Era ora che Berlusconi ruggisse, sperando che non sia un fuoco fatuo, ma che, d’ora in poi, sia conseguente a quel che ha detto.
“Attacco inaudito” dice Napolitano che però, davanti all’attacco portato dalle toghe rosse al Premier ha solo usato sfumate parole di circostanza.
Berlusconi è stanco di ipocrisie.
Anche il Popolo.
E se Berlusconi vorrà procedere sulla strada che lasciano intendere le sue parole, ci vedrà al suo fianco.
E per far finire le ipocrisie c’è una sola parola: rivoluzione.
Rivoluzione nella giustizia con pubblici ministeri eletti dal Popolo e giudici nominati tra giuristi, professori di diritto e avvocati di esperienza e chiara fama.
Rivoluzione nelle istituzioni con la formazione di uno stato federale e presidenzialista.
Rivoluzione nell’economia, con l’adozione di una flat tax al 20% e facendo pagare i servizi al loro costo effettivo e con la piena adozione del libero mercato.
Rivoluzione nella pubblica amministrazione con l’efficientamento del personale al livello delle altre nazioni civili.
Rivoluzione nella scuola e nelle università, con il ritorno alla meritocrazia e al nozionismo.
Rivoluzione nelle comunicazioni di massa, con la privatizzazione della rai.
Rivoluzione nella politica sull’immigrazione con l’espulsione amministrativa (senza far perdere tempo ai nuovi giudici) di tutti gli illegali che, negli anni, sono arrivati in Italia e la conferma del respingimento in mare.
Rivoluzione nella burocrazia con l’abolizione di tutti i lacci e laccioli che invischiano le imprese (vecchie e nuove).
Rivoluzione nel bilancio dello stato con la revoca di tutte le voci di spesa clientelari finalizzate a finanziari associazioni, iniziative, spettacoli, “nani e ballerini”, giornali e servizi che non siano nell’interesse di tutti i cittadini, ma solo di una minima parte di essi.
Almeno … proviamoci !
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“Attacco inaudito” dice Napolitano che però, davanti all’attacco portato dalle toghe rosse al Premier ha solo usato sfumate parole di circostanza.
Berlusconi è stanco di ipocrisie.
Anche il Popolo.
E se Berlusconi vorrà procedere sulla strada che lasciano intendere le sue parole, ci vedrà al suo fianco.
E per far finire le ipocrisie c’è una sola parola: rivoluzione.
Rivoluzione nella giustizia con pubblici ministeri eletti dal Popolo e giudici nominati tra giuristi, professori di diritto e avvocati di esperienza e chiara fama.
Rivoluzione nelle istituzioni con la formazione di uno stato federale e presidenzialista.
Rivoluzione nell’economia, con l’adozione di una flat tax al 20% e facendo pagare i servizi al loro costo effettivo e con la piena adozione del libero mercato.
Rivoluzione nella pubblica amministrazione con l’efficientamento del personale al livello delle altre nazioni civili.
Rivoluzione nella scuola e nelle università, con il ritorno alla meritocrazia e al nozionismo.
Rivoluzione nelle comunicazioni di massa, con la privatizzazione della rai.
Rivoluzione nella politica sull’immigrazione con l’espulsione amministrativa (senza far perdere tempo ai nuovi giudici) di tutti gli illegali che, negli anni, sono arrivati in Italia e la conferma del respingimento in mare.
Rivoluzione nella burocrazia con l’abolizione di tutti i lacci e laccioli che invischiano le imprese (vecchie e nuove).
Rivoluzione nel bilancio dello stato con la revoca di tutte le voci di spesa clientelari finalizzate a finanziari associazioni, iniziative, spettacoli, “nani e ballerini”, giornali e servizi che non siano nell’interesse di tutti i cittadini, ma solo di una minima parte di essi.
Almeno … proviamoci !
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