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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

08 aprile 2010

Unicuique suum


Questa mattina, come al solito, ascoltavo in radio la trasmissione “Istruzioni per l’uso” (tanto per svegliarmi con una scarica di adrenalina ...) della Falcetti (di cui ho già scritto in passato) ed ho rilevato l’ennesimo intervento, senza contradditori, di un certo Trefiletti, che sarebbe il segretario di una associazione consumatori di derivazione cgil, a me ben noto per i suoi monologhi contro Berlusconi e il Centro Destra.
Questa mattina tuonava contro la decisione del Governo di abolire le agevolazioni postali per l’invio della stampa delle onlus (e anche delle associazioni dei consumatori).
A me sembra una decisione più che giusta ed opportuna.
I servizi vanno pagati per i loro costi, sennò li dobbiamo pagare tutti noi, quindi che siano quelli che contribuiscono a quelle organizzazioni a pagarsi la propaganda.
Senza considerare che, forse, adesso avremo la buca della posta meno intasata da tutte le richieste di denaro e contributi e, auspicabilmente, i soldi che doniamo in beneficenza verranno meglio utilizzati per gli scopi sociali e non per stampare e spedire opuscoli che finiscono immancabilmente tra i rifiuti.

Proseguendo nella giornata leggo i quotidiani del mattino e viene dato risalto, dopo il fatto accaduto in provincia di Vicenza, ad analogo episodio nel bresciano: genitori morosi (per lo più – 80% - extracomunitari) ai quali viene intimato di pagare le rette mensa dei figli, sennò non vi si provvederà più.
I buonisti in s.p.e., gli stessi che sfruttano ignobilmente i sentimenti di pietà e tenerezza che ispirano i bambini per imporre la presenza dei figli degli illegali negli asili nido, vengono presi dal ballo di S. Vito e strillano e strepitano al razzismo.
Ma quale razzismo peggiore è quello di caricare sulle spalle degli Italiani che pagano le rette, anche le quote degli extracomunitari che non le pagano ?
Perchè mai dovremmo provvedere, dopo che si pagano altissime tasse, anche a ulteriori esborsi per mantenere chi non paga ?
E chi ci dice che chi non paga è indigente e non semplicemente un “furbo” ?
Anche qui: i servizi vanno pagati.
Da tutti.
E chi non paga non può usufruirne.
Se uno è indigente chieda al comune che dovrà però fare i necessari accertamenti e, come accade negli Stati Uniti per chi viene mantenuto dal pubblico agli studi, dovrà provvedere a recuperare in futuro le somme spese oggi per l’educazione e il mantenimento degli indigenti.

Il trittico termina con la famigerata “pillola del giorno dopo” che, neanche dirlo, viene entusiasticamente diffusa nelle regioni rosse.
La prima pillola al di fuori della sperimentazione viene quindi concessa in Puglia.
La signora che ne ha fatto (legittimamente) uso, leggo che intima, in una dichiarazione ripresa da Il Resto del Carlino online, alla Chiesa e agli Uomini di tacere.
Io non taccio.
A parte la considerazione che la partecipazione dell’Uomo al concepimento rappresenta un apporto del 50% all’evento, che mi attribuisce analogo e proporzionale diritto a partecipare alle scelte (anche se la famigerata 194 concederebbe l’ultima parola alla donna: non sono d’accordo !), a parte il fatto che esistono i mezzi per “prevenire” una maternità indesiderata, è bene riaffermare che l’aborto non può essere considerato un “diritto” , nè, tantomeno, una “conquista”.
Può essere, in casi limitati, una dolorosa necessità.
Ed è inalienabile il diritto dell’Uomo a partecipare alle decisioni con pari dignità e “peso” della Donna, così come è inalienabile diritto di ogni Maschio esprimere la sua opinione in materia, diritto che appartiene anche alle associazioni politiche e religiose, ivi inclusa la Chiesa Cattolica.
Non riusciranno ad imporci il bavaglio !


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4 commenti:

PensieroLiberale ha detto...

I sinistri ormai difendono solo i privilegi e i privilegiati i quali sono i loro elettori.
E sono anche recidivi in questa strenua difesa del privilegio infatti mi permetto di ricordare il caos che fecero quando il Governo decise di togliere l'Iva privilegiata al compagno magnate della tv a pagamento Murdoch.
Propongo uno scambio di link

http://pensieroliberale.ilcannocchiale.it

Massimo ha detto...

Verrò a trovarti :-)

Giuseppe ha detto...

La RU-486 non è la pillola del giorno dopo, è un farmaco abortivo che interviene a fecondazione avvenuta.
La pillola del giorno dopo è un contraccettivo che funziona esattamente come quelli che si prendono prima del rapporto.
Solo in Italia viene data con prescrizione medica, in altri paesi viene venduta come farmaco da banco.
Questo per la precisione.
Ciao

Massimo ha detto...

E' vero. Ho sacrificato l'esattezza a favore di una espressione discorsiva e di facile impatto per indicare la interruzione della gravidanza provocata da sostanze chimiche. Ma la sigla (che non mi ricordo mai) spersonalizza la questione e non mi ricordo di espressioni che esprimano la questione.