In Francia un giovane di Destra è stato assassinato da una banda di criminali rossi, alcuni dei quali identificati e alcuni opererebbero nell'ambito di un partito della sinistra.
La vicenda richiama i nostri anni di piombo ed a me, specificatamente, l'omicidio di Sergio Ramelli.
Il nostro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha quindi espresso solidarietà al popolo francese, auspicando che non si debbano ripetere eventi del genere, frutto di una sconsiderata mentalità politica che appartiene, tutta, ai gruppi antifascisti.
Ricordiamo gli scontri in Italia per lo sgombero dei centri sociali, per il tentativo di bloccare la Tav, ma anche quello che è accaduto in Ungheria dove la sinistra italiana in versione Avs ha fatto eleggere nel parlamento europeo una signora accusata di aver partecipato ad una aggressione che avrebbe potuto avere, per la vittima, lo stesso esito del ragazzo francese.
Un Macron in evidente crisi di lucidità, derivante dall'affondamento della sua barca politica, ha reagito stizzosamente, intimando alla Meloni di occuparsi dei fatti italiani e, con dubbio gusto, parlando di "pecore" da tenere ognuno nel suo recinto, riferendosi, evidentemente, ai propri cittadini.
Giorgia Meloni, dimostrando una statura politica che spiega il perchè Macron sia costretto ad inseguire solitario, mentre lei partecipa, con tutti gli onori, ad ogni tavolo internazionale rilevante, ha dato la splendida risposta di cui al video, tratto dall'intervista rilasciata a Sky.
Due i punti per me salienti della risposta.
Rammentare allo smemorato di Parigi che proprio loro hanno dato rifugio e protezione a dei terroristi rossi italiani.
Citare la infelice frase di un sottosegretario di Macron, dopo la vittoria del Centro Destra nel 2022, sulla vigilanza che la Francia avrebbe esercitato sull'Italia della Meloni, una autentica interferenza, immotivata e figlia di un'arroganza che dimostrava, già allora, come non esistesse (e non esiste oggi) alcuno spirito "europeo", alcun valore condiviso.
Macron ci conferma che continuare a parlare di unione europea è un imbroglio colossale, soprattutto quando il presidente francese pretende di comandare senza averne alcun titolo, nè morale, nè politico, nè elettorale.
Si può comprendere la disperazione di Macron che si credeva Napoleone del quale, probabilmente, imiterà solo la fine, ma è assurdo che degli italiani continuino a guardare alla Francia come un modello, accettando persino riconoscimenti per la loro azione di sudditanza e, soprattutto, pensino che ci sia un interesse comune a continuare a svenarsi per l'unione europea.
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