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15 novembre 2007

La nostra firma contro Prodi

Per venerdì, sabato e domenica prossimi, Forza Italia ha organizzato una mobilitazione di piazza perché i cittadini tutti possano contribuire e partecipare alla liberazione dell’Italia da Prodi, che si è insediato a Palazzo Chigi senza una maggioranza esente da dubbi e la cui inettitudine è sotto gli occhi di tutti.
Dall’incapacità di sfruttare il refolo di ripresa economica internazionale, al dissanguamento operato con le tasse contro i cittadini e le aziende produttive per mantenere le clientele parassitarie e stataliste, al lassismo verso la grande sfida dell’immigrazione, fino alla totale insipienza nel gestire sicurezza, legalità e ordine pubblico.
Con Prodi siamo più poveri, più tristi, rischiamo di passare un inverno al freddo e un’estate facendo i sughi.
Nel momento in cui scrivo non so se qualche senatore di sinistra abbia avuto un soprassalto di coscienza ed abbia unito il suo voto a quelli del Centro Destra per porre misericordiosamente fine a questa tragedia italiana, favorendo il ritorno alle urne, cioè alla sovranità del Popolo che, unico, ha il titolo per decidere sulle proprie sorti future.
Non lo so, ma, al buio, non posso che confermare la mia opinione di sempre e cioè che più che l’interesse pubblico potrà quello privato di arrivare ai famigerati due anni, sei mesi e un giorno di legislatura, necessari per i parlamentari di primo mandato a maturare il diritto alla lauta pensione che la casta assegna a se stessa.
Vorrei tanto sbagliarmi.
Nel dubbio – e comunque vada – è importante partecipare a questo sforzo corale dell’Italia libera che vuole reagire al fatalismo di chi propone “dialoghi” che sono in realtà infami inciuci basati su scambi di reciproci interessi.
Per questo apprezziamo chi, a priori, scarta ogni ipotesi di sedersi al tavolo con la sinistra, si tratti di politica estera o di bilancio o di riforma elettorale, perché l’interesse primo e unico è abbattere Prodi e tornare al voto.
Apprezzo quindi Forza Italia che ha aperto un sito per rivotare dove chi non dovesse aver voglia di cercare e aspettare il suo turno per apporre la firma contro Prodi ai gazebo allestiti per i prossimi tre giorni, può esprimere la sua adesione on line.
Ma soprattutto apprezzo (e disprezzo chi si comporta all’opposto) chi ha imparato l’unico insegnamento che i comunisti potevano trasmetterci: con il nemico non si tratta, al nemico in difficoltà non si lanciano ciambelle di salvataggio travestite da “dialoghi”, “tavoli” o “bipartisan”, il nemico si combatte, senza se e senza ma finchè non cede.
Soprattutto quando il nemico ha dimostrato incapacità a trasformare le sue promesse in realtà ed ha scontentato tutto un Popolo che, ora reclama il ritorno al futuro di un governo migliore, senza compromissioni, un governo di Centro Destra, non un ibrido “istituzionale”, un governo presieduto da Silvio Berlusconi.

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