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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

06 gennaio 2023

Nella calza della Meloni

Se l'Epifania tutte le feste si porta via, il 6 gennaio segna anche la fine del primo periodo, quello di assestamento, del Governo Meloni, il primo presieduto, dopo quasi 80 anni, da un esponente di Destra (senza "Centro", anche se la Coalizione resta di Centro Destra).

In carica da fine ottobre dopo le elezioni del 25 settembre, in poco più di due mesi la Meloni ha dovuto affrontare urgenze immediate, lasciti dei governi precedenti e degli impegni da loro assunti, per undici anni, quando hanno messo le mani copiosamente nel bilancio dello stato e svenduto Sovranità Nazionale.

Spendere è più facile che risparmiare, cedere qualcosa che appartiene genericamente "a tutti", è più facile che difenderlo e preservarlo.

Così hanno fatto da Monti a Draghi, impegnando l'Italia sotto una bandiera che non è (e mai sarà) la nostra e mettendo al collo di tutti noi un cappio formato dai prestiti chiesti all'Unione del Male, la cui estremità è stata messa nelle mani della Von der Leyen e della Lagarde, una tedesca e una francese, storicamente nemiche dell'Italia,

Da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, hanno trasformato l'Italia nella discarica dell'Europa che non vuole clandestini.

Anche in questo caso, facile scaricare i clandestini nei nostri porti e poi lasciarli sciamare per il territorio nazionale, tanto furti, stupri, degrado, sono tutti a carico dei cittadini, non certo delle ong o dei politici cattocomunisti e loro sostenitori nella stampa, nella magistratura, tra nani e ballerine.

Quindi quello che trova la Meloni oggi nella sua calza è tanto carbone, ma di quello amaro, perchè dovrà anche bere molto fiele se vorrà tirar fuori l'Italia dal pantano in cui, da Monti a Draghi, è stata messa.

Dovrà bere fiele perchè i cattocomunisti (politici, giornalisti, nani e ballerine) sono ormai al servizio non dell'Italia e degli Italiani ma, quando va bene e volendo essere generosi nel concedere la buona fede a tutti, di uno stato sovranazionale che ci vede unici disposti a rinunciare alla nostra Identità ed a svendere i nostri interessi, quando Francia e Germania, ma anche i piccoli come Olanda, Finlandia e Ungheria, delle direttive dell'Unione applicano solo quelle funzionali ai loro interessi, disapplicando, senza tanto rumore, quelle che non lo sono.

Quindi chi ha prosperato sui nostri debiti, sui nostri sacrifici, sul nostro lavoro, non rinuncerà ad ostacolare il percorso virtuoso della Meloni per un recupero di Dignità e Sovranità Nazionale.

Ma il fiele arriverà anche dai "duri e puri" della nostra stessa area politica che ambiscono alle nostre stesse realizzazioni, ma le vogliono tutte e subito.

Ognuno con la sua bandierina di "priorità" e se la Meloni non provvede, ecco che è già qualificata come "traditrice" o "collusa".

Anch'io, ad esempio, vorrei che le navi ong venissero affondate appena mettono la prua nelle nostre acque territoriali, ma capisco che sarebbe difficile respingere la canea cattocomunista che ne seguirebbe, soprattutto con una parte consistente di Italiani che hanno da tempo subito il lavaggio del cervello e quindi remerebbero contro i loro stessi interessi.

Anch'io vorrei l'abolizione di tutti i bonus, redditi da divano, rottamazioni, agevolazioni, contributi, che, sommati, rappresentano uno sperpero plurimiliardario, per ridurre sensibilmente le tasse di tutti.

Ma è facile, con il denaro di tutti, fare regalie in bonus e detrazioni, mentre toglierle si viene rappresentati come affamatori, come risulta evidente dalla (giusta) scelta della Meloni di usare i soldi disponibili per una organica politica energetica e non per il palliativo momentaneo della riduzione delle accise sui soli carburanti.

Anch'io vorrei che la si smettesse di fornire armi e denaro ad un comico che, per fare soldi, prima di farsi eleggere presidente, si doveva presentare in televisione nudo, con i tacchi a spillo e suonando il pianoforte con il pene.

Ma il sostegno all'Ucraina è una conditio sine qua non per conservare la sponda americana, non potendo certo questa Italia, in cui una parte rema anche contro un Governo che vorrebbe rendersi indipendente, mettersi in conflitto con tutti.

Anch'io vorrei che tutti i dirigenti pubblici collusi con i precedenti governi cattocomunisti, da Monti a Draghi, venissero rimossi e sostituiti con persone che siano maggiormente disponibili a lavorare per il bene dell'Italia assieme ad un Governo di Destra.

Ma, purtroppo, abbiamo ancora un Mattarella, una magistratura, una corte costituzionale, una stampa, tutte allineate al vecchio regime e pronte a difenderne gli interessi e i privilegi.

La Meloni, quindi, nella sua calza del 6 gennaio 2023 ha trovato carbone e fiele e spetterà a lei riuscire ad addolcirli, anno dopo anno, raddrizzando la rotta della nave Italia, tenendo sempre a mente che l'unico obiettivo meritevole di qualunque  azione è l'Interesse Nazionale, il Benessere e la Sicurezza degli Italiani.

Se tale fine sarà presente in ogni provvedimento, allora la navigazione potrà sostenere tutte le tempeste e i sabotaggi che, siamone certi, verranno lanciati contro di noi da chi vede allontanarsi la diligenza che per anni hanno impunemente assalito e depredato.

05 gennaio 2023

Difendere i nostri risparmi contro i voraci cattocomunisti

Dietro il fuoco di copertura delle balle profuse da chi si qualifica "giornalista", tutte a senso unico contro il Governo Meloni, le aggressioni continue dell'Unione del Male e della Bce alla nostra Sovranità, il nobile tentativo di rimettere in linea di galleggiamento, dopo undici, disastrosi anni cattocomunisti, l'Italia bloccando l'invasione dei clandestini, aprendo ad una politica energetica nazionale, attuando una autonomia regionale che responsabilizzi anche coloro che, fino ad ora, hanno solo drenato risorse dalle regioni produttive, istituendo un sistema presidenziale che dia continuità e stabilità al nostro sistema politico, si celano i piccoli ometti che cercano di mungere il magro bilancio dello stato.

Leggo infatti in questi giorni dichiarazioni dei presidenti delle regioni a guida cattocomunista, Giani, Zingaretti, Bonaccini, Emiliano, De Luca tutte indirizzate a pretendere più soldi, con una scusa o un'altra.

Da un lato, qui soprattutto Emiliano e De Luca presidenti di Puglia e Campania, pretendono che l'eventuale riforma autonomistica dello stato porti ad una "compensazione" (ho persino sentito la parola "ristoro" !) per le loro regioni.

Cioè pretendono che le regioni produttive e virtuose continuino a dirottare risorse locali per consentire loro di mantenere lo stesso impianto burocratico e, evidentemente, inefficiente.

Puglia e Campania, come tutto il Sud, hanno ricchezze tali da poter tranquillamente amministrarsi senza ricorrere alla solidarietà nazionale.

Devono solo avere amministratori in grado di agire per il bene della comunità, con una politica adeguata alle risorse economiche, senza sprechi, senza spese ideologiche e senza spese superiori a quanto si incassa.

Patetico Zingaretti dal Lazio che, come suo ultimo atto, ha aumentato l'irpef regionale, salvo poi berciare sul presunto aumento della benzina perchè la Meloni non ha (giustamente) rinnovato la sospensione delle accise, visto che il petrolio è calato di prezzo.

Giani della Toscana, dopo aver speso quello che non aveva pretende che "qualcuno" gli restituisca i soldi spesi per la sanità locale: e gli altri come hanno fatto ?

Ma il più insistente nel tentativo di mungitura, è Bonaccini, della rossa Emilia Romagna, impegnato com'è nel ricercare di essere eletto segretario del pci/pds/ds/pd.

Si accoda a Giani chiedendo nuovi soldi per la sanità e poi ne chiede altri ancora perchè non c'è neve in Appennino e lui promette i soliti ristori, ovviamente li vorrebbe prelevare dalle nostre tasche.

Ricordo che nel 2020 e 2021 la montagna, anche in Appennino, era piena di neve, ma gli impianti erano chiusi per le folli politiche chiusuriste tanto care a Bonaccini e compagni.

Tanta neve, impianti chiusi, ristori a spese nostre.

Oggi niente neve, impianti chiusi e ristori ancora una volta a spese nostre ?

Naturalmente nessuno dice dove quei soldi si possono andare a prendere, perchè il reddito da divano non si può toccare, i vari bonus, rottamazioni, deduzioni, ugualmente trovano le categorie interessate pronte a fare le barricate, il debito non riusciamo ad aumentarlo sennò la Von der Leyen e la Lagarde vengono prese da una crisi epilettica ed ecco la geniale soluzione dei Bonaccini di ogni ordine e grado: patrimoniali, più tasse.

E' la prova provata che più tasse si pagano, più vorrebbero farcene pagare perchè più soldi incassa, più lo stato sperpera.

E se cominciassimo a tagliare le tasse in modo che la spesa pubblica diminuisca e con essa il debito pubblico, lasciando che ognuno di noi, con i soldi in più che non gli vengono sottratti dal fisco, possa spendere per ciò che è più utile per lui e non per i vari Bonaccini di questo mondo ?

04 gennaio 2023

Sono tornati i "compagni che sbagliano"

Erano gli anni settanta e le Brigate Rosse, dopo un inizio in sordina e di mera propaganda verbale o dimostrativa, cominciavano a sparare, ferendo e uccidendo cittadini onesti.

Dopo un tentativo di far credere ai gonzi che di rosso le BR avessero solo il nome, poi di accreditare gli "opposti estremismi", i comunisti, progenitori dell'attuale pd, si inventarono la formula "compagni che sbagliano".

Arrivarono poi gli assassinii di Moro e degli Agenti della sua scorta e, finalmente, anche i comunisti evitarono di continuare nella loro politica giustificatrice.

Quella lezione non sembra sia servita ai nipotini di Berlinguer e Pajetta e così oggi assistiamo ad un generale giustificazionismo nei confronti dei vandali che stanno imbrattando opere d'arte, monumenti e palazzi, proprietà pubbliche e private, eseguendo anche pericolosi blocchi stradali.

Un giustificazionismo che, anche questa volta, trova magistrati che liberano subito i vandali arrestati, scriba al soldo di capitalisti che per restare indisturbati alimentano ogni ribellismo che storni l'attenzione dai loro affari e seconde linee (per ora) del pci/pds/ds/pd che cercano di sminuire i fatti, adducendo la giovane età e persino plaudendo alle motivazioni addotte.

Quei vandali sono allo stesso livello delle ong che raccolgono clandestini in mare e ce li scaricano sulla nostra Terra.

Vanno fermati.

Vanno puniti.

Vanno messi nelle condizioni di non nuocere e di non reiterare le loro azioni.

E' evidente che, se non ci pensa lo stato con i suoi organi, dovranno agire i cittadini per autodifesa della propria persona, della proprietà pubblica e privata, dei beni culturali che abbiamo avuto dal passato e che dobbiamo garantire ai nostri eredi, qualora si trovassero spettatori, non più passivi, di tali atti illeciti.

Mi auguro però che il Governo di Destra, il primo dopo quasi ottanta anni, sappia reagire come la sua natura "di Destra" farebbe supporre.

Tanto più che abbiamo una legittimazione preventiva che deriva dalla repressione che i governi cattocomunisti di Conte e Draghi hanno posto in atto nei confronti di chi, anche da solo, passeggiava sulla riva del mare e di chi manifestava contro gli obblighi vaccinali e l'espulsione dal lavoro e dallo stipendio, usando cani, manganelli e persino droni.

L'uso di tali strumenti è stato legittimato da Conte e Draghi contro chi manifestava per la Libertà senza danneggiare nulla, a maggior ragione il Governo Meloni dovrebbe utilizzarli per soffocare la violenza e la prepotenza di chi vuole danneggiare i nostri beni, che è poi, come ci insegnarono le Brigate Rosse, solo l'inizio di un percorso che, se non sarà fermato subito, ci porterà danni ben peggiori, colpendo anche le persone.


03 gennaio 2023

Un sistematico sabotaggio della Nazione

Le cronache di inizio anno sono condite dal sistematico sabotaggio contro l'Italia perpetrato dagli orfani di Draghi e Conte.

Se il Presidente del Consiglio, con il suo messaggio di fine anno, ha invitato noi Italiani all'ottimismo ed all'orgoglio, appare chiaro come la stampa, radio e televisione cerchino di demolire la fiducia crescente in quella giovane ed esile donna che sta restituendo Dignità e Identità alla nostra Patria.

Non si perde occasione per far percepire il Governo Meloni come una banale continuazione dei precedenti, blaterando di aumenti della benzina, di taglio alle pensioni, di presunte politiche favorevoli ai lavoratori autonomi.

E' tutta propaganda.

La benzina, i carburanti, non sono aumentati, anzi sono diminuiti e proprio perchè diminuiti il Governo non ha ritenuto di continuare con l'onerosa politica del taglio delle accise, solo sospese, mai abolite.

La benzina costa meno di quando era arrivata a superare i due euro al litro grazie alla politica di Draghi che, sapendo di scaricare su altri il problema, aveva sospeso (ma non abolito) le accise.

Analogamente si parla di taglio alle pensioni (più alte) ma anche qui non è vero.

Le pensioni (più alte ... e ci sarebbe molto da ridire sul definire alte pensioni da 30mila euro all'anno) verranno incrementate in percentuale inferiore al tasso previsto di inflazione che viene invece interamente riconosciuto a quelle più basse.

E' giusto ? No.

Giusto sarebbe abolire TUTTE le accise sui carburanti, rivalutare le pensioni per l'inflazione reale, abolire TUTTE le tasse sui risparmi, sulle case, sui guadagni di borsa, sui depositi per limitarsi ad una tassa piatta uguale per tutti, autonomi e dipendenti, tanto chi guadagna di più, pagherebbe comunque di più, ma avremmo più soldi in tasca e ognuno si pagherebbe il suo in base alle proprie esigenze e possibilità, secondo una sana economia di famiglia.

Ma per realizzare uno stato liberale ideale, occorrerebbe abolire tutti i bonus, le mancette, le rottamazioni, le deduzioni, le detrazioni, i contributi, le spese ideologiche come quelle per il mantenimento dei clandestini e dei parassiti da divano.

Esattamente TUTTE le spese che quelli che oggi si scandalizzano per la fine della sospensione del pagamento delle accise, vogliono stolidamente continuare e aumentare, blaterando su nuove tasse, patrimoniali, extra profitti, riforma del catasto.

Perchè i cattocomunisti che fanno finta di non capire che il Governo Meloni sta gestendo una eredità passiva dei loro undici anni di governo, inclusi tutti gli impegni di spesa, non aumenta le tasse, mentre ad aumentarle o ad inventarne di nuove sono sempre solo loro come è dimostrato dall'aumento dell'addizionale Irpef regionale nel Lazio di Zingaretti.

Le "informazioni" a senso unico, ripetute ogni mezz'ora dai vari telegiornali e reiterate sulla stampa, sono così presentate in modo tale da indurre a pensare che le cose vadano male, che il futuro è nero e che non valga la pena impegnarsi perchè la situazione generale impedirebbe ogni reale progresso e miglioramento.

In sostanza le truppe cammellate dei cattocomunisti stanno sabotando gli sforzi del Governo Meloni di incentivare uno spirito ottimista e orgoglioso, sabotando quindi le prospettive di crescita e rinascita dell'Italia.

Lo sappiamo e la cura è evitare tali propagandisti dell'informazione faziosa.

Confidando anche che il Governo Meloni faccia la sua parte, privatizzando la Rai e cessando ogni contributo pubblico per mantenere giornali, radio e televisioni che dovrebbero invece vivere solo in funzione dei lettori che comprano, guardano e ascoltano il programma.

E' ora di smetterla di finanziare chi rema contro la nostra Nazione.

02 gennaio 2023

L'Era Meloni

Passate le urgenze, affrontate con piglio da bersagliere in soli due mesi, passati i provvedimenti sull'energia che, da soli, si sono mangiati i due terzi della manovra, approvata la manovra economica con qualche soddisfazione per gli Elettori del Centro Destra ma, per lo più, con scelte obbligate, assunti un paio di provvedimenti che caratterizzano da subito l'essenza politica del Governo, inizia oggi la vera Era Meloni.

Perchè è sul passo lungo che dovremo valutare quante delle aspettative accese dal risultato del 25 settembre saranno confermate e a quante dovremo rinunciare.

E non sono tutte questioni che avranno facile consumo giornalistico come il contrasto all'immigrazione clandestina, alle ong o la politica fiscale e pensionistica, ci sono anche questioni che avranno qualche editoriale, ma saranno per lo più accantonate in pagine interne, specialistiche.

Come la nomina di una settantina di amministratori di società pubbliche o partecipate.

Eni, Enel, Leonardo, Monte dei Paschi, sono solo alcuni nomi, i primi, che mi vengono in mente e già si capisce quanta rilevanza possa avere per il Governo Meloni riuscire ad avere la dirigenza delle aziende pubbliche allineata con lo spirito che la Meloni vuole imprimere al suo Governo.

Le nomine rappresentano l'unica occasione di un vago spoil system, non previsto nel nostro sistema (purtroppo) e possono porre le basi per una crescita del Centro Destra in territori solitamente ostili.

Perchè è ormai sotto gli occhi di tutti che i mondi dell'economia, della finanza, dello spettacolo e praticamente tutti i settori pubblici, sono le roccaforti del consenso cattocomunista, per i privilegi, gli automatismi di carriera, le garanzie sul posto e del posto di lavoro, la possibilità di spendere prelevando non dai propri portafogli, ma mungendo quella generosa vacca che è lo stato, alimentato dalle nostre tasse.

Il Centro Destra vince le elezioni perchè la maggioranza della popolazione lo vota in base a scelte ideali, in adesione ad un progetto sociale e civile che, però, trova ostili i parrucconi, i sepolcri imbiancati che, con il sistema vigente, hanno trovato le proprie gratificazioni e la propria scalata sociale ed economica.

Darei per scontato che alcuni dei dirigenti che vanno a scadenza abbiano già cambiato la camicia, togliendosi quella rossa e indossando quella blu, azzurra o verde, cercando nuovi padrini e cercando di conseguire attestati "ante marcia".

E' sempre stato così e sarà sempre così e, forse, tra quelli ci sarà anche qualcuno di valore, il cui contributo, con qualsiasi governo, sarebbe utile in quel determinato settore di competenza.

Ma la Meloni non può, semplicemente, mescolare le carte con un semplice giro di poltrone, la Meloni può e deve impostare un lavoro di lunga prospettiva che faccia emergere nomi nuovi, non collusi con i governi degli ultimi undici anni, una parte dei quali, diamo per scontato, al cambio di governo, cambierà anche la camicia, ma con altri che manterranno una coerenza ideale e politica e che formeranno quindi quella classe dirigente in campo economico, finanziario, culturale, sindacale che si formerà con il Centro Destra di governo.

L'Era Meloni sarà giudicata anche da come e quanto avrà saputo crescere una nuova Italia dell'economia pubblica e della informazione.

31 dicembre 2022

Dopo una fine c'è sempre un nuovo inizio

Il 2022 si chiude simbolicamente con l'immagine di Papa Benedetto XVI, per molti credenti l'unico, vero Papa, morto il 31 dicembre.

Una morte certo non improvvisa, anche per la veneranda età del Santo Padre, ma che, cadendo l'ultimo dell'anno, assume un significato fortemente simbolico ed evocativo.

Un'altra Era comincia in concomitanza con il primo gennaio, data da molti assunta come inizio di qualcosa (dal primo gennaio inizio una dieta, dal primo gennaio ricomincio a fare sport, dal primo gennaio non faccio più questo e farò quello ...).

I velocizzati tempi della Storia ci portano a considerare già superati eventi che, in altri momenti, sarebbero stati centellinati come quello di un trapasso tra mondi diversi o, più concretamente, con lo stesso mondo che cambia, che si evolve.

Un po' come il clima che, al netto degli urlatori che fanno del terrorismo ambientale il loro business, cambia sempre,  ogni anno, in ogni epoca, in ogni latitudine e che deve solo essere compreso e seguito, adattando le nostre esigenze alle mutate condizioni sulle quali nulla possiamo.

In questo anno che si chiude con l'immagine di Papa Benedetto XVI, abbiamo visto tanti eventi che ci hanno portato tanti cambiamenti in peggio ed in meglio.

Come sempre lutti e gioie si sono spartite l'anno e ognuno di noi ha avuto parte delle une e delle altre, nella consapevolezza che, tra dieci anni, ricorderemo, fortunatamente, più le cose belle che le sofferenze.

Eventi privati, individuali, ma anche eventi che hanno coinvolto collettivamente tutti noi.

L'anno che si chiude con la morte di Papa Benedetto XVI ha anche visto la scomparsa della Regina Elisabetta II, l'unica Regina che la mia generazione abbia mai conosciuto, nati e vissuti con un riferimento, sia pur di uno stato estero, come quello e ci pare molto strano sentir parlare di Re Carlo III o sentire intonare God save the King e non più the Queen.

In Italia un corale voto autunnale ha archiviato, speriamo per lungo tempo, la stagione dei governi cattocomunisti, quelli delle restrizioni delle libertà individuali, delle tasse, della deriva morale e sociale, della svendita della nostra Identità e Sovranità, per mettere nelle mani di una esile donna il nostro futuro, con tante aspettative che in parte andranno deluse ma che speriamo in parte trovino risposte che ci facciano sorridere, almeno tanto quanto fanno schiumare i cattocomunisti come abbiamo visto ieri alla Camera dove è passato il cosiddetto decreto rave.

Non so e neanche mi ci metto ad immaginarmi novello "Passeggere" che interroga il Venditore di Almanacchi.

E' facile pensare che nel 2023 avremo gioie e sofferenze come in tutti gli altri anni della nostra vita, sperando che, almeno, le seconde possano essere compensate dalle prime perchè tutti noi, individualmente e come Umanità, possiamo fare un passo avanti verso un futuro di Benessere e di Sicurezza e non avvitarci in sordide pulsioni che sono la strada per la distruzione, individuale e collettiva, di una Nazione, di una Società e di una Civiltà.

Buon 2023. 

30 dicembre 2022

La Meloni mette a nudo l'ipocrisia delle ong

Il Governo Meloni ha approvato un decreto con il quale vengono imposte dei paletti e delle regole stringenti all'arrivo di clandestini tramite le imbarcazioni delle varie ong straniere.

La risposta di una ong, presumibilmente mandata in avanscoperta, è che non verranno rispettate le leggi italiani, frignando poi per chiedere la tutela della Germania.

Io sarei molto contento se le ong cercassero di violare le leggi italiane, forzando blocchi ed entrandoe con la forza nei nostri porti, perchè giustificherebbero una reazione che dovrebbe necessariamente passare attraverso nuove regole di ingaggio della nostra Marina Militare.

E' ora di smetterla di piegare la testa davanti alla violenza, all'arroganza, alla prepotenza delle ong e dei loro dirigenti.

E' ora di smetterla di dare loro spazio, senza contraddittorio, dai microfoni e dalle telecamere anche di stato, con i loro piagnistei falsi e bugiardi, quindi regole stringenti, ancorchè ancora troppo permissive come quelle contenuto nel decreto di ieri, sono il minimo e, se violate anche quelle, la Meloni non avrà altra scelta se non quella di rispondere con la forza.

Ben venga, quindi, l'arrogante violazione delle nostre leggi da parte delle ong che porterà come legittima, legale e benefica conseguenza l'uso di quella forza respingente che ogni stato che si rispetti ha il diritto e il dovere di usare davanti ad una aggressione e ad una invasione.

29 dicembre 2022

Tanta simpatia, una timida fiducia e due timori


Terminata la prima conferenza stampa del primo Presidente del Consiglio di Destra dell'Italia repubblicana sembra ancora presto, dopo soli due mesi di governo, fare un bilancio.

Sul numero di Panorama uscito mercoledì 28 dicembre, Marcello Veneziani ha tracciato il quadro forse più realistico della situazione che ho provato a riassumere nel titolo di questo mio commento.

Non è certo possibile giudicare una manovra fortemente condizionata dalla crisi energetica (di cui il Governo Meloni non ha alcuna responsabilità perchè discende dalle scelte sbagliate dei governi precedenti, Draghi incluso e dell'Unione del Male) che ha drenato 21 dei 35 miliardi disponibili, nè gli obblighi (anche quelli totalmente estranei alla responsabilità del Governo Meloni) assunti con l'Unione del Male da Draghi ed i debiti con i quali ci hanno messo un cappio al collo.

E' una manovra unanimemente considerata di Destra ed è un bene, una affermazione della politica, un segno di rispetto verso i cittadini che, in maggioranza, hanno votato per il primo Premier di Destra.

Poteva essere una manovra più orientata a Destra ?

Sicuramente sì.

Più significativi i provvedimenti collaterali come il decreto cosiddetto anti rave (che contiene anche norme per la riammissione dei medici cosiddetti no vax) e il decreto che dovrebbe limitare il ruolo da traghettatori di clandestini delle ong.

Anche qui un elettore di Centro Destra come me aspirerebbe a qualcosa di più, ad esempio nei confronti dei clandestini io vorrei la realizzazione di un rigido respingimento, ma resta il fatto che è iniziata l'inversione di rotta rispetto al passato.

Siamo, insomma, in una fase iniziale, con i motori che si stanno scaldando e con il governo che sta prendendo possesso delle leve del potere.

C'è quindi tanta simpatia che circonda la figura del Presidente del Consiglio, che sfocia in una timida fiducia per quello che si spera riesca a realizzare nei cinque anni della legislatura, perchè la prospettiva deve essere di legislatura e sarà fra cinque anni, dopo cinque anni di Governo Meloni, che potremo toccare con mano il cambiamento.

La stessa conferenza stampa ha visto una Meloni molto preparata, convincente, "sul pezzo", nonostante i tentativi di metterla in difficoltà (come non provarono mai con Draghi), che ha confermato tutto il bene che possiamo pensare delle sue qualità oratorie e di polemista, alle quali possiamo aggiungere, sempre confermati dall'odierna conferenza stampa, una visione progettuale di come deve evolvere la nostra Società.

Una visione che è molto accattivante per chi, come me, ha in gran parte la stessa concezione di Patria, di Governo, di Società.

Ed è proprio quella visione che si percepisce molto chiaramente dalle parole della Meloni che induce ad una timida fiducia sul futuro.

Ma ci sono anche due timori perchè  il Governo possa proficuamente andare a dama.

Timori legati strettamente ai nemici interni ed esterni del Governo, della Destra, della Nazione, dell'Italia e degli Italiani.

Non possono preoccupare le opposizioni sbandate, prive di una guida, arroccate su posizioni passatiste e che non sanno che far suonare il disco rotto dell'antifascismo.

La vera opposizione non è in parlamento, ma è nelle consorterie affaristico finanziarie che hanno interesse ad avere davanti un'Italia in ginocchio, suddita, indebitata e silente, da trasformare in terra di conquista, ma anche in una discarica di tutti i clandestini che non vogliono altrove.

Quelle consorterie trovano la loro voce tramite gli organismi sovranazionali come la Commissione Ue e la Bce che, con la complicità dei governi degli ultimi dieci anni, hanno posto dei paletti che il Governo Meloni dovrà schivare sia sotto il profilo finanziario che sotto quello normativo, per ripristinare una Sovranità Nazionale unica che possa realizzare l'obiettivo di accrescere Benessere e Sicurezza per gli Italiani.

Lo abbiamo già visto con le interferenze, del tutto ininfluenti a livello di bilancio e di debito pubblico, sui contanti e sul pos e lo vediamo con la stolida ostinazione di confermare un pnrr scritto prima della controversia tra Russia e Ucraina e che sarebbe stupido conservare come è senza adattarlo alle mutate circostanze.

Il secondo timore deriva dalle resistenze dei parrucconi, di quei sepolcri imbiancati che però posseggono e dirigono giornali, radio e televisioni, persino quelle pubbliche.

Proprio questa mattina, a Radio anch'io tra le 7,30 e le 8 è andata in onda la peggiore esibizione di disinformazione sul decreto contro i clandestini.

Data la parola ad una di un bollettino di stampa orientato a sinistra come "Open", uno sconosciuto "costituzionalista" che ha palesato subito la sua faziosità e una esponente di ong, tutti a senso unico e che hanno occupato 20 minuti di tempo, sono stati concessi solo cinque minuti alla Sottosegretaria all'Interno.

E' la violazione di ogni par condicio, è un indice di quello che aspetterà il Governo Meloni nei prossimi cinque anni, ma è anche un invito alla Meloni, ai ministri tutti, agli esponenti del Centro Destra, di mettere mano alla informazione pubblica e, magari, di non rilasciare più interviste a giornali di sinistra che, comunque, sono e restano faziosi, dai quali non si potrà mai avere una informazione obiettiva.

Giornali, cartacei, radiofonici, televisivi, delle cui affermazioni dobbiamo sempre dubitare ed alle quali non potremo mai credere.

Anche su questo ho una timida fiducia che il Governo Meloni, riesca a restituirci una vera informazione che dia le notizie e non le opinioni, di cui non me ne frega nulla, dei partigiani cattocomunisti denominati "giornalisti".

28 dicembre 2022

La coerenza terrorizza chi non la conosce

Sono fondamentalmente alieno alla liturgia delle celebrazioni, degli anniversari, delle ricorrenze.

Ne ho due o tre che mi appartengono, ma non ccredo che si possa passare l'anno a commemorare questo o quello, anche perchè la Storia ci ha fornito molti motivi di Memoria.

Così non ho ricordato, nel giorno di Santo Stefano, il 76° anniversario della fondazione del Movimento Sociale Italiano, avvenuta il 26 dicembre 1946.

Un partito che, sin dalle prime elezioni del 1948, è sempre stato presente in parlamento, ha contribuito alla elezioni di almeno due presidenti della repubblica e alla formazione di altrettanti governi.

Un partito che è rimasto immune dalla corruzione che ha travolto la prima repubblica e nei confronti del quale fu mossa, dal 1969 in poi, una campagna di odio, fondata sull'infame "arco costituzionale", che porto all'assassinio di decine di suoi militanti, soprattutto di giovane età.

Ma se io non ho ricordato tale anniversario, è legittimo che altri lo abbiano fatto, avendo probabilmente una storia personale e politica molto più compresa nella vita di quel partito.

Lo hanno fatto il Presidente del Senato, Ignazio La Russa e il Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti.

Hanno fatto bene e la loro adamantina coerenza dovrebbe far riflettere chi, cambiando il vento, si affretta a cambiare il colore della camicia che indossa.

La coerenza è un Valore che ha premiato alle ultime elezioni Giorgia Meloni e il suo partito, erede di quel MSI di cui il 26 dicembre La Russa e la Rauti hanno ricordato la Fondazione e la coerenza, essendo un Valore che non appartiene ai cattocomunisti, spaventa, terrorizza tutti coloro i quali l'hanno buttata nel cesso.

Così abbiamo assistito alla canea di parlamentari e dirigenti cattocomunisti che, invece di pensare a dare al loro disastrato partito una ripulita morale e ideale, hanno berciato contro La Russa e la Rauti, chiedendone addirittura le dimissioni, per aver confermato la loro appartenenza ideale, la loro coerenza che si trasforma nella loro superiorità morale.

Non restaurare, non rinnegare.

La lezione di Almirante resta sempre valida e dobbiamo solo ringraziare La Russa e la Rauti per avercela ricordata.


27 dicembre 2022

Proviamoci !

Nei giorni scorsi è circolata la notizia di cui in immagine.

Ho anche letto brevi trafiletti sui quotidiani online che ne davano conto, senza peraltro dire altro, tipo che fine hanno poi fatto i clandestini e quale sia stata la reazione della Harris.

Comunque sia è una ottima azione dimostrativa che segue quelle del Governatore della Florida, De Santis, che invia i clandestini che sbarcano in Florida negli stati governati dai democratici fautori dell'accoglienza.

Parzialmente, molto sotto traccia, sembra essere anche l'azione del Governo Meloni che sta assegnando porti di sbarco alle ong in regioni amministrate dai cattocomunisti (Lazio, Campania, Puglia e Toscana ... mi aspetto a breve che li mandino anche in Emilia Romagna).

Certamente non è LA soluzione del problema dei clandestini, ma può essere una azione dimostrativa di un certo spessore inviando i clandestini a Capalbio, nelle ville dei cattocomunisti, politici, nani e ballerine che non perdono occasione per strologare a favore dell'accoglienza, senza dimenticare Zuppi e Bergoglio (per quest'ultimo il trasferimento sarebbe più oneroso perchè sarebbero da spedire in Argentina, non certo a Roma).

Bene peraltro ha detto la Meloni nell'intervista a Vespa, che il ricollocamento non è una soluzione, perchè significherebbe sempre farsi carico, in Europa, dei clandestini, oltre ogni nostra eventuale necessità di mano d'opera.

Bene invece ha fatto a disporre un congruo decreto flussi che però, come ha dichiarato sempre nella intervista a Vespa, deve essere rispettato nel senso che si accolgono solo e soltanto quelli che rientrano in tale decreto, mentre tutti gli altri vanno respinti.

Perchè il punto è che noi possiamo aprire, come è sempre stato, a nuovi ingressi, purchè legali, organizzati, finalizzati al lavoro e con la certezza di fornire tutte le garanzie per una vita dignitosa e quindi sottratta alla malavita.

Gli afflussi massicci, che sono una invasione, vanno invece respinti, anche con la forza se necessario.

Intanto, però, si può provare a mandare qualche pullman di clandestini a casa di Letta, della Boldrini, della Lamorgese, di Draghi e di tutti quei cantanti e attori che possiedono ville sparse nel mondo.