Al loro seguito, nella povertà culturale che li contraddistingue, arrivano i cattocomunisti che non perdono occasione per cercare di danneggiare l'Italia e gli Italiani pur di dar contro al Governo Meloni (che nel frattempo, senza curarsi di lor, ma guardandoli e passando oltre, ha superato anche quello di Renzi come durata, avendo comunque superato di gran lunga tutti i governi repubblicani per produttività).
I conti si faranno alla fine e non ho gli strumenti per dire quanto e come, so peraltro che le vacanze degli Italiani sono cambiate con il cambiare del modello di vita.
Il 40% circa delle famiglie è unipersonale, composto cioè da una sola persona che per le vacanze, quindi, può agevolmente scegliere periodi differenti dal solito luglio/agosto, tanto più con la diffusione del lavoro da casa che consente di stare in una località di villeggiatura, senza essere in ferie, magari andando in spiaggia fuori dagli orari di servizio.
Circa il 26% degli Italiani possiede una seconda casa situata in località di vacanze, spesso relativamente vicina alla residenza in modo da poterla usufruire nei fine settimana.
Ma chi va al mare, presentandosi solo nei fine settimana, eventualmente alterni, rischia di non trovare posto e allora ecco gli abbonamenti per tutta la stagione, per cui io occupo un posto in spiaggia anche se non ci sono, perchè lo tengo a mia disposizione per tutte le volte che ho la possibilità e la voglia di andarci.
Fino all'anno scorso, peraltro, era un profluvio di inchieste che denunciavano l'affollamento nelle spiagge e il comportamento dei balneari che avevano aumentato le file degli ombrelloni, riducendo gli spazi sulla spiaggia.
Sembra che ai "professionisti dell'informazione" sfugga una delle regole di base dell'economia liberale: se aumenta la domanda, aumentano i prezzi, se diminuisce la domanda, diminuiscono i prezzi.
L'anno scorso nessuno ha potuto negare che la domanda fosse molto alta e questo è registrato dall'aumento dei prezzi denunciato quest'anno.
Se veramente la domanda nel 2025 è così drasticamente calata e non si tratta invece del solito allarmismo modello cambiamento climatico, allora assisteremo il prossimo anno ad una riduzione dei prezzi.
Se non ci saranno, vorrà dire che tutta quella disaffezione non c'è stata e i guadagni dei balneari sono stati sufficientemente soddisfacenti da poter riproporre gli stessi prezzi.
La verità è che, come per tutte le vicende, solo le notizie che fanno rumore attirano l'attenzione, infatti i nostri giornali sono pieni di disgrazie e di polemiche, fanno notizia le ondate di caldo e le nevicate del secolo, mentre quando qualcosa fila liscio, nessuno se la ... fila.
Nessun commento:
Posta un commento