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16 settembre 2010

Sarkò alla riscossa

Forse perchè impegnata nelle riprese del film con Allen, Carla Bruni è probabilmente più assente dalla vita di Sarkozy che sembra aver quindi ritrovato la perduta lucidità.
Il presidente francese, infatti, sta inanellando una serie di comportamenti finalmente “di Destra”.
Vediamo così che il parlamento transalpino ha approvato il necessario aumento della età pensionabile in barba alla demagogia populista dei sindacati e della sinistra (uguale in tutto il mondo) e la legge sul divieto del burka per ragioni di ordine pubblico, provvedimento che noi abbiamo, grazie alla tanto vituperata quanto provvidenziale legge Reale del 1975, ma solo limitatamente alle manifestazioni pubbliche (andrebbe realizzato un piccolo intervento legislativo per estendere ad ogni occasione il divieto a coprirsi il voto).
A questi provvedimenti, che già denotano un recupero di combattività di Sarkozy, si deve aggiungere la questione che in Francia è “dei rom” e che, più in generale, dobbiamo definire “dell’immigrazione”.
Così la Francia ha dato corso ad una serie di espulsioni dei rom (purtroppo – e questo è il solo fatto negativo – dietro pagamento di somme di denaro) che ha delineato il confine tra gli abatini del politicamente corretto che ci portano alla distruzione e chi, invece, combatte ritenendo che la nostra Civiltà abbia ancora molto da dire e da realizzare.
Tra i primi si annovera la commissaria dell’unione sovietica europea, una lussemburghese sulla quale non vale neppure fare lo sforzo di ricordarsi il nome, che ha criticato in toni aspri la politica francese, subendo la legittima, corretta ed opportuna replica di Sarkozy.
Una replica che, più volte, chi scrive e commenta in blog e forum ha espresso: chi ama tanto gli immigrati, se li prenda a casa sua.
Così Sarkozy ha invitato quella commissaria a prendersi a casa sua, in Lussemburgo, i rom che la Francia vuole espellere.
Inaspettatamente dalla parte dell’unione sovietica europea si è schierata la tedesca Merkel, dando così ragione a quanti, nella sua patria, la criticano per aver adottato una politica troppo di sinistra e cercano di dar vita ad un partito di Destra che svolga, in sostanza, il ruolo che è dei movimenti in crescita in Olanda, Belgio e in tutta Europa.
I tedeschi forse adesso devono sottostare al volere della Merkel che, con un simile andazzo, difficilmente sarà riconfermata, ma quando si sveglieranno saranno dolori ... come sempre.
Non mi ha, invece, sorpreso la presa di posizione di quello “giovane, bello (?) e abbronzato”.
Per la prima volta gli americani hanno infatti eletto (avventatamente) il rappresentante di una loro minoranza etnica, per la prima volta il loro presidente ha recentissime radici africane e non europee come quelle di tutti i predecessori e non può sorprendere che voglia tutelare gli interessi non di noi europei ma degli africani, tanto che non è peregrino affermare che sono più americano io, in forza delle comuni radici che affondano in quella Romanità che ha diffuso la civiltà in tutte le nazioni da cui sono partiti i fondatori degli Stati Uniti d’America, che non l’attuale inquilino della Casa Bianca.
Ma anche negli Stati Uniti è in atto una forte reazione alla sbornia del 2008 e i successi del Tea Party stanno lì a dimostrarlo.
Non posso, in conclusione, evitare di esprimere soddisfazione per la netta presa di posizione del nostro Presidente Berlusconi a favore di Parigi.
L’immigrazione è un problema di tutti e deve essere risolto a tutela dei cittadini di ogni singola nazione europea, unici titolari del diritto di proprietà sulla loro terra, respingendo le nuove invasioni e rimandando a casa chi, rifiutando di assimilarsi e integrarsi, pretenderebbe di portare il suo disordine all’interno della nostra Civiltà.
Con le buone o con le cattive.
Il consenso che ricevono i comportamenti e le risposte alla Sarkozy (ma anche contro la costruzione di moschee e il respingimento dei barconi di immigrati azione in cui l’Italia di Berlusconi e Bossi è capofila) ci dicono che i Popoli e le Nazioni dell’Europa non vogliono intrusi.
Se la politica saprà raccogliere il segnale, la soluzione sarà suaviter in modo, fortiter in re.
Se la politica si affiderà alle commissarie lussemburghesi, alle Merkel o agli Obama, la soluzione – perchè comunque, volenti o nolenti gli abatini del politicamente corretto,ci sarà - sarà solo fortiter: in modo et in re.


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3 commenti:

Giovanni ha detto...

Io su questo personaggio rimango sempre perplesso. E' mia opinione che sia un Giano bifronte e che stia facendo una mossa puramente demagogica al solo scopo di toglier voti a Le Pen e di scaricare la sua "rocaille" a noi. Certo è che gli euro-soviet sono ridicoli, sicuramente tra Sarkò e la catto-kompagna Reding scelgo Sarkò, qui nessun dubbio.

Nessie ha detto...

"Racaille" caro Giovanni e non "rocaille" che vuol dire pietraglia :-).

Può essere che Sarkò tema il sorpasso di Le Pen e che cerchi un consenso elettorale. Ma se fa la cosa giusta, perché non fargli un plauso? la politica è pur sempre l'arte del possibilel

Massimo ha detto...

"La politica è l'arte del possibile" : uno dei miei concetti preferiti, che tempera gli eccessi del rigore ideale ... :-)