12 aprile 2026

La pace a tutti i costi non è vera pace

Le trattative di Islamabad tra Stati Uniti e il regime degli ayatollah sembrano fallite, anche se non sono ancora ripresi i bombardamenti sull'Iran.

Non posso ovviamente sapere quali siano in realtà i punti discussi e sui quali vi sia stato accordo o disaccordo, come non possono saperlo i "professionisti dell'informazione" anche se si presentano in televisione facendo la ruota dei pavoni e spiattellando le presunte frasi che si sono ripetute, in segreto, i partecipanti alla riunione, alle quali credono solo i boccaloni che seguono i programmi sinistri delle varie televisioni.

Personalmente credo che vi siano almeno tre punti che gli Stati Uniti, ma anche tutto l'Occidente, dovrebbero considerare immodificabili.

1) La rinuncia, scrupolosamente controllata e monitorata, ad ogni programma nucleare iraniano;

2) La cessazione di ogni aiuto, economico e militare, ai gruppi terroristi affiliati al regime degli ayatollah come Houthy, Hetzbollah e Hamas, organizzazioni terroriste che dovranno essere smantellati anche con la forza.

3) La totale libertà di navigazione e di commercio in tutte le acque e i territori della zona.

Se la pace è un bene per tutti, non è vera pace quella che viene proclamata "a tutti i costi", solo per dire "abbiamo fatto la pace", perchè quella pace "a tutti i costi" è la base sulla quale scoppierà la prossima guerra.

Meglio, quindi, nessun accordo che un accordo da tarallucci e vino, prodromico di malintesi e di nuove turbolenze sui Mercati.


 

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