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19 ottobre 2011

Di Pietro rispolvera l’anima da “questurino”

Sorpresa !
Dopo gli scontri di Roma, quello stesso Antonio Di Pietro che pur di suscitare l’indignazione popolare contro il Premier evocava scontri e morti (anche se per “esorcizzarli”) , nonostante l’occhiolino che per anni ha fatto alla sinistra più becera ed estrema, non è riuscito a trattenere il suo animo “questurino” (detto in senso positivo) e ha fatto una proposta da sottoscrivere: una legge Reale bis per poter reprimere le violenze.
La legge Reale (cui fece seguito anche quella Cossiga) era (ed è) una normativa finalizzata all’ordine pubblico che vide la luce nel 1975, nel pieno delle violenze degli anni di piombo.
Era una legge, poi migliorata da Cossiga, che consentiva alle Forze dell’Ordine di prevenire e reprimere con più facilità le manifestazioni violente.
Perquisizioni, fermi preventivi, divieto di indossare copricapi che occultassero l’identità.
Le leggi Reale e Cossiga furono confermate stravincendo due referendum che avrebbero voluto abrogarle.
Poi, passata la tempesta, andò in desuetudine.
Reale e Cossiga furono insultati e minacciati (anche se molto meno di quanto non viene quotidianamente crocefisso Berlusconi).
Personalmente quelle leggi mi portarono a sostenere tre volte l’esame di procedura penale, poiché le prime due volte il docente mi chiese cosa pensavo di tali norme e, avendogli detto che non solo ne pensavo bene ma mi sembravano sin troppo morbide, fui invitato a ripresentarmi.
La terza volta discutemmo di altro.
Non ho cambiato idea.
Buone leggi, ma ci vuole di più.
Ormai, e lo vediamo anche nelle indagini per omicidi “normali” che non vedono mai un colpevole, l’affidamento delle indagini ai magistrati mostra la corda.
E’ ora di restituire alla Polizia la sua piena funzione inquirente e repressiva per garantire i cittadini onesti e le loro proprietà senza che abbia le mani legate da formalismi e da sofismi giuridici.
E’ necessario guardare alla sostanza che richiede anche di reprimere con la durezza necessaria le violenze, con la garanzia di non trovarsi, come è capitato a Poliziotti e Carabinieri al G8 di Genova, imputati e soggetti al giudizio di magistrati con ogni evidenza ostili nei loro confronti.
Queste sono le modifiche necessarie ad una “Reale bis”, non nuovi divieti o nuove pene che, tanto, rischierebbero di non trovare pratica applicazione.

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1 commento:

marshall ha detto...

Onore al merito. E bravo di Pietro, per una volta tanto.