12 maggio 2024

Vengo anch'io ? No, tu no

C'è un infantilismo di ritorno nella politica che accomuna Conte a Renzi: la pretesa di mettersi in prima fila.

Il casus belli è dato dal dibattito organizzato da Bruno Vespa tra il Presidente del Consiglio e Leader della Coalizione di Centro Destra, Giorgia Meloni e il Segretario cattocomunista e Leader della Coalizione sinistra, Elly Schlein.

Un piccolo tentativo di tornare alle vecchie, chiare, lineari tribune politiche degli anni sessanta e settanta dove si capiva quello che si dicevano i due antagonisti che, con un moderatore veramente imparziale (non come i conduttori televisivi e radiofonici schieratissimi a sinistra dove poi trovano candidature di comodo, vero Annunziata e tanti altri prima di lei ?) non si parlano addosso, non urlano perchè non sono interrotti e possono articolare e argomentare, semprechè ne abbiano la capacità.

Conte e Renzi non ci stanno.

Non ci stanno ad essere dei numeri due (o anche meno).

Eppure il criterio del voto ottenuto è quello che toglie ogni alibi: il leader di una coalizione è il leader del partito che ha preso più voti.

E non c'è una terza o quarta possibilità, ci sono solo Maggioranza e Opposizione.

Nella Maggioranza il leader del partito che ha preso più voti è Presidente del Consiglio, nell'Opposizione il leader del partito che ha preso più voti è il Segretario pd.

Nel Regno Unito il leader liberaldemocratico non contesta a quello laburista il diritto di sedersi di fronte al Primo Ministro conservatore, perchè i laburisti sono il maggior partito di opposizione.

Negli Stati Uniti, per quanti candidati ci siano, il dibattito presidenziale è tra il candidato repubblicano e quello democratico, che rappresentano i due maggior partiti.

Perchè in Italia Conte e Renzi vogliono essere della partita ?

Per buttarla in caciara.

Solo buttandola in caciara possono infatti diluire le loro farneticazioni contro il Governo e per buttarla in caciara occorrono trasmissioni piene di ospiti, ai quali non viene data la possibilità di svolgere un pensiero articolato perchè interrotti, coperti dalle urla belluine altrui e ostaggio di tempi ristretti.

Personalmente non considero i dibattiti opportuni, neppure tra i due leaders.

Preferirei un ritorno al format di una platea di giornalisti che fanno domande al segretario del partito di turno che, a sua volta, risponde sviluppando le argomentazioni a sostegno, senza interruzione, senza urla, senza sovrapposizioni.

E perchè non tornare anche agli "spazi autogestiti" in cui, in base ai voti ottenuti, i partiti rappresentati in parlamento, autonomamente, organizzano una trasmissione in cui espongono il programma ?

La formula delle vecchie tribune politiche ed elettorali era la migliore, equa e sapeva informare.

Le trasmissioni televisive di oggi sanno solo buttare benzina sul fuoco e attizzare odi e incomprensioni.


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