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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

25 maggio 2018

Incollati al potere

Ho letto che Mattarella avrebbe manifestato "irritazione" per le affermazioni di Lega e Cinque Stelle circa le sue presunte interferenze sui nomi del governo.
Ribaltando quello che raccontano gli stessi organi di stampa servi di regime e a lui affini, secondo Mattarella l'invasione di campo sarebbe dei partiti votati dalla maggioranza del Popolo cui appartiene la Sovranità.
Ma da chi dovrebbe essere composto un governo di Lega e Cinque Stelle ?
Forse da elementi che non ne condividono il programma e quindi non lo realizzerebbero ?
Credo ne vedremo ancora di manipolazioni di questo genere e c'è solo da sperare che Salvini e Di Maio non si facciano irretire dalle sirene delle consorterie di potere, perché proprio questa resistenza ad oltranza ci dimostra come la ruspa non sia sufficiente per sbarazzarci di tutte le incrostazioni che l'attitudine al servilismo verso i potentati stranieri hanno fatto metastasi nella nostra Patria.




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24 maggio 2018

Odiosi fino in fondo


Finiti gli argomenti "economici" sbertucciati dagli Italiani anche in Valle d'Aosta, i servi delle consorterie di potere hanno attivato la mai ferma macchina del fango, riuscendo nell'intento di rendermi quasi simpatico anche un parruccone accademico, grillino e che si dice avesse simpatie a sinistra.
Il patetico tentativo di coprire di fango il premier incaricato Conte solo perchè potrebbe rappresentare un taglio netto con il passato, mostra lo spessore di chi si oppone al governo Lega - Cinque Stelle.
Mi aspetto ulteriori tentativi per impedire la formazione di un governo coeso, provando ad inserirvi elementi di disturbo che rispondano a Bruxelles più che a noi Italiani (e sarebbero quei "tecnici" pretesi da un Mattarella che si dimostra - se mai fosse possibile - peggio persino del peggior Napolitano, quello del 2011).
Spiace vedere che, dopo tante parole, anche Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni hanno scelto di puntellare il traballante regime.
Martedì sera, in una interessante puntata di Sky Tg 24 Economia, ho ascoltato (e non ci credevo !) il vicedirettore del Sole 24 Ore, Platerotti che negava ci fossero rischi economici e finanziari, perchè i rischi erano tutti politici.
I mercati, diceva sostanzialmente, sono interessati all'economia reale e, anzi, se vengono abbassate le tasse c'è più disponibilità per acquisti e investimenti.
Il rischio è tutto dell'europa, quindi un rischio politico, perchè, proseguiva il giornalista, se si dimostra che l'Italia può farlo, altri seguiranno, mandando all'aria il giochino della Merkel (aggiunta mia).
Fosse vero !





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23 maggio 2018

Libertà, Indipendenza e Dignità non hanno prezzo


Mentre giornali e media servi di regime e sudditi dei voleri di Bruxelles continuano a bombardare di lazzi e ironie il possibile governo del cambiamento tra Lega e Cinque Stelle e contemporaneamente Mattarella cerca di ostacolare in ogni modo la costituzione del governo, la litania (il mantra con un linguaggio modernista) che accompagna lo scherno con il quale i privilegiati e le caste accolgono la novità voluta dal Popolo con il voto, è: quanto ci costa ?
Sembra la vecchia pubblicità della Telecom, con l'adolescente che tubava al telefono "mi ami ? ma quanto mi ami?" e il padre con bolletta in mano che le diceva "ma quanto mi costi ?".
I primi titoli di radio e tele giornali riguardano il crollo della borsa (ma era giornata di "stacco" dei dividendi) e lo spread di montiana memoria che sale.
Abbiamo dovuto dar credito ad un parruccone universitario, regalandogli persino il laticlavio a vita ancor prima di vederlo all'opera, quindi abbiamo dovuto accettare un parvenu bulletto fiorentino, entrambi disastrosi, ma a Salvini e Di Maio non fanno credito neppure per attendere la costituzione del governo.
Ormai sono stati schierati tutti i reggimenti del potere per sparare ad alzo zero contro Lega e Cinque Stelle e ancora ci chiedono: quanto costa ?
Un crucco del ppe si permette di ricordare il nostro ingente debito pubblico che proprio i governi da lui sostenuti (da Monti a Gentiloni) hanno portato dai 1900 miliardi dell'era Berlusconi agli attuali 2300.
Ma quanto ci costa la flat tax ?

Quanto ci costa rispedire a casa loro i clandestini ?
Quanto ci costa abolire la Fornero ?

E, allora, quanto ci costa questo sistema che provoca suicidi, fallimenti e non risolve il problema del debito pubblico ?
Quanto ci costa soggiacere sempre, da schiavi, alle direttive provenienti da una entità sovranazionale formata da burocrati mai eletti ?
Quanto ci costa l'utilizzo di una moneta costruita a immagine e somiglianza e, soprattutto, per l'interesse di un solo paese: la Germania ?
Quanto ci costa applicare le sciocche disposizioni sull'agricoltura, sulle quote latte, sulle coltivazioni ?
Quanto ci costa recepire direttive, come quelle sulla privacy, che rappresentano solo costi e non portano alcun beneficio perchè chi può violare la nostra riservatezza sono quelle grandi società informatiche che se ne fregano di Bruxelles ?
Soprattutto, quanto ci costa rinunciare alla nostra Libertà di moneta, alla nostra Indipendenza nella politica che si traducono nell'essere calpestati nella nostra stessa Dignità di Nazione e di Popolo ?
Certo, un prezzo lo pagheremo se vorremo affrancarci dalla servitù cui i Prodi e i Ciampi ci hanno condotto con la folle adesione a Mastricht e all'euro ed è un prezzo che potrebbe anche essere alto.
Ma lo dobbiamo pagare per riconquistare la nostra vita, perchè il lavoro sia il completamento della nostra persona e non una ossessione fondata sui numeri dei conti economici, degli utili che DEVONO essere sempre in crescita, che calpesta la dignità delle persone trattandole come automi.
Allora paghiamolo questo prezzo per riscattare la nostra Libertà, la nostra Indipendenza, la nostra Dignità, perchè questi sono Valori che non hanno alcun prezzo ed ai quali si può parafrasare Pound e affermare che se non siamo disposti a pagare un prezzo anche alto per riprenderci la nostra Libertà, Indipendenza e Dignità, poichè quelli sono Valori massimi, allora vuol dire che siamo noi a non valere nulla.






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22 maggio 2018

Un consiglio al governo che verrà


I grillini sono pessimi compagni di strada.
Un presidente del consiglio estrapolato dall'accademia non può rappresentare un governo che vivrà su una diarchia tra i due vice, la cui parola sarà di gran lunga più importante di quella del premier.
Non mi piace l'idea di affidare ministeri importanti a dei "tecnici" senza anima.
Non mi piace che il Centro Destra si sia spaccato (ma la colpa è di Berlusconi e anche della Meloni).
Nonostante tutto ciò la voglia di cambiare, l'ostilità ai Mattarella, ai Renzi, alle Merkel, ai Micron è tale che avrei probabilmente accettato qualunque cosa.

Cosa chiedo e cosa consiglio in cambio ?
Salvini e Di Maio non si facciano irretire nè spaventare da spread e da "richiami" impropri di una entità sovranazionale.

E' inutile cercare, come già fece Berlusconi, di farsi accettare in quello che loro ritengono "il salotto buono" ed entrarvi da sopportati, ma solo se ci si "comporta bene".
L'errore del Cav fu proprio quello di cercare di accattivarsi la simpatia dei poteri forti e, quindi, di snaturare la sua politica che divenne senza nerbo.
A Salvini e Di Maio chiedo esattamente il contrario.
Lo spread è a 190 ?
Chissenefrega !
Si attui il contratto, senza alcun tentennamento.




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21 maggio 2018

Anche i nomi hanno importanza


Dopo aver redatto un contratto che è in larga parte condivisibile recuperando molti dei temi del Centro Destra e scontando, perchè inevitabile, le concessioni ai Cinque Stelle nell'ambito del miglior compromesso possibile, adesso tocca ai nomi.
Forse già oggi sapremo di più così, ma nel momento in cui scrivo (poco prima della partita del Bologna a Udine) non avendo certezze ma solo quello che viene detto nei radio e telegiornali e scritto sui quotidiani, esprimo una mia opinione.
Che parte dall'ipocrisia del Quirinale che sembra abbia preteso di parlare di ministri solo con il premier incaricato.
Una bella ipocrisia, visto che il premier non dovrà fare altro che applicare il contratto e tutti sanno che le azioni di controllo del governo le hanno in mano Salvini e Di Maio.
Sembra inoltre che il Quirinale complotti per imporre nomi di sua fiducia, quindi dei cosiddetti "tecnici" nei ministeri più importanti (Esteri, Economia, Difesa) cercando di rendere il tutto indigesto a Salvini per costringerlo a mandare all'aria tutto quanto e quindi realizzare quel governo finto neutrale, infarcito da parrucconi di regime.
Sembra infine che Mattarella stia istigando Berlusconi perchè sottragga in qualche modo dei senatori alla Lega e renda minoritario il nascituro governo.
Inaccettabile.
Tutto quanto.
E' vero che indipendentemente da chi andrà al governo, sia esso un tecnico gradito a Bruxelles o un politico determinato sui principi e valori espressi dal contratto, non potrà fare altro che applicare, rigidamente, l'accordo contrattuale.
Per cui se anche un servo della Merkel fosse premier o ministro dell'economia e realizzasse la flat tax, abolendo la Fornero, sarei soddisfatto.
Ma l'esperienza di Ruggiero come ministro degli esteri nel primo governo Berlusconi racconta un'altra storia, di come, pur formalmente rispettando le direttive di governo, costui agisse sistematicamente contro la linea ufficiale del governo fino a doversi dimettere, ma comunque rallentandone l'azione e, in definitiva, affossando la spinta propulsiva che sarà tale solo per i primi mesi, come sempre in ogni governo.
Così, pur non apprezzandolo nè stimandolo, preferirei sopportare il disgusto di vedere Di Maio premier, piuttosto che un parruccone accademico che non ha raccolto un solo voto popolare.
Analogamente per i ministeri più importanti.
Se Mattarella, dimostrandosi degno emulo del suo predecessore nelle interferenze pur essendo stato eletto da una maggioranza spazzata via dal voto popolare del 4 marzo e che comunque era fondata su traditori del voto popolare del 2013 ed essendo quindi privo di legittimità popolare, cercasse di imporre "tecnici" agli esteri, economia, difesa, con l'idea di rallentare, imbrigliare e affossare l'azione di governo, allora meglio far saltare tutto e affrontare una campagna elettorale nella quale, oltre a ribadire le proprie idee e valori, si imputi a Mattarella un comportamento elusivo dei suoi doveri di imparzialità, dimostrandosi solo il presidente del vecchio patto del Nazareno.
Mi aspetto quindi che Salvini e Di Maio offrano agli Italiani una autentica alternativa populista e sovranista, anche nei nomi dei ministri, senza cedere alle pressioni di un Quirinale sempre più garante di Bruxelles che degli interessi nazionali.






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20 maggio 2018

Legittima difesa


Nel governo che, a questo punto, sostengo più contro i Mattarella, gli Juncker, i Renzi, i Berlusconi che per gradimento dei compagni di viaggio grillini, un tema sottoscritto dalle parti è quello della legittima difesa.
Troppo spesso le vittime sono state perseguitate quando hanno reagito e ci sono persino casi in cui sono state condannate, loro, non i delinquenti !, addirittura a rimborsare i danni ai parenti del criminale neutralizzato (per sempre).
Sarebbe illusorio pensare che la normativa che verrà fuori possa garantirci il pieno diritto all'autodifesa che è, poi, la miglior legittima difesa possibile.
Del resto non possiamo avere al seguito, come un'ombra, un poliziotto o un carabiniere che intervenga tempestivamente quando qualche delinquente minaccia la nostra persona o la nostra proprietà.
E proprio ieri nel Carlino vi sono due notizie emblematiche sulla necessità di un concetto di legittima difesa che tuteli a trecentosessanta gradi i cittadini onesti.
In cronaca di Bologna si narra di un'ambulante insultata e minacciata da un gruppo di immigrati che, abitualmente, bighellonano nei pressi ben consci, si scrive nell'articolo, che qualunque cosa facciano non subirebbero alcuna sanzione.
In cronaca nazionale il trafiletto che ho scansionato e che illustra questo commento.
Come poter negare che la Sicurezza di una Società, di una Comunità inizia con un atteggiamento attivo dei singoli cittadini cui, però, deve essere garantita la possibilità di opporsi, ad armi pari, ai delinquenti ?




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19 maggio 2018

Chiamata ai gazebo leghisti



Giovedì, in Sky tg 24 economia, erano presenti in tre, oltre al conduttore, mitraglietta come Mentanae che crede di essere ironico e pungente ma è solo banale e saccente.
C'era il prof. Rinaldi, definito "sovranista", qualifica che lui ha accolto con legittimo orgoglio.
In contrapposizione l'ex "consulente economico di palazzo Chigi" sotto Renzi e Gentiloni che ha avuto, per i suoi servigi, lo scranno da parlamentare.
E c'era, definito "terzo" un giovane finanziere di Bloomberg.
Mentre Rinaldi ha esposto con la pacatezza che gli è propria le ragioni per cui il programma economico del futuribile governo giallo-verde non solo è fattibile ma è necessario, l'ex consigliere economico sprizzava bile da tutti i pori fino a definire Lega e Cinque Stelle "quella gente" con un tono talmente spregiativo che c'è da chiedersi quale educazione costui abbia ricevuto e assimilato.
Il "terzo" si è poi manifestato più fazioso addirittura dell'ex consigliere economico, dimostrando come la sua terzietà fosse solo nei sogni del conduttore che, da parte sua, non era certo imparziale.
Tre contro uno.
Risultato: sono sempre più orientato a favore del governo giallo verde e quando ci saranno andrò ai gazebo della Lega, per la prima volta in vita mia, a votare e votare "SI'" al contratto.
Perchè di quello si tratta: vogliamo realizzare un forte cambiamento nella politica mandando a quel paese quell'europa che sta manovrando per renderci sempre più schiavi ?
SI' !
Allora andiamo tutti ai gazebo delle Lega e diciamo sì al programma di governo, che non significa dire sì a Di Maio o ai Cinque Stelle per l'eternità, ma significa fare di necessità virtù.
Non essendoci i numeri per un governo del cambiamento del Centro Destra (e viste le sue dichiarazioni che sembrano quelle che potrebbe fare la Merkel, avrei qualche perplessità sulla autonomia e libertà di Berlusconi ad esserne parte) allora non ci resta che la Lega con i Cinque Stelle.
Ma solo per cinque anni, non un giorno di più.



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18 maggio 2018

L'ultimo miglio


Scritto un contratto per i cinque anni della legislatura, Salvini e Di Maio affronteranno l'ultimo miglio, in salita per l'individuazione delle persone che dovranno tradurre in atti legislativi i principi contrattuali.
Il contratto è leggibile integralmente (per non cadere nella trappola delle sintesi corredate da commenti dei sudditi ue) su tutti i quotidiani online ed è un contratto fondamentalmente apprezzabile, molto più dei programmi di governo di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni) e probabilmente anche più di quanto Berlusconi sarebbe mai riuscito a delineare.
Anche se vi sono passaggi che mi lasciano contrariato (come il reddito di cittadinanza, il possibile blocco della Tav e la mancanza di un percorso che ci porti fuori dall'euro) la gran parte del contratto appartiene alle mie corde.
E che sia un buon programma ce lo dicono i bombardamenti cui sono sottoposti Lega e Cinque Stelle, con i burocrati europei che si affiancano alle stridule voci dei cattocomunisti e agli ultimi acquisti del gregge: Sallusti e Feltri, la lettura dei cui quotidiani è ormai diventata un emetico.
Quel coro di assatanati che interpreta e dileggia il contratto per danneggiare il costituendo governo, fregandosene altamente se in tal modo danneggia l'Italia e gli Italiani, proiettando una percezione di instabilità e di disastro imminente.
Ai Mattarella, ai Renzi, ai Berlusconi e quindi ai loro ventriloqui, interessa impedire che il contratto possa essere messo in pratica, perchè se così accadesse non avrebbero alcuna speranza di ritornare al potere, neppure grazie ai complotti dell'unione sovietica europea.
Loro puntano allo sfascio per poter poi raccogliere i cocci della Patria e finire di svenderci alle consorterie non elette che comandano nell'unione sovietica europea.
Per questo motivo, se si dovesse formare un governo con i Cinque Stelle, mi turerò naso e bocca e lo sosterrò: per la realizzazione del contratto.



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17 maggio 2018

Rifiutare ogni limite alla nostra Sovranità


Il possibile governo tra Lega e Cinque Stelle fa paura all'unione sovietica europea, ai suoi burattinai e ai suoi servi.
La procura di Milano ha rinunciato ad opporsi alla riabilitazione di Berlusconi, segno che il Cav non è più nella lista dei "nemici pubblici" e, anzi, sembra il deus ex machina della tecnocrazia per far inciampare Salvini.
Di giornali e televisioni ne abbiamo già scritto ieri.
Oggi ci riprovano con i ricatti dello spread e delle vendite dei titoli azionari italiani: ce ne faremo una ragione.
I quattro dell'Ave Maria (Katainen, Moscovici, Dombrovski e Avramov) hanno ricominciato, sotto la direzione di Juncker, con indebite interferenze negli affari nostri e credo che dovrebbe essere loro interdetto l'ingresso in Italia perchè "persone non gradite".
Il pci/pds/ds/pd ha ritrovato lo smalto del maggiordomo che accorre in soccirso del proprio padrone, come sempre una entità internazionalista e anti Italiana.
Un giornale online ha pubblicato una bozza del contratto che qualche servizievole manina ha fatto recapitare per scatenare un fuoco di sbarramento man mano che si avvicina la prospettiva di chiudere l'accordo.
Mattarella continua a tenere il fiato sul collo con pretese che tradiscono il suo ruolo non da arbitro nè imparziale.
A me la bozza, ancorchè "superata", piace proprio nelle affermazioni di principio quali l'individuazione di un percorso per lasciare l'euro e la revoca delle sanzioni alla Russia.
In ogni trasmissione radiofonica e televisiva insistono nel dileggiare (in assenza degli esponenti della Lega) le proposte economiche, ma quando, come martedì in Sky Tg 24 economia, è presente uno che sappia di cosa si sta parlando (nell'occasione era il senatore Siri) non hanno argomenti per ribattere.
Così, vorrei invitare tutti ad aprire il cassetto fiscale e guardarsi il riparto delle proprie tasse del 2017.
Dicono che non ci sono fondi per coprire i 55 miliardi della flat tax e i 15 dell'abolizione della Fornero ?
Bene il 2,68% delle mie tasse (e presumo che la percentuale sia uguale per tutti) è stato sperperato per la burocrazia europea e significa che per una inutile, anzi dannosa, entità sovranazionale, sborsiamo, su un bilancio di spesa di 900 miliardi, la bellezza di 24,2 miliardi.
Altri cinque miliardi e mezzo li sprechiamo per gli immigrati, ma è nelle gigantesche idrovore della sanità, della previdenza, della scuola che possiamo trovare (e con un abbondante resto) i soldi per quelle essenziali leggi.
Il 21,23% della "previdenza e assistenza" equivale a 191 miliardi.
Il 19,34% di una sanità che, per essere curati bene, ci costringe ad andare comunque a pagamento, equivale a 174 miliardi.
Il 10,90% di una istruzione sempre più da terzo mondo, equivale ad ulteriori 98 miliardi.
Un buon governo trova sicuramente 70 miliardi (e anche di più, molti di più !) da una spesa di 900 miliardi.
Ed proprio quello che le caste di privilegiati che sulle nostre tasse prosperano, temono e cercano assolutamente di evitare.






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16 maggio 2018

La perniciosa autoreferenzialità della casta giornalistica


Una volta c'erano le corporazioni che consentivano di svolgere un lavoro (muratore, fornaio, macellaio etc.) solo a chi ne facesse parte e per essere membro della corporazione bisognava esserne accolti e accettati.
Oggi le corporazioni si chiamano caste, con una chiara connotazione negativa e tra le più autoreferenziali c'è quella dei giornalisti che, da un paio di anni, stanno battagliando, tutti uniti, senza distinzioni ideologiche, per impedire che vi sia una informazione libera che prescinda dalle loro penne cui vorrebbero riservare l'unico diritto di parola, tacciando altri di "fake news".
Naturalmente sarebbero loro a decidere chi e come si fa "buona informazione" e quali notizie sarebbero da censurare e, magari, sanzionare.
Un nuova censura, insomma.
In questi giorni tormentati per la costruzione di un governo che non sappiamo se ci sarà (nè se sia cosa buona e giusta che si formi) vediamo la stampa, stranamente uniforme e monocorde (forse con qualche piccola stonatura da parte de La Verità di Belpietro) dileggiare i protagonisti del tentativo di formare il governo, Di Maio e Salvini e i rispettivi partiti.
Particolarmente scatenati sono i quotidiani affiliati alle consorterie europee, quelli che vorrebbero imbottire l'Italia di immigrati e soggiacere a tutti gli ordini della Merkel per interposto Juncker.
Ma forniscono ampie dimostrazioni di sudditanza, sia pur per differenti motivi, anche Feltri e Sallusti con Libero e Il Giornale che non perdono occasione per berciare contro Salvini (pensando di favorire Berlusconi e Forza Italia ma ... credo si sbaglino di grosso !).
Ma quali sono le accuse imputate a Lega e Cinque Stelle ?
Il presunto dilettantismo che sarebbe reso manifesto dai tempi dilatati delle trattative e il fatto di non avere ancora un nome per il Premier, una lista di ministri e un programma certificato.
Una critica non solo ipocrita, ma anche miope visti i risultati delle precedenti esperienze con governi costituiti nel giro di una notte (veggasi Monti-Fornero !).
La tanto decantata Germania, ha impiegato sei mesi, centottanta giorni, per costituire un governo: mezzo anno senza governo, passato a trattare e scrivere il programma (di ben centosessanta pagine) che, adesso, tetragonamente, come solo i tedeschi possono e sanno fare, verrà realizzato senza distrarsi da eventi, scritti, strilli di nani e papi, ballerine e giornalisti, economisti e cantanti.
Sei mesi, centottanta giorni, per fare il governo, in una situazione complessiva sicuramente più agevole, visto che loro non hanno una legge Fornero e che sono loro a comandare nell'unione sovietica europea mandando pizzini agli altri stati e naturalmente non ricevendone alcuno.
A fronte di quei sei mesi noi non siamo neppure al terzo mese di trattative.
Loro, tra l'altro, non hanno avuto un presidente che rema contro, che sta con il fiato sul collo, cronometro alla mano e pronto a dire "no, quello non va bene".
Di più.
I tedeschi hanno un governo CDU-CSU-SPD quando i socialisti della SPD, dopo il voto, si erano chiamati fuori e, infatti, per mesi le trattative sono proseguite tra CDU, CSU liberali e verdi.
Vicinissimi a formare un governo quadripartito, poi naufragato sugli immigrati perchè la FDP (liberali) chiedeva un maggior rigore, esattamente come la Lega.
Nessuno si è scandalizzato, nè ha berciato o dileggiato i protagonisti se, al quinto mese, la Merkel ha cominciato a trattare con l'SPD e, quindi, al sesto mese ha chiuso l'accordo e formato il governo.
Se l'hanno fatto i tedeschi, perchè a Di Maio e Salvini non viene concessa analoga disponibilità di tempo ?
E se dileggiano Salvini e Di Maio, perchè sono tutti proni davanti alla Merkel ?
Ecco perchè è necessario che non vi sia alcuna censura sul web, non vi siano nell'informazione esclusive, nè filtri, nè caste depositarie della verità che cantano sempre tutti in coro la stessa canzone.






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15 maggio 2018

Una capitale per uno stato


Mentre attendiamo di conoscere se l'ircocervo del governo giallo-verde vedrà la luce e con quali nomi, le prime pagine dei giornali sono, ancora una volta, occupate dalla questione islamica, intesa come presenza sempre più invadente a casa nostra e come violenza contro lo stato di Israele.
In Francia un ceceno islamico, divenuto cittadino francese come tante anime belle vorrebber trasformare in cittadini italiani milioni di immigrati, ha accoltellato bellamente per le vie di Parigi, uccidendo una persona e ferendone altre quattro.
Inutile dire che se i cittadini francesi (come noi Italiani) avessero potuto circolare armati, appena il ceceno avesse colpito la prima persona, sarebbe stato abbattuto, invece, per ottenere lo stesso risultato, hanno dovuto attendere l'arrivo della polizia e altri innocenti sono stati colpiti.
Ma questa è solo legittima difesa, sarebbe necessario che i nostri governanti risolvessero la questione alla fonte, impedendo l'arrivo di nuovi immigrati e cacciando quelli presenti clandestinamente, da qualunque stato provengano.
Contemporaneamente i palestinesi (sempre loro !) cioè gli inventori del terrorismo da esportazione (ricordiamo Fiumicino, gli innumerevoli dirottamenti, la Achille Lauro e soprattutto la strage di Monaco) hanno ricominciato a berciare contro Israele, prendendo a pretesto la decisione del Presidente Trump di spostare l'Ambasciata Americana da Tel Aviv a Gerusalemme.
Naturalmente i pusillanimi governanti europei si sono ben guardati dal fare altrettanto e solo i rappresentanti di Ungheria, Austria, Repubblica Ceca e Romania hanno presenziato all'inaugurazione dell'ambasciata.
Ma dove dovrebbe essere la capitale di Israele se non a Gerusalemme ?
Chi vi si oppone ricorda molto l'arroganza e la violenza dei francesi che imposero al neonato Regno d'Italia di spostare la capitale a Firenze, cercando in questo modo di ritardare la presa di quella che storicamente e culturalmente è la nostra capitale, Roma.
Ogni stato ha, come capitale, la città che, nella storia, ne ha sempre rappresentato il centro e non vedo altra capitale per Israele che Gerusalemme, dove dovrebbero spostare le rispettive ambasciate tutti gli stati del mondo.




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14 maggio 2018

Andare a vedere il bluff di Mattarella


E' intollerabile che un signore eletto da una maggioranza costruita a tavolino con il tradimento del voto popolare da parte di parte consistente di essa e quindi spazzata via alle elezioni da quello stesso Popolo che ha preso in giro per sette anni, si permetta di porre delle condizioni nella difficile formazione di governo tra due partiti che hanno ottenuto la maggioranza del voto popolare e dei seggi parlamentari.
Se io fossi in Salvini e Di Maio ignorerei i diktat di Mattarella e sceglierei per i ministeri i migliori interpreti del programma che si vuole realizzare e, quindi, in gran parte persone invise al predetto Mattarella perchè nazionalisti, sovranisti e identitari.
Andrei quindi a vedere se le esternazioni minacciose di quel signore siano e meno un bluff.
Se fossero un bluff, Mattarella, rimangiandosi tutto, firmerebbe i decreti di nomina e si andrebbe a governare con la miglior compagine per realizzare il programma.
Se invece Mattarella, credendosi Luigi XVI di Francia, ignorasse le istanze provenienti da chi rappresenta il Popolo nella sua maggioranza, andrei al voto, esponendo molto chiaramente le responsabilità di chi ha impedito la costituzione di un governo del vero cambiamento.
In pratica si ribalterebbe il trappolone preparato da Mattarella per scaricare la responsabilità su Lega e Cinque Stelle delle lungaggini (ma in Germania hanno impiegato sei mesi !) e del fallimento.
Mi auguro che nella ricerca di un "terzo uomo" Salvini e Di Maio non si facciano influenzare dal Quirinale: meglio una staffetta che ci costringa, nei due anni e mezzi di presidenza Di Maio, a turarci il naso e la bocca, che un tecnocrate, un funzionario di stato infido come lo sono stati nel passato Ciampi, Dini e Monti.
Meglio uno scontro con il Quirinale, che un compromesso al ribasso sulla composizione del governo.
Meglio nuove elezioni che accettare di governare sotto tutela e con le braccia legate dietro alla schiena. 






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13 maggio 2018

Berlusconi ricandidabile


Con un sorprendente anticipo, che sa tanto di incoraggiamento a continuare a mettere i bastoni fra le ruote del Carroccio, Berlusconi è stato "riabilitato" e potrà candidarsi alle prossime elezioni, anche se si svolgessero a luglio.
A parte il fatto che, per me, il Cav non aveva nulla da cui riabilitarsi, imputandogli solo alcuni errori politici come le dimissioni nel novembre 2011 senza dare battaglia, il fatto nuovo dovrebbe togliere ogni riserva in Forza Italia per il ritorno al voto subito che ritengo la strada maestra a prescindere dal "contratto" che dovesse essere sottoscritto tra Lega e 5Stelle, visto che il governo sembra ormai avviato ad essere messo se non sotto tutela, almeno affiancato da un amministratore di sostegno.
A Forza Italia, infatti, conviene giocarsi il ritorno al governo con il Centro Destra spendendo, finché può, l'immagine del Cav, anche sul piano emotivo della "riabilitazione".
È sì vero che in Malesia è stato appena eletto un premier di 92 anni, a fronte dei quali gli 82 di Berlusconi appaiono ancora pochi, ma la natura svolge inevitabilmente il suo corso e non è affatto detto che fra due o tre anni (per non parlare dei cinque della legislatura, durata che tenderei ad escludere) il Cav possa ancora contribuire fattivamente ad una campagna elettorale in giro per l'Italia.
In ogni caso viene meno una anomalia che vedeva il Capo dell'Opposizione (tale almeno era fino al 4 marzo) impossibilitato a capeggiare le sue liste.
Una "riabilitazione" della quale non ci si può rallegrare, perché mai ce ne sarebbe dovuto essere bisogno, in quanto mai il Cav avrebbe dovuto essere escluso dalla eleggibilità.
Il fatto che oggi sia nuovamente eleggibile è solo il ripristino della normalità.  



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12 maggio 2018

I servi di Bruxelles fanno di tutto per farmi apprezzare il governo giallo-verde

Come spesso accade il venerdì mattina mi avvio verso il vicino appennino per il fine settimana e mentre guido ascolto la radio.
Anche ieri mattina praticamente l'intero percorso è stato accompagnato dall'ascolto di quella che era la miglior trasmissione di informazione radiofonica: Radio anch'io.
Che tristezza ascoltare giornalisti, magistrati, economisti (o presunti tali), accademici e parrucconi vari, cercare di mettersi in mostra con le consorterie di potere e fare la marchetta contro il costituendo governo giallo-verde.
Esattamente come purtroppo accade a Sky Tg24 economia alle 18,30, tutti protesi a proiettare l'idea di un imminente disastro economico o di un regime sanguinario le cui vittime sarebbero le "risorse" di boldriniana memoria.
Un coro unanime di "dotti e sapienti" che, però, non ci spiegano perché, quando i loro beniamini che applicavano i loro principi erano al potere (e ci sono rimasti per ben sette anni!) hanno solo peggiorato la situazione.
Al punto che il conduttore di Radio Anch'io ha dovuto dar conto dei messaggi ricevuti dagli ascoltatori (evidentemente tanti) in totale contrasto con la narrativa della trasmissione.
Ridicola poi l'arroganza di un antropologo che a chi lo tacciava di "buonismo" rispondeva che no, lui era cattivissimo contro chi voleva negare diritti alle "risorse".
Per tacere sulla descrizione lacrimevole di un documentario di un giornalista ovviamente del gruppo Repubblica Espresso.
Presenti a senso unico, allineati e coperti sulla linea dettata da Mattarella a difesa dell'europeismo, della serie: perseverare è diabolico.
Tutto ciò mi porta quasi a sperare che Salvini e Di Maio lo facciano quell'ircocervo di governo, se non altro per vedere quei parrucconi stracciarsi le vesti dalla disperazione.
In effetti se non mi piacciono Di Maio e compagni, Matarella, Juncker, Micron, la Merkel e giù a scendere fino a Renzi e Martina mi piacciono ancora meno.
 A proposito di Martina, ormai ospite fisso cui si aggrappano i giornalisti di regime (che spero vengano tutti colpiti dallo spoil system e mandati a lavorare nei campi assieme alle loro "risorse") l'ho sentito affermare che quello giallo-verde sarebbe il governo dei debiti.
Senti chi parla !
Con loro il debito pubblico è aumentato di quattrocento miliardi (dai 1900 del saldo di Berlusconi agli attuali 2300) senza alcun ritorno di utilità per noi Italiani.
Salvini e Di Maio forse aumenteranno il debito, ma almeno, con la flat tax, diminuirà la pressione fiscale e ci sono tante voci di bilancio da tagliare o sopprimere.
Ad esempio i cinque miliardi annui sperperati per trasporto,vitto e alloggio degli immigrati.
Allora che lo facciano questo governo.
Ci tureremo il naso e tapperemo la bocca per sopportare gli sgraditi compagni di viaggio, ma, almeno, non subiscano il ricatto del Quirinale sui nomi e non scelgano un burocrate, anche "amico", come presidente.
Se proprio non vogliono optare per la staffetta (soluzione ideale) almeno scelgano un politico di maggioranza che caratterizzi il governo e la proposta di Belpietro mi sembra assolutamente pertinente: Giorgia Meloni.






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11 maggio 2018

La trappola


Il colpo di teatro con la possibilità annunciata di un governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle, con la "benevola astensione" di Forza Italia (e non ho ben capito se anche di Fratelli d'Italia o se questi voteranno contro sic et simpliciter) non mi piace.
Grillo e compagni a me fanno solo un po' (ma solo un po', mica tanto) meno ribrezzo di Renzi, Martina, Gentiloni e compagni e quindi non considero giustificata la loro compagnia.
Peraltro c'è da vedere quali provvedimenti intenderanno assumere e se il buongiorno si vede dal mattino, allora, magari turandoci naso e bocca, potremmo anche procedere.
Infatti si sono scatenate le reazioni dei parrucconi di stato e dell'unione sovietica europea, sistematicamente riassunti dalle interpretazioni di comodo delle parole di Mattarella.
Interpretazioni d'obbligo o retroscena lasciate a fonti anonime ma attribuite ad "amici democristiani di vecchia data" perchè lui le cose non le dice mai chiaramente e soprattutto non le dice in faccia, così bisogna interpretarlo.
E sulla stampa serva si legge di un Mattarella che ha boicottato ogni incarico a Salvini, di un Mattarella che pretende un europeista agli esteri, magari uno favorevole all'austerità all'economia e, perchè no ?, Galantino agli interni per trattare la questione degli immigrati.
Ma quanti voti ha Mattarella, eletto da una maggioranza costituitasi sui voti di chi ha tradito il partito per il quale era stato eletto ed è poi stata spazzata via dalle elezioni del 4 marzo ?
Ecco la prima trappola: accettare la tutela di Mattarella, un errore che fece anche Berlusconi nel 1994 quando si piegò a Ruggiero al ministero degli esteri.
Quindi la prima cartina di tornasole (se mai si farà un simile governo e ... continuo a dubitarne !) sarà la compagine, a cominciare dal Presidente, per verificare se le interferenze del Quirinale sono state accettate o meno.
Nel primo caso sarà un bagno di sangue con un ritorno elettorale dei cattocomunisti.
Nel secondo caso potremo invece sperare che cominci sul serio un qualche cambiamento in senso populista e sovranista.
Quindi il primo aspetto è vedere se piacerà a Mattarella il governo e se piacerà sarà un governo in perdita.
Ma la trappola, anzi il trappolone più evidente, è il frutto avvelenato di questo nuovo tentativo, un prolungamento dell'agonia di una legislatura nata morta.
Se si formerà il governo, qualcosa potrà essere salvato, ma se dovesse infrangersi su una qualche impuntatura il tentativo di dar vita al governo (magari per il voto contrario della base grillina) allora Mattarella avrà un'autostrada spianata per il suo governo simil Monti che avvelenerà tutti i pozzi, rinviando le elezioni il più possibile.
E la colpa sarà attribuita esclusivamente a Salvini e Di Maio, con conseguenze disastrose in campo elettorale.
E' corretta, a mio modo di vedere, la posizione di Forza Italia che, parallelamente al voto contrario della Lega ai governi Monti e Letta sostenuti invece da Berlusconi, senza che ciò possa mettere in crisi la coalizione di Centro Destra, voteranno contro o astenuti.
Del resto il veto sulla piena partecipazione di Forza Italia è stato messo dai grillini, non da Salvini.
Meno comprensibile la (non chiara) posizione di Fratelli d'Italia di cui non si sa bene se si siano chiamati fuori loro o siano stati esclusi da altri.
Inutile dire "Mattarella doveva incaricare Salvini".
Non l'ha fatto, ha remato contro, quindi prendiamo atto e andiamo avanti, cercando di fargli quanto più male possibile con un governo sovranista, nazionalista, identitario, populista, cioè l'esatto contrario di quel che avrebbe voluto con il suo "governo di tregua".
Se son rose ...




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10 maggio 2018

Io sto con Trump


Mentre in Italia Salvini cerca di evitare un governo simil Monti e un voto estivo, il mondo va avanti, senza aspettare i ritardatari.
Quasi contemporaneamente emergono due modi ben differenti di interpretare l'interesse nazionale e la volontà espressa con il voto dai cittadini.
Da un lato c'è Mattarella che, con toni melliflui da curato di campagna, tenta di ribaltare il responso delle urne sbarrando la strada a chi ha avuto la maggioranza relativa e costringendolo ad alchimie che ritardano solo l'inevitabile rivoluzione che deve spazzar via tutti i parrucconi e le sovrastrutture di una Italia ormai fanalino di coda delle nazioni.
Dall'altra c'è un Trump che, ancora una volta, prova a mettere in pratica quello che ha annunciato durante la campagna elettorale e per il quale è stato eletto.
Così il Presidente Americano ha denunciato il trattato (in perdita) di Obama con l'Iran e annunciato il ripristino delle sanzioni.
Penosi gli strilli europei e triste vedere anche il Regno Unito accodarsi a Germania e Francia.
Inutile dire che tra il curato di campagna e il cow boy io stia con il cow boy.
Utile auspicare che Salvini riesca a trovare la "quadra" per regalare all'Italia un governo che si affranchi dagli strilli di Berlino e Parigi, per assumere decisioni unicamente in base all'interesse dell'Italia e degli Italiani.
E se alle oligarchie tecnocratiche europee non piace, tanto meglio.





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09 maggio 2018

Al peggio non c'è mai fine


Se pensavamo di aver toccato il fondo con le manovre e manovrine di Napolitano, dobbiamo ammettere che ci eravamo sbagliati.
La saggezza popolare ha ragione, ancora una volta, quando ci ammonisce che "al peggio non c'è mai fine" e Mattarella è lì per confermarlo.
Il suo intervento di lunedì, riproposto ieri in tutte le salse nelle varie trasmissioni, è quanto di più nauseante possa esserci, nella forma e nel contenuto.
Con quel falso tono dimesso da monsignore di campagna, Mattarella ha ignorato la volontà del Popolo espressa con il voto del 4 marzo e si è invece schierato, mancando al suo ruolo di arbitro,
Abbiamo già visto come non esista un governo "neutro", perchè le decisioni le deve prendere (immigrati, tasse, Fornero, europa, legittima difesa) e qualunque decisione prenda o non prenda lasciando le cose come stanno è comunque una scelta di campo.
Che, poi, la stampa serva ci venga a raccontare che "Sergio è irritato" e addirittura Martina imputi a Salvini, alla Meloni e a Di Maio una sorta di lesa maestà per aver subito confermato quello che andavano dicendo da due mesi (mai più un simil Monti) dimostra quanto si stiano preparando al cannoneggiamento per tentare di fermare i partiti che vogliono cambiare questa Italia, affrancandola dalla schiavitù di Bruxelles e dei padroni dell'unione sovietica europea.
Ad essere "irritato" non deve essere Mattarella che conosceva già le risposte, ma tutto il Centro Destra che, ancora una volta, è stato scippato del diritto di formare un governo in forza della sua maggioranza relativa.
Se avesse ottenuto la fiducia, sarebbe andata avanti la legislatura, se non l'avesse ottenuta si andava al voto, come si andrà comunque.
E che squallido sistema quello di accusare i "partiti" genericamente di non essere riusciti a trovare un accordo !
Faccia i nomi e dica chiaramente che le possibilità di governo tra Centro Destra e Cinque Stelle si sono infrante sulla pretesa di Di Maio di escludere Berlusconi e Forza Italia, inaccettabile.
E che il (pessimo) governo tra cattocomunisti (gli amichetti di Mattarella) e sempre i Cinque Stelle è stato sabotato da Renzi.
Mentre un governo tra i cattocomunisti che sono immigrazionisti, predatori dei nostri redditi, europeisti, persecutori di chi si difende dai criminali con il Centro Destra che è per la Libertà, la Sovranità, l'Identità  Nazionale e la Sicurezza di beni e persone, rappresenterebbe una emerita sciocchezza, visto che non esiste una base condivisa per qualunque progetto di governo.
E allora che si bocci, chiunque sarà chiamato da Mattarella, il governo ispirato dalle consorterie finanziarie europee e si vada al voto subito.
Anche a Ferragosto !




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08 maggio 2018

E' un dovere civico e morale rifiutare il governo di Mattarella


Purtroppo Mattarella ha deciso di continuare a fiancheggiare Bruxelles, cercando di costituire un governo funzionale alla commissione dell'unione sovietica europea.
Mattarella è un presidente eletto da una maggioranza fondata da transfughi che tradirono il voto popolare e che è stata spazzata via dal voto popolare del 4 marzo.
Il rifiuto di incaricare un esponente del Centro Destra per un governo di minoranza, preferendo un governo falsamente neutrale, la dice lunga sulla sua imparzialità.
Il cosiddetto governo "neutrale" non potrà mai essere tale.
Ad esempio sugli immigrati.
O blocca gli arrivi, o continua ad accogliere i clandestini scaricati in Italia dalle ong.
In ambedue i casi non è neutrale.
Altrettanto dicasi per tutti gli altri temi rilevanti, dall'abolizione della legge Fornero alla difesa che deve sempre essere legittima, dalla flat tax alla sudditanza verso gli ukase di Bruxelles.
Diventa quindi un dovere civico e morale bocciarlo in aula, come hanno già annunciato Cinque Stelle, Lega e Fratelli d'Italia.
Il cambiamento è già in atto nel momento in cui tre partiti, che rappresentano la maggioranza del voto popolare e del parlamento, annunciano la sfiducia al "governo neutrale" che Mattarella vorrebbe imporre con il ricatto di improbabili riserve sulle elezioni subito.

Il voto a luglio è inopportuno perchè gli Italiani sono in vacanza, quello a ottobre rischioso perchè bisogna fare la finanziaria e poi ?
In inverno impossibile perchè con il freddo e il ghiaccio gli anziani rischiano di cadere e di prendere una polmonite ?


Quello in primavera perchè si scatenano gli ormoni e si voterebbe con il basso ventre e non con la testa ?
Ogni scusa è buona, ma le bugie hanno le gambe corte di una voto di sfiducia parlamentare.

Al voto subito, anche a Ferragosto se necessario.




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07 maggio 2018

Qui si parrà la Lor nobilitate


Oggi Mattarella ripassa la lezione e quindi cercherà di svolgere il tema: quale futuro nella politica italiana ?
Qualcosa sembra muoversi con i Cinque Stelle che potrebbero rinunciare alla presidenza del consiglio, con un passo indietro di Di Maio uguale e parallelo a quello di Salvini.
Ancora non basta.
Devono togliere ogni veto alla piena partecipazione di Forza Italia alle trattative e al governo, sennò Salvini e la Meloni devono, per onestà, lealtà e coerenza, rifiutare accordi separati.
Da parte sua anche Berlusconi deve fare un passo, volontario, indietro.
Non un obbligo, ma un gesto nobile, lasciando che sia qualcun altro (Toti ? La coppia di donne Bernini-Gelmini ? ) a partecipare alle trattative.
Un gesto volontario, che non deve essergli nè chiesto, nè imposto ma che potrebbe sbloccare la situazione con i Cinque Stelle.
Ma la vera "nobilitate" del Centro Destra e dei suoi leaders la si vedrà (vedrebbe) davanti ad un arroccarsi di Mattarella per un governo "di tregua", "istituzionale" o "tecnico" servo della commissione europea.
Il "NO" deve essere forte, deciso e senza appello.
Non è accettabile nessuno dei nomi apparsi in questi giorni, dagli sconosciuti Paino e Lattanzi, a Cassese e, ancor più, verso i tre nomi di donne (Raichlin, Severino, Cartabia) che, ognuna per la sua storia e le loro anche recenti attività e dichiarazioni, rappresentano il contrario della volontà popolare emersa dal voto del 4 marzo.
Un "NO" rivoluzionario per cambiare veramente il modo di far politica e di affrontare i problemi, affrancandosi dai parrucconi di Bruxelles e dai loro maggiordomi e dame di compagnia italiane.




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06 maggio 2018

Mattarella non ci prenda in giro


Domani, al termine di una inutile liturgia consultativa (mi domando a che serve consultare la Alberti Casellati e Fico che sono diretta espressione di due partiti ugualmente consultati e perchè convocare  e dare dignità anche a chi, eletto in un partito, se ne è subito allontanato costituendo, senza voti popolari, un gruppo in parlamento ) Mattarella si esprimerà.
Dalla lettura della stampa devo intuire che dovrebbe essere fedele a ... Bruxelles, ignorando quindi, ancora una volta, il voto degli Italiani.
Se così fosse dobbiamo prepararci ad una rivoluzione che dovrà essere in parlamento da parte della maggioranza che abbiamo eletto con, almeno, Lega, Cinque Stelle e Fratelli d'Italia e sulle piazze per impedire che un governo di maggiordomi, simil Monti, possa intervenire in alcun modo con nuove "leggi Fornero".
L'unica prospettiva praticabile e rispettosa del volere popolare è quella indicata da Salvini: un governo tra i vincitori Centro Destra (unito) e Cinque Stelle per realizzare tre-quattro punti veloci (legge elettorale, blocco aumenti automatici, Sovranità e Indipendenza da Bruxelles, blocco dell'immigrazione) oppure al voto subito (è vero: si può votare il 24 giugno. La campagna elettorale per il 4 marzo ha già sviluppato i temi e bastano 45 giorni. Il 7 Mattarella constata che non ci sono maggioranze e l'8 scioglie le camere. 46 giorni prima del 24 giugno).
Lega, Fratelli d'Italia e Cinque Stelle dovranno quindi essere coerenti e nel caso in cui Mattarella cercasse la prova di forza incaricando e mandando al voto in parlamento una delle dame di compagnia della commissione europea, votare contro, negargli la fiducia e appellarsi al Popolo per cacciare un governo di oligarchi. 




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05 maggio 2018

Le premesse (dichiarazioni) sono perfette


Ancora una volta esorto Salvini, per quanto possa importargliene, a continuare così.
Le ultime dichiarazioni in base alle quali la Lega non voterebbe mai un governo "di tregua" ispirato da Mattarella e asservito a Bruxelles, con i nomi apparsi sui giornali (magistrati, economisti, giuristi, burocrati) definiti "dame di compagnia" dell'unione sovietica europea, le condivido e le sottoscrivo.
Bene anche Grillo con il referendum sull'euro e il movimento 5 stelle contrario a qualunque governo "istituzionale" o "di tregua" che sarebbe un "tradimento" del voto popolare.
E allora ?
Una vecchia canzone di Gaber e di Remigi direbbe: e allora dai, le cose giuste tu le sai !
La cosa giusta da fare e abbandonare ogni veto e fare un governo tra il Centro Destra (tutto) e i grillini per impedire che Bruxelles ci mangi in testa e approvare una nuova legge elettorale.
Quindi al voto in autunno.
Oppure al voto subito a giugno.





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04 maggio 2018

Quante consultazioni serviranno a Mattarella prima di farci votare ?


Si ricomincia.
Lunedì (e siamo solo a venerdì) Mattarella farà un altro giro di consultazione che è il suo terzo personale che diventa il quinto (o il settimo se consideriamo i doppi incontri) con quelli della Alberti Casellati e di Fico.
Quanto gli occorrerà per capire che non c'è maggioranza, visto che Di Maio non vuole Berlusconi, Renzi non vuole Di Maio e persino Martina cerca di mostrare gli attributi dicendo, "costruttivamente", che non c'è prospettiva con i cinque stelle e che non partecipa ad un governo in cui i maggiori azionisti siano Salvini, Berlusconi e la Meloni ?
Mattarella sa benissimo che non c'è maggioranza, ma prende (perde) tempo per scavallare la possibilità tecnica del voto a giugno e magari per cercare di far passare un governo gradito a Bruxelles.
Finora ho condiviso le scelte del Centro Destra e, sempre finora, mi sento pienamente rappresentato da Salvini come capo del Centro Destra unito.
Mi auguro che tengano il punto e che confermino il "no", secco e inequivocabile, ad un qualsiasi compromesso "istituzionale", "di scopo", "a termine".
Al voto subito e con un governo minoritario di Centro Destra.





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03 maggio 2018

Il rosso e il nero


Cattocomunisti che si spaccano, dopo essersi già spaccati, tra chi vorrebbe macronizzarsi e chi vorrebbe grillozzarsi.
Berlusconiani che guardano a Renzi come al giovin signore del futuro e altri che scelgono il Matteo giusto.
Grillini ortodossi che vogliono continuare con il vaffa e sperperare tutto in elargizioni e grillini istituzionali che, in veloce successione, hanno accettato l'unione sovietica europea, la Nato, l'euro e chissà cos'altro sarebbero disposti ad accettare pur di sedersi sull'ambito scranno.
Gli unici a tirar dritto con coerenza sono leghisti (anche tra loro però c'è qualche maroniano o bossiano incontinente) e Fratelli d'Italia.
Scomparsi dai radar i sopravvalutati ex presidenti bersaniani delle camere e tutta la pletora di ex magistrati che credevano anche di avere seguito popolare (da Di Pietro a Ingroia).
E' il caos, indotto anche dal fatto che noi Italiani ci mettiamo molto del nostro spaccando il capello di un calvo in quattro.
Come nel calcio che è il nostro sport nazionale perchè somiglia alla politica (e viceversa).
Non si può incolpare una legge (pur fatta malissimo come l'attuale) per questo caos, quando prevale l'antipatia sull'analisi dei programmi.
L'ideale sarebbe uno scioglimento generalizzato dei partiti e la loro ricomposizione sulla base dei programmi e delle idee.
Una esemplificazione facile da ricordare e da scegliere in base alle proprie caratteristiche principali.
Sei per l'immigrazione e l'accoglienza bergogliona ?
Allora stai a sinistra, mentre chi è contrario sta a destra.

Sei per punire chi si difende dai rapinatori ?
Allora stai a sinistra e chi invece ritiene chela difesa sia sempre legittima sta a destra.

Sei per l'obbedienza a Bruxelles ?
Allora sei un internazionalista, mondialista e di sinistra, chi invece ama la propria Patria e ritiene che nessuno straniero dovrebbe comandare in Italia è di destra.

Sei favorevole alla legge Fornero sulle pensioni ?
Fila diritto a sinistra, mentre a destra chi rispetta chi ha lavorato per tutta la vita.

Vuoi pagare lavativi e fannulloni perchè continuino ad essere tali e mantenuti da tutti noi ?
Sei di sinistra, chi è per il merito è inevitabilmente di destra.
Sei per la patrimoniale per poter pagare il reddito di cittadinanza a lavativi e fannulloni e l'accoglienza agli immigrati ?
A sinistra, in castigo, mentre a destra chi vorrebbe allontanare il più possibile lo stato dalle nostre tasche.
Rosso o nero, i grigi, come nei grandi partiti angloamericani, esistono, incidono, ma ognuno all'interno dei rispettivi schieramenti o in occasione di speciali proposte di legge quando i partiti si possono anche articolare in schieramenti differenziati.




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02 maggio 2018

Sul voto subito ha ragione Di Maio



Anche se è un'uscita estemporanea e strumentale, la proposta di Di Maio di chiedere a Mattarella il voto subito è corretta.
Questo parlamento non ha una maggioranza politica e se anche Mattarella dovesse conferire l'incarico a Salvini (ne dubito) per un governo di minoranza, questo non riuscirebbe a realizzare le riforme incisive promesse e necessarie: flat tax, cacciare i clandestini e bloccare i nuovi arrivi di immigrati, sganciarsi da Bruxelles, certificare che ogni difesa è legittima, abolire la Fornero.
Un governo Salvini sarebbe costretto a mendicare voti in ogni passaggio parlamentare, fino a cadere al primo complotto dei poteri forti.
Non credo comunque che Mattarella conferirebbe tale incarico, probabilmente e solo per perdere tempo, proverà ad incaricare qualche parruccone proveniente dalla burocrazia di stato (ragionieri, economisti o magistrati).
Mi auguro che il Centro Destra e i grillini mantengano fede al loro rifiuto di governi presunti "istituzionali" ma, in realtà, faziosi e di parte perdente, asserviti a Bruxelles.
Quindi l'unica soluzione è sempre quella: il voto, anche a Ferragosto, se necessario, ma il prima possibile.
Ma non , come ipotizzato, mantenendo in carica l'attuale governo degli sconfitti, bensì con un governo che, come accadde in passato (mi ricordo, forse nel 1987 , un Fanfani che si presentò alla camera solo per farsi bocciare e convocare le urne) sia affidato al Centro Destra in quanto Coalizione più votata ma con un unico scopo: andare al voto.
Subito.






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01 maggio 2018

Netta vittoria del Centro Destra in Friuli Venezia Giulia


Lo scrutinio iniziato alle otto di ieri mattina e terminato poco dopo l'ora di pranzo ha sancito una netta affermazione del Centro Destra.
Rispetto alle elezioni regionali del 2013, i cattocomunisti, che vinsero per soli duemila voti di scarto, sono oggi rimasti distanziati di 163mila voti e su una base elettorale uguale essendo stati i votanti inferiori di meno dell'1 per cento rispetto alle precedenti votazioni.
Rispetto alle già soddisfacenti elezioni politiche di due mesi fa, il Centro Destra conquista un ulteriore quindici per cento, con la Lega al 35% , dal 25% del 4 marzo, che sale oltre il 40 se si somma la lista personalmente dedicata a Fedriga e con Forza Italia in salita al 12% contro il 10% e Fratelli d'Italia stabile a quasi il 6%.
I grillini sprofondano dal 24 al 7% (11% i voti al candidato) mentre i cattocomunisti pur piazzandosi secondi come partito, raggiungono a stento il 27% complessivamente e il 18% come partito di Renzi.
Questa tendenza, unita a quella del Molise, indica che, in caso di nuove elezioni, verrebbe premiata la coerenza, la lealtà , la fedeltà agli alleati e soprattutto le Idee e il Progetto politico del Centro Destra e di Matteo Salvini in particolare.
Viene così legittimata la richiesta di affidare al Centro Destra la formazione del governo e, ove non ottenesse la fiducia del parlamento, andare subito a nuove elezioni a giugno.
Anche con questa pessima legge elettorale, simili numeri darebbero al Centro Destra la maggioranza assoluta e il voto risolverebbe e sconfiggerebbe le consorterie di potere che cercano di esautorare il Popolo dalla sua Sovranità.




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