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23 ottobre 2011

Lo stimolo

Sembra quasi il titolo di un film incomprensibile di Bergman o di un giallo-horror di Dario Argento, invece è la moderna chimera italiana e non solo.
Cosa fare per stimolare l'economia ?
Non passa giorno che qualche Solone con il ditino alzato alla Scalfaro non intimi a Berlusconi e al Governo di prendere i provvedimenti per stimolare l'economia.
Una Confindustria sempre meno rappresentativa della vera platea imprenditoriale italiana, dice che “il tempo è scaduto”.
Poiché lo dice da un paio di mesi (se non di più), forse sarà vero o forse aprono bocca solo per dare aria alla scatola cranica, senza neanche tanta fantasia.
L'europa che da mesi non riesce ad accordarsi sul da farsi, ma neppure sulle cause sulle quali incidere, pretende che l'Italia si dia in quattro e quattro otto questo fantomatico piano per lo sviluppo e lo stimolo.
Pretende anche che l'Italia riduca il debito.
Dovremmo in pratica mettere in campo miliardi per lo sviluppo (perchè alcuni deputati non ci stanno a votare provvedimenti che non costino nulla: bisogna spendere, a prescindere) e altrettanti, anzi molti di più, per ridurre il debito.
Ma dove sono questi miliardi ?
Le pensioni “non si toccano”.
Gli “indignati” non vogliono pagare.
I dipendenti pubblici non vogliono rinunciare neppure ai buoni pasto che in molti settori sono il doppio di quelli dei bancari privati che, per quanto le banche non godano buona pubblicità, sono comunque le aziende migliori, almeno in Italia.
I magistrati non vogliono rinunciare a spendere per le loro indagini (un miliardo all'anno solo per le intercettazioni) che peraltro non approdano a nulla.
Le partecipazioni e gli immobili di proprietà più appetitosi e che hanno mercato non si possono vendere perchè “strategici”.
Vorrebbero trovare il coglione disponibile a comprarsi partecipazioni in perdita o immobili pieni di vincoli.
Per fortuna Berlusconi tiene il punto e non è disponibile alla patrimoniale, né pesante, né morbida.
Tutti “battono cassa”.
I trasporti, i ministeri, gli enti locali, le sovrintendenze (come Pompei che crolla ed ha bisogno di soldi: certo, ma non ci sono), gli industriali non ne parliamo: sbavano per una rottamazione neanche fosse miss Italia.
Quel genio incompreso di Bersani annuncia: i soldi bisogna prenderli da chi li ha !
Caspita che cervellone, mi domando come mai sia sempre lì, all'opposizione, mal sopportato persino da molti dei suoi.
Certo “prenderli da chi li ha”: un autentico “esproprio proletario” che a casa mia si chiama rapina, perchè tale sarebbe una patrimoniale, una visita notturna nel mio conto corrente, il ripristino dell'ici sulla prima casa, una imposta “straordinaria” su risparmi o anche un aumento delle imposte dirette.
La “soluzione” di Bersani è indicativa dello scarso rispetto che a sinistra hanno del frutto del lavoro, delle capacità, del merito, preferendo, come è loro costume, l'appartenenza ideologica, le vuote chiacchiere a spese altrui, lo sfruttamento del prossimo.
E' indicativo della cronica incapacità a risolvere i problemi dell'Italia perchè quelli che la pensano come Bersani non hanno il senso della giustizia e della proprietà.
Loro “prendono” dove c'è e non interessa loro se in questo modo sottraggono illegittimamente qualcosa al legittimo proprietario.
E' la mentalità che ci ha portato a questa situazione.
“Qualcuno pagherà”, ma non io.
Ho visto in televisione una tabella indicativa del bilancio del commercio estero.
Al netto della bolletta energetica, abbiamo un saldo attivo di 16 miliardi.
Con la bolletta energetica il saldo diventa passivo per 28 miliardi.
L'energia ci costa quindi 44 miliardi: una intera super manovra.
Ecco, anche io ho trovato dove prendere i soldi.
Addebitiamo la bolletta energetica a quel 56% di Italiani che è andato a votare per il referendum consentendo agli antinucleari di raggiungere il quorum e bloccare lo sviluppo di centrali nucleari, rendendoci schiavi e debitori delle importazioni con una bolletta da 44 miliardi.
Il problema è risolto: trovato “chi paga” per lo stimolo.

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4 commenti:

marshall ha detto...

Per intanto mi soffermo a commentare la foto, che m'ha fatto ricordare il romanzo storico di Domenico Guerrazzi, L'asino, il sogno.
Non ho letto il libro, ma credo sia sulla falsariga del tuo post, anzi, dei tuoi post.

marshall ha detto...

L'ho sentita anch'io parlare quella che neanche fosse una miss . Ma di una che ragiona così, in un momento in cui pare che tutto il mondo occidentale stia andando a rotoli, direbbero che è una povera deficiente. Per non parlare dell'altro, anche lui povero de..., che continua a dire che i soldi bisogna prenderli dove sono. Eggià, come fece Gheddafi che li prese proprio dove c'erano! Infatti, Gheddafi li prese dove c'erano. Ricordo di un collega, rappresentante di carta, a cui il mio principale aveva dato un lavoro urgentemente. Era uno che in Libia era pieno di soldi, che se la passava bene. A lui Gheddafi portò via tutto nel giro di 24 ore. Era insomma uno di quelli che qui da noi si sarebbe detto che era un miliardario: aveva l'esclusiva per tutta l'Africa di un noto prodotto di nicchia. Aveva accumulato parecchi soldi in banca; soldi e villa che, come sappiamo, dovette lasciare gratis al nuovo regime. E' forse questo a cui sogna Bersani?

Le Barricate ha detto...

Io, come sai, sono contro l'energia nucleare, al di là del pensiero dominante della destra. Non credo che il Giappone che aveva sposato la causa del nucleare, se la passi tanto bene. ;)

Massimo ha detto...

Il Giappone è nazione povera, ricca solo del suo lavoro. Se avesse anche una bolletta energetica da 50 miliardi sarebbe sistematicamente in fallimento.