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07 luglio 2015

La Merkel crede di essere Salomè



La vittoria dei "no" al referendum greco, ben oltre ogni più ottimistica previsione, è uno schiaffo per la Merkel e per tutto il Politburo europeo.
In particolare la cancelliera tedesca sembra averla presa male e, come Salomè ottenne da Erode Antipa la testa di Giovanni Battista, così la cara Anghela di Renzi ha ottenuto la testa del ministro delle finanze greco Varoufakis.
Non credo che la Merkel abbia danzato per Tsipras (avrebbe solo ottenuto l'effetto contrario ...) ma che il ministro la cui politica finanziaria ha ottenuto una schiacciante vittoria popolare, sia costretto a dimettersi per consentire al suo governo di intavolare trattative senza ostracismi personali, la dice molto, ma molto lunga sul travisamento del concetto di democrazia esistente nell'unione sovietica europea.
La Merkel e i suoi sottopancia dai roboanti (e ben remunerati) incarichi trattano il prossimo come sudditi e male ha fatto la Grecia ad accettare il diktat che ha costretto Varoufakis alle dimissioni.
Tu Merkel tratti con il rappresentante del popolo greco (o italiano o spagnolo o ungherese) senza permetterti di imporne la sostituzione.
Detto questo è evidente che Tsipras adesso mostra la paura di chi ha osato troppo, pur uscendone vittorioso.
Vuole trattare, vuole un accordo, vuole presentarsi al suo popolo con qualcosa in mano.
Dall'altra parte la logica vorrebbe che gli si consentisse di salvare la faccia con un accordo che tenga la Grecia in condizioni di semischiavitù, ma con qualche piccolo regalino perchè non scoppi la rivolta, quella vera e non solo quella nelle urne.
A noi, che non siamo Greci, interessa invece l'effetto politico della ribellione alla Merkel ed al suo Politburo.
Interessa la preoccupazione dell'America spuria dell'amministrazione Obama e interessano le prospettive che si possono aprire per il nostro futuro.
Non sono sicuro che in Italia un referendum similare, sull'euro come chiedono Salvini e Grillo, possa ottenere lo stesso successo.
Siamo la patria del "tengo famiglia", dei mammoni in s.p.e. e come si è già visto con il ribaltone contro Berlusconi nel 2011, ci sono troppi, anche tra le cariche istituzionali, che invece di perseguire l'interesse dell'Italia e degli Italiani, sono proni ai voleri delle consorterie finanziarie europee incarnate dalla Merkel e dal Politburo di Bruxelles.
Ciononostante credo si debba provare ad ottenere un voto, generalizzato in tutta la unione.
Un voto che ci consenta di decidere, sia pur con quindici anni di ritardo, se vogliamo la moneta da sudditi (l'euro) o se vogliamo la moneta degli Uomini Liberi (la Lira).




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1 commento:

Nessie ha detto...

Non sono sicura nemmeno io che l'Italia otterrebbe la stessa schiacciante vittoria della Grecia. Anche perché le consorterie oligarchiche (per ora) lasciano ancora un po' di polpa attaccata all'osso dei bocconi che gettano sotto il tavolo agli italiani.

Le contraddizioni tra Obama e la Merkel circa la Grecia e come ci si deve comportare, sono solo il solito trucchetto del poliziotto buono e del poliziotto cattivo.

E' evidente che se la pecora si deve tosare ancora, non può essere macellata.