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02 maggio 2010

Intermezzo Inglese

Giovedì prossimo i Britannici andranno alle urne e già nella serata sapremo se saranno stati aggrediti dal virus continentale dell'ingovernabilità o se, invece, ancora una volta si saranno salvati grazie alla nebbia con la quale … “il continente è isolato”.
Diversamente da altre scadenze elettorali, pur essendo notoriamente filoinglese, questa volta non sto seguendo con la solita passione lo scontro tra laburisti e conservatori, con l'ingresso dei liberaldemocratici e la scontata, quanto arrogante, esclusione del British National Party.
O continuavano in un dialogo a due tra conservatori e laburisti, oppure avrebbero dovuto ammettere anche il partito che ha ottenuto lo scorso anno una significativa affermazione alle elezioni europee, dimostrando che anche in Gran Bretagna c'è un vento di rivolta contro il “politicamente corretto”.
Se fossi un Inglese non saprei per chi votare.
I laburisti, soprattutto con Blair, non hanno demeritato:
- non hanno ricostruito una economia socialista,
- sono stati fedeli alleati di George W. Bush,
- non hanno aderito all'euro
.
L'onda lunga della Thatcher ha coinvolto anche Blair e Brown è così incolore da non essere in grado di cambiare rotta.
Ma la crisi economica e la naturale stanchezza dopo 13 anni di governo impongono un cambiamento, anche per dare una spinta allo spirito britannico.
Nel primo dibattito si era accesa la stella del leader liberaldemocratico Nick Clegg, poi offuscata quando i giornalisti e i dibattiti televisivi lo hanno costretto ad approfondire e non a limitarsi al bell'aspetto ed agli slogan accattivanti.
I libdem sono eredi della tradizione liberale da 80 anni esclusa dal gioco politico e che ha rappresentato storicamente la sinistra inglese, prima dell'emergere dei laburisti, in contrapposizione ai conservatori.
In più (e naturalmente in peggio) i libdem sono i più europeisti tra i partiti britannici e se volessi male all'Inghilterra, dovrei sperare in un loro successo, ma se fossi un Inglese non li voterei di sicuro.
Quindi rimangono i Conservatori.
Fedele al principio per cui il peggiore dei nostri è comunque migliore del migliore dei loro, potrei turarmi il naso e votare David Cameron che sembra si stia riprendendo nei sondaggi grazie ad un elegante recupero dei temi cari alla Destra Conservatrice, abbandonando quelle fughe in avanti (che in realtà sono passi indietro) che lo avevano contraddistinto sia con il possibilismo europeista che sui soliti temi etici impropriamente definiti “diritti civili” (ma quali diritti e quale civiltà ?).
Ma c'è da fidarsi ?
O, piuttosto, non si rischierebbe di votare un secondo Sarkozy o, peggio che mai, un clone di Fini ?
Se ingovernabilità dovrà essere, almeno, di buono, ci sarebbe che per formare un governo gli uni e gli altri dovranno andare a patti coi libdem che imporrebbero sicuramente una revisione in senso proporzionale della legge elettorale, cosicchè, la prossima volta, gli Inglesi potranno votare senza remore per il British National Party.

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1 commento:

gio88 ha detto...

C'è anche lo UKIP, che è più moderato e "votabile" del BNP. Se fossi britannico probabilmente voterei per loro.