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No alla deriva

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08 giugno 2012

La politica del carciofo degli speculatori


Oggi avrei potuto scrivere di Monti che frigna perché non ha più l’appoggio dei “poteri forti”, dimostrando con ciò tutto quello che in tanti abbiamo sostenuto: la sua nomina trascende il Popolo, è stata studiata a tavolino e, di suo, Monti ha solo una fama derivante dai suoi scritti sempre in linea con i “poteri forti” ma, quando deve confrontarsi con la realtà e agire, manifesta tutta la sua incapacità e debolezza.
Oppure avrei potuto scrivere di Napolitano in visita in Emilia, tra i terremotati, che, ormai, si commuove ogni volta che apre bocca e che comincia a prendersi la sua (meritata) dose di fischi anche se i media sminuiscono o addirittura nascondono la notizia sotto il tappeto.
Credo invece opportuno riprendere il tema dell’euro e dell’europa, della speculazione e delle consorterie finanziarie internazionali che aggrediscono le nazioni per metterle in ginocchio e asservirle alla loro volontà.
Qui ho sempre sostenuto che l’uscita dall’euro sarebbe un bene per tutti, perché consentirebbe di recuperare  Sovranità, Indipendenza e Libertà Nazionale che ora mancano e sono "calpeste e derise".
Ma per limitare, se non annullare, gli effetti negativi sarebbe opportuno che tale scelta venisse assunta, in modo unitario e coordinato, dalle nazioni che sono sotto il tiro della speculazione, a cominciare da Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia.
Perché se l’uscita dell’euro fosse spalmata nel tempo e individuale, allora chi la realizzasse rischierebbe solo danni, esattamente come l’obiezione fiscale (ad esempio contro l’imu) che ha senso ed impedisce la reazione dei gabellieri dello Sceriffo di Beferingham solo se avesse una adesione massiccia e non fosse frutto di una reazione coraggiosa e meritoria, ma solo individuale e senza prospettive.
L’aggressione che oggi si sposta contro la Spagna (riduzione del rating a livello di spazzatura, vendita dei bonos e conseguente aumento dello spread) è quindi solo il secondo passo, la seconda foglia di quel carciofo che gli speculatori internazionali intendono spogliare una alla volta.
La Grecia, fra meno di dieci giorni, sceglierà il suo destino, dopo averla dissanguata con la politica dell’uomo inviato dai poteri forti internazionali.
La Spagna sembra essere la prossima preda, anche perché il nuovo governo di Centro Destra ha, finora, resistito all’offerta di finanziamenti per le sue banche in cambio della loro contabilizzazione a bilancio dello stato che renderebbe la nazione spagnola debitrice insolvente dei potentati europei.
Le scelte antispagnole di questi giorni sono funzionali a destabilizzare un governo che, ancora, cerca di difendere la sovranità nazionale, per realizzare anche a Madrid operazioni come quella di Papademos in Grecia o Monti in Italia.
Dobbiamo prendere atto che i governanti non agiranno mai per liberare Nazioni e Popoli europei dal cappio dell’euro, quindi tocca al Popolo reagire.
Se Grecia e Spagna usciranno, ognuna per conto proprio, dall’euro, pagheranno salata la scelta e il prezzo sarà tanto più alto, quanto più cercheranno di imporre sacrifici per restare dentro l’euro.
L’Italia seguirà inevitabilmente.
L’unica salvezza è in una uscita contemporanea e coordinata di tutte le nazioni bersaglio della speculazione e oggetto delle mire totalitarie delle consorterie finanziarie internazionali.
Siamo ancora in tempo. 





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3 commenti:

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Purtroppo è tempo di espatriare, Massimo:

http://bologna.virgilio.it/primopiano/bologna-pride-2012-parata-figli-omosessuali.html

Johnny88 ha detto...

Lui, che si lamenta dei poteri forti? Ma mi faccia il piacere viscido vampiro. Quanto all'uscita dall'Euro, concordo senza se, senza ma e senza forse. Basta, come recitava lo slogan di Dupont-Aignan alle presidenziali francesi, "L'Euro Tue!" "L'Euro uccide!". Togliersi di torno il cappio di Bruxelles è solo legittima difesa.

Nessie ha detto...

Sarebbe bello se i paesi da te citati sapessero avere un sussulto di dignità comune e uscire dall'eurozona. Ma so che sto sognando, purtroppo la loro classe politica non è all'altezza di queste aspettative.