Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

27 aprile 2017

Domanda semplice semplice per la Boldrini


Onorevola presidenta, quando - dimostrando un acume pari solo al concetto di democrazia e libertà di cui ha così mirabilmente dato prova - chiede a Zuckerberg di cancellare dalla sua proprietà tutte le pagine "inneggianti al Fascismo", si è chiesta cosa accade quando a qualcuno viene proibito di manifestare, esporre, diffondere e difendere  con le parole e gli scritti le proprie idee ?



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26 aprile 2017

Lezione di dignità


Il voto, secco e netto, con il quale i lavoratori dell'Alitalia hanno bocciato l'accordo raggiunto da sindacati, proprietà e governo è, forse inconsapevolmente, una lezione di dignità all'Italia e al mondo intero.
L'accordo si basava su un passo indietro a livello retributivo e normativo, sulla perdita di un migliaio di posti di lavoro per conservare una proprietà, un management e sindacati che sono i veri responsabili della crisi, senza peraltro un progetto industriale che desse un orizzonte di certezze dopo tanti sacrifici.
In altri luoghi e in altre situazioni, basti vedere come accorrono i servi d'europa sotto le insegne di Macron, quell'accordo sarebbe passato per la serie: questa volta io me la cavo e peggio per gli altri.
Fra un paio d'anni avremmo nuovamente avuto la questione sul tavolo e sarebbero stati chiesti ulteriori sacrifici ai lavoratori, mentre nulla viene chiesto indietro ai paperoni della dirigenza e della proprietà, continuando con una politica del carciofo.
L'unica idea buona su Alitalia, dopo trenta anni di suicidio economico, fu quella del 2008 di Berlusconi con la privatizzazione, ma il Cav sbagliò nel far accollare a noi i debiti della vecchia Alitalia senza pretendere in cambio un reale azzeramento del pregresso e senza imporre autentici imprenditori al comando, perchè quelli che presero la Compagnia si dimostrarono solo dei parolai, capaci di ben figurare nei salotti televisivi ma senza incidere sulla efficienza e la produttività di Alitalia.
Sarebbe quindi stato meglio lasciarla fallire allora (e anche prima di allora).
I lavoratori di Alitalia, di cui ho sentito dichiarazioni di tutto rispetto come quella per cui è meglio essere fuori tutti assieme oggi che lasciare fuori solo una parte oggi e un'altra parte domani, hanno risolto il problema che i politici non hanno saputo risolvere e che sindacati e proprietà non avevano interesse a risolvere, preoccupati di mantenere inalterati i loro privilegi e stipendi.
Perchè la lezione di dignità dei lavoratori di Alitalia è una sconfessione del governo, della proprietà e del suo management, ma anche della trimurti sindacale che ha dimostrato di non essere più rappresentativa del mondo del lavoro e di far paura solo ai Gentiloni ed ai Poletti.
Neanche una lira pubblica per Alitalia, che fallisca finalmente, che lo stato si ritiri dal mondo economico per dare fiato a nuove imprese, a nuove aziende che operino libere da vincoli e da gravami in base alla sola legge di mercato.





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25 aprile 2017

Basi elettorali


Se è vero quel che riportano i giornali (sono infatti sempre più convinto della inutilità dei giornalisti - e degli "esperti" - i cui commenti sono di una banalità che non si ritrova neppure al bar dello sport) c'è una analogia tra Trump e Marine Le Pen: la base elettorale.
Pur nella profonda differenza del sistema elettorale e soprattutto nella presenza di terzi e quarti incomodi, vedo che Marine è stata votata in provincia, in quella che è la Francia profonda, come The Donald costruì la sua vittoria negli stati a margine dei riflettori, nell'America profonda.
Probabilmente il motivo è dato dal buon senso, quello che da noi si chiama "la casalinga di Voghera", che porta chi è in provincia, lontano dai lustrini e dalle bugie del potere, a ragionare con mente più riflessiva.
Così chi è in provincia più facilmente comprende che The Donald e Marine sono la risposta giusta ai problemi che ci assillano e che sono: tasse, immigrazione, sicurezza.
Sono risposte che negli Stati Uniti Trump può fornire, ma che in Europa necessitano di un passo preliminare: la riconquista della Sovranità Nazionale.
In provincia l'hanno capito, forse anche perchè in provincia arrivano meno (molto meno) sussidi che poi sono quelli che permettono a bande di fannulloni di marciare contro il voto a Trump o alla Le Pen.
E, ovviamente, sono disposti a votare per il maggiordomo delle consorterie pur di continuare a godere del privilegio di contestare gravando sulle spalle di chi lavora.
In Italia vediamo la stessa cosa se pensiamo che la maggior parte delle maggiori città è (era ?) amministrata dalla sinistra, quella degli ottanta euro, quella del reddito di inclusione, quella delle mancette agli statali e alle proprie clientele.
E' una base elettorale che si sta creando, consolidando, confermando dietro a Trump, alla Le Pen (ma anche per la Brexit dove i grandi centri a cominciare dalla Londra che ha eletto sindaco un musulmano pakistano hanno votato massicciamente per l'unione sovietica europea senza però prevalere contro il buon senso della provincia) e, perchè no, dietro a Salvini e alla Meloni.
Che, però, non devono fare l'errore di ascoltare  le sirene ingannevoli di Alessandro Sallusti.
Meglio qualche anno in più all'opposizione, che mettersi nelle mani di un "moderato" pronto al connubio contro natura con Renzi.
Tanto la rinascita, al punto in cui siamo sprofondati, non potrà certo arrivare da un semplice voto, ma arriverà al seguito di qualche evento tragicamente catastrofico che obbligherà tutti a rimboccarsi le maniche, senza tanti fichi per la testa.




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24 aprile 2017

Sperare nel meglio ma prepararsi al peggio

Marine Le Pen ed Emanuel Macron andranno al ballottaggio.
Tutti gli altri candidati socialisti, comunisti e gaullisti hanno invitato a votare Macron.
Come era prevedibile e come già accadde quando il padre della Le Pen affrontò al ballottaggio Chirac.
Solo che questa volta il candidato non è un gaullista, ma un esponente della sinistra, per di più manifestamente asservito alle consorterie di potere finanziarie e affaristiche europee e mondiali.
Il tradimento di Fillon, che ha subito invitato a votare Macron, deve far riflettere sulla inaffidabilità dei cosiddetti moderati, quelli che ai tempi della dc in Italia facevano campagna elettorale per prendere i voti di Destra e poi usarli per fare comunella con i comunisti.
I francesi avranno due settimane di tempo per riflettere e se il primo passo è compiuto con il ballottaggio, l'ostacolo maggiore è vincere avendo tutti gli apparati finanziari, burocratici, mediatici e propagandistici contro.
Dubito che ciò possa accadere, ma ogni battaglia deve essere combattuta al limite delle proprie energie e anche oltre, con ogni mezzo.
Come accadrà in Italia al più tardi tra un anno.
Nulla dovrà essere lasciato al caso, nulla dovrà essere rinunciato.
Più voti riuscirà ad ottenere Marine Le Pen al secondo turno, maggior forza potranno avere le sue (e nostre) idee anche in Italia.
Una lunga marcia per quella che Marine Le Pen ha chiamato una insurrezione nazionale, per riportare al centro l'interesse della Patria.
Là la Francia, qui da noi l'Italia.
Speriamo nel meglio, ma prepariamoci al peggio e ad una lunga guerra di trincea.
In Francia, in Italia, in tutta Europa.



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23 aprile 2017

Un voto anche per noi


Per quanto non ami i francesi, il voto di oggi e il ballottaggio fra due settimane avrà influenza anche per noi Italiani.
La Francia ha sempre menato (ingiustificatamente) vanto di una sorta di autonomia, strettamente legata alla grandeur di De Gaulle.
Sconfitta sul campo, si è seduta per due volte al tavolo delle nazioni vincitrici grazie agli Inglesi e agli Americani, che l'hanno pure collocata tra le cinque potenze con diritto di veto nel consiglio di sicurezza dell'onu.
De Gaulle e i suoi successori, fossero di Centro Destra come Pompidou, Giscard, Chirac e Sarkozy o socialcomunisti come Mitterand e Hollande, hanno sempre preteso uno status particolare nella Nato, facendo mancare la solidarietà durante la liberazione dell'Iraq e supponendo di essere nazione guida in Europa.
A livello mondiale sono però sopravanzati da almeno sei nazioni (Stati Uniti, Regno Unito, Russia, Cina, Germania, Giappone) a livello europeo la Germania è il dominus dell'unione e il ruolo della Francia resta, a fatica, quello di primo gregario.
Ma dopo la Brexit, la Francia o, meglio, i francesi potrebbero dare la spallata definitiva ad una costruzione eretta esclusivamente nell'interesse delle oligarchie di potere.
Inutile fare "propaganda" ricordando la crisi economica, l'incapacità delle forze politiche tradizionali di farvi fronte, l'invasione di clandestini tra i quali si annidano i tagliagola di domani, i Karim, i Mohamed, gli Abdullah che nulla hanno di francese, tranne il timbro sul passaporto (eppure molti di loro possono persino votare per il presidente della Francia !!!).
Inutile ricordare i costi devastanti di una politica di svendita della sovranità nazionale, a tutto beneficio delle oligarchie finanziarie e della Germania.
Marine Le Pen non vincerà, come non poteva vincere in Olanda Wilders o Hofer in Austria, posto che tutti gli altri, TUTTI gli altri, fossero comunisti o popolari, socialisti o liberali o verdi, faranno, come hanno fatto in Olanda e Austria, comunella per impedire il successo di una forza Nazionale.
Sarebbe però importante il segnale di una forte presenza nazionalista, pronta ad assumere il comando se le cose, come penso, dovessero ancora peggiorare in campo economico come nel settore dell'immigrazione e quindi del terrorismo.
Importante è arrivare al ballottaggio.
Poi aumentare la percentuale, chiamando a raccolta tutti i cittadini francesi degni di tale nome.
Diventerebbe importante anche per noi Italiani, per le scelte che dovremo prendere al massimo fra un anno quando saremo chiamati a votare il nuovo parlamento.
La crescita costante delle forze nazionaliste in tutti gli stati europei è l'unica speranza per il nostro futuro, perchè noi Italiani, Inglesi, Francesi, Tedeschi, Spagnoli ..., si possa ancora avere un futuro che non sia nella invasione dei Karim, dei Mohamed e degli Abdullah.





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22 aprile 2017

Che risorse !


Il più grande inganno perpetrato nei confronti delle anime semplici è qualificare gli immigrati, clandestini e non, come "risorse".
In Italia siamo fortunatamente arrivati ultimi nel regalare la cittadinanza a costoro, anche se l'invasione diventa ogni anno maggiore e aumentano anche le concessioni della cittadinanza, quindi, per ora, abbiamo a che fare ancora con la prima ondata.
In Francia, dove ormai sono alla terza e quarta generazione, stanno pagando duramente il prezzo della insipienza di chi ha voluto tali "risorse".
L'ultimo attentatore, nella fotografia recuperata su internet ... non ce ne sono molte, ancora, è nato in Francia, viene definito nei tele e radio giornali "di nazionalità francese", ma non lo è.
E' solo cittadino francese perchè hanno regalato ai suoi genitori la cittadinanza o forse l'hanno regalata a lui in base al barbaro ius soli.
Ma nè i tratti somatici, nè il nome, Karim Cheurfi, ce lo attestano come "di nazionalità francese".
Di Karim Cheurfi ne stiamo importando a migliaia, a centinaia di migliaia in Italia.
Ogni giorno sbarchi e finalmente qualcosa si sta muovendo, con la velocità di un bradipo, contro le ong che hanno, di fatto, sostituito gli scafisti nel traghettare i clandestini, per poi scaricaceli nei nostri porti o sulle nostre navi militari.
E' evidente che di tutte quelle risorse ne facciamo volentieri a meno, come ne farebbero a meno in Francia, dove hanno la possibilità, nell'immediato, di cambiare rotta.
Se, però, i francesi non voteranno per la Le Pen allora vorrà dire che se la sono cercata e si meritano tutti i Karim Cheurfi che hanno e quelli che arriveranno in futuro.
Noi Italiani siamo comunque in tempo per prendere un'altra strada.




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21 aprile 2017

Il flip flop di Padoan


Ogni giorno Padoan, ministro dell'economia, smentisce quello che ipotizzato il giorno prima.
Abbiamo una sola certezza: stanno cercando dove mettere le mani per depredarci dei nostro redditi, risparmi, proprietà.
Il tutto mentre spendono quattro miliardi e seicento milioni di euro (al netto del contributo dell'unione sovietica europea !!!) per i clandestini.
I nostri nonni sarebbero insorti per molto meno.


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20 aprile 2017

Oltre quattro miliardi per gli immigrati


E' indecente quel che si legge in questi giorni.
Le spese per gli immigrati crescono a 4,6 miliardi di euro e il governo ci tassa per recuperare 3,4 miliardi.
I nostri terremotati ricevono (forse ...) appena un miliardo.
Le Ong continuano a battere il Mediterraneo per portare in Italia chiunque riescano a rappattumare, senza controlli e senza selezione.
I telegiornali continuano a dar conto di sbarchi sulle nostre coste ponendo l'accento sulle "vite salvate" e ignorando i danni provocati dall'invasione al nostro tessuto sociale ed economico.
I prefetti continuano ad imporre la presenza degli immigrati ad una popolazione locale sempre più insicura.
Il governo Renzi- Gentiloni non fa l'interesse degli Italiani, succube com'è dei diktat dell'unione sovietica europea.
Il governo Renzi - Gentiloni non ascolta gli Italiani.
Il governo Renzi - Gentiloni  deve essere rimosso, l'Italia deve riprendersi la sua Sovranità per difendere quel che resta della nostra Identità.




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19 aprile 2017

Il nemico del mio nemico,diventa mio amico


O, quanto meno, ha le mie simpatie.
A leggere le litanie degli organismi a libro paga della Spectre che trovano difetti di democrazia ogniqualvolta il risultato elettorale non è quello che volevano, Erdogan cresce nella mia simpatia.
Probabilmente non sono il solo a pensarla così, visto che Trump, nonostante i condizionamenti (ricatti ?) che subisce, ha telefonato per complimentarsi per la sua vittoria (Obama rimase a lungo silente, senza condannare il tentativo di colpo di stato che, forse, sperava riuscisse) mentre Putin ha ribadito che gli affari interni di uno stato sono, per l'appunto, affari interni, riecheggiando quel "Let Poland Be Poland" di Reagan e della Thatcher negli anni ottanta.
Invece la osce, l'onu, l'unione sovietica europea, la Merkel e (pensate un po' !) Alfano, Hollande e Juncker, sempre con il ditino alzato ad ammonire, a pretendere, a impartire lezioni non richieste.
Prima a sminuire il 51,4% (Renzi avrebbe fatto le capriole nel letame se lo avesse ottenuto il 4 dicembre ...) poi a imbeccare le opposizioni interne alla Turchia per contestare questo e quello.
Prima vogliono il voto, poi lo contestano.
Come con la Brexit o con l'elezione di Trump.
Davanti a quei nanerottoli, Erdogan sembra un gigante.
E mi sarebbe piaciuto se Berlusconi nel novembre 2011 avesse reagito con la stessa reazione di carattere di cui Erdogan ha dato prova dopo il tentato colpo di stato di luglio 2016.



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18 aprile 2017

Tasse e spesa pubblica binomio inscindibile


Chi si propone di aumentare la spesa pubblica con la scusa di "stimoli" per l'economia o di interventi assistenziali, punta in realtà ad usare i nostri soldi che vuole sottrarci con le tasse.
Perchè ogni spesa pubblica si fonda sul denaro che viene depredato ai cittadini con le tasse.
Niente tasse, niente spesa pubblica, ma solo interventi volontari, liberali, di privati.
Niente tasse e i cittadini pagano solo quei servizi che usano e che vengono messi a disposizione di privati o, anche, del pubblico ma in regime di concorrenza paritaria con i privati.
Chi, come grillini e sinistra, vuole il reddito di "cittadinanza", chi insiste nel mandare la nostra Marina Militare per il Mediterraneo non per difendere i nostri confini ma per recuperare immigrati che poi dovremo mantenere e alloggiare, chi, prono ai voleri di Bruxelles, ci impone di "adeguarci" a norme che non abbiamo mai votato, costoro vogliono solo impoverirci, abbassare il nostro tenore di vita, sottrarci i risparmi.
Con le tasse.
E non è un caso che, delineandosi la manovra governativa, emerga sempre più l'intervento dello stato predone anche su iniziative private, innovative come gli "affitti brevi".
Tutto è utile per sottrarre risorse a chi produce per usarle per le clientele e i privilegi del potere.
Ridurre il flusso del denaro verso lo stato, significa anche obbligare lo stato a ridurre le spese.
E ridurre le possibilità di spesa dello stato, significa ridurre gli appalti pubblici e, di conseguenze, le occasioni di corruzione.




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