Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

18 novembre 2018

Da che parte stanno i magistrati ?


Leggo che anche in appello un commerciante di Formigine (MO) è stato condannato a tre anni e un mese di reclusione per "tentato omicidio" (sic !) nei confronti di un delinquente abituale colpito, con un'arma legalmente detenuta, mentre lo affrontava per impedire a lui ed a due complici, di portare a termine una rapina ai suoi danni.
Evidenzio che il criminale è vivo, che erano in tre contro uno e che il commerciante aveva anche sparato in aria come intimidazione e alla macchina pronta per la fuga.

Cos'altro avrebbe dovuto fare ?
Lasciare che i delinquenti portassero a termine il loro atto criminale ?

La difesa è sempre legittima, anche se il commerciante avesse abbattuto tutti e tre i criminali.
Chi delinque mette in conto la reazione delle vittime e le vittime devono avere la possibilità, giuridica e materiale, di potersi difendere con efficacia definitiva.



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17 novembre 2018

Trump fermi l'invasione


E così, pare con l'aiuto delle solite organizzazioni non governative finanziate dagli ambienti liberal e dai capitalisti che fanno i comunisti, i primi immigrati clandestini partiti dal centro America, sono arrivati ai confini in Messico.
Nessuno li ha fermati.
Esattamente come ne Il Campo dei Santi.
Tocca a Trump, ora, impartire quegli ordini, anche crudeli, che evitino che si compia la carneficina della nostra Gente.
E dico "nostra", perchè come gli Stati Uniti affronteranno e resisteranno all'invasione, così accadrà in Europa e in Italia.
Se gli Stati Uniti, non avendo cuore per fermarli anche con la forza (legittima quando si tratta di difendere i confini della Patria e ancor più legittima quando si tratta di dare tutela al benessere dei propri cittadini) li lasceranno entrare, non ci sarà Salvini che tenga e anche noi saremo invasi, catapultandoci nel peggiore incubo finora riservato solo ai romanzi di fantascienza.
Se, invece, Trump darà ordine di fermarli anche con il legittimo uso della forza, allora noi avremo una sponda per fare altrettanto e ci sarà un futuro, per l'Italia e per l'Europa tutta, differente da quello conclusivo e agghiacciante de Il Campo dei Santi.



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16 novembre 2018

Rinnoviamo la nostra Indipendenza


Mi stupisco ogni volta quando ascolto parrucconi, accademici, presunti esperti di tutto, giornalisti e politici che citano le direttive europee come un libro sacro e i commissari europei come divinità il cui verbo è legge.
Sono gli stessi parrucconi, accademici etc., che pascolano nei vari enti, organismi, comitati, circoli sovranazionali che sono diventati le sentine degli affari più redditizi (per loro) e costosi (per tutti noi).
Se lo vuole l'Europa dobbiamo tagliare il debito, rinunciare ad investire (tranne che per la tav o la tap, si intende), far morire gli Italiani alla scrivania o in fabbrica, lasciarli senza un tetto, senza risparmi e senza pensione, in compenso dobbiamo accogliere e mantenere migliaia, milioni di stranieri immigrati, senza arte nè parte, che non conoscono nulla dell'Italia, men che meno la lingua.
Sono gli stessi parrucconi, accademici etc. che hanno plaudito la troika che ha imposto alla Grecia le stesse cose che vorrebbero imporre a noi, facendola fallire così da calpestarla meglio avendola ridotta ad un cagnolino che si limita a guaire felice quando si prende un calcio.
Sono gli stessi che hanno accettato di sottoporre il nostro bilancio all'esame di individui stranieri che tutto fanno, tranne gli interessi dell'Italia e degli Italiani.
Sono gli stessi che regalano tratti del nostro mare alla Francia.
Sono parrucconi, accademici, politici, etc. che non amano l'Italia, ma solo se stessi, la loro posizione sociale ed economica e credono di realizzarsi agendo come servili maggiordomi degli stranieri.
Un Italiano vero non accetterebbe che il proprio governo debba rendere conto del bilancio programmatico, come nessuno di noi, spero, accetterebbe che il proprio vicino venga a sindacare come spendiamo i nostri soldi e quale tenore di vita manteniamo.
Non capisco perchè alcuni accettino che la nostra Nazione sia trattata come loro stessi non vorrebbero essere personalmente trattati da un estraneo.
Dobbiamo dire basta a questo stato di cose, riprendendoci quella Indipendenza che fu compiuta cento anni fa con la Vittoria nella prima guerra mondiale.
E non credo che sia un caso che, cento anni dopo, i più astiosi nei nostri confronti siano proprio gli eredi di quelli che risalirono "in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.".
Vediamo di fare in modo che non ci riprovino.





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15 novembre 2018

I cravattari d'Europa


Il problema dello spread, del tetto al 3% (chissà poi perchè anche il 2,4% non sta bene a lor signori), del fiscal compact, è tutto nella perdita della Sovranità e, in particolare, della perdita della sovranità di battere moneta in proprio.
E' quello che è accaduto per colpa di Ciampi e Prodi quando sottoscrissero (e ci tartassarono per quello: la beffa oltre al danno, doppio !) l'ingresso nella moneta unica.
Eppure avrebbero dovuto capirlo già dal serpente monetario europeo del 1992, quando Ciampi sperperò 40mila miliardi di lire per difendere una parità impossibile, sottoposta alla speculazione finanziaria e ci salvammo perchè, avendo ancora la lira, ci sganciammo, come fece la sterlina, dall'esiziale sme.
Gli Inglesi lo hanno capito e non sono mai entrati nell'euro (e adesso - beati loro ! - escono anche dall'unione sovietica) noi, bovinamente, abbiamo dato retta agli "esperti", agli "economisti" e siamo entrati nell'euro.
Le conseguenze le viviamo oggi (dopo averne avuto un assaggio con il golpe finanziario del 2011 diretto dalla politica straniera) con la difficoltà di agire per il bene della Nazione e con le pressioni che la Troika ci fa, uguali, anche nelle soluzioni, a quelle che portarono al fallimento la Grecia e alla odierna riduzione di quella nazione allo stato di servo della gleba.
Per ora il governo Salvini - Di Maio tiene il punto, ma già si osservano movimenti strani, come il voto dei senatori dissidenti pentastellati contro il decreto Genova nella parte riguardante la sanatoria a Ischia.
Un primo segnale che, come già fecero quando sottrassero al Centro Destra prima Fini e poi Alfano, non potendo vincere alle urne, cercano la rivincita con il trasformismo politico.





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14 novembre 2018

La sagra dell'ipocrisia


Come verginelle offese i giornalisti e il codazzo di burocrati e dinosauri della politica si sono ammantati del principio della libertà di stampa per replicare alle reazioni liberatorie pentastellate dopo l'assoluzione della Raggi.
Ieri, con un editoriale dettagliato e circostanziato, Maurizio Belpietro ne La Verità ha sbugiardato tutte quelle verginelle, ricordando i suoi due licenziamenti, le offese sistematicamente ricevute, senza che quelle stesse persone sollevassero obiezioni o manifestassero in sua difesa.
Eppure ha espresso solo delle opinioni che, ugualmente e anche più della cosiddetta libertà di stampa, devono essere tutelate.
Ma cosa vogliamo pretendere da chi sa solo intonare il rosario antifascista, brandendolo come nei film di vampiri i protagonisti agitano l'aglio, e cerca di impedire al prossimo di esprimere le sue idee, votando e ampliando le varie leggi Mancino, che ripropongono, loro, non i Cinque Stelle, il reato di opinione in Italia ?



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13 novembre 2018

Gli untori (3)


Ieri mi è capitato di leggere un paio di significativi "lanci" di agenzia.
Uno, di una importante azienda che, in un suo report, evidenziava come il rischio spread e tassi derivasse dalla incertezza politica.
L'altro riportava una nuova sparata di un industriale  contro il Governo, blaterando contro lo spread.
Ma chi è che accredita l'incertezza politica facendo alzare lo spread e intonando la borsa verso l'orso ?
L'Italia ha un Governo che gode di una solida maggioranza.
Tra l'altro è una coalizione formata da due soli partiti, per cui è meno complicato trovare l'accordo: uno a te e uno a me.
La manovra rappresenta quello che i due partiti hanno sostenuto in campagna elettorale.
A differenza dei governi precedenti, questo sta dimostrando di mantenere la parola.
Dov'è l'incertezza se non nelle speranze di chi è stato cacciato dalla stanza dei bottoni dal voto popolare del 4 marzo ?
Sono costoro gli untori che, sbraitando quotidianamente contro il Governo Salvini-Di Maio, sperano di fiaccarne la volontà, mettendolo in difficoltà con i mercati internazionali, a costo di provocare danni all'Italia, dopo quelli che loro stessi hanno già provocato eseguendo pedissequamente, da bravi sudditi, le direttive di Bruxelles per ben sette anni.
Poi, quanto è ridicolo sentire parlare, riferito a questo governo, di incertezza politica da coloro che hanno sbavato per un governo presieduto dal ragionier Cottarelli, sostenuto solo dal pci/pds/ds/pd ?
Quale certezza politica avrebbe potuto dare un governo minoritario, che rispondeva non al Popolo, ma a Mattarella ed a Juncker ?





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12 novembre 2018

Raggi assolta


Nonostante quelle che il senatore di Firenze avrebbe chiamato "gufate", Virginia Raggi è stata assolta e non perchè non sussistesse il fatto di essersi consultata con il suo braccio destro per la nomina del fratello di costui a dirigente comunale, bensì perchè il fatto non costituisce reato.
Persino una magistratura interventista e che ama plasmare, creare e distruggere sindaci e presidenti del consiglio, ha dovuto alzare le braccia e arrendersi all'evidenza.
L'incompetenza politica non è reato.
Bene ha fatto Salvini a compiacersi per l'assoluzione, dicendo che sono i cittadini e non i magistrati a dover giudicare la Raggi.
Livorose le reazioni della sinistra e di quello che, ormai, è il suo clone, Forza Italia.
Non ti curar di lor.



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11 novembre 2018

La cattiva informazione istiga allo scontro


Ascoltare e guardare le trasmissioni di presunto approfondimento politico ed economico mi induce ad un progressivo disgusto verso i giornalisti.
Appecorati davanti agli esponent del potere europeista ed immigrazionista, diventano aggressivi solo verso i rappresentanti del governo e dei partiti identitari e sovranisti.
In genere vengono invitati tre soggetti che dovrebbero rappresentare le due parti contrapposte e uno presentato come neutrale ma che,poi, si scopre che è stato parlamentare pci/pds/ds/pd o funzionario ministeriale durante i sette ani di governi (Monti, Letta, Renzi e Gentiloni) asserviti a Bruxelles.
Per non parlare del ridicolo quando ad essere chiamato come voce della verità imparziale è il rag. Cottarelli, mancato primo ministro di nomina mattarelliana e ispirazione europeista.
Così, con il condutore che interrompe sistematicamente l'esposizione del pensiero del rappresentante sovranista mentre lascia campo libero agli altri interlocutori, siamo al classico tre contro uno che è tipico della sinistra, incapace di prevalere in uno scontro paritario. 
In questi giorni siamo bombardati di trasmissioni che parlano del nulla, cioè di ipotetici scenari futuri, creando solo allarmismo e causando (personalmente credo scientemente) quell'aumento di spread e quei cali di borsa, frutto esclusivamente di reazioni emotive, utili all'opposizione vendutasi all'unione sovietica europea per attaccare a testa bassa il governo, slegando e mandando in radio e televisione gli elementi più rabbiosi e verbelmente violenti delle loro fila.
Quelle trasmissioni non sono rappresentative della realtà italiana, degli autentici rapporti di forza eletorale, ma neppure della realtà dei programmi e dei bilanci.
Francamente mi stupisce (e apprezzo) la calma degli esponenti di Lega e Cinque Stelle davanti ai loro interlocutori che sbavano e anche con i conduttori che li interrompono in continuazione.
A sinistra, con la complicità dell'informazione "tradizionale", blaterano di costruire ponti per gli immigrati, ma creano voragini che dividono noi Italiani.




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10 novembre 2018

L'Italia non deve spiegazioni a nessuno


Se c'è un atteggiamento che non condivido del nostro governo è quando accetta di dover fornire spiegazioni ad organismi esteri sulla natura e finalità della manovra economica.
Il governo italiano deve spiegazioni solo agli Italiani.
Per sette anni i maggiordomi di Bruxelles hanno eseguito puntualmente le direttive di Bruxelles e adesso ci ritroviamo senza ripresa economica, con un debito più alto di ben 500 miliardi, con una invasione di immigrati costosi che creano anche problemi di sicurezza e con una devastazione sociale che ha portato i poveri Italiani da 1,5 milioni a 3,5 milioni e ad allungare obbligatoriamente la permanenza al lavoro.
In più aziende straniere si sono pappate le nostre industrie e anche i cioccolatini Pernigotti hanno preso la strada di Ankara.
Non cambiare sarebbe stato da dementi e, infatti, gli Italiani con il voto del 4 marzo hanno cambiato.
Purtroppo non hanno cambiato tutti nella medesima direzione e così ci tocca anche la penitenza di una coabitazione tra due forze opposte che solo con tanta buona volontà e per impedire che Mattarella imponga un nuovo Monti, riescono a tirare avanti.
Tutto questo non deve interesare Moscovici, Juncker e compagni che vorrebbero solo mettere le mani sulle nostre residue aziende e poi, con una patrimoniale, sui nostri soldi.
Purtroppo ci sono degli Italiani che, nel solco di Efialte che tradì i 300 spartani alle Termopili, si prestano al gioco degli interessi stranieri.
Il governo non li ascolti, a Bruxelles mandi un funzionario del Mef a leggere i numeri e i progetti previsionali, non un ministro che debba spiegare come uno scolaretto cosa si intende fare per invertire la rotta della decadenza (semplice: fare esattamente il contrario di quello che ci dicono di fare da Bruxelles, che è stato fatto per sette anni con la devastazione che abbiamo sotto gli occhi).
Siamo Italiani, non siamo i Galli condotti a Roma da Cesare in catene.
I loro eredi stanno a Parigi.



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09 novembre 2018

Quid pro quo


L'accordo sulla questione della prescrizione è stato trovato.
Una pessima legge che ci consegna alle lentezze della magistratura è la moneta di scambio per un'ottima legge sulla sicurezza e contro l'immigrazione.
Uno direbbe che l'ottimo viene annullato dal pessimo, ma non è così.
La legge per la sicurezza degli Italiani e contro l'immigrazione, entra subito in vigore, quella sulla prescrizione solo nel 2020.
E da qui al 2020 ci sono le elezioni europee (e forse non solo quelle) che potrebbero certificare un cambiamento nei rapporti di forza, con quello che Marcello Veneziani chiama "il travaso", cioè un bel passaggio di voti non solo dai Cinque Stelle ma anche da una Forza Italia irriconoscibile e invotabile alla Lega.
Non per cambiare i patti, ma per apportare quelle correzioni che possano limitare la tracotanza di tanti magistrati che si credono investiti di un potere assoluto solo in forza di un concorso da dipendente pubblico.



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08 novembre 2018

La morale del voto americano


Martedì 6 novembre si sono svolte le elezioni di medio termine negli Stati Uniti.
Come sempre, quando si vota negli Stati Uniti, la sinistra si scatena a favore dei suoi beniamini e sembrava che i democratici avrebbero fatto polpette di Trump che, dal giorno dopo la sua elezione, è, secondo i sondaggi e i giornalisti di fazione, sempre meno gradito.
Negli Stati Uniti non ci sono elezioni anticipate (al massimo suppletive in singoli collegi per condurre a termine il mandato di un rappresentante deceduto o dimissionario) e si vota, sempre, ogni due anni.
Un anno si svolgono le elezioni del Presidente, di un terzo del Senato, di tutta la Camera dei Rappresentanti e di una quota di governatori e due anni dopo si eleggono altri governatori, un terzo del Senato e tutta la Camera dei Rappresentanti.
In sostanza i Governatori e il Presidente durano in carica quattro anni, i senatori sei anni e la i rappresentanti due anni.
Sistema semplice, chiaro e che non compromette il lavoro di lungo respiro.
Nelle elezioni di medio termine i presidenti in carica hanno sempre perso almeno una delle due camere, ad eccezione di Clinton e di George W. Bush.
Anche il sopravvalutato Obama le ha perse.
A proposito di Obama.
Gli ex presidenti, normalmente, hanno il buon gusto di non lanciarsi nella battaglia politica, mantenendo un profilo alto e dignitoso.
Il primo presidente negro non ci è riuscito ed ha fatto la campagna elettorale per i democratici, ostacolando l'attività del suo successore.
Ma non gli è andata bene.
Perchè se è vero che i democratici, con una mobilitazione e una copertura di media che non si era vista neppure con la moglie di Clinton, hanno strappato la Camera dei Rappresentanti (che andrà al voto tra due anni) è altresì vero che in Senato è aumentato il margine di maggioranza dei Repubblicani (con senatori eletti che dureranno sei anni in carica) e con una infornata di nuovi senatori più fedeli a Trump di quanto non fossero i loro predecessori.
Per questo Trump ha esultato, anche se dovremo sorbirci un'amica di Renzi, Nancy Pelosi, come presidente della camera bassa.
Al di là di considerazioni tecniche e di ragioneria politica, gli Stati Uniti, come tutto il mondo, hanno dimostrato di essere profondamente divisi (e credo che lo siano loro e lo siamo noi nel mondo divisi in modo totalmente inconciliabile).
Da un lato i democratici con la loro coalizione di negri, femministe arrabbiate, omosessuali, musulmani, ispanici in una corte dei miracoli che vince solo grazie ad un'altra minoranza, quella dei bianchi di sinistra che sembra si prefiggano l'obiettivo di distruggere tutto quello che è stato costruito dai nostri Padri.
Dall'altra parte gli Americani (e i cittadini del mondo intero) tradizionalisti, quelli che producono beni reali, solidi, concreti lavorando nei campi e nelle fabbriche.
Da un lato quelli che vorrebbero calare le braghe davanti alle aggressioni e alle invasioni di clandestini.
Dall'altro quelli che pensano che la Civiltà Occidentale abbia ancora una speranza di sopravvivere e di reagire alla decadenza.
Io sto con chi non si arrende, rappresentato negli Stati Uniti da Trump e in Italia da Salvini.



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07 novembre 2018

In Italia comandino gli Italiani


Continuo a leggere di francesi, lettoni, olandesi, lussemburghesi che dicono al Governo Italiano, al Presidente del Consiglio, ai Vice, ai Ministri di fare questo o quello.
Purtroppo c'è chi, anche con altissime cariche istituzionali, invece di fare scudo al Governo, si inginocchia davanti a simili affronti.
E' ora di dire basta.
Trump ci ha consentito di continuare per sei mesi, a differenza di tutti gli altri stati europei tranne la Grecia, ad importare petrolio dall'Iran.
La diplomazia bilaterale funziona.
I nostro interessi non possono essere tutelati da un francese, da un tedesco o da un lussemburghese e, talvolta, neppure da un paio di italiani, come la Mogherini e Tajani, che trovano il loro personale tornaconto a remare contro l'Italia e gli Italiani.
Smettiamola di belare nel coro delle 27 voci bianche con un tedesco a dirigere l'orchestra e un francese che aspira a fare il primo violino e torniamo a ruggire sovrani !



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06 novembre 2018

Quando Renzi recita da Otelma


Renzi, il non rimpianto presidente del consiglio, ha profetizzato, presumibilmente leggendo nella sua palla di vetro, l'imminente arrivo dei tecnici dopo la crisi del governo Lega Cinque Stelle.
Si propone quindi come quello che ha combattuto i governi dei tecnici e vorrebbe imputare a Lega e Cinque Stelle la responsabilità di un prossimo ritorno dei Monti viventi.
Ma Renzi dimentica che proprio il suo uomo del Colle aveva già convocato Cottarelli per affidargli l'incarico di nuovo Monti, pericolo sventato dalla capacità di Salvini e Di Maio di trovare un accordo.
E finchè il contratto sarà rispettato, i tecnici dovranno fare anticamera.






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05 novembre 2018

Prescrizione


La diatriba sulla prescrizione non si porrebbe se il nostro sistema giudiziario funzionasse e se ci fosse fiducia nei magistrati.
Allora la prescrizione sarebbe del tutto marginale perchè non sarebbe un traguardo per chi vuole allungare i processi senza giungere a sentenza (quelli che vogliono una prescrizione breve senza sospensioni o blocchi per tutta la durata del procedimento) o uno strumento per tenere appesa la spada di una giustizia piccola piccola sulla testa di un cittadino praticamente in eterno.
La soluzione non è una prescrizione lunga o breve, solo fino alla sentenza di primo grado o anche oltre, bensi una rivoluzione completa del sistema giudiziario, con giudici separati dai pubblici ministeri, dove i primi siano di nomina istituzionale tra avvocati e studiosi del diritto di chiara fama ed esperienza e i secondi siano eletti con votazione popolare e quindi nominati dal procuratore eletto.
In mancanza, meglio avere un colpevole libero, che un innocente in galera.


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04 novembre 2018

4 novembre 1918-2018: prima di tutto l'Italia e gli Italiani


Cento anni.
Un secolo.
Una ricorrenza importante.
Una delle due uniche vittorie militari dell'Italia unita (l'altra fu la conquista dell'Impero nel 1936) ottenute con le sole nostre forze.
Una Vittoria di Popolo e dei Patrioti autentici.
Una Vittoria che è anche un monito per noi contemporanei.
Oggi, come allora fecero i socialisti, ci sono italiani piccoli piccoli che preferiscono voltarsi da un'altra parte, ostacolare la rinascita della Patria e gli Interessi Nazionali.
Da anni la Festa della Vittoria è trasformata in semplice Festa delle Forze Armate e sono più i piagnistei sui lutti, indiscutibili, di una guerra che le narrazioni degli atti di eroismo che, soli, sono di esempio per i più giovani.
Da alcuni anni si è aggiunta la liturgia europeista che tende ad oscurare quella che fu una bellissima Vittoria degli Italiani, in una guerra che, come in tante altre, vide europei contro europei a dimostrazione che non esiste un concetto unitario d'Europa e, tanto meno, una comunità politica europea.
Anche oggi, presumo, vecchi tromboni esprimeranno le loro opinioni (quanto saranno vere, poi e non opportunistiche ?) sull' unione europea che avrebbe garantito settanta anni di pace.
Ma la guerra si è spostata a livello economico, dove chi vuole sopraffare il prossimo e trasformare i Popoli di altre Nazioni in sudditi, non deve fare altro che muovere qualche capitale, giochicchiare con lo spread e, soprattutto, favorire l'invasione da parte di genti disperate provenienti dall'Africa con la finalità di cancellare l'Identità di una Nazione e asservirne sempre più il Popolo.
Oggi, dopo cento anni, siamo chiamati ad un'altra Vittoria contro chi vuole imporre la sua volontà all'Italia.
Oggi, come allora, ci sono italiani piccoli piccoli che si presentano in ginocchio davanti al nemico del Popolo e della Nazione Italiana, svendendo con la nostra Sovranità anche la nostra Identità e Dignità, preferendo sottomettersi senza combattere.
E' nostra responsabilità far sì che, fra cento anni, esista ancora la Patria Italiana, il Popolo Italiano, la Nazione Italiana, con le medesime Radici, Identità e Tradizioni che da cento e più anni vengono tramandate di padre in figlio.







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03 novembre 2018

Mattarella presidente di parte


I soliti organi di stampa servi di regime, hanno fornito una versione apologetica della lettera di Mattarella sulla prossima manovra economica.
A parte la considerazione che neppure i governi degli ultimi sette anni (da Monti a Gentiloni) hanno scientemente perseguito l'obiettivo di "disperdere il risparmio degli Italiani, indebolire la fiducia di famiglie e imprese, esporre l'Italia all'instabilità finanziaria" (anche se, poi, è proprio quello che hanno ottenuto) , l'ovvio e il banale elenco mattarelliano di mielose buone intenzioni si infrange contro la pretesa di dettare una linea filo europeista, cioè in linea con quello che è stato fatto negli ultimi sette anni e che ha solo danneggiato l'Italia.
Mattarella si è così schierato, ancora una volta, con quella che è la sua fazione di provenienza, europeista e in contrapposizione con la evidente volontà degli Italiani che le hanno tolto la fiducia.
Se Mattarella vuole sostenere quella linea, lo faccia dimettendosi e capeggiando la lista della sua fazione, vedremmo quanti voti otterrebbe, perchè non può dirsi il presidente di tutti gli Italiani se rappresenta sistematicamente le idee di una minoranza di noi.





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02 novembre 2018

Da Trump a Bolsonaro

Anche se siamo Nazionalisti, c'è un filo conduttore che ci unisce, tutti, da Trump a Putin, da Bolsonaro a Salvini, dalla Le Pen a Farage e a tutti gli altri Leaders che sono emersi nel corso di questi ultimi anni.
Il filo che ci unisce, che cementa la alleanza, la stima e la fiducia reciproca, è l'invettiva che i vari movimenti della sinistra, tutti uguali nel loro internazionalismo e multicultiralismo massificante e regressivo, ci scagliano contro.
Per loro, quando sono in buona, siamo populisti e xenofobi, quando perdono il lume della ragione e sbavano di rabbia, diventiamo omofobi, razzisti, fascisti.
Come se esserlo fosse un qualcosa che, in se stesso, rappresentasse il Male assoluto.
Ma così non è.
I voti del Popolo, di quel Popolo che la sinistra ad ogni latitudine ha sempre preteso (falsamente) di rappresentare, dicono che, fallito il Capitalismo, fallito il comunismo, ormai fallito anche l'estremo connubio perverso tra capitalisti e cattocomunisti, ci si rivolge ad una terza via che è, poi, una via antica, quella della difesa degli interessi generali di una Nazione, di un Popolo, di una Gente che non può che essere "una d'arme, di lingue, d'altare, di memorie, di sangue e di cor".
Con buona pace di chi propugna la disgregazione sociale attraverso l'inquinamento delle nostre Radici e della nostra Identità con l'immissione massiccia di elementi estranei.
Così i Leaders che emergono nonostante una campagna ostile che non è mai stata così virulenta e che vede affondare abbracciati insieme i cattolici di Bergoglio, gli epigoni dell'ideologia socialista e comunista e i potenti squali della finanza e degli affari, rappresentano quella speranza per il futuro che chi li ostacola vorrebbe annientare e soffocare sotto una cappa di conformismo che ci trasformerebbe tutti in schiavi.
Vediamo quindi Salvini che ha ingaggiato una battaglia epocale per bloccare l'invasione dei clandestini, esattamente come si accinge a fare Trump alle prese con una marcia di clandestini dall'Honduras, che nessuno ha il coraggio di fermare, come nell'apocalittico e ma abbastanza ricordato, consigliato e citato Il Campo dei Santi.
Analogamente in Brasile, lo stato più grande e importante del Sud America, si insedierà dal primo gennaio un presidente la cui candidatura era stata prima dileggiata, poi tentata di cancellare con la violenza di un attentato, quindi messa all'indice e, ciononostante, ha ottenuto il 55% dei voti.
Un presidente che ha fatto delle promesse anche all'Italia, quella di riconsegnare il terrorista rosso Cesare Battisti e che costui ha definito "fanfaronate".
Mi auguro che Bolsonaro sappia confermare la sua fama, dimostrando al terrorista rosso Battisti che le sue non sono fanfaronate, esattamente come mi auguro che Trump proceda con l'abolizione dello ius soli e l'invio dei marines a bloccare l'ingresso dei clandestini.
Sarebbe di buon esempio in tutto il mondo. 





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01 novembre 2018

Gli untori colpiscono ancora


L'istat ha rilasciato un dato provvisorio dal quale emergerebbe che nel terzo trimestre del 2018 il pil non ha avuto alcun incremento.
Contemporaneamente (per chi crede nelle coincidenze fortuite) la commissione sovietica di Bruxelles ha inviato un'altra lettera contro il progetto di bilancio italiano.
Lo spread è risalito.
Martina, Tajani e gli altri tromboni della politica consociativa hanno ripreso a gridare e pronosticare disastri, imputando il fermo del pil al nuovo governo.
Ma il nuovo bilancio del governo del cambiamento sarà in vigore solo dall'1 gennaio 2019.
Al momento stiamo operando con il bilancio del governo Gentiloni, approvatissimo da Bruxelles e in piena conformità con le direttive imposteci dai padroni del nord europa.
Il fermo del pil è la conseguenza di un generale rallentamento dell'economia in tutta Europa come attestano i dati prevalenti degli stati della zona euro e l'Italia, come sempre, viene trainata su o giù a seconda delle circostanze.
E questo fatto è imputabile unicamente a chi ci ha governato, segnatamente negli ultimi sette anni, dal novembre 2011 al maggio 2018, che ha sempre, sempre, eseguito gli ordini di Bruxelles, riuscendo a non agganciare alcuna ripresa ed a depauperare la Nazione e i cittadini italiani, senza produrre alcuna crescita, anzi ponendoci in coda a tutti quando il vento era favorevole.
Gli stessi che ci hanno condotto al disastro, sbagliando politica, adesso sono gli untori che accreditano una situazione preagonica con il bilancio del Governo Salvini Di Maio.
Perchè se stiamo operando in base al bilancio di Gentiloni, visto che quello del cambiamento deve ancora essere approvato e comunque sarà in vigore dal 2019, lettere, flessione produttiva, spread, sono tutti frutto della visione di una palla di vetro, di previsioni, di elaborazioni che non sono la realtà, ma sono la rappresentazione di quel che si vorrebbe fosse la realtà per fini esclusivamente politici: fermare i cosiddetti populisti.
Gli untori nostrani, ruspanti come Martina o imbolsiti come Tajani, non fanno altro che alimentare allarmismi fondati sul nulla, sulle visioni di qualche sibilla che ha letto il futuro bilancio italiano sulle sue foglie esposte al vento.





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31 ottobre 2018

Il mal di pancia grillino


Un gruppo di parlamentari grillini ha cominciato a contestare le scelte del loro leader, Di Maio.
Alcuni non mandano giù la scelta di proseguire con la Tap, altri vorrebbero ostacolare l'approvazione del decreto sicurezza, della legge sulla legittima difesa, cioè i capisaldi della politica leghista.
I contestatori trovano il loro scudo in due leaders mancati: Fico e Di Battista.
Il primo, probabilmente preda del virus della presidenza della camera, si è distinto nelle battaglie boldrinesche a favore dei clandestini.
Il secondo, che ha scelto di non stare in parlamento, continua a straparlare sui vari argomenti.
Proprio queste turbolenze dimostrano come sia stata giusta la scelta di Salvini di tentare il governo, l'unico possibile, con i Cinque Stelle sullal base di un contratto che, ora, ambedue i partiti si trovano a dover rispettare.
La Lega, in modo compatto, anche sui provvedimenti più urticanti come il reddito di cittadinanza e i Cinque Stelle nel piano sicurezza, legittima difesa, immigrazione.
La Tap, la rottamazione della Fornero e, tutto sommato, anche la flat tax sono argomenti secondari rispetto a quelli citati.
Io mi auguro che Di Maio riesca a sedare la rivolta e auspico che Salvini possa anche dargli una mano perchè l'alternativa a questo governo è un governo del ragionier Cottarelli, succube di Bruxelles e che vanificherebbe tutto quel che è stato realizzato da giugno ad oggi.
Perchè, ricordiamocelo bene, Mattarella, finchè sarà al Quirinale, non concederà mai elezioni anticipate che porterebbero la Lega a diventare il primo partito d'Italia e, assieme a Fratelli d'Italia e alla parte migliore di Forza Italia e forse anche dei Cinque Stelle, costituire una solida maggioranza parlamentare senza ... grilli per la testa.




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30 ottobre 2018

E adesso, poveri orfani dello spread ?


Mentre le intelligenze più acute della sinistra, come commenta e riferisce Nessie, si affannano a trovare giustificazioni per gli stupratori e assassini venuti dall'Africa, i Popoli si occupano delle questioni concrete e sbaraccano la sinistra di governo e gli inguardabili inciuci tra popolari e socialisti, punendo entrambi.
In Brasile viene eletto (e senza alcun dubbio con oltre il 10% di vantaggio) Jair Bolsonaro, che la suffragetta della rai, Giovanna Botteri, aveva ripetutamente messo all'indice quale omofobo, sessista, razzista e, per non fargli mancare nulla, fascista nostalgico della dittatura.
Al grido di "lui no" tante emule della suffragetta nostrana hanno fatto campagna elettorale e, come al solito, i media italiani registravano con compiacimento l'avanzare lento ma inesorabile del candidato della sinistra.
Che, però, si è fermato sotto il 45% mentre Bolsonaro (che ci ha promesso di restituirci il terrorista rosso Cesare Battisti, ma forse sarebbe meglio se lo imprigionasse per sempre in una fatiscente prigione brasiliana, perchè qui dopo qualche anno di spa con ogni comfort, tornerebbe libero) con oltre il 55% , LUI SI' !, è stato eletto.
Quasi contemporaneamente, nella vecchia e molle Europa della diarchia tra popolari e socialisti, in Assia si ripete l'esito elettorale della Baviera con la Cdu della Merkel e la Spd che perdono ciascuna il 10%.
Voti della Cdu passati quasi integralmente all'Afd che guadagna il 9% (aveva il 4,1) raggiungendo il 13,1% ed entra anche nell'ultimo parlamento regionale in cui non era presente, mentre i voti della Spd sono andati quasi integralmente ai Verdi che passano dall'11,5 al 19,8 e diventano l'ultima trincea della sinistra.
Come se non bastasse, Standard&Poor invece di declassare l'Italia ne ha solo ridotto le prospettive e la Borsa ha risposto con una galoppata in rialzo e lo spread con la marcia inversa.
Orfani di Lula, della Merkel, dello spread, cosa rimane ai sinistri ?
Beh, rimane loro Selene Ticchi con la sua t-shirt.
Chi si accontenta, gode.





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29 ottobre 2018

Gli untori


La peste del XXI secolo è la sfiducia, il pessimismo, il catastrofismo che soggetti interessati ad influenzare negativamente moltitudini timorose, spargono a piene mani utilizzando i loro mezzi di propaganda.
Gli untori del XXI secolo, in Italia, sono tutti coloro che ad ogni occasione scrivono, dicono, urlano che l'Italia, con il governo Salvini Di Maio, sta per "andare a sbattere".
Lo scrivono negli editoriali dei giornali, quasi tutti allineati e coperti sulla linea europeista dettata dalle consorterie affaristico finanziarie che posseggono le loro televisioni e i loro giornali, lo urlano le opposizioni incuranti dei danni che provocano (perchè sono i Padoan, i Renzi, i Martina, i Tajani, le Carfagna i veri acceleratori dello spread), lo ripetono i commissari europei e i burocrati della Bce e di Bruxelles nel timore che, contrariamente ai loro guaiti, il primo governo populista d'Europa riesca ad ottenere quei risultati che sarebbero un faro per tutti gli altri Popoli e Nazioni europei.
Allora, da qui a maggio quando si voterà per l'Europa, non importa quando grave potrà essere il danno, ma bisogna far fallire la politica economica di Salvini e Di Maio.
Gli untori lottano per la loro sopravvivenza, non per il nostro bene.
Gli untori si riconoscono dall'acidità dei loro scritti, dagli attacchi personali che svolgono, dal viso perennemente corrucciato e funereo (vedi alla voce Martina) o imbronciato come un bambino dell'asilo infantile cui hanno tolto la caramella e che, senza contraddittorio, critica il programma di bilancio (vedi alla voce Padoan a Sky Tg 24 Economia del 25 o 26 ottobre scorso).
Gli untori cercano di dividere le due forze di governo sperando di incunearvisi e di portare l'una o l'altra sotto l'ala dei loro mandanti.
Attribuendo agli untori il peso (nullo) che meritano, non dobbiamo lasciarci intimorire dalle loro parole, ma ricordare che la Dignità fa rima con Sovranità e non con Europa.




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28 ottobre 2018

Libertà di opinione


Il 28 ottobre del 1922 è ricordato come il giorno in cui Benito Mussolini, con la pressione esercitata dalla Marcia su Roma, fu incaricato dal re Vittorio Emanuele III di formare il nuovo governo, il primo giorno dell'Era Fascista.
Vi rimase fino al 25 luglio 1943.
Uno può pensare che a 96 anni di distanza, quella data sia già stata archiviata nei libri di Storia, superata da altre vicende ben più terribili e con effetti ancora oggi sensibili per noi contemporanei.
Invece, no.
Gli antifascisti si premurano di ricordarcela e attualizzarla ogni anno, a memoria imperitura del Fascismo e del suo Duce.
Esattamente il contrario di quel che a parole dicono di volere.
Non sarebbe una novità che a sinistra, i cattocomunisti, agiscano per conseguire un risultato e poi ottengano esattamente l'effetto opposto.
Guardiamo negli Stati Uniti dove il livore contro il Presidente Trump ha scatenato la reazione di un sostenitore del Presidente che ha ritenuto di passare ai fatti.
In Italia, se non ci fossero gli antifascisti e le loro manifestazioni liturgiche ormai stanche e superate, non ci sarebbe chi organizza, avendo il pieno e pari diritto di manifestare una opinione, una idea, manifestazioni di segno opposto.
La repressione non funziona, come non funzionerà in Spagna l'odio cieco che nutrono i socialisti al punto da riaprire una ferita che sembrava chiusa con la scelta del vincitore della Guerra Civile, il Caudillo Francisco Franco, di onorare i caduti di TUTTE le parti in un unico santuario che ora vorrebbero trasformare nel loro santuario esclusivo.
Non mi meraviglia quindi se, invece di celebrare con compostezza, ognuno in base alle proprie convinzioni, questa giornata, si organizzino manifestazioni di piazza, con una parte, sempre quella, la sinistra, che pretende di impedire all'altra parte il legittimo diritto di manifestare, che hanno poi l'unico risultato di rompere le scatole ai cittadini che vorrebbero trascorrere una domenica in tranquillità, senza fare slalom tra divieti di circolazione per il presunto inquinamento atmosferico e divieti di transito per le manifestazioni politiche contrapposte.
Possibile che dopo 96 anni non si sia ancora capito che ognuno ha diritto ad esprimere le sue idee, liberamente ?




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27 ottobre 2018

#Noncifatepaura


"Se passa la manovra del governo italiano, e ancora peggio se non devasta l’economia come viene preannunciato tre volte al giorno, viene delegittimato l’establishment tecno-finanziario-capital-sinistrorso che regge l’Unione, di cui in Italia abbiamo molti reggicoda. Altri paesi seguirebbero l’esempio e si sentirebbero in diritto di prendere una loro strada, di non sottomettersi al diktat europeo e alla loro prescrizione tassativa. E alle elezioni europee sarebbe un massacro per gli assetti di potere vigenti, di cui Junker, Moscovici, sono gli ultimi figuranti. Da qui il terrorismo mediatico-finanziario, le scomuniche scritte e inscenate. Si giocano tutto.".
Ma non era necessario che si scomodasse un Uomo di Cultura come lui per scrivere quello che almeno il 60% degli Italiani ha capito da tempo: la commissione europea è solo il paravento di inconfessabili interessi finanziari e affaristici quasi sempre in contrasto con gli interessi dei Popoli e delle Nazioni europee e che non si curano delle loro aspirazioni e sofferenze.
Per questo sempre più cittadini, quando viene data loro l'opportunità, votano contro quell'establishment di cui parla Veneziani e che, purtroppo, trova molti servitori fedeli anche tra i parrucconi italiani e nei partiti che ci hanno condotto allo sfascio negli ultimi sette anni.
Le loro armi sono quelle dei vili, i complotti nel chiuso delle loro fortezze e l'uso spregiudicato della finanza e dei media da loro finanziati.
Bene ha fatto il Ministro Savona a rinfacciare a Draghi che lo spread è responsabilità sua e soltanto sua, perchè a lui spetta il controllo delle banche e l'intervento per acquistare i titoli di stato dando garanzia del loro collocamento e della loro stabilità onde evitare speculazioni.
Quando infatti avevamo il controllo della nostra moneta, la famosa Sovranità finanziaria che si estrinseca con l'autonomia nel battere moneta, non si parlava di spread, così come non se ne parla per il Regno Unito, la Svezia o la Svizzera.
Cosa ci possono fare ?
Ci cacciano dall'euro ?
Magari !





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26 ottobre 2018

La difesa è sempre legittima


Mentre Draghi si allinea ai nemici dell'Italia pronunciando la sua squallida marchetta, in Italia il Governo procede sulla via del cambiamento.
Molto più importante dei numeri da ragionieri europei è l'approvazione in senato del disegno di legge sulla legittima difesa.
Dal mio punto di vista non è ancora sufficiente, perchè la vera Libertà di un Individuo si vede quando lo stato, il suo stato di appartenenza, non gli impone balzelli o divieti nel difendere se stesso, i suoi parenti e le sue proprietà, in casa e fuori di casa, di notte e di giorno.
Il traguardo finale è che tutti i cittadini di nazionalità Italiana possano comprare, possedere e portare un'arma senza necessità di timbri autorizzativi.
Intanto, però, Salvini sta portando al traguardo una riforma che renderà liberi tanti cittadini onesti perseguitati per essersi difesi da aggressioni di rapinatori.
E' un fatto importante, come è importante il voto favorevole di Fratelli d'Italia e di Forza Italia, a dimostrazione che la base, anche parlamentare, del Centro Destra si sta allineando al traino della Lega e certamente apprezza più Salvini di Tajani.
Alla camera i numeri dovrebbero essere ancora più favorevoli e, quindi, avanti con l'approvazione definitiva per poi far seguito con il decreto sicurezza e immigrazione.
Sicurezza e immigrazione che sono inscindibili come dimostrano le vicende di cronaca nera che coinvolgono sistematicamente immigrati in percentuale enormemente superiore alla percentuale degli immigrati presenti in Italia.



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25 ottobre 2018

Non lasciare, ma raddoppiare


Non sono sicuro che l'atteggiamento della commissione europea di aggressione contro l'Italia sia una dimostrazione di forza.
Chi è forte è paziente, mentre la commissione sta rispondendo senza neanche riflettere o riunirsi,
A proposito.
Che posizione sta tenendo la silente Mogherini, commissario europeo dell'Italia nominata da Renzi ?
Gioca contro l'Italia per favorire la sua parte politica di origine (come fa l'italiano presidente del parlamento europeo Tajani) oppure al richiamo della Patria è scesa in trincea a difendere gli Interessi Nazionali ?
Sarebbe da segnalarla a "chi l'ha vista" ...
Al punto in cui siamo non vedo plausibile un accordo che significherebbe un passo indietro degli uni o degli altri o, più facilmente, di entrambi.
La legge di bilancio redatta dal Governo Italiano è il minimo sindacale per iniziare a cambiare le cose, mantenendo gli impegni con gli Elettori.
Anche quando sono impegni assunti dall'altro partito del contratto e anche quando quegli impegni continuano a non essere nelle nostre corde come il reddito di cittadinanza.
La priorità è recuperare la Sovranità Nazionale, sganciando l'Italia dalla sudditanza verso la commissione europea.
Costi quel che costi.
E il mio auspicio è che Salvini e Di Maio non lascino, ma raddoppino il progetto.
Vogliono un nuovo bilancio ?
E io te ne scrivo uno nuovo mettendo da subito il limite dei 41 anni di contributi per la pensione e 65 anni per la vecchiaia e imponendo la flat tax da subito e a tutti.




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24 ottobre 2018

Juncker,Moscovici e compagni come l'arbitro Moreno


Byron Moreno fu l'arbitro ecuadoregno che nel 2002, con una conduzione faziosa che portò a molteplici sospetti aumentati dopo le successive vicende personali che lo videro anche arrestato per droga, eliminò l'Italia dai campionati del mondo di calcio.
Gli odierni epigoni di Byron Moreno si chiamano Juncker, Moscovici, Dombrovski, Asselborn e tutta la schiera di pagatissimi burocrati europei, nonchè le loro metastasi italiane che, invece di sostenere il Governo Nazionale, remano contro per meschini interessi di parte.
La commissione europea è, allo stesso tempo, accusatore, giudice e carnefice.
Respinge il progetto di bilancio dell'Italia perchè teme che possa riuscire, ribaltando sette anni di inutili sacrifici da lei imposti ed eseguiti dai vari Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.
Ma se dopo sette anni di bilanci scritti sotto dettatura della commissione non siamo usciti dalla crisi non sarà perchè ad essere completamente sballate sono le ricette di siffatti "esperti" ?
Allora ad essere bocciati sono proprio loro che hanno dimostrato di non essere in grado di farci superare la crisi.
Ben venga un progetto di bilancio che mandando all'aria i disegni della commissione europea, restituisce Dignità e Sovranità al Popolo e alla Nazione Italiana e speranza a tutti i Popoli e le Nazioni europee di potersi sottrarre alla dittatura ragionieristica di Bruxelles.




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