Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

30 novembre 2017

Tra la vita e la morte, scelgo la vita


I severi censori delle fake news hanno in coro dileggiato Salvini, chiosando una sua dichiarazione.
I titoli dei giornali radio di ieri e di martedì, riportavano una dichiarazione di Salvini presentata così: Salvini ha detto mi occupo dei vivi e non dei morti.
Era riferito alla legge ipocritamente chiamata sul fine vita (ma che è eutanasia) che i cattocomunisti vorrebbero approvare prima della fine della legislatura in accoppiata (mortale) con lo ius soli per gli immigrati.
Immediate le reazioni: vergogna !
Abbia rispetto di chi soffre !
Però, qualche giornale radio ha trasmesso la voce di Salvini che non ha proprio detto così, bensì: io vorrei un parlamento che si occupasse della buona vita e non della buona morte.
Sostanzialmente differente.
Salvini (e io con lui) sostiene che un parlamento deve legiferare per migliorare la qualità della vita e questo comprende anche chi è malato, al quale non si deve concedere la facoltà di togliersi o farsi togliere la vita con una legge, bensì fornirgli tutti gli aiuti necessari a vivere al meglio possibile, senza dolore, anche nelle sue condizioni.
Purtroppo si è diffusa l'erronea opinione per cui divorzio, aborto, eutanasia, omosessualità, ius soli, siano diritti, quando invece sono autentiche armi non solo morali ma anche materiali (come l'invasione degli immigrati) usate contro la nostra Gente.
Non credo sia un caso che a sostenere quei "diritti" siano sempre gli stessi, cioè tutti coloro che hanno in massimo disprezzo il concetto di Patria, Nazione e Popolo e siano invece succubi delle mode esterofile (da ultimo persino il "black friday" che ci ha ammorbato gli ultimi dieci giorni con numerose comunicazioni in posta elettronica, pubblicità radio televisiva e persino sms).
Il tutto finalizzato a distruggere le Radici e la Tradizione di un Popolo, per trasformarlo in nomade, senza Storia, senza Identità, senza Patria.
Scegliere la Vita anzichè la morte è solo un tassello in una battaglia di Civiltà molto più grande necessaria a conservare la nostra Identità e Integrità di Popolo, di Patria, di Nazione.




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29 novembre 2017

Se devi dire una bugia, dilla grossa


Sì, è il titolo di una celebre commedia di G&G che io vidi nell'interpretazione di Johnny Dorelli, Gloria Guida, Paola Quattrini e, credo, Riccardo Garrone che interpretava un parlamentare socialista che desiderava passare un paio d'ore in privato con Gloria Guida (come dargli torto !) e convinceva il suo segretario impacciato e timido (Dorelli) ad organizzare il tutto.
Per convincerlo, ad un certo punto, gli dice: se devi dire una bugia, dilla grossa, vecchio motto socialista.
Il titolo della commedia mi è subito venuto alla mente ascoltando Renzi con le sue fake news.
Ora, è ovvio che io non so come stiano esattamente le cose, però sottopongo alla riflessione come, da un po' di tempo, Renzi andasse blaterando su una presunta disinformazione (che lui chiama fake news) da parte di Lega e grillini.
All'improvviso, alla vigilia del suo spettacolino alla Leopolda, esce il New York Times con il "pericolo fake news" nella campagna elettorale italiana.
Renzi ne fa il punto centrale del suo intervento rilanciato dai media servi.
Si viene poi a sapere che a redigere lo studio utilizzato dal NYT è un tizio che ha lavorato/è in amicizia con un tal Carrai amico di Renzi e che questo voleva ai servizi di informazione.
Bene, riflettiamoci con calma.
La gallina che canta ha fatto l'uovo.
Se devi dire una bugia, dilla grossa.




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28 novembre 2017

Se non è zuppa è pan bagnato


Vorrei tranquillizzare Nessie e quanti, con lei, possano avere il sospetto (infondato) di una mia simpatia verso i grillini.
Neanche un po'.
Di Maio con la sua Osce è uguale a Renzi con le sue fake news.
Anche il loro curriculum lavorativo è uguale: uno zero assoluto.
Entrambi hanno trovato da sbarcare il lunario ottimamente con la politica.
L'unica differenza è che (per ora) Renzi è il cocco delle consorterie affaristico finanziarie internazionali, mentre Di Maio è visto da quelle stesse consorterie come una possibile minaccia (non lui personalmente ma chi ne muove i fili, ovviamente).
Credo che anche il grillino più incallito non voti Di Maio per le sue (sconosciute e comunque finora non emerse) doti politiche, culturali, organizzative, ma solo e soltanto in odio al regime.
Non interessa che i grillini stiano dimostrando di non essere all'altezza neppure di un condominio.
Importa che riescano a fare tabula rasa del pregresso.
La differenza tra i cattocomunisti di Renzi e compagni e i grillini è tutta qui.
Da un lato la continuità con Monti, Letta, Renzi e Gentiloni chiunque si metta al loro posto, che si chiami Franceschini o Minniti, dall'altro la distruzione dopo la quale ricostruire.
Allora il compito del Centro Destra non è dire che i grillini sono peggio dei comunisti del 1994, bensì dire che sono uguali e proporsi come i distruttori dell'esistente ma offrendo una alternativa di governo già collaudata come dimostrano Maroni e Zaia.




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27 novembre 2017

Non dimentichiamocene


I tempi moderni non lasciano molto tempo per riflettere e soffermarsi sulle dichiarazioni, le promesse, le sparate che questo o quel personaggio pubblico sforna a ritmo incalzante, probabilmente per far dimenticare con l'esternazione di oggi la fesserie di ieri.
Credo invece che sia bene ricordarsi di quel che dicono e, a seguire, offro una breve carrellata di sciocchezze, da non dimenticare quando voteremo.

MINNITTI. Il ministro degli interni che non è riuscito a prendere Igor il russo e non riesce a fermare il flusso degli invasori, è tornato su un terreno sicuro: la Mafia.
Così ha pensato bene di proporre un patto tra tutti i partiti per rifiutare i voti della Mafia.
Ma quali sono i voti della Mafia ?
Chi decide che quello è un voto della Mafia e l'altro no ?
Ma, soprattutto, come si fa a rifiutare il voto, che è segreto, di liberi cittadini che hanno la pienezza dei loro diritti politici ?

ALFANO. Andremo con il pci/pds/ds/pd o da soli, sicuramente non andremo con il Centro Destra. Patetico. Salvini e Berlusconi gli hanno già sbattuto la porta in faccia e, se non fosse che Alfano somiglia più ad un coniglio, sarebbe da tirare in ballo Fedro, con la sua volpe e l'uva.

RENZI. Attenzione alle fake news. Ma cosa sono le fake news ? Sono informazioni sballate, frottole raccontate a valanga, come una macchinetta. Possono vincere solo imbavagliando chi rappresenta opinioni e idee che smascherano le loro frottole e allora ecco che tirano in ballo le fake news. Puntualmente il pci/pds/ds/pd, che non dimentica il suo dna cattocomunista, annuncia di aver pronta una proposta di legge per imbavagliare il prossimo.

BERLUSCONI. Il nemico principale è il movimento cinque stelle, più dei comunisti nel 1994. Sbaglia, il nemico resta sempre la sinistra con o senza Renzi. Ahi, ahi, ahi! Cresce il sospetto di inciucio. 

BERGOGLIO. Non può mancare. Direi anzi che anche per la scorsa settimana spetti a lui il primo posto. Istigare la paura degli immigrati fomenterebbe il razzismo, secondo il gesuita, fine pensatore. Peccato che sia lui a fomentare il razzismo con le sue esternazioni che danneggiano gli Italiani. Mi domando che ci facciano ancora nella chiesa cattolica tante brave persone, anche di mia conoscenza, che non condividono certo simili baggianate.

Alla prossima e non dimentichiamocene !



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26 novembre 2017

I predoni delle tasse


Venerdì mattina, quella che era la miglior trasmissione radiofonica di informazione, Radio anch'io, è scaduta a livello del bollettino della cellula pci/pds/ds/pd.
Due gli argomenti in scaletta: l'introduzione (a spese nostre) del cosiddetto "reddito di inclusione" e la marchetta (sempre a spese nostre con l'utilizzo dei mezzi della radio pubblica) alle femministe.
Intervenuti: una grillina che ha depositato un progetto ancor più costoso (ovviamente con soldi pubblici, cioè nostri) per elargire denaro a destra e a manca (soprattutto a manca) e un professore responsabile in parte del ridetto reddito di inclusione.
Poi Poletti, ministro del lavoro di Renzi ereditato da Gentiloni, lo stesso Renzi e quindi la Boldrini.
Alla faccia della par condicio (di cui adesso che sono al governo non si sente più parlare) non sono stati segnalati interventi in contraddittorio.
Un coro unanime di "dobbiamo fare di più", ma nessuno che abbia detto dove trovare i soldi per tutti i loro costosi progetti.
Con un debito pubblico a 2300 miliardi di euro, spiace dover dar ragione agli gnomi europei che ci vogliono imporre di ridurlo (certamente non con le tasse che suggeriscono loro, però).
Renzi, Poletti, la Boldrini, grillini e cattocomunisti vari sono partiti all'assalto della diligenza per renderci tutti uguali: in basso.
Il reddito di inclusione è una sòla tremenda, un costo pagato da tutta la comunità senza alcun ritorno produttivo.
Come per tutto ciò che tocca lo stato, Mida al contrario.
Ridurre le tasse per ridurre la spesa pubblica e costringere lo stato ad allontanarsi dalla nostra vita e dalle nostre tasche, è la soluzione.
Avrebbero dovuto ospitare anche chi non la pensa come loro, così come dovrebbero ospitare esponenti di Casapound e di Forza Nuova almeno quando si parla di loro e gli scienziati che non si riconoscono nella vulgata ecoambientalista della catastrofe imminente che come il "partiam" delle opere liriche ("partiam partiam" e restano sempre lì) non arriva mai.
Preferiscono invece parlarsi addosso tra di loro, al sicuro dietro la radio pubblica, mantenuta con i nostri soldi depredati da un sistema fiscale violento e che ci porta tutti alla rovina.




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25 novembre 2017

Popolo, Patria e Nazione


Nella frazione di un paese in provincia di Bologna, era stata organizzata una Festa d'Autunno con lo scopo di raccogliere fondi per aiutare un ospedale che cura bambini.
Sono insorte le organizzazioni antifasciste e le "istituzioni" riuscendo ad impedirne il regolare svolgimento.
Gli stessi che entrano in crisi epilettica quando si parla dei bambini immigrati e ci accusano di essere insensibili, si dimostrano, nei fatti, totalmente crudeli e insensibili verso i bambini italiani (e non) solo perchè la raccolta di fondi seguiva una Festa organizzata da movimenti vicini a Forza Nuova.
Questo ultimo, solo temporale, disgustoso episodio, segue di poco la crocifissione di un ragazzo che ha avuto il "torto" di esultare "alla Di Canio" dopo un goal.
Quel poveraccio adesso è sotto processo dalla Federazione Calcio (che dovrebbe avere ben altre e più serie preoccupazioni !) ed è stato persino denunciato alla procura della repubblica per apologia di Fascismo, oltre ad essere stato immediatamente messo fuori squadra.
Il tutto dopo una canea ripugnante tra chi vuole impedire i gadget che richiamino il Ventennio e chi vuole addirittura abbattere le opere realizzate in quel periodo.
Insomma una offensiva che vorrebbe cancellare, con ogni mezzo, come nel 1984 di Orwell ogni ricordo del Fascismo.
Perchè questo accanimento a più di 70 anni dalla fine del Fascsimo e della guerra ?
Perchè hanno così paura delle Idee, dei Valori, delle Opinioni che possono richiamarsi a quel periodo ?
Parlare di stolidità comunista sarebbe semplicistico e porterebbe a sottovalutare il problema che impedisce all'Italia di superare le scorie di una guerra civile e ne limita le capacità produttive e di intervento come grande potenza nel mondo.
Io credo che sia voluta questa opera di cancellazione non per una scelta ideologica partitica, ma per portare a compimento un genocidio etnico, contro gli Italiani.
Il Fascismo fu l'ultimo periodo in cui l'Italia ebbe consapevolezza del suo Passato, della sua Storia, delle sue Tradizioni e cercò di tramutarla in concreta presenza nello scacchiere mondiale.
Con il Fascismo l'Italia raggiunse l'apice della sua partecipazione al tavolo delle grandi potenze, realizzando anche quell'Impero che altri, molto prima, erano riusciti a conquistare e che oggi sfruttano per conservare un ruolo che i numeri dell'economia e gli equilibri del nuovo globalismo porterebbero a negare.
Oggi noi siamo sotto attacco.
Le invasioni favorite dalle consorterie internazionali, dalla sinistra, dalla chiesa cattolica di Bergoglio e Galantino, hanno come obiettivo la sostituzione di una intera etnia (la nostra) con un nuovo prodotto che sarebbe il risultato dell'invasioni di popolazioni africane, asiatiche e sud americane che inevitabilmente si incrocerebbero con noi Italiani, dando vita ad un meticciato senza Radici, senza Tradizioni, senza Identità, senza Storia.
Un humus ideale per promuovere ogni sorta di esperimento di governo internazionalista tante volte ipotizzato dalla fantascienza distopica.
Ma per raggiungere tale obiettivo devono estirpare ogni riferimento alla Nazione, alla Patria, alla coscienza di essere un Popolo, una Gente "una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor".
Oggi i principali Custodi dell'Amor Patrio sono i movimenti di Destra, che non sono solo Forza Nuova e Casapound, ma anche Fratelli d'Italia e la nuova Lega di Salvini, oltre a buona parte se non della dirigenza, almeno dell'elettorato di Forza Italia.
Prendono di mira i cosiddetti "Fascisti" perchè sono l'anello debole della catena, poi colpiranno Lega e Fratelli d'Italia.
Per questo dobbiamo tutti reagire e grazie alle iniziative come il "presidio antifascista" di Budrio, viene legittimata ogni tipologia di reazione.
Smettiamola di dividerci, facendo il gioco delle Boldrin, dei Bergoglio, dei Renzi.
Uniti possiamo recuperare quel senso di Comunità, quelle ragioni di stare insieme come Popolo, come Nazione, come Patria.
Esattamente tutto ciò che è inviso agli gnomi internazionalisti.
E se è inviso a loro, allora è cosa buona e giusta.




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24 novembre 2017

Al voto al più presto


Se avessimo dei politici seri, una volta approvata la legge di bilancio si occuperebbero solo dell'ordinaria amministrazione, mentre Mattarella, sciogliendo le camere, fisserebbe un giorno, a metà febbraio, per il voto.
Poichè i nostri politici devono rispondere alle varie clientele elettorali, ecco che mettono in cantiere la commissione sulle banche, la legge sul cosiddetto fine vita (eutanasia mascherata) e quella aberrante sullo ius soli.
Nel contempo, pur avendo davanti ad un parlamento in scadenza ma in realtà abbondantemente scadente da anni e un governo che si regge sui voltagabbana, i sindacati pretendono l'apertura di ulteriori capitoli di spesa.
Si distingue in ciò la cgil che, da sempre, crede e illude di fare gli interessi dei lavoratori, ma in realtà è quella che provoca il maggior danno con la produttività persa con gli scioperi.
Occorre votare presto, votare subito.
E occorre che si dia forza al Centro Destra, non perchè sia perfetto e neppure perchè sia il migliore, ma solo perchè è il meno peggio.
Niente ius soli, niente eutanasia e una commissione banche che faccia luce sulle interferenze politiche nel Monte dei Paschi e in Etruria.
Se, poi, si arrivasse ad uno stallo a causa di una legge elettorale che favorisce la mancanza di un vincitore, allora meglio non avere un governo che avere al governo i Renzi o i Di Maio.




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23 novembre 2017

I due volponi


Non mi piace.
Ho letto che Renzi auspica che venga restituita l'eleggibilità a Berlusconi (e questo sarebbe sacrosanto) per sfidarlo a singolar tenzone in un collegio uninominale alle prossime elezioni.
E questo non mi piace.
Sembra che i due stiano facendo un giochetto in sintonia, accreditandosi l'un l'altro come leaders dei rispettivi schieramenti.
Perchè a che altro servirebbe una sfida diretta in un collegio (a parte il fatto che la vedo difficile sceglier un collegio che possa andare bene ad entrambi) ?
Renzi, così facendo, benedice Berlusconi come leader di tutto il Centro Destra, con un sottile invito a votarlo perchè all'elettore di Centro Destra viene da pensare che se Renzi sfida il Cav, allora è il Cav il suo principale oppositore.
Analogamente, le continue uscite di Berlusconi un po' apparentemente contro, un po' a difesa di Renzi, sembrano avallare l'analogo comportamento teso ad accreditarlo come il suo oppositore.
E' un gioco che ci porta alla rovina, all'inciucio, all'accordo nel dopo voto, quell'accordo che le due basi elettorali non vogliono e che hanno un modo solo per scongiurarlo: a sinistra non votare per il pci/pds/ds/pd e nel Centro Destra non votare Forza Italia.
Poi, se nel mio collegio si dovessero fronteggiare Renzi e Berlusconi, sarei anche costretto a votare il candidato grillino (a meno che non sia quel Di Maio che non finisce di stupire per il vuoto cosmico della sua "proposta") o, sperabilmente, a trovare un candidato di Casapound o di Forza Nuova con il quale mettere in frigorifero il mio voto.




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22 novembre 2017

Mani rosse sulla Federcalcio


L'estromissione dalla fase finale in Russia di calcio, ha scatenato i mai appagati appetiti della sinistra, sempre pronta ad occupare poltrone.
Con la Federcalcio ci aveva provato nel 2006, con la scusa dello scandalo che ha sottratto due scudetti alla Juventus e con la nomina di Rossi a commissario.
Tavecchio, come fece nel 1994 Berlusconi con Ochetto, ruppe loro però il gioco e divenne presidente.
La sinistra, così, gliel'ha giurata e alla prima occasione non manca di punirlo.
L'occasione è l'eliminazione dai campionati del mondo.
Tavecchio, accerchiato e tradito, si è dimesso.
Oggi il coni presieduto da chi Tavecchio non ha mai sopportato cercherà di commissariare la Federazione più importante dello sport italiano.
A difenderla resteranno pochi dirigenti, statuto alla mano.
Ma i veri giochi si apriranno dopo, con l'avvio della procedura per l'elezione del nuovo Consiglio e del Presidente.
E mentre ci sarà chi vorrà esclusivamente sottrarre risorse al calcio, la sinistra politica porterà un nuovo attacco per occupare quella presidenza cui ambisce da anni e che non riesce mai a raggiungere se non con iniziative giudiziarie.
Come alle ultime elezioni, stravinte da Tavecchio, si fa il nome di Veltroni.
Sembra che colui che avrebbe dovuto recarsi in Africa al termine della sua stagione politica, riesca invece ad infilarsi ovunque come prezzemolo.
Del resto è noto che chi non sa fare nulla, può occuparsi di tutto.
Può fare politica, il ministro, il segretario di partito, il sindaco, poi può scrivere romanzi, sceneggiature e poi fare il regista, quindi perchè non potrebbe fare il presidente della Federazione Calcio.
L'importante, per la sinistra, è che su quella poltrona sieda uno dei loro, poi che abbia meriti o non sappia dove mettere le mani, è del tutto secondario.



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21 novembre 2017

La lezione di Ostia


Ostia non è l'Italia e non è neppure un comune (come dovrebbe essere).
Il voto di domenica, però, ci propone alcuni insegnamenti.
Intanto la indifferenza dei cittadini alla capacità di amministrare di questo o quello.
La Raggi non mi sembra faccia granchè, ma più della sua incapacità, conta la propaganda con i grillini che, ancora, possono vantare una loro "diversità".
Gli elettorati di Centro Destra e di sinistra sono l'un contro l'altro armati.
A Torino e a Roma lo scorso anno furono gli elettori di Centro Destra a dare la vittoria alle grilline, mentre ad Ostia è stato l'elettorato di sinistra a votare la grillina.
In odio al Centro Destra ad Ostia, in odio alla sinistra a Torino e Roma.
Insomma, non ci possiamo sopportare e pur di vedere il nemico di sempre sconfitto, votiamo anche chi sappiamo incapace di ben amministrare.
Ne tenga conto Berlusconi per evitare che la sua simpatia verso Renzi lo porti alla rovinca di un'alleanza con gente con la quale noi, il suo elettorato, non vogliamo avere nulla a che fare.
Infine il Centro Destra non può, non deve permettersi di lasciare indietro i movimenti Identitari come Casapound o Forza Nuova.
Hanno pieno diritto di cittadinanza - e non solo di tribuna - nella Coalizione e male ha fatto la Picca, con tono ... piccato (scusate, non riesco a trattenerlo 😈 ) a dire, a caldo, che la grillina ha ottenuto i voti del clan Spada e di Casapound, come se ci fosse qualcosa di vergognoso nei voti di Casapound (e, tutto sommato, anche nei voti del clan Spada, perchè se votano vuol dire che sono cittadini con pieni e pari diritti e non può essere la Picca, come non può essere la Bindi a dire che non vanno bene).
Imparare da Ostia, può aiutarci a vincere le elezioni importanti, quelle politiche.



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20 novembre 2017

La verità fa male


Dopo una settimana di riflessione il ministro Padoan dichiara che è intollerabile che il commissario europeo Katainen inviti lui e il governo di cui fa parte a dire la verità agli Italiani sui conti pubblici.
Non dice che quello che afferma Katainen sia falso, perchè il nostro debito pubblico è davanti a tutti noi (e probabilmente maggiore di quello che dicono i numeri ufficiali).
Semplicemente è intollerabile che si inviti il governo a dire la verità.
Almeno fino alle elezioni.
La verità fa male, cantava Caterina Caselli, soprattutto nelle urne.



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19 novembre 2017

Guide del tramonto *


La Bindi, dall'alto del suo scranno di presidentessa della commissione antimafia, si è sentita in obbligo di illuminarci con il suo parere sulla morte di Riina: la sua fine non significa la fine della mafia.
Eh già, come potrebbero diversamente fare romanzieri, sceneggiatori televisivi, cinematografari e presidenti di commissione se la mafia diventasse criminalità organizzata, l'eterno gioco tra guardie e ladri, tra onesti e disonesti, che c'è sempre stato e sempre ci sarà in tutto il mondo e non solo in Italia ?

Bergoglio continua a parlare a raffica.
L'ultima (o penultima) è la condanna della "perversione" del negazionismo sulle cosiddette mutazioni climatiche.
Ma come ?
Se Bergoglio si era sottratto a giudicare gli omosessuali, chi è lui per condannare come "perversi negazionisti" quelli che hanno libere opinioni differenti dalla vulgata ecoambientalista ?

* "Le guide del tramonto" è il titolo italiano di un famoso romanzo di fantascienza di Arthur C, Clarke.
Racconta di come un gruppo di alieni accompagnino al dissolvimento l'Umanità.
Ognuno ha le "guide del tramonto" che si merita.



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18 novembre 2017

Lo stellone del Cavaliere


Avete notato che è tornato di moda Berlusconi ?
Apparizioni televisive, interviste, riabilitazioni politiche e, per finire, pure il rientro di qualche decina di milioni che si era precedentemente accaparrati la ex moglie.
Poi, ancora, buoni risultati elettorali e una prospettiva da king maker per il dopo elezioni.
Che, poi, è quello che mi preoccupa vista la sua evidente ed insana simpatia per Renzi.
Intendiamoci: il Cav merita una completa riabilitazione, ma non al costo di un governo renzusconi.
Fortunatamente gli Dei fanno impazzire quelli che vogliono distruggere e Renzi si è messo anche a rincorrere i ruderi comunisti per qualche voto in più e sarà costretto a concedere loro quel che gli Italiani non vogliono: lo ius soli.
Il pericolo è che, delusi da Renzi e con ancora le scorie dell'antiberlusconismo, invece di rivolgersi ai Patrioti ( da "Pater" alla faccia della signora Murgia) di Lega, Fratelli d'Italia, Casapound o Forza Nuova, votino un comico per seppellire di risate la Nazione.
Domani si vota ad Ostia (un municipio di Roma, neanche un comune come meriterebbe e dovrebbe essere) e c'è stata grande mobilitazione della sinistra che, peraltro, non è arrivata al ballottaggio e sarà interessante vedere chi sceglierà tra la grillina e la candidata di Fratelli d'Italia per tutto il Centro Destra.
Dopo Ostia ci sarà la battaglia finale sullo ius soli e quindi, finalmente al voto.
Per spazzare via sei anni da dimenticare.



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17 novembre 2017

Comiche femministe


Volevo scrivere un'invettiva contro il rigurgito immigrazionista che, per un pugno di voti, vede il pci/pds/ds/pd riproporre la fiducia sullo ius soli, provvedimento indecente che potrebbe anche innescare uno scontro sociale violentissimo.
Mentre pensavo alle notizie appena ascoltate per radio, ieri mattina sfogliavo i giornali e mi ha colpito l'occhiello de La Verità che riproduco.
Quella Murgia (che non conosco) sarebbe una scrittrice cioè, secondo la vulgata sinistroide, una "intellettuale".
Ma con l'invenzione della "matria" in contrapposizione alla Patria (ovviamente razzista) insidia fortemente il primato della Boldrini, finora campionessa indiscussa della comicità femminista.
Le streghe son tornate.
Risate.
Cala il sipario.



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16 novembre 2017

Sburgiadati dai loro stessi referenti del soviet


Gentiloni, Renzi, Padoan e tutto l'allegro governo che si regge sul voto dei voltagabbana perchè non ha mai avuto il voto del Popolo, prosegue incurante delle carrettate di concime che chiunque riesce, motivatamente, a gettargli addosso.
Così persino i referenti del soviet europeo, davanti ai quali si genuflettono in ogni momento, ci hanno confermato che la ripresa italiana è una balla colossale.
Solo perchè i referenti stessi hanno paura di Salvini e di Grillo, evitano di imporre all'Italia le forche caudine che hanno imposto alla Grecia e che Tsipras, chiacchierone inconcludente come Renzi, ha bellamente accettato.
Per ora, però, perchè appena saranno chiuse le urne presenteranno un conto molto salato.
Non si può negare fondamento all'invito rivolto dal commissario finlandese ai politici italiani di "dire la verità ai cittadini".
Renzi e Gentiloni, pur di accalappiare qualche voto tra i più sprovveduti, stanno elargendo soldi che non ci sono.
E nonostante un aumento del prodotto interno lordo trainato dalla ripresa generale dei mercati internazionali, aumenta anche il nostro debito pubblico, che ormai si è lasciato alle spalle quota duemila (miliardi di euro di debito) e viaggia allegramente verso il baratro dei tremila miliardi di euro.
E quelli non si fermano con le promesse e con qualche ulteriore spesa, tra gli aumenti all'esercito degli statali, le mancette agli imprenditori e l'allentamento dei vincoli sulle pensioni.
Intanto il soviet prepara la stangata post elettorale, con un giro di vite sulla nostra stessa libertà di ritirare i nostri soldi dalle banche, sotto attacco con la scusa dei crediti in sofferenza.
Però i nomi dei grandi debitori, quelli che hanno affossato le sette "sorelle" del credito (a cominciare del Monte dei Paschi di Siena) sono gelosamente custoditi.
Meglio, molto meglio, distogliere l'attenzione e parlare di calcio, magari per mettere l'inconcludente Veltroni al posto di Tavecchio e occupare così un'altra casella ?
E se il calcio non basta c'è sempre il mantra dell'antifascismo, rispolverando i reati di opinione per impedire che qualcuno, ragionando liberamente, possa far capire ad un numero sempre maggiore di persone che "il re è nudo".



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15 novembre 2017

Troppi stranieri uccidono anche il nostro calcio


Lunedì sera l'Italia ha subito l'onta di essere esclusa dalle finali mondiali di Russia 2018.
Eravamo rimasti esclusi dalla fase finale solo nel 1930 (per scelta, in occasione della prima edizione in Uruguay) e nel 1958 (edizione svedese, eliminati dall'Irlanda del Nord).
Il principale imputato sembra essere il commissario tecnico Ventura, una brava persona forse catapultata in un ruolo troppo grande per lui e il presidente federale Tavecchio che suscita le antipatie del politicamente corretto perchè parla sempre come mangia e dice quello che pensa.
Poi il dito è puntato sui giocatori scarsi (certo non all'altezza del nostro passato fatto di Meazza e Piola, di Schiavio e Mazzola e Rivera e Bulgarelli e Baggio e Del Piero) ma che sono i migliori sulla piazza.
Ho ascoltato solo due commenti azzeccare o avvicinarsi al problema.
Brio, campione juventino, che ha ricordato come la Nazionale non sia altro che la sintesi dei giocatori che partecipano al nostro campionato e, soprattutto, l'allenatore della Ternana Pochesci che ha detto, papale papale, che questi sono i risultati di una politica che dà spazio abnorme agli stranieri sin dalla primavera e dalle giovanili.
E' proprio così, infatti pare che lo vogliano deferire per "slealtà sportiva" (e meno male che questa volta non si è mossa la magistratura per inquisirlo ai sensi della Mancino per istigazione all'odio razziale).
Pochesci ha ragione e i fatti lo dimostrano.
La grande Italia, quella che ci ha dato soddisfazione, deriva da una politica di autarchia che, proprio dopo il 1958 e il 1962 (con l'infausta spedizione in Cile) decise di ridurre la presenza di stranieri, abbandonando anche la moda degli "oriundi", fino a bloccare del tutto gli acquisti di stranieri, per puntare sul nostro vivaio.
Rivera ha così potuto esordire a 16 anni e in breve giovani bravi hanno preso la guida delle varie squadre in un campionato in cui pochi erano gli stranieri, in via di estinzione.
Poi tornarono ad aprirsi le frontiere e, gradualmente, complici anche le direttive del soviet europeo, le nostre squadre si infarcirono di stranieri, per lo più bidoni troppo pagati, perchè per un Van Basten, un Platini, un Rumenigge, arrivavano centinaia di schiappe.
Tutti tolgono spazio ai nostri ragazzi del vivaio, danneggiando il nostro calcio che è anche un volano per l'economia.
Pensate solo all'industria del televisori: l'Italia non andrà in Russia, quanti televisori in meno saranno venduti ?
Qualcuno difende la scelta degli stranieri in squadra ricordando che l'ultimo mondiale lo vincemmo nel 2006 a frontiere aperte.
Certo, ma in quel mondiale potemmo contare sugli ultimi frutti dell'autarchia, adesso dobbiamo accontentarci dei pallidi epigoni dei Campioni di un tempo o votarci addirittura ad imbottire la Nazionale di non italiani cui viene generosamente concessa la cittadinanza.
Basterebbe poco.
Dire chissenefrega al soviet europeo e fissare nel numero di tre per squadra gli stranieri contemporaneamente in campo in tutti i nostri tornei nazionali.
Poi ogni squadra può tesserarne anche mille, ma in campo solo in tre.
Tempo dieci anni e torneremo ad avere i Rivera e i Baggio.

Ed a rimetterci è tutto lo sport italiano, perchè il calcio è quello che, da sempre, mantiene il Coni.

La politica del multiculturalismo danneggia quindi anche il calcio e se per Renzi questo è sciacallaggio, è solo una conferma che Renzi vive in un mondo tutto suo, avulso dalla realtà e connesso solo al virtuale.
Sono quelli come Renzi che, per affermare un principio (sbagliato !) come l'unione europea o l'accoglienza degli immigrati, danneggiano tutti noi, nel calcio e fuori dal calcio.
E se c'è qualche Italiano che non vuole "volare alto", pensando a Ideali e Valori, prenda atto che se non vedrà l'Italia ai mondiali, un po' di responsabilità potrà assegnarla a chi vuole trasformarci in un meticciato con le porte sempre aperte




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14 novembre 2017

Gli spreconi


In questi giorni passa una pubblicità in televisione della serie "pubblicità progresso" (immagino pagata con soldi pubblici, cioè di tutti noi) in cui una "squad" ambientalista interviene se per rispondere al telefono si lascia un secondo in più aperto il rubinetto o il frigorifero mentre si versa un bicchiere d'acqua.
La sintesi è: ognuno di noi si trasformi in un delatore, in un secondino per evitare simili sprechi.
A parte il fatto che a nessuno fa piacere spendere di più, per cui se lascio aperto il frigorifero o il rubinetto, poi quello che consumo pago e non deve esserci nessuno che mi venga a sindacare quanto tempo impiego per versarmi un bicchiere d'acqua, il primo risparmio sarebbe evitare simili "pubblicità" che vorrebbero trasformarci tutti in spie l'uno contro l'altro o, peggio ancora, in pettegoli di stato, autorizzati a farsi gli affari altrui.
Un po' come faceva la Stasi nella Germania comunista ...




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13 novembre 2017

Gentiloni ci è o ci fa ?


L'immagine che riproduco riporta il titolo di un articolo pubblicato nella pagina interregionale de Il Resto del Carlino domenica 12 novembre 2017.
Nello stesso quotidiano vengono riportate le deliranti dichiarazioni politicamente corrette di Gentiloni (che sarebbe il presidente del consiglio Italiano e non di una qualche staterello africano !) secondo il quale dovremmo essere orgogliosi di essere italiani perchè solo noi avremmo una politica "decente" sull'immigrazione visto che non chiudiamo porte e non innalziamo muri.
Gentiloni ci è o ci fa ?
Per colpa dei Gentiloni di turno ci stiamo portando in casa centinaia di migliaia di personaggi come il calciatore di cui all'articolo, che non aspettano che l'occasione propizia per eliminarci dalla nostra stessa terra.
Io non sono affatto orgoglioso della politica dei Gentiloni, dei Renzi, dei Bergoglio e delle Boldrine.
Sarei orgoglioso se il nome dei nostri rappresentanti fossero Trump o Orban o Kurz o Strache.
Ma con questi qui che ci governano (senza avere il consenso popolare ma solo grazie ai voltagabbana del parlamento) mi sento solo in dovere di rilevare il carattere anti italiano di ogni loro azione.




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12 novembre 2017

Non cadiamo nella trappola del politicamente corretto


Ho letto una brevissima intervista con il leader di Casapound di Ostia, nella quale invita i suoi elettori a non votare nessuno al ballottaggio di domenica 19 novembre perché il Centro Destra si vergognerebbe di loro.
Errore.
Se Casapound non voterà la candidata del Centro Destra, vincerà la grillina, anche sull'onda emotiva orchestrata dopo il naso rotto di un giornalista rai.
E se il Centro Destra si vergognasse dei voti di Casapound farebbe ugualmente un errore perchè si dimostrerebbe permeabile alla propaganda sinistra, cadendo nella trappola che è stata così preparata.
Se ci sono più partiti che compongono una coalizione, è perché ognuno ha esperienze, storia e identità precise.
Anch'io vorrei, come Casapound, un governo sovranista che esca dal soviet europeo e riprenda il totale controllo sulle scelte politiche ed economiche dell'Italia.
Ma se non mi alleo, accantonando, non rinunciando ai principi più caratterizzanti, rischio un autogoal come quello di De Rossi contro la Svezia.
Casapound e tutto il Centro Destra possono bloccare l'immigrazione, lo ius soli e la svendita ulteriore di Sovranità, ma assieme.
Separati rischiano di dare spazio a sinistra e grillini, con il reddito di inclusione, lo ius soli, le orde di immigrati in arrivo sui barconi delle ong e la totale sudditanza a Bruxelles.
Non mi sembrerebbe un buon risultato.
Casapound ci ripensi e si aggreghi al Centro Destra.
Il Centro Destra non ascolti le sirene della stampa serva e le lusinghe dei pifferai di Bruxelles e si accordi per una coalizione inclusiva che non lasci indietro nessuno sulla sua destra.
Nessun voto è impresentabile. 



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11 novembre 2017

Ci sono ancora preti che fanno i preti


Nonostante le continue litanie del papa logorroico, qualche prete si ricorda di essere tale e dice verità sgradevoli all'udito del politicamente corretto che, se fossi un credente, riterrei strumento di Satana.
Così, a Bologna, un parroco ha commentato uno stupro subito da una ragazza imputandole di essersi ubriacata e quindi andata a rimorchio di un magrebino: se nuoti in una vasca di pirana poi non lamentarti se ne esci un arto in meno.
Sottoscrivo.
Come in passato per i tossici, tutti a dire "poverini, quanto soffrono, colpa della società" oggi ci si dimentica che, spesso, le vittime fanno di tutto per diventare tali.
E come allora nessun apprezzamento viene espresso per chi, nonostante le difficoltà e la società (che è uguale per tutti, molto più che la legge) si comporta correttamente.
Del resto come possiamo meravigliarci se uno come Lapo Elkan viene considerato un "maestro di vita" ?
Naturalmente il parroco è stato redarguito (probabilmente nelle segrete della curia bolognese) da un arcivescovo che sembra il clone di Bergoglio (e scrito da me non vuole certo essere un apprezzamento) e si è scusato.
Immagino che, a polverone sceso,verrà spedito in esilio.
Due sole critiche gli muovo.
Essere in facebook che è il male assoluto dei rapporti interpersonali.
E aver scritto che non prova pietà, anche se l'ha poi motivato con il fatto (vero) che non si può provare pietà per tutti e non fare nulla per rimediare alla deriva.
Io provo pietà per quella ragazza e per i suoi genitori.
Per lei perché adesso tutti a coccolarla e così ricadrà nello sballo.
Per i genitori per il dolore che hanno per la consapevolezza di non essere riusciti a trasmettere Valori autentici alla figlia.
Perché se avesse dei Valori o anche solo degli Ideali, non ricorreebbe ad alcool o peggio. 





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10 novembre 2017

Solo gli Elettori decidono chi è impresentabile


Gli sconfitti non si rassegnano, così gioiscono quando qualcuno di parte avversa viene arrestato, mentre pretendono garantismo (e magari cambiano i propri regolamenti) se ad essere indagato è qualcuno dalla loro parte.
Dopo il voto siciliano che ha visto prevalere il candidato di Centro Destra Nello Musumeci (credo in quota Fratelli d'Italia), un eletto dell'Udc è stato messo agli arresti domiciliari per presunta evasione fiscale.
A parte ogni considerazione sul carattere predatorio delle tasse italiane, mi sembra un reato - se tale si deve proprio considerare - minore e, in un mondo che si sta rapidamente trasformando in una fogna (veggasi la sentenza della corte costituzionale tedesca che ha imposto la creazione di un fantomatico terzo sesso) mi sembra che chi volesse usare la ramazza dovrebbe avere ben altri obiettivi.
In ogni caso Grillo e la Bindi hanno strillato come se si fossero chiusi i gioielli di famiglia nella portiera della macchina (per la Bindi in senso metaforico, ovviamente).
Il fatto è che non riescono a digerire l'elezione di chi ha ottenuto quei voti che loro non hanno.
Il fatto è che la Sovranità appartiene al Popolo e non esiste un magistrato, una Bindi o un Grillo che abbiano la legittimazione per impedirmi di votare chi preferisco.
Il fatto è che è l'Elettore a decidere se uno è impresentabile o meno e lo decide con il suo voto, lasciando fuori o in minoranza gli impresentabili e promuovendo chi è presentabilissimo, perchè così ha deciso il Popolo.
Non esiste che ci sia un "tutore" (a quale titolo ?) che pensi di essere superiore anche solo ad un elettore e decidere per lui chi può votare e chi no.
Non Grillo, non la Bindi, non un magistrato.
La Sovranità appartiene al Popolo.





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09 novembre 2017

Attenzione ai colpi di coda


I Romani ne avevano viste di tutti i colori e la loro esperienza, tradotta in un agile brocardo, ci viene sempre ad ammonire: in cauda venenum.
Il veleno è nella coda e, ormai, siamo ai titoli di coda di una legislatura in cui la sinistra ha fatto il bello e brutto tempo con tre suoi esponenti (Letta, Renzi e Gentiloni) a palazzo Chigi esattamente come accadde nella disastrosa legislatura 1996-2001 (Prodi, D'alema e Amato) che riconsegnoò una grande maggioranza al Centro Destra, facendo risorgere, alla grande, Berlusconi.
In ballo ci sono ancora pochi mesi (che a sinistra vorrebbero con quello che sarebbe un autentico colpo di stato, allungare di tre o quattro fino a maggio o giugno) nel quali, però, chi detiene il potere potrebbe comunque fare danni, tanti danni, forse non irreversibili, ma sicuramente tali da mettere in difficoltà un eventuale nuovo governo di Centro Destra.
Il danno peggiore potrebbero combinarlo se riusciranno a far passare lo ius soli.
Dopo sarebbe difficile, anche abrogandolo, dare all'abrogazione valore retroattivo e, quindi, dovremmo tenerci per sempre un altro milioncino di simil Chienge.
Poi l'età della pensione.
Potrebbero decidere da un lato di prostituirsi ai sindacati, accontentandoli in cambio di un pugno di voti, dall'altro vendersi completamente alle consorterie affaristico finanziarie straniere, inasprendo una situazione che la Fornero ha creato e contribuito a rendere odiosa.
E ancora l'immigrazione e l'elargizione dei fondi agli immigrati sottraendoli ai terremotati e la svendita della nostra Sovranità a Bruxelles, assunzioni nel pubblico impiego come se piovesse e le nomine dei boiardi di stato inquinate dalle amicizie e dagli interessi personali.
E allora Salvini, la Meloni e Berlusconi dovranno vigilare e gridare forte ad ogni intervento che non sia una banale attività ordinaria.
Perchè questo governo, che non ha mai avuto, come i tre (Renzi, Letta e Monti) che lo hanno preceduto, alcuna legittimazione popolare, oggi rappresenta ancora di più un abuso, rappresentativo solo di un'esigua minoranza e che si regge sui parlamentari voltagabbana.




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08 novembre 2017

Le consorterie spingono verso l'inciucio


Leggere i quotidiani e ascoltare i giornali radiotelevisivi ci consente di capire dove vorrebbero spingere l'Italia le consorterie affaristico finanziarie, la Spectre mondiale che ha nell'unione sovietica europea, nell'FMI, nella Banca Mondiale i propri kapò.
Preso atto della incapacità degli uomini da loro investiti del ruolo di vicere italiani (da Monti a Prodi a Renzi) di imbrogliare il Popolo fregandolo con il suo consenso elettorale, si sono adattati al piano "B" che, casualmente, significa anche "Berlusconi".
Lo stanno riabilitando come statista e come imprenditore, probabilmente faranno in modo di restituirgli qualcosina di quello che ha perso con la politica, sempre però facendogli vedere il bastone di qualche inchiesta, per portarlo ad una alleanza contro natura con i cattocomunisti di osservanza renziana.
Persino Andrea Cangini, direttore de Il Resto del Carlino, i cui editoriali si contraddistinguono quasi sempre per essere contro corrente, nel suo commento al dopo elezioni siciliane ha concluso, amaramente, con "«Dagli al populista» è diventato il grido di battaglia di Renzi così come di Berlusconi: un gioco di specchi, un modo per non confliggere, ben sapendo di essere destinati a governare assieme.".
Danno per scontato quel che scontato non è affatto, cioè che il pci/pds/ds/pd e Forza Italia, assieme, possano raggiungere la maggioranza dei seggi, magari con qualche aiutino dei soliti voltagabbana.
Ebbene Salvini e la Meloni devono ergersi a garanti contro ogni ipotesi di inciucio.
Devono formare le liste, per quel che compete loro, con uomini e donne affidabili, che non si prestino a puntellare un'alleanza contro natura con Renzi.
L'impegno della Meloni e di Salvini deve essere inequivocabile, contro ogni cedimento, anche contro le sirene che sicuramente cominceranno a cantare e ad incantare come già in passato verso individui che si sono dimostrati deboli, inaffidabili e ... senza quid.




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07 novembre 2017

Chi l'avrebbe detto un anno fa ?

In Sicilia ed a Ostia il pci/pds/ds/pd di Renzi ha collezionato altre due sonore sberle.
Ormai non si contano più.
Eppure, fino a meno di un anno fa sembrava che Renzi dovesse fare polpette di chiunque lo contrastasse.
D'alema e Bersani erano stati emarginati nel loro stesso partito, Berlusconi era stato fregato almeno tre volte dalle furbizie del bulletto di Rignano che aveva anche fatto stare definitivamente sereno e all'estero Letta.
Ma le furbizie si pagano e così, con le prime difficoltà seguite alla sconfitta di dimensioni impreviste al referendum del dicembre 2016, anche la corte del principino ha cominciato a mostrare segni dell'usura.
Non ci sono più gli Andreotti di una volta che il potere non logorava, ma logorava chi il potere non aveva !
Ma, attenzione, Berlusconi insegna che ci si può rialzare una, due, tre, quattro volte se si sottovaluta il nemico sconfitto.
E non è solo Berlusconi che lo insegna, ma anche il Manzoni che ricorda come quel delinquente di Napoleone fosse andato due volte sull'altare e due volte nella polvere.
Del resto Montanelli soprannominò Fanfani "il Rieccolo", per la sua capacità di riciclarsi quando orma sembrava relegato a comparsa.
Quindi aspettiamoci che Renzi, la cui terra non è poi tanto lontana da quell'Arezzo che fu di Fanfani ed oggi è della Boschi, possa riemergere, per nostra sfortuna.
E' un qualcosa non solo possibile, ma anche probabile, perchè questa Italia tripolare non consente di dormire sugli allori.
Ne sanno qualcosa i grillini che riescono a tenere solo perchè verso Renzi e, in genere, la nomenklatura politica c'è tanta rabbia che oggi si manifesta con il voto e una volta si manifestava con i forconi.
Ma anche i grillini hanno forti limiti e cominciano a mostrare l'usura dei politici.
Il loro capo branco designato, Di Maio, infila una gaffe dietro l'altra e poi si sottrae al dibattito che aveva cercato con Renzi.
Un dibattito che avrebbe voluto sancire lo scontro, o di qua o di là, tra i grillini e i cattocomunisti del pci/pds/ds/pd e, invece, devono resettare tutto e prendere atto che, sia pur sotto forma di coalizione, la prima forza politica italiana è il Centro Destra.
Salvini, la Meloni e Berlusconi non devono però pensare di aver già la vittoria alle politiche in tasca, devono invece perseguire la linea tenuta: contro l'immigrazione, contro la deriva morale, per il recupero di Identità e Sovranità Nazionale, per la riduzione delle tasse.
Su quei temi si giocheranno la vittoria.
Se in questi mesi che ci separano dalle elezioni (e che leggo la sinistra vorrebbe ancora rinviare a maggio nella speranza che migliori il clima generale nei suoi confronti) Berlusconi, la Meloni e Salvini sapranno dare continuità alla loro azione su quei temi, rafforzando la credibilità acquisita in questi ultimi anni di opposizione, allora torneranno in molti a votare Centro Destra e il voto non avrà storia.
Ma se la Meloni, Berlusconi e Salvini pensassero che la Sicilia sia la tomba di Renzi, allora commetterebbero un gravissimo errore ad abbandonare la trincea dove stiamo benissimo, perchè rappresenta il sentimento profondo del Popolo del Centro Destra.





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06 novembre 2017

Si scelga su Valori, Progetti, Idee


Mentre siamo in attesa di conoscere l'esito delle elezioni in Sicilia ed a Ostia, si scaldano i motori per la campagna delle politiche.
La stampa serva preferisce, comodamente, puntare sulle contrapposizioni personali e va in brodo di giuggiole per il dibattito tra Renzi e Di Maio, tra due personaggi, cioè, di cui non si conosce alcun merito lavorativo e che hanno "trovato l'America" con la politica.
E' invece necessario focalizzarsi sui Valori che i partiti, veicoli imprescindibili della Politica, rappresentano, sui loro Progetti e sulle Idee che professano.
Avendo ben chiaro che ogni programma fondato su tali capisaldi, all'atto pratico, deve concretamente calarsi nella realtà delle pressioni, delle divisioni, degli interessi contrapposti.
Come sempre tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, ma quello che mi interessa è l'orientamento, l'impegno che si assumono e che cercano di mettere in pratica.
Come Trump negli Stati Uniti.
Contro l'immigrazione, i transessuali nelle Forze Armate, la deriva statalista (e costosissima) della sanità voluta da Obama, le balle sul clima, la minaccia di dementi muniti di armi nucleari, la riforma fiscale con un draconiano taglio delle unghie al fisco, tutto quello che ha promesso, cerca di realizzarlo nonostante abbia contro i parrucconi del regime affaristico finanziario che, fregandosene altamente di Valori ed Idee, perseguono solo il loro interesse economico senza curarsi se il mondo va a rotoli.
Ecco allora che il dibattito tra Renzi e Di Maio è fuorviante, perchè nessuno dei due può rappresentare una parte, forse maggioritaria dell'Italia.
Quell'Italia, cioè, che non vuole altri immigrati e, anzi, vuole rispedire a casa quelli che già ci sono.
E qui ci sono poche chiacchiere: o si preferisce la povertà degli Italiani per portare  a casa nostra, mantenere, istruire, curare orde di immigrati, oppure si bloccano gli arrivi, si bonifica il territorio nazionale e si dà vera Sicurezza e Benessere agli Italiani, anteponendo il nostro interesse alle chiacchiere buoniste e melense dei Bergoglio e delle Boldrini.
Altrettanto dicasi per le tasse.
O si tagliano le tasse, tagliando ancora di più la spesa pubblica perchè abbiamo un debito enorme che dobbiamo ridurre, dando quindi nuovamente spazio all'Individuo, ai suoi meriti, alle sue capacità alla sua inventiva, oppure si accentua l'invadenza dello stato predone, con la rapina legalizzata sui redditi, sulle proprietà, sui risparmi per pagare l'accoglienza degli immigrati, le clientele (veggasi gli aumenti all'esercito dei dipendenti pubblici), le rottamazioni per favorire finti imprenditori e squali della finanza amici.
Nel 1994 c'era una trasmissione di informazione condotta da Pialuisa Bianco: o di qua o di là.
I Progetti, i Valori, le Idee dei partiti, che superano le divisioni personali e ogni preferenza sui capofila della propria parte politica, ci portano a stare o di qua o di là.
E su temi come le tasse, la morale, l'immigrazione, credo che non ci sia alcun dubbio che si debba stare o di qua o di là e nessun compromesso è possibile.
Neppure se il giorno dopo le elezioni il parlamento fosse equamente diviso in tre.




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05 novembre 2017

Lavori usuranti


Che Renzi non sia all'altezza di un ruolo governativo (ed è il motivo per cui va tanto d'accordo con un altro parolaio come Obama: "chi si assomiglia, si piglia") lo dimostrano le sue due ultime intemerate fallimentari.
La prima, contro Visco, è naufragata perchè il bulletto di Rignano non ha ancora capito che in Italia, grazie al suo partito, comandano gli stranieri, da Bruxelles.
La seconda lo ha visto battere in rapida ritirata quando, dopo aver strologato sulla sospensione per sei mesi (come se cambiasse qualcosa) dell'innalzamento a 67 anni dell'eta per la pensione di vecchiaia (e tutti hanno capito trattarsi di mera manovra elettorale per rinviare decisioni impopolari a dopo il voto politico) adesso si batte per interposto Gentiloni per allargare gli esentati con la scusa del lavoro usurante.
Ma tutti i lavori sono usuranti !
Contesto decisamente questa demagogia socialista di definire "usuranti" i lavori in funzione dello sforzo fisico.
Forse che i lavori intellettuali non sono meno usuranti ?
E qual'è la logica che consegna all'usura lavorativa la maestra d'asilo, ma non quella elementare,o delle superiori ?
Ho sempre saputo che fosse più facile controllare una classe di bambini che non una di adolescenti che, oggi, è anche infarcita di immigrati il cui apporto è quello delle palle ai piedi dei forzati.
Il punto è che la nostra economia è stata devastata dalle idee socialiste, con i loro tristi epigoni odierni che, da una parte in politica, vedi le sparate di Renzi, dall'altra con il sindacato (inarrivabile il duo Camusso-Landini, ma anche la Furlan e Barbagallo puntano al podio) continuano a pretendere di aumentare una spesa pubblica già enorme voragine per accontentare le proprie clientele.
I soldi, ovviamente, li prendono dove ci sono (cioè da altri lavoratori dipendenti meno tutelati, quelli privati) abbassando sempre più il tenore di vita generale con l'obiettivo di avere un'Italia divisa in due classi: quella di poveri da mungere fino alla morte e quella dei burocrati che vivono alle spalle altrui senza nulla produrre.
La riforma Fornero è stata una bomba dettata dalla sudditanza del governo Monti (che nessuno ha mai eletto) che doveva rispondere ai suoi referenti di Bruxelles.
Ma la canea fatta dai sindacati e dalla sinistra nel 1994 e anni seguenti sul tema pensioni, dovrebbe, se avessero un minimo di senso del pudore, indurli almeno a tacere.
Come per la legge elettorale, ogni formula che vada oltre la semplice indicazione di un'età diventa un imbroglio che si presta ad interpretazioni e sofismi da Azzeccagarbugli.
La soluzione non può che trovarsi nella privatizzazione e nell'allontanamento dello stato dalle nostre vite.
Una polizza pensionistica e uno può scegliere di ritirarsi dal lavoro, con quello che ha versato, senza gravare sul prossimo.
Ognuno decide in base alle proprie condizioni ed esigenze.
Lo stato (cioè noi) non paga e non ci sono questioni su età, mesi o aspettive di vita.
ma nel frattempo, essendo impensabile un taglio netto "alla Fornero", dobbiamo ripristinare un criterio logico e umano.
Sessantacinque anni per tutti, abolendo la pensione "anticipata" potrebbe essere una soluzione equa, con l'applicazione, anche retroattiva, del sistema contributivo per tutti, a far data dal 1996 (il ricalcolo delle pensioni troppo "datate" con il sistema contributivo sarebbe oltremodo penalizzante verso persone che, ormai, hanno un'età che non consentirebbe loro di difendersi e che hanno un diritto assoluto a vivere con dignità i loro ultimi anni).
Se qualche azienda volesse far uscire prima i suoi dipendenti anziani, dovrebbe pagare in proprio la congiunzione con la pensione, così come i dipendenti che volessero uscire prima dal lavoro non perderebbero il diritto alla pensione che però verrebbe erogata solo al 65° anno di età.
Ma, forse, essendo troppo facile, questa soluzione non viene praticata perchè renderebbe disoccupati tanti Soloni che sulle discussioni inutili ci campano con demagogiche manifestazioni, comparsate televisive e articoli a sostegno degli interessi particolari di questo o quel loro referente.







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