Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

31 marzo 2010

Prova di forza contro il soccorso rosso

Sarebbe troppo facile scrivere un post ridicolizzando i tentativi di Bersani di proiettare l'immagine di una “non vittoria”.
E' invece opportuno sollecitare il Governo, che ha ricevuto un rinnovato e forte mandato dal Popolo Sovrano, a proseguire sulla strada intrapresa senza farsi fuorviare dal soccorso rosso che si è già oggi manifestato con il rifiuto di Napolitano a firmare il ddl sul lavoro.
Napolitano ha esercitato un suo legittimo potere rimandando la legge alle camere, ma queste potranno ugualmente esercitare un loro legittimo potere rivotandola così come è e, in base all'art.74 (credo …) della costituzione nata dalla resistenza antifascista ...bla … bla … bla … la legge deve essere promulgata.
Oppure Napolitano si dimetta.
Non mi piacciono le prime dichiarazioni possibiliste di Sacconi, che dice di essere pronto alle modifiche per tener conto delle osservazioni di Napolitano.
In questo modo gli si concede un potere di veto che si trasforma in un autentico soccorso rosso nel momento in cui gli stessi dirigenti del pci/pds/ds/pd annaspano nel tunnel senza trovare l'uscita.
Non ho votato Lega perchè poi il Governo lanci ciambelle di salvataggio ad una opposizione che è riuscita persino a far sembrare un gigante Di Pietro che, invece di accampare scuse, ha dichiarato che le elezioni sono state vinte dal Centro Destra.
Il mio timore è che Berlusconi, persona generosa, dimentichi, nella soddisfazione del risultato, tutto quello che la sinistra gli ha fatto passare in questi mesi e tenda la mano a Bersani & soci.
Invece bisogna andare avanti come una panzerdivision e rivoltare come un calzino l'Italia delle consorterie, delle lobbies e dei poteri forti.
Diversamente, tra un anno o meno, saremo al punto di partenza con Napolitano che rallenta il processo riformatore, con Fini che si mette di traverso, con i media di sinistra che costruiscono storie sulle voci e con le toghe rosse che costruiscono teoremi dopo aver intercettato mezza Italia.

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30 marzo 2010

Premiata Ditta Berlusconi & Bossi

Il Centro Destra ha vinto.
Contro ogni pronostico.
Contro il partito delle toghe rosse.
Contro gli scandali architettati.
Contro i talebani dei continui “no”.
Contro persino lo scippo della lista a Roma.
Contro le quinte colonne interne.
Contro i laicisti anticlericali.
Contro nani e ballerine che, con i soldi di tutti, mettono in piedi trasmissioni faziose che fomentano solo l'odio.
Se un mese fa, prima dello scippo della lista pdl a Roma, mi avessero proposto l'odierno risultato, sarei stato insoddisfatto per l'elezione della Polverini.
Dopo la vicenda della lista romana, invece, riesco a provare piacere persino nel vedere la Polverini presidente del Lazio, anche perchè credo che lei stessa debba riconoscere che la sua elezioni è merito di Berlusconi (a un po' anche di Bossi) che l'ha sostenuta, mettendo in campo tutto il suo peso, mentre il suo originario mentore, Fini, al primo scoglio, si faceva di nebbia pronto a calare sulle ipotizzate spoglie di Berlusconi.
In Piemonte, invece, è stato Bossi a crederci sin dall'inizio, mettendo in campo uno degli uomini migliori della Lega.
In Veneto più di un elettore su tre vota Lega.
Lega che anche in Emilia supera il 10%, sfiorando il 14%.
Da non nascondere la vittoria del Centro Destra alle provinciali di L'Aquila a dimostrazione del buon lavoro svolto nel dopo terremoto: una smentita secca dei tentativi di infangare Bertolaso e, con lui, Berlusconi.
Berlusconi ha avuto ancora una volta ragione nell'impostare la campagna elettorale come un referendum sulla sua persona e sull'operato del governo.
Il Popolo Sovrano lo ha, per l'ennesima volta, assolto dalle accuse che, come ad ogni elezione, gli sono piovute addosso.
Grandi sconfitte le procure rosse, la sinistra viola (oggi di rabbia), i laicisti anticlericali e le loro quinte colonne all'interno del Centro Destra che hanno sposato la tesi dell'incapacità nella vicenda della lista scippata a Roma belando nel gregge, invece di combattere la buona battaglia per il diritto al voto.
E che questo aiuti anche a individuare quelli sui cui Berlusconi potrà fare affidamento, da chi, nascondendosi dietro forme leziose di inutile intellettualismo fine a se stesso, ha mostrato la sua "affidabilità" nei commenti sulla vicenda della lista romana del Pdl, sposando da subito e in toto la tesi della sinistra sulla "incapacità" dei dirigenti del Centro Destra.
Sconfitti anche tutti coloro che pensavano di partire da importanti regioni come Lazio e Piemonte per lanciare l'ennesimo attacco contro la Famiglia e la Vita.
Se guardiamo alle venti regioni italiane, adesso dieci sono amministrate dal Centro Destra: Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Sardegna.
Sette amministrate dalla sinistra: Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata.
Una (Sicilia), vinta dal Centro Destra che ha da anni una solida maggioranza, dipende dall'umore di Lombardo.
Due (Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige) sono particolari per la presenza di liste autonome come la Unione Valdotaine e la Svp.
Ma già da questo panorama, considerando popolazione, dimensione delle regioni e loro reddito, si può capire come il Centro Destra consolidi la sua maggioranza e la sua capacità di rappresentare il sentimento della maggioranza degli Italiani.
Berlusconi è ben lungi da quel tramonto, da quel declino che, ad ogni elezione, sognano i suoi vari oppositori: da Ochetto a Bersani.
Oppositori che questo 28 marzo 2010, come 16 anni fa nel 1994, hanno fatto la stessa figura dei pifferi di montagna: vennero per suonare e furono suonati.
Adesso Berlusconi, d'accordo con Bossi, deve dare attuazione ai programmi:
meno tasse,
blocco dell'immigrazione,
no alle derive morali,
riforma della giustizia,
basta con i programmi televisivi pagati da tutti ma faziosi fin nel midollo.
L'amore vince sempre sull'odio.

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29 marzo 2010

Avere,esprimere e diffondere una opinione non è reato

Mentre attendiamo l'arrivo di numeri solidi per poi commentare (domani) l'esito elettorale, mi piace porre in evidenza l'articolo odierno di Marcello Veneziani ne Il Giornale .
E' da un po' che nei miei post (ultimo qui ) pongo al primo posto la necessità di garantire la libertà di opinione.
La Libertà di esprimere il nostro pensiero, di esprimere una opinione è seriamente minacciata dal “politicamente corretto”.
Un sistema che vorrebbe non solo imporci come pensare, ma anche quali vocaboli usare.
Un sistema che vorrebbe costringerci ad accettare per normale quel che normale non è.
Un sistema che devasta il libero e civile confronto, scagliando anatemi contro chi non si adegua al pensiero debole delle lobbies.
Ben vengano, quindi, gli articoli come quelli di Veneziani che, ancora una volta, si dimostra il capofila degli Uomini di Cultura della Destra.
Avere, esprimere e diffondere una opinione non può essere un reato.

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28 marzo 2010

Il voto e poi continuare la buona battaglia

Meno di 24 ore e sapremo se la campagna d'odio contro Berlusconi e il Centro Destra ha avuto effetti anche politici e non solo nelle menti malate di chi spedisce buste esplosive o con proiettili o polverine strane, oppure se gli Italiani avranno opposto alla violenza lo scudo del voto e della rinnovata fiducia a Berlusconi.
In ogni caso, da domani sera il Governo avrà tre anni di tempo per sbaraccare tante incrostazioni che ingessano la nostra società.
Potrà essere facile o difficile a seconda del risultato che uscirà dalle urne, ma dovrà comunque essere fatto o, meglio, iniziato, perchè il tempo per costruire una Italia migliore sarà molto lungo.
Ogni elenco è sempre indicativo e mai esaustivo, perchè le priorità dipendono dalla sensibilità e dalla esperienza di ciascuno e anche dalle circostanze esterne.
Provo comunque a stilare un elenco di cinque temi che anteporrei agli altri.

Giustizia
Una rivoluzione totale nelle leggi, nei regolamenti della magistratura, nel reclutamento dei magistrati, nei rapporti tra potere politico e magistratura che riequilibri a favore del primo perchè trova la sua legittimazione non in un concorso, ma nella Sovranità Popolare.

Immigrazione
Valorizzazione delle nostre Radici e della Identità Nazionale, quindi allungamento dei tempi per la concessione della cittadinanza a chi non può conseguirla per ius sanguinis.
Ugualmente nessun elettorato attivo per chi non ha la cittadinanza e nessun elettorato passivo per chi non ha la nazionalità italiana.
Proseguimento della politica dei respingimenti e accertamenti a tappeto sugli immigrati già presenti in Italia.

Tasse
Abolizione completa dell'Ici, del canone rai, del bollo auto.
Riduzione delle aliquote Irpef per tendere ad una flat tax non superiore al 10%.
Risparmi ottenuti con l'abolizione delle elargizioni a categorie, giornali, nani e ballerine e con il far pagare i servizi di cui si usufruisce (spostare cioè la tassazione dall'individuo ai consumi).

Sicurezza
Certezza della pena e della sua durata fino al completo esaurimento della condanna.
Libertà per i cittadini di nazionalità italiana che siano incensurati di portare armi per difesa personale.
Allargamento delle previsioni della legittima difesa.

Moralità
Restaurazione dei principi che hanno informato la nostra società e la nostra civiltà fino agli anni sessanta del novecento.
La Vita come bene indisponibile dal concepimento alla morte.
La Famiglia, l'unica che possa essere tale con la unione di un Uomo e una Donna, come nucleo fondamentale e di base della società.

Sono le mie idee che non corrispondono completamente a quelle dei partiti in campo, ma ve ne sono alcuni che, più di altri, vi si avvicinano.
Per questo ho votato per il Centro Destra, scegliendo Lega.

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27 marzo 2010

I frutti dell'odio

Ho visto il video di uno scontro verbale tra Daniela Santanchè e Livia Turco (non credo sia necessario precisare quale sia l'immagine dell'una e quale dell'altra ...).
Questa ultima giocava in casa (rai3) e da studio (Santanchè era collegata in video).
Ad un certo punto la Turco si è trasformata in una Erinni (non che prima fosse tanto meglio della Bindi e della Bresso …) urlante e balbettante.
Davanti ad una Santanchè che, dopo aver cercato di replicare pensando di essere stata invitata ad una tribuna politica e non al mercato del pesce, faticava a restare seria davanti a simile, manifesta, tracotante impotenza, la Turco ha cominicato a ripetere ossessivamente che era stanca di sentir parlare di valori.
Le credo.
A sinistra neppure sanno cosa siano i Valori, l'Identità, le Radici, gli Ideali.
E lo vediamo e leggiamo tutti i giorni.
A sinistra sanno solo criticare (quando va bene), urlare (quando non sanno cosa dire), insultare (quando cercano di sopraffare la controparte), manipolare (basti pensare a Bersani -ministro nei governo più vampireschi che l'Italia ricordi – che accusa Berlusconi di aver aumentato le tasse) e, per l'appunto, tassare.
Così oggi abbiamo la notizia che sono arrivati i frutti di tanta rabbia, essendo tornati gli argomenti tipici del terrorismo, fomentato e aizzato da una campagna d'odio senza precedenti attuata contro il Centro Destra.
Una busta contenente una misteriosa polverina indirizzata a Berlusconi, cui non hanno fatto mancare anche una busta con un bossolo.
Una busta esplosiva, invece, è scoppiata tra le mani di un addetto postale ed era indirizzata alla sede della Lega.
Altre tre, ottime ragioni per votare Lega e per sostenere Berlusconi.

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26 marzo 2010

Una scelta di civiltà

Domenica si vota.
Il sottoscritto ha già dichiarato come voterà: Lega come lista e Anna Maria Bernini (pdl) come presidente della regione Emilia Romagna.
E' il voto che reputo migliore e più vicino alle mie idee nel panorama delle liste e dei candidati esistenti.
Inutile dire “se ci fosse” … non c'è e la scelta è questa volta sin troppo ristretta, appena due partiti: pdl e Lega come lista, e inesistente per la presidenza non essendoci altri candidati votabili.
Certo io ribadisco che il mio partito “ideale” sarebbe quello con le radici di An, con le idee che professa la Lega e con Berlusconi Leader … ma non si può avere tutto dalla … politica.
Piuttosto è opportuno ricordare il perchè di una scelta di campo, anche alle regionali, come se fossero politiche.
Innanzitutto perchè in Italia anche la minima chiamata alle urne trova chiosatori in chiave macropolitica, così un calo del Centro Destra verrebbe interpretato come un indebolimento del Governo e i nemici della stabilità, i nemici del Popolo, i “poteri forti”, eserciterebbero nuove pressioni su elementi infidi, che allignano anche all'interno del Centro Destra, per spingere ad un ribaltone.
Poi perchè Berlusconi si è impegnato in prima persona, è stato, come al solito, azzannato dalle procure e votare per il Centro Destra significa dargli più forza per combattere la buona battaglia per la rivoluzione della giustizia in Italia.
Quindi perchè gli altri sono di gran lunga peggio e li abbiamo già sperimentati e, nonostante tutto, Bersani ha la faccia tosta di accusare questo governo di aver aumentato le tasse !
Un governo che, viceversa, non ha messo le mani nelle nostre tasche e, anzi, ha cominciato ad abolire l'Ici sulle prime case.
E, poi, chi lo dice ?
Uno come Bersani che ha fatto parte dei governi maggiormente gabellieri che abbiamo avuto, quelli presideduti da Prodi, che hanno fatto del vampirismo e della delazione fiscale un marchio di fabbrica (la loro).
E qui veniamo ad un ennensimo “perchè votare Centro Destra”.
La sinistra ha ormai sposato le cause più assurde, a cominciare da quella del “politicamente corretto” che vorrebbe imporre a forza di leggi, decreti, imposizioni.
Quindi votare per il Centro Destra significa mantenere accesa la fiaccola della Libertà:
di parola,
di associazione,
di stampa,
di propaganda,
di pensarla e comportarsi diversamente dalla massa grigia ed opprimente
che, lobotomizzata di suo, vorrebbe estendere a tutti tale caratteristica perchè tutti si adeguino a criteri uguali (a quelli imposti da consorterie elitarie e snob).
Quindi, diversamente dal “pensiero debole” di cui sopra il voto al Centro Destra è un voto per la Libertà e per il futuro della nostra Civiltà.
Perchè solo se verranno respinti i disvalori che vorrebbero propinarci i tedofori della sinistra, potremo avere un futuro degno del nostro passato.
E l'esempio più eclatante lo abbiamo in questi giorni con il penoso rinvio di ogni decisione da parte della corte costituzionale sulle eccezioni relativi agli articoli del codice civile che prevedono (e vorrei vedere il contrario !) che il matrimonio esista solo tra un Uomo e una Donna.
Una Nazione sana, un Popolo forte, avrebbero espresso una corte che non avrebbe dovuto impiegare più di un minuto per respingere le pretese delle associazioni omosessuali, difendendo il Valore della Famiglia, l'unica che esista e l'unica ad essere il nucleo fondante di ogni società e di ogni civiltà.
Ecco il voto al Centro Destra, anche in questa occasione, non può che essere utile a spingere sulla retta via la nostra società, perchè non disperda quei Valori (Vita, Famiglia, Giustizia, Identità, Radici, Libertà) che hanno fatto grande la nostra Civiltà.
Il voto al Centro Destra è, alla fine dei conti, una scelta di civiltà.


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25 marzo 2010

Chiudere tutti i talk show politici in Rai

A Trani, in una regione cui appartiene uno dei più organizzati gruppi malavitosi: la Sacra Corona Unita, un gruppo di ben quattro pubblici ministeri si è occupato di indagare il Premier, prima di trasferire tutto a Roma, che ha contestato con vivacità, al telefono, il contenuto e la presenza in video, sulla televisione pubblica pagata con i soldi di tutti, di trasmissioni e personaggi faziosi e a lui ostili.
Sarebbe interessante sapere quanti magistrati - stante la gridata carenza di organici - si sono impegnati, negli anni, a cercare di azzannare ai garretti Berlusconi, invece di occuparsi di questioni importanti, apolitiche e prive della luce dei riflettori
Veniamo comunque al caso odierno, emerso, guarda che coincidenza !, a due settimane dal voto regionale.
Berlusconi ha contestato il contenuto di trasmissioni politiche della rete pubblica e ne ha chiesto la soppressione.
Sono d’accordo con Berlusconi.
Santoro, Floris, Dandini, Fazio e compagni hanno tutto il diritto di manifestare la loro ostilità al Premier ed al Centro Destra, ma non con i soldi di tutti.
Ben vengano, quindi, le trasmissioni di costoro (che però non possono tenere i piedi in due staffe, scelgano o le private o il pubblico) nelle televisioni private, a pagamento, ma il servizio pubblico deve significare imparzialità ed equidistanza.
Soprattutto il servizio pubblico non deve attizzare l’odio verso una parte degli italiani che pure contribuiscono a pagare i microfoni dai quali parlano i conduttori citati.
Perchè non è vero, come disse Santoro da Celentano che il microfono è “suo”, il microfono è nostro, di noi cittadini ed elettori che paghiamo il canone e che, in maggioranza, non solo non guardiamo quelle trasmissioni, ma le sentiamo come un insulto alle nostre scelte e, in fondo, una offesa al principio democratico della maggioranza.
Quindi Berlusconi, chiedendo la chiusura di simili programmi, non fa altro, per l’ennesima volta, che rappresentare il sentimento della maggioranza degli Italiani.
Di quella maggioranza che lo ha assolto da ogni teorema e che vuole resti a Palazzo Chigi, libero dagli inseguimenti giudiziali, per costruire quella Italia migliore che gli altri non sono neppure in grado di progettare.

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24 marzo 2010

Fini apre bocca e la Lega cresce

A cinque giorni dalle elezioni non è riuscito a trattenersi, forse ingastrito per il successo della manifestazione del Centro Destra, lui assente, di sabato 20 marzo.
Così prima ha buttato bastoni tra le ruote del Berlusconi che vorrebbe procedere in questa legislatura con l'introduzione dell'elezione diretta del Premier o del Presidente della repubblica.
Quindi rispolverando uno degli argomenti più estranei alla pancia degli elettori del Centro Destra: il riconoscimento della cittadinanza agli immigrati.
Così Fini ha proposto la cittadinanza veloce per i bambini, già dimentico del fatto che i devastatori delle banlieu francesi e gli attentatori di Londra 2005 furono proprio immigrati di seconda e terza generazione.
Lui, no: l'esperienza (tragica) altrui non gli interessa a va avanti per la sua strada sostenendo idee che non hanno alcuna cittadinanza nel Centro Destra.
Così Fini fa propaganda per la Lega perchè finchè noi vedremo che il pdl parla con “lingua biforcuta” (Berlusconi pienamente condivisibile e Fini totalmente estraneo) sui temi sensibili (droga, omosessualità, vita, famiglia, giustizia e immigrati) non si può che apprezzare la solidità della Lega che parla bene e agisce nella strada giusta, anche se evidentemente ha bisogno di ulteriore forza per percorrerla più velocemente.
E' vero che non c'è alternativa (almeno in Emilia) ma più ci si avvicina alle elezioni, più sono convinto di votare Lega (magari mi sarebbe piaciuto dare un voto ideologicamente più marcato a Forza Nuova … ma non c'è la lista …) con preferenza, a Bologna, per Manes Bernardini, protagonista della vittoriosa battaglia contro la moschea nella mia città.
Esattamente l'opposto di ciò che vorrebbe Fini.

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23 marzo 2010

Perchè mai dovremmo dialogare con i comunisti ?

Ad ogni tornata elettorale di rilievo si ripete la stessa storia: chi è dietro cerca lo scontro, faccia a faccia, lanciando i dadi sul tavolo verde, per raccattare qualche punto.
A volte riesce, altre no.
Non riesce soprattutto quando il concorrente migliore, il purosangue, viene imbrigliato da regolamenti e formalismi come accadde nel 2006 contro Berlusconi.
Oggi è il primo travet del pci/pds/ds/pd, Bersani … di cui non ricordo neppure il nome di battesimo, a volere il dibattito con il Premier.
A ruota arrivano Casini e Di Pietro che pretenderebbero uguale trattamento e così comprendiamo come finirebbe: in caciara, con continue interruzioni e l'impossibilità per Berlusconi di esporre i risultati del suo governo e il programma per le regioni.
Berlusconi lo ha capito ed ha respinto l'ipotesi (senza neppure degnare di una occhiata il “guanto di sfida” di Di Pietro e Casini) motivandolo correttamente con l'impossibilità, davanti alle parole intinte nel livore che quotidianamente pronunciano quelli dell'opposizione, di un qualsivoglia spirito dialogante.
Berlusconi ha fatto benissimo, ma io aggiungo un'altra considerazione: a che pro aprire un dialogo con i comunisti ?
Cosa mai abbiamo in comune ?
Quali Valori di base possiamo condividere per costruire un utile dibattito sul futuro dell'Italia ?
Anche la recente e legittima esternazione della Cei ha sancito come i Valori morali che dovrebbero essere posti a fondamenta del nostro vivere civile, sono negletti e, anzi, contrastati a sinistra.
La Famiglia come istituzione di base di una società civile, l'unica Famiglia possibile quella tra un Uomo e una Donna, è messa in pericolo da una deriva che vorrebbe riconoscere una qualche legittimità alle unioni tra persone dello stesso sesso.
La Vita, dal concepimento alla morte naturale, è messa in pericolo da ardite tesi che vedono nella sua soppressione un “diritto” e persino una “conquista”.
E che dire dei torbidi interessi che vorrebbero ingrossare le entrate fiscali con il raddoppio delle trattenute sui risparmi ?
E di uno stato di polizia, con lo spionaggio legalizzato delle intercettazioni ?
E dei divieti ad esprimere, scrivere e diffondere liberamente i propri pensieri, le proprie idee se non sono state certificate da un sinedrio di “politicamente corretti” che pretenderebbero persino di obbligarci ad utilizzare alcune parole anziché altre ?
E la questione Identitaria che vede la sinistra auspicarne l'annacquamento e spingerne le Radici nell'oblio, nel malinteso nome di una società multiculturale e multietnica che, però, nessuno sa cosa realmente sia e a danno di chi dovrebbe essere realizzata (perchè se arrivano milioni di estranei alla nostra terra, chi ha diritto a vivere e prosperare su questa terra dovrebbe farsi da parte … ma questo non lo dicono !) ?
Quale senso, dunque, avrebbe un “dialogo” con costoro ?
Berlusconi sa tutto questo e sa che, anche queste elezioni, pur regionali, sono una scelta di campo tra la nostra Civiltà tradizionale e un qualcosa di non ben definito che, come un “blob” emerge dalle invettive di una opposizione sempre più livorosa e sempre meno nazionale.

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22 marzo 2010

Povera America !

Una breve parentesi per commentare il voto della camera bassa degli Stati Uniti che ha, disgraziatamente, approvato la riforma sanitaria.
Evidentemente non hanno imparato nulla dalla loro Patria di origine, l'Inghilterra, la cui repentina crisi a fine anni cinquanta e inizio sessanta derivò proprio da un assistenzialismo di stampo socialista che indebolì mortalmente quella che era stata una Nazione Imperiale.
Che quello “giovane, bello (?) e abbronzato” fosse un socialista è stato evidente da subito, considerando chi lo ha sostenuto e le nomine da lui effettuate.
Ma che riuscisse a raggiungere una, sia pur esigua, maggioranza non si poteva immaginare se non nei sogni degli antiamericani più accesi.
Il socialismo inizia come tomba dell'individuo e finisce come tomba dell'umanità e temo che gli Stati Uniti se ne accorgeranno e ne pagheranno lo scotto, duramente.
Come lo abbiamo pagato noi in Italia, dove il dissesto economico è iniziato con le nazionalizzazioni imposte dal psi di Nenni come prezzo da pagare all'alleanza con la dc (il dissesto morale seguì di poco, con la legge del 1970 che introdusse il divorzio … ma di questo scriverò dopo le elezioni).
Se ogni lavoratore dipendente conservasse le sue buste paga, a fine carriera potrebbe calcolare con esattezza quanto gli costi la sanità pubblica che, poi, gli impone tickets, code, lungaggini varie.
Negli ultimi anni di vita di mio padre, ho dovuto spesso accompagnarlo in strutture pubbliche e private ed è stato ricoverato quattro volte.
Ho potuto constatare di persona la differenza tra l'efficienza delle strutture private, dove il personale – meno numeroso – svolgeva comunque con prontezza e dedizione il suo lavoro, da quelle pubbliche dove l'andamento era complessivamente più lento e burocratico, anche se non sono mancate punte di eccellenza dovute alla responsabilità ed alla coscienza dei singoli, non certo ai regolamenti che, se applicati, avrebbero portato tutti ad essere assimilati a dei certificatori di banalità.
Una persona responsabile sottoscriverebbe una assicurazione e con quello che paghiamo, con una trattenuta obbligatoria, la sanità pubblica ci potremmo regalare una assicurazione completa e, probabilmente, il controllo e l'interesse dei privati impedirebbe certi abusi e sprechi cui abbiamo avuto notizia dalla stampa e dalle indagini giornalistiche.
Tornando al voto negli Stati Uniti, nella decisione di realizzare una assistenza pubblica c'è un solo dato positivo: il fatto che i deputati democratici antiabortisti abbiano ottenuto l'emanazione di un decreto che esclude dai contributi pubblici l'aborto.
Almeno sono riusciti a far vivere qualche innocente in più … ma a che prezzo !

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21 marzo 2010

La festosa piazza dell'Italia che produce

Il successo della manifestazione di ieri in Piazza S. Giovanni a Roma, ha mostrato agli Italiani e al Centro Destra un Capo tonico e determinato.
Il discorso di Silvio Berlusconi trasmesso in diretta da Sky mi trova completamente d'accordo.
E' quello che avrei detto anche io, anche se non è tutto quello che avrei detto io, ma l'integrazione di Bossi, soprattutto sulla Famiglia, ha completato il quadro di una leadership (Berlusconi + Bossi) che conosce le cose giuste da fare.
Meno tasse.
Blocco dell'immigrazione e nessuna fuga in avanti su cittadinanza e voto per gli immigrati, anche regolari.
Riforma della giustizia (più che altro direi: rivoluzione !).
Più libertà ai cittadini e meno stato, anche nelle scelte sui lavori da fare nella propria casa.
Basta con la televisione dell'odio e le trasmissioni faziose.
Sicurezza nelle città.
Tutela della nostra Identità e rispetto per le nostre Radici e Tradizioni.
Tutela della Famiglia.
Ma anche – ed io ho apprezzato moltissimo questo passaggiol'accusa alla sinistra di essere sempre uguale a quella comunista che ha sbagliato tutto nel passato.
Perchè, ha detto Berlusconi, a guidarla sono gli stessi uomini cresciuti ed educati nel vecchio pci, con le stesse iniziative, le stesse parole d'ordine e, in più, con alleati persino peggiori di loro.
Berlusconi non ha detto nulla di nuovo, nulla di strano, ma lo ha detto con convinzione, davanti ad una bella piazza rappresentativa del Popolo del Centro Destra.
Una piazza culturalmente e antropologicamente ben diversa da quella della sinistra.
Non ho visto barbe incolte, non ho visto piercing, tatuaggi, capelli lunghi o colorati nei modi più strambi.
Non ho visto abbigliamenti trasandati o provocatoriamente e volutamente offensivi, non ho visto posture “svaccate”, non ho visto atteggiamenti strafottenti.
Ho visto una piazza piena di quella bella Italia che lavora, produce, ha cura della propria famiglia, rispetta le leggi, ma legittimamente si incazza quando la prevaricazione, la burocrazia, l'incompetenza, cercano, appigliandosi a cavilli, di conculcarne la Libertà.
Silvio Berlusconi, con la coraggiosa e vincente scelta della manifestazione di piazza, ha dimostrato di non essere solo contro i “poteri forti” e le burocrazie sclerotiche di una repubblica da rinnovare sin dalle fondamenta.
Con lui c'è l'Italia migliore che non apprezza quanti, anche all'interno del Pdl, cercano di frapporre ostacoli e che ieri sono rimasti a casa nella, perdente, speranza di un fallimento.
Bersani, l'attuale segretario pro tempore del pci/pds/ds/pd, ha detto che per come Berlusconi ha parlato, non è uno Statista ma un capo popolo.
Bersani non è neppure quello.
Perchè è solo un noioso e ripetitivo impiegato del suo partito che, alla prima scoppola (e mi auguro che sia il 28 e 29 marzo) verrà riposto in naftalina.

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19 marzo 2010

Sabato in piazza una bella Italia

Sarà una bella manifestazione.
Innanzitutto perchè quando il Centro Destra scende in piazza, i negozianti e i proprietari di automobili possono stare tranquilli: i loro beni non verranno danneggiati.
Poi perchè sarà la dimostrazione che c’è un’Italia che non si lascia menare per il naso dalle scelte di magistrati con il ritratto di Guevara in ufficio.
Personalmente resto scettico sulle manifestazioni di piazza che, nell’epoca moderna, mi ricordano molto il terzo mondo.
Però, come ha detto Berlusconi: quando ci vuole, ci vuole.
E la piazza è la risposta più forte che si possa dare alla sinistra, prima ancora del (doveroso) voto per il Centro Destra alle elezioni.
E’ una piazza completamente diversa da quella della settimana scorsa.
La piazza del Centro Destra è gioiosa, tanto quanto quella della sinistra è biliosa.
La piazza del Centro Destra è ottimista, tanto quanto quella della sinistra è catastrofista.
La piazza della del Centro Destra è rivoluzionariamente tradizionale, tanto quanto quella sinistra è vecchia e ingessata in slogan e parole d’ordine del secolo passato.
Ben venga, quindi, la manifestazione organizzata da Berlusconi, perchè si dica a tutti gli elettori di Centro Destra che il 28 e 29 marzo possiamo, ancora una volta, con il nostro voto, con il voto della maggioranza degli Italiani, della parte migliore dell’Italia, sconfiggere quanti vorrebbero trasformarci in sudditi, spiati in continuazione, impediti nell’esprimere e diffondere liberamente le nostre idee, i nostri sentimenti.
E ben venga se spronerà Berlusconi, come gli viene consigliato oggi anche da Il Giornale, ad andare avanti per la sua strada, rinunciando ad impossibili mediazioni e compromessi e prendendo di petto tutte le riforme necessarie.
A cominciare da quella della giustizia e della magistratura per poi proseguire con la riduzione delle tasse.
Berlusconi sa quello che è necessario fare, purtroppo ascolta troppo le colombe del Pdl: la piazza di domani potrà dargli quella carica necessaria a ritrovare lo smalto rivoluzionario del Berlusconi del 1994 e del 2006-2008, quello, per intenderci, che scese in campo, strapazzò Della Valle a Vicenza e salì sul predellino per ribaltare il tavolo della vecchia politica.


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17 marzo 2010

Resta in gioco la libertà di tutti noi

Il Ministro della Giustizia Alfano ha disposto una ispezione a Trani per scoprire la talpa che ha rivelato i segreti istruttori che i magistrati di quella procura si rifiutano di far conoscere agli ispettori ministeriali.
Il Csm prende le parti della procura e Alfano li accusa di essere contro la costituzione.
A Genova, dopo le costose devastazioni (G8 2001) dei no global che hanno provocato milioni di danni alla città, sono condannati ... Poliziotti e Carabinieri per aver mollato quattro scappellotti a qualche manifestante.
La corte di cassazione prima condanna una persona perchè ha espresso l’idea che un posto di lavoro dovesse essere affidato ad un uomo, poi condanna chi usa il termine “gay” con intento spregiativo.
Ieri ne Il Giornale è apparso un articolo nel quale un giornalista rivelava di essere sottoposto a giudizio professionale per aver usato il termine “negro”.
E queste sono solo le ultime notizie dal fronte della giustizia mischiata al “politicamente corretto”.
Mi sembra che si sia superata abbondantemente quella terza coincidenza che Conan Doyle faceva dire a Sherlock Holmes essere “una probabilità”.
E’ evidente che con le intercettazioni, con le condanne per l’espressione di semplici idee e per l’uso di parole non conformi al pensiero debole (e basso) dei politicamente corretti, sia in pericolo la nostra Libertà di pensiero, di parola, di diffondere le idee.
Non solo la libertà di Berlusconi, ma quella di tutti noi.
Pensiamo solo per un momento ad una Italia in cui, gli dei ci salvino da tale iattura !, oltre a tutti i poteri forti che già impestano la nostra società, anche il potere politico fosse in mano alla sinistra.
Quella stessa sinistra che, in una lunga scia di errori, è stata il fulcro di provvedimenti come il divorzio, l’aborto e adesso sostiene i provvedimenti di paraeutanasia, le unioni tra persone dello stesso sesso, ma anche l’aumento delle tasse (le aliquote di Prodi e Visco, l’ici) e la tassazione dei risparmi (l’aumento dal 12.50% al 20% delle tasse su bot, cct, obbligazioni, titoli vari).
Quella stessa sinistra che è sempre stata alleata dei palestinesi ed il cui ultimo ministro degli esteri, D’alema, non ebbe alcuna vergogna a passeggiare tra le macerie di Beirut a braccetto con un capo hetzbollah.
Quella stessa sinistra che negli anni ha sbagliato tutto: l’Urss come paradiso dei lavoratori, il no alla Nato, il no alla legge maggioritaria del 1953, il no agli euromissili, sposando solo le cause che limitavano e riducevano la libertà in Italia (come la svendita della nostra Sovranità e Indipendenza ad un ente sovraordinato come l’europa o la rinuncia alla lira per l’euro che ci è costato il raddoppio di tutti i prezzi).
Tutto questo accadrebbe di nuovo se anche il potere politico finisse nelle loro mani e non ci fosse più alcun baluardo contro il tentativo di imporre un modo di vivere uguale, parole uguali, costumi uguali.
Ancora una volta ha ragione Berlusconi: è una battaglia di libertà.
Il Pdl e la Lega, il Centro Destra come lo conosciamo, non corrisponderanno in pieno alle nostre idee , ma restano comunque l’unica possibilità per conservare il nostro spazio di Libertà di Parola, di Pensiero, di diffusione delle Idee.


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16 marzo 2010

Con Berlusconi più che mai

Ed eccoci a due settimane dal voto ed alla nuova aggressione giudiziaria contro il Premier.
Se guardiamo a quello che è accaduto nel tempo, il livello delle imputazioni a Berlusconi si è, progressivamente, abbassato.
Dai sofisticati teoremi per corruzione e conflitti di interessi, alle “escort” baresi fino ad una presunta concussione e addirittura “minacce” per la vicenda odierna, tutto puntualmente in periodo elettorale.
Chi scrive non ha alcuna fiducia in questi magistrati e non crede che siano indipendenti e imparziali.
Sarebbe come pensare che siano semidei, impermeabili ai sentimenti e alle passioni umane.
E non sono certo così.
Certo ve ne sono molti che lavorano e ... tacciono, ma perchè tacciono ?
Non dovrebbero essere loro i primi interessati a mettere il silenziatore a quei pochi loro colleghi che rendono inaffidabile per un elettore di Centro Destra l’istituzione di cui fanno parte ?
Quindi il primo vulnus alla nostra società è inferto dal continuo intervento nelle faccende politiche attraverso lo strumento giudiziale che tende ad annullare la volontà che il Popolo ha espresso alle elezioni e continuerà ad esprimere anche in futuro.
Perchè hanno poco da contestare: Berlusconi è il “più amato” dagli Italiani che con il loro voto lo hanno già ripetutamente e completamente assolto e voluto a Capo del Governo per amministrare la nostra Nazione.
Chi cerca, surrettiziamente, di sostituirlo attraverso modalità che non siano il voto popolare è nel torto e sarà ora che Berlusconi faccia valere il consenso che, ad ogni elezione, gli viene confermato.
La più grande riforma che il Premier può regalare all’Italia è il ripristino di una giustizia che sia veramente tale e con un personale inquirente e giudicante che abbia la fiducia e la stima del Popolo perchè opera per il Popolo.
Non so cosa Berlusconi abbia in mente di fare per reagire, una volta per tutte, a questa situazione.
Ma se reagirà per porre fine a tutto ciò io sarò dalla sua parte.
Per una Italia migliore (che non è certo quella del popolo viola e delle opposizioni).



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14 marzo 2010

Le flatulenze della sinistra e i fatti del Centro Destra

Una campagna elettorale fondata sui miasmi tipici di una sinistra senza progetti e senza idee se non quelle di aumentare le tasse (vedi la proposta di aumento delle trattenute sui risparmi dal 12,50 al 20%) e sopprimere il dissenso (vedi la vicenda della lista inibita e Roma e del tentativo di impedire la presenza sulla scheda elettorale di TUTTE le liste di Centro Destra in Lombardia) ecco che si ritorna alle inchieste contro Berlusconi e al “conflitto di interessi”.
Tutti i quotidiani di sabato titolavano su una indagine che, partita dall’ennesima raffica di costose intercettazione autorizzate per altri motivi, sarebbe condotta a carico di Berlusconi, del direttore del Tg1 Minzolini e di un commissario dell’agenzia per le telecomunicazioni, per … colloqui tesi ad impedire la trasmissione di Santoro.
Dov’è il reato ?
Credo se lo domandino anche a sinistra visto che, a parte Di Pietro (ormai obbligato ad interpretare una parte che peraltro gli riesce benissimo) e la Bindi (che ogni volta che parla conferma l’avvedutezza della famosa battuta di Sgarbi che ha correttamente teorizzato il nesso direttamente proporzionale tra la bellezza della Bindi e la sua intelligenza, dove quella è superiore a questa) non sembra si siano lanciati nell’abituale tormentone.
Del resto mi sembra sacrosanto che Santoro, Floris, Fazio, Dandini e compagnia cantando, siano liberi, liberissimi di esprimere le loro idee, purchè lo facciano da un pulpito privato, pagato dai loro sostenitori, da loro stessi o da un editore loro amico.
Altrettanto sacrosanto che finchè la Rai sarà pubblica, non vi possa essere spazio per le loro opinioni personali, perché il microfono che usano è anche il mio e non ho intenzione di pagare per loro.
E’ esattamente lo stesso principio per cui è giusto che le televisioni private organizzino i dibattiti politici ed elettorali che vogliono, con chi vogliono, ma in Rai deve essere garantita la presenza, proporzionale ai seggi in parlamento, dei partiti e con un moderatore che sia veramente tale e non di parte.
Così da un lato abbiamo le flatulenze abituali della sinistra che siamo costretti a sopportare da 16 anni e che, purtroppo, trovano titoloni su una stampa di parte.
Dall’altro, però, dobbiamo cercare di portare a conoscenza del pubblico i fatti concreti che produce un governo di Centro Destra.
E questa volta abbiamo un attestato da fonte insospettabile: l’alto (?) commissariato per i rifugiati dell’onu.
Tale organismo (altra fonte di spesa presumibilmente inutile) non è amico di Berlusconi e del Centro Destra, però ha dovuto riconoscere che gli sbarchi degli immigrati in Italia, dopo l’attuazione della politica del respingimento in mare, sono diminuiti del 90% !!!
Non solo, ma la richiesta di asilo è drasticamente calata nel 2009 a 17mila domande, dalle 30mila del 2008: segno che sta cambiando la percezione dell’Italia come stato colabrodo e pronto ad accogliere chiunque si proponga come “perseguitato”.
Anche se l’agenzia dell’onu propone questi dati con un commento in negativo, per noi è un riconoscimento della giustezza della politica governativa, del Centro Destra, che, finalmente, sta curando la sicurezza ed il benessere della Nazione, cercando di mettere un freno all’invasione degli immigrati, altro che cittadinanza breve e diritto di voto !
L’obiettivo, neanche a dirlo, è che si blocchino del tutto gli arrivi e che gli asili concessi tornino ad essere conteggiati non in migliaia, ma in unità, perché l’asilo deve essere concesso solo a chi è un perseguitato politico e non ad una intera popolazione che ha l’obbligo di combattere per la sua terra, non il diritto di occupare la terra altrui perché non riesce a liberarsi dei propri tiranni.
Ma una migliore e più efficace politica di contrasto dell’immigrazione si potrà avere se le amministrazioni regionali saranno in sintonia con il governo centrale, ed ecco perché il 28 e 29 marzo sarà opportuno confermare il voto per il Centro Destra, a questo punto senza differenze tra le candidature a governatore (alcune, certo, non ottimali) scegliendo possibilmente, con la preferenza o con il voto di lista, quegli uomini e quei partiti, come la Lega, che si sono maggiormente distinti per la battaglia di civiltà contro l’invasione degli immigrati.


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12 marzo 2010

La triste Italia dei nipotini di Stalin

La sinistra parolaia e piazzaiola ci riprova, sperando che gli italiani si siano dimenticati dei disastri combinati durante i loro governi.
Il 13 marzo, dunque, saranno in piazza, in un calderone male assortito e immangiabile di ingredienti comunisti (ex, neo, post, vetero), verdi, socialisti, giustizialisti, democristiani, frammenti di movimenti e istanze minoritarie e prive di pregio sociale, civile, politico.
Ancora una volta noi di Centro Destra potremo toccare con mano le ragioni del successo di Berlusconi, perchè potremo assistere alla manifestazione di persone con cui nulla abbiamo a che spartire.
In piazza vedremo quella parte d'Italia proiettata verso il disfacimento, la distruzione delle fondamenta morali su cui è cresciuta la nostra Civiltà, per sostituirle con una burocratica gestione che vorrebbe regolamentare tutto, fondata sul sospetto, sullo stato di polizia, repressivo e punitivo di tutto ciò che non corrisponde al "canone" del "politicamente corretto", sulle tasse.
E' quella parte d'Italia che, nella migliore tradizione stalinista, vorrebbe comandare senza affrontare il cimento elettorale in una competizione dove siano presenti le liste avverse.
E' quella parte d'Italia che, pur di dar contro a Berlusconi, accoglie tutte le istanze del no perenne (nucleare, tav) per farci segnare il passo nei confronti dei nostri competitors e per farci stare al gelo d'inverno e al troppo caldo d'estate.
E' quella parte d'Italia che pur di rappattumare quattro voti, si schiera per la depenalizzazione della droga, per gli interventi genetici, per dare dignità di legge ai capricci degli omosessuali, per dare ai medici la possibilità di interrompere le cure ad un paziente.
E' quella parte d'Italia che oggi è scesa in piazza con la cgil per tassare i nostri risparmi e per conservare nel mondo del lavoro le regole di un mercato per un mondo che non esiste più, appartenendo al secolo ed al millennio scorso.
E' quella parte d'Italia che vorrebbe imporre il pensiero unico attraverso provvedimenti di legge punitivi per chi ragiona con la sua testa, espone liberamente le sue idee e tenta di diffonderle.
E' quella parte d'Italia che vorrebbe aprire le nostre frontiere ad un impossibile multiculturalismo, per una irrealizzabile società multietnica, tradendo e calpestando la nostra Identità.
E' quella parte d'Italia che ha nel "popolo viola" (di rabbia ?) l'ala movimentista che denuncia persino il Premier per "vilipendio dell'ordine giudiziario" ... a chi ?
Naturalmente allo stesso ordine giudiziario che dovrebbe giudicare del presunto vilipendio a se stesso (non è un conflitto di interessi ben più grave di quello da 16 anni imputato a Berlusconi ?).
In parole povere l'Italia che scenderà in piazza il 13 marzo è l'Italia che ci vorrebbe
più poveri,
più sudditi,
più massa,
più gregge belante
.
C'è però un'altra Italia che scenderà in campo il 20 marzo ed è
l'Italia della speranza,
l'Italia che vuole costruire il futuro sulle nostre Radici e Tradizioni,
l'Italia che non si arrende,
l'Italia che sogna in grande,
l’Italia degli Individui,
l'Italia della Libertà.
E' grazie all'Italia del 20 marzo che potremo avere ancora un futuro.
Anche per quelli che vorrebbero negarcelo manifestando il 13 marzo.


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11 marzo 2010

La cgil sciopera ma non è credibile

Per venerdì 12 marzo la cgil ha indetto uno sciopero generale e racconta a chi le crede che è per ridurre le tasse e per sostenere l’occupazione.
Ora, a parte il fatto che mi devono ancora dimostrare che si possa aiutare l’economia nazionale bloccandola con uno sciopero generale (e infatti negli anni di Cofferati, con 7 scioperi generali si è perso oltre un punto di Pil, ma i sindacalisti – come ha dimostrato Cofferati nella sua disastrosa esperienza da sindaco di Bologna – possono portare i pensionati in gita a Roma, ma quando si tratta di “fare” attività concrete e positive latitano assai) è credibile la cgil che propone la riduzione delle tasse ?
No, non è credibile e infatti non si trattiene e negli stessi comunicati con i quali si chiamano allo sciopero i lavoratori, propone di coprire i minori introiti dello stato derivanti da una riduzione delle aliquote fiscali, con l’aumento al 20% delle tasse su quelle che chiama le “rendite finanziarie”.
Ma cosa sono le rendite finanziarie della cgil ?
Sono i nostri risparmi.
Sono i risparmi dell’85% delle famiglie italiane che cercano di difendere i loro beni comprando Bot, titoli di stato, obbligazioni.
Sono quegli stessi risparmi che hanno consentito, diversamente dai paesi anglosassoni e anche della Spagna, di sostenere il periodo di crisi che abbiamo attraversato e superato meglio e con minori disagi di altri.
La cgil che sciopera chiede sì la riduzione delle aliquote fiscali, ma pretende di aumentare le trattenute fiscali sui risparmi perché, evidentemente, non ha superato la mentalità comunista che ritiene uno “sporco capitalista” chiunque abbia denaro da parte.
La cgil, poi, dovrebbe spiegarci dov’era quando Prodi e Visco, con la finanziaria 2007, ci aumentarono le aliquote che Berlusconi era riuscito faticosamente a ridurre nel 2005 …
E il secondo aspetto (sostenere l’occupazione) della protesta della cgil è credibile ?
Se guardiamo a quello che è accaduto nel maggior Gruppo bancario italiano (Intesa Sanpaolo) si dovrebbe di nuovo rispondere negativamente.
Tutti gli altri sindacati (inclusi cisl e uil e non solo gli autonomi di categoria) hanno sottoscritto un accordo per l’assunzione di circa mille lavoratori con un contratto a sostegno dell’occupazione, in quattro aree particolarmente colpite dalla crisi.
La cgil ha contestato l’accordo, cavillando sul fatto che il contratto di ingresso era fissato con una retribuzione del 20% inferiore a quella di categoria (ma sarebbe pur sempre pari a quella di un operaio semplice e superiore a quella di un cassaintegrato dell’industria).
Al quinto anno, però, il contratto di categoria sarà ripristinato al 100%.
E’ facendo mancare l’appoggio a questi accordi che si sostiene l’occupazione ?
Allora è legittimo che un sindacato proclami uno sciopero, ma si risparmi le favole che possono raccontare giusto all’interno delle cellule del vecchio pci/pds/ds/pd.


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10 marzo 2010

Meno male che Silvio c'è

Quando è aggredito, Berlusconi sfodera il meglio di se stesso, così oggi in conferenza stampa non le ha certo mandate a dire all’opposizione, ai magistrati e, per chi ha orecchie per sentire, anche a quegli ambienti finioti interni al Pdl che continuano a manovrare per eliminare l’unico statista che abbia l’Italia e l’unica personalità in grado di fare muro contro la deriva rappresentata dalle opposizioni (dall’Udc all’estrema sinistra extraparlamentare, passando per Di Pietro e il pci/pds/ds/pd).
Berlusconi ha detto chiaro e tondo che non crede alla favola del panino e, invece, accredita la versione dei dirigenti del Pdl circa l’impedimento fisico ad entrare per depositare la lista.
Da manuale Cancelli invece Bersani, che propone al Pdl di cessare i ricorsi promettendo di far cessare quelli in Lombardia dove la situazione è del tutto chiara.
In pratica Bersani propone uno scambio: tu lasciaci il Lazio e noi vi lasciamo la Lombardia.
Peccato che in Lombardia Formigoni abbia un tale vantaggio da non aver bisogno di favori, mentre in Lazio la Bonino, nonostante tutto, non può essere sicura di vincere.
Tanto più che anche io – che non ho in simpatia la Polverini e prima di questa vicenda delle liste sarei stato contento di una sua sconfitta – adesso, se fossi in Lazio, la voterei.
Così come voterò la Bernini in Emilia, per dare un sostegno a Berlusconi nella speranza che questa ennesima lezione gli serva per abbandonare la linea dettata dalle colombe e abbracci quella dei falchi.
Sì, perché il Pdl deve scegliere dove stare, a cominciare dai temi fondamentali della morale e dell’etica.
Un vero uomo di Destra non può lasciarsi infinocchiare da quanti, facendo leva sulla dissolutezza dei costumi, spingono la nostra Patria verso una esiziale deriva morale.
E poi restituire ai singoli sempre maggiore libertà in campo economico, politico, sociale, riportando l’intervento dello stato ai minimi termini, esattamente il contrario della società che vagheggia la sinistra, piena di tasse, di leggi, di burocrazia, di regolamenti.
Infine si chiede a Berlusconi di intervenire, non più a parole ma con i fatti, per restituire ai cittadini fiducia nella giustizia e nella sua amministrazione, rivedendo radicalmente il sistema di reclutamento dei magistrati inquirenti e giudicanti,
Berlusconi, come nel 2006 dal palco degli industriali di Vicenza, come nel 2007 in piazza a Milano, con l’odierna conferenza stampa potrebbe aver dato una svolta alla campagna elettorale.
Ma perché possa realmente incidere sul nostro futuro, questa svolta deve proseguire anche dopo il 28 e 29 marzo, quando davanti a lui si apriranno due anni e mezzo senza elezioni di rilievo, utili per cambiare profondamente l’Italia.


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09 marzo 2010

In Italia il problema vero è la magistratura

E così i magistrati del TAR del Lazio hanno ignorato il decreto governativo ed hanno respinto il ricorso del Pdl, mantenendo l’esclusione della lista: un assurdo (eufemismo), in democrazia, l’eliminazione per via burocratica del partito di maggioranza relativa.
Oggi ne Il Giornale sono stati pubblicati i documenti fotografici che comprovano come, con le stesse problematiche (abbreviazioni, timbri tondi invece che quadrati, mancanza di sottoscrizione) in Lombardia fossero state annullate le firme per Formigoni, ma non quelle per il candidato della sinistra.
Sempre oggi, sempre Il Giornale pubblica una fotografia che indica come rappresenti l’ufficio del magistrato che ha deciso l’esclusione iniziale di Formigoni, dove si nota chiaramente una immagine incorniciata del terrorista comunista Ernesto Guevara.
Magistrati si dimettono pur di candidarsi alle elezioni (politiche, regionali, europee) naturalmente in liste di sinistra.
L’Anm e il Csm non perdono occasione per accusare di “lesa maestà” (la loro …) il Premier Berlusconi.
E poi qualcuno pensa che esageriamo noi di Centro Destra se non ci sentiamo garantiti da questa magistratura ?
La funzione giudicante dovrebbe essere terza rispetto a tutte le passioni e le pulsioni che animano una società, perché solo così può garantire le regole del gioco e le parti in conflitto, applicando le leggi, ma anche usando quel buon senso che stempera anche i momenti di scontro più acceso.
Quello stesso buon senso che persino un comunista come Napolitano ha mostrato al suo terzo anno di Quirinale, firmando il decreto interpretativo del Governo.
Ma, purtroppo, come il coraggio per Don Abbondio, così è per il buon senso: se uno non ce l’ha non se lo può inventare.
Così in una Italia in cui siamo divisi in modo forse irreversibile, perché mancano Valori condivisi e mancano, quindi, le fondamenta comuni per una società unita negli aspetti portanti del vivere assieme, manca anche un giudice che sia riconosciuto terzo, affidabile e credibile da entrambe le parti.
E se qualcuno volesse contestare questa mia interpretazione, provi a riflettere come si sentirebbero, cosa penserebbero, come reagirebbero a sinistra se un’altra delle Istituzioni della Nazione, le Forze Armate, assumesse gli stessi atteggiamenti della magistratura.
Quale sarebbe il sentimento a sinistra se generali e ammiragli si mettessero in aspettativa per candidarsi con Berlusconi ?
Quale sarebbe il sentimento a sinistra se il Cocer e gli Stati Maggiori inondassero le redazioni dei giornali di comunicati contro Bersani e Di Pietro ?
Quale sarebbe il sentimento a sinistra se il Comandante della Piazza di Milano tenesse nel suo ufficio una fotografia gigante del Generale Pinochet ?

Ho motivo di credere che, visto che andranno persino in piazza per protestare contro la possibilità che il maggior partito italiano partecipi alle elezioni, la loro reazione sarebbe molto più emotiva e sanguigna di quella che noi abbiamo finora messo in campo.
Il problema è ristabilire in Italia un giudice che sia terzo e riconosciuto credibile e affidabile da entrambi i contendenti.
Finchè ciò non avverrà resteremo sull’orlo del baratro politico e istituzionale, dal quale ci separa soltanto il benessere di cui continuiamo a godere.
Ma in queste condizioni: fino a quando ?


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08 marzo 2010

Opposizioni in piazza per impedirci di votare

Credo che l’atteggiamento vergognoso delle opposizione meriti un secondo post consecutivo.
Dopo la vicenda delle liste, gran parte della stampa (la solita, schierata contro Berlusconi) ha accreditato e propagandato la sola tesi di chi imputa errori al Pdl e neppure cavilli avallati dai magistrati, bensì errori ai dirigenti del Pdl.
Così per la vicenda della mancata presentazione della lista Pdl a Roma si è sposata la tesi del panino e non si è preso in considerazione quanto asserito dai rappresentanti del Pdl circa gli ostacoli frapposti fisicamente dai rappresentanti di altre liste.
Le due tesi, fino a prova contraria, sono degne della medesima considerazione.
In Lombardia ancora peggio.
Si sono subite accreditate le tesi degli errori formali per giustificare l’estromissione di Formigoni che equivaleva alla estromissione del Pdl, della Lega e di tutte le liste minori collegate, vale a dire partiti che rappresentano il 60% dell’elettorato lombardo.
Eppure Formigoni ha denunciato con precisione delle irregolarità, quali il possesso delle liste Pdl da parte dei radicali per una decina di ore e Il Giornale ha evidenziato casi clamorosi di esclusione:
Manca l’ indicazione della frazione di un paese (se Superiore o Inferiore) ?
Firma irregolare, annullata.
Il nome viene completato con il soprannome di uso comune ?
Firma irregolare, annullata.
Il termine “Comense” viene abbreviato in “C.se” ?
Firma irregolare, annullata.

Se poi vediamo che viene ammessa in Piemonte una fantomatica “lista Cota” tendende, con ogni evidenza, a creare confusione ed a sottrarre voti al candidato alla presidenza del Centro Destra Roberto Cota, possono sorgere in tutti noi, quanto meno, dei dubbi anche sulla imparzialità di chi deve decidere sulle ammissioni e, quindi, sulle regolarità delle liste.
Dovremmo quindi essere contenti se il Governo, senza rinviare il voto e senza cambiare la legge, proprio prendendo spunto da simili cavilli (che poi cavilli non sono, ma semplicemente mancanza di buon senso se non di buona fede) ha emanato un decreto che consente alla maggioranza degli elettori (che si riconosce nel Centro Destra) di esprimere il proprio voto.
Invece, no.
Come talebani della più rigida interpretazione formale le opposizioni, che speravano di conquistare immeritatamente seggi che con il voto non riuscirebbero mai ad ottenere, hanno gettato la maschera e con la chiamata in piazza dei loro elettori (minoranza in Italia) vorrebbero esercitare pressioni per impedire agli elettori del Centro Destra (maggioranza in Italia) di votare.
Non solo.
Il pci/pds/ds/pd ha anche annunciato ostruzionismo su tutti i provvedimenti.
In pratica il pci/pds/ds/pd, visto che viene garantito il voto a tutti gli Italiani, cercherà di bloccare qualsiasi provvedimento che il Governo vorrà assumere in favore dell’Italia e degli Italiani.
Poco male, aumenteranno i decreti legge e richieste di fiducia sui provvedimenti e il pci/pds/ds/pd dovrà solo piangere se stesso, essendo causa dal suo male.
Quanto alla piazza di sabato prossimo, se sarà confermata, è bene dire che lo spirito di Libertà e di Democrazia appartiene a chi vuole garantire il voto a tutti e non a chi "cavilla" per impedire che il pronosticato vincente partito avverso sia cancellato dalle schede elettorali.


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07 marzo 2010

Vince la politica (e la democrazia)

Con l’emanazione del decreto interpretativo non potranno che essere riammesse le liste cui tortuose vicende avevano negato la legittimità, escludendole dalla possibilità di concorrere alle elezioni.
E’ la vittoria della politica sulle caste, è la affermazione del principio democratico sul principio del cavillo: era ora !
Ad essere troppo furbi, poi si resta con un nulla in mano.
A forzare il gioco delle “interpretazioni” le opposizioni sono anche riuscite a dimostrare che nel Centro Destra i dirigenti non sono degli imbecilli, anzi …
Così, ad essere troppo furbi, alzando il “prezzo” per un accordo politico che avrebbe potuto portare anche Bologna al voto (come appariva dai proclami verbali del pci/pds/ds/pd …) si è ottenuto che Bologna resta commissariata, la legge non cambia, non vengono rinviate le elezioni e, contemporaneamente, Formigoni tornerà ad essere il Governatore della Lombardia e persino la Polverini potrebbe essere eletta.
Eh sì, perché con quello che è accaduto, pur non avendo alcuna fiducia nella Polverini espressione di quella parte del pdl vicina a Fini che io non stimo, anche io voterei per la Polverini: perché l’altra si è dimostrata espressione di una parte politica di gran lunga peggiore (oltre ad essere l’alfiere di idee che mi ripugnano profondamente).
E così, se il sentimento che mi anima rappresenta anche quello che muove altri elettori di Centro Destra, il risultato sarà un ricompattamento anche su quei candidati che erano (e restano) di dubbia affidabilità politica.
Naturalmente là dove sarà possibile si potrà rafforzare quella parte del Centro Destra che rappresenta al meglio la “pancia profonda” dell’elettorato e mi riferisco essenzialmente alla Lega.
Così in Emilia Romagna se, anche per oggettiva mancanza di alternative , già avevo deciso di votare la lista della Lega, aggiungerò anche il voto al candidato presidente del Centro Destra, Anna Maria Bernini che dovrà essere interpretato come un voto a Berlusconi.
Non resta che commentare le reazioni scomposte delle opposizioni che probabilmente avevano già fatto la bocca alla elezione di numerosi consiglieri ed alla “conquista”, pur essendo netta minoranza, della Lombardia.
La loro rabbia, espressa nei modi più coloriti e sfociata nella chiamata alla piazza o, addirittura, alle “armi”, li rende sempre più simili a quei lupi che perdono il pelo, ma non il vizio.
Mentre il Centro Destra ha chiamato i propri elettori in piazza per ottenere il diritto di voto, le opposizioni chiamano i loro elettori in piazza per impedire che gli elettori del Centro Destra possano votare i loro candidati e le loro liste.
Chi si avvicina di più alla mentalità rappresentata dalle manifestazioni organizzate in Iran a sostegno di Ahmadinejad e degli ayatollah ?


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05 marzo 2010

Le liste negate come cartina di tornasole

Mentre aspettiamo che il Tar confermi le sue precedenti sentenze e riammetta la lista di Formigoni e, per altro verso, anche quella del Pdl in Lazio, è interessante annotare come la presente vicenda possa essere utilizzata come una cartina di tornasole che ci dice o, meglio, dice a Berlusconi, chi sono le persone affidabili e quali quelle di cui diffidare.
In sostanza a seconda di come ci si è posti davanti alla questione delle liste negate, possiamo individuare chi rema contro il Centro Destra.
Naturalmente non possiamo valutare Casini e, tanto meno, Bersani e i suoi, perché sono all’opposizione e la loro unica speranza di tornare nel “giro” che conta è vedere eliminato Berlusconi dal gioco.
Fini è dunque il primo indiziato e se, in un primo momento, ha rincarato la dose facendo sposare il rifiuto della lista Pdl in Lazio con una dichiarazione “esplosiva” sul fatto che il Pdl non gli piace, in seguito si è messo stranamente zitto.
Credo che, con la riammissione del listino Polverini, torneremo a sentirlo tuonare contro il suo partito …
I partiti “minori” del Centro Destra e quelle componenti derivanti dai partiti “minori” e che sono confluiti nel Pdl hanno dimostrato di saper tenere saldi i nervi, tranne una dichiarazione fuori dalle righe di Rotondi, rilasciata prima ancora che fossero approfonditi i temi della questione.
Inquietante invece il silenzio della componente finiota del Pdl più preoccupata di trovare il modo di salvare la “sua” Polverini che di fare gioco di squadra.
Bene la Lega che ha capito, nel momento in cui è stata ammessa una lista di disturbo contro Roberto Cota in Piemonte, il disegno strategico globale finalizzato a far perdere il Centro Destra con una battaglia fondata sui cavilli e gli sgambetti.
Male molti bloggers “liberali” che si ritrovano in Tocqueville e che sono apparsi stranamente simili ai talebani dei cavilli e, quindi, si dimostrano compagni di strada non affidabili per il Centro Destra.
Ma la vera, autentica rivelazione positiva è stato il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni.
Un aplomb tutto britannico, ma, alla reiterata bocciatura da parte dei magistrati della corte di appello di Milano, una indomita presentazione del ricorso al Tar.
Formigoni ha denunciato gravi fatti emersi:
- la lista della sinistra sarebbe ugualmente sotto il limite di firme necessarie;
- le liste del Centro Destra sarebbero state lasciate nelle mani dei radicali senza controllo per una decina di ore;
- il ricorso dei radicali non poteva essere accolto per illegittimità della richiesta
.
Se, poi, come è scritto oggi ne Il Giornale sono state invalidate anche firme in un foglio in cui si riportava l’indicazione di un paese senza specificare se “Inferiore” o “Superiore”, allora abbiamo la misura (colma) della cavillosità talebana che ha portato all’esclusione della lista di un Formigoni che con le sue dichiarazioni di ieri dimostra di saper esercitare la leadership e, forse, di meritare non solo la rielezione a Governatore della Lombardia, ma anche una candidatura a “delfino” di Berlusconi.
Chiudo con quella che potrebbe essere l’ennesima dimostrazione di come l’eccesso di cavillosità uccida la giustizia e ridicolizzi la legge e chi la dovrebbe amministrare.
Nel sito di Forza Nuova c’è la denuncia del perché sarebbe stata esclusa, per ora, la lista di Roberto Fiore.
Nel “listino” in Lazio c’è obbligo di “parita” tra i sessi.
Fiore ha candidato nel listino quattro uomini e quattro donne.
C’è parità, direte voi.
No, c’è discriminazione nei confronti degli uomini perché il candidato presidente non “conterebbe” e quindi sarebbero tre uomini e quattro donne.
Naturalmente non sfugge che se Fiore avesse candidato quattro uomini più se stesso e quattro donne, gli stessi giudici avrebbero eliminato la sua lista dicendo che c’era una evidente disparita a danno delle donne …
Così si uccide anche la democrazia.


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04 marzo 2010

Buone notizie dall'Olanda e non solo

Mentre in Italia aspettiamo di sapere se potremo evitare, in un soprassalto di buon senso, di allinearci allo Zimbabwe di Mugabe e alla Turchia dei militari dove si eliminano con dei cavilli candidati e liste vincenti, premiando candidati e liste eternamente perdenti, in Olanda il partito cosiddetto “razzista e xenofobo” di Gert Wilders ottiene una buona affermazione alle comunali, viatico per le politiche di giugno.
L’affermazione di Wilders fa il paio con la vittoria dei “no” ai minareti in Svizzera, alla crescita del British National Party (che sta erodendo voti ai Conservatori che l’attuale leader sta spostando su posizioni troppo liberali) ed alla avanzata in Italia – sia pure con numeri differenti – della Lega e di Forza Nuova.
Ciliegina sulla torta la “preoccupazione” di Napolitano che rappresenta ai miei occhi la conferma di un trend estremamente positivo che non può che “preoccupare” gli alfieri della sinistra.
Se a questo aggiungiamo la crisi forse irreversibile di Zapatero in Spagna e il forte calo nei consensi negli Stati Uniti di quello “giovane, bello (?) e abbronzato”, gli auspici per il futuro appaiono di un seducente colore rosa per chi ritiene indispensabile un colpo di reni che eviti la fine della nostra Civiltà, con la perdizione nei meandri del vizio, del lassismo dei costumi, della rinuncia alla propria Identità e alle proprie Radici.



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02 marzo 2010

A pensare male si fa peccato, ma ...

Il caso politico in primo piano è il caos nelle liste del Pdl in Lazio e Lombardia.
Personalmente sono convinto che il fatto “grosso” e presumibilmente non sanabile (la mancata presentazione della lista provinciale a Roma) abbia la “manina” di qualcuno che non voleva favorire l’elezione della Polverini.
Nel Lazio il Centro Destra aveva (ed ha) una netta maggioranza a favore che ha gettato al vento con l’intempestiva candidatura imposta da Fini.
Non a caso l’ultimo sondaggio dava la Polverini con un vantaggio di appena lo 0,1% sulla Bonino, mentre Roberto Fiore era accreditato dell’1,8% a fronte di uno 0,7% di Forza Nuova.
Non che farei salti di gioia se vincesse la Bonino, espressione di idee che mi ripugnano totalmente, ma, come ho sempre scritto, preferisco un presidente che sia nemico dichiarato di uno della cui “amicizia” debba dubitare e da cui debba guardarmi le spalle.
E se la Bonino con le sue idee approdasse alla presidenza del Lazio, magari sarebbe anche una salutare lezione per la Chiesa Cattolica che troppo spesso, a cominciare dalla questione immigrazione, straparla con la bocca di alcuni suoi logorroici esponenti, contro il sentimento della maggioranza di coloro che amerebbero seguirne gli insegnamenti morali.
Differente è, invece, la situazione in Lombardia dove è presumibile, visti i precedenti, che Formigoni non corra alcun rischio, ma solo l’astiosa insistenza dei radicali ha creato un motivo di pubblicità negativa, oltre a spese evitabili per le esauste casse pubbliche.
Del resto i radicali non sono nuovi a far spendere soldi di tutti, basti pensare all’orgia di inutili referendum (falliti) che ci hanno imposto nel corso degli anni.
Ma la valutazione politica (il “pensare male”) mi porta a elencare:
- il presunto scandalo delle tangenti e l’indagine contro Bertolaso, puntualmente apparso alla vigilia delle elezioni;
- il processo contro Berlusconi con udienza fissata alla vigilia del voto (26 marzo);
- la presunzione di chi ha negato il legittimo impedimento per una riunione del consiglio dei ministri, ritenendo più importante un processo destinato alla solita conclusione del nulla di fatto;
- il rifiuto di sospendere il processo Mills contro Berlusconi per attendere il deposito della sentenza della Cassazione che ha dichiarato prescritto il reato;
- adesso l’offensiva contro le liste del Pdl;
- la costante (ed apparentemente incomprensibile) dissociazione di Fini
.
E’ tanto un peccato pensare che sia in corso l’ultimo assalto contro Berlusconi per cercare di sottrarre a lui (e alla volontà Popolare) il Governo della Nazione ?
Mi auguro, ancora una volta, che Berlusconi sappia resistere e, dopo tante parole, passi finalmente ai fatti contro i suoi (e nostri) nemici che stanno ostacolando il processo riformatore dell’Italia.


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01 marzo 2010

Un limite caratteriale del compagno Fini detto "Mohamed"

Qualcuno può credere ad un cambiamento così radicale di idee da parte di una persona ?
No, è impossibile la inversione a “u” effettuata da Fini negli ultimi sette anni e i casi sono due: o non credeva prima a quello che diceva o non lo crede oggi.
Su tutti gli argomenti qualificanti Fini ha sposato le tesi che una volta contrastava.
Si è arrivati al punto che ogniqualvolta Berlusconi si esprime in sintonia con il sentimento profondo degli elettori di Centro Destra, Fini interviene (mi pare di vederlo, con il ditino alzato “modello Scalfaro”, a impartire la sua lezioncina di sinistra: gli manca solo la "evve" del non rimpianto ex presidente della repubblica) creando una legittima diffidenza verso il Pdl (e poi si preoccupano perché la Lega sembra crescere senza freni).
Se Berlusconi dice una sacrosanta verità, interpretando l’opinione degli Italiani di Centro Destra, cioè dei suoi elettori, per cui l’immigrazione è una bomba innescata dalla sinistra che spera di ribaltare gli equilibri elettorali con la politica delle porte spalancate, ecco il compagno Mohamed Fini che afferma la sua (solitaria nel Centro Destra) opinione perfettamente in linea con quella della sinistra: no, gli immigrati vanno accolti.
Se, poi, Berlusconi afferma, prove alla mano, che siamo in uno stato di polizia tributaria e che la sinistra vorrebbe accrescere questa cappa oppressiva e repressiva, ecco il compagno Mohamed che si dissocia.
Esemplare in questo senso la vignetta odierna di Gianelli sul Corriere della Sera (cioè su un foglio certamente più amico di Fini che di Berlusconi) dove si vede la caricatura di Fini pensosamente seduto ad una scrivania che dice: quando Berlusconi non parla non so come contraddirlo.
Poiché di Fini si può dire tanto (in negativo), ma non che sia uno stupido, è evidente che sa benissimo di non interpretare il sentimento e la volontà di chi lo ha eletto, ma di essere una sponda, anzi un salvagente per una sinistra allo sbando.
E allora perché si isola da quello che dovrebbe essere il suo elettorato ?
Credo che la risposta vada trovata in un limite caratteriale: non ci sta ad essere secondo a Berlusconi e non ha la pazienza di aspettare che il tempo gli conceda il suo momento di gloria.
Così pensa che, minando la maggioranza di Berlusconi, potrà anticipare il momento in cui si aprirà la successione al Premier.
Ma la domanda che si dovrebbe porre è un’altra.
Quand’anche Berlusconi rovesciasse il tavolo e, stanco delle persecuzioni e delle aggressioni, si ritirasse in una delle sue splendide ville abbandonando la politica, chi gli garantisce di essere lui il prescelto alla successione ?
Ma, soprattutto, se anche riuscisse a manovrare all’interno del partito per ottenere la nomina (e già questo sarebbe un qualcosa di molto meno rispetto alla leadership carismatica e senza bisogno di congressi che esercita Berlusconi) chi gli garantisce che gli elettori tornerebbero a fidarsi di lui concedendogli il voto ?
Io non lo voterei, neanche se fosse l’unica alternativa ad un funzionario del pci/pds/ds/pd.
A ben vedere l’unico risultato che può conseguire il compagno Mohamed è di consegnare l’Italia alla sinistra.
Ne vale la pena solo per affermare la propria “parità” (che, in re ipsa, non c'è e non ci sarà mai) con Berlusconi ?


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