30 novembre 2007

Silvio, non fidarti di Veltroni

E di nessun altro a sinistra.
Leggendo le prime indiscrezioni, valutazioni, dietrologie che appartengono ormai alla liturgia della politica, sembra che il Presidente Berlusconi dia credito a Veltroni di una reale volontà di rinnovamento.
Ma come si fa a credere ad un comunista ?
Veltroni è quello che si iscrisse giovanissimo al PCI, salvo poi, a muro crollato, dichiarare che non era mai stato comunista.
E’ quello che aveva affermato che dopo il Campidoglio per lui ci sarebbe stato il volontariato in Africa … oddio, nella sinistra italiana un po’ (magari anche più di un po’) di Africa c’è e magari ha pure bisogno di volontariato, ma credo che nessuno abbia inteso le parole di Veltroni in questo senso.
Veltroni è quello che capeggiò il referendum contro le sue televisioni al grido di “non si interrompe così un’emozione” e, infatti, gli Italiani non intesero interrompere il cammino delle televisioni libere.
Veltroni è l’incarnazione del buonismo lassista, forte con i deboli e debole con i forti.
E’ quello dell’apertura delle frontiere … purchè delinquino nel Nord e non a Roma.
Veltroni è, al tempo stesso, diavolo (comunista) e acqua santa (cattocomunisti), ha la pretesa di essere polo negativo e pure positivo, polo nord e polo sud.
Veltroni è l’archetipo dei tanti funzionari di partito che non hanno mai avuto altra occupazione se non nell’orbita politica, come può conciliarsi con un vero imprenditore ?
Veltroni è la sinistra, Berlusconi è la Destra: cosa possono mai avere in comune ?
Farsi irretire dalla tela veltroniana, significa disperdere il patrimonio di consensi che ha circondato il Capo del Centro Destra fintantoché ha caricato a testa bassa e senza alcuno spazio per il dialogo contro la sinistra.
Concedere una tregua, ancorché natalizia, ai comunisti significa allungare un brodo rancido i cui risultati cominciano tragicamente a vedersi (inflazione risalita in un colpo al 2,4%, l’euribor sul quale sono parametrati i tassi dei mutui balzato al 4,8%, la borsa in perdita secca del 5%).
Non uno degli indicatori economici oggettivi segna bel tempo grazie al governo Prodi che ha in Veltroni un sostenitore.
Per dirla con Di Pietro: che c’azzecchiamo noi con una congrega di comunisti e cattocomunisti ?
E, poi, che c’azzecca uno Statista come il Presidente Berlusconi con un funzionario di partito come Veltroni ?
All’incontro avrebbe dovuto inviare Bondi e Cicchetto, perché chi ha dato del “tu” a Bush, a Putin, a Blair, ad Aznar, non può abbassarsi a prender parte al teatrino della politica italiana !
Un dialogo con Veltroni e la sinistra avrebbe senso solo in un singolo, isolato e specifico caso: che si concordasse la legge elettorale e si fissasse, sin da ora, la data delle elezioni per la prossima primavera.
Ogni altra concessione aliena simpatie al Centro Destra per favorire i funzionari di partito – la “casta” - di sinistra, di centro e di destra.
Il Popolo della Libertà, domani e domenica, dovrà, con il proprio entusiasmo, fornire al proprio Leader, il Presidente Berlusconi, quelle motivazioni guerriere che il veltronismo, anche di alcuni suoi consiglieri, stanno cercando di raffreddare.

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3 commenti:

  1. Ciao Massimo! Spero come te che il Popolo della Libertà si definisca come partito energico e che non scende a compromessi con nessuno. Tuttavia un accordo sulla legge elettorale (e SOLO su quella) è al momento necessario, per come si son messe le cose...

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  2. Anch'io lo preferivo in trincea !

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  3. La cosa che più mi auguro è che questo nuovo partito persegua le vie "di Destra", senza "se", e senza "ma".

    Non dobbiamo dimostrare intellettualmente niente!!!

    Siamo di Destra e ci comportiamo di conseguenza; perseguendo i nostri Valori non-negoziabili.

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