Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

31 maggio 2011

Gratitudine

In queste ore la canea antiberlusconiana trova nuova linfa dal risultato delle elezioni meno importanti degli ultimi tre anni.
Il Centro Destra ha vinto nelle politiche del 2008, nelle europee e amministrative del 2009 e nelle regionali del 2010.
In un anno, però, una parte determinante dell’elettorato è passato dal voto al non voto, favorendo una sinistra estrema e fondamentalista che sta divorando quella presunta moderata (che, peraltro, si lascia divorare volentieri dagli ayatollah e dai talebani che urlano a pieni polmoni).
Berlusconi, ancora una volta, è dato per spacciato, il berlusconismo “finito”.
Non so se sia vero o se sia una pia illusione come nelle occasioni precedenti (1994, 1996, 2006), certo è che il Premier è assediato da nemici interni ed esterni.
Questa mattina ne Il Giornale, persino un commentatore equilibrato e saggio come Marcello Veneziani ritiene finito il ciclo del Cavaliere e gli consiglia, con il garbo che gli è proprio, di portare a termine la legislatura, annunciando però il suo ritiro nel 2013.
Che si debba cambiare registro è certo, ma lo si deve fare non cambiando il Leader, perchè non vi è alcuna alternativa e le cosiddette “primarie” sarebbero un ulteriore irritante scimmiottamento della sinistra, bensì attuando un programma di Destra.
Basta, quindi, con l’accoglienza degli immigrati, atteggiamento di sinistra, trasferendoli addirittura nel Nord, così, tanto per perdere i voti di chi si trova nuovi e indesiderati vicini di casa (pergiunta da mantenere !).
Basta con i finanziamenti a quelle clientele della sinistra, come i nani e ballerine del fus, finanziati da tutti noi con l’aumento della benzina, così tanto per privarci di soldi che servono solo ad alimentare la dolce vita di personaggi già remunerati ben oltre il loro valore e che, poi, in campagna elettorale dileggiano l’elettorato e i politici di Centro Destra.
Basta con ministri che cavalcano e fanno propri temi di sinistra come la legge sull’omofobia o il divieto di caccia, irritando una parte significativa di un elettorato che, invece, non vuole trasformare l’Italia in una gabbia politicamente corretta.
Se Berlusconi saprà reagire e governare accarezzando la pancia dell’elettorato, nel 2013 chi oggi è rimasto a casa, tornerà a votare per lui e la vittoria della estrema sinistra del 2011 resterà solo un brodino caldo in mezzo a sconfitte ben più devastanti.
Se, invece, questo cambio di registro non avverrà potrebbero avverarsi le previsioni delle Cassandre anche di Centro Destra, il che non testimonierebbe certo a favore della intelligenza degli Italiani e, soprattutto, della gratitudine dovuta ad un Uomo che, rischiando in proprio e scendendo in campo nel 1994 impedì la vittoria marxista e, bene o male (più bene che male) ha evitato la deriva politica, sociale, economica e morale per diciotto anni.
Ed è proprio la gratitudine, moneta rara in politica, che dovrebbe indurci tutti a stringerci attorno al Premier perchè si superi, con lui al timone, anche questo momento di difficoltà, chiedendogli, con forza, di governare da uomo di Destra quale è e non da sinistrorso buono solo ad alienarsi le simpatie del suo elettorato.


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30 maggio 2011

Due anni per confermarci al Governo

Questa sera si scriverà la parola “fine” alle chiacchiere elettorali.
I sindaci che risulteranno eletti saranno un beneficio (se di Centro Destra) o una iattura (se di sinistra, estrema o meno che sia) per i cittadini di quelle città, ma risulteranno ininfluenti per il Governo.
O, almeno, questa è la teoria della democrazia.
Non si capirebbe, infatti, perchè Berlusconi dovrebbe andarsene, dopo la sconfitta della Moratti a Milano, mentre i vari Di Pietro, Bersani, D’alema, Franceschini, Vendola e compagni non hanno fatto una piega dopo averle prese di brutto nelle politiche del 2008, nelle europee del 2009 e nelle regionali del 2010 dove, tra l’altro, persero ben più di una città, pur se importante, visto che dovettero mollare regioni del calibro di Piemonte, Lazio e Campania.
Quindi, sul presupposto di una corretta applicazione delle regole democratiche, da domani si torna alla normalità, in attesa delle politiche del 2013.
Il segnale, però, derivante dalle elezioni amministrative deve essere recepito dal Centro Destra che è quello che ha subito le conseguenze della astensione del proprio elettorato.
Non ci sono infatti flussi di voti che siano passati dal Centro Destra alla sinistra, ma astensioni che hanno provocato il risultato del primo turno (unico da prendere in esame, perchè i ballottaggi rappresentano solo uno spaccato limitato e non plausibile sui flussi elettorali).
Gli elettori del Centro Destra hanno quindi voluto manifestare la loro insoddisfazione per l’azione di governo, oltre che, almeno per quanto riguarda Milano, la pessima scelta di ricandidare Letizia Moratti che, pur essendo mille volte meglio di Pisapia, non ha realizzato nulla “di Destra”, anzi ha adottato una politica “di sinistra con gli “ecopass”, la partecipazione alle manifestazioni antifasciste e il netto rifiuto dei manifesti dell’Avv. Lassini.
Lo si dice da tempo, ma repetita iuvant: Berlusconi e il Centro Destra devono recuperare nell’azione di governo le motivazioni e i temi del 1994 e che solleticano la “pancia” del loro elettorato.
Libertà di mercato,
riduzione delle tasse e della spesa pubblica,
privatizzazioni,
respingimenti ed espulsioni degli immigrati,
ordine pubblico,
buon costume,
repressione dei fenomeni criminali come la droga,
federalismo nel nome dell’unicuique suum (cioè ognuno si paga le proprie spese con i propri soldi e non fa il passo più lungo della gamba, come in ogni famiglia che si rispetti),
rivoluzione della giustizia e del sistema giudiziario
.
Ecco i temi cari a noi elettori del Centro Destra.
Ma, possono obiettare, Napolitano non firma, la magistratura taglia e snatura, l’europa soffia sul fuoco.
Il Governo vada avanti, assuma i provvedimenti necessari per superare gli ostacoli che vengono frapposti (ad esempio se Napolitano non firma una legge, basta rivotarla così come è e, in base alla costituzione del 1948, Napolitano è obbligato a firmarla) finchè chi si oppone non sarà costretto a rientrare nell’alveo dei normali rapporti di una normale democrazia, facendo prevalere la Sovranità Popolare sulle gabbie formali della nomenklatura di potere.
Berlusconi e il Centro Destra possono e devono dare ai loro elettori le soddisfazioni che meritano, di vedere che il loro voto è speso bene, per l’assunzione dei provvedimenti che rappresentano i loro sentimenti, contro tutto e contro tutti.
Il presupposto è che non si mettano a litigare tra di loro o a rincorrere la successione a Berlusconi scimmiottando le primarie di sinistra.
Il presupposto è che noi si abbia dei rappresentanti “con le palle”.
Solo così, fra due anni, il Centro Destra vincerà di nuovo le politiche, come già fece nel 2008, garantendo un’altra legislatura di riforme sostanziali e incisive, per rivoltare l’Italia come un guanto.

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29 maggio 2011

Assedio a Berlusconi

Oggi e domani sei milioni di Italiani hanno votato e voteranno per i "ballottaggi" in alcune decine di comuni e province per l'elezione dei nuovi sindaci e presidenti.
Gli occhi, però, sono puntati su Milano e Napoli.
Il primo turno ha provocato due sorprese.
La maggioranza relativa colta dal candidato dell'estrema sinistra a Milano e l'ingresso in ballottaggio del suo omologo a Napoli rappresentano infatti le due sorprese con effetti imprevedibili: la prima defaillance a Milano del Centro Destra e il radicale sopstamento verso l'estrema sinistra dell'opposizione.
Gli analisti dei voti, però, non hanno potuto condire il tutto con il segnalare uno spostamente di voti dal Centro Destra alla sinistra, perchè questo non è accaduto.
Ormai l'elettorato si è consolidato e solo al sud abbiamo ancora delle fluttuazioni possibili, derivanti dalla mentalità e dalle peculiarità locale.
Ma mentre a sinistra l'elettore deluso dai Bersani, dai D'alema, dai Franceschini si rifugia nell'estremismo dei Pisapia, dei Vendola, dei Di Pietro, dei De Magistris, nel Centro Destra, mancando una alternativa analoga, chi è scontento delle Moratti, delle Carfagna, dei Verdini, dei La Russa, si rifugia nell'astensione.
Questo regala la vittoria ad una sinistra che era e resta minoritaria.
Ma commenteremo a bocce ferme, con i risultati definitivi.
Dobbiamo invece registrare come Silvio Berlusconi, oltre diciassette anni dopo la sua discesa in campo, sia assediato da una serie infinita di oppositori.
Alte cariche istituzionali occupate dalla sinistra mostrano una senile incontinenza, parlando e straparlando di tutto ciò che possa disturbare il Premier e usando il proprio potere sulla promulgazione delle leggi per rallentare l'attività di governo.
La magistratura non perde occasione per costruire teoremi contro la sua persona e le sue aziende e, in più, per tagliare e snaturare tutte quelle leggi approvate dal parlamento, gradite al Popolo, ma ideologicamente in contrasto con il "politicamente corretto" divenuto una sorte di religione fondamentalista cui uniformare, volenti o nolenti, tutti.
Gli imprenditori, che hanno visto prosciugati gli "incentivi" pubblici (cioè prelevati dalle nostre tasche) criticano il Governo perchè, a loro dire, mettendoli davanti alle loro responsabilità di impresa e non finanziandoli più con i soldi di tutti, non favorirebbe la ripresa e sarebbe "immobile".
I dipendenti pubblici, un esercito d'altri tempi: quattro milioni e mezzo, sono contro il Governo perchè sta introducendo provvedimenti che spostano gradualmente (forse troppo gradualmente ...) il baricentro dal posto fisso abitudinario e senza controlli, alla remunerazione fondata sulla produttività.
Gli studenti sono contro Berlusconi perchè dovranno cominciare a studiare per essere promossi, i professori perchè dovranno verificare la preparazione dei loro studenti.
I "poteri forti" economici, con sede all'estero, schiumano perchè hanno difficoltà a razziare i nostri beni, mentre alcuni presuntuosi capi di stato e di governo non gradiscono l'autonomia e la personalità del Premier, abituati come erano ad avere in Italia interlocutori che fossero solo degli yesmen, si trattasse di accettare i contratti di rifornimento energetico da una sola fonte (la loro, senza cercare alternative in Libia o in Russia) o di bombardare senza storie Belgrado o Tripoli.
La stampa, per finire questo elenco parziale, che ossequiante verso i propri padroni, attacca colui che non consente loro di continuare liberamente nei rispettivi affari.
Come si può vedere, Berlusconi è assediato non perchè sbaglia, ma perchè fa quel che dovrebbe fare ogni presidente italiano: impedire che lobbies di potere, soprattutto straniere, indirizzino a piacimento la politica e l'economia nazionale.
E' evidente che solo uno con le spalle larghe come quelle di Berlusconi può reggere ancora l'assedio, così come è evidente che il tempo non favorisce il quasi settantacinquenne Cavaliere.
Così il ballottaggio di Milano e Napoli trascende il significato locale, per assumere il volto dell'ennesimo tentativo di spallata contro il Premier, come non riuscì nel 2008, nel 2009 e nel 2010 quando il Centro Destra conquistò regioni importanti come Piemonte e Lazio.
Ma se a Milano sarà eletto Pisapia e a Napoli De Magistris, a rimetterci saranno solo i milanesi e i napoletani, purtroppo anche quelli che non li hanno votati.
Se, però, la Maggioranza non perderà la testa e non ci sarà la corsa ad una presunta "salvezza" personale, quindi se farà quadrato attorno al Premier, noi Italiani non avremo nulla da perdere.
Anzi, potremo sperare che il segnale di insoddisfazione venga colto e rappresenti una sferzata per un Governo che accentui le sue caratteristiche ideali di Destra.
Un Governo, quindi, che agisca in concreto contro l'immigrazione promuovendo espulsioni e respingimenti, riduca le tasse e le spese, faccia rispettare l'ordine e il buon costume nelle città, rivoluzioni la giustizia e l'ordine giudiziario e salvaguardi l'Identità e l'Interesse Nazionale contro i tentativi di colonizzazione da parte dei potentati esteri.

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27 maggio 2011

Berlusconi ha ragione e resta il migliore

La sinistra, come al solito, è entrata in fibrillazione per l’ennesima operazione di spionaggio delle conversazioni private, questa volta tramite sistemi di circuito interno durante il G8 francese.
Il Premier ha confidato all’attuale presidente americano, che in Italia comandano i magistrati di sinistra.
Come dargli torto ?
Prendiamo i provvedimenti sulla sicurezza e contro l’immigrazione.
Sono stati stravolti, con sofismi che tutti coloro che abbiano un minimo di conoscenza del diritto sono in grado di applicare per piegare alle proprie tesi le leggi.
Così i sindaci non possono intervenire per rendere più sicure le città e noi in Italia dobbiamo tenerci gli illegali che sbarcano a frotte per l’eventualità che possano essere fuggiaschi da zone di guerra, dobbiamo tenerci (e mantenere) i clandestini che abbiano figli minori, dobbiamo rispettare le tradizioni dei rom anche se sono quelle del furto nelle abitazioni.
Così, mentre ci si avvia ai ballottaggi a Milano e Napoli auspicando che milanesi e napoletani scelgano il Centro Destra, la sinistra insorge, come al solito, contro Berlusconi che, ancora una volta, è l’ombelico della politica italiana.
Pensate quanto sarebbe piatta la cronaca politica senza le dichiarazioni di un impolitco per eccellenza come il Cavaliere !
Ancora una volta si dimostra la imprescindibilità da Berlusconi statista e capo del Centro Destra.
Non ci sono alternative nè per la Maggioranza di Centro Destra (mi sembra una sciocchezza pensare alle primarie, scimmiottando per la prima volta che io mi ricordi una iniziativa –malriuscita e mal pensata – della sinistra !), nè per la guida del Governo che vede in Berlusconi l’unico Statista in grado di confrontarsi alla pari con i Grandi della Terra.
Tutte le alternative, a Destra come a sinistra, sono personificate da grigi burocrati della politica o della economia che, privi del patrimonio di un Berlusconi, avrebbero paura della loro ombra, temendo di perdere una posizione che può conferire loro onori e benessere economico, presentando quindi a livello internazionale nei confronti dei propri omologhi una Italia debole e remissiva, oltre ad essere condizionati dalle ondivaghe onde dei flussi elettorali interni.
Il Cavaliere è ancora il migliore ed è meglio tenerselo così come è, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, finchè non ne spunterà un altro.
Ma questo sostituto non ha ancora emesso il suo primo vagito.

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26 maggio 2011

Zingaropoli

Con una delle sue efficaci espressioni, il leader della Lega Bossi è sceso in campo per sostenere Letizia Moratti contro Pisapia che non riesco a identificare se non come un “estremista in doppio petto”.
Bossi afferma che con Pisapia Milano si trasformerebbe in una zingaropoli.
Ma anche in una casbah, in un centro sociale continuo, nella Costantinopoli di fine impero.
Come dargli torto ?
Per quanti errori abbia compiuto la Moratti (a cominciare dagli ecopass e per finire alla condanna dei manifesti dell’Avv. Lassini) , per quanto non abbia corrisposto alla “pancia” dell’elettorato del Centro Destra, l’attuale sindaco rappresenta l’ultimo baluardo contro la deriva della capitale morale ed economica d’Italia.
La presa di Milano, di per sè, non rappresenterebbe alcun vulnus per un governo uscito vincitore dalle elezioni del 2008 e confermato nel 2009 e nel 2010 in votazioni di ben maggiore estensione e caratura, sarebbe però un pesante sfregio di immagine, oltre ad un danno per la città e i suoi abitanti.
Perchè nessuno potrebbe dubitare che Pisapia sarebbe prigioniero (semprechè non le condivida lui stesso ...) delle ali più intolleranti, oltranziste ed estremiste che si nascondono dietro il suo doppio petto.
Le teorie sull’accoglienza verso immigrati e rom, il permissivismo morale, la tolleranza verso i centri sociali, rappresenterebbero un must per un sindaco condizionato dai voti della maggioranza esattamente come lo fu Prodi nel 1996 e nel 2006, con i risultati che tutti conosciamo.
Per tenere assieme la sua ammucchiata, quindi, dovrà accontentarli tutti e, per fare ciò, dovrà mettere mano al portafoglio ... dei milanesi.
Tocca ai milanesi dimostrarsi più accorti e responsabili di torinesi e bolognesi che hanno, a maggioranza, scelto i propri aguzzini fiscali.

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25 maggio 2011

Carta straccia

Ho letto l’ultimo … non saprei come definirlo, pamphlet ?, saggio ?, narrazione ?, resoconto ? di Giampaolo Pansa, “Carta Straccia” editore Rizzoli.
Non c’è dubbio che Pansa abbia coraggio a scrivere contro la sinistra di cui conosce benissimo il fiele vendicativo, per cui faccio ammenda, credevo che il suo “Il sangue dei vinti” fosse una operazione meramente commerciale, ma evidentemente fu l’inizio di un ravvedimento operoso che mi piacerebbe diventasse moda a sinistra.
Carta straccia sono i quotidiani e, allargando, tutti i media che, ormai, non forniscono più le notizie, ma sono intrisi solo di fanghiglia da scagliare contro chi si oppone alla propria parte politica.
Così come è accaduto in magistratura, lo spirito di fazione ha screditato la stampa e la noia che viene a leggersi i quotidiani è secondo solo alla nausea delle cronache giudiziarie che vedono imputato Berlusconi.
Come ebbi modo di scrivere a commento del saggio di Mario Giordano “Sanguisughe”, non trovo nulla di nuovo nei saggi e, nonostante il riconoscimento al coraggio di Pansa, nel suo scritto non trovo nulla che non fosse a mia conoscenza o che non fosse già parte del mio patrimonio di considerazioni.
Ad eccezione, evidentemente, delle esperienze autobiografiche dell’Autore che, però, mi sembrano troppe e poco brillanti.
Io leggo quotidianamente tre giornali, due li compro e uno lo trovo in ufficio, noiosissima lettura alla ricerca di qualche nota o sentenza o commento a sentenza utile per la mia professione.
Leggo anche i titoli e, a volte, gli articoli della rassegna stampa aziendale che comprende i maggiori quotidiani nazionali e una scelta dei quotidiani locali.
La parte più interessante è la riproduzione della prima pagina.
Così vediamo i quotidiani di sinistra (Repubblica, Corsera, Stampa e Messaggero) con titoli simili quando non uguali, e quelli di Destra (Giornale, Libero) che mettono in evidenza, all’unisono, altri fatti.
Divertente vedere come vengono diversamente interpretate le medesime vicende, a seconda che le si guardi da Destra o da sinistra, come se un cittadino che compra il giornale non avesse già una idea formata.
Leggo che i quotidiani sono tutti in passivo.
Tutti i governi hanno sempre confermato le contribuzioni per la stampa, rendendola quindi più asservita.
Il pessimismo che emerge dalle righe di Pansa suona molto come un epitaffio per la stampa italiana, che vive sul pettegolezzo e sui, sempre più rari, scoop di sempre più rari veri giornalisti.
E’ un peccato, perché la nostra Civiltà, che si fonda sulla Libertà di opinione, non può sopravvivere senza una stampa libera.
E non vedo i nuovi strumenti di comunicazione come validi sostituti.
Bravo comunque Pansa per aver denunciato la situazione della stampa italiana e puntato l'indice contro la sinistra.


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24 maggio 2011

La politica arte del possibile


Il voto amministrativo in Spagna ha visto il crollo del partito socialista al governo, che è finito sotto di dieci punti percentuali rispetto al Partito Popolare all’opposizione.
In Germania il partito del Cancelliere Merkel subisce una disfatta dietro l’altra (l’ultima domenica a Brema dove addirittura ha avuto meno voti dei verdi) nonostante la Germania sia la nazione più virtuosa nella ripresa economica, mentre gli alleati di governo liberali rischiano di scomparire.
In Gran Bretagna le elezioni amministrative hanno visto il crollo del partito liberaldemocratico di Nick Clegg alleato al governo dei Conservatori.
Negli Stati Uniti, a novembre, i democratici hanno perso la maggioranza alla Camera, ridotto quella al Senato e lasciato sul campo numerosi governatori.
Non importa se il governo sia di destra o di sinistra, chi è al governo subisce le conseguenze del fatto che a lui viene imputata la responsabilità di tutto ciò che va male o lascia insoddisfatti.
In un tale quadro, quindi, il risultato delle elezioni amministrative di questo 2011 non rende l’Italia diversa dalle altre grandi nazioni occidentali.
La diversità, semmai, sta in due fatti, uno conseguenza dell’altro, che pongono, ancora una volta, l’Italia nella condizione di avere una democrazia limitata.
Non esiste alcuna valida alternativa a Berlusconi.
Perchè non può esservi alcuna alternativa se la coalizione di governo dovesse essere composta da una decina di partiti, ognuno dei quali con le proprie esigenze e, soprattutto con le proprie clientele da soddisfare.
La sinistra, infatti, può vincere, come ha fatto nel 1996 e nel 2006, solo con l’ammucchiata che rappresenti una sommatoria di voti, senza un programma che non sia fondato sul vampirismo fiscale per poi distribuire il maltolto alle varie lobbies.
Analogamente un governo della sinistra dovrebbe pagare dazio agli estremisti ideologici (dai centri sociali agli omosessuali, dalle femministe agli ambientalisti, dagli antiproibizionisti ai fautori dell’eutanasia ) accentuando da un lato la deriva morale della nazione e dall’altro negandoci i benefici del progresso.
Da tali caratteristiche dell’opposizione italiana, discende che le sconfitte della Maggioranza di Centro Destra, pur essendo trasformate in propaganda fondata sulla percezione degli eventi più eclatanti, non solo non sono paragonabili a quelle negli stati esteri, ma alla conta dei voti confermano che la Maggioranza resta tale e gli spostamenti nelle amministrazioni locali sono dovuti alla reazione dell’elettorato contro le cose che non vanno, un elettorato, però, che preferisce astenersi dal voto, ma che non voterebbe mai a sinistra e con la sua astensione chiede al Governo di fare quello per cui è stato eletto.
Leggendo i vari blog di Centro Destra, vedo che in tanti sfornano consigli e dicono quel che Berlusconi dovrebbe fare, persino in televisione e sulla carta stampa certi commentatori di ... peso che, quando si sono presentati all’elettorato in proprio, hanno solo raccolto ortaggi.
Impossibile comunque accontentarli tutti.
Dobbiamo invece guardare alla tendenza, la linea tracciata dai programmi e dalle azioni di governo, che sia quella giusta.
Che la tendenza sia quella di ridurre le imposte dirette e spostare la pressione fiscale dalle tasse sui redditi e sui risparmi, a quelle sull’utilizzo dei servizi in modo che ognuno paghi quello che consuma.
Che la tendenza sia quella di preservare il buon costume e le tradizioni nazionali.
Che la tendenza sia quella di difendere l’identità nazionale.
Che la tendenza sia quella di ridurre la presenza dello stato, ritirando i tentacoli del pubblico dalla vita di tutti i giorni.
Anche io preferirei che Berlusconi impugnasse il bisturi e cominciasse a tagliare spese e tasse, privatizzasse la rai, abolisse la par condicio, rivoluzionasse il sistema giudiziario.
Ma non si può.
La politica era e resta l’arte del possibile.
Per ora accontentiamoci di una tendenza e impegnamoci per lasciare fuori dal governo gli estremisti, con o senza il doppio petto.

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23 maggio 2011

Quando la sinistra fa la ola


Standard&Poor's, la nota agenzia di rating che garantiva sulla solvibilità di Lehman fino al giorno prima il fallimento, ha ridotto le previsioni (outlook) sull’Italia da “stabile” a “negativo”.
A parte la singolare iniziativa nel momento in cui l’Italia ottiene i riconoscimenti per la capacità di gestire la crisi economica internazionale, con una ripresa seconda solo alla Germania e senza aver infilato le rapaci e adunche mani dello stato nelle tasche dei cittadini, vediamo come all’annuncio di sciagure prossime venture, la sinistra si sia messa a fare la ola.
Felice, in odio a Berlusconi, di tutto quel che di male potrebbe capitarci, per chi ancora crede alle previsioni di S&P.
E’ talmente felice, la sinistra e il suo tentacolo sindacale, la cgil, da non leggere attentamente neppure le motivazioni.
Per loro basta vedere scritto “instabilità di governo” e subito pensano a spartirsi i ministeri che, nelle loro fantasie, potranno occupare una volta rimosso l’odiato Berlusconi.
Eppure S&P non regala niente, infatti le prime due ragioni del declassamento delle previsioni sull’Italia sono indicate nella scarsa produttività e nella mancanza di flessibilità del lavoro.
Nonostante tali espressioni equivalgano per la cgil a due sonore bestemmie, la Camusso, degna erede di Lama, Pizzinato, Trentin, Cofferati ed Epifani, ha esultato incolpando il governo, quello stesso governo che fino a ieri accusava di sostenere chi voleva introdurre elementi di produttività e di flessibilità nei contratti.
La sinistra, con ogni evidenza, ha talmente in odio Berlusconi che pur di disfarsene è disposta a farci fare la fine della Grecia, gonfiando a dismisura la spesa pubblica e colpendo i risparmi degli Italiani per finanziare le sue spese.
Il programma, ad esempio, di Pisapia a Milano è un insieme di iniziative ideologiche ma, soprattutto, costose che non potranno essere realizzate se non con un incremento delle tasse per i cittadini.
Liberi i comunisti di fare la ola e anche di ballare il waka-waka quando una agenzia capitalista, per reconditi motivi che solo lei conosce, legge nella sua palla di vetro che l’Italia ha prospettive negative.
Ma chi non è di sinistra, perchè mai dovrebbe lasciare campo libero a simili ascari della mano pubblica e dalla tassazione facile ?


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22 maggio 2011

Berlusconi non deve parlare

Il Premier, dopo una settimana di silenzio, ha rilasciato una serie di interviste ai telegiornali e ai giornali radio.
La sinistra, che continua a fare propaganda con Floris, Santoro & Co., è insorta, intimando il bavaglio a Berlusconi.
Bersani, definito da Paolo Villaggio il vero Fantozzi, ha così paura del confronto con Berlusconi da rifiutare preventivamente analoghi spazi.
Se un leader fosse veramente convinto della propria capacità, non rinuncerebbe ad apparire in televisione solo per impedire al nemico di fare altrettanto.
Ma tale è lo spessore della sinistra che, visto che è andata bene una volta, si nega al replay tra Moratti e Pisapia.
Tanto, loro, continuano dalla televisione pubblica a fare propaganda, per giunta gratis (perché paghiamo noi) e senza metterci la faccia (perché ce la mettono i Santoro vari che pullulano sulle reti pubbliche e non solo.
Il bavaglio che vogliono imporre a Berlusconi è il simbolo della democrazia socialista che propugnano a sinistra.
Lo stesso tipo di democrazia che hanno subito per 60 anni nell’europa dell’est.
Quello è il destino che ci aspetta, se la sinistra riuscirà ad andare al governo e che possiamo già immaginare dal proliferare di leggi e proposte di legge che vorrebbero conculcare la libertà di pensiero e di parola.
Abbiamo già la legge Scelba e la legge Mancino che limitano la libertà di espressione e che discendono direttamente dalla XII disposizione transitoria della costituzione del 1948 che vieta a sua volta, ad una idea di potersi presentare agli Italiani con il suo proprio nome.
Ma in questi mesi assistiamo ad una offensiva per nuove leggi liberticide.
Abbiamo già parlato del provvedimento che vorrebbe punire chi venisse individuato come “omofobo”, ma non dimentichiamoci che c’è anche chi vorrebbe importare in Italia una legge contro i cosiddetti “negazionisti”, cioè una legge che impedisce di studiare la Storia interpretando, a distanza dagli eventi e quindi senza le passioni dei contemporanei, i fatti accaduti, esaminando documenti, magari in precedenza non conosciuti o nascosti e proponendo tesi alternative a quelle ufficiali dei vincitori.
E che dire di reati già presenti nel nostro ordinamento come quello di “concorso esterno in associazione mafiosa” ?
Ma che caspita vuole dire ?
O tu sei complice diretto di una azione criminosa, quindi colpevole, o non lo sei e quindi innocente.
Sono manipolazioni della storia o processi alle intenzioni che portano a realizzare i peggiori incubi tradotti da Orwell in “1984” (l’anno è alle nostre spalle, il pericolo di trovarci un “ministero della verità"che piega i fatti, modificando, cancellando, distruggendo fotografie e cronache, alle esigenze del momento è attualissimo) o dai romanzi di Dick con il celeberrimo “Minority report” da cui fu tratto il film di Spielberg con Tom Cruise (e fra un po’ rischieremo di trovarci una proposta di legge che contempli il “precrimine”).
Per questo se è vero che il governo delle città e di una nazione deve affrontare i problemi specifici del bene amministrare, non è possibile ignorare che il bene fondamentale, proprio della nostra Civiltà, la Libertà, è in serio pericolo per tutte le limitazioni che da sinistra vorrebbero imporre per uniformare tutti al loro pensiero unico.
Come accadeva in Unione Sovietica, a conferma che se il comunismo è morto, i comunisti infestano ancora il mondo.



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20 maggio 2011

Consigli e opinioni

In questi giorni i signori “so tutto io” ci “spiegano” perchè alle amministrative di domenica e lunedì scorso si sono avuti quei risultati, particolarmente a Milano.
Tralasciando la propaganda interessata di chi blatera di “fine del berlusconismo” esattamente come fece nel 1994 (quando neppure, secondo loro, doveva iniziare), nel 1996 e nel 2005 dopo la sconfitta alle regionali che lasciò al Centro Destra solo Veneto e Lombardia, assistiamo allo stesso fenomeno che accadde dall’agosto 2007, con gli “economisti” che illustravano perchè stava crollando o era crollato il mercato, senza peraltro indovinare il futuro (neppure il fallimento Lehman) ma solo commentando con il senno di poi il passato.
In questa orgia di consigli spero che Berlusconi e Bossi restino con i nervi saldi e decidano per il meglio.
Io non fornisco consigli, esprimo solo la mia opinione su come vorrei si muovesse il Centro Destra.
E lo vorrei deciso nello scontro (escludendo ogni ipotesi di dialogo) con la sinistra proprio sui temi che caratterizzano la politica di sinistra.
Leggo che nel programma di Pisapia si prevedono alloggiamenti per i rom, immagino anche per gli immigrati pagati dalle tasse dei milanesi che saranno necessariamente aumentate mentre in cinque anni di amministrazione Moratti le tasse non furono incrementate e si prevede l’istituzione di un registro che dia dignità normativa alle pretese omosessuali.
Leggo che Merola a Bologna si propone di chiudere tutto il centro storico al traffico privato (con buona pace dei commercianti).
Allora il Centro Destra dovrebbe marcare la differenza.
Ripulire le città dagli alloggiamenti abusivi, siano essi di rom, di immigrati o dei centri sociali.
Mantenere invariata l’imposizione fiscale, se possibile ridurla, magari riducendo le spese delle amministrazioni evitando di pagare nani e ballerine per spettacoli che sanno tanto di tardo impero romano, con la differenza che allora gli spettacoli li pagavano di tasca propria imperatori e nobili, mentre oggi i sindaci si fanno pavoni e aiutano gli amici “attori”, con i soldi nostri.
Liberare al traffico anche i centri storici, per dare respiro alle città, evitando odiosi balzelli per circolare liberamente, con il proprio mezzo, all’interno della propria città.
Destinare l’azione della polizia municipale non a compiti amministrativi o repressivi a fronte dei divieti sulla circolazione, bensì a compiti repressivi nei confronti della delinquenza (scippi, graffiti, vagabondaggio) con la possibilità di identificare gli illegali e poterli espellere.
Non consentire ulteriori derive morali, dando forza alla Famiglia, l’unica, composta da un Uomo e una Donna uniti nel contratto del matrimonio, opportunità per tutti, con la libera scelta del regime patrimoniale, senza incentivare scorciatoie che stimola alla irrespondabilità.
Ugualmente evitare di sostituirsi ad una legge nazionale che tuteli la vita, senza l’ipocrisia di chiamare l’eutanasia “legge sul fine vita” oppure “testamento biologico” e l’ennesima istituzione di registri locali.
E’evidente che tutto ciò rappresenterebbe un progetto che nulla avrebbe da spartire con le nebulose idee della sinistra e sarebbe il perfetto biglietto da visita di un Centro Destra che volesse marcare, con forza, la propria identità.
Quello che però conta maggiormente è che chi è eletto con il Centro Destra rappresenti il suo elettorato e non parli o, peggio, agisca come uno qualsiasi di sinistra come sta facendo la Carfagna in relazione alla legge contro la presunta “omofobia” di cui si è scritto ieri.

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19 maggio 2011

Bologna sopravviverà a Merola ?

Il nuovo sindaco di Bologna ha cominciato a “sbroccare” minacciando la chiusura integrale del centro storico al traffico privato.
La sua alleata Frascaroli pretende interventi che blocchino la Tav, riesumando i più triti (e costosi) slogan della estrema sinistra.
A Bologna si avvicinano i registri per certificare le unioni degli omosessuali e la sostanziale scelta a favore dell’eutanasia.
Gli immigrati saranno accolti e i centri sociali troveranno ascolto nella nuova giunta.
Il tutto costerà molto e per i bolognesi che lavorano e producono si prospetta un aumento delle tasse utili a pagare le clientele e le pretese dell’elettorato di sinistra.
Il candidato del terzo polo, Aldrovandi, si accorge a babbo morto (solo ora che non ha alcun eletto) che il sistema elettorale nei quartieri è penalizzante per chi si divide; poteva pensarci prima.
I grillini non entrano in giunta, ma offrono un loro uomo per un assessorato (che non si rifiuta mai).
Se Merola porterà a termine il mandato per Bologna si prospetta una ulteriore accelerata verso la decadenza e la deriva morale, civile, politica ed economica.
La speranza, più che dai ricorsi annunciati dalla Lega (dubito si trovi un magistrato disponibile ad annullare la vittoria della sinistra) viene dalle giovani leve di Lega e Pdl.
Bernardini, Tomassini, Lisei, solo per citarne tre, assieme agli "anziani" (e per non fare torto a nessuno cito solo Daniele Carella al quale, anche per solidarietà generazionale, ho dato il mio voto di preferenza) hanno fatto una bella campagna elettorale, attiva, di attacco, aggressiva, tra i cittadini e se continueranno nel loro impegno non solo nelle paludate aule del consiglio, ma anche tra il Popolo, stimolando al ragionamento e informando, potremmo anche farcela a superare persino l’amministrazione Merola.
Ma il Centro Destra deve organizzarsi per fare opposizione di piazza alla giunta, deve organizzare e dare copertura a una disobbedienza civile, cioè alla disapplicazione dei provvedimenti di Merola in modo massivo, perchè i singoli verrebbero solo bastonati dalla repressione istituzionale.
La sopravvivenza di Bologna si giocherà quindi con la capacità della Opposizione di Centro Destra di contrastare in piazza (e non a parole nei consigli) le decisioni della giunta.
Nessun dialogo, nessuna collaborazione, ma ripagare con gli interessi il comportamento che la sinistra ha adottato contro il Governo nazionale.

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18 maggio 2011

Libertà è (esprimere) una opinione

Ho letto che ieri sarebbe stata la giornata mondiale contro l’omofobia, il nuovo babau degli ayatollah del politicamente corretto.
Naturalmente per costoro l’omofobia è sostenere che l’omosessualità sia un male.
In sostanza i talebani del politicamente corretto vogliono imporre il pensiero unico (il loro) e impedire la libera espressione delle idee e delle opinioni (altrui).
Per fare ciò hanno pensato di sostenere una nuova legge, tra le tante inutili che appesantiscono il nostro ordinamento, che sanzioni chi si rendesse colpevole di quell’orrendo nuovo “reato” (di opinione !) che sarebbe l’omofobia secondo la loro accezione del termine.
Naturalmente in realtà si tratterebbe di perseguitare chi esprimesse delle idee non omo...logate, perchè violenze e aggressioni trovano già piena previsione nelle leggi esistenti che sono dirette a tutti, come è giusto che sia.
Ma gli omosessuali vogliono una tutela particolare, vogliono un privilegio, forse per meglio marcare la loro “diversità”.
Così ottengono ascolto e leggo che Napolitano dice che ostentare (sì, usa proprio quel verbo !!!) l’omofobia non dovrebbe aver cittadinanza in una socialdemocrazia.
Socialdemocrazia ?
Io credevo che l’Italia fosse una democrazia liberale dove ogni opinione avesse piena cittadinanza !
Ad onor del vero ho anche letto in altro quotidiano che Napolitano non avrebbe parlato di “socialdemocrazia”ma di “democrazia adulta” che fa il paio con i “cattolici adulti” di Prodi, ma non cambierebbe la sostanza della questione.
Siamo arrivati al punto che ad “ostentare” non sono più gli omosessuali nelle loro squallide esibizioni pubbliche, ma chi esprime il disgusto per la loro pratica sessuale.
A ruota arriva Mara Carfagna, che ritiene, tra i tanti problemi italiani a cominciare dalla spazzatura della sua Napoli, improcrastinabile una legge contro l’omofobia e si inalbera se Pdl, Lega e Udc respingono la proposta del pci/pds/ds/pd.
Sia chiaro.
Io rivendico il diritto a pensarla come voglio e ad esprimere liberamente le mie idee.
Chiunque proponga o faccia passare una legge liberticida che mi imponga di tacere le mie idee (ma non potrà mai farmele cambiare) pena sanzioni, non otterrà mai più il mio voto.
Invito quindi il Ministro Carfagna a fare il ministro di Centro Destra occupandosi di questioni serie, lasciando ai comunisti il sostegno a simili sciocchezze.
E invito Berlusconi e i suoi consiglieri a non stupirsi se, a fronte di certe esternazioni in linea con la politica abituale della sinistra, gli elettori del Centro Destra invece di votarli si astengono, visto che se mai e poi mai voteremmo per la sinistra, non vogliamo neppure votare chi prende i nostri voti per realizzare leggi di sinistra.




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17 maggio 2011

Non è mai troppo tardi


Dopo le vittorie alle politiche del 2008, alle europee del 2009 e alle regionali del 2010, ci può stare una sconfitta alle amministrative del 2011, anche se in ballo ci sono amministrazioni importanti e, soprattutto, una Milano che è un simbolo come per la sinistra lo era Roma.
Nel 2005 andò peggio, con la sconfitta in tutte le regioni ad eccezione di Lombardia e Veneto.
Anche allora Berlusconi fu dato per spacciato, salvo poi risorgere smentendo gli avvoltoi che già pensavano di banchettare sul suo cadavere.
La sconfitta comunque c’è, anche se la sera del 30 maggio, ove si dovesse vincere a Milano e Napoli le prospettive sarebbero capovolte.
Contrariamente a molti commentatori, pur se giudico ripugnante l’area politica da cui provengono i vari Pisapia e De Magistris, ma anche Fassino e Merola che, non dimentichiamolo, arrivano dal vecchio partito comunista, preferisco che a sinistra siano prevalsi gli estremisti sui nipotini della sinistra democristiana, quelli che pregano e pugnalano alle spalle.
Sono sempre dell’idea che è meglio un nemico chiaro di uno che si presenta con il ramoscello di ulivo per fregarti quando sei rilassato.
Adesso la scelta è molto chiara: o di qua o di là.
Non esistono punti di incontro o compromesso sulle droghe, su quella parodia della Famiglia che sarebbero le”unioni civili”, sull’ordine pubblico e il buon costume, sulle scelte energetiche e di privatizzazione, sulle moschee e sull’immigrazione.
Ed è proprio l’immigrazione, ben oltre ai demeriti – che ci sono - della Moratti, che a mio avviso ha provocato la perdita di elettori per il Centro Destra.
Mentre a sinistra erano motivati alla partecipazione con l’istigazione all’odio propinata dai media, con le aggressioni giudiziarie al Premier, con le parole d’ordine che i pavloviani di sinistra assorbono senza discutere (no al nucleare, no alla privatizzazione degli acquedotti, no alla tav, accoglienza degli immigrati ed altre amenità del genere) , il Centro Destra gestendo l’improvviso flusso di immigrati dal nord Africa come avrebbe fatto qualunque governicchio di sinistra, accogliendoli invece di respingerli e distribuendoli in tutta Italia, persino al Nord, ha allontanato i propri elettori e non sono bastate le tardive unghiate della Moratti per riportarli alle urne.
Ma non è mai troppo tardi, ci sono ancora due settimane di tempo per recuperare un risultato che è abbastanza alla portata, soprattutto veicolando un messaggio molto crudo: andare alle urne per votare Moratti, nonostante tutto, turandosi il naso, per impedire la deriva estremista che subirebbe Milano con Pisapia.
L’importante è non abbandonarsi allo sconfittismo, a quello stato d’animo che contrasta con la natura combattiva e individualista di noi Uomini di Destra.
Il tratto distintivo tra quelli di sinistra e noi è proprio l’ottimismo e la fiducia nei nostri mezzi che, da sempre, ci ha fatto superare momenti molto difficili e che rappresenta la nostra migliore carta da contrapporre alla politica del gregge della sinistra.
Dopo il 30 maggio, tra l’altro, comunque vadano i ballottaggi di Milano e Napoli, ci saranno due anni senza elezioni prima di arrivare alle politiche.
Due anni, se finalizzati a dare al proprio elettorato quello che vuole, possono ribaltare la fotografia odierna.
Quindi Berlusconi dovrà riprendere il filo del discorso, senza rompere con Bossi, per parlare di tasse, riducendo le aliquote, abolendo il canone rai e il bollo auto, anche a costo di tagliare la spesa pubblica in modo draconiano.
L’immigrazione dovrà essere affrontata come noi elettori vogliamo che sia, con il pugno di ferro del respingimento e delle espulsioni.
L’ordine pubblico dovrà essere rigidamente mantenuto a difesa delle proprietà pubbliche e private.
Poi ci sono un paio di “chicche” che potrebbero dare il senso di un profondo cambiamento: privatizzare la rai e abolire, di conserva, la par condicio, che è una buffonata indegna di una nazione civile perchè nel momento in cui i media sono privati è l’editore che decide, liberamente e a suo rischio e costo, la linea del mezzo, a sostegno di uno, dell’altro o di nessuno.
La sconfitta al primo turno delle elezioni può essere salutare se, interpretata come un campanello, anzi un campanone di allarme, stimolerà il Centro Destra a radicalizzare la propria azione, puntando sui temi che ne marcano la differenza da quella sinistra estrema che ha egemonizzato l’opposizione, ma che sono anche quelli in piena sintonia con la pancia del proprio elettorato.
Solo chi cade può risorgere e Berlusconi lo ha dimostrato ripetutamente e lo farà ancora una volta.
Il bilancio elettorale è ancora attivo e può migliorare già dai ballottaggi del 29 e 30 maggio prossimo.
Basta impegnarsi tutti assieme in una unica direzione e non mettersi a discutere tra alleati per far prevalere il proprio particulare, perchè in tal caso si regalerebbe la vittoria su un piatto d’argento ad una sinistra che era e resta minoranza in Italia.

Un commento sulle elezioni a Bologna in Svulazen

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16 maggio 2011

Rimandati


Alcuni anni fa un Fini già allora tronfio e arrogante, si autocelebrava per la "geniale" intuizione di aver sostenuto un referendum non mi ricordo più se contro il finanziamento ai partiti o per la eliminazione della quota proporzionale nella legge elettorale.
Mentre cantava le lodi a se stesso arrivò il dato finale sulla partecipazione al voto: il referendum era fallito, Fini si era affidato ad exit poll e proiezioni.
Non volendo fare la medesima figura del piffero (sarebbe per me umiliante essere accostato a quel signore) preferisco esprimere degli auspici.
Del resto il più delle volte le previsioni ed i commenti non sono altro che l'espressione dei propri desiderata, senza alcuna base concreta, anche perchè se uno ascolta i propri amici è naturale che nella propria cerchia vi siano per lo più persone in sintonia con lui.
Sembra che la sinistra si confermi a Torino.
Ho già scritto come da tutta la vita non riesca a capire come una persona altrimenti intelligente possa votare a sinistra perdendo ogni raziocinio e dignità personale, ma il caso di Torino mi sembra da analista.
Torino ha perso, gradatamente, terreno e potere in campo finanziario, industriale, politico.
Ciononostante si affida ad un vecchio, perdente nato come Fassino.
Dio solo lo sa, o forse è proprio una punizione divina per colpe che, magari, risalgono alla Torino sabauda ...
A Milano Pisapia sembra in testa.
Capisco che la Moratti ha scontentato molti a Destra: la politica ecologista dei passi, la partecipazione alle manifestazioni del 25 aprile e primo maggio nonostante fosse sistematicamente aggredita dai comunisti, per finire con la scomunica al candidato Roberto Lassini "reo" di aver commissionato manifesti contro la procura.
Ma se la sinistra è il peggio, Pisapia, per la parte politica che rappresenta a sinistra, è il peggio del peggio e se nel Centro Destra si vuole dare una punizione alla Moratti e, magari, accelerare il pensionamento di Berlusconi, per carità di Patria, lo si faccia altrove, ma non a Milano, favorendo uno come Pisapia.
Ma i milanesi, che hanno, poco alla volta, rosicchiato ricchezze e potere ai torinesi, credo si dimostreranno più scaltri dei loro vicini della Mole e al ballottaggio non scherzeranno più con il fuoco.
Napoli.
Altro mistero.
Con quello che hanno combinato Bassolino e Iervolino, la sinistra avrebbe dovuto scomparire dietro una miserabile percentuale da prefisso telefonico, invece i due candidati, assieme, arrivano a superare il cinquanta per cento.
Comunque sarà ballottaggio anche lì.
Bologna, last but non least, la mia Bologna che se costringe il candidato dei poteri forti al ballottaggio mostrerebbe un timido segnale di risveglio e di rinsavimento.
In sostanza dei quattro comuni più importanti, i comunisti conserveranno Torino, dovranno difendersi a Napoli e Bologna, mentre il Centro dovrà difendersi a Milano e potrà attaccare a testa bassa a Napoli e Bologna.
E' tutto rimandato di due settimane.

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15 maggio 2011

La quiete prima della tempesta


Fra meno di ventiquattro ore avremo i risultati del primo turno elettorale per le amministrative 2011.
Occhi puntati su Milano e, in via subordinata tranne che per chi ci vive, su Bologna, Napoli e Torino.
Non so se i risultati saranno già delineati per poterli commentare lunedì sera, sicuramente con le prime proiezioni assisteremo ad uno scoppiettante florilegio di dichiarazioni.
Francamente mi sono sempre chiesto come sia possibile votare a sinistra.
Non li capisco se non in funzione di una volontà di rinunciare a fornire il proprio contributo allo sviluppo della società per approfittare di un malinteso senso del sociale e accapparrarsi benefici, senza pagare dazio, scaricando sul prossimo i costi dei loro consumi e del loro benessere.
Infatti la sinistra è quella che vorrebbe estendere il moloch pubblico a tutto e reagisce istericamente quando si vuole restituire ai privati un minimo di quella libertà che gli stati oppressivi, con le loro tasse, le loro regole, le loro norme, hanno progressivamente sottratto.
Ma la sinistra è anche quella che non tollera le opinioni differenti, tanto da proporre leggi liberticide che impediscono l'uso di simboli, la diffusione di idee, inventano reati di opinione e costringono i singoli in ambiti sempre più angusti, persino nell'uso del vocabolario.
Non paga, la sinistra è quella che vorrebbe accogliere in Italia migliaia di immigrati, regalando loro vitto e alloggio, rinunciando alle proprie tradizioni per non "offenderli", prevedendo per loro persino cittadinanza e voto.
La sinistra è la fazione delle tasse per mantenere le spese di un pubblico sempre più invadente.
La sinistra è quella che vorrebbe legalizzare le droghe (ma solo quelle "leggere" ...) e dare dignità di legge ai capricci degli omosessuali ( e perchè non dei pelati o dei biondi ... ?).
La sinistra è quella che rappresenta il passato, perchè non sa offrire alcun futuro.
La sinistra è quella che è contro l'indipendenza energetica della Nazione.
La sinistra è quella che è prona ai diktat dell'unione europea (e fu un governo di sinistra con Prodi presidente, Ciampi al tesoro e Napolitano all'interno che ci regalò quella enorme fregatura che è l'euro ... !).
La sinistra è quella i cui militanti (una minoranza, per fortuna, ma sena una conducente condanna, se non a parole, della maggioranza) mancando di argomenti usano la violenza contro i nemici, spaccano vetrine delle sedi altrui, ribaltano i banchetti del Centro Destra.
La sinistra è il Male.
Non so se il Centro Destra che abbiamo sia il Bene, ma sicuramente è il Meglio rispetto alla sinistra.
Per questo, anche se in politica nulla è mai definitivo e ad ogni elezioni si azzera il risultato precedente, mi auguro che, ancora una volta, gli Italiani si dimostrino più saggi di quanto non speri la nomenklatura della sinistra.


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14 maggio 2011

Un voto nazionale


Anche se sono chiamati a votare solo un quarto degli elettori e con tutte le peculiarità del voto locale (candidati, sistemi elettorali, esclusione di liste ...) il voto di domani e lunedì assumerà, per tutti gli osservatori, una valenza nazionale.
Se Berlusconi non fosse così superiore ai suoi oppositori, non avrebbe messo la faccia sul voto come ha fatto.
Dopo il fallimento della congiura di Palazzo ordita dai Bersani, Fini, Casini, Vendola, Di Pietro e tutto l'ambaradan della sinistra, con il paterno ma criptato incoraggiamento di Napolitano e la strategia ispirata dai poteri forti, burattinai estero-diretti, il Premier avrebbe potuto dedicarsi a rinforzare la Maggioranza parlamentare per prepararsi al 2013.
Invece Berlusconi non si è accontentato di vincere, ma punta a disperdere i nemici e, così si è messo, di nuovo, coraggiosamente in gioco.
Vedremo se ha fatto bene.
Lunedì sera ascolteremo gli inni alla gioia di tutti, perchè tutti avranno vinto o troveranno motivo per motivare ottimi auspici per il futuro e affermare la giustezza della propria posizione.
Mi sembra, però, che il fulcro di tutto sia Milano, con Bologna, Napoli e Torino a far da contorno.
Ma è a Milano che la sinistra sta portando il nuovo attacco a Berlusconi ed è a Milano che il Premier si è candidato.
Bologna, Napoli e Torino sono in mano alla sinistra (e si vede dalla decadenza di tutte e tre le città !) per cui che vinca l'opposizione (come sarebbe logico nelle elezioni intermedie) non cambierebbe la percezione generale.
Interessante sarebbe se il Centro Destra arrivasse al ballottaggio o addirittura vincesse uno di quei municipi.
Ma anche in quel caso non si potrebbe parlare di "vittoria" o di "sconfitta" senza il risultato di Milano.
A Milano Casini e Fini corrono solo per togliere voti a Berlusconi, porgendo alla sinistra un formidabile assist per il risultato finale.
Dubito, comunque, che al ballottaggio (perchè si andrà al ballottaggio visto che i voti sottratti da casinisti e finioti sono determinanti per raggiungere la maggioranza assoluta come cinque anni fa) gli elettori del finto "terzo polo" si prestino a timbrare il lasciapassare per un candidato estremista come l'avvocato Pisapia.
La Moratti ha mosso una specifica accusa al suo sfidante e tutti gli elementi dicono che, sotto il profilo politico, ha ragione (non credo c'entri molto il formalismo in punta di sentenza o di pandette).
Del resto Pisapia, che non ha fatto ammenda del suo passato compiendo atti di ravvedimento come i vari Ferrara, Pecorella, Bondi, tutti ex comunisti che hanno conquistato la maturità anche politica con la maturità anagrafica, è tuttora schierato con la sinistra estrema, infatti fu sostenuto alle cosiddette "primarie" dalla sinistra più ostinatamente ed ottusamente retrograda, quella di Vendola.
Ma è un voto nazionale per i temi che coinvolgono sì, Milano, ma anche tante altre località piccole e grandi, d'Italia.
Dall'immigrazione e la moschea, alla politica sulle droghe, a quella sui divieti di circolazione, allo sviluppo, all'intervento del pubblico o ad una maggiore libertà del privato.
Per non dimenticare che, nel corso di tutta la campagna elettorale, come nel corso di questi anni, ad esercitare violenza fisica sono stati quelli di sinistra, ribaltando banchetti, spaccando vetrine, aggredendo militanti avversi, e non viceversa.
Per non dimenticare che a dover andare in ospedale per aver ricevuto una statua in faccia è stato Berlusconi e non Bersani.
Come, purtroppo, accade da sempre, ancora una volta non sono le questioni locali ad emergere, ma quelle nazionali e, allora, ancora una volta, è meglio confermare la fiducia a Berlusconi e Bossi, che rivogersi altrove, perchè gli altri, come hanno dimostrato quando per nostra disgrazia ebbero l'opportunità di governare, sono di gran lunga peggio.

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13 maggio 2011

Piccoli Berlusconi crescono


E’ noto che non mi piacciono gli abatini e i dorotei, nè in politica, nè altrove.
Mi piace, invece e mi suscita entusiasmo e fiducia chi restituisce colpo su colpo.
Berlusconi, dopo tanti leaders della dc che porgevano l’altra guancia, ha rappresentato una svolta, talmente imprevista e imprevedibile che la sinistra è totalmente spiazzata e non sa che pesci pigliare, perchè viene ripagata con la stessa moneta che la sinistra stessa usa nei confronti del nemico politico.
E’ quindi con piacere che ascolto e leggo nomi nuovi e talvolta imprevedibili che adottano la medesima tattica, rigettando quel finto buonismo che vorrebbe la sinistra autorizzata a dire e fare qualunque cosa e il Centro Destra costretto a subire.
Ultimo il caso di Letizia Moratti, che non ho esitato a criticare per la sua posizione contro il candidato Lassini autore dei manifesti contro i pubblici ministeri milanesi, ma con la quale idealmente mi sento riconciliato dopo che ha mostrato le unghie nel dibattito televisivo con il suo antagonista proveniente dalla sinistra estrema.
A Milano, come in tante altre parti d’Italia (Bologna, purtroppo, esclusa ... ma, come diceva Boskov, partita finisce quando arbitro fischia !) la sinistra è minoritaria.
L’unica carta che possono giocare è quella dei transfughi, di coloro che hanno preferito seguire Casini e Fini nel rompere con Berlusconi e Bossi, sposando la propaganda antiberlusconiana senza prospettive di governo ma solo per danneggiare il Centro Destra aiutare nei fatti la sinistra, invece di collaborare per rinnovare l’Italia sulla base dell’unico progetto politico e sociale esistente, quello di Centro Destra.
Da più di diciassette anni a sinistra danno per spacciato il Cavaliere, morto il berlusconismo, finita un’epoca, ma la politica italiana non sarà più uguale a prima, anche quando (fra una ventina di anni ...) Berlusconi sarà costretto a lasciare per sopraggiunti limiti di età.
Berlusconi ci sta insegnando a non porgere l’altra guancia, a dare battaglia sempre e comunque, a non avere paura ad esporre le nostre idee, anche se sono in contrasto con l’intellighenzia minoritaria e autoreferenziale di una sinistra avulsa dai reali problemi della Nazione.
Berlusconi vince perchè dice quello che è nella pancia del Popolo e per lo stesso motivo è inviso ai parrucconi, togati e non, che vorrebbero mettere sotto tutela la libertà di opinione in Italia.
Adesso vediamo che piccoli Berlusconi crescono ed è un ottimo auspicio per l’Italia del futuro se anche persone insospettabili come Letizia Moratti scendono a menar fendenti in mezzo all’arena.

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12 maggio 2011

Lega Calcio: torna d’attualità il monologo di Menenio Agrippa

Prendiamoci una pausa dalla politica italiana per parlare di calcio.
Non di quello giocato che ha visto il Milan vincere lo scudetto, ma di quello che rimane dietro le quinte, pur essendo fondamentale per lo sviluppo del nostro movimento calcistico e sportivo.
La Lega Calcio, come noto, si era ulteriormente divisa tra società di serie A e di serie B a causa della spartizione dei diritti televisivi.
E’ indubbio che le cosiddette “grandi” (Milan, Juventus e Inter lo sono per città, patrimonio, tifosi e titoli, qualche dubbio potrei averlo per Roma e Napoli che, assieme, hanno meno titoli del Bologna) raccolgono una massa di tifosi di gran lunga superiore a quella delle altre squadre e questa è la valutazione principe per chi paga, cioè le televisioni, perchè possono a loro volta farsi pagare le inserzioni pubblicitarie tanto più, quanto più sono potenzialmente viste.
Mi sembra che le squadre cosiddette “minori”, che pure rappresentano tradizioni nobili e storiche del calcio italiano (Bologna, Fiorentina, Lazio, Genoa, Sampdoria su tutte) siano comunque essenziali per la riuscita di un campionato ed è fuori luogo l’arroganza di chi, come il rampollo di casa Agnelli, minaccia di uscire dalla Lega per partecipare ad altri campionati.
Tutto sommato li vorrei vedere Agnelli, Moratti, Galliani, De Laurentis e quello nuovo della Roma, andare con il cappello in mano ad elemosinare in giro per l’europa un posto per la loro squadra nei campionati inglese, piuttosto che tedesco, spagnolo o francese.
Il titolo italiano, quello di “Campione d’Italia” che è il più importante in assoluto nel mondo del calcio Tricolore, rimarrebbe ad una delle squadre che giocherebbero il campionato italiano e, forse, il torneo sarebbe di gran lunga più appassionante, equilibrato, senza arbitri condizionati nei giudizi e, probabilmente, anche più economico con ampie possibilità di puntare sul rinnovamento, sul vivaio e senza spendere, come i presidenti ricchi e scemi di una volta, per acquistare mezze cartucce dall’estero, solo per “stare al passo” con i club più danarosi.
Non credo convenga alle”grandi” l’atteggiamento arrogante, come le “piccole” avrebbero sicuramente una “torta” inferiore di diritti.
Torna di attualità il monologo di Menenio Agrippa che abbiamo tutti imparato dai libri delle elementari.
Patrizi e plebei, squadre “grandi” e “piccole”, come le membra di un corpo e lo stomaco.
Se le membra non portano il cibo allo stomaco, muore tutto il corpo.
I patrizi e i plebei di duemilacinquecento anni fa capirono l’antifona e Roma divenne quella potenza mondiale mai più superate.
Il calcio italiano saprà mostrarsi ugualmente saggio ?

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11 maggio 2011

Berlusconi ombelico della politica



Il Premier ne ha combinata un’altra delle sue.
Oltre a dichiarare che a sinistra non si lavano (grave difetto, l'ironia ...) ha osato mettere in evidenza, come del resto da tempo scrivo su questo spazio in Rete, che la costituzione del 1948 è superata, che occorre dare più poteri a chi è eletto dal Popolo e meno a chi vince solo i concorsi o viene eletto da un sinedrio circoscritto e spesso autoreferenziale.
L’assemblearismo che caratterizza la costituzione del 1948, la divisione rigida di poteri che consente di bloccare quello che altri fanno, non fanno bene all’Italia che si trova, sistematicamente, ad inseguire chi, invece, grazie ad una normativa costituzionale più agile, ha rapidità di decisioni e di adattarsi al mutevole scenario mondiale.
Potrei limitarmi a ricordare che la costituzione italiana del 1948 ha 139 articoli contro i 7 articoli della costituzione americana.
La differenza sta tutta nella perversa volontà di indicare specifiche regole amministrative e istituzionali, oltre ai principi ed ai valori che, soli, dovrebbero formare il contenuto di una carta costituzionale.
Berlusconi, ottimista o prudente, non lo so, si propone di modificare la costituzione esistente.
Personalmente credo che troppi sarebbero i rattoppi da apportare e si farebbe meglio ad archiviare la costituzione del 1948 ed a scriverne una nuova di zecca.
Magari con una apposita, ristretta assemblea costituente, eletta dal Popolo con voto proporzionale, i cui componenti, una volta esaurito il compito da espletare in non più di sei mesi dall’insediamento, fossero ineleggibili e incompatibili per ogni incarico pubblico.
Posso immaginare le reazioni pavloviane dell’opposizione ad una simile proposta.
Ad ogni proposta del Premier, infatti, la reazione dei nani politici d’opposizione è sempre uguale.
Non importa quanto siano fondate le esternazioni del Cavaliere, il fatto stesso che promanino da lui le rendono inaccettabili alle loro orecchie.
Così ci teniamo una costituzione superata, un sistema istituzionale fatiscente, formalista, parruccone e tutti i ritardi che ne derivano si trasformano in costi per i cittadini che vogliono essere governati, non subissati di chiacchiere, assemblee, votazioni sul nulla.
Berlusconi ha ragione.
Intorno a Berlusconi, a quello che fa, a quello che dice, gira tutta la politica italiana.
Ma chi gli si oppone non ha neppure il buon senso di riconoscere quanta necessità abbia l’Italia di svecchiare i propri paramenti istituzionali e, così, condanna Berlusconi al massimo sforzo per il minimo risultato e tutti noi a trottare mentre chi è privo di lacci e lacciuoli, corre.

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10 maggio 2011

Il dialogo impossibile con la sinistra


Giustizia, fisco, immigrazione, moralità.
E Libertà.
Sono i punti che, Berlusconi o non Berlusconi, separano nei fatti il Centro Destra dalla sinistra.
Se, infatti, a parole, tutti sembrano affermare i medesimi principi, nella sostanza la loro materiale applicazione è alquanto differente.
La giustizia, come interpretata dalle toghe rosse cui la sinistra non fa mancare il suo sostegno, è uno strumento della politica, finalizzato ad eliminare il nemico politico che è di ostacolo alla realizzazione del proprio sogno di potere.
Per noi del Centro Destra, invece, è l’applicazione pura e semplice delle norme volute dal Popolo, non la loro disapplicazione quando non collimano con le idee dei magistrati chiamati a giudicare.
Sul fisco credo che ogni cittadino italiano sappia che la sinistra al potere aumenterebbe solo imposte e tasse quando non ne inventerebbe di nuove.
La stessa segretaria della cgil, in occasione dello sciopero di venerdì scorso, ha dichiarato che bisogna spostare l’imposizione fiscale dal lavoro alle rendite, in pratica confermando il perverso disegno di tassare i risparmi del Popolo (aumentando le aliquote dal 12,50% al 20 o al 25%).
Pensare a ridurre le spese e con esse le tasse, no eh, troppo rivoluzionariamente liberale !
Sull’immigrazione ugualmente la differenza è tale da rendere subito evidente l’assoluta insanabilità della frattura fra Centro Destra e sinistra.
A sinistra, già con Martelli, poi con la devastante legge Turco-Napolitano, infine con il provvedimento assunto nel 2006 dal ministro di Prodi Ferrero, la linea è univoca: accoglienza, cittadinanza e voto agli immigrati, incuranti dei costi (che vengono addebitati all’Italiano da spremere con le tasse) e delle conseguenze politiche, economiche, morali, sociali, di costume.
La politica del Centro Destra ufficiale, soprattutto dopo la guerra in Libia, non corrisponde certamente alla “pancia” del suo elettorato, ma almeno rappresenta una barriera alla più completa deriva, impedendo, se non altro, cittadinanza e voto.
Analogamente possiamo dire in materia di moralità.
Tutte le grandi civiltà del passato sono crollate quando le virtù che caratterizzavano il popolo, vennero travolte dai vizi di pochi che furono gli esempi deleteri di chi anteponeva l’interesse del particulare, al bene comune.
Così abbiamo avuto un crescendo, anzi una deriva che iniziata con il divorzio e proseguita con l’aborto, ha minato le fondamenta stesse della nostra società tradizionale e del suo pilastro di base: la Famiglia, l’unica che tale sia, composta da un Uomo e da una Donna.
La sinistra vorrebbe continuare su tale strada e ci propone eutanasia e manipolazione genetica (magari sotto mentite spoglie) e la parodia della Famiglia vera, con le “unioni” tra persone dello stesso sesso.
Il Centro Destra, ancorchè timido in molte sue componenti, riesce ancora a “tenere il punto”, difendendo i Valori di sempre.
Vi sono poi altri elementi di differenza ma il tutto può essere riassunto da una bellissima parola: Libertà.
Libertà di Mercato, contro la pretesa della sinistra di interferenza dello stato sulle attività economiche.
Libertà di Pensiero contro la sinistra legislazione dei divieti imposti alle opinioni.
Libertà di Stampa contro la volontà di uniformare al pensiero unico tutto quel che la mente umana produce.
Libertà di Circolazione, contro i divieti imposti alla mobilità privata.
Libertà di Progresso, contro il pauperismo retrogrado di chi ha paura delle novità che farebbero risparmiare e far star meglio il Popolo.
Libertà di essere Proprietari, contro la sinistra delle nazionalizzazioni e delle tasse sui beni privati.
Le differenze, quindi, ci sono indipendentemente da Silvio Berlusconi.
Tocca ai cittadini, tocca al Popolo decidere se preferisce la morte lenta della nostra società sotto una cappa di cupo conformismo, dove tutto viene inquadrato dalla burocrazia di partito, oppure se vuole guardare al futuro con ottimismo, dando il massimo di possibilità al proprio spirito individualista.

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09 maggio 2011

Immigrazione e decadenza morale minano la Civiltà



So che qualcuno mi attribuisce una fissazione per l’epoca Romana, ma sono convinto che dal nostro passato possiamo trarre utili insegnamenti per evitare errori e continuare ad incamminarci verso un futuro di benessere, sicurezza e prosperità.
L’occasione, questa volta, mi è fornita da un articolo del prof. Roberto DE MATTEI docente di Storia della Chiesa e del Cristianesimo all'Università Europea di Roma, nonché Vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sul numero 34-35/2010 di Historica.
L’Autore non scrive nulla di nuovo rispetto a quanto abbiamo potuto leggere e, soprattutto, scrivere in tutti questi anni, ma si esprime in modo molto diretto e chiaro e, come dicevano i Romani, repetita iuvant.
Ecco dunque che vengono spiegati i passaggi a causa dei quali si arrivò al sacco di Roma ed alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente:
Una prima fase di infiltrazione pacifica e graduale, alla spicciolata, nei territori dell'Impero, tra il II e il III secolo, di uomini e gruppi attratti dall'alto tenore di vita di Roma e dalla sua cultura;
una seconda fase, anch'essa pacifica, di stanziamento di interi gruppi barbarici, cioè di immigrazione e di stabile insediamento entro il limes romano, non di individui o gruppi frammentati, ma di popoli interi destinati a divenire uno Stato nello Stato;
una terza fase di grandi migrazioni di popoli all'interno dell'Impero, in forma sia pacifica che guerresca;
infina, a partire dal V secolo, l'ultima fase, quella della violenta irruzione di popolazioni del tutto ostili … Con questa quarta fase tutto il territorio dell'Impero venne ad essere occupato dai barbari.
”.
Non vi sembra la descrizione di quello che sta oggi accadendo in europa ?
Non vi sembra che siamo già pericolosamente tra la seconda e la terza fase ?

L'Autore fa seguire quindi una cruda descrizione del sacco di Roma e delle violenze subite, ma anche una lunga citazione di Salviano di Marsiglia sui comportamenti, come quelli omosessuali, che indebolirono la capacità di resistenza di Roma e dell'Impero, con una accurata descrizione della situazione in un paio di città prese d'assedio dai barbari.
Ricordare come finì il più grande impero della storia è utile e necessario, soprattutto quando si moltiplicano le voci di chi indica negli immigrati una “risorsa” e di chi, in una orgia di relativismo, perde di vista la dirittura morale necessaria a rafforzare le fondamenta di una Civiltà, per inseguire il solo piacere personale, fine a se stesso e senza alcuna prospettiva.


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08 maggio 2011

Napolitano si toglie la maschera



Napolitano non mi è mai piaciuto.
Quando c'era il pci cercava di accreditarsi come "progressista" aderendo a parole alla linea "migliorista" che cercava di arruffianarsi l'elettorato della sinistra moderata e non comunista, ma non ha mai compiuto un vero gesto, almeno di pentimento, per le parole che pronunciò nel 1956 a favore dell'invasione sovietica in Ungheria.
Come ministro dell'interno nel primo governo Prodi fu un autentico fallimento, tanto da essere sostituito, pensate un po', da Rosa Russo Iervolino evidentemente considerata migliore di lui (sarebbe detto tutto !).
Sempre come ministro dell'interno fu l'autore, con la collega pure lei comunista, Livia Turco, di una devastante legge sull'immigrazione che consegnò al governo Berlusconi un problema incancrenito che ancora oggi ci portiamo sulle spalle.
Fu nominato (non si sa bene per quali meriti) senatore a vita e quindi, un parlamento sub iudice per i dubbi sul reale esito delle elezioni del 2006, lo elesse presidente della repubblica.
Diciamo che con simile passato è un degno presidente per questa repubblica.
Da presidente della repubblica fu costretto a sciogliere le camere e, come già capitò a Scalfaro e Ciampi (una nemesi ?) ad incaricare Silvio Berlusconi, vincitore delle elezioni, per la formazione del governo.
Da comunista integrale, però, non si è arreso alla volontà del Popolo.
Ha sperato che i suoi antichi compagni fossero in grado di ribaltare il responso delle urne, anche affidandosi al presidente della camera che, con un pugno di seguaci, pur eletti "per Berlusconi Presidente", hanno tentato, con una congiura di Palazzo, di ribaltare il responso delle urne.
Per un anno il Governo è stato ostacolato e bloccato da una simile, squallida vicenda, ma oggi l'attacco alla volontà del Popolo appare fallito.
Come il peggiore dei suoi predecessori, Napolitano viene preso da incontinenza verbale, a senso unico e "non ci sta".
Non vede la trave che sta nell'occhio dell'opposizione (a cominciare dai comportamenti di chi ancora siede sullo scranno più alto di Montecitorio), ma vede il minimo granello di polvere della Maggioranza.
Fino agli ultimi tre giorni.
Prima scuote il suo partito, come farebbe un qualsiasi esponente del politburo interno, chiedendo, in pratica, di organizzarsi meglio perchè, altrimenti, lui teme di dover ancora consegnare Palazzo Chigi all'odiato Berlusconi.
Poi, accortosi che le sue parole avevano sortito l'ennesimo effetto boomerang, ha puntato l'indice contro la nomina di nove nuovi sottosegretari, scelti tra i cosiddetti "Responsabili" che hanno parzialmente coperto con il loro voto la fuga dei finioti.
E' cambiata la Maggioranza ?
No, la Maggioranza è rimasta la stessa
, anche perchè buona parte dei "Responsabili" furono eletti "per Berlusconi Presidente".
La Maggioranza semmai è migliorata, è diventata politicamente più forte e quel che paventa Napolitano è che riesca ad arrivare a fine legislatura riuscendo persino a governare ed a realizzare quelle riforme che dai comunisti e loro caudatari sono viste come il fumo negli occhi perchè ridurrebbero la loro infestazione nel corpo sano della Nazione Italiana.
Vorrebbe un passaggio parlamentare.
Altre, inutili chiacchiere, finalizzate solo a perdere tempo.
Ancora una volta, Napolitano si dimostra di parte, inadatto ad un ruolo esclusivamente notarile, che dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani.
A me non è mai piaciuto e non l'ho mai considerato il mio presidente.
Adesso credo che, toltosi la maschera istituzionale, aumenteranno quelli, già tanti, che la pensano come me.

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06 maggio 2011

Non tutti i mali vengono per nuocere


L’attacco sferrato dalla sinistra contro Berlusconi ha solo ritardato di un anno il tabellino di marcia del Governo.
Per il resto ha fornito alla Maggioranza l’occasione per una bonifica interna con l’autoesclusione di Fini, la cui presenza, preferita a quella di Storace, fu il motivo principale del mio voto contrario a Berlusconi nel 2008.
Ma la bonifica dai finioti non è stato l’unico aspetto positivo.
Forse per la prima volta in Italia una congiura di Palazzo non ha sortito l’effetto desiderato, nonostante l'appoggio evidente dei potentati economici internazionali.
I congiurati, dopo aver reiterato gli assalti nel tentativo di ottenere alla camera un voto di sfiducia, si stanno ritirando senza gloria e, come si è espresso Vittorio Feltri, con le pive nel sacco.
Adesso i problemi sono a casa loro.
Bersani è sotto scacco e i suoi stessi compagni gli imputano l'ennesimo fallimento del tentativo di defenestrare il Cavaliere (come se loro avessero fatto meglio ...).
Fini ... chi l’ha più visto ? Ha anche tolto il suo nome dal simbolo del suo partito.
Casini si è sbilanciato verso l’opposizione più truce, spaventando i moderati.
Di Pietro è diventato la caricatura di se stesso e, dopo aver scomodato Hitler e Nerone, non sa più come definire l’odiato Premier e schiuma di rabbia impotente ad ogni intervista.
Ma l’aspetto più importante, rivoluzionario per l’Italia, è la dimostrazione che pur con pochi voti (meno di quelli che aveva legittimamente conquistato nelle urne) il Governo può governare nell’interesse della Nazione e dei suoi elettori.
E’ il primo passo che ci condurrà, inevitabilmente, a cambiare la costituzione in vigore, frutto del compromesso post bellico tra comunisti e cattolici e che può funzionare solo con ampi compromessi che significano immobilismo, deficit per una spesa pubblica fuori controllo necessaria per accontentare tutti i commensali e, quindi, inefficienza.
Avremo anche perso un anno per inseguire i solipsismi dei Fini, dei Bersani, dei Casini e dei Di Pietro, ma siamo ancora più vicini ad un cambiamento radicale del modo di far politica in Italia.
Come a dire: non tutti i mali vengono per nuocere.

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