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04 aprile 2011

Meno male che Silvio c'è


Questa mattina ho sentito la dichiarazione di Bersani che berciava contro la politica sull’immigrazione del Governo.

Dettava la sua linea: - chiedere alla Tunisia di bloccare le partenze - proporre il problema a livello europeo - concedere il permesso di soggiorno temporaneo a tutti.

Ora Bersani e i suoi devono spiegarmi in cosa differiscano i primi due punti da quello che sta facendo il Governo.

In nulla.

Da subito Frattini, Maroni e oggi Berlusconi hanno cercato di convincere Tunisi a bloccare le partenze e l’unione sovietica europea di farsi carico della emergenza.

Ma se manca l’aspetto sanzionatorio (cioè la possibilità di punire la Tunisia se non adempisse ai suoi obblighi) , la semplice persuasione non serve.

Con la Tunisia sarebbe facile.

O bloccate voi o ci pensiamo noi con la nostra marina militare.

Sarebbe un atto di guerra.

Non lo sarebbe se il blocco navale fosse formato subito all’esterno delle 12 miglia tunisine per rimandare indietro i barconi degli immigrati. Ma chi li sente dopo i talebani del buonismo internazionale ?

Con l’unione sovietica europea è un po’ più difficile e bisogna giocare all’italiana, cioè d’astuzia.

Incassare tutti i soldi possibili e poi fare in modo che gli immigrati fuggano dalle tendopoli per espatriare in Francia e altrove.

Ma è sul terzo punto che cade la maschera di Bersani e di tutta la sinistra.

Concedere un permesso di soggiorno, ancorchè temporaneo, obbligherebbe è vero (ma la Francia si adeguerebbe?) gli altri stati europei a concedere loro l’ingresso, ma permetterebbe anche loro di sciamare per tutta l’Italia a piacimento e poichè con queste ondate i tunisini hanno anche provveduto a svuotare le patrie galere, possiamo immaginare il danno e il pericolo alla sicurezza personale e delle nostre proprietà.

E’ noto che io preferisco il metodo Santanchè, cioè il trattamento che durante la campagna elettorale del 2008 Daniela Santanchè ipotizzava verso gli immigrati clandestini: rimandarli a casa a calci nel sedere.

Meglio ancora utilizzare la marina militare per esercitare un blocco appena al di fuori delle 12 miglia territoriali.

Ma io non ho responsabilità e non mi debbo confrontare con tutta la corte dei miracoli che vuole asservire l’Italia agli interessi stranieri e che solleverebbe un putiferio pressochè insostenibile se il nostro Governo adottasse la linea del respingimento sempre e comunque.

Basti pensare alla isteria della commissione onu che pretenderebbe si sperperasse il denaro che non abbiamo per cercare ipotetici barconi “scomparsi”: se li cerchino da soli !

La posizione di Berlusconi, ancorchè non soddisfi la nostra pancia, è da statista, concreto e realista.

Un atteggiamento che, senza sbragare come vorrebbero Bersani e la sinistra, quindi senza concedere permessi di soggiorno a cani e porci, evita la canea di stampa e delle associazioni cosiddette “umanitarie” che con noi strepiterebbero anche per quel che non hanno strillato contro la Francia.

Con mezza Italia ostile a qualunque iniziativa possa essere assunta dal Premier, non possiamo certo usare il pugno di ferro e dobbiamo accontentarci, per ora, del guanto di velluto.

Anche per questi motivi:meno male che Silvio c’è, perchè ci consente di guadagnare un po’ di tempo mentre con gli altri ci ritroveremmo in breve tempo a fare i servi degli immigrati.


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6 commenti:

nuovopatriota ha detto...

La questione non è cosa si dovrebbe fare o cosa tizio, caio o sempronio farebbero. La questione è che abbiamo un governo salito al potere per delle precise affermazioni nei confronti della immigrazione. Affermazioni che il popolo sta ricordando loro a squarciagola ogni giorno in ogni piazza e in ogni bar. Se questo governo aveva il timore di non essere in grado di soddisfare il popolo, per centoeuno motivi non mi interessa, non doveva fare tali promesse e, conseguentemente e molto probabilmente, restare all'opposizione. Hai il manifesto leghista qui a destra che parla da solo: Chi non rispetta i propri principi elettorali va a casa. Punto.
In ogni caso, oggi come oggi, non temo la rimonta comunista.
Se andassimo a votare domani ci sarebbero sorprese ben distinte. Come già sappiamo.

Massimo ha detto...

L'immigrazione era stata bloccata con gli accordi. La guerra di Sarkozy ha fatto saltare tutto. E' molto facile dire "fare". Temo che dovremmo accontentarci di un indirizzo e di tenere aperta la porta per poter realmente fare quello che desideriamo.

Nessie ha detto...

"Anche per questi motivi: meno male che Silvio c’è, perchè ci consente di guadagnare un po’ di tempo mentre con gli altri ci ritroveremmo in breve tempo a fare i servi degli immigrati".

Ti faccio notare che "i servi delgi immigrati (e aggiungo: clandestini)" li stiamo facendo lo stesso, in quanto a Manduria questi "bravi ragazzi" hanno bruciato letti, materassi e drappi e tende di centri di identificazione pagati con denaro pubblico. Che a Lampedusa hanno bruciato roulottes,i locali dell'oratorio, buttato per aria negozi, preso d'assalto camion di derrate alimentari e rubato denaro e orologi, oltre ad aver defecato nel pavimenti delle case. Ovunque si stanno comportando esattamente come la "racaille" delle banlieues parigine. Ma contento tu...

Massimo ha detto...

Non sono contento, Nessie. Però mi domando come mai anche la Lega, nonostante sia pienamente consapevole di perdere tanti voti, si sia adattata a questa politica. E mi chiedo quale alternativa praticabile noi si abbia. Per me possiamo solo cercare di evitare il peggio mettendoci nelle mani di chi concederebbe cittadinanza e voto e, finchè non li avranno, potrà sempre esserci la possibilità di un risveglio tale che ci consenta di cacciarli fuori tutti dalla nostra terra. Ma se arrivassero ad avere la cittadinanza e il voto sarà impossibile anche al più grande dei condottieri.

nuovopatriota ha detto...

Da vedere e ascoltare e divulgare dalla prima all'ultima immagine, ecco come siamo messi:

http://www.youtube.com/watch?v=JfhJsu7In18


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+nuovopatriota+
[sicurezza non è un optional! è sola civiltà!]

Alessandro ha detto...

Nessie, scusa se mi permetto di obbiettare. "Un grande statista deve saper dire NO", beh per me un grande statista deve saper aggirare la situazione, portare acqua al proprio mulino e non porre un NO secco e definitivo ma tenersi sempre un porta aperta. Questo da molti può essere visto come opportunismo, doppiogiochismo, ma secondo me non è cosi; quando si governa una Nazione cosi come un paesello sperduto nelle campagne, bisogna tenere conto di tanti fattori. Una cosa è ciò che noi vediamo dal di fuori, noi cittadini, che non conosciamo a fondo tutti i patti, gli accordi... LE INFLUENZE! Molte volte porre una risposta definitiva e netta ci vuole indubbiamente, ma su questioni delicate, soprattutto trattative con paesi sull'orlo di guerre civili e che minacciano a giorni alterni attentati, beh andarci con il guanto di velluto non è una cosa, a mio avviso, cosi sbagliata. Che poi l'Italia non si libererà mai della piaga dell'immigrazione questo è indubbio, ma quanto meno preferisco un governo Berlusconi che ha fatto diminuire l'immigrazione dell'82% piuttosto che un governo che l'abbia fatta alzare! (vedi governo prodi e le sue frontiere aperte... e chiusura dei centri di prima accoglienza)