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25 ottobre 2010

Ignorare i sermoni di Napolitano

Travalicando dal suo compito che è quello di valutare e firmare (o non firmare) le leggi approvate, Napolitano supplisce al ruolo di opposizione e partecipa al momento formativo di una legge.
Con la pessima figura, come ciliegina, di dover in meno di ventiquattro ore precisare i termini di un intervento che rappresenta al meglio il proverbio: un bel tacer non fu mai scritto.
Con lui, inutile dirlo, anche un altro signore che dovrebbe fare della terzietà rispetto alla lotta politica uno specifico suo dovere istituzionale e che, come aggravante, ha il fatto di essere stato eletto con i voti di chi vuole vedere Berlusconi governare e, invece, capeggia platealmente alcuni suoi seguaci per ostacolare l’azione delPremier, sposando tutte le più devastanti tesi della sinistra (dalla cittadinanza breve e voto agli immigrati, all'elevazione a dignità di legge dei capricci omosessuali e perfino l'aumento della tassa sui risparmi dal 12,5 al 25 %).
Di Fini ho detto tutto ciò che è possibile dire, di quello che serve a completare il mio pensiero su di lui (e questo ancora non è reato) lascio libera la fantasia di chi mi legge.
Anche su Napolitano ho scritto tutto ciò che è possibile, anche col rispetto dovuto a qualunque persona di età avanzata comunque meritevole, per il solo fatto dell'età, di sedersi in poltrona, davanti al caminetto e sonnecchiare ascoltando la radio.
Ma nel suo ruolo non si può ignorarne la storia personale che ci dice che è un comunista non pentito.
Non solo ha aderito per tutta la vita ad una ideologia malsana e aberrante, ma non l’ha abbandonata se non dopo il crollo del muro e la caduta dell’Unione Sovietica, seguendo scrupolosamente il percorso del suo partito: pci – pds – ds – pd.
Non lo si può quindi considerare un “faro” che illumina la nostra strada politica e, quindi, i suoi sermoni non sono la “voce saggia” che alcuni millantano, ma è voce di parte che rappresenta solo una fazione.
A maggior ragione se ricordiamo le circostanze con le quali fu eletto.
Un parlamento sulla cui composizione gravavano forti dubbi per situazioni mai chiarite in certe regioni dove la lista di sinistra ottenne quel pugno di voti che le fece raggiungere una maggioranza insufficiente a portare a termine la legislatura, ma sufficiente a interrompere il buon governo del Centro Destra.
Dubbi mai chiariti perché la sinistra fu talmente debole da riconsegnare in due anni il governo a Berlusconi che, quindi, non ebbe più interesse a rimestare il passato per chiarire quei dubbi.
Ma di quel passato ci è rimasto Napolitano.
Una volta acclarato che quel che Napolitano dice è viziato da una volontà di parte, non resta che darvi il giusto peso.
Ascoltarlo con il rispetto dovuto ad una persona anziana e poi proseguire sulla nostra strada.
Napolitano potrà non firmare una legge, ma alla seconda approvazione, senza modifiche, persino la vigente costituzione gli impone: firmare o dimettersi.
E’ un processo più lungo, non senza scontri istituzionali, ma la maggioranza e il governo espressione di tale maggioranza hanno una responsabilità politica e morale nei confronti dei cittadini perché sono la maggioranza degli azionisti cui appartiene l’Italia.
Gli Italiani vogliono essere governati da Berlusconi.
Lo hanno detto alle politiche del 2008 e confermato in due elezioni amministrative ed una europea nel corso del 2009 e del 2010.
Tutto il resto non conta.


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2 commenti:

Giovanni ha detto...

meritevole, per il solo fatto dell'età, di sedersi in poltrona, davanti al caminetto e sonnecchiare ascoltando la radio

Appunto. Quello dovrebbe fare, non pontificare ogni santo giorno su qualsiasi materia di competenza governativa.

johnny doe ha detto...

Si sta preparando un regime vero a pensiero unico,se non succede qualcosa.
http://www.stavrogin2.com/2010/10/dal-caimano-pere-ubu.html