Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

29 novembre 2010

Doppio assist di Wikileaks a Berlusconi

I tanto temuti files trafugati da Wikileaks alla diplomazia americana si stanno dimostrando, almeno per quanto riguarda queste prime rivelazioni pubblicate e di cui abbiamo notizia, solo un miserrimo pettegolezzo mondiale degno di Repubblica o delle trasmissioni faziose dei vari Santoro, Saviano, Fazio, Floris & Co.
Che la Merkel abbia paura della propria ombra o che Sarkozy si atteggi a Napoleone è nell’ambito delle valutazioni personali, mentre che il governo di coalizione britannico tra Cameron e Clegg sia politicamente e numericamente fragile lo sanno anche i bambini.
Venendo poi a noi, ancora una volta le speranze dei vari Fini, Di Pietro, Casini, Bersani, Vendola, Camusso, Montezemolo & Co. di una “bomba atomica” che li liberi dall’ingombrante, dominante e superiore presenza di Berlusconi, sembrano essere vane.
A Berlusconi piacciono le donne ?
A chi non piacciono (Vendola e similari a parte, ma non sono certo la stella polare cui mi rivolgo e cui indirizzerei i miei figli ! ) ?
A Berlusconi piace divertirsi ?
Anche a me.
Anormale sarebbe chi sta in gramaglie 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno.
A Berlusconi piace circondarsi di belle donne ?
Se potessi lo farei anche io.
Del resto chi, anche solo in un pranzo tra colleghi, non preferisce sedersi vicino alla “miss ufficio” piuttosto che a qualche cerbero che puzza di fumo ?
Da tutto questo ne deriva che Berlusconi sarebbe “vanitoso, stanco e inefficiente” nel lavoro?
E chi lo scrive ?
Mi sembra sia una addetta (femmina) dell’ambasciata americana che trova facile sponda in un segretario di stato noto più che altro per essere stata la moglie cui un presidente libertino e gaudente come Clinton regalava tanti cappellini a forma di cervo.
Che, poi, tali commenti siano alquanto uterini lo si dimostra quando l’analisi coinvolge l’aspetto politico economico, con un dipartimento di stato piccato per i rapporti preferenziali tra Berlusconi e Putin, con la conseguenza di “vantaggiosi contratti per la fornitura di energia”.
Vantaggiosi per chi ?
Evidentemente per i cittadini italiani che possono approvvigionarsi di gas con flussi certi ed a prezzi inferiori a quelli delle compagnie statunitensi.
E saranno pure vantaggiosi per i russi e per qualche affarista, ma ciò che conta è che noi, grazie al rapporto di Berlusconi con Putin, abbiamo la certezza di passare gli inverni al caldo ed a costi, comunque alti, ma non tanto quanto ci costerebbe rivolgerci ad altri fornitori.
E’ un doppio assist, quindi, che Wikileaks offre al nostro Premier che, giustamente, si è fatto una bella risata: è un donnaiolo gaudente e fa gli interessi dei contribuenti italiani.
Evidentemente non è poi così stanco e inefficiente come vorrebbe la funzionaria dell’ambasciata americana che riferisce i suoi pettegolezzi a Washington.
Se è tutto qui, non possiamo che complimentarci con Berlusconi per la persona che è.
Penosi i commenti delle opposizioni, ancora una volta scornati nelle loro speranze, che non si rendono conto che essere finiti nelle note del dipartimento di stato assieme ai Grandi della Terra, mentre altri sono stati ignorati, indica che grazie a Berlusconi l’Italia occupa le prime posizioni nel panorama politico mondiale e anche gli Stati Uniti considerano rilevante persino tutto quel che riguarda le abitudini del nostro Premier.
Sarebbe ben peggiore e umiliante una assoluta indifferenza.
Ultima annotazione.
Finora tutti i pettegolezzi appartengono ad un lasso di tempo che coinvolge l’attuale amministrazione americana.
Non credo sia un caso, vista l’approssimazione e il dilettantismo, quello sì totalmente inefficiente, che caratterizza la presidenza dell’ “abbronzato” e di cui persino gli elettori americani si sono accorti dopo appena due anni.



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28 novembre 2010

Ma veramente qualcuno crede loro ?

Ieri e questa mattina ascoltavo le dichiarazioni rilasciate dai sinistri, a margine della ennesima manifestazione della cgil contro il governo ma, più che altro, contro il buon senso.
Non ho mai avuto molta stima dei comunisti e dei sinistrati in genere, tanto da aver coniato, alcuni anni fa, il motto: il peggiore dei nostri è comunque migliore del migliore dei loro.
Anno dopo anno ne sono sempre più convinto.
Ma, mi domandavo ieri, possibile che ci sia veramente qualcuno che crede alle sparate dei Bersani, delle Camusso, dei Vendola, delle Bindi e compagni ?
Mi sembra impossibile che ci sia ancora, all'alba del secondo decennio del duemila, qualcuno che presti fede a costoro.
Prendiamo Bersani che, dopo le ponderate dichiarazioni di Frattini sull'aggressione all'Italia, come ben noto a chiunque, da parte di quella “sovrastruttura”, la rivelazione della cui esistenza è sfuggita all'ex portavoce della Marcegaglia e che trova in finanzieri capaci solo di privatizzare i profitti e socializzare le perdite ( e rigorosamente di sinistra), come quello ricordato dal mio amico Starsandbars , i principali alfieri per riportare l'Italia alla sudditanza verso l'estero, ha la sfrontatezza di affermare che sarebbe questo governo ad aver perso credibilità all'estero.
O quel Vendola che, invece di occuparsi della Puglia, bercia in giro per l'Italia affermando che l'attacco all'Italia viene da chi siede sulla poltrona di Palazzo Chigi.
Eppure è sotto gli occhi di tutti che, con Berlusconi, l'Italia si è seduta al primo tavolo del mondo ed è sempre con Berlusconi che l'Italia è tornata a dare del “tu” ai Grandi del mondo, invece di fare anticamera aspettandone le decisioni a capo chino.
Ed è proprio questo il motivo della aggressione contro l'Italia.
E che dire della Camusso che copia i discorsi dei suoi predecessori e non sa fare altro che minacciare lo sciopero generale, anche lei sbraitando contro la politica del Governo che non avrebbe fatto nulla contro la crisi.
Ma la Camusso li legge i giornali ?
La Camusso ha parlato con i suoi colleghi di Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna ?
Come si fa a negare così la realtà evidente danneggiando, prima di tutto, quei lavoratori (sempre meno) che ancora ripongono fiducia nel sindacato ?
E' sotto gli occhi di tutti che la crisi ha solo sfiorato l'Italia, proprio grazie al modo in cui questo governo l'ha affrontata e, da sottolineare, senza mettere le mani nelle nostre tasche.
Come già fu nel “68” la sinistra ha messo assieme tutti gli insoddisfatti d'Italia,
dai professori autoreferenziali detentori di una cultura che, da figli del '68, non è che una pallida controfigura di quella vera,
agli studenti la cui unica preoccupazione è conseguire un pezzo di carta dietro al quale trincerarsi per rifiutare i lavori cui, magari, sarebbero più adatti e che così vengono lasciati agli immigrati, salvo poi pretendere, sempre a spese nostre, posti pubblici – superflui – in cui la produttività e l'utilità non corrisponde allo stipendio percepito,
per continuare con i cosiddetti “antagonisti” contrari sempre a tutto,
gli ecoambientalisti che vorrebbero farci tornare a vivere nelle caverne, senza carne, senza riscaldamento d'inverno, senza condizionamento d'estate, senza auto per spostarsi,
ai nani e ballerine che vogliono continuare a fare la “dolce vita” con i contributi statali,
ai giornalisti che producono fogli che non vendono ma pretendono il contributo statale per continuare a non vendere,
ai conduttori faziosi che si mettono assieme a scrittori che per avere successo devono riversare fango sulla nostra Patria e berciano dalle frequenze della televisione pubblica,
fino ad una miriade di richieste di privilegi per nicchie, tutte a spese dello stato, cioè nostre.
Ecco quali sono i “tagli” contro cui chiama allo sciopero generale la Camusso, invece di rendere grazie a Berlusconi e Tremonti per non aver posto l'Italia nelle condizioni di Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna.
E allora mi sembra pertinente il mio domandarmi: ma è possibile che simili corbellerie, pur se profuse a piene mani e con la cassa di risonanza di giornali e televisione, siano veramente credute dagli elettori di sinistra ?
Se così fosse – ma mi rifiuto di crederlo – allora sarebbero persino peggio di quanto avessi mai creduto.

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26 novembre 2010

Impegno d'onore

Berlusconi avrebbe dichiarato che ci sarebbe un patto tra Fini e Casini: il primo al Quirinale e il secondo a Palazzo Chigi.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano Bersani, Di Pietro, Montezemolo, Vendola e tutti gli altri pretendenti ad un posto al sole quando terminerà il mandato (visto lo spessore e le “qualità” dei candidati successori, speriamo ancora di lunga durata) di Berlusconi.
Ma so certamente cosa ne penso io: mai più votarli !
Né Fini, né Casini.
E con loro mai più votare chi li sostiene.
Io mi ricordo bene gli anni in cui, nel nome del “voto utilela Dc prendeva voti in campagna elettorale presentandosi come “diga” anticomunista, per poi tradirli in parlamento, come stanno facendo oggi i finioti, votando assieme al pci tutte le leggi di maggior rilievo e spartendosi la televisione e tutte le nomine pubbliche (con i danni permanenti di cui anche oggi vediamo le conseguenze).
Il comunismo è morto e anche se i comunisti restano in vita siamo, fortunatamente in questo caso, in una società globale che non permetterebbe loro di rispolverare i vecchi arnesi ideologici da applicare ad un eventuale governo.
Il pericolo, invece, è quello di rispettare i binari del nuovo ordine economico mondiale e farlo senza rinunciare alla vecchia politica della spartizione e della vessazione sui cittadini.
Farlo, cioè, imponendo tasse e gabelle di ogni genere per mantenere alta la spesa pubblica clientelare ed assistenzialista e, in un tempo, ridurre il deficit di stato.
Niente tagli e riduzione del deficit = tasse, tasse, tasse.
Cioè sarebbe uguale ad una contrazione della libertà individuale ai limiti del ripristino di un regime comunista (miseria, terrore e morte).
Cosa c'entrano Casini e Fini ?
Semplice.
Per mera ambizione personale (con Casini degno di maggior onore rispetto a Fini perchè almeno i voti se li è andati a cercare da solo) hanno voltato le spalle al Centro Destra, alleandosi con la sinistra per rendere difficoltoso il cammino di un governo che ha avuto una maggioranza parlamentare solida come il consenso ricevuto in tutte le elezioni dal 2008 ad oggi.
Solo una congiura di palazzo, infatti, rende il governo un fragile veliero in balia del vento.
E chi si oppone a Berlusconi lo teme a tal punto da volerlo rovesciare, come in un colpo di stato, senza prima passare dal voto del Popolo.
Fini e Casini sono complici di quel disegno.
Non si può quindi escludere che si arrivi al voto, a marzo o dopo, con un terzo polo che veda Casini, Fini e anche Montezemolo e Rutelli alleati con uno di loro candidato premier.
Non possiamo neppure escludere che prima o poi non ci sia più Berlusconi come candidato Premier.
L'impegno d'onore che assumo e che propongo è quello di non votare, neppure turandosi il naso montanellianamente, per quei soggetti: Casini, Fini, Montezemolo, Rutelli e tutti coloro che li hanno oggi seguiti.
Quelli pensano che, una volta rimosso Berlusconi, per loro si apra una autostrada da percorrere in tutta scioltezza per arrivare al traguardo delle proprie ambizioni.
Quelli pensano che, presentandosi come alternativa alla coalizione di sinistra, gli elettori di Centro Destra li voteranno a prescindere, solo perchè non vogliono veder vincere un comunista.
Ma che senso avrebbe votare contro un comunista per poi vedere i propri “campioni” andare a braccetto con lui per votare più tasse e spartirsi il bottino a favore delle proprie clientele ?
Che senso avrebbe votare contro i laicisti e vedere i propri “campioni” sostenere una legge sull'eutanasia, un'altra sulle manipolazioni genetiche e un'altra per elevare a dignità di legge i capricci degli omosessuali ?
Che senso avrebbe votare contro chi aprirebbe l'Italia all'invasione degli immigrati e trovarsi i propri “campioni” sostenere l'accoglienza, la cittadinanza breve per gli stranieri e il voto per gli immigrati ?
Comunque vada una alternativa nelle schede ci sarà sempre e, in ogni caso, per male che possa andare, anche l'astensione è un voto, pesante.
Se in futuro non ci sarà più questa alleanza di Centro Destra guidata da Berlusconi o se una alleanza apparentemente di Centro Destra dovesse candidare a Palazzo Chigi Casini, Fini, Montezemolo o Rutelli, dobbiamo assumere l'impegno di non donare a costoro il nostro voto.
Diciamolo subito, hic et nunc, per non trovarci fra qualche tempo con la menata del “voto utile” propinata da uno di quei signori.

"L'han giurato: altri forti a quel giuro rispondean da fraterne contrade ..."

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25 novembre 2010

Solo due strade: voto o autodeterminazione del Nord

Stiamo assistendo ad una commedia che rischia di sfociare in tragedia per tutti tranne i soliti parassiti assistiti dallo stato.
La propaganda della sinistra vorrebbe proiettare l’immagine di un fallimento del Centro Destra che non c’è.
Non è fallito il progetto del Centro Destra perchè solo una banda di trasformisti, privi anche della residuale dignità di dimettersi, ha fatto venire meno la solida maggioranza che il Popolo aveva concesso a Berlusconi.
Non è un fallimento del Centro Destra perchè i provvedimenti sono stati assunti, le riforme attuate o proposte, gli impegni rispettati.
La stessa vicenda della Riforma Gelmini è emblematica: c’è un progetto serio, che restituirebbe dignità alle università, ma presupporrebbe docenti che si impegnino in aula e studenti che studino per poi restituire i prestiti ricevuti.
Come negli Stati Uniti.
Gli assistiti cronici preferiscono berciare nelle piazze contro i tagli e per borse di studio e non prestiti d’onore.
Ma chi pagherebbe ?
Pagheremmo tutti noi
.
Perchè l’alternativa ai tagli e a far pagare i servizi, al prezzo di costo, a chi ne fruisce è aumentare – e di molto ! – le tasse per tutti, costringendoci a pagare anche quello che non usiamo e, spesso, costringendoci a rinunciare a quel che vorremmo.
Vediamo come una politica di piccolo cabotaggio che sa solo chiedere a Berlusconi di farsi da parte ma non per andare al voto, bensì per alchimie sulla legge elettorale, fomenti anche la violenza di piazza che dovrebbe vedere un governo solido reprimere con decisione chi violenta la libertà di circolazione altrui.
E che dire del principino della Fiat che vorrebbe “fare qualcosa per l’Italia” ?
Tacere e guardare la televisione davanti al caminetto sarebbe già un grande aiuto per tutti.
E nani e ballerine che si arricchiscono con i nostri soldi, con la televisione pubblica, per poi offendere chi le tasse le paga ?
Tutti quelli che “propongono” iniziative e riforme, non pensano a dove reperire il denaro.
Invece di ringraziare Berlusconi e Tremonti perchè abbiamo una economica ancora solida e non nuotiamo nella m**** come i “pigs” pretendono esborsi che possono realizzarsi solo e solamente con nuove tasse.
L’alternativa ai tagli, qui lo si ripeterà all’infinito, sono solo imposte e gabelle che depaupererebbero tutti per mantenere i soliti parassiti assistiti.
Abbiamo una sola strada legittima per porre fine a tutte le sconcezze che quel gruppo di trasformisti ha innestato:votare.
Oppure la secessione del Nord fondata sull'autodeterminazione dei Popoli.

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23 novembre 2010

Ma nani e ballerine fanno “cultura” ?

Nei giorni scorsi nani e ballerine si sono ritrovati per protestare contro i “tagli” al fus (fondo unico per lo spettacolo) la cui dotazione è scesa a 288 milioni di euro.
Sono 288 milioni, corrispondenti a 570 miliardi circa delle vecchie lire, spesi male.
Veniamo a sapere che 128 comuni, se non provvedono a depuratori, non potranno più erogare acqua potabile: quei 288 milioni di euro (570 miliardi di lire) non sarebbero meglio spesi per costruire i depuratori in quei comuni che per riprendere gli sculettamenti di Belen ?
E non sarebbe meglio utilizzare i fondi comunali per riparare le strade cittadine piene di buche che per pagare costosissime estati canore o luccicanti ultimi dell’anno ?
Gli stessi, poi, che pretenderebbero di sperperare le nostre tasse in lustrini contestano le trasmissioni tipo il Grande Fratello che non sono altro che la rappresentazione di un concetto di società epicurea che loro stessi incentivano proiettando l’immagine della”bella vita”, pagati dai contributi dei cittadini che lavorano ai quali poi propinare pettegolezzi di ogni genere.
A cosa servono i “produttori” se poi siamo noi contribuenti a pagare i loro conti ?
Mi sembra che anche nel campo dello spettacolo sia invalso il principio per cui si socializzano le perdite e si privatizzano i guadagni.
Noi paghiamo per la produzione di decine di film e trasmissioni in perdita, ma quando mai ci sono tornati in tasca soldi per quelle poche opere (non me ne viene peraltro in mente una !) che ha guadagnato più di quanto ha speso ?
Non sarebbe meglio se i “produttori” facessero i produttori e mettessero del loro, rischiando come tutti gli imprenditori e guadagnando quando guadagnano, perdendo quando producono delle ciofeche ?
In questo modo si ridurrebbero gli eserciti di nani e ballerine che, senza alcuna ragione artistica, pretendono di fare la bella vita a spese nostre.
Il Ministro Bondi ha dichiarato di comprendere le ragioni della protesta.
Mi associo al Ministro.
Anch’io comprendo benissimo che è sicuramente piacevole vivere nel lusso a spese altrui.
Ma quei soldi, di tutti, sarebbe meglio spenderli per iniziative utili alla comunità o, meglio, per diminuire le tasse a tutti.


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22 novembre 2010

Ma chi se ne frega ?

Leggo che i finioti vorrebbero impedire a Berlusconi di utilizzare nome e simbolo del Pdl.
Questo atteggiamento, del tutto ininfluente sulle scelte politiche, fornisce però indicazione, a chi ancora credesse nella buona fede dei seguaci di Fini, del loro spessore.
Si aggrappano a sofismi degni di Azzeccagarbugli, per inibire l’uso di un nome e di un simbolo votati ai gazebo del Centro Destra e voluti da Berlusconi quando Fini definiva la scelta del ”predellino” una “comica finale”.
Salvo poi prendervi parte e, sfruttando la tradizionale generosità di Berlusconi, accaparrarsi una primogenitura immeritata ed imporre l’esclusione de La Destra dalla coalizione (errore che credo Berlusconi sconti anche oltre il dovuto)..
Come sempre, quando una parte si aggrappa all’applicazione letterale di una norma, anche in contrasto con il buon senso e sa solo brandire come una clava codici e pandette, dimostra di essere priva di argomenti validi per sostenere le proprie tesi.
Chiunque si rende conto che il comportamento dei finioti è esclusivamente distruttivo, ostruzionistico, privo di concretezza e dilatorio.
In una parola è cattiveria allo stato puro e spero che Berlusconi non porga l’altra guancia e, soprattutto, non sia disposto a dimenticare.
Credo che anche ai nuovi compagni di viaggio dei finioti, la sinistra, il comportamento assunto provochi disgusto, anche se per interesse di bottega lo mascherano.
Ma l’interesse di bottega non è l’interesse nazionale che vuole un governo solido, votato dal Popolo (e non frutto di congiure di palazzo) e con programmi chiari e non soggetti ai ricatti dei trasformisti o ai compromessi che ne annacquano l’efficacia.
I sofismi legulei dei finioti sono evanescenti come il loro elettorato, tanto più che, come si legge da tempo sulla stampa, Berlusconi avrebbe già incaricato un gruppo di esperti per studiare un nuovo nome e un nuovo simbolo, smarcandosi così dalle meschinità del cofondatore del Pdl che è anche l’affossatore non solo del Pdl ma anche dell’Msi e di An.
E questo non lo potremo dimenticare, mai.
Non si preoccupino, dunque, i finioti di fare una battaglia di così grande interesse per gli Italiani: impedire a Berlusconi di usare il nome e il logo Pdl.
Non si preoccupino neppure se Berlusconi è, in virtù delle norme della loro cara europa, il titolare unico di logo e nome.
Non si preoccupino perchè alle prossime elezioni - quando saranno spazzati via come una flatulenza al vento di montagna - il Centro Destra si presenterà con la Lega, con La Destra e con Berlusconi Premier che capeggerà un partito nuovo di zecca, purgato dalle scorie finiote e che se anche si chiamerà semplicemente "Pippo", continuerà ad avere il voto degli elettori del Centro Destra.



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21 novembre 2010

Carfagna: e lasciatela andare !

Mentre ci si interroga sulle tasse, sull’immigrazione, sull’assistenzialismo statalista, sulla giustizia e, soprattutto, sul futuro della legislatura dopo il trasformismo dei finioti, la politica si unisce al pettegolezzo e sbotta il ministro delle pari opportunità: non gioco più, me ne vado.
Pronto l’intervento del Premier, nello spirito della nuova legge sulla mediazione, per dirimere la questione.
Ma di cosa si lamenta la Carfagna ?
Pare che sia stata messa in minoranza in consiglio dei ministri sui termovalorizzatori campani, anzi sulla loro gestione.
Poi pare che si sia risentita per i pettegolezzi cui ha dato adito la simpatia che prova per il finiota Bocchino.
Poi ?
Mah, a me sembra che la Carfagna stia solo cercando un pretesto per abbandonare il Centro Destra.
Già la Carfagna di oggi non corrisponde a quella che fece il suo ingresso al governo tra gli insulti della sinistra e la simpatica attenzione del Centro Destra.
Il suo è un ministero oggettivamente inutile.
In Italia le “pari opportunità” non ci sono, ma solo perché le donne hanno armi in più rispetto a noi uomini, per avanzare in tutti i campi.
Certo, gli anni che passano sono più inclementi per le donne che per gli uomini, ma questo non è un problema di “pari opportunità”, bensì di natura e le femministe arrabbiate dovrebbero rivolgersi al buon Dio e non al parlamento.
Ma la Carfagna era entrata bene nel ministero, negando la sponsorizzazione alle piazzate degli omosessuali e negando anche che i loro capricci avessero una qualche interesse di carattere legislativo.
Purtroppo, come già fece Fini, gli imperscrutabili percorsi della vita hanno portato la Carfagna, due anni dopo, a rivedere le sue posizioni e chiedere persino scusa agli omosessuali.
Come tutti i neofiti la Carfagna è ora in prima fila per chiedere l’approvazione di leggi liberticide, con il pretesto della presunta “omofobia”, per impedire che si possano esprimere pensieri e dare loro diffusione attraverso i mezzi di stampa nel più becero comportamento stalinista.
In ciò riscuotendo applausi da chi, fino a ieri, la insultava, aumentati oggi che sembra voltare le spalle a chi l'ha creata.
Del resto un esempio di come concepisca il ministero delle pari opportunità lo si vede anche nella legge sullo "stalking", un istituto mutuato dal diritto straniero quando già preesistevano norme penali nazionali per reprimere la violenza privata, senza correre il rischio di punire anche un sano corteggiamento.
Come se non bastasse, quando Fini cominciò a scalpitare la Carfagna lo designò come "delfino" del Premier, indicazione fortunatamente caduta nell'oblio.
E allora lo faccia questo ultimo passo e passi al nemico, seguendo il suo Italo Bocchino (absit iniuria verbis: il finiota si chiama così …) e andando in quella ottima compagnia di persone che, seguendo il vate Gianfranco, ha ormai ribaltato tutte le idee del proprio, anche lungo e onorato … vero on. Tremaglia ?, passato.
A suo onore, se manterrà fede a quanto dichiarato, resta il modo, certamente più corrispondente alla volontà popolare di quanto non abbiano fatto finora i finioti.
La Carfagna, infatti, voterà la fiducia al Governo e poi si dimetterà, non solo da ministro e dal Pdl, ma anche dal parlamento, dando la possibilità alla maggioranza di sostituirla con un parlamentare che rappresenti la volontà popolare.
Così avrebbero dovuto fare tutti i finioti a cominciare dal nume tutelare.
Certo, spiace perdere una bella donna, il più bel ministro del mondo, ma il governo è altro che i pettegolezzi e le paturnie umorali delle prime donne e, tutto sommato, per non parlare della Santanchè e della Brambilla (il cui unico difetto evidente è l'ostilità alla nobile arte della caccia) che lavorano seriamente e con competenza, anche Alessandra Mussolini mi sembra più solida e affidabile della eterea Carfagna.
E allora lasciatela andare, così facciamo anche un gesto di generosità verso la sinistra che avrà una alternativa alle Bindi e compagne.
Chissà che il pensiero di fare riunioni di coalizione con la Carfagna non strappi un sorriso ai poveri Bersani, Franceschini, Fassino & Co. che sono sempre così seri, truci, ingastriti, forse anche perché non è bello pensare “stasera vado alla riunione di partito e vedo la Bindi” !
Beh … forse per vedere un sorriso sulla faccia di Fassino di Carfagna ce ne vorrebbero una decina …

P.S. Intanto la Bindi non perde occasione per avallare la battuta di Sgarbi ripresa da Berlusconi sul fatto che è più bella che intelligente.
Chiosando la vicenda Carfagna, dichiara che Berlusconi dovrebbe dimettersi anche se ottenesse la fiducia del peralmento.
Non si capiscono bene i tortuosi sentieri del Bindi-pensiero (?) per cui chi ottiene la fiducia e vanta la vittoria in tutte le elezioni del 2008, 2009 e 2010, dovrebbe dimettersi ... ma tant'è, contenti quelli del pci/pds/ds/pd di tenerla come presidente, contenti tutti.

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18 novembre 2010

I finioti non rappresentano la Destra (e neppure il Centro Destra)

Non c’è dubbio che se negli anni settanta, per me corrispondenti a quelli del liceo e dell’università, definirsi di “Destra” era ad alto rischio personale perchè tale collocazione era confusa con l’Msi e il Neofascismo, oggi molti amano attribuirsi tale qualifica.
Sono contento, ovviamente, che gli anni siano stati galantuomini e abbiano trasformato la sinistra in qualcosa di negativo e la Destra in qualcosa di positivo, sempre più ambito.
So anche che questa è la Storia, un pendolo che oscilla a volte qui, altre là e che in politica non c’è mai nulla di definitivo, non le vittorie, non le sconfitte, non le alleanze, non le maggioranze e, soprattutto, non le amicizie.
Detto questo non posso evitare di rimarcare negativamente la confusione che regna nel delimitare le aree politiche.
Non c’è nulla di male se ci si separa, credo sia molto peggio se si insiste a voler convivere forzatamente richiamandosi agli stessi spazi e generando confusione anche nel prossimo.
Così, da tempo, mi considero “in sonno” rispetto alla mia adesione a quello che continua ad essere definito l’aggregatore del Centro Destra Tocqueville e, purtroppo, non ho il tempo nè le conoscenze tecniche per curare un aggregatore alternativo, mantenendo comunque a disposizione di chi ne condividesse l’impostazione, Il Castello che potrebbe, con lo studio in corso da parte di chi ne sa più di me in materia, trovare nuovi sviluppi.
Ma Tocqueville , essendo il primo, difficilmente può essere superato, un po’ come la Telecom tra le compagnie telefoniche ...
Perchè parlo di Tocqueville e de Il Castello ?
Perchè l’amico Sarcastycon ha contestato con una lettera aperta , la presenza nel primo aggregatore di Centro Destra di numerosi blog ispirati dai finioti che, con la Destra e con il Centro Destra c’entrano come il cavolo a merenda.
E qui mi ricollego all’incipit del post.
I finioti, forse per un residuo senso del pudore, insistono nel volersi accreditare come movimento di Destra e nel volere occupare quello spazio politico.
In questo sono aiutati dall’endorsement del nemico storico:la sinistra.
Ora, ho forti perplessità che la sinistra voglia favorire un nemico e se si spende per accreditare i finioti come “Destra” ne ha un evidente tornaconto: allevarsi una Destra addomesticata, perdente e che possa danneggiare la vera Destra, per natura e dna contrapposta alla sinistra.
E infatti se andiamo a leggere le posizioni dei finioti vediamo che:
Tasse
I finioti, per bocca del loro nume tutelare, hanno proposto la tassazione delle rendite per recuperare denaro da spendere in vari modo (contratti dipendenti pubblici, precari, “cultura” ... insomma nelle clientele tipiche della prima repubblica).
Esattamente come la sinistra che vuole tassare i risparmi e le case e diversamente, ben diversamente, dalla vera Destra che è ostile alle gabelle.
Immigrati
I finioti rinnegano la “Bossi-Fini”
e vorrebbero accogliere gli stranieri, concedere loro la cittadinanza in tempi brevi e il voto.
Esattamente come la sinistra che alle proprie primarie fa già votare gli immigrati e ben diversamente dalla Destra che vuole il blocco dell’immigrazione, il respingimento in mare, l’espulsione almeno degli illegali senza permesso e non ci pensa proprio a concedere cittadinanza e voto.
Valori etici e morali
I finioti, che non mi risulta abbiano mai smentito il loro vate, sostengono la modifica della legge 40 sulla fecondazione assistita per allargare gli esperimenti genetici, la definizione di una legge che dia dignità ai capricci degli omosessuali, una legge sul fine vita che sostanzialmente autorizzi l’eutanasia.
Come la sinistra.
La Destra, invece, è contraria a tutto ciò che consideriamo mera deriva morale.
Si potrebbe continuare, allungando e parlando di lavoro, di federalismo, di meridione, di giustizia, pubblico impiego, assistenzialismo, interventismo statale, ma il concetto mi sembra già abbastanza chiaro.
E’ legittimo sostenere eutanasia e tasse, accoglienza degli immigrati e statalismo, ma non lo si faccia usurpando una posizione politica che non appartiene loro.
Vogliono continuare a definirsi “Destra” ?
Sostengano la Destra, le sue Idee, i suoi Valori, i suoi Progetti, i suoi uomini, il suo Leader Silvio Berlusconi.
Hanno paura di non trovare collocazione se rinunciassero a tale pretesa?
Sono problemi loro che hanno cambiato idea.
I finioti non sono Destra, non lo sono nei fatti, nelle scelte che quotidianamente compiono e nelle tesi che hanno cominciato a sostenere al seguito della loro guida.
Non c’è nulla di male a dividersi e non c’è nulla di male se i finioti uscissero, volontariamente o coattivamente, da Tocqueville .
Del resto, nel 2008, anche Il Castello vide la divisione, consensuale, tra chi sosteneva il neonato Pdl (comprensivo di Fini) e chi, invece, non accettò il diktat finiota sulla rinuncia al simbolo contro La Destra di Storace che la escluse dall’alleanza.
Il tempo è stato galantuomo, adesso ci siamo ritrovati e se mai dovesse nascere una iniziativa concreta per un aggregatore efficiente e professionalmente curato che rappresenti i valori di Centro Destra e non sia solo un contenitore numerico dove trova spazio tutto e il suo contrario, saremmo sicuramente della partita, uniti e compatti.
A me piacerebbe che quel contenitore fosse un Tocqueville tornato alle origini ma poichè il contenitore è solo un mezzo e non un fine, chiunque, professionalmente, abbia la capacità di intervenire, troverà il mio appoggio.

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17 novembre 2010

Un passo indietro

I vecchi arnesi della politica politicante non perdono occasione per tromboneggiare sull’ “interesse del paese” nel nome del quale chiedono, immancabilmente a qualcun altro, di “fare un passo indietro”.
In altro post ho espresso la mia estraneità all’uso del termine “paese”, qui mi piace evidenziare come chi chiede al prossimo di “fare un passo indietro”, mai offre il buon esempio.
Eppure vediamo che chi pretenderebbe che qualcun altro abbandonasse la politica è in politica da sempre, anzi non ha alcuna professionalità perchè tutta la sua scalata sociale si è consumata nei corridoi dei partiti.
Non credo sia un caso che si stiano ritrovando assieme i funzionari di partito, di tutti i partiti della prima repubblica.
Dai comunisti con Bersani che, anche fisicamente, appartiene all’epoca dei grigi funzionari del politburo, ai democristiani dei cui leaders sparsi nei vari movimenti dopo lo sfaldamento della Dc non si conoscono pregresse attività o qualità professionali, per finire all’ex missino, recente convertito all’arco costituzionale, la cui attività si è sempre svolta tra la scrivania del Secolo d’Italia e i banchi del parlamento.
Naturalmente quello che maggiormente riceve gli inviti da simili figuri perchè “faccia un passo indietro” è l’unico che ha avuto una (brillante) carriera professionale da imprenditore ed è giunto alla politica in tarda età (purtroppo) senza alcuna necessità di sistemare se stesso e la sua famiglia perchè già ampiamente ricco di suo (il che gli consente una tranquillità, una indipendenza e una libertà che i funzionari di partito non hanno e non avranno mai).
Vediamo così quotidiani inviti che i vari Bersani, Casini, Fini e compagni rivolgono al Premier perchè “faccia un passo indietro”, cercando di proiettare l’idea che, con tale atto, tutto sarà risolto e sboccerà l’età dell’oro per l’Italia.
A parte il fatto che a credere a costoro saranno rimasti solo quelli che credono che gli asini possano volare (se lo scrivono sull’Unità o Repubblica o se viene annunciato dai vari Fazio, Saviano, Santoro & Co. dalle frequenze di rai3), perchè mai dovrebbe essere il solo Berlusconi a fare un passo indietro ?
E perchè mai dovrebbe farlo per consegnare la Nazione agli affamati funzionari di partito che da lui hanno saputo collezionare solo sconfitte, dimostrandosi quindi oggettivamente a lui inferiori ?
Per il bene del paesefacciano TUTTI un passo indietro, solo così sarà rispettata la par condicio.
Via Berlusconi, via Fini, via Napolitano, via Bersani, via Casini, via D’alema, via Veltroni, via Vendola, via Bossi, via la Bindi, via Di Pietro, via tutti quelli che abbiano mai posato le loro flaccide chiappe su uno scranno da parlamentare o consigliere regionale.
Solo così si farebbe “il bene del paese”, rinnovando al 100% la classe politica e rimandando al loro lavoro chi adesso prospera sulla politica.
Già, ma quale lavoro ?
Scommettiamo che tutti i tromboni partitocratici, così pronti a consigliare al prossimo di farsi da parte, reputano se stessi indispensabili “nell’interesse del paese” ?
Allora perchè Berlusconi dovrebbe fare quel “passo indietro” che gli altri, da lui sconfitti e che quindi hanno dimostrato di valere meno di lui, non intendono fare dando il buon esempio ?
O tutti o nessuno.
Anche perchè, il “passo indietro”, prima o poi saranno tutti costretti a farlo dal tempo che, come si suol dire, è galantuomo e, talvolta, prima di lui, arriva la napoletanissima “a livella”.

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16 novembre 2010

Patria, Nazione e ... paese

In questi tempi, più che mai, ascoltiamo i tromboni della politica politicante che parlano aulicamente di “interesse del paese”, nel nome del quale invitano, rigorosamente qualcun altro, “a fare un passo indietro”.
Su questo “passo indietro” ho già scritto un post che vedrà la luce nei prossimi giorni.
Qui mi va di stigmatizzare l’uso del bruttissimo termine “paese”, al posto dei più nobili e significativi “Patria” e “Nazione.
I tre vocaboli non sono sinonimi, ma se “Patria” e “Nazione” esprimono una Identità, una Radice, “paese”, utilizzabile ugualmente per una sperduta località della provincia, come per l’intera Italia, manifesta tutta la perdita di Identità e di Radici di chi lo utilizza.
Alcuni credono che sia una traduzione del termine “Country” che viene usato negli Stati Uniti, dove “right or wrong is my Country” rappresenta una frase fortemente identitaria.
Ma, come tutti sanno o dovrebbero sapere, la lingua inglese, rispetto alla nostra, è una lingua più tecnica che umanistica e dove una parola assume una pluralità di significati e sfumature, a seconda del contesto, quando noi, con la nostra bella “lingua del sì” abbiamo coniato vocaboli appositi per esprimere differenti concetti.
Così “country” è sia paese, ma anche Patria.
La verità è che il termine “paese” al posto di “Patria” o di “Nazione”, è stato usato al termine della seconda guerra mondiale per evitare l’ “accusa” di nazionalismo.
L’uso divenne generalizzato alla fine degli anni sessanta e negli anni settanta, quando la crescita comunista, cioè di un movimento internazionalista, l’esatto contrario del nazionalismo, fomentava il calpestare i simboli e il linguaggio che esprimessero Identità e richiamo alle proprie Radici.
Fu in quell’epoca che, per maggior disprezzo, cominciarono a bruciare le bandiere nazionali.
I deboli politici dell’epoca chinarono la testa e adottarono l’anodino vocabolo “paese”.
La questione lessicale si ripropone, oggi, con maggior forza.
“Paese” è il termine prediletto da chi rinnega e nasconde le proprie origini, le proprie Radici, la propria Identità nel nome di una società (che spero di non vedere mai realizzata) multiculti, multietnica, multirazziale.
Patria e Nazione rappresentano infatti un richiamo fortemente identitario, un richiamo a quelle radici ben delineate dal Manzoni dell’Italia “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor.
Una Italia, cioè, nella quale gli immigrati sono e restano stranieri.
Quegli immigrati che pur di restarvi, alle loro condizioni, si asserragliano su una gru e gettano sulla Polizia bottiglie ed escrementi.
E vengono accontentati invece di essere presi e rispediti a casa loro, anche a nuoto se necessario.
Oggi, quindi, l’uso delle parole diventa ancor più pesante e significativo.
Gli esponenti del Centro Destra dovrebbero acquisire e fare proprio anche un linguaggio identitario e che esprima il richiamo alle nostre Radici, se non altro per distinguersi ancor più in positivo rispetto ai dirimpettai di sinistra “politicamente corretti”.
Lasciamo che siano i sinistrati a parlare, riduttivamente, di “paese” e torniamo a parlare di ciò che più conta e ci caratterizza rispetto agli stranieri: Patria e Nazione.

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15 novembre 2010

Pubblici sprechi per privati interessi

Forse questa sera si consumerà l’ennesimo atto di arroganza sinistra con una squallida trasmissione televisiva, naturalmente sulla rete tre pubblica, pagata con i soldi di tutti, ma appaltata da sempre alla propaganda di parte.
Credo di aver visto rai3 in vita mia non più di una decina di volte, solo all’inizio e solo per trasmissioni di svago (film, telefilm o eventi sportivi).
Se non fosse per l’ordine del telecomando, non la terrei neppure nella memoria del televisore.
Mi rifiuto semplicemente di guardarla, qualunque trasmissione propongano.
Mi disturba profondamente che con i miei soldi si producano trasmissioni e si paghino personaggi, come Fazio, come Saviano, come la Dandini, come Floris, come Santoro, che, sempre con i miei soldi, puntano a realizzare una società in radicale contrasto con le mie idee, scrivono romanzetti utili solo a sputtanare la mia Patria pur di guadagnare in notorietà e denaro e manipolano costantemente l’informazione con la scusa della libertà del giornalista.
Un giornalista è libero di scrivere quello che vuole, come pure un politico, un “intellettuale”, un semplice cittadino, purchè trasmetta e pubblichi con i suoi soldi o con i soldi di privati che volontariamente lo finanziano.
Se i Fazio, i Saviano, i Santoro e compagni trasmettessero da una televisione privata nulla quaestio.
Come per un quotidiano sono libero di comprarlo, così una privata posso abbonarmi o guardarla aumentandone l’indice di ascolto e quindi la pubblicità, ma se non compro o non la guardo non contribuisco a finanziarla.
Poichè però vogliono conservare la rai pubblica (ed io sono per la privatizzazione hic et nunc) le informazioni e le trasmissioni devono essere assolutamente asettiche, per rispetto alle differenti idee dei cittadini paganti.
Ma se proprio si vuole farla pendere da qualche parte, questa deve pendere dalla parte della maggioranza degli azionisti, cioè di quella maggioranza dei cittadini che esprimo il governo, non certo contro di loro.
Così non è e la rai pubblica diventa un pubblico spreco di denaro per fini di propaganda di parte.
Se questa sera il duo Fazio-Saviano manderà in onda quel che vorrebbe, ci sarà anche un motivo in più per contestare la loro scelta.
Passi che vogliano “elencare” i Valori di Destra e quelli di sinistra e corretto chiamare il segretario del pci/pds/ds/pd per quelli di sinistra.
Ma perchè chiamare a leggere quelli di Destra un tizio che quei valori ha non solo abbandonato ma anche rinnegato ?

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14 novembre 2010

All'ultimo sangue

Sarà vero ?
Al ritorno da Seul Berlusconi sembra più combattivo che mai e certe sue dichiarazioni contro ogni ipotesi ribaltonista sono perfettamente in linea con il mio sentimento.
Il problema è che già altre volte la prima reazione fu energica e poi, probabilmente per colpa dei pontieri e di Gianni Letta in particolare, Berlusconi si è mostrato troppo tollerante e acquiescente nei confronti di chi lo aveva tradito, dando così spazio ai Fini di turno che cercano di seppellirlo e creando i presupposti per dover decuplicare gli sforzi per riportare le cose al loro ordine naturale, voluto dal Popolo Sovrano.
Adesso la scusa per traccheggiare ed evitare lo scontro finale è la finanziaria, la legge di stabilità.
Sarebbe un problema se non ci fosse alcuna legge finanziaria ?
Forse per chi si aspetta erogazioni, come l'editoria che spara ad alzo zero contro il Premier, ma poi pretende anche i finanziamenti pubblici perchè, sulle loro gambe, molti quotidiani non reggono, come è per l'una volta glorioso Secolo d'Italia, ormai ridotto a brutta copia dei giornaletti di sinistra nel suo ruolo di velina dei finioti.
O come potrebbe essere per nani e ballerine che con le loro comparsate, a spese di tutti noi, e con film che nessuno andrà mai a vedere sbarcano il lunario facendo una vita di tutti agi e lustrini, alla faccia di noi che paghiamo con il frutto del nostro lavoro.
Ogni progetto politico ha bisogno di stabilità.
Si poteva pensare che con le elezioni del 2008 ci sarebbe stata tale stabilità, ma ci ha pensato Fini con i suoi adepti a ribaltare e stracciare la volontà popolare schierandosi contro Berlusconi.
Posto che i finioti non hanno intenzione di compiere l'unico atto di onestà morale, politica e intellettuale che potrebbe caratterizzarli in positivo, dimettersi per lasciare il posto a chi rispetta la volontà popolare, l'unica alternativa resta il voto.
Ma non è detto che debba essere un voto per ambedue i rami del parlamento.
In senato, infatti, la maggioranza voluta dal Popolo non sembra in pericolo e, pertanto, sarebbe un controsenso chiedere un voto anche per il senato, dove non c'è ribaltone.
Un voto solo per la camera, invece, sanerebbe il vulnus aperto dall'abbandono dei deputati eletti "per Berlusconi presidente" e dalla loro uscita dal Centro Destra.
L'idea è logica:
- la maggioranza popolare è venuta meno per il trasformismo di alcuni parlamentari, ma questi sono determinanti solo alla camera, non al senato;
- al senato la maggioranza voluta dal Popolo è ancora tale;
- si chieda al Popolo se condivide o meno il comportamento dei trasformisti della camera o se conferma la maggioranza del 2008
.
Immagino che però Napolitano non vorrà fare un torto al suo partito e cercherà, in ogni modo, anche contro l'evidenza manifesta del tradimento della volontà popolare da parte di deputati della maggioranza alla camera, di mettere in piedi un governicchio, una ammucchiata che veda assieme tutti i nani antiberlusconiani.
Toccherà quindi a Berlusconi e Bossi dare battaglia, senza quartiere, per impedire che si compia il misfatto e sia invece il Popolo Sovrano a decidere se il tradimento deve essere premiato o meno.
La prima questione morale in Italia è dare certezza che la volontà del Popolo sia rispettata.
Nel 2008 il Popolo ha voluto Berlusconi Premier per 5 anni e una congiura di palazzo rischia di ribaltare tale volontà, in assoluto spregio a tutti i principi morali e ai valori di una qualsiasi democrazia.
Si vada dunque all'Armageddon elettorale, dove non si faranno prigionieri e dove mi aspetto una battaglia all'ultimo sangue perchè sia messa la parola fine, una buona volta, al ribaltonismo e al trasformismo di una classe di professionisti della politica, che andrebbe solo mandata al macero.

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12 novembre 2010

A Napolitano è sfuggito il vero motivo dell'aggressione a Berlusconi

In questi giorni piovono sondaggi.
L'ultimo, citato dalla edizione online de Il Resto del Carlino, peraltro di un istituto vicino alla sinistra, vedrebbe i finioti all'8%.
Grande successo della nuova formazione politica, si direbbe, ma se continuiamo a leggere, vediamo che quell'8% è composto in larga parte (forse maggioritaria visto che l'indice di fiducia verso Fini è al 47% di cui il 55% è di elettori che nel 2008 votarono pci/pds/ds/pd o Di Pietro) da un elettorato che probabilmente, al momento del voto, tornerebbe "a casa" e, comunque, una eventuale affermazioni con i loro voti, non aumenterebbe la forza della sinistra perchè sostanzialmente non intaccherebbe la maggioranza di Centro Destra.
E', infatti, ben comprensibile che gli elettori di Centro Destra non voterebbero mai per chi propone:
l'apertura dell'Italia agli immigrati concedendo loro cittadinanza e voto;
l'aumento delle tasse sui risparmi, la reitroduzione di quella sulla casa e la sottrazione di altri denari dai privati per mantenere le clientele pubbliche o far fronte alle calamità naturali;
la rinuncia al federalismo;
la conferma della sudditanza della politica alla magistratura;
l'assecondare i capricci degli omosessuali;
l'oggettiva introduzione dell'eutanasia;
la "liberalizzazione" sostanziale della manipolazione genetica.
Posizioni tutte, alcune in modo più deciso, altre più sfumato, sostenute dal Fini del dopo settembre 2003.
Posso anche capire la stanchezza di vedere la politica ancorata ai pettegolezzi sulla vita privata del Premier (che nulla, peraltro, ha a che vedere con la gestione della cosa pubblica) e la preoccupazione di altri per l'età del Cavaliere (timori peraltro fugati dalla sua stessa vita privata) che, purtroppo, ha iniziato la politica tardivamente.
Ma non posso immaginare che l'Italia sia piena di Fini disposti a rinnegare le proprie idee, il proprio passato, la propria Storia e quindi sostenere quelle idee politicamente aberranti.
Capisco, invece, uno smottamento dal Pdl alla Lega, anche per colpa di improvvide esternazioni umorali di ministri come la Brambilla, bravissima sul Turismo, molto meno, anzi decisamente perniciosa, quando parla di caccia.
Ma cambiando l'ordine dei fattori, il prodotto resta sempre uguale.
Se la sinistra aveva il 40% di cui il 33 del pci/pds/ds/pd e il 7% di Di Pietro, cui si poteva aggiungere un 3% dell'estrema e un 6% dell'Udc, la sinistra avrà sempre il 40% anche se derivante dalla somma del 24% del pci/pds/ds/pd, l'8% di Di Pietro e di Fini cui si potrà aggiungere l'estrema sinistra e l'Udc con Rutelli e Lombardo, in cifra superiore al 50% utile solo se tutti uniti in un connubio decisamente ingovernabile e contro natura.
Perchè dall'altra parte a fronte di un precedente 38% del Pdl e l'8% della Lega cui si poteva aggiungere un 3% derivante dalla somma di tutte le formazioni minori di Destra, oggi abbiamo un 30% del Pdl e un 13% della Lega cui si potranno aggiungere le formazioni minori di Destra per circa il 2%.
Alla fine dei conti nel caso di tre coalizioni, quella di Centro Destra otterrebbe sempre la maggioranza relativa, il premio di maggioranza e "Berlusconi Premier".
E tutto questo perchè non interessa la vita privata del Premier, ma cosa ci si propone di realizzare.
Ed è proprio questo il punto.
Napolitano, nella sua logorrea senile, si è lasciato oggettivamente sfuggire ieri il perchè c'è una così ampia coalizione contro Berlusconi, disposta a tutto, anche ad alleanze contro natura, pur di mandarlo in pensione.
Napolitano ha detto basta ai tagli alla spesa pubblica.
Per forza.
Tagliare la spesa pubblica significa rinunciare alla più classica della politica assistenzialista, utile a conservare ed allevare le clientele, siano esse popolari o imprenditoriali, facendo pagare a tutti gli italiani ciò che interessa una minoranza di consorterie privilegiate.
Evidentemente Berlusconi, per mantenere, come ha mantenuto, la promessa di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, ha tagliato troppo i viveri di quelle clientele che, oggi, reclamano dai loro referenti in politica un intervento per ripristinare le vecchie care abitudini di sottrarre denaro ai cittadini per distribuirlo alle consorterie di potere sotto forma di rottamazioni, lavori socialmente utili, stanziamenti a fondo perduto, agevolazioni.
Provate a guardare chi sono i principali detrattori del Premier:
- funzionari di partito che non sanno cosa significhi lavorare per guadagnarsi da vivere
- dipendenti pubblici ipergarantiti pur con bassi stipendi e bassa produttività che forniscono servizi da terzo mondo ai cittadini paganti
- enti locali indebitati generalmente del sud
- sindacati confederali che invece di sottoscrivere buoni contratti vogliono rappresentare un contraltare al governo
- grossi industriali sempre pronti a socializzare le perdite e privatizzare i guadagni
- stampa e informazione spesso tenuta in vita da contributi pubblici e pur tuttavia schierata a far propaganda contro la maggioranza che paga tali contributi
- nani e ballerine che pretendono laute remunerazioni per comparsate e film che non vede nessuno
.
Alla fine dei conti, finchè Berlusconi resisterà, i nostri risparmi saranno al sicuro.
Se Berlusconi dovesse soccombere, allora ... ognuno si salvi come può e come sa.

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11 novembre 2010

Rifiutare soluzioni golpiste in spregio alla Sovranità Popolare

Per quanto sia ovvio che scrivere un articolo, un post, o affrontare una discussione con amici e colleghi sia del tutto inutile visto che non ho mai conosciuto nessuno che, in questi frangenti, abbia cambiato idea e, inoltre, qui si aggiunge, anzi è prevalente, una visione in “rosso e nero” centrata sulla figura di Berlusconi per cui chi è contro di lui resta visceralmente contrario anche quando fa bene, non rinuncio ad esercitare il mio inalienabile diritto di parola.
Si legge sui giornali e si ascolta in radio e in televisione, l’opinione di commentatori e di politici che affermano circa una “crisi irreversibile” della maggioranza.
C’è chi si spinge ad affermare che la Maggioranza più grande nella storia della repubblica non è più tale.
C’è anche chi vorrebbe fare dell’ironia(e non si accorge di darsi la zappa sui piedi) sbraitando “avete avuto la maggioranza, adesso governate”.
Non ho sentito nessuno (tranne, con volo veloce, ieri sera Piero Ostellino, intervistato da Emilio Fede, che però si è subito ravveduto parlando della “costituzione formale” che consentirebbe ogni tipo di ribaltone) dire che non è la maggioranza popolare venuta meno, ma si tratta di una manovra di palazzo con un gruppo di parlamentari eletti per fare una cosa che violano il mandato ricevuto per farne un’altra.
E proprio qui sta il punto.
A meno che Berlusconi non sia impossibilitato a governare per malattia o morte, quindi neanche per un provvedimento giudiziale, qualsiasi governo che raccolga una maggioranza parlamentare diversa da quella uscita “Per Berlusconi Presidente” dalle urne, con un diverso capo del governo, sarebbe da considerare illegittimo e frutto di una congiura di palazzo.
Poche storie: gli elettori hanno votato “Per Berlusconi Presidente e per determinate azioni politiche.
Metterci un altro, fosse anche Tremonti, per poi approvare leggi diverse da quelle per le quali la maggioranza del Popolo ha votato, sarebbe un’azione oggettivamente golpista.
Qui emerge in ogni evidenza la insufficienza della costituzione del 1948, superata e non più adatta ai tempi moderni, perchè consente (e anche stimola) le congiure di palazzo a tutto danno dell’efficienza amministrativa, della stabilità e della continuità governativa.
I parlamentari eletti per sostenere un presidente, un tipo di maggioranza, qualora non fossero più in linea con tale indirizzo dovrebbero dimettersi o dovrebbe essere prevista la loro decadenza al primo voto contrario alle indicazioni del partito nelle cui liste furono eletti.
Poichè non siamo ciechi, è evidente che la congiura di palazzo contro Berlusconi è finalizzata a imbrigliarne le iniziative per poi arrivare al voto, possibilmente con un altro governo, in modo da gestirlo e da rendere problematica una nuova affermazione del Centro Destra.
Infatti il problema dei congiurati è discutere di: escort, feste ad Arcore e legge elettorale.
Berlusconi e Bossi, invece, parlano di tasse, di immigrazione, di federalismo.
Chi affronta i problemi concreti e chi il cazzeggio snobistico dei salotti presunti “buoni” ?
Poichè anche a sinistra non sono ciechi, sanno che un voto, oggi, vedrebbe la riconferma di Berlusconi perchè dice (ed è avviato a realizzare) quel che interessa i cittadini e non le consorterie di potere e di nicchia lobbistica e non tollerandolo cercano tutti i sofismi per potergli impedire di realizzare il programma, incuranti del fatto che tutto questo danneggia solo l’Italia.
Se i finioti non faranno un esame di coscienza ma continueranno a partecipare alla congiura di palazzo contro Berlusconi esiste solo una soluzione legittima: votare subito, con questo governo in carica per l’ordinaria amministrazione ed a gestire le elezioni.
Ogni altra soluzione sarebbe manifestamente illegittima perchè in aperta violazione della Sovranità Popolare che si è manifestata nelle urne del 2008.


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10 novembre 2010

Fini svende l’identità nazionale

Come era facilmente prevedibile, quando dai solenni paroloni (“etica”, “legalità”, “identità nazionale”) si passa alle questioni concrete emerge la reale natura dell’operazione di potere, estranea ai principi del Centro Destra ed al volere degli elettori (e dei cittadini) che vede il protagonismo di Fini.
Per ben tre volte i finioti hanno votato, assieme a comunisti, radicali, neodemocristiani e dipietristi contro il trattato con la Libia che ha consentito di bloccare al 90% il flusso immigratorio.
Leggiamo tutti i quotidiani e i sondaggi che vengono sia commissionati e svolti con una parvenza di rigore scientifico, sia quelli liberi in internet e sappiamo tutti benissimo che la grande maggioranza degli Italiani NON VUOLE L’IMMIGRAZIONE.
All’interno degli elettori di Centro Destra tale percentuale sale pressochè alla totalità.
Chi ha votato contro un trattato che blocca quasi completamente gli sbarchi sul nostro territorio, ha votato contro la volontà popolare di chi lo ha eletto, soprattutto se si tratta di parlamentari che devono il loro seggio alle liste collegate a “Berlusconi Premier” vincenti anche per la politica di contrasto dell’immigrazione.
Ma non mi stupisco.
L’arroganza di questi neofiti del politicamente corretto è tale che apprezzo maggiormente la ruspante opposizione a Berlusconi di Di Pietro.
Ma il voto della pattuglia finiota ci fornisce almeno altre due informazioni.
La prima è che le parole che Fini pronuncia con innegabile abilità oratoria, sono destinate a restare vuota retorica, smentita dai suoi comportamenti.
Già Fini, in appena sette anni, ha compiuto una virata di centottanta gradi rispetto alle sue primigenie posizioni (sugli immigrati, sugli omosessuali, sul diritto alla vita, tanto per citarne tre e senza ritornare sul suo rinnegare le sue stesse radici politiche) e, quindi, ha una credibilità (politica e personale) ridotta a zero.
Solo domenica scorsa aveva battuto la grancassa della “identità nazionale” e invece, in neanche tre giorni, si presta a sostenere il meticciato, l’invasione extracomunitaria che non è altro che l’affossamento di ogni identità, non solo nazionale ma anche culturale, sociale, religiosa, politica, storica.
Facile, poi, la battuta per cui gli immigrati che torneranno ad occupare la nostra terra per colpa del voto finiota saranno ospitati a Montecarlo ...
Ma Fini con il voto di ieri ci fornisce anche una seconda, importante indicazione: da dove viene l’ispirazione della sua azione.
Non sfugge a nessuno, infatti, che la presenza sul nostro territorio di una massa quantitativamente rilevante, affamata, disposta a svolgere qualsiasi lavoro anche “sottoprezzo”, favorisce chi tende, mettendo l’un contro l’altro i più poveri (e non solo) , ad abbassare il costo del lavoro, regola matematica che si applica in presenza di una ridondante offerta di mano d’opera.
Gli immigrati, ricordiamocelo, non sono “risorse”, ma uno strumento per ridurre quel che i datori di lavoro pagano ai lavoratori.
E’ un modo, come un altro, per tenere sotto controllo il Popolo, per alterare gli equilibri politici con l’immissione di nuovi elettori estranei alla nostra comunità e quindi ignari di ciò che è bene per la società italiana.
Anche per questo è opportuno che si vada al più presto al voto per fare chiarezza e restituire al Popolo Sovrano l’indirizzo politico cui devono conformarsi i governanti.
E sull’immigrazione non c’è alcun dubbio che il Popolo NON VOGLIA la politica di accoglienza, ma quella di respingimento e non voglia concedere nè cittadinanza, nè voto.

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09 novembre 2010

Aiutiamo il Veneto


Appena letto da Nessie al cui post rimando e sottoscrivo.



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Prima del bavaglio

Capezzone, ex segretario radicale passato nel 2008 con Berlusconi, evidentemente non ci sta a prendersi altri ceffoni e rispolvera le sue idee radicali, incompatibili con il sentimento del Popolo di Centro Destra.
Eccolo quindi sbraitare, dopo l'espressione del Premier per il quale è “meglio guardare le ragazze che essere gay”, per ottenere una legge liberticida che “punisca” l'omofobia.
Così, con la brillante alzata di ingegno dell'ex pupillo di Pannella, i voti che Berlusconi ha guadagnato con la sua esternazione se ne tornano verso la Lega e Forza Nuova.
Non credo che la legge che vorrebbe punire l'omofobia (e chi decide, poi, che si tratta di omofobia ? E chi l'ha detto, comunque, che essere contrari all'omosessualità sia negativo ? ) come quella che vorrebbe impedire di pensare ed esprimere idee, sulle vicende che hanno coinvolto gli ebrei durante la seconda guerra mondiale, difformi dalla vulgata vidimata dalle fonti ufficiali, si limiti a perseguitare chi agisse violentemente e non solo chi pensasse o parlasse.
Se così fosse, se fosse solo una punizione per chi facesse mulinare i pugni, allora non ci sarebbe bisogno di alcuna legge ad hoc, ma sarebbe sufficiente applicare le norme contro la violenza privata che già esistono nel nostro codice penale.
No, la volontà è quella di conculcare (anche se parlando di omosessualità sarebbe più appropriato un altro termine similare e assonante) la libertà individuale e il sacrosanto diritto di pensarla e raccontarla come si vuole purchè non si passi alla violenza fisica.
Così, visto che la legge ancora non c'è e una norma penale non può avere valore retroattivo, mi avvalgo della mia facoltà, peraltro inalienabile, di esprimere le mie idee.
Il motivo posto a base di una simile aberrazione liberticida è la presunta discriminazione che i presunti “omofobi” opererebbero verso gli omosessuali.
Ma a voi sembra che gli omosessuali siano discriminati ?
E dove ?
In televisione ?
Al cinema ?
Nell'ambito culturale ?
Nel lavoro ?
In politica ?

Solo con grande fantasia si può pensare che gli omosessuali subiscano discriminazioni in Italia.
Piuttosto non penseranno mica che si debba essere obbligati a votare un omosessuale o annoverarne uno o più tra i propri amici o invitarlo a casa propria o andarci a cena magari con obbligo di “timbrare il cartellino” almeno una volta al mese !
Se ad uno ripugna l'omosessualità deve essere liberissimo di rifiutarsi di farsi carico della presenza di chi la pratica.
E questo vale per la vita privata come per quella pubblica, nel senso che sarebbe opportuno che i “tanti” omo presenti in parlamento si dichiarassero, così vediamo se poi il Popolo, nella sua infinita saggezza, li voterebbe ancora.
Non esiste quindi alcuna discriminazione e, al contrario, vi è un eccesso nell'assecondarne i capricci, visto che si parla di una legge per mettere il bavaglio ai cosiddetti “omofobi” come di legiferare sulle loro pretese.
Non esiste discriminazione, ma si assecondano troppo e come sempre più si asseconda qualcuno, più questo alza le sue pretese.
Siamo arrivati al punto che si pensa di porre delle tasse aggiuntive per gli obesi, si impone di non fumare persino all'aperto, ma nulla si fa contro l'omosessualità, anzi si asseconda chi la pratica.
Allora si capisce perchè vogliono imporre il bavaglio: perchè queste banali verità siano taciute e non si possa far riflettere e porgere messaggi in contrasto con quelli dei talebani del politicamente corretto.
Fanno tanto le vittime ma si allenano a fare gli aguzzini.
Non so se passerà quella legge.
Qualora ciò accadesse saremo tutti meno liberi, ma le nostre idee non potranno essere cancellate perchè appartengono al patrimonio civile dell'Umanità.

@


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08 novembre 2010

Chiarezza sui progetti

Non tutto il male vien per nuocere.
La formalizzazione dell’uscita dei finioti dal Centro Destra, pur tardiva, aiuterà a fare chiarezza nel panorama politico italiano.
Si spera che, riponendo le retoriche della “legalità” etc., si cominci a parlare concretamente di quale Italia si vuole.
Legittimo, per carità,
fare l’elogio delle tasse e
tornare a ravanare nelle nostre tasche,
pensare che il pubblico debba intervenire in ogni aspetto della nostra,
che si debba regolare con norme e leggi ogni attività,
che si debba assistere e pagare stipendi anche a chi produttivo non è,
che si debba accogliere gli stranieri concedendo loro cittadinanza e voto,
che si assecondino i capricci di tutte le categorie e sottocategorie,
che si introducano leggi che permettano la soppressione dei malati e la fecondazione eterologa e oltre,
che i magistrati possano intervenire nel processo legislativo ribaltando il voto popolare,
che i cittadini possano essere spiati nelle loro conversazioni private.

Legittimo, ma devono essere i cittadini a deciderlo votando chi propone tale “progetto” e chi si riconosce in quella Italia deve dirlo con chiarezza, senza infingimenti e, soprattutto, senza mascherarsi dietro la facile retorica delle belle parole buone per tutte le stagioni.
Noi però sappiamo che, pur con tutte le difficoltà, Berlusconi e Bossi hanno rispettato l’impegno con i loro elettori di ridurre o, comunque, non aumentare le tasse e di mantenere una linea progettuale che freni e tendenzialmente azzeri le spese improduttive e i costi a carico dei cittadini per compiacere clientele e attuare assistenzialismo fine a se stesso.
Adesso possiamo fare chiarezza.
Tasse: un “no” secco all’aumento della tassazione sui risparmi e sulla casa e un “no” altrettanto secco alle “tasse di scopo”, con la tendenza a semplificare e ridurre l’imposizione fiscale, abolire il bollo auto e il canone televisivo.
Immigrazione: cittadinanza e, a seguire, voto solo a chi mostra di volersi integrare e assimilare nella nostra società, trascorso un congruo lasso di tempo, non inferiore agli attuali dieci anni, previo accertamento della conoscenza della lingua italiana e mutuando l’istituto americano per cui chi non è nato in Italia non può ricoprire incarichi politici nazionali (presidente della repubblica, del senato, della camera e del consiglio) unendo lo ius sanguinis (è cittadino il figlio di un cittadino) del diritto romano con lo ius soli (è cittadino chi nasce su quella terra) dei barbari.
Federalismo: unicuique suum. Un principio che dovrebbe essere applicato con maggiore scrupolo, per cui ogni entità territoriale esprime i suoi amministratori che devono avere la possibilità di gestire il territorio con le risorse che produce il territorio.
Riduzione spesa pubblica: i soldi ci sono, basta sopprimere le spese inutili come i trasferimenti alla Rai, il fondo unico per lo spettacolo, i finanziamenti a fondo perduto ad enti e associazioni di nicchia, le spese per iniziative e manifestazioni di carattere ideologico e di parte.
Etica e morale: uno stato che si rispetti può essere fondato solo su solide basi etiche e morali. Per questo la Famiglia, intesa unicamente come unione di un uomo con una donna, è il nucleo fondamentale della società e, quindi, si deve escludere l'introduzione di norme che minano tale valore, incrinando i sani costumi della tradizione italiana.
Chi sosterrà, certificandolo con il comportamento sino ad oggi tenuto, queste tesi di base, avrà il mio voto e mi auguro che su queste basi si faccia chiarezza e sia imperniata la campagna elettorale e non sulla litania “Berlusconi sì, Berlusconi no”.
Se Berlusconi è il miglior interprete di tali proposte (e finora nessuno ha saputo dire e fare meglio) allora che sia Berlusconi per sempre !

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07 novembre 2010

Basta minuetti,si vada allo scontro finale

L'appuntamento umbro (dove “regnò” Gaucci …) con il movimento finiota non è stato altro che una alluvione di parole.
Inutili
.
Fini ha paura a rompere, perchè non è sicuro che i passi successivi vadano nel senso desiderato di un governo senza Berlusconi.
Così pretenderebbe che sia lo stesso Berlusconi, votato dal Popolo, a mettere la testa sul patibolo predisposto dall'oligarchia dei burocrati di partito, legittimando così quello che sarebbe a tutti gli effetti un colpo di stato, se il suo Governo, voluto dal Popolo, venisse sostituito con la complicità dei finioti da un governo imperniato sugli sconfitti.
Sono certo che Berlusconi rispedirà al mittente la proposta indecente.
Ma Fini manifesta un odio viscerale contro Berlusconi, tipico di chi sa di essere inferiore, ma non vuole né ammetterlo, né accettare il ruolo subalterno, più consono alle proprie capacità.
Le parole di Perugia sono state inutili perchè hanno solo confermato quel che già si sapeva: Fini vuole impedire a Berlusconi di governare per distruggerlo e per ottenere questo suo personale risultato non si vergogna di sposare tutte le tesi della sinistra.
I vuoti discorsi finioti su legalità, idealità e simili hanno un unico obiettivo: Berlusconi, il bersaglio delle toghe rosse diventa anche il bersaglio dell'ingratitudine finiota e a nulla vale ricordare che è solo grazie a Berlusconi se nel 1994 la “gioiosa macchina da guerra” del partito comunista (sì, perchè se il comunismo è morto, i comunisti esistono ancora, checchè ne pensi e dica il signor Fini) di Ochetto non arrivò al potere.
Fini, da perfetto travet della politica, nulla ci dice sulle questioni di fondo, che interessano gli Italiani:
tasse: conferma di essere favorevole all'aumento delle tasse sui risparmi ed a ripristinare quella sulla casa ?
Federalismo: conferma di volere una nuova stagione di assistenzialismo, togliendo ancora soldi a chi lavora e produce per riversarli nelle clientele stataliste e parassitarie?
Immigrati: conferma di voler concedere loro cittadinanza in tempi brevi e voto ?
Se Fini e i suoi confermano questo atteggiamento, come si deduce da alcuni passaggi del suo intervento, allora si capisce perchè sfumano tutto e si riempiono la bocca con “legalità, idealità e simili”, visto che nessuna persona di Centro Destra potrebbe mai sostenere simili tesi, oggettivamente di sinistra.
Ma non basta.
Omosessuali: Fini pensa ancora di assecondarli nei loro capricci ?
Eutanasia: Fini pensa ancora ad una legge sul “fine vita” che consenta di sopprimere malati indifesi ?
Manipolazione genetica: Fini pensa ancora che si debbano allargare i vincoli alla fecondazione assistita ?
Se Fini e i suoi confermassero simili tesi, come sembrerebbe ancora da pizzichi di intervento, ancor di più si capirebbe il perchè si sono limitati a riempirsi la bocca con “legalità, idealità e simili”, perchè nessun cattolico, neppure “adulto” potrebbe condividere simili proposizioni tipiche del più sfrenato laicismo.
Non c'è più maggioranza parlamentare alla camera.
Probabilmente, a fatica e spendendosi in promesse che non potranno mantenere, i nani della politica riuscirebbero a trovare una maggioranza contro Berlusconi in senato soprattutto puntando su quei senatori timorosi del voto.
Per fare cosa ?
Non lo dicono.
Il loro alfa ed omega è la cacciata di Berlusconi, se ne guardano bene dal dirci cosa propongono per il dopo.
Ad esempio.
E' crollato il tetto della domus dei gladiatori a Pompei.
Napolitano si è esibito nel suo solito pistolotto indignato.
Per conservare il patrimonio architettonico (e non solo) occorrono soldi.
Credete che questi nani della politica li prenderebbero tagliando le spese improduttive come quelle per il fus (fondo unico per lo spettacolo) o, piuttosto che togliere soldi ai loro amici e supporters nani e ballerini della televisione, della canzone e del cinema, non ci appiopperebbero, con la scusa di Pompei, una bella tassa “di scopo” che ridurrebbe ancor più il nostro già ampiamente falcidiato (dalle tasse) reddito ?
Fini continua ad affermare di restare nel Centro Destra, ma ci resta come quello che gioca per far vincere il nemico, ostacolando ogni iniziativa del Capo del Centro Destra e, anzi, inventandosi sempre nuove barriere per impedirgli di realizzare quanto il Popolo di Centra Destra aspetta.
Fini, con le idee che lascia intravvedere (tasse, assistenzialismo, statalismo, apertura agli immigrati, assecondando il laicismo più deviante e relativista) non appartiene né alla Destra, né al Centro Destra.
Per parte mia affermo che mai e poi mai darei il mio voto ad uno che in sette anni, da quel settembre del 2003 quando propose il voto agli immigrati, ha virato di centottanta gradi, calpestando le idee e rinnegando i Valori di una vita, neppure se riproponesse le idee degli anni ottanta e novanta: non gli crederei.
Si finisca quindi con questi minuetti e si vada, una buona volta, allo scontro finale.
Si voti.
Se ne hanno il coraggio, Fini si allei con Vendola, Casini con Grillo, Montezemolo con Bersani e Marchionne con la Camusso, Di Pietro con Lombardo e vediamo se, tutti assieme, riusciranno ad essere più convincenti dell'accoppiata vincente Berlusconi-Bossi.
E chi vince prende tutto, applicando uno spoil system totale per chiudere con la vecchia Italia delle vittorie mutilate e del trasformismo parlamentare.
Il Popolo è Sovrano ed unico a dover e poter decidere su chi deve governare e su quale Italia avremo nel secondo decennio del duemila.

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05 novembre 2010

Dentro o fuori

La persecuzione contro il Premier ha ormai raggiunto i livelli più alti dal 1994, quando Silvio Berlusconi, scendendo in campo, impedì la vittoria comunista alle elezioni.
Il Cavaliere è sempre stato fortemente osteggiato dai “poteri forti”, la “sovrastruttura” citata dall'ex portavoce della Marcegaglia, che mal digerisce indipendenza di azione e sovranità per l'Italia, che hanno avuto come alleati almeno quattro categorie:
magistrati, giornalisti, squali della finanza e burocrati (siano essi di partito, sindacato o di stato).
Uomo del fare, si è trovato invischiato nei levantinismi della politica italiana.
A quasi 17 anni dalla sua discesa in campo possiamo solo rimpiangere per quello che sarebbe potuto essere se non ci fosse stato l'ostruzionismo della caste oligarchiche i cui privilegi erano messi in pericolo dalla politica del Premier.
Ciononostante i governi Berlusconi sono stati i migliori dell'Italia repubblicana, i più produttivi, quelli che hanno consentito una autentica svolta rispetto alla piccola politica della prima repubblica.
In questo il Premier è stato aiutato da un alleato che dal 2001 si è rivelato fedele e coerente: la Lega.
Grazie alla Lega si è impedita una deriva morale della nazione, bloccando le leggi più perverse e grazie alla Lega si sono imposti al centro dell'agenda politica i tre temi più rilevanti: immigrazione, federalismo e fisco.
Piuttosto Berlusconi ha sbagliato a lasciare il partito nelle mani di moderati o di arrampicatori.
Ha sbagliato nello scegliere la cospicua dote che gli portava Fini, invece di quella più ridotta ma leale di Storace e Santanchè e adesso ne paga le conseguenze.
Pesantissime conseguenze, perchè se nessuno può mettere in dubbio che il voto del 2008 ha significato la vittoria di Berlusconi e la volontà degli elettori di mandare in parlamento non questo o quel deputato o senatore, ma un gruppo il cui unico compito era (ed è) sostenere Berlusconi, l'aver ceduto a Fini troppo e per troppo tempo ha consentito al trasformista ex delfino di Almirante di rappattumare un numero sufficiente di deputati per mettere in minoranza il governo.
Perchè il punto è proprio questo.
Non che Fini sia uscito dal Centro Destra (io uscii da An nel 2003 appena Fini si pronunciò per il voto agli immigrati e da allora sono state innumerevoli le prese di posizioni che attestano l'estraneità di Fini al Centro Destra) ma che adesso possa mettere in minoranza Berlusconi sia pur alleandosi con una variegata e composita compagnia che va da Di Pietro, Vendola e Bersani, a Casini, Montezemolo e Lombardo.
E' una realtà: non c'è più alla camera la maggioranza voluta dal Popolo nel 2008 e confermata in tutte le elezioni nel 2009 e nel 2010.
In quello cui aspira “il più intelligente” della sinistra, cioè in un “paese normale”, questo porterebbe alle urne senza ritardi.
In Italia invece si discute di “governi tecnici” per cambiare la legge elettorale.
Cioè imbrogliare i cittadini sostituendo il governo e la maggioranza che hanno scelto con un governo e una maggioranza imperniata sugli sconfitti.
E cosa sarebbe mai la legge elettorale che vorrebbero ?
Un marchingegno tale da impedire a Berlusconi di governare.
Sì, perchè l'alleanza Pdl+Lega avrebbe ancora la maggioranza.
Tutti gli altri, quindi, preferiscono ritornare all'epoca in cui si chiedevano i voti al Popolo e poi li si usava come pareva.
Quando non c'era una maggioranza, quando non c'era stabilità.
I burocrati di partito vogliono riportare l'Italia ad essere uno staterello a guida di un re Travicello e con un governo soggetto ai veti di chiunque, e tutto per poter mettere le mani nelle tasche degli italiani con la scusa della crisi, o di un terremoto, o del deficit, o delle disposizioni europee.
Mettere le mani nelle tasche degli italiani per perpetuare situazioni di assistenzialismo e di privilegio, per pagare le clientele con la scusa del mantenimento della “pace sociale”.
Sarebbe un gigantesco passo indietro.
Pur con tutte le difficoltà del suo cammino, Berlusconi ha fatto giustizia di quella Italia e ne abbiamo guadagnato tutti (tranne le caste e chi viveva sulle spalle – grazie alle tasse – altrui).
Ma, dicono, Berlusconi è impresentabile per le sue avventure con le donne e anche gli oppositori meno invasati lo invitano a farsi da parte per godersi gli ultimi anni di vita nelle sue ville.
Certo, a tutti piacerebbe avere un Premier giovane, ingessato, con una vita famigliare perfetta da Mulino Bianco.
Ma non c'è.
L'alternativa a Berlusconi, a meno che non esca un misterioso “Mister X” che non si profila tra i (tanti) nomi in primo, secondo e anche terzo piano, è peggiore di Berlusconi, perchè rappresenta l'Italia peggiore.
L'aspirazione a sostituire il Premier (senza averne le capacità) è infatti più o meno espressa da ruderi comunisti, “maggiordomi” di potenti famiglie industriali, omosessuali, burocrati della finanza e dei partiti, ex magistrati giustizialisti che, in quanto tali, con la Giustizia hanno poco a che spartire, comici in ribasso, professionisti della politica che in tutta la vita non hanno mai fatto nulla di produttivo in campo lavorativo.
Non ce n'è uno che sia uno in grado di “dare del tu” agli altri grandi della Terra.
Non ce n'è uno che sia uno in grado di presentarsi con forza e autorevolezza propria ai vertici mondiali e così rappresentare la presenza dell'Italia.
Non ce n'è uno che sia uno che possa interpretare il sentimento popolare degli Italiani e non ce n'è uno che sia uno che prescinda dal guardare con cupidigia i soldi degli Italiani
per utilizzarli per i suoi progetti.
Per questo non c'è alternativa alcuna a Berlusconi, né come leader del Centro Destra, né come Statista.
Per questo tutti i lillipuziani della politica italiana, messi assieme, potranno solo ostacolarne l'azione con danno per tutti noi, ma non riusciranno mai a creare un progetto positivo, utile per tutti noi.
I nodi stanno venendo al pettine.
Berlusconi ha posto l'aut aut a Fini: dentro o fuori.
Speriamo che stia fuori e che si vada presto al voto
.

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