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No alla deriva

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12 ottobre 2012

Un figlio per due

Un commento un po' più lungo ai fatti del costume e della politica, sarebbe appropriato per almeno due vicende.
La decisione della corte costituzionale di dichiarare illegittimi i prelievi di "solidarietà" nei confronti, tra gli altri, dei magistrati e la vicenda del bambino del padovano che è stato consegnato al padre, dopo ripetute ordinanze del magistrato, solo grazie all'intervento della forza pubblica.
A ben vedere in ambedue le questioni un ruolo determinante e negativo è ritagliato dalla magistratura che, da un lato, si mostra la casta più ... "castosa" di tutte, giudicando se stessa e assolvendosi dall'obbligo di pagare che, invece, viene imposto a tutti gli altri, dall'altro evidentemente non fornisce sufficienti indicazioni per poter eseguire una sentenza presto e bene.
Ma la questione del bambino padovano merita e richiede qualche parola in più.
Ieri abbiamo, credo, tutti ascoltato, più che visto dal momento che un filtro ne impediva la corretta visualizzazione, i momenti in cui la Polizia ha eseguito l'ordinanza del magistrato per l'affidamento al padre.
Credo sia innegabile che la tensione vi sia stata e sia schizzata in alto (anche e soprattutto per il bambino stesso) quando la madre (o la zia ?) del bambino ha messo in atto tutta la sceneggiata con urla, insulti e grida contro le Forze dell'Ordine.
Nel contempo il filmato è stato ripreso dalla zia e, forse, la famiglia materna non aspettava che un casus belli da portare all'attenzione del pubblico per cercare di ribaltare la decisione di affidare al padre il bambino.
Il fatto stesso che il bambino fosse stato affidato al padre, evento rarissimo in queste vicende, dovrebbe far riflettere quanti troppo affrettatamente si sono schierati dalla parte della madre.
Troppo spesso leggiamo infatti di padri calpestati nella loro dignità (e nel loro portafogli) con una giurisprudenza sin troppo favorevole alle madri, cui viene affidato il bambino e poi ingenti somme di mantenimento per lei e per il figlio e financo la casa, lasciando praticamente il padre nella miseria più assoluta e spogliato di tutto.
Qui, eccezionalmente, abbiamo un bambino affidato al padre ma che la madre, con i suoi parenti, si è ostinatamente rifiutata di consegnare e anche nella vicenda ora agli onori delle cronache, si è visto come la resistenza alla consegna inscenata pubblicamente e con modalità da tragedia greca, abbia acuito la tensione, senza alcun riguardo per il conclamato interesse del bambino che, viceversa, avrebbe dovuto dalla madre essere, da subito, consegnato al padre, senza storie se non con i ricorsi previsti dalla legislazione ampiamente garantista se non sbilanciata a favore delle madri.
Non posso inoltre non stigmatizzare il comportamento di certi conduttori di trasmissioni televisive che hanno dato ampio spazio alla madre, riducendo a nulla o quasi le ragioni del padre che, se ha persino ottenuto l'affidamento da parte di un magistrato, vorrà dire che ha argomenti solidi a suo favore.
Possiamo solo immaginare cosa sarebbe accaduto e quanto inchiostro e di quale genere si sarebbe sparso se a trattenere il figlio contro una ordinanza del giudice fosse stato il padre nel rifiutarsi di consegnarlo alla madre.
Probabilmente il padre non avrebbe avuto i riflettori delle interviste televisive, ma quelli di una cella di sicurezza e il coro ad applaudire la Polizia.
Poi è indubbio che le modalità sono state sbagliate, indotte, però, anche dal comportamento ostruzionistico e gridato della madre.
Il magistrato non avrebbe dovuto accettare tutti i rinvii nella consegna del figlio al padre e avrebbe, da subito, dovuto imporla nonostante la resistenza della madre e dei suoi parenti, anche con misure coattive nei loro confronti.
Ma la causa prima di questa come di analoghe vicende è una legge che consentendo il divorzio rende meno importante, meno ponderato, meno stabile il passo del matrimonio, minando alla base l'integrità della Famiglia e l'importanza morale per la stessa società civile di una unione stabile tra un Uomo e una Donna, come purtroppo possiamo vedere dai compiacenti servizi pieni di pettegolezzi su soubrettine che cambiano il proprio fidanzato come se fosse un vestito fuori moda.



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8 commenti:

Nessie ha detto...

Io invece salomonicamente parlando penso che siano entrambi due poveri deficienti. Parlo dei genitori, ovviamente. Il discorso del Padre tagliato fuori che fai è giusto e lo sottoscrivo nelle linee generali. Ma un padre avvocato che ricorre ad una psicologa che si inventa la sindrome di "alienazione parentale" ( e io degli psicologi ne penso tutto il male del mondo), non mi convince. Ma poi perché il bambino verrà messo preventivamente in un istituto?
In ogni caso, penso che anche la madre (che non è una zulù, ma una farmacista) abbia sbagliato ed esasperato i toni creando conflittualità col padre.

Aggiungo l'ipocrisia della carta di Treviso che si preoccupa di velare il bambino, ma non sa tenere a bada episodi di squadrismo poliziesco. La polizia e la magistratura ci hanno fatto una pessima figura e chi ne subirà uno choc è il bambino. In altre parole, mi fanno tutti schifo e sono totalmente dalla parte del piccolo.

Massimo ha detto...

A parte l'ovvia considerazione che noi non conosciamo le carte e quindi commentiamo per sentito dire e letto, è indubbio che se la madre avesse consegnato il bambino da subito, agendo per vie giudiziarie, senza creare il pollaio che abbiamo udito, non ci sarebbe stato nessun intervento della Polizia (che ha solo eseguito degli ordini confrontandosi con una opposizione materiale e non solo verbale dei parenti materni) e, soprattutto, il bambino ne sarebbe stato molto meno traumatizzato (immagino che le urla della madre siano state la cosa peggiore per lui).
Quanto agli psicologi la penso come te da quando hanno tolto l'omosessualità dall'elenco delle malattie. Però è indubbio che se un bambino di 9-10 anni vive in un ambiente in cui madre, zia e nonni parlano malissimo del padre, è ragionevole pensare che ne sia fortemente influenzato contro il padre.
E rimane in tutta la sua drammaticità la leggerezza con la quale ci si sposa confidando in una legge che consente il divorzio con troppa facilità, minando il nucleo fondamentale della nostra società civile: l'unione tra un Uomo e una Donna.

Nessie ha detto...

Purtroppo siamo arrivati ad un livello di cannibalismo e di degenerazione tale, che se ci fosse stato il classico Salomone con la spada per dividere in due il bambino, quei genitori litigherebbero per rivendicarne il pezzo più grande.

Nessie ha detto...

OT: Massimo, ti dispiace cancellare l'ultimo post (L'ultima parola) che è comparso sul tuo blogroll? Si tratta di un mio errore informatico, mi è partito per caso. L'ho eliminato, ma è rimasto da te lì in calce. Ciao

Johnny 88 ha detto...

Mi trovo a metà strada tra voi due. Da un lato son d'accordo con Massimo, ovvero il solo fatto che, cosa assai rara, il bambino sia stato affidato al padre dovrebbe far riflettere. Inoltre il fatto che i parenti materni come prima cosa si siano prodigati di distribuire i filmati ai media è indice di che razza di personaggi siano. Un conto è filmare per denunciare abusi, un altro distribuire il tutto ai media e alla rete dando in pasto al pubblico immagini sconvolgenti di vita privata.
Dall'altro comunque concordo con Nessie, polizia e magistratura hanno fatto una figura pessima e io francamente il figlio non lo affiderei a nessuno dei due genitori i quali mi paiono evidentemente dannosi al bambino. Visto ciò che ne è scaturito e la totale incuria dei due per la privacy e la vita del loro figlio mi sa che è il caso di allontanarlo il prima possibile da entrambe.

Ovviamente come dice Massimo non conosciamo bene le carte e i giudizi sommari si basano sulle ricostruzioni dei giornali, ma da quel che ho letto mi sa che è meglio per il ragazzino l'essere il più lontano possibile da due sciagurati del genere.

Massimo ha detto...

Johnny. Con tutte le cautele del caso ho scritto che il metodo non mi è piaciuto. Ma lo imputo al magistrato che è stato troppo debole in passato costringendo a questa azione di forza. Secondo la stampa, infatti, altre tre volte è stato tentato, con maggiore delicatezza e non a scuola, ma a casa, di consegnare al padre il bambino. Quanto alla equiparazione tra padre e madre, non ci sto. Cosa dovrebbe fare il padre ? Prenderla persa e, quindi, lasciare che, in spregio alla legge, alle ordinanze, alle perizie psicologiche, il figlio continuasse a vivere con la madre e i i parenti materni che abbiamo ben visto di che pasta sono fatti ?

Johnny 88 ha detto...

Massimo concordo con te, ma non del tutto. Concordo col fatto che, se il tribunale è andato in controtendenza affidando il figlio al padre, cosa assai rara, evidentemente ci sono fondati motivi a noi ignoti. D'altro canto però un padre che osserva impassibile mentre il figlio viene trascinato a quel modo non mi sembra un gran padre. A me sembra che il figlio sia semplicemente vittima di due genitori sciagurati che lo stiano usando come randello nella loro "Guerra dei Roses" per cui per quel che mi riguarda, più stanno alla larga da quel bambino entrambe e meglio è per lui. I poliziotti han fatto una pessima figura gettando discredito sull'intero corpo di polizia e lo dico da persona che normalmente sostiene le forze dell'ordine. Concordo quando parli delle provocazioni, probabilmente evidenti, ma è altrettanto evidente che parliamo di un bambino e che agendo come hanno agito ad esser traumatizzato è solo quella povera creatura che ha avuto la disgrazia d'aver due genitori del genere.

Massimo ha detto...

... e che senza divorzio avrebbero dovuto per forza superare i loro problemi reciproci senza mettere di mezzo il bambino ... ;-)