11 aprile 2026

Uno sguardo sul futuro

La conclusione della missione Artemis 2, coronata da pieno successo, riapre le porte dello spazio al futuro dell'Uomo.

Dopo la fase eroica delle Mercury, Gemini e Apollo, il ripiegamento degli shuttle e delle stazioni spaziali condivise, la fase Artemis, con la prospettiva di rimettere piede sulla Luna per restarci con la base (che, richiamando Spazio 1999 chiamerei "Base Lunare Alfa") da cui poi partire per una missione umana su Marte, apre interessanti prospettive ma, soprattutto, torna a farci sognare in grande.

Sicuramente ci saranno i benaltristi, molto più tristi che altro, che alzeranno il ditino scalfariano per ammonirci che sono tutti soldi sottratti alla lotta contro la fame nel mondo e altri, forse gli stessi, che negheranno la discesa sulla Luna del 20-21 luglio 1969 e imprese successive con le missioni Apollo fino a quella, purtroppo, conclusiva del 1972 con l'Apollo 17.

Ma hanno torto.

Ai secondi, che sono i talebani del "non ci credo", del complottismo, della dietrologia, non si riuscirà mai a far riconoscere la validità delle imprese compiute in quegli anni.

Ai primi è opportuno ricordare come le missioni spaziali, così come tutte le tecnologie che vengono applicate alle automobili di formula uno, sono sì costose, ma sono parte imprescindibile dello sviluppo dell'Umanità, come la ricerca scientifica e spesso dagli strumenti studiati per una missione nello spazio arriviamo a beneficiarne tutti noi.

Pensiamo solo, per citare un aspetto caro a quei benaltristi sicuramente anche ecoambientalisti, ai pannelli solari, il cui utilizzo pratico fu dimostrato sul campo dalle missioni spaziali.

Ma, francamente, non curiamoci dei benaltristi e dei loro simili che passeranno la vita scontenti e tristi nel vedere i successi di chi fa, mentre loro sanno solo criticare.

Il programma Artemis prevede un nuovo lancio nel 2027 e il ritorno sulla Luna nel 2028, anche se mi affascina l'ipotesi di un breve rinvio per farlo coincidere con il luglio 2029, sessanta anni dopo l'Apollo 11.

Godiamoci il momento bellissimo della ripresa del sogno spaziale e aspettiamo che le fantasie di tanti nel passato, acquistino, passo dopo passo, consistenza reale perchè, come diceva Walt Disney che ho già citato: se lo puoi sognare, lo puoi fare.

Spazio, ultima frontiera.


10 aprile 2026

Che pena il teatrino di parole nelle informative parlamentari

Ma i parlamentari non hanno nulla di meglio da fare se perdono una intera giornata per una informativa, sulla quale i cattocomunisti, che chiedono un giorno sì e l'altro pure, dimissioni e informative della Meloni, di cui non ascoltano neppure il contenuto avendo già scritto il discorso di propaganda che trova diffusione solo con la complicità dei "professionisti dell'informazione" che hanno rinunciato a dare le notizie per legare l'asino dove vuole il loro padrone, a prescindere dalle assurdità (eufemismo) che sono costretti a sostenere ?

Da pensionato ho il tempo per ascoltare i dibattiti parlamentari, ma ormai fanno venire il latte alle ginocchia.

Scontati, banali, stereotipi, senza progetti, senza visioni, senza Valori, senza Ideali, senza proposte.

Per quanto la Meloni abbia una oratoria che si fa ascoltare bene e dica numeri (peraltro noti) su quel che il Governo fa, quello che dovrebbe seguire non è una interessante controproposta, ma solo la reiterazione di quel che i cattivi maestri, tutti a sinistra, mettono in bocca (e nelle teste) dei vari Conte, Schlein e Renzi (personaggio che non cessa mai di stupire per la meschinità delle sue parole).

Se vogliamo che la democrazia, così come la conosciamo, possa avere ancora un significato e il parlamento un ruolo, si abbandonino le tribune politiche teatrali di queste, inutili, prestazioni di demagogia parolaia.

Lavorino, i parlamentari, per approvare le leggi, valutare, eventualmente modificare per migliorare e approvare i provvedimenti del Governo.

Non stiano a perdere tempo in chiacchiere in cui ognuno non fa e probabilmente non può fare altro, che ripetere alla noia quel che tutti leggiamo sui giornali e ascoltiamo in radio e televisione, più e più volte
nel corso di ogni giornata.

L'unica certezza che emerge da queste inutili perdite di tempo è che la Meloni è su un piano talmente superiore rispetto ai suoi concorrenti (che, purtroppo, abbiamo anche già testato al governo con i dpcm, i superbonus, i green pass) che solo uno sciocco rinuncerebbe al Benessere conseguito dopo tre anni, per tornare al triste declino dell'immobilismo cattocomunista degli anni dei Conte, dei Renzi, dei Gentiloni, dei Letta, dei Monti e dei Draghi.

09 aprile 2026

L'Occidente si svegli o continueranno a prenderci a schiaffi

Si vince una guerra quando il nemico capitola con una resa senza condizioni.

Ogni altra conclusione è un compromesso, non paritario, ma sempre un compromesso che non risolve mai definitivamente una questione.

E' quello che accade con l'Iran e accadrà in Ucraina.

Israele lo sa bene e quindi, d'accordo con Trump, ha, giustamente, escluso il Libano dall'accordo di tregua, perchè sa di dover rendere inoffensivi i terroristi di Hetzbollah con le proprie forze, visto che l'esercito libanese non ha eseguito la sua parte della tregua di ottobre e neppure i caschi blu dell'onu hanno provveduto al loro compito, praticamente unico da circa trenta anni, di disarmare i terroristi.

Ma lo sanno tutti che mantenere in Iran il regime degli ayatollah sarebbe una costante minaccia per i nostri commerci e la nostra sicurezza.

Eppure sembra che solo un ottantenne presidente degli Stati Uniti stia provando a disinnescare una minaccia che è rivolta più a noi europei che a loro americani.

In Italia, poi, i Cavalieri dell'Apocalisse, cioè coloro che prosperano sulla paura, la miseria, l'insicurezza, che sono l'humus sul quale coltivano il loro consenso vagheggiando miracolosi paradisi futuri, hanno decisamente preso le parti degli ayatollah, con il loro antiamericanismo che risale, per una piccola parte che si collocherebbe a destra, all'invasione e occupazione del 1945 e per la maggior parte che si colloca a sinistra al ruolo svolto per impedire che anche l'Italia potesse godere del paradiso comunista crollato nel 1989 (ma, purtroppo, come devo sempre ricordare, se il comunismo è morto nel 1989 i comunisti, oggi cattocomunisti, sono ancora tutti vivi).

Se guardiamo alla Storia, vediamo come le controversie internazionali, inframmezzate da guerra e pace, sono state una costante del cammino dell'Uomo, quindi non possiamo aspettarci la bacchetta magica e la realizzazione di quel mondo unito e pacificato che ci viene rappresentato non solo da presunti pacifisti, che, predicando solo in Occidente, sono tra i principali responsabili della politica rinunciataria quando non disfattista che prospera a casa nostra, ma anche dai romanzi e film di fantascienza che è, per l'appunto, solo e soltanto fantascienza.

Probabilmente questi anni, fra cinquecento anni, troveranno solo una nota a piè di pagina, forse senza neppure citare le parti in causa e non dubito che, prima o poi, anche le vecchie nazioni europee riusciranno a riscuotersi, magari con qualche leader che sappia rinverdire i fasti dei secoli scorsi.

Ma a me interessa l'oggi, la Sicurezza ed il Benessere che i nostri Padri ci hanno garantito e che noi, come spesso accade anche nelle migliori famiglie, stiamo disperdendo per pusillanimità, codardia, ignoranza, ignavia.

Se non ci ci sveglieremo, subito, intervenendo a difendere la via del petrolio, in prima persona, se continueremo a discutere del sesso degli angeli (oggi si chiama "diritto internazionale"), faremo la stessa, identica fine dei bizantini nel 1453.

E ce lo saremmo meritato (sia chiaro: non tutti, perchè quelli che oggi blaterano contro Trump si meritano al 100% di essere assoggettati ad una repubblica islamica, ma gli altri, no ma, purtroppo, i nostri destini sono indissolubilmente legati).


08 aprile 2026

Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine

Titolo adattissimo al momento, di un romanzo di Eric Malpass, che lessi e rilessi (e ogni tanto rileggo velocemente ancora, tanto conosco quasi a memoria il testo e non solo la trama), che è un inno all'ottimismo, alla fiducia nel futuro e che, infatti, non appartiene a questa epoca (è del 1965) di gente ripiegata nei suoi timori, indotti da un gruppo di iene interessate ad avere ai propri piedi una massa ignorante, obbediente ad ogni ordine collettivo, perchè portata a credere che sia impartito "per il vostro bene".

La realtà, però, quasi sempre si affretta a smentire i moderni Cavalieri dell'Apocalisse che cavalcano l'etere e la carta stampata.

Nel momento in cui scrivo, la borsa italiana guadagna il 3,33%, lo spread è crollato a 78 punti (- 13,33), il petrolio WTI a 95 (- 17,70) e il gas al megawattore a 42 rispetto ai 56 della chiusura di venerdì.

Ancora una volta hanno fatto più danni gli allarmisti travestiti da colombe buoniste, della realtà dei fatti, con coloro che, in buona fede, ingenuamente (eufemismo), avevano sposato la tesi catastrofista, oggi si trovano senza bussola e continuano ad aver paura, danneggiando prima di tutto se stessi, la loro possibilità di godere di quel che ci offre il mondo perchè credono alle fosche previsioni di chi, in malafede, per interessi personali e di fazione politica, ha istigato al terrore.

La differenza è che quelli in malafede, per qualche giorno, si riposeranno schiumando nelle loro fogne, gli altri invece continueranno a tremare ad ogni petardo che viene esploso.

E adesso, sperando che almeno qualcuno capisca che chi sguazza nel fango dell'allarmismo non lo fa per il bene altrui ma solo per il proprio porco interesse, aspettiamo la prossima mossa dei cavalieri dell'Apocalisse e il prossimo articolo che prevede l'imminente fine del mondo.

Quel che mi preoccupa è che questo tentativo di riscossa, di risveglio dell'Occidente, sia condotto solo dagli Stati Uniti (Israele ha altre motivazioni) e da un Presidente ottantenne, cosa che non depone a favore delle nuove generazioni di politici e di tutte le altre nazioni di quello che fu un Occidente portatore di una grande Civiltà.


07 aprile 2026

Che squallore la "informazione" nazionale !

Ogni mattina, per una abitudine acquisita da tempo unitamente a quella di svegliarmi presto, ascolto la rassegna stampa di Rai radio uno.

Fino all'ospite (tre o quattro su cinque - la trasmissione è in onda dal lunedì al venerdì - sono di sinistra e contro il Governo, alla faccia di "TeleMeloni") è veramente una trasmissione di informazione.

Ma non rende un buon servizio alla stampa e ai giornalisti italiani.

La lettura, che i conduttori che si alternano con grande professionalità, dei titoli, di brani degli editoriali, copre quotidianamente una dozzina di giornali e, in questo caso, vengono citati miracolosamente persino i quotidiani di area Centro Destra, anche se lo spazio loro dedicato è con un minutaggio molto inferiore a quelli dei fogli cattocomunisti.

Ma quel che voglio rilevare sono due aspetti dell'infantilismo giornalistico.

Salta subito all'occhio, anzi all'orecchio, che di informazione ve ne è poca, perchè la abissale differenziazione dei titoli e delle impostazioni, denota come non si cerchi di fornire al lettore la notizia oggettiva di quel che è accaduto (il famoso "chi, dove, come, quando") ma si svicoli nella più facile risposta al "perchè", dove prevale la fantasia, la dietrologia, le "fonti riservate" o "che vogliono rimanere anonime" che probabilmente sono solo invenzioni di chi scrive, visto che vengono riportate, virgolettate, frasi che si sarebbero scambiati privatamente leaders politici e addirittura capi di stato, come se il giornalista di turno avesse una cimice permanente con cui ascoltare le private conversazioni e, comunque, sono spesso differenti da una testata all'altra.

Il "perchè", che in teoria sarebbe la quinta "W", viene piegato, spiegato, usato e abusato ai fini della propaganda a favore della parte politica di cui si sostengono le idee.

Stendiamo un velo pietoso sulle opinioni personali, che non interessano, dell'ospite in fine trasmissione (oggi Maurizio Molinari) esposte con una saccenza che indurrebbe a spegnere la radio, se subito dopo non ci fosse la striscia (10 minuti letterari) di Pietrangelo Buttafuoco con il suo "Lupus in fabula".

Il secondo aspetto è il gratuito disfattismo e allarmismo che sembra essere la parola d'ordine della stampa adesso che al Governo c'è il Centro Destra con la Meloni.

Nessuno che ricordi come nel 2022, quando il Fenomeno era riverito da giornalisti e testate, il gas fosse schizzato a 320 euro al megawattore contro i 50 odierni, la benzina avesse superato stabilmente i 2 euro contro l'1,73 di oggi, ma allora tutto andava bene, nessuno che dipingesse il nostro futuro a tinte così fosche come vengono, strumentalmente, dipinte oggi quando, pure, dopo tre anni di sano Governo di Centro Destra abbiamo dei fondamentali più solidi sia nelle riserve energetiche che nei dati finanziari.

E' una costante campagna tendente a demolire un Governo che ha restituito all'Italia stabilità e credibilità, per favorire, nelle menti contorte di chi la persegue, il ritorno di un governo tecnico che non rispecchi il voto popolare ma sia frutto di una congiura di Palazzo con alchimie e transumanze di parlamentari da una parte all'altra.

Poi non ci si lamenti se la stampa e, più in generale, il giornalismo è in crisi, arrivando a breve a rendere reale la battuta che i quotidiani hanno più giornalisti che lettori.

06 aprile 2026

Ne' razionamenti, nè tasse: si liberi e si protegga la via del petrolio

Leggo che, accentuando un clima già reso ansioso da una cronaca faziosa e disfattista della guerra contro gli ayatollah, i pusillanimi ministri e commissari della vecchia e debole Europa si stanno ingegnando, parlando a voce alta invece di riflettere su quello che dicono, a trovare soluzioni: ma solo quelle sbagliate, non sia mai che l'unione europea ne azzecchi una anche solo per caso.

Parlano di razionamento, senza considerare che porterebbe ad una riduzione non solo della produttività e dell'occupazione, ma anche della ricchezza globale delle nostre nazioni e si tradurrebbe tutto con un forte abbassamento del tenore di vita cui siamo abituati, come si ricorderà, tanto per avere una idea, dalle decisioni che furono assunte nel 2022 dal Fenomeno che, davanti alla decisione di non approvvigionarsi più dalla Russia credendo in tal modo di favorire la pace, rinunciando al condizionatore, non solo non ci fu (e non c'è, con l'unione europea che persevera stolidamente nell'errore) pace, ma oltre al condizionatore ci limitò anche il riscaldamento.

Cinque ministri, tra i quali, purtroppo, anche Giorgetti, hanno poi chiesto una tassazione straordinaria sui cosiddetti extraprofitti delle società energetiche che guadagnerebbero dall'aumento dei prezzi.

Ma, a parte il fatto che quelle società il petrolio lo comprano al prezzo di Mercato, non sono loro ad essere in guerra, ma registrano solamente l'andamento che è previsto dal rapporto domanda/offerta e se il prezzo aumenta, sono solo profitti, legittimi, che qualsiasi liberale non può che assoggettare ad una tassazione che non sia inventata al momento, perchè più conveniente per le avide e rapaci casse pubbliche, ma sia quella che viene applicata a tutte le imprese produttive nel momento in cui registrano utili.

Perchè sì, è vero, chi guadagna tanto può aiutare il prossimo, ma la beneficenza deve essere volontaria, non un prelievo forzoso.

Scartata purtroppo da tempo la soluzione naturale, che probabilmente non hanno neppure avuto il coraggio di prendere in esame, ma che i nostri Padri avrebbero perseguito subito, senza tante seghe mentali: garantire la libera e sicura circolazione nella via del petrolio, anche inviando le cannoniere a proteggere le navi commerciali e le flotte aeree a bombardare i siti degli aggressori.

L'unica soluzione degna di una Civiltà che non voglia sottomettersi alle prepotenze degli ayatollah.

E quando anche questa crisi finirà, ovviamente non per merito dell'unione europea, saranno pronti a sottomettersi al prossimo tirannello, in divisa, in tonaca o anche solo con un perizoma, che alzerà la voce, sicuro che nessuno ha più il fegato, da noi, di prenderlo a sberle.

04 aprile 2026

L'unione europea. Unione ?!?!?

Pare che la Francia si sia inginocchiata davanti agli ayatollah (del resto aveva dato rifugio e protezione a Komeini!), ottenendo il passaggio di una sua petroliera.

Se vuol provare a rivincere i mondiali di calcio la Francia non può certo contare sui calciatori di nazionalità francese, bensì sulla legione straniera africana e islamica, cui paga così dazio.

La Spagna si era già involata con Sanchez che, sull'Iran, secondo quanto apparso oggi  sulla stampa, si consulterebbe con Valeria Marini, sicuramente meglio che con la Von der Leyen o la Kallas, ma ... vabbè ... insomma.

Un gruppo di nazioni dell'est europeo hanno concesso le basi agli Stati Uniti, senza se e senza ma, rimpiazzando quelle negate da spagnoli e francesi.

Alla fine, nonostante io non condivida l'aver negato l'atterraggio a Sigonella e neppure la, pur tiepida, presa di distanza da Trump e Netanyahu, la posizione più responsabile è quella della Meloni che alla vigilia di Pasqua, invece di fare chiacchiere è partita per il golfo Persico, per un giro in tre stati che, più di ogni altro, hanno, con ragione, spinto Trump e Netanyahu ad attaccare l'Iran per provare ad ottenere la capitolazione degli ayatollah, da quasi 50 anni istigatori di odio, violenze e terrorismo.

E l'unione europea ?

Tante chiacchiere e distintivi, ma capace solo di negare provvedimenti di buon senso (come l'abolizione dei vincoli di bilancio o il ritorno alle fonti energetiche russe) e sanzionare gli stati membri se non si attengono alle loro assurde direttive.

Unione europea: non è mai troppo tardi per uscirne, ma non sarà mai troppo presto per deciderlo.

03 aprile 2026

Spazio, ultima frontiera

Era ora !

Dopo lo stucchevole tric e trac della stazione spaziale condivisa, più un costoso buonismo che una autentica proiezione nello spazio, la partenza dalla Artemis 2 per la Luna, anche se solo per circumnavigarla, riapre la stagione epica dell'esplorazione spaziale.

Anche perchè questa volta, oltre a scendere di nuovo sulla Luna nel 2028, si ha l'intenzione di restarci, per poi partire per Marte e ancora nello spazio profondo.

Noi che in quel luglio del 1969 eravamo appena adolescenti e oggi siamo settantenni, non possiamo che ripensare ai sogni di quegli anni.

Mi dispiace solo la scarsa copertura data dalle televisioni e dalla stampa ad un evento che dovrebbe riscaldare i cuori ed eccitare la fantasia.

Il nostro destino, il destino dell'Uomo, come fu quando partimmo per scoprire l'America e per civilizzare il mondo intero, è nello spazio.

"Se puoi sognarlo puoi farlo" disse Walt Disney e la Fantascienza, come noto, è letteratura di anticipazione.

La circumnavigazione della Luna con il ritorno sulla Terra fu infatti anticipata, praticamente con lo stesso percorso, da Giulio Verne e in Star Trek, serie originale, quella con il Capitano James T. Kirk/William Shatner, il "comunicatore" è incredibilmente simile ai nostri telefoni cellulari.

E la serie risale al 1966 !

Sognare non è (ancora) vietato e ci riscatta dal grigiume cui il mainstream buonista e cattocomunista vuole piegare i Popoli e le Nazioni del mondo per controllarci meglio.



02 aprile 2026

Da Reagan a Trump il punto di caduta è a Sigonella

Trump ha ragione.

Lo scrivo subito così tolgo ogni dubbio sulla mia collocazione, sicuramente minoritaria in Italia e anche nel Centro Destra, ma spesso sono le minoranze ad aver la vista più lunga perchè non condizionate da interessi contingenti.

Mi rendo conto che essere e fare gli antiamericani in Italia, quando alla Casa Bianca c'è un Patriarca, Bianco, Etero e di Destra, sia uno sport ampiamente praticato, da sinistra, che continua ad odiare gli Americani per aver impedito che l'Europa Occidentale vivesse la stessa "splendida" stagione dell'Europa Orientale sotto il tallone comunista, ma anche da Destra, soprattutto da quella destra che ancora non ha perdonato agli Americani l'invasione e l'occupazione del 1943-1945, aiutando i comunisti, i socialisti e il resto di quello che fu poi l'arco costituzionale a conquistare il potere.

Eppure Trump ha ragione e, forse, non è un caso che a provare a risvegliare lo spirito che ha fatto grande l'Occidente, non unito, ma attraverso le varie Nazioni che, da sole, hanno fatto molto di più di quanto riescano a fare adesso che hanno provato a darsi una unità ridicola, quanto costosa e dispersiva, sia un ottantenne americano, memore di quello che fu lo splendore ora fortemente appannato.

Un ottantenne che prova, e fa bene, a risvegliarci dal torpore e dall'esiziale conforto del buonismo che impedisce azioni rapide e decise.

Fa bene Trump a ricordarci che lo stretto di Hormuz è di interesse esclusivamente nostro, perchè gli Stati Uniti hanno petrolio e gas in abbondanza, tanto da esportarlo e, quindi, quelli interessati a riceverlo da quelle zone siamo noi e siamo noi quelli che dobbiamo darci una mossa per riaprire e tenere libera la via del petrolio.

E siamo anche noi ad avere interesse che il Medio Oriente non sia più un santuario di terroristi.

Negare un miserrimo atterraggio a Sigonella, nome infausto perchè ricorda quando Craxi preferì lasciar liberi degli assassini, terroristi palestinesi, invece di consegnarli agli Stati Uniti, con speciose argomentazioni da Azzeccagarbugli, non solo mi delude in quanto Italiano, ma anche in quanto di Destra, perchè finchè era un socialista a comportarsi in quel modo, passi, non mi aspetto nulla da socialisti e cattocomunisti, ma a decidere di non autorizzare l'atterraggio di due bombardieri americani a Sigonella è stato un governo di Destra e questo mi preoccupa.

Mi preoccupa perchè mi rende più difficile scegliere chi votare alla prossima occasione, visto che, su queste basi, la scelta sarebbe ricominciare a votare turandosi il naso, per il male minore del Centro Destra, provando ad impedire un male di gran lunga peggiore, quello cattocomunista.


01 aprile 2026

Italia fuori dal mondiale: sono passati gli stranieri

La sconfitta dell'Italia non sorprende.

Non possiamo vivere nei ricordi, come facciamo noi a Bologna che celebriamo lo scudetto del 1964, vinto quando io, che sono nel settantesimo anno di età, non avevo ancora compiuto gli otto anni.

Scontiamo l'ottuso europeismo unionista che si è manifestato con la sentenza Bosman del 1995.

Se le società, con slalom tra i paletti, "scoperte" di avi italiani, oriundi, cittadinanze facili, troppo facili, fanno giocare tutti stranieri, fino al Como che di italiano ha ormai solo i tifosi, come possiamo pensare che possano emergere dei giocatori validi tra cui poter scegliere come era in passato, nelle tante rivalità ?

E se persino le giovanili sono imbottite di stranieri, togliendo spazio ai giovani italiani unicamente perchè gli stranieri costano poco, come si ricostruisce un movimento calcistico nazionale ?

Non credo che i 58 milioni di commissari tecnici che ci sono in Italia avrebbero convocato giocatori tanto diversi da quelli chiamati da Gattuso e, prima di lui, da Spalletti, perchè non sono i migliori, sono gli unici.

Pensate solo ai portieri.

I nostri erano i migliori in assoluto.

Adesso metà serie A ha portieri stranieri.

E non serve chiedere le dimissioni di Gravina.

Possono dimettersi tutti, ma se non si tornerà a porre dei limiti alla presenza in campo, contemporanea, di più tre stranieri, non si ricostruirà mai nulla.

Ancora una volta, sembra destino, ma è così: l'unione europea fa solo danni.

31 marzo 2026

Basta regalie e poi via le accise dai carburanti

La nuova crisi energetica (di approvvigionamento per colpa degli ayatollah che tengono ancora sotto tiro lo stretto di Hormuz) ripropone il tema di cosa fare per alleviare la sofferenza per le tasche degli Italiani.

La risposta immediata e più semplice è: ridurre le accise, cosa che è stata già fatta dal Governo.

In effetti oggi ho fatto benzina ed il costo (distributore Eni) era di 1,709 al litro, meno, molto meno degli oltre 2 euro dell'epoca in cui il Fenomeno cercava di convincerci che il condizionatore acceso ostacolasse la pace.

Però, effettivamente, le accise sono quel differenziale che condanna noi Italiani a pagare la benzina più di altri popoli.

Allora la soluzione è: abolire totalmente e per sempre le accise.

Ma, obietta Giorgetti, senza le accise si aprirebbe un buco nei conti dello stato.

Ha ragione, ma quante spese assistenzialiste ci sono nel bilancio dello stato che potrebbero compensare l'abolizione delle accise ?

Giorgetti sicuramente lo sa e a me, che non sono un ragioniere, tanto meno dello stato o del Mef, vengono in mente i soldi buttati via per contribuire a realizzare film che, per lo più, non hanno spettatori, sostenere giornali che non vendono abbastanza per andare almeno in pareggio, finanziare spettacoli effimeri, rimborsare (sic !) le organizzazioni che assistono i clandestini che le stesse organizzazioni o altre loro assimilabili ci scaricano quasi quotidianamente (e se una fa beneficenza, deve pagarla di tasca propria, non scaricandone i costi sul prossimo).

Probabilmente sarebbe sufficiente anche solo l'ultima voce per compensare l'abolizione delle accise, ma sicuramente le voci sono molte, da cui attingere per dare respiro e beneficio a tutti gli Italiani, compito principale di un governo.


30 marzo 2026

Destinazione Malebolge

Un Dante Alighieri redivivo, avrebbe un grandissimo imbarazzo nello scegliere chi citare tra le tante fiamme che, oggi più che mai, arderebbero all'Inferno, nelle Malebolge, per aver fornito consigli fraudolenti.

Oggi tocca alla Meloni fare come Ulisse con le Sirene, tapparsi le orecchie per non ascoltare le voci che cercano di indurla in errore, favorendo le manovre di Mattarella che frigge dalla voglia di tornare a dare le carte con governi frutto di congiure di Palazzo.

Purtroppo leggo anche su siti di Centro Destra consigli fraudolenti, come quello di dimissioni per andare ad elezioni anticipate, probabilmente forniti dagli stessi che consigliarono a Salvini di entrare nel governo Draghi con i cattocomunisti e poi votare per la rielezione di Mattarella.

"E lo sventurato rispose" positivamente, passando dal 34% all'attuale 8%.

Siamo ormai ad aprile 2026 e ci sono altri 18 mesi circa di legislatura, iniziata formalmente il 13 ottobre 2022 con la prima riunione delle camere elette il 25 settembre 2022.

Praticamente un 30% di legislatura in cui continuare a realizzare il programma, a prescindere dal referendum sulla giustizia con il quale, peraltro, si è consegnata agli Elettori la scelta di approvare o respingere la realizzazione di uno dei punti del programma che era stato votato.

In 18 mesi non solo si possono completare percorsi come quello del risanamento dei conti pubblici, della gestione oculata dell'immigrazione, della riduzione delle tasse, dell'affermazione di un ruolo di primo piano nel panorama internazionale, ma anche impostare e probabilmente realizzare altri programmi, a partire dalla ripresa con forza di un programma nucleare per renderci più indipendenti sul piano energetico e dal Ponte sullo Stretto, opera che darebbe lustro a qualsiasi Nazione, oltre ad una legge elettorale che garantisca sempre la stabilità di governo che, come abbiamo visto in questi tre anni e mezzo con la Meloni, è un valore aggiunto, una ricchezza per la Nazione e il Popolo Italiano.

Se ci sono (e ci sono, anche se probabilmente i nomi che farei io sarebbero differenti da quelli che farebbe qualche Solone con velleità da stratega) nominativi di ministri e sottosegretari da sostituire, ma non a seguito di avvisi di garanzia o inchieste varie che, anzi, pretenderebbero una totale solidarietà in applicazione della presunzione di innocenza, si sostituiscano, uno alla volta, non subito, ma quando le vicende interne e internazionali avranno fatto superare l'ansia da prestazione di tanti commentatori, anche di Centro Destra e la levantina furbizia di consigliare fraudolentemente il Premier perchè cada in errore.

Si prenda atto che in Italia continuano a prosperare i topi che scappano dalle barche che sembrano affondare per saltare sul carro del presunto futuro vincitore, salvo poi ritornare precipitevolissimevolmente sui propri passi al minimo frusciar di fronde, cosa che, in 18 mesi, potrà accadere più volte ancora.

E, soprattutto, non vi siano preclusioni a Destra, siamo tutti sulla stessa barca e Tajani come Vannacci, Salvini come Lupi e la Meloni, continuino ad applicare il principio per cui a capo della Coalizione ci sarà il leader del partito che prenderà più voti.

Molto meglio di qualsiasi primaria farlocca cui possono partecipare stranieri, minori e persino elettori cattocomunisti.

29 marzo 2026

Let Giorgia Be Giorgia

Nel 1982, con la Presidenza Reagan e la Thatcher Primo Ministro, arrivarono i primi scossoni ai regimi comunisti che avrebbero poi portato, pochi anni dopo, nel 1989, al famoso crollo del muro di Berlino e, a seguire, alla fine del comunismo, come regime, in Europa (purtroppo, se il comunismo è morto in Europa, i comunisti sono ancora vivi e si sono alleati con i pronipotini dell'Inquisizione cattolica).

In occasione dell'ennesima imposizione della forza sul Popolo Polacco, con l'assunzione del potere da parte del Generale Yaruselsky, l'Occidente si organizzo per una sorta di staffetta sotto il titolo: Let Poland Be Poland, lasciamo che la Polonia sia se stessa, cioè Sovrana e Indipendente.

Giorgia Meloni, 49 anni, è Presidente del Consiglio dopo aver vinto, con gli alleati della Lega e di Forza Italia, le elezioni del 2022, al culmine di un percorso che l'ha portata dall'Msi e An, in cui ha guidato l'organizzazione giovanile, in parlamento, al governo come ministro di Berlusconi, a rifondare un partito, Fratelli d'Italia, che ha restituito una casa alla Destra in Italia e, elezione dopo elezione, a passare da percentuali irrisorie e ripescaggi di coalizione (nel 2013) fino a diventare stabilmente il primo partito in Italia.

Il referendum sulla giustizia è il suo primo inciampo e mi fa specie che si siano scatenati, non tanto gli sciacalli cattocomunisti, quanto, a Destra, legioni di aspiranti Richelieu per inondarla di consigli non richiesti.

Non ho apprezzato e continuo a non condividere le dimissioni imposte alla Bartolozzi, alla Santanchè ed a Delmastro, ma apprezzo moltissimo il silenzio della Meloni di questi giorni, le riunioni riservate di cui la stampa riesce a venire a conoscenza senza però, se non inventandoseli, fornire gli argomenti in discussione, ma soprattutto quelle di cui nessuno è a conoscenza perchè consentono una riflessione con quanti non straparlano pubblicamente consigliando questo e quello (pensate solo se la Meloni dovesse ascoltare chi consiglia di tutto e di più), ma rappresentano un personale politico qualificato, coerente e affidabile.

Giornali insospettabili come La Verità sembra che godano nell'accrescere l'ansia da prestazione, sparando titoli, editoriali e commenti che, anche quando sono condivisibili, come l'odierno ennesimo consiglio di non dimettersi per andare ad elezioni anticipate, servono solo come arma di distrazione.

Ecco allora che torna attuale lo slogan di quel lontano 1982, adattato per l'occasione: Let Giorgia Be Giorgia.

Lasciate che la Meloni faccia la Meloni, non è per una sconfitta (ma quante ne hanno subite Churchill, la Thatcher, Andreotti, Berlusconi e tanti altri personaggi che hanno poi lasciato un segno indelebile nella Storia !) che si può arguire il destino di una politica.

Lasciamo che la Meloni analizzi la situazione con quelli di cui si fida e con gli alleati di Governo e poi saprà lei cosa fare.

Diversamente si faccia come Vannacci, si crei un proprio partito, ci si presenti alle elezioni e si agisca in base ai voti che si riceveranno.

28 marzo 2026

Il mondo è sopravvissuto allo sciopero dei giornalisti

Ogni volta che c'è uno sciopero dei giornalisti, vedo, per la strada, facce più sorridenti o, almeno, più rilassate.

Me lo spiego con il fatto che, costretti a cercare di calamitare quanti più lettori/ascoltatori/spettatori possibile, i giornalisti hanno dimenticato la loro funzione essenziale: fornire la notizia pura e semplice, senza caricarla di spiegazioni (che poi sono solo le loro personali ed opinabili opinioni) nè di oscure visioni e presagi millenaristici.

La necessità di "fare audience" spinge a caricare ogni notizia di significati reconditi o apocalittici.

Del resto tutto ciò che uno deve sapere lo viene a sapere da una capillare rete di utenti che, se scoppia una caldaia a Palermo o muore un ex rettore a Bologna, vanno subito ad informarne il colto e l'inclita senza particolari commenti, cioè svolgendo il ruolo abbandonato dai giornalisti.

Se, poi, andiamo nel merito della vertenza, dalla lettura che il mezzo busto "autorizzato dalla redazione" dà del comunicato di sciopero, mi fa capire che i giornalisti vorrebbero essere pagati dagli editori e il quantum non è mai abbastanza, però non vogliono sottostare alla linea che gli editori vorrebbero dal giornale che loro pagano e dai giornalisti che loro stipendiano, rivendicando autonomia e indipendenza "della professione".

Ma non è così che può funzionare.

E come per qualunque attività, se il prodotto attira, vende e si guadagna, ma se il prodotto non piace a quelli cui è destinato, si lavora in perdita e il destino è la chiusura, perchè non deve essere lo stato, cioè tutti noi, a pagare l'incapacità di fornire un prodotto che sia attrattivo.

In fondo ai giornalisti si richiede solo di raccogliere le notizie e fornircele così come sono.

Ad interpretarle, in base alle nostre idee, conoscenze ed esperienze, ci pensiamo da soli. 

Grazie.

 

27 marzo 2026

Forza Italia prepara una badogliata ?

Non ho mai votato Forza Italia alle politiche o amministrative, anche se ho sempre votato Berlusconi Premier e, una o due volte, anche il suo partito alle europee per esprimere la preferenza a suo favore.

Essendo di Destra ho fatto riferimento nelle scelte a quel partito che, di volta in volta, in base alle circostanze, al sistema elettorale, alla tipologia di elezione (politica, europea, amministrativa) fosse all'ordine del giorno.

Così il mio voto, con una lontana parentesi DC (quando bisognava "turarsi il naso" per un traguardo superiore) e, appunto una o due volte a FI per votare Berlusconi, è sempre stato una scelta tra Msi, An, Lega, La Destra, Forza Nuova, Fratelli d'Italia.

Forza Italia, però, è un importante alleato, fondamentale per la Coalizione di Centro Destra che nacque proprio intorno al partito di Berlusconi, senza il quale i comunisti avrebbero dilagato in Italia.

Quindi non provo alcuna ostilità preconcetta verso Forza Italia, soprattutto perchè, dopo l'esperienza del PdL, vi sono rimasti alcuni esponenti dell'Msi e di An, come Gasparri e, se non ricordo male, anche la Bernini.

Mi insospettisce quindi la scelta di sostituire Gasparri quale Presidente dei senatori, con la figlia di Craxi che presumo sia ancora ostinatamente socialista e che, come peraltro è naturale e giusto che sia, difende a spada tratta la memoria di suo padre.

Poichè uno dei miei riferimenti è Andreotti, ancora una volta non posso che ribadire il suo concetto per cui a pensare male si farà anche peccato, ma spesso si indovina.

La sostituzione di Gasparri con la figlia di Craxi (che comunque fu segretario di un Psi che governava a Roma con la Dc e nelle realtà locali con il Pci) non vorrei fosse un segnale di riallineamento a sinistra, ordinato dalla Famiglia Berlusconi che, dopo aver imbottito le sue reti di commentatori di sinistra, adesso spinge Forza Italia tra le braccia del pd, con la scusa di essere partito moderato.

Sono personalmente convinto che buona parte dell'Elettorato di FI veda la sinistra cattocomunista allo stesso modo in cui la vede la maggior parte di Fratelli d'Italia e della Lega e indebolire la Coalizione del Centro Destra scivolando a sinistra assomiglierebbe tanto ad un pedaggio che verrebbe pagato per avere opportunità di altro tipo, magari di tipo industriale.

Ribadisco che considero un grave errore aver costretto alle dimissioni la Santanchè, Delmastro e la Bartolozzi, ma la Meloni ha sicuramente una visione ed un progetto da perseguire e opporvisi sarebbe solo una scelta suicida che favorirebbe i cattocomunisti.

Uno slittamento di Forza Italia, invece, danneggerebbe non solo il Centro Destra, ma proietterebbe l'Italia in un panorama di instabilità e di compromesso, come abbiamo in Francia e Germania, dove vengono fatti conciliare gli inconciliabili unicamente per sbarrare la strada a chi ha una visione della società innovativa, in una riedizione del cln in chiave, ca va sans dire, antifasssissta, senza idee, senza programmi condivisi e, alla fin dei conti senza alcuna utilità per il Popolo e la Nazione Italiana.

Lieto se potrò dire di aver sbagliato a pensare male.

26 marzo 2026

La difficile arte del governo

Giorgia Meloni ha subito la prima sconfitta elettorale dopo un lungo filotto di vittorie elettorali e politiche.

In Danimarca, le elezioni indette dal premier socialista Mette Fredricksen con la convinzione di capitalizzare consenso dopo lo scontro con il Presidente Trump sulla Groenlandia, si sono chiuse con una netta sconfitta dei socialisti, la perdita della precedente risicata maggioranza parlamentare ed una situazione di difficile governabilità a meno di creare una coalizione allargatissima in cui partecipino partiti teoricamente tra loro antagonisti.

In Germania, tutte le elezioni regionali aumentano la necessità di coalizioni allargate tra partiti una volta opposti e con l'unico scopo, come da tempo avviene in Francia, di escludere dal governo il partito di Destra che, comunque, continua a crescere ad ogni elezione.

Il Duce espresse il concetto con una frase icastica: governare l'Italia non è difficile, è inutile.

Purtroppo sembra che sia proprio così.

Siamo bravissimi a distruggere, per cui si trovano sempre delle maggioranze "contro", ma quando si tratta di costruire ci sono troppi che pensano di avere la soluzione in tasca e impediscono la piena realizzazione di un progetto (emblematico il Ponte sullo Stretto).

La Riforma della Giustizia era di semplice buon senso, ma avrebbe tolto ai magistrati quel potere di interdizione che fa tanto comodo ai cattocomunisti quando non sono al governo.

Le glorie passate dell'Italia (e non solo) sono arrivate quando chi comandava poteva realizzare i suoi progetti senza tutti gli ostacoli che vengono frapposti oggi.

E, soprattutto, senza la cacofonia di pareri, opinioni, proposte che vengono propinate da chiunque tramite i nuovi strumenti di comunicazione aperti a tutti (ma sarebbe molto difficile e pericoloso decidere chi possa parlare e chi no).

Oggi governare oltre a sembrare inutile  è diventato anche molto più difficile di una volta, quando un sornione Andreotti, autentico genio della Politica, avercene ancora di Andreotti !, poteva gestire le vicende di una grande Nazione come l'Italia nascondendosi dietro una volontà dichiarata di "galleggiare".

Non condivido la scelta di far dimettere la Santanchè, ma apprezzo il piglio di comando della Meloni e, considerando che è una Politica di razza e che ha sicuramente in mano ed è a conoscenza di ben più elementi di quelli che posseggo io, non esistendo alternative al Centro Destra per avere un Governo che sia dalla parte dell'Italia e non ci svenda a Bruxelles, mi auguro che con la stessa fermezza e autorevolezza la Meloni prosegua nel suo cammino per approvare leggi compatibili con il programma che abbiamo votato nel settembre 2022, anche se poi i distruttori in servizio permanete effettivo proveranno, talvolta riuscendoci con qualche cavillo da Azzeccagarbugli o interpretazioni ideologiche, a vanificarle.


25 marzo 2026

Dimissioni, MAI !

Non sono d'accordo con la scelta di Delmastro e della Bartolozzi di dimettersi e, ancor meno, lo sono con la Meloni che lo chiede alla Santanchè, ottimo Ministro per il Turismo da lei prima riportato ai livelli pre covid e poi favorito ulteriori, significativi incrementi di flussi e quindi di denaro.

L'ho scritto più volte anche nel passato più remoto: la lista dei ministri, un sindaco, un presidente di regione non devono avere il nulla osta dei magistrati.

L'unico giudice legittimo per un politico è il Corpo Elettorale che, se ne condivide l'azione a prescindere dalle sue vicende personali, tornerà a votarlo, se invece non lo ritiene all'altezza del ruolo, lo boccerà alle urne, rimandandolo al suo lavoro.

Dimettersi gratis et amore Dei o chiedere le dimissioni per le indagini ed i rinvii a giudizio estranei al ruolo politico ricoperto, significa genuflettersi davanti ai magistrati e questo sarebbe (è) un grave errore, lo stesso commesso dal 1992 in poi quando la Politica si ritirò lasciando campo libero al giustizialismo.

Tra l'altro dimettersi o chiedere le dimissioni quando un procedimento penale (ripeto: estraneo al ruolo politico e istituzionale ricoperto) è appena agli inizi, significa calpestare un principio di giustizia, libertà e civiltà come è quello della presunzione di innocenza.

Tanto più che in gran parte delle situazioni, sia pur dopo un numero vergognoso di anni, l'imputato viene assolto, ma nessuno paga e, se anche si riuscisse a far pagare il magistrato di turno, nessuno, per quanto paghi, potrebbe mai restituire al malcapitato gli anni e le occasioni perse.

Come accadde al povero Presidente Giovanni Leone, scagionato dopo che, però, era stato costretto alle dimissioni e accantonato come un lebbroso.


24 marzo 2026

Vince l'Italia sottomessa figlia della paura e dell'assistenzialismo improduttivo

Anni fa, entrando nella sede di un sindacato, vidi una vignetta ingrandita in cui la didascalia diceva: abbiamo sempre la risposta pronta e, l'intero foglio, era occupato da dei "no".

Ecco, l'esito del referendum dice la stessa cosa, perchè dire no ad una riforma di buon senso significa rintanarsi con la testa sotto la sabbia e ... il fondoschiena a disposizione del prossimo, anche se non lo si vede.

Così, come per i due referendum sul nucleare dove l'allora banda del no, che è poi la stessa di oggi, adesso si lamenta per il costo di gas e luce, qualcuno, ben più di qualcuno ..., piangerà quando stritolato dalla "giustizia" italiana che adesso si fregia pure dell'avallo popolare.

Perchè la vittoria del no dice che i magistrati fanno bene a perseguitare le vittime delle rapine quando si difendono, fanno bene a lasciar sciamare per l'Italia, liberi di rubare e stuprare, i clandestini e a continuare a non pagare di persona per vicende come quelle di Tortora, Zuccheddu e Garlasco (e tante altre).

Le analisi sui voti (noiose) saranno fatte da chi poi dovrà prendere le contromisure per arrivare alle prossime elezioni politiche presentando i risultati del Governo Meloni, tra i quali metto sicuramente anche la riforma pur respinta dal referendum, perchè la riforma, i parlamentari che abbiamo eletto, l'hanno votata e approvata così come da programma.

Anche sulla campagna elettorale non mi sento di imputare nulla alla Meloni e al Centro Destra che, come sempre, si è dovuto confrontare in condizioni di inferiorità, avendo contro la magistratura, il 90% della stampa (e i giornalisti del Centro Destra hanno sempre la pessima abitudine di fare i primi della classe e dire "sì, ma bisognerebbe ..."), i preti, i sindacati, le coop, i circoletti dei mantenuti con i soldi nostri loro dirottati sotto forma di contributi per il cinema, lo spettacolo, la "cultura", redditi a vario titolo (la fantasia non manca nel settore dell'assistenzialismo improduttivo), gli islamisti d'Italia, gli ambienti estremisti di sinistra dei centri sociali e altre frattaglie varie.

Col senno di poi (ma vai a saperlo prima !) l'unica cosa che potrei dire è peccato che si sia puntato, cercando di portarla a casa, su una riforma minimale, che qualsiasi persona di buon senso avrebbe dovuto votare, ma, sapendo questo esito, si sarebbe potuto puntare su una autentica rivoluzione usando la ruspa per rifare integralmente il sistema, a cominciare dal reclutamento del personale.

Ma, appunto, è con il senno di poi.

Ho fiducia che la Meloni, lungi dal gettare la spugna, imprimerà a questi ultimi 12-18 mesi di legislatura (dicono si voti tra maggio e giugno 2027, ma questo parlamento fu eletto a fine settembre 2022, quindi si dovrebbe compiere i cinque anni, non ridurli per votare in primavera, allora perchè non allungarli fino alla primavera 2028 ?) una marcia intensiva per mettere in campo provvedimenti, che vorrei sempre sulla giustizia nel tentativo di limitare comunque le tracimazioni dei magistrati, sulla sicurezza e legittima difesa, sulle tasse, sul contrasto all'immigrazione, che legittimerebbero, ancor di più, la richiesta di ricevere il mandato per altri cinque anni.




23 marzo 2026

Sorpresa: gli Italiani vogliono ancora votare !

Alla fine della prima giornata di votazioni referendarie, l'affluenza ha superato il 46% degli aventi diritto, smentendo tutte le previsioni, i sondaggi e le liturgie catastrofiste sull'astensionismo dilagante.

Si presume che, alle 15 di oggi, i votanti saranno circa il 60%.

A parte il risultato che nessuno può prevedere (ed è divertente leggere su X di utenti che dichiarano di aver visto exit poll segreti o di conoscere "l'ultimo sondaggio riservato" e ne spiattellano il presunto risultato credendo di impressionare il prossimo) c'è da rilevare che, quando il quesito è chiaro e quando coinvolge un interesse primario, allora noi Italiani rispondiamo.

E rispondiamo soprattutto se il quesito non è spezzettato in una pluralità di schede per abrogare o intervenire su singole righe o parole di una legge.

Quindi si pone il problema, di tutti, dopo questo referendum, di evitare che si possa tornare agli abusi di Pannella e dei radicali che hanno fatto schifare uno strumento che dovrebbe essere quello definitivo perchè prevede una decisione affidata al Popolo Sovrano.

I partiti, tutti, dovranno mettere mano alla legge sul referendum voluta da Andreotti nel 1972 per andare al referendum sul divorzio (1974) altra scelta chiara che vide ampia partecipazione.

Che sia aumentando significativamente (magari aggiungendo uno zero) le firme necessarie per richiederlo e imponendo, ad esempio, che l'abrogazione riguardi una intera legge e non solo parti di essa, o che sia inserendo in costituzione l'istituto del referendum non solo abrogativo e confermativo, ma anche propositivo, questo è tema da discutere neanche in parlamento, ma in sede di commissione parlamentare, dove con meno voci è più facile inquadrare il problema e dare una risposta, tecnica, convincente.


22 marzo 2026

Disgustato dalla pavidità dei "leaders" europei

L'unione europea e affini come il Regno Unito profondamente decaduto di Starmer, mi fanno vergognare della mia immodificabile appartenenza geografica a questa piccola, piccola, minuscola, pavida, meschina, codarda europa.

I "capi" europei si sono riuniti, tre settimane dopo l'attacco al regime degli ayatollah e due settimane dopo il blocco del flusso di gas e petrolio imposto dai bombardamenti degli ayatollah su stati che, finora, anche loro pavidamente, non sono entrati in guerra, e tutto quello che hanno saputo dire, invece di organizzarsi per liberare la via del petrolio e collaborare con Stati Uniti e Israele per far finire la guerra al più presto (e le chiacchiere sul diritto internazionale, sulle ragioni delle parti etc. solo DOPO, quando il flusso del petrolio sarà tornato regolare), è stato quello di proporre a noi europei di ridurre il nostro Benessere e il nostro tenore di vita.

Ridurre le scorte di gas, significa, in prospettiva, potersi riscaldare di meno il prossimo inverno, pagando di più.

Ma richiamare addirittura le targhe alterne, la riduzione dei limiti (già bassi) di velocità e altre amenità per anime povere non tanto in denaro, quanto in coraggio e capacità gestionale, rappresenta la totale sconfitta del modello rinunciatario europeo.

Continuiamo a pagare la guerra di Zelensky, ma non troviamo la forza, il coraggio, l'intelligenza per difendere i nostri stessi approvvigionamenti di materie essenziali per il nostro Benessere come il gas ed il petrolio.

E quando interverremo (perchè si dovrà intervenire) lo faremo solo da posizioni di estrema debolezza per tutti i cedimenti e i passi indietro che stiamo facendo.

E l'unico che ha dimostrato di capirlo è un ottantenne Presidente di quegli Stati Uniti che non hanno bisogno del petrolio e del gas medio orientale e che ha, anche lui, delle quinte colonne interne che ne ostacolano e ritardano la politica.


21 marzo 2026

Quando le prime pagine titolano sui morti

Con una singolare coincidenza tre eventi, con quattro decessi, hanno messo parzialmente in ombra le prime pagine abituali dedicate alla guerra contro il regime degli ayatollah e alla domanda se, questa volta, gli Italiani saranno capaci di dire SI' al loro futuro.

Non saprei dire quale notizia sia arrivata prima, probabilmente il decesso di Umberto Bossi, annunciato da oltre venti anni, da quando, cioè, un ictus lo rese parzialmente inabile, sottraendo al Centro Destra e all'Italia un politico che sapeva interpretare gli umori del Popolo che rappresentava.

La prima volta che apparve in una tribuna elettorale, mi diede l'impressione di chi stesse improvvisando, non essendo nelle sue corde l'essere in giacca e cravatta dietro una scrivania, impettito a chiedere il voto guardando solo una telecamera.

Ben diversa efficacia aveva il Bossi del Prato di Pontida dove oggi si terranno i funerali alla presenza di esponenti della politica e del Governo.

L'unico rimprovero politico che posso muovergli è quello del tradimento nel 1994, che portò al governo Dini e quindi ad elezioni, solo nel 1996, con la Lega che, correndo da sola, regalò (in uno con la scelta di Berlusconi e Fini di non accordarsi con la Destra Radicale allora Fiamma Tricolore e sarebbe bastato che o la Lega rientrasse nel Centro Destra o fosse stato trovato l'accordo con la Fiamma: utile pro memoria per le prossime elezioni e per i rapporti con il Generale Vannacci) alla sinistra cinque anni di governo e l'elezione del presidente della repubblica.

Dopo l'ictus una decadenza progressiva, anche se la buona semina precedente ha portato alla Lega il frutto Salvini che l'ha rivitalizzata e, se non avesse fatto quei due errori di votare Mattarella e di entrare nel governo Draghi con i cattocomunisti, oggi sarebbe a Palazzo Chigi dove invece è entrata, con pieno merito, e ci resta benissimo come un vestito su misura (ancora più con pieno merito) Giorgia Meloni.

Quasi contemporaneamente è arrivata la notizia della morte di Chuck Norris, l'interprete di Walker Texas Ranger, che incarnava sullo schermo, ma anche nella vita, la parte migliore dell'America, come del resto la rappresentano Stallone, Segal, Willis e, prima di loro, John Wayne, Charlton Heston e Jimmy Stewart, tanto per citare tre pezzi da novanta.

Norris aveva 86 anni e sembra che sia deceduto per un malore improvviso.

Ricorderò sempre quanto fossero rilassanti i telefilm di Walker, che guardavo anche in replica con mio padre prima di cena, in cui sapevamo che la Giustizia, quella vera, avrebbe prevalso e senza tanti magistrati che la ostacolavano con sofismi giuridici e interpretazioni delle leggi.

Una Giustizia che segue vie imperscrutabili, come ci dice la morte violenta di due anarchici che sembra siano saltati in aria mentre preparavano un ordigno per un attentato.

Una morte che, a me, richiama quella dell'antesignano dei comunisti con il rolex, saltato in aria sotto un traliccio mentre predisponeva una bomba, agli albori degli Anni di Piombo.

Morti ben differenti nel ricordo dei deceduti, morti naturali e morti che si sostituiscono ad un giudice che non avrebbe mai pronunciato una simile sentenza e che dimostra come il Destino, il Fato degli Antichi, non stia tanto a interpretare le virgole di una legge.



 

20 marzo 2026

La banda del no che non sa mai dire SI' danneggia l'Italia e gli Italiani

La guerra contro il regime degli ayatollah ha messo in evidenza non solo la pusillanimità di una classe dirigente della vecchia Europa che è smidollata e si lascia pisciare in testa da terroristi e imam, scappando da ogni impegno che abbrevierebbe tempi e costi della guerra, ma anche come siano state miopi le scelte, anche dei Popoli, nel recente passato.

Oggi, dopo appena quattro anni, stiamo di nuovo piangendo per l'aumento del costo dell'energia, anche se con un allarmismo sospetto pompato dalle opposizioni al Governo Meloni, visto che con il Fenomeno al governo il gas era arrivato a costarci 320 euro per MWh e oggi siamo a 60, per le scelte effettuate in tempi abbastanza recenti.

Prima di tutto i due referendum in cui, perseverando diabolicamente nell'errore, terrorizzati da eventi che la banda del no ha sfruttato cinicamente (Chernobyl e Fukushima) la maggioranza degli Italiani ha votato contro il nucleare, con il risultato che dobbiamo pagare alla Francia l'energia che produce in 57 centrali che stanno andando a pieno regime e rappresenterebbero, se esplodessero, un pericolo anche per noi che abbiamo voluto rinunciare per paura al nucleare.

Becchi (paghiamo salato l'energia e proprio ai francesi !!!) e bastonati (non ci salveremmo in caso di disastro).

Poi le fole ambientaliste che hanno impedito e continuano ad ostacolare, e sono sempre gli stessi della banda del no, lo sfruttamento dei giacimenti di metano in Emilia Romagna e nel Mare Adriatico, lasciando ai nostri vicini croati e sloveni la possibilità di fare man bassa di gas, alterando comunque la composizione del sottosuolo visto che prelevano a casa loro, ma, come ben noto a chiunque abbia anche solo letto un manuale di fisica persino del liceo classico, il gas non si può fermare al confine di stato.

La banda dei no continua nei suoi danni, agendo contro il Ponte sullo Stretto che agevolerebbe la circolazione delle merci e delle persone e prosegue la sua battaglia di retroguardia contro l'Alta Velocità che consentirebbe di collegare meglio e più velocemente non solo l'Italia ma anche località estere, il tutto aumentando il consumo dell'energia per spostarsi e quindi il costo della stessa.

E per fortuna che, grazie alle scelte elettorali del Popolo, la banda del no ha fallito nel suo intento di impedire la cosiddetta TAP che ci porta salvifico gas dall'Azerbaigian con un gasdotto di quasi mille chilometri e che arriva in Puglia e poi viene distribuito ovunque in Italia.

La banda del no danneggia l'Italia e gli Italiani e trova sempre il modo per farlo, anche sul Referendum per la modifica dell'ordinamento giudiziario.

Il SI', invece, consente di migliorare le condizioni di vita.

Se avessimo detto SI' al nucleare oggi nessuno stato al mondo potrebbe ricattarci e aumentarci i prezzi per fornirci di energia.

Se dicessimo SI' alla riapertura massiccia dei pozzi di trivellazione del metano e delle centrali a carbone avremmo tanta energia da diventarne anche esportatori.

Aver detto SI' alla TAP dall'Azerbaigian ci consente di ricevere gas prezioso per cercare di difendere il nostro Benessere e il nostro tenore di vita.

Analogamente se diremo SI' al referendum di domenica e lunedì avremo finalmente la realizzazione della norma costituzionale per cui accusa e difesa saranno sullo stesso piano davanti ad un giudice veramente terzo, mentre i magistrati che sbagliano, pagheranno il dovuto, come facciamo tutti quanti quando sbagliamo qualcosa nell'esercizio della nostra professione.

19 marzo 2026

L'arte oscura della comunicazione

Ascoltando i resoconti sulla campagna elettorale, mi sono accorto di come i "professionisti dell'informazione" propongano notizie, che dovrebbero in teoria essere presentate in modo "neutro", con ripetuti tentativi di orientare la percezione di chi ascolta.

Alcuni di esempi.

Ieri, a Roma, si è svolta una manifestazione di piazza dei contrari al SI'.

Era organizzata da una pletora di sigle che non contano nulla (forse solo i contributi pubblici che incassano), una serie di comitati sorti all'uopo che chiunque potrebbe creare da una parte e dall'altra, ma, soprattutto, da partiti che sostengono che bocciare la Riforma che separa le carriere dei magistrati a fa pagare quelli che sbagliano, sia un orrore anticostituzionale (rendendo un pessimo servizio alla costituzione che non sarà granchè, ma almeno il principio della parità tra accusa e difesa lo ha enunciato).

Il fatto è che viene presentata come "la opposizione", "il campo largo", ma, se si va a vedere, quei partiti sono solo tre: pd, avs e 5stelle.

Azione e Più europa si sono pronunciati per il SI', mentre il partito di Renzi ha lasciato "libertà di scelta" e molti sostengono il SI'.

Mi sembra che si presenti il tutto in modo distorto.

Così come, ripetendo il giochino che era stato posto in atto contro Berlusconi, la Meloni viene sempre citata come se fosse l'unica esponente della Maggioranza a fare campagna referendaria, mentre sembra che dall'altra parte ci sia una "gioiosa macchina da guerra", Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, di cui viene dato conto.

Ma, soprattutto, non viene dato conto di tutti gli esponenti della sinistra che, con ragione e buon senso, si sono pronunciati per il SI'.

Giuristi come Cassese e Barbera, politici storici come Parisi e Salvi, ma anche i politici che pure in parlamento stanno all'opposizione come Calenda e Della Vedova, in un elenco che, se i "professionisti dell'informazione" ne dessero piena notizia, probabilmente farebbe riflettere tanti che andranno a votare in base alle indicazioni percepite dalla televisione: se sei con la Meloni voti SI', se non sopporti la Meloni non voti SI'.

Ma avere una giustizia indipendente, con magistrati responsabilizzati anche dal rischio di dover pagare in proprio gli errori, è un interesse di tutti chi non sopporta la Meloni farebbe meglio a riflettere sul perchè tanti esponenti di sinistra voteranno SI' e non c'è nessun esponente del Centro Destra a votare contro il SI'.



18 marzo 2026

SI' vota domenica e lunedì

Come tanti, domenica andrò a votare (presto, come mia abitudine).

In questa campagna elettorale mi sono dovuto parzialmente ricredere.

Consideravo la Riforma Nordio un buffetto rispetto a quello che sarebbe necessario per riportare in carreggiata la giustizia italiana e non mi aspettavo la cagnara di ingiurie e falsità che hanno costellato la campagna di chi si oppone al SI'.

Pensavo che la giustizia in Italia potesse riappropriarsi della "G" maiuscola solo cambiando totalmente il personale che la amministra e sostituendolo con personale reclutato con un sistema profondamente diverso dal concorso per dipendenti pubblici.

Immaginavo un sistema che, già dal reclutamento, marcasse fortemente la separazione tra giudice e pubblica accusa e quello che mi piaceva (e piace) di più è quello americano, con il giudice scelto dal presidente/governatore e confermato a maggioranza qualificata dall'assemblea elettiva corrispondente alla sua giurisdizione e il procuratore eletto, per 4 anni negli Stati Uniti, sarebbe per 5 da noi, e che in quanto tale risponderebbe delle sue scelte al Popolo.

La Riforma Nordio non usa la ruspa, ma, evidentemente, fa paura al potere costituito delle correnti ideologiche dei magistrati, anche la semplice separazione, permanente, delle carriere, il sorteggio degli organi di autocontrollo e l'introduzione di una Corte Disciplinare che potrebbe persino sanzionare e far pagare (come capita a tutti i lavoratori) i magistrati che sbagliano.

Avrei votato SI' per la conferma anche se fosse stata la carezza che pensavo che fosse, perchè l'importante è cominciare a rinnovare, con il "benaltrismo" (ci vuol ben altro ... dovremmo occuparci di ben altro ... occorre ben altro ...) infatti si mantiene solo lo status quo.

Invece andrò a votare SI' più convinto e con una speranza in più che il cambiamento possa veramente essere vicino.

17 marzo 2026

17 marzo 1861

Oggi, 17 marzo, si festeggia la Giornata forse meno considerata tra le date celebrative di qualche evento nazionale: la proclamazione dell'Unità d'Italia nel 1861.

Dopo la Seconda Guerra di Indipendenza del 1859, l'acquisizione della Lombardia e, a seguire, quella di ampie fette dello stato Vaticano, l'intero Granducato di Toscana e del Regno delle Due Sicilie, i Savoia poterono, grazie a Camillo Benso conte di Cavour, proclamare il Regno d'Italia e cingerne la Corona.

Ovunque il 17 marzo sarebbe la data simbolo della Nazione, Festa (unica) Nazionale come il 4 luglio negli Stati Uniti, anche se, come per gli Stati Uniti, avremmo dovuto attendere ancora anni e decenni di guerre per completare (quasi) l'Unità territoriale della nostra Patria.

In una Italia praticamente divisa in due da un baratro che si allarga ogni giorno, il 17 marzo potrebbe essere quella data unificatrice che ci manca e che possa essere nota anche all'estero come da noi sono noti il 4 e il 14 luglio.

Perchè, purtroppo o per fortuna, in Italia non abbiamo petrolio nè materie rare, ma non mancano le date in cui celebrare una qualche ricorrenza storica, ognuno celebrando la "sua" e questo perchè la Storia dell'Occidente ha avuto il suo fulcro qui, quando ancora gli Stati Uniti non esistevano e in Inghilterra, Francia e Germania correvano a nascondersi sotto terra ad ogni temporale.



16 marzo 2026

Il SI' argomenta con i giuristi e i fatti, gli altri si affidano ai comici

Ho visto su X alcune modalità della propaganda di chi è contrario al SI' confermativo della riforma dell'ordinamento giudiziario.

A parte le bugie palesi, come quella che parla di "difendere la costituzione" che non solo non è in pericolo con la riforma ma, anzi, la riforma del SI' ne dà piena attuazione e, ancora peggio, quella che vorrebbe la riforma assoggettare i pubblici ministeri al Governo, cosa palesemente falsa, che non ha alcun riferimento normativo, il resto è mero dileggio.

Dalla Meloni che viene rappresentata come una malata di mente perchè a favore del SI' al fac simile della scheda con la domanda "semplificativa" "volete essere presi per il culo?".

Le argomentazioni dei contrari al SI' sono tutte lì, falsità e volgarità.

Ben differenti le argomentazioni favorevoli, al punto che non è necessario che si spendano i leaders del Centro Destra, perchè sono gli stessi uomini di cultura della sinistra (come Minniti e Cassese solo per citare i due nomi più conosciuti) a difendere le ragioni del SI'.

Perchè è una riforma di buon senso, non è risolutiva dei problemi della giustizia, ma inizia, dopo decenni di chiacchiere, ad affrontarli.

E allora perchè qualcuno pensa che il SI' possa non farcela ?

Perchè i precedenti in Italia su tutti i referendum importanti, ci hanno visto fare la scelta sbagliata, che abbiamo pagato con l'instabilità politica, con la deriva morale, con la penuria di energia che anche in questi giorni ci tormenta con risposte totalmente sballate (veggasi il pauperismo cattocomunista della commissione dell'unione europea, di cui scriverò, che, invece di reagire come avrebbero fatto una volta i Popoli e le Nazioni dell'Occidente, andandosi a prendere con la forza quello che ci viene negato con la violenza dagli ayatollah, studiano per rendere le nostre vite più miserevoli, povere, piegate, sottomesse, riducendo l'energia disponibile).

Dopo tanti errori, peraltro, si potrebbe anche pensare che, per la legge dei grandi numeri, questa volta si effettui la scelta giusta che, con buon senso, argomentando e non dileggiando come un guitto dal palcoscenico (del resto i contrari al SI' contano su attori e comici), è solo SI'.

15 marzo 2026

Popoli e Nazioni Occidentali sono diventati così smidollati da arrendersi senza combattere ?

Possibile che debba essere un uomo di ottanta anni a richiamare i Popoli e le Nazioni dell'Occidente alla loro antica grandezza, sollecitandone l'intervento per difendere, armi in pugno, i loro stessi interessi ?

Perchè le parole del Presidente Trump questo ci dicono: gli Stati Uniti sono auto sufficienti per petrolio e gas, mentre a casa nostra il blocco di Hormuz provoca penuria di materia prima energetica, aumento dei prezzi, inflazione, calo delle borse e quindi dei risparmi, anche a seguito di una campagna allarmistica che ha interesse nel mettere in difficoltà governi come quello della Meloni, ben oltre la realtà delle cose.

Abbiamo un solo modo per risolvere la questione e non è aumentare il debito pubblico con regalie, sconti, detrazioni, sterilizzazioni su un petrolio (e affini) che comunque scarseggia, ma ripristinare tutto il flusso di cui abbiamo bisogno.

Anche armi in pugno.

Abbiamo la forza militare e le conoscenze per poterlo fare, anche se non sarebbe indolore.

Se uniti, potremmo non solo sbloccare la via del petrolio, ma anche porre termine alla guerra in tempi più brevi e con la piena capitolazione del regime teocratico degli ayatollah.

Invece leggo di orge di riunioni, discussioni, parole senza decisioni e con chi più dovrebbe avere interesse alla soluzione del problema chiedere, invece, come un mendicante, che i costi siano distribuiti tra tutti i cittadini attraverso agevolazioni di vario tipo che comunque il problema, cioè la mancanza di materia prima, non lo risolvono.

Purtroppo non riconosco più i Popoli e le Nazioni Occidentali che avevo conosciuto nei libri di Storia.

E' evidente che prediche disfattiste e una profonda deriva dei costumi, hanno reso deboli e smidollati i Popoli Occidentali che non riescono a reagire neppure davanti agli schiaffi che ci vengono inflitti da chi, davanti alla nostra arrendevolezza, moltiplica le sue provocazioni.

Dopo l'attentato alle Torri Gemelle, una scrittrice, di sinistra, come Oriana Fallaci sollecitò l'Occidente a svegliarsi.

Sembrava che, nell'immediatezza dell'attacco, l'invito fosse stato accolto, poi siamo crollati nel più completo letargo e devo leggere, persino su giornali di Destra, editoriali critici contro il Presidente Trump e gli Stati Uniti, in un riflusso paranoico di antiamericanismo d'accatto.

I Popoli e le Nazioni dell'Occidente possono ancora replicare, nella realtà odierna, quel che è stato mirabilmente rappresentato al cinema da "55 giorni a Pechino", film degli anni Sessanta con David Niven e Charlton Heston, che racconta la resistenza delle ambasciate occidentali a Pechino durante la rivolta dei Boxers.

Andando a memoria, una delle scene finali del film, a vittoria ottenuta, vede David Niven, nella parte dell'ambasciatore inglese e Charlton Heston, ufficiale degli Stati Uniti, che, ascoltando le varie bande delle varie Nazioni suonare in modo cacofonico, contemporaneamente, i differenti Inni Nazionali, dicono: ecco che abbiamo ricominciato a suonare ognuno per conto suo.

Ma per 55 giorni abbiamo suonato la stessa musica, vincendo.

14 marzo 2026

Tre esempi del perchè è nel nostro interesse votare SI'


Due esempi, tra i tanti che i quotidiani e trasmissioni non asserviti alla sinistra pubblicano ogni giorno, sono richiamati in questa breve clip del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Non solo errori di un magistrato costano anni di vita a dei malcapitati, ma tutti noi che paghiamo le tasse, dopo aver corrisposto uno stipendio da oltre centomila euro annui a quei magistrati, dobbiamo anche pagare i risarcimenti, da centinaia di migliaia di euro, agli INNOCENTI colpiti dal sistema giustizia.

Invito ad un ascolto che fa venire i brividi, perchè al posto di quei due disgraziati, in futuro, potremmo esserci noi, se non vinceranno i SI'.

E un doveroso ricordo di una persona della cui morte, a 94 anni, è giunta notizia ieri: Bruno Contrada.

Poliziotto, agente dei Servizi, inquisito e condannato per quel "reato" assurdo che è il "concorso esterno in associazione mafiosa".

Anni di processi, accuse finite sui giornali, poi la prigione e, infine, la liberazione cui la cassazione è stata costretta perchè, per una volta, con una eccezione che conferma la regola, "ce lo chiede l'europa" ha giocato a favore della vittima e non del sistema.

Ma proviamo a immedesimarci nelle tre persone che, prima di avere Giustizia, hanno patito la giustizia di magistrati che hanno poi tranquillamente proseguito nella loro carriera.

Anni di vita profondamente segnati e mai più recuperabili, con nessuna somma, peraltro pagata da noi e non da chi ha sbagliato.

Non so chi, tra i tanti che rilasciano dichiarazioni in tempo di campagna elettorale, l'abbia detto, ma mi è piaciuta la giusta semplificazione per cui se uno è contento del sistema giustizia in Italia voti contro la riforma, diversamente voti SI'.

Se vinceranno i SI' avremo subito una Giustizia con la "G" maiuscola ?

No, ma sarà fatto quel primo passo che, vincendo i no, continueremo a rimandare alle calende greche.

E, comunque, chi non andrà a votare SI', perderà il diritto (almeno quello morale) di lamentarsi della giustizia in Italia, esattamente come quelli che hanno contribuito a bocciare il nucleare in Italia non hanno alcun diritto a lamentarsi della scarsità o del costo dell'energia.

E sarebbe bello che le conseguenze di un voto ricadessero su chi lo ha espresso e non su chi ha sostenuto la tesi opposta.

13 marzo 2026

Chi sbaglia, paghi

Siamo a dieci giorni dalla chiusura delle urne e dal conoscere l'esito del referendum sulla giustizia (sarebbe più corretto dire sull'ordinamento giudiziario, ma la sintesi, sempre approssimativa, è triste patrimonio di questi tempi).

Dopo ... si apriranno altri capitoli, qualunque sia il risultato.

La sinistra cercherà in tutti i modi di danneggiare l'Italia vagheggiando intese sovranazionali, ostilità verso gli Stati Uniti (ma solo finchè ci sarà una Amministrazione Repubblicana, poi si stenderà a tappeto davanti all'Obama di turno dei democratici), confini aperti a cani e porci ai quali non applicare le regole che ci siamo dati per vivere civilmente perchè, poverini, non possono sapere quali esse siano.

Il Centro Destra proverà a continuare nella ricostruzione della Nazione, della nostra economia, dei nostri conti pubblici, delle nostre alleanze internazionali senza cedere un micron di Sovranità, magari con maggiore lentezza di quanto noi Elettori desidereremmo, ma tenendo comunque la barra dritta.

Certamente saremo più agevolati se con la vittoria del SI', il Popolo dovesse marcare il proprio dissenso da un sistema che vede dei dipendenti pubblici, i magistrati, profumatamente pagati, più di qualsiasi altro lavoratore dipendente, pubblico o privato e, nel contempo, protetti dalle peggiori conseguenze potendo essere giudicati solo dai propri simili.

Io ricordo, negli anni della mia attività professionale, colleghi licenziati, colleghi convenuti per risarcimento danni e sui quali ho visto la rivalsa dell'azienda che aveva dovuto rimborsare clienti che, in qualche modo, avevano dichiarato di aver subito un danno anche per un semplice errore materiale, trattenendo per anni e anni parte dello stipendio del malcapitato collega.

Questo non lo vedo accadere tra i magistrati.

Se non sbaglio, l'unico che ha pagato con la radiazione la vicenda emersa con il "caso Palamara" è stato Palamara stesso, come se, da solo, avesse potuto indurre in errore oltre diecimila suoi colleghi operando come è poi emerso.

Vero che altri sono stati sospesi, ma non so se poi quella sospensione, quando l'argomento è stato relegato (troppo rapidamente) nell'oblio da parte dei "professionisti dell'informazione", abbia poi portato a qualcosa di concretamente sanzionatorio.

E' evidente che chi giudica un collega è sempre portato ad essere indulgente, perchè i suoi errori, possono essere anche i miei in futuro.

Ma proprio per quello l'istituzione di una corte disciplinare autonoma dal Csm può dare una maggiore garanzia, a noi "comuni mortali", che si faccia un passo in avanti verso un sistema sanzionatorio che, anche per i magistrati, porti a far pagare chi sbaglia.

Come capita a tutti noi nella nostra ordinaria, quotidiana attività professionale.

E non sarebbe un passo, in avanti, da poco.

Basta un SI'.