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26 novembre 2009

Il problema non è Berlusconi

Alcuni giorni fa Pierferdinando Casini, non volendo essere da meno di Fini ma con la maggior classe che ormai dobbiamo riconoscergli rispetto al suo (e purtroppo anche mio) concittadino, ha offerto una nuova mela avvelenata a Berlusconi.
Il Governo, dice il leader Udc, si presenti in parlamento e chieda un voto circoscritto alla persona di Berlusconi per renderlo immune, per tutto il suo mandato, dalle inchieste giudiziarie, perché il problema è Berlusconi e va risolto.
No, caro Casini, il problema non è Berlusconi, ma tutti coloro che da quasi 16 anni, da quando Berlusconi si affacciò alla politica, cercano di tagliargli le gambe in ogni modo (con le aggressioni giudiziarie, fantasiosi teoremi ai quali il Popolo ha già ampiamente risposto assolvendo il Premier, con il voto, da tutte le accuse; con le campagne medianiche di demolizione dell’immagine che si sono risolte in un boomerang, soprattutto se si confrontano i gusti del Premier con quelli di “governatori “ fiori all’occhiello della sinistra; con piazzate che hanno il solo risultato di danneggiare la nostra economia, la nostra immagine e le nostre città) tranne che con il metodo maestro della contrapposizione di idee, valori, progetti, dalla quale uscirebbero con le ossa rotte.
La politica italiana, evidentemente, non è abituata ad un personaggio che abbia carisma, carattere, determinazione e, soprattutto, tenda a mantenere le promesse fatte all’elettorato.
Sono gli stessi motivi per cui, con pesante scorno per i suoi oppositori, Berlusconi continua a vincere le elezioni e ad avere un alto gradimento.
Il problema, quindi, non è Berlusconi, bensì impedire alla sinistra di danneggiare il cammino che l’Italia, Berlusconi regnante, può compiere verso un maggiore benessere e sicurezza.
Non è un caso che i maggiori ostacoli al Premier vengano da una casta iperprotetta e superpagata come quella dei magistrati che giudicano il prossimo solo per aver vinto un concorso e giudicano anche quando in causa c’è uno di loro.
E’ necessario, per prima cosa, creare un vero sistema di Giustizia in Italia, che passa attraverso una riforma organica che non può che essere quella che ci porti ad avere pubblici ministeri eletti dal Popolo (così si occuperanno dei veri problemi della sicurezza dei cittadini e non di entrare nel cono di luce del Premier) e giudici scelti non per un burocratico concorso, ma tra professori, giuristi, avvocati di chiara fama ed esperienza.
Risolto questo problema che coinvolge tutti gli Italiani, saremo in grado anche di affrontare tutti gli altri, a cominciare da quello dell’immigrazione: una volta che i giudici non si riterranno più designati ad “interpretare” norme già chiare, anche la lotta all’immigrazione avrà più efficacia (per quanto non veda necessario il passaggio giudiziale per espellere un illegale: uno o è entrato legalmente in Italia o illegalmente e ne consegue con immediatezza il comportamento da adottare nei suoi confronti. Che bisogno c’è di un giudice che costa e dilata i tempi dell’espulsione ?).
Il problema non è Berlusconi, ma chi, rappresentando solo una minoranza degli Italiani e talvolta neppure quella, non gli si oppone proponendo una progetto alternativo, ma confidando nella eliminazione del Premier attraverso una qualche iniziativa estranea alla politica.

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2 commenti:

Valerio ha detto...

il "popolo" non ha il potere di assolvere nessuno

Massimo ha detto...

La giustizia è amministrata "in nome del Popolo", non per un divino potere che, come lo spirito santo, discende sui magistrati. Il Popolo ha votato, ben conoscendo le accuse che gli venivano rivolte, per Berlusconi e questo equivale ad una assoluzione per volontà di quel Popolo nel nome del quale è amministrata la giustizia.