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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

02 ottobre 2014

Lega e Fratelli d'Italia, ultime chiamate



Leggo un sondaggio, lanciato da Libero con il solito stile strillato "Il sondaggio che spaventa Silvio" , che Lega e Fratelli d'Italia vengono accreditati rispettivamente dell'8 e del 4 per cento e, assieme, raggiungono sostanzialmente Forza Italia cui è attribuito il 13%.
Non credo nel valore dei sondaggi, perchè se possiamo concedere che siano veritieri, rappresentano però solo quello specifico momento e senza la necessità di esprimere un voto reale, per cui potrebbe prevalere nella scelta più un valore di appartenenza, di speranza e di protesta, che una scelta concreta nella cabina elettorale.
Ma la tendenza è significativa, soprattutto se doppiata dalla considerazione e fiducia verso i leaders che vedono Salvini e Meloni al secondo e terzo posto, meglio posizionati di Grillo e di Berlusconi.
Il tutto senza poter fruire di alcuna copertura mediatica, essendo tutti diventati megafoni di Renzi con uno spazio marginale per Berlusconi.
Agli altri, nulla.
E nessuno, tra l'altro, che protesti.
C'è chi dice che la "patriottica"Meloni non potrebbe conciliarsi con il "padano" Salvini: perchè, no ?
Immigrazione, tasse, Marò, omosessuali, droga, manipolazione genetica, sono tutti argomenti per i quali i due partiti combattono la medesima, giusta e buona battaglia.
Contro tutti gli altri, compresa la nuova Forza Italia della signorina Pascale amica del signor Guadagno.
La Meloni, che sostiene la Patria, perchè dovrebbe essere contraria alla Patria Lombarda o Veneta ?
Ma, soprattutto, perchè dovrebbe, lei che sostiene il principio delle "primarie", cioè della Sovranità Popolare, essere contraria alla massima espressione della Sovranità di un Popolo, cioè l'autodeterminazione mediante libero referendum ?
E Salvini perchè dovrebbe essere contrario al riscatto del meridione, lui che sostiene la costituzione di un partito autonomista, di una Lega del Sud ?
Non si chiede a Lega e Fratelli d'Italia di unificarsi in un unico soggetto, ma di combattere assieme la comune battaglia, nella consapevolezza che è la battaglia su Valori sentiti dagli elettori di Centro Destra e, assieme, potrebbero diventare polo di attrazione per tanti che si sono allontanati nell'astensione o che sono ancora in Forza Italia ma insoddisfatti dalla piega che sta prendendo.
Certo che Silvio deve essere preoccupato se Salvini e la Meloni si mettessero d'accordo, magari iniziando dalle elezioni regionali del 23 novembre in Emilia Romagna dove veramente potrebbero ottenere più voti di una alleanza neocentrista tra Forza Italia, Ncd e Udc.
E' un bene che Silvio sia preoccupato, magari potrebbe ripensare alle ultime devastanti mosse e riprendere le redini, mettendo il morso alla signorina Pascale che sta allargandosi un po' troppo, incentivando la fuga da Forza Italia.
Perchè di Forza Italia c'è ancora bisogno per creare una alternativa vincente contro Renzi.


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01 ottobre 2014

La fiera delle vanità



In principio fu Ciampi.
Il primo "chiamato" senza passare dal voto popolare a guidare un governo, commissariando la politica, premiato per aver disperso 40mila miliardi di riserve valutarie nell'improbabile difesa della permanenza della lira nello sme e per aver consentito ad Amato di infilarsi, nottetempo, nei nostri conti correnti.
Per ricompensarlo della devozione ai poteri che nulla hanno a che spartire con l'interesse nazionale, fu promosso al Quirinale, dopo un breve ma disastroso intermezzo come ministro dell'economia del primo governo Prodi, quello che sottoscrisse l'ingresso nell'euro, 
Non passa un anno ed ecco che si presenta Lamberto Dini.
Era il ministro dell'economia di Berlusconi ma non ebbe alcun ritegno a passare armi e bagagli al nemico in cambio della presidenza del consiglio, dalla quale potè organizzare un partito che ottenne il 4% alle elezioni del 1996 e fu fedele sostenitore della sinistra, fino a quando cambiò di nuovo tornando, figliol prodigo, dal Cav.
Sembrava che la politica avesse ripreso il controllo, ma ecco che Berlusconi disturba troppo i manovratori di Bruxelles che, con la complicità degli oppositori interni del Cav, ordiscono un pronunciamento che porta Mario Monti al soglio di Palazzo Chigi.
Sembrava destinato ad essere il salvatore della Patria, ma una cosa è pontificare dalla poltrona e davanti ad uno schermo scrivendo articoli per il Corriere, altro è fare.
Monti a mala pena, nonostante le truppe di Casini, Fini e Mauro, raggiunge il 10% e poi scompare.
Letta giovane e Renzi sono tappabuchi, ma pur sempre provenienti dalla politica.
Ma si stanno già scaldando altri "chiamati" senza voto.
E per uno (Montezemolo) che sembra ritirarsi avendo avuto almeno l'intelligenza di non presentarsi alle elezioni, evitando un umiliante bagno di voti ed ora è incerto tra il treno e l'aereo, ma comunque grazie all'automobile ha un bel pacchetto di milioni da godersi, ve ne sono altri tre che ambiscono a diventare i nuovi Berlusconi, i nuovi "chiamati" per restituire smalto all'Italia.
Il trio meraviglia è formato da Corrado Passera, che il passo l'ha già fatto e, almeno, ci sta mettendo la faccia e i soldi.
Il secondo è Diego della Valle di cui si dice frigga dalla voglia di "scendere in campo", cercando di replicare il percorso del Cav, anche se la sua Fiorentina non ha ancora vinto nulla (a differenza del Milan di Berlusconi).
Infine, defilato e felpato come un vescovo di curia, ecco Mario Draghi.
Probabilmente lui preferirebbe la presidenza della repubblica da dove poter continuare a tenere i suoi sermoni (si spera in italiano e non in inglese) senza però essere costretto a misurarsi con i risultati.
Costoro, includendovi anche Letta e Renzi, sono riusciti nell'impresa di farmi rimpiangere i Rumor, i Fanfani, i Forlani, persino i Goria e non dico Andreotti che, se fosse vivo e giovane, se li mangerebbe a colazione, pranzo e cena tutti insieme.

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30 settembre 2014

Non ci credo, ma lo spero



Ho già avuto modo di esprimere la mia opinione sui comunisti ortodossi di osservanza dalemianbersaniana, oggi in guerra contro i cattocomunisti di osservanza renziana.
Non credo che i primi abbiano le qualità per dare realmente battaglia e trarre quelle conclusioni da Uomini che persino Fini, Alfano e i loro associati sono riusciti a prendere.
A dimostrazione che, per quanto meschino e traditore, uno con le radici nel Centro Destra resta superiore ad uno nato e cresciuto a sinistra.
Non credo, quindi, che D'alema, Bersani e compagni avranno il coraggio di rompere e costituire un nuovo partito dell'ortodossia comunista, anche se mascherato da orpelli "democratici".
Non lo credo, ma continuo a sperarlo.
Perchè un tale atto di coraggio, salverebbe l'Italia e tutti noi dal proseguire con questo ragazzino incompetente e indisponente.

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29 settembre 2014

Una prospettiva che non mi piace



Ultimamente leggo di ipotesi che continuo a sperare siano frutto solo di menti malate o, almeno, alterate.
Leggo, infatti, di un partito unico tra Berlusconi e Renzi che rappresenterebbe la cancellazione di venti anni di sacrifici e di politica tendente a creare un soggetto politico, unitario o federato, di Destra (o di Centro Destra).
Addirittura appaiono improbabili sondaggi che darebbero un simile, aberrante, soggetto politico al 45%, lasciando un 20% ciascuno alla sinistra dei funzionari di partito, un altro 20% ad una alleanza di Destra composta da Lega, Fratelli d'Italia e la parte migliore di Forza Italia ed un 15% al movimento di Grillo.
Sarebbe, in sostanza, la ripetizione della alleanza che guida l'unione sovietica europea dove il ppe è alleato dei socialisti, invece di esserne l'opposto e, nella prospettiva che sembra cara ad alcuni editorialisti, avremmo il blob Renzusconi assieme ai funzionari del pci.
Io non credo, comunque, che questa prospettiva possa trasformarsi in realtà.
Renzi non vale Berlusconi e se perdesse l'apparato comunista del partito, sarebbe prigioniero del Cavaliere.
D'altra parte i comunisti ortodossi non abbandonerebbero il putto fiorentino per almeno due ragioni fondamentali.
La prima è che nel loro dna c'è scritto: non capisco, ma mi adeguo, per cui alla fine non "ucciderebbero" il segretario in carica.
La seconda è che sono solo una pletora di funzionari di partito, incapaci di rischiare in proprio, di navigare in mare aperto, di assumersi dei rischi, sono un corpo senza testa come è stato dimostrato da tutte le scadenze elettorali precedenti a quella del maggio scorso.
Non comprendo quindi l'ostinazione con la quale il Cavaliere continui a perdere consensi (in ultimo mandando la fidanzata alla festa degli omosessuali e lasciando che straparli in tale occasione di un ufficio per i diritti "civili" in Forza Italia) , dissanguandosi per sostenere il nulla del parolaio fiorentino.
Adesso persino i solitamente prudenti vescovi hanno abbandonato il linguaggio felpato e criptico per denunciare le troppe chiacchiere e niente fatti di Renzi, abbandonato pure dal suo sostenitore della prima ora Della Valle.
Perchè Berlusconi deve continuare a sostenere quel cavallo ?
Perchè dare spazio a scenari fantapolitici per un partito Renzusconi ?
E' ovvio che chiunque di noi, al di là dei propri auspici o delle dietrologie più o meno fondate, non ha la conoscenza di tutti gli elementi necessari a comprendere questo stadio della politica italiana.
Nel dubbio, quindi, non resta che sostenere e spingere per l'unica ipotesi che appare chiara e con un perimetro Ideale e di Valori ben definita e che trova nella Lega e in Fratelli d'Italia due soggetti che DEVONO trovare un accordo prima di tutto tra loro, poi con la parte migliore di Forza Italia che non vuole morire renziana o, meglio, visto il dissanguamento che provoca il sostegno a Renzi, non vuole morire tout court.


P.S.: Oggi è il 29 settembre, data resa celebre da una canzone di Lucio Battisti portata al successo dall'Equipe 84 e che è anche il giorno del compleanno del Cavaliere.
Peccato che siano 78 e che si vedano tutti, soprattutto con la scelta di sostenere il parolaio di Firenze.
Comunque, in ringraziamento per i venti anni passati, buon Compleanno.

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28 settembre 2014

Perchè questa Italia merita di sparire



La guardia forestale, nota per i telefilm con Terence Hill e per i migliaia di addetti calabresi, ha denunciato il Sindaco di Verone, Flavio Tosi della Lega (guarda un po' il caso ...) per aver autorizzato i cittadini a sparare ai lupi che infestano la zona.
Le solite organizzazioni ambientaliste e animaliste sono insorte, preferendo come al solito gli animali alla sicurezza degli Umani.
Se io mi trovassi davanti a un lupo e avessi un fucile, gli sparerei senza aspettare l'autorizzazione del sindaco, fregandomene altamente dei forestali e degli ambientalisti.
La mia vita e la mia proprietà, che comprende anche i miei animali, valgono ben più di un lupo.

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27 settembre 2014

Chi l'ha detto che Lega e Fratelli d'Italia sono divisi dal meridione ?



E' di questi giorni la notizia della costituzione di un partito gemello della Lega dedicato alle rivendicazioni autonomiste del meridione.
E' di giovedì una ottima presenza di Viviana Beccalossi, consigliere regionale lombardo per Fratelli d'Italia, alla trasmissione di Santoro sul problema nato dalla reazione popolare a Napoli contro il Carabiniere cui è partito un colpo che ha ucciso il ragazzo che girava alle due di notte in un motorino senza casco, in tre e senza fermarsi all'ordine dei Carabinieri.
Mi sembra che non esista alcun problema meridionale che possa dividere i due partiti che, oggi come oggi, rappresentano il meglio del Centro Destra nell'opposizione a Renzi e nella difesa dei Valori e dei Principi che informano la Destra Italiana sui temi quali immigrazione, tasse, omosessualità, droga.


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26 settembre 2014

L'articolo 18 è una bandiera



Modificare, abrogare, conservare l'articolo 18 non ha conseguenze taumaturgiche.
Abolirlo non crea nuovi posti di lavoro se le tasse resteranno all'attuale livello e conservarlo non ne toglie.
Tanto più che la versione più accreditata lo vorrebbe abolito solo per i nuovi assunti e per la durata di tre anni.
Praticamente nulla.
L'articolo 18 è però una bandiera attorno alla quale i comunisti e la sinistra in genere hanno l'ultima linea difensiva.
L'articolo 18 è una bandiera utile, se abolito, per cominciare a smantellare lo stato mamma che ci ha solo impoverito, mentre ha innalzato una casta di burocrati, sindacalisti, funzionari di partito.
L'articolo 18 andava cambiato nel 1994, come aveva pensato Berlusconi, esattamente come le pensioni dovevano essere riformate nel 1994 come aveva proposto Berlusconi.
Poi è arrivato il famigerato avviso di comparizione e la casta ha bloccato il Cavaliere, come lo ha bloccato nel 2001-2005 e 2008-2011.
Adesso Renzi prova ad obbedire ai diktat europei portando il partito comunista (che oggi si chiama pd) sulla barricata degli abolizionisti.
Così l'articolo 18 diventa di nuovo una bandiera.
Per chi vuole obbedire agli gnomi europei, dopo che gli stessi contribuirono ad impedirne la abolizione contro Berlusconi e alleandosi con chi, oggi, quell'articolo 18 difende.
Ma è anche la bandiera di chi non si rassegna a perdere l'ultimo brandello ideologico di una stagione che fu, dopo aver perso la propria identità.
Ed infine è la bandiera di chi, pur riconoscendone l'inutilità, anzi la dannosità, lo ritiene uno strumento utile per contrastare il bulletto fiorentino.
Ed ogni occasione è buona per cercare di sbarazzarcene, anche difendendo l'articolo 18.

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25 settembre 2014

Ma se li prenda in casa sua !



Leggo l'ultima fesseria di Alfano  che sembra vorrebbe offrire 30 euro a chi si prendesse in casa un rifugiato.
"Adotta un rifugiato".
Una volta c'era la campagna di "civiltà progresso" che invitava ad adottare un nonno, un cane, un gatto, oggi dovremmo adottare un rifugiato e magari a trasformarci nei suoi servitori.
A spese nostre, perchè portarsi in casa un tizio per 30 euro è una perdita certa.
Ma vada a dirlo agli autisti di autobus aggrediti da orde di immigrati, vada a dirlo al popolo costretto a convivere con quei "rifugiati" e, soprattutto invece di dire a noi di adottarlo per 30 euro, se li porti, tutti, a casa sua.


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24 settembre 2014

Cambiamento violento



Renzi avrebbe dichiarato negli Stati Uniti che è ora di un cambiamento violento.
Purchè poi non si metta a frignare con la tata di Berlino, se farà come i pifferi di montagna, che vennero per suonare e furono suonati.

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23 settembre 2014

Berlusconi, non fare scherzi da prete



Non mi è piaciuta affatto la battuta di domenica di Berlusconi per cui in Italia c'è una sola bandiera che sventola e si chiama Renzi.
Ancor meno mi piace leggere nella edizione online di Libero della ipotesi di un nuovo partito tra Berlusconi e Renzi.
Così il Cavaliere svende i suoi elettori e infama venti anni di sacrifici, esattamente come di Montanelli si ricorda il tradimento con la sua Voce e non i venti anni di guerra ai comunisti con il suo Giornale.
A Renzi ogni elettore, militante, parlamentare del Centro Destra non può che riservare le stesse cortesie che sono state usate dalla sinistra a Berlusconi dal 1994 ad oggi.


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