Anche se la camera ha, per ora, sventato la sciocchezza dell'obbligo per legge di pari candidature tra uomini e donne, la legge elettorale di Renzi resta un pasticcio immangiabile.
Non bastavano i quattro quorum (di lista, di coalizione, di liste coalizzate, per conseguire il premio di maggioranza) e le eccezioni clientelari per il partito degli altoatesini e quello dei valdostani, ecco spuntare gli algoritmi per la distribuzione dei resti.
Come per tutte le attività umane, linearità, chiarezza e semplicità sono anche sinonimo di onestà ed efficienza.
Come per tutte le attività umane, linearità, chiarezza e semplicità sono anche sinonimo di onestà ed efficienza.
La legge elettorale di Renzi è tutto tranne lineare, chiara e semplice.
Ovviamente mi auguro che il senato non la cambi, ma la bocci tout court e faccia saltare questo governo senza arte nè parte e ce ne accorgeremo presto, visto che con il famigerato mercoledì del consiglio dei ministri Renzi ha fatto il primo passo per il grande furto dei nostri risparmi.
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Oltretutto il doppio turno dimezza la partecipazione e raddoppia i costi elettorali.
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