno di ricorrere al traino di altre elezioni, di genere completamente diverso, in un indigesto pastone di mele e pere.
Ma il vice di Veltroni si aggancia a qualsiasi tema pur di avere spazio nei notiziari, interpretando la parte del combattente contro Berlusconi.
Ed ecco che davanti ad una logica dichiarazione del premier (le indagini sui crolli non ostacolino la ricostruzione) insorge ritenendola un “insulto”.
Mi piacerebbe conoscere l’opinione degli sfollati: preferirebbero avere un tetto sulla testa o vedere i magistrati che indagano per anni sulle responsabilità tra perizie e controperizie ?
Comunque adesso sappiamo perchè si sono tenuti nelle baracche, in passato, migliaia di italiani colpiti da analoghi eventi naturali: prima le indagini, poi la ricostruzione, se questa è una mentalità pratica …
Terzo attacco del segretario a termine del pci/pds/ds/pd sulle nomine rai.
Con una finta ingenuità che ispirerebbe ben altre reazioni, critica i contatti tra la maggioranza parlamentare e i dirigenti rai.
Ma dov’è vissuto fino ad ora ?
Finchè la rai sarà pubblica le nomine spetteranno – logicamente – alla maggioranza con una lottizzazione che rispecchia i rapporti di forza parlamentari.
Perché, invece di scandalizzarsi ipocritamente per questo rito obbligato dalla natura pubblica della rai, non presenta un disegno di legge per la privatizzazione totale della rai ?
A supporto di un partito così dissestato arriva anche il “soccorso rosso” di Napolitano che, in ogni senso, rappresenta al meglio il vecchio che resiste.
Sua è, in ultimo, l’ennesima lettera per “rivendicare” le sue prerogative nell’esame dei decreti leggi e loro successive conversioni.
E’ evidente che il vecchio modo di far politica qui si tramuta in un ossessivo rispetto delle forme, anche quando queste, nel 2009 !, andrebbero a scapito della sostanza.
Nella crisi economica come nel post terremoto, il Popolo non è interessato ai formalismi, ma alla concreta attività per migliorare le condizioni di vita di tutti.
Mi sembra che Berlusconi lo abbia, quanto meno, intuito anche se altrettanto non si può dire dei suoi collaboratori e consiglieri che stanno ripercorrendo le vecchie strade già battute delle chiacchiere e della retorica.
E purtroppo combattere da solo stanca anche i guerrieri più indomiti.
Vediamo così che anche Berlusconi sembra cedere alle sirene di chi gli suggerisce di partecipare, per la prima volta in 15 anni, alle liturgie per una guerra che l’Italia ha perso 64 anni fa.
Il vecchio così resiste, mentre il nuovo non sembra godere di buona salute.


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1 commento:

Nessie ha detto...

Se c'è stata una cosa simpatica nel Berlusca è quella di non essersi mai piegato alla retorica resistenziale del 25 aprile. Speriamo resista anche quest'anno e che non si pieghi a quel chierico vagante tinto di rosso di Franceschini. Basterebbe che si ricordasse di che fine hanno fatto fare alla povera Moratti, solo per aver portato a spasso il vecchio padre disabile in quella data.