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No alla deriva

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04 dicembre 2012

I contanti sono la nostra Libertà

Ogni mattina (mentre scrivo è ancora in corso) su radio uno c'è una trasmissione di informazione: Prima di tutto.
Ha sostituito l'ansiogena Falcetti di Istruzioni per l'uso e la trasmissione è sicuramente più gradevole.
Svolge servizi e sondaggi.
Questa mattina veniva chiesto agli ascoltatori se fossero favorevoli alla abolizione dei contanti come richiesto da una petizione internazionale.
Già che ci sia una petizione internazionale per sostituire con strumenti tracciabili il contante è aberrante: è lo spionaggio, il controllo, l'intromissione sulla nostra vita estesi a livello mondiale.
Ma che ci siano pure degli Italiani entusiasti dell'abolizione del contante mi porta a pensare che costoro meriterebbero un po' di regime.
Loro, ovviamente, non noi che restiamo convinti che il contante rappresenti la libertà individuale e continuiamo ad usarlo, dovunque sia possibile pagare con tale strumento che non lascia traccia e non consente a Monti e Befera di sapere cosa compriamo, dove e quando.


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8 commenti:

Mirco Romanato ha detto...

La guerra a contanti da parte dei governi è universale:
se non potranno farlo direttamente (imponendo bancomat e carte di credito), lo faranno eliminando il denaro mano a mano che l'inflazione riduce il valore delle monete e delle banconote:
1) Da una parte faranno / stanno facendo sparire le monetine da 1-2 centesimi
2) dall'altro non introducono tagli elevati: negli USA sono fermi ai 100$, in Europa siamo fermi ai 500€ (se si riesce a trovarli).

In questo modo, piano piano riescono a spingere la gente a usare prefernzialmente i pagamenti elettronici.

La soluzione è:
1) monete d'oro
2) monete di argento
3) bitcoin

In particolare i bitcoin sono molto interessanti, in quanto:
1) c'è un limite massimo di unità che possono essere create (21 milioni, per progetto)
2) se ne possono creare solo un certo numero al giorno (e questo numero è definito dal progetto)
3) le transazioni sono garantite dal potere di calcolo della rete stessa (quindi più grossa e la rete che li usa e processa li transazioni, più difficile è spendere due volte lo stesso denaro - già adesso è praticamente impossibile e economicamente controproducente)
4) è possibile trasferire dei bitcoin da un indirizzo ad un'altro della rete indipendentemente dal luogo in cui ci si trova. Se voglio pagare, dall'Italia in Argentina o in India, lo posso fare, e dall'Iran possono mandare bitcoin in Canada. Non c'è bisogno di passare per una banca.
5) Tutte le transazioni e i bilanci sono registrati in rete (P2P - distributed public ledger system) ma non puoi linkare un indirizzo ad una persona (se questa non lo fa personalmente)
6) ci sono sistemi di remix dei bitcoin, quindi anche seguendo le transazioni di ogni singola moneta, che sono pubbliche, c'è modo di rendere un'inferno capire quale indirizzo ha ricevuto che cosa e quando.
7) diversamente da oro e argento o terreni, i bitcoin sono resistenti alla confisca, sequestro, etc. Non c'è nulla di fisico su cui mettere le mani. La password per accedere ad un indirizzo bitcoin e al suo contenuto può essere memorizzata. A quel punto diventa impossibile sequestrare qualche cosa senza il consenso dell'interessato.
8) ci sono in sviluppo applicazioni "intelligenti" dei bitcoin, come contratti, etc.

Fantascienza?

No, già in uso. Manca solo un po' di diffusione tra la popolazione ignorante, che non ne conosce o capisce l'utilità.
Ma esiste Sill Road e la guerra al contante ha anche potenti nemici con conoscenze tecniche e capitale che non vedono l'ora di guadagnare dalla situazione.

Nessie ha detto...

Culatello da Bettola ha detto chiaro e tondo che loro toglieranno il contante a favore della moneta elettronica. Per rafforzare la sua tesi ha pure detto che se ne frega di sentirsi dare del "comunista", perché intanto all'estero già i pagamenti sono tutti senza contanti. La moneta elettronica è "comunista" da DDR, e se anche all'estero (ovvero negli stati dell'EURSS) l'adottano si vede che quel modello è diventato così popolare da essere adottato comunemente. Putroppo.

Massimo ha detto...

Non sono in grado di valutare la soluzione sostenuta dal signor Romanato, ma pubblico il commento per poter farla conoscere. Personalmente ritengo sempre che la soluzione sia quella più semplice. Libertà di contanti, senza limiti al loro uso e detenzione.

Mirco Romanato ha detto...

Grazie per l'ospitalità.
Per completare le informazioni:

http://bitcoin.org/
http://en.wikipedia.org/wiki/Bitcoin
https://it.bitcoin.it/wiki/Pagina_principale
https://bitcointalk.org/index.php?board=28.0 (forum in Italiano)

http://en.wikipedia.org/wiki/Silk_Road_(anonymous_marketplace)

Mirco Romanato ha detto...

"Personalmente ritengo sempre che la soluzione sia quella più semplice. Libertà di contanti, senza limiti al loro uso e detenzione."

Anche a me parrebbe la soluzione più semplice, ma a pensarci bene è solo un pio desiderio che lo stato si comporti bene.

Preferisco un sistema in cui lo stato non può interferire, che gli piaccia o meno.

Il motivo è che la valuta usata viene decisa dallo stato (in questo caso l'Euro). Se io volessi usare $, Yen, monete d'oro o d'argento, lo stato me lo vieta in un modo o nell'altro. Non c'è una competizione tra monete per il consumatore, ma un monopolio statale imposto con la violenza.

Se lo stato può impormi la valuta da usare, allora può impormi anche come usarla. La valuta non è più mia ma sua.

Per questo bisogna eliminare il monopolio della moneta da parte dello stato e lasciare che anche i privati possano competere producendo valute e monete che possono circolare ed essere usate liberamente. Una moneta d'oro, d'argento o di rame vale nello stesso modo sia che sia stata coniata da me, dallo stato italiano o dalla zecca cinese. Per il semplice motivo che il suo valore di base è dovuto al metallo contenuto, non a chi l'ha fatta.

Similmente, per i bitcoin, c'è un costo per produrli (HW, elettricità, tempo) e la matematica garantisce che non possano essere prodotti al di fuori delle specifiche. IMHO, il suo valore come mezzo di pagamento è superiore all'oro (perché non posso pagare in oro direttamente a distanza e non può essere sequestrato). L'oro resta superiore, sempre IMHO, come riserva di potere di acquisto nel lungo periodo.

Massimo ha detto...

Come per il SIMEC (credo si chiamasse così) del prof. Auriti vedo uan difficile attuazione. Comunque è un segno positivo che si cerchino alternative alla dittatura dello stato, anche nella creazione della moneta.

Mirco Romanato ha detto...

Interessante questa cosa del SIMEC e di Auriti.

Al contrario, l'attuazione è abbastanza semplice: un negozio può iniziare a farsi pagare in bitcoin in circa 15 minuti (un tablet Android + internet + setup software). Può far convertire immediatamente i bitcoin in valuta da un exchanger professionale (ce ne sono un po') e farsi accreditare le somme sul suo conto bancario. Il problema, per ora, è la diffusione dell'uso e come procurarseli.

Ma i danni che stanno facendo alle monete fiat i governi sono tali che in molti luoghi cominciano a usarli: Argentina è un esempio, Iran un'altro, ma anche a Berlino ci sono locali che cominciano ad accettarli e pure a Helsinki.

http://bitcoincharts.com/
https://localbitcoins.com/
http://www.weusecoins.com/

e se si vuole comprare dell'oro/argento:
http://coinabul.com/

comunque, quello che IMHO sta facendo crescere l'adozione dei bitcoin è Silk Road (direttamente e indirettamente). Un sistema per trasferire valore in modo facile, sicuro, veloce, privato, fa gola a chi vuole stare sotto il radar.

Un passo importante è stata l'adozione da part di WordPress.com (il mese scorso) dei pagamenti in bitcoin per ottenere i suoi servizi anche da paesi nella blacklist di VISA/AmExpress/PayPal/etc.

Massimo ha detto...

Personalmente guardo con simpatia a tutto ciò che potrebbe limitare il Moloch stato ed allontanarlo dalle nostre vite e dalle nostre tasche ...