Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

15 ottobre 2009

Una pallottola per Berlusconi:ipocrita chi si scandalizza

Leggo ne Il Resto del Carlino che un tal Matteo Mezzadri, di anni 22, da Savignano sul Panaro (MO) avrebbe commentato contro Berlusconi su Facebook: “Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi!’’.
Mezzadri è coordinatore dei “giovani democratici” di Vignola (MO), anzi lo era, visto che, dopo essere stato “sgamato”, è stato costretto a rassegnare le dimissioni (non dubito, però, che quando le acque si saranno calmate, verrà “recuperato”).
La frase si commenta da sola e si aggiunge ai brindisi di qualche anno fa di certa “alta società” alla morte del Premier, ai film in cui, immancabilmente, Berlusconi veniva ucciso, ai racconti in cui lo si torturava o, addirittura, lo si uccideva (persino un racconto di fantascienza – se non erro di Stefano Carducci – si concludeva con l’esplosione dello yacht di un Premier, lui incluso, in cui non era difficile riconoscere Berlusconi).
La cultura della morte, che sin dai tempi degli anarchici, per passare al sostegno dei vari movimenti terroristi (Ira, feddayn, tupamaros, vietcong, sendero luminoso, eta) ammantandoli di “nobili” obiettivi, fino ai più recenti “dieci cento mille Nassirya” o “meno sei”, è “patrimonio” di certa sinistra, si manifesta anche con l’invocazione a “qualcuno” perché pianti una pallottola in testa a Berlusconi, essendo troppo vigliacchi per provarci in proprio.
Ma non voglio gettare la croce sul Mezzadri (nel cui pentimento non credo affatto, anche perché sono convinto, leggendo commenti, post, articoli di elettori, giornalisti, esponenti della sinistra, che il Mezzadri ha solo esternato, con molta onestà, quel che altri, ipocritamente, desidererebbero potesse accadere) bensì voglio prendere lo spunto per denunciare l’abiezione cui è giunta la lotta politica oggi.
La sinistra ha talmente eccitato l’odio contro Berlusconi (e contro chi lo sostiene) che adesso, anche volendolo, non è più in grado di fare marcia indietro.
Avendo usato parole forti e non essendo stata ascoltata (per fortuna !) dall’elettorato, oggi si trova nella necessità, per continuare a “fare notizia”, di alzare i toni dello scontro.
E poiché a Destra non siamo disponibili a porgere l’altra guancia, la reazione è uguale e contraria, alzando vieppiù i decibel.
E non vedo come sia possibile fare marcia indietro, visto che perché ciò accada, occorrerebbero dosi massicce di bromuro per lunghi anni, tanti quanti ci dividono dall’inizio della c.d. “tangentopoli”, perché è da lì che si è manifestato l’odio comunista (e della sinistra in genere) nei confronti di tutti coloro che, a torto o a ragione, sono stati individuati come “nemici” e ostacolo per la conquista del potere.
Ma bisognerebbe anche rivedere l’uso di internet, dei forum, dei blog, dove chiunque – tanti – scrive manifestando per intero il suo astio verso la controparte.
Mi sono accorto io stesso che da quando ho cominciato a partecipare ai forum di internet, le mie posizioni si sono radicalizzate, sono diventato meno (e adesso, per nulla) disponibile al dialogo con la controparte, non sono disponibile ad accettare un compromesso sulla politica.
Situazione ben diversa dal mio stato d’animo, quando ero più giovane, anche negli anni settanta e ottanta, ben più violenti degli attuali.
Sarà perché ho conosciuto il livello (assai basso) di chi si mette a parlare di politica ripetendo a pappagallo le veline della sinistra, sarà perché questo mezzo di comunicazione porta a "metterci del proprio" o è sin troppo veloce, sarà perché la conoscenza del “nemico” ci aiuta a rafforzare le nostre convinzioni, ma sono entrato nell’ordine di idee che internet – utilissimo per certi versi – è mortale per i rapporti umani, accentuando ed elevando a potenza le passioni.
Non è un caso che uno come Grillo sia partito proprio da internet per lanciare le sue invettive.
Bisognerebbe bloccare quindi la semina dell’odio che conduttori televisivi, telegiornalisti, comici a senso unico , profondono persino dalla televisione pubblica, con i soldi di tutti.
Io mi ricordo ancora quando i Gino Bramieri e i Walter Chiari, i Raimondo Vianello e i Paolo Villaggio, facevano ridere senza dover necessariamente estrapolare un tic, una vicenda, una parola o prendere sistematicante in giro un personaggio pubblico, ma solo con l’arte della vera comicità.
Adesso i comici che appaiono in televisione o attaccano Berlusconi, ironizzando più o meno con arguzia, oppure non riescono a strappare un sorriso neppure se scivolassero sulla classica banana.
La mancanza di rispetto che si riversa su tutti coloro che sono invisi alla sinistra, non è frutto di oggi e questo aggrava la posizione della sinistra per lo stato miserevole della politica dell’oggi.
Ricordo le accuse (poi rivelatesi infondate) rivolte al Presidente Giovanni Leone (e solo perché lui era bruttino e aveva una bella moglie, era detto “un cornuto al Quirinale”), il tentativo di delegittimare il Presidente Francesco Cossiga (non avendo possibilità di incolparlo di ruberie o di tentativi di colpo di stato come si stava facendo con il Presidente Antonio Segni prima che fosse “tolto di mezzo” con un “provvidenziale” ictus, cercarono di indurci a credere che fosse “pazzo”, forse perché si era messo contro la sinistra ?), le offese rivolte al Presidente del Senato Amintore Fanfani, verso cui, ignota mano, durante una votazione per l’elezione del presidente della repubblica, scrisse: “nano maledetto, non sarai mai eletto” (le offese verso i nani, i gobbi -Andreotti -, i pelati non sono mancate con provenienza di quella parte politica, la sinistra, che oggi fa del “politicamente corretto” un dogma intoccabile … tranne quando si deve offendere Berlusconi).
Tutte affermazioni contro le massime cariche dello stato che, evidentemente, quando sono ricoperte da un esponente inviso alla sinistra non devono essere “rispettate”.
In un commento dalla cara Nessie , sia pure in riferimento alla triade che cerca di scalzare Berlusconi ma perfettamente applicabile all’attuale situazione, scrissi: “fino a quando potremo tollerarlo ? Probabilmente finchè a casa ci aspetterà un bagno caldo e un bel piatto di spaghetti ben conditi “.
Allora continuiamo a correre verso il precipizio, ignorando i segnali che brindisi, film, racconti e commenti dove si spera e ci si augura la morte del Premier non sono che la punta di un iceberg destinato a collidere con l’Italia intera, quando il bagno caldo e il piatto di spaghetti non saranno più sufficienti a far sbollire la rabbia contro "l'altro" che andiamo accumulando, giorno dopo giorno, anche a causa delle troppe occasioni di contatto con questo "altro".

Entra ne

9 commenti:

Nessie ha detto...

La subcultura dell'odio, o meglio, l'odiocrazia è parte integrante dell'ideologia marxista che predica per l'appunto "l'odio di classe". Perciò non credo che monitorare Internet serva granché, se dall'Ottocento a oggi si predica l'odio e la violenza "rivoluzionaria". Anzi, io direi di non toccarlo affatto questo tasto, tenuto conto, che la "stampa libera" è in mano ai potentati economici e finanziari e che veniamo ingannati e distratti da altre pseudonotizie da mattina a sera.

Pertanto, non ci resta che la rete. Forse se i giornalisti usassero di meno la "langue de bois" (lingua di legno) della diplomazia, e ci informassero papale, papale senza velinismi di potere, ecco che non ci sarebbe bisogno di Internet per sfogarsi.
Detto ciò, la misura è stracolma perché non si deve permettere di arrivare a questa escalation del Mezzadri.
Identificare e punire severamente il predicatore d'odio, ma per carità non tocchiamo l'Internet. Altrimenti la violenza "verbale" deflagrerà nelle piazze in modo irrefrenabile.

Massimo ha detto...

Non lo so, Nessie. La rete è una grande scusa per non fare, pensando di aver fatto con un post. Certo che non avrei mai pensato di provare nostalgia per la politica fatta in piazza, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, degli anni settanta, pur con tutti i suoi annessi e connessi. Sarà l'età ? :-)

PRESS ha detto...

Mi piace questo post Massimo. Tocca un argomento che sento molto vicino alle mie corde. Internet sembra tutto ma è solo una parte e il mondo dei blog, non so quante volte l'ho ripetuto, è lo specchio della miserevole e convulsa società di oggi. Perchè dovrebbe essere diverso? E' vero può esserci la tentazione di demandare a ciò che scriviamo la nostra "partecipazione" alla politica ed è altrettanto vero che "praticando lo zoppo impari a zoppicare". Se la violenza gratuita dei commenti, la loro mancanza totale di conoscenza storica, la loro sciatteria è contagiosa, eliminare i blog e la comunicazione in rete sarebbe un male maggiore. Sono d'accordo con Nessie, se metti un tappo qui la bottiglia
( molotov) scoppierà lì. E' preferibile? Noi dobbiamo evitare di prenderci in considerazione fuori misura, ma la misura è oggi diventato un bene raro. Comprendo la tua perplessità: forse anche tu come me vorresti capire, interloquire, condividere...Non è possibile oggi nè in rete nè in piazza fuori da gruppi di pensiero omogenei; la colpa di questa aberrante situazione sta a sinistra, sta nella arroganza ideologica di chi ha deciso di considerarsi sempre sul lato buono della strada senza aver mai studiato nulla di viabilità e urbanistica. Sono certo che l'aria di questi ultimi mesi, se non cambia, sarà foriera di fatti gravissimi e sanguinosi: in quel caso essere da una parte o dall'altra potrebbe essere pericoloso e questa, al mio paese, si chiama GUERRA CIVILE, quella che viene invocata e nutrita tutti giorni dai politici come Di Pietro , Franceschini, Ferrero o da giornalisti come Santoro. Ciao

Massimo ha detto...

Negli anni settanta, Press, dopo qualche scaramuccia in piazza, ci si ritrovava tutti allo stadio, al palazzo, oppure nella squadra della classe o della scuola. Certo, a Milano, Roma, Padova era una caccia all'uomo. Certo gli "anni di piombo" non furono la solita invenzione giornalistica. Ma non ho mai pensato, allora, che potesse scoppiare una vera guerra civile (tipo quelle, per intenderci, che abbiamo visto nella Jugoslavia a brandelli del post comunismo. Oggi sì. Se l'odio che c'è in internet e in certe trasmissioni televisive di sinistra, e di cui si nutrono tanti a sinistra, allora la guerra civile, quella guerra civile è dietro l'angolo. Basta che una nuova crisi economica distrugga il benessere dietro il quale ci ritroviamo (l'acqua calda e gli spaghetti) che la rabbia esploderà con la violenza. Ricordiamoci che la precedente campagna contro Berlusconi portò un tizio a tirargli un cavalletto fotografico. Ci vuole nulla a trasformare la speranza dei tanti Mezzadri in realtà. Internet non ti consente di riflettere, è troppo veloce. Ma è la stessa realtà di oggi che è troppo veloce, per cui se non replichi con immediatezza, domani c'è già un altro tema all'ordine del giorno e la "percezione" del prossimo è che tu abbia torto. Non ho una soluzione. Probabilmente la nostra democrazia è malata o alla fine del suo ciclo, Ma il virus non si chiama Berlusconi. Semmai Berlusconi è la cura. ;-)

Nessie ha detto...

"Ma non ho mai pensato, allora, che potesse scoppiare una vera guerra civile (tipo quelle, per intenderci, che abbiamo visto nella Jugoslavia a brandelli del post comunismo".

La nostalgia del dì che fugge è una pessima consigliera. E spesso anche gli anni violenti della gioventù li si mitizza, proprio in quanto trascorsi, come è trascorso il tempo.
Li ricordo quegli anni, e quando li rivedo in Tv nei documentari a MIlano che puzzava tutti i giorni di candelotti lacrimogeni mi dico che era una violenza, una guerriglia urbana quasi tutti i giorni. Molti ragazzi giovani cadevano sotto il piombo, da una parte come dall'altra. E anche qualche giovane poliziotto. E la guerra civile era sempre dietro l'angolo.
I caduti di questa guerra per bande armate erano tanti. Il terrorismo rosso ha fatto qualcosa come oltre 700 vittime. E il bello è che ci siamo dimenticati i loro nomi. Per non contare le continue risse in parlamento. Solo un povero vecchio "rosso antico" come Napolitano , salta su a rimpiangere il fair play di quei tempi. Quale fair play? I lanci di calamai? i calci? i pugni e le botte da orbi del compagno Pajetta, sempre il primo a fare baruffe e a passare alle vie di fatto nelle aule di MOntecitorio?

Però ti do ragione solo su una cosa. I mezzi informatici allontanano dalla socialità di gruppo, e creano un isolazionismo che è insano proprio perché solitario e autoreferenziale. E tutto sommato, inconcludente. Ci si avvicina a delle verità che durano lo spazio di un post. POi la fotografia della realtà è già cambiata.

Massimo ha detto...

"Certo, a Milano, Roma, Padova era una caccia all'uomo. Certo gli "anni di piombo" non furono la solita invenzione giornalistica."
Ho anche premesso queste due frasi. Ma la mia esperienza fu diversa. Ancora nel 1974, nel pieno degli anni di piombo, nell'estate del 1974, l' "estate prima degli esami", ci si ritrovava tutti, a casa dell'uno o dell'altro, per guardare i mondiali di calcio ... assieme, parlando di persona con i propri amici ... :-)

PRESS ha detto...

Secondo me agli inizi degli anni 70 siamo stati ad un passo dalla guerra civile. Ho scritto un post "di pancia" perchè ho esperienza diretta di quegli anni a Milano. Che adesso, dopo 40 anni, si stia ancora qui a leggere e sentire una tale quantità di odio versato verso i cosidetti "avversari politici" è qualcosa di sconvolgente. Ci sono diversi modi di combattere una guerra civile; uno di questi la sinistra lo sta già utilizzando da anni. E funziona, si chiama INFORMAZIONE. Poi potrebbero venire le intimidazioni vere, i danni patrimoniali, la galera per i reati d'opinione ( solo verso una certa parte) e , se necessario, qualche colpo di rivoltella ben dosato.

daria ha detto...

riferendomi al post:capisco ma non condivido il tuo pensiero...quindi non mi resta altro che salutarvi tutti!adios!

Massimo ha detto...

"Adios", Daria.