Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

16 dicembre 2018

Cesare Battisti


Ciclicamente riemerge la vicenda del terrorista assassino Cesare Battisti, in fuga da trenta anni dalla giustizia italiana che l'ha condannato, con sentenze passate in giudicato, a due ergastoli e che ha trovato nell'internazionale di sinistra protezione e rifugio, prima in Francia poi in Brasile.
Qualche considerazione.
Non ci sono dubbi sulla colpevolezza di Battisti.
Non ci sono dubbi sulla sua assenza di pentimento, diversamente si sarebbe consegnato per scontare la pena.
Sarebbe quindi opportuno che la stampa e la televisione non lo definissero "ex terrorista", perchè l'assenza di pentimento lo qualifica, tuttora, come terrorista.
Terrorista in fuga, latitante.
Evidenziamo come se Battisti è in fuga, lo deve alla protezione complice di una sorta di internazionale della sinistra, mentre è stata sufficiente l'elezione di un uomo di Destra come Bolsonaro (come fu l'elezione di Sarkozy in Francia) per costringerlo nuovamente a cercare scampo altrove.
Facciamo l'ipotesi che, nonostante la complicità della sinistra internazionale, Battisti riesca ad essere catturato.
Ci conviene estradarlo in Italia ?
Credo di no.
Sarebbe meglio se scontasse il resto della sua vita in una nauseabonda prigione brasiliana, piuttosto che rientrare in Italia e scontare la stessa pena che ha scontato Adriano Sofri: nulla.




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15 dicembre 2018

Italiani che remano contro l'interesse nazionale dell'Italia


Nel momento in cui scrivo spero ancora che salti l'accordo di compromesso con la commissione europea e l'Italia sia assoggettata alla procedura di infrazione e si vada ad uno scontro che avrebbe, come esito naturale, la fine dell'unione sovietica europea come la conosciamo.
Ma, per ora, sembra che scorra il miele tra il nostro Governo e la commissione con un probabile compromesso che salvi capra e cavoli.
Insomma un pareggio che i servitori del globalismo cercano di far passare come una sconfitta del Governo Italiano che, invece, mantiene quota cento per le pensioni e il reddito di cittadinanza, il decreto sicurezza contro l'immigrazione e quello fiscale, il blocco dei porti alle ong e la rivisitazione della Tav.
Ma se c'è pareggio, se il Governo sarà costretto a ridurre il proprio intervento come era stato inizialmente programmato, la responsabilità ricadrà interamente su quegli italiani che hanno remato e continuano a remare contro l'interesse nazionale, avendo sposato un becero e suicida internazionalismo, al servizio delle consorterie finanziarie rappresentate da questa Europa dei burocrati.
Da Mattarella a Tajani, da Martina a Renzi fino ad una Mogherini che, unica commissaria italiana, si è distinta per il suo silenzio, mentre tutti i commissari agivano nell'interesse esclusivo delle loro nazioni di provenienza, come ha fatto il socialista spocchioso Moscovici che difende il "diritto" della Francia a sforare abbondantemente il tetto del 3% e il "diritto" della commissione ha punire l'Italia che voleva restarvi sotto, al 2,4%.
Tutte persone che, invece di rappresentare i nostri comuni interessi, hanno continuato a sostenere una politica che si sta dimostrando fallimentare.
Perchè i dati generali, dell'economia mondiale, narrano di una generale frenata che in Italia si trasforma in un passo indietro non perchè la manovra di questo governo (non ancora in vigore) sia negativa, ma perchè sono state negative e controproducenti le manovre dei sette anni e quattro gpoverni (Monti, Letta, Renzi e Gentiloni) precedenti.
Costoro non solo hanno pedissequamente applicato le regole volute dalla commissione e adattate con la chiusura di due occhi in cambio dell'accoglienza di milioni di immigrati e tutto a spese di noi Italiani, ma adesso difendono quella stessa commissione contro gli interessi nazionali che vorrebbero una netta e chiara rottura con le politiche del passato.
Anche a costo di una netta e definitiva rottura con questa europa della finanza e dell'austerità.
Ma ... finchè non ci sarà nero su bianco, ci sarà la speranza che salti tutto e anche dopo, chissà, si potrebbe lasciare tutto come carta straccia e fare come se nulla fosse.
In fondo, passata la festa, gabbato il santo.



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14 dicembre 2018

Dopo Strasburgo


Ancora una volta dobbiamo registrare un'azione criminale di un fanatico musulmano.
Ancora una volta il delinquente è cittadino di uno stato occidentale, pur avendo origini magrebine.
Ancora una volta si tratta di una "seconda generazione", cioè del figlio di immigrati, nato in Francia e cittadino per l'aberrante ius soli che la sinistra e la chiesa di Bergoglio vorrebbero introdurre anche in Italia.
E' evidente che non possiamo rinunciare alle nostre libertà per instaurare uno stato di polizia finalizzato a controllare chiunque, anche per i buoni propositi di impedire questi attentati.
Credo anche sarebbe impossibile sorvegliare adeguatamente tutti i cani sciolti.
C'è quindi un solo modo per ridurre il rischio di attentati.
Fermare gli arrivi, quindi respingimenti e porti chiusi alle ong.
Controllare titoli e attività di tutti quelli già presenti e rivedere la cittadinanza concessa negli ultimi anni.
Certamente non sono tutti criminali e neppure una parte maggioritaria, ma se non agiscono per isolare, denunciare e azzerare i terroristi che vivono tra loro ne divengono inevitabilmente silenti complici.
Ogni altra soluzione, per quanto umana e accogliente, metterebbe a maggior rischio il nostro Benessere, la nostra Vita, la nostra Sicurezza, quindi la nostra stessa Libertà.
Quante volte ancora dovremo assistere a telegiornali monotematici con ambulanze, schieramenti di polizia e la conta di morti e feriti per un attentato di un seguace dei fanatici islamici, accolto e persino cittadino di uno stato occidentale ?




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13 dicembre 2018

La voce dell'arroganza


Moscovici, il socialista con spocchia e cittadinanza francese, ha dichiarato che le situazioni di Italia e Francia sono differenti, quindi la Francia può sforare gaiamente, con il suo presidente, il 3% anche per due anni e l'Italia non può arrivare al 2,4%.
La risposta corretta sarebbe di predisporre manovre tali da adeguare il nostro rapporto deficit pil a quello francese, tagliando le spese a cominciare dai contributi versati all'unione sovietica europea e alle varie istanze internazionali che ci remano contro.
Possiamo fare senza tutti i Moscovici di questo mondo.




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12 dicembre 2018

Non dobbiamo accontentare l'Europa


Salvini ha detto che era disposto a fare anche due passi verso le pretese della commissione europea, purchè la risposta non fossero due dita negli occhi.
La arroganza e la presunzione di un paio di piccoli burocrati, provenienti da staterelli che sono flatulenze nella geografia europea e da un socialista che di francese ha la cittadinanza e la smisurata spocchia, dimostrano che è inutile trattare.
L'unico interlocutore è Berlino, dove pure c'è una Merkel quasi giunta al termine del suo viale del tramonto, mentre Parigi si è allineata alle scelte del Governo Italiano e sforerà gaiamente il famigerato 3%.
E noi dovremmo accettare la reprimenda per un 2,4% ?
Lasciamo i burocrati europei a vedere il loro bluff e raddoppiamo estendendo, da subito, la flat tax a tutti i contribuenti.
Aprano pure la procedura di inflazione che spaventa tanto Boccia e i suoi imprenditori e dopo ?

Ci sanzionano ?
Sanzionano un paese che versa più di quanto riceve ?

Basterebbe cessare ogni versamento alle casse europee che già saremmo in attivo.
Vorrei che i nostri governanti mostrassero quegli attributi che chi li ha preceduti non aveva.
La nostra azione, ancora più di una Brexit inchiodata all'incapacità della May di fare un atto di coraggio che sarebbe solo una uscita, immediata, senza accordi (e senza versamenti compensativi all'Europa) potrebbe far saltare l'Europa sovietica dei burocrati, degli squali della finanza e delle misurazioni dei cetrioli, perchè solo dopo aver fatto tabula rasa dell'esistente potrà nascere un'Europa dei Popoli e delle Nazioni, nel rispetto delle nostre Radici, delle nostre Tradizioni, della nostra Identità.






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11 dicembre 2018

Essere Amnesty senza rischi


Non amo gli agit prop che agli angoli della strada mi bloccano per cercare un'offerta, una firma nel nome dei bambini, immancabilmente del terzo mondo o dell'ecoambientalismo o dei cosiddetti diritti civili / umani.
Rispetto i ragazzi che, probabilmente per poche lire, si prestano al ruolo di vittime delle reazioni infastidite dei passanti e cerco sempre di rispondere cortesemente un "no grazie, non mi interessa", salvo sbottare se sono particolarmente insistenti.
Oggi abbiamo un motivo in più per non rispondere alle richieste formulate nel nome di Amnesty International.
Un rapporto critica l'Italia, addirittura stigmatizza un provvedimento (il decreto sicurezza appena approvato) che non può ancora aver portato neppure uno iato di modifiche.
E' comodo fare le pulci all'Italia, definirci razzisti, dove non vi è alcuna repressione, dove anzi gli organismi come Amnesty trovano finanziamenti e apprezzamenti (non da me, però !), dove gli esponenti di Amnesty non corrono alcun rischio nell'attaccare ministri e partiti ma, anzi, trovano larga copertura mediatica.
Proprio la loro estrema libertà di dire e promuovere qualsiasi iniziativa contro il Governo, dimostra che l'Italia è esattamente il contrario di quello che Amnesty ci dice che sia e che qui non c'è bisogno di alcuna Amnesty.
Perchè non vanno a predicare il diritto a mangiare e bere quello che ci pare in Arabia Saudita o in Iran ?
Perchè non vanno a fermare i passanti a Pyongyang o a Pechino ?
Troppo comodo fare i paladini della libertà con il culetto al caldo e senza correre alcun rischio !
E non si permettano di trattarci da persecutori se vogliamo difendere i confini della nostra Patria, la nostra Identità Nazionale dalle orde di clandestini che i loro compari delle ong vorrebbero scaricare, come hanno fatto liberamente per sette anni, da Monti a Gentiloni, passando per Letta e Renzi, sulla nostra terra.




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10 dicembre 2018

La piazza della Luce e quelle dell'Oscurità


Una manifestazione festosa, luminosa, baciata anche dal Sole.
Ben differente dalle piazze dell'odio, quelle che innalzano cartelli e manichini incitanti all'odio verso Salvini, il nuovo babau di una sinistra che oggi va a braccetto con il babau di ieri, Silvio Berlusconi.
I commenti dei quotidiani all'indomani della manifestazione leghista dell'8 dicembre a Roma trasudano livore che qualche giornalista cerca di mascherare con un'ironia forzata che sarebbe meglio riservare alla pagliacciata delle "primarie" del pci/pds/ds/pd invece di dedicarvi analisi pseudo serie.
Salvini non ha detto nulla di nuovo e questo è un bene.
Vuol dire che ha una Stella Polare da seguire, senza tante distrazioni, facendo i conti con la realtà dei numeri che lo obbligano a stare al governo con Di Maio.
Magari posso avere delle perplessità e riserve su quello che i commentatori hanno definito il nuovo Pantheon leghista (Martin Luther King, Giovanni Paolo II e Alcide De Gasperi) non riuscendo a pensare a nessuno dei tre all'interno del mio Pantheon personale.
Ma pragmaticamente quello che conta è il risultato.
Il blocco dei porti alle ong che ci scaricavano clandestini.
Una legge che aumenti la sicurezza degli Italiani e riduca la possibilità di ammettere immigrati.
Una legge per la legittima difesa.
Il primo tassello della flat tax che prima della fine della legislatura dovrà essere estesa a tutti.
E sì, gli conferisco mandato per trattare con l'unione sovietica europea.
Con rispetto, con gradualità, con pazienza, ma con un vincolo: uscire dall'euro come primo passo per affrancarci da questa unione di ragionieri e di burocrati.




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09 dicembre 2018

Confusione creata ad arte


I sondaggi confermano la tenuta del consenso verso il Governo e, soprattutto, verso le idee principali del Governo: reddito di cittadinanza, quota cento per le pensioni (cioè rottamazione della Fornero e in molti vorrebbero materialmente rottamare la Fornero in carne ed ossa, soprattutto quando, come il suo compare Monti, ancora si azzarda a presentarsi in televisione per dire la sua), flat tax, contrasto all'immigrazione e alle ong, disposizioni di legge che consentano ai cittadini onesti di difendersi dai criminali.
C'è una minoranza di privilegiati (sono gli stessi che applaudono alla Scala Mattarella) che si salda con il fondamentalismo religioso di Bergoglio forte grazie a masse ancora illuse  e con le istanze particolari che nulla hanno a che vedere con una sana gestione del bene comune (omosessuali, femminismo, ecoambientalismo) che vi si oppone.
Questa forte minoranza, nella parte riservata ai privilegiati e alla chiesa cattolica, detiene da anni il potere economico e informativo.
Ciononostante la maggioranza degli Italiani dimostra e conferma di averne abbastanza.
Così chi detiene il potere economico e informativo reagisce.
Non essendo riuscito a convincere gli Italiani a votare per i propri servitori, adesso prova a demolire il Governo, creando artificialmente momenti di confusione per accreditare l'ipotesi di una maggioranza allo sbando e spaventare l'elettorato.
Ecco che arrivano i pettegolezzi (perchè i "retroscena", le "confidenze" alla Bruno Vespa altro non sono che pettegolezzi) sulle dimissioni di Tria.
Ecco che si cerca di trovare motivi di attrito tra gli alleati di Governo e se non li si trova, si creano ad arte.
E' certo che la maggioranza tra Lega e Cinque Stelle è una maggioranza di ripiego.
L'unica alternativa, ben peggiore, era il ritorno dei Monti viventi con il rag. Cottarelli già convocato da Mattarella che non stava più nella pelle di restituire a Bruxelles il potere di vita e di morte sull'Italia.
Salvini e Di Maio sono riusciti ad evitare tale schiaffo agli Italiani e hanno cominciato un cammino che ha delle oggettive difficoltà perchè non sono partiti che, in "un paese normale", starebbero al governo assieme.
Ma hanno l'obbligo di continuare, di ricercare il punto di equilibrio, di compromesso tra di loro, magari continuando ad alternare un qualcosa che è nelle corde della Lega e un qualcosa che è nelle corde dei Cinque Stelle.
Fregandosene altamente di Bruxelles, del procedimento di infrazione e di sanzioni che non potrebbero mai imporci di pagare.





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08 dicembre 2018

Giornaliste sul pero


E' accaduto di nuovo, nel giro di pochi giorni.
Ancora una volta, ancora una giornalista che comunica sui "social", con tanto di codazzo di elogi e solidarietà degli altri giornalisti (ma solo loro) circa una vicenda che l'avrebbe vista nei panni del Cavaliere Bianco, senza macchia e senza paura, a difesa di una presunta vittima di violenza, immancabilmente "razzista", verbale o fisica.
Un immigrato o una zingara con bambina.
Nel primo caso, abbiamo sempre, solo la versione dell'eroina di turno, la giornalista avrebbe rimbeccato un Italiano che sembra stesse ironizzando su un immigrato.
Di quell'episodio, di cui si sono perse le tracce, la protagonista racconta di essere stata accolta da applausi e complimenti.
L'altro atto "eroico" è di ieri e sempre una giornalista pubblica, sempre sui "social", la vicenda di un uomo che, accortosi che una zingara gli aveva sfilato il portafoglio, l'ha inseguita e le ha mollato un paio di colpi (non si capisce se schiaffi o pugni o solo spintarelle).
L'eroina della stampa italiana è intervenuta ma poi, tornando sulla metro, invece di essere osannata, è stata rimbeccata dagli altri cittadini, come pure non pare siano stati positivi i commenti quando ha descritto sull'immancabile "social" la vicenda.

Ma cosa si aspettava ?
Se una zingara mi sfila il portafoglio, reagirei in ugual modo.

O, almeno, ci proverei se, inseguendola, riuscissi a prenderla.
E penso che tutti agirebbero nel medesimo modo.
Tanto più che, cosa crede ?, quella zingara sarà già fuori a cercare un'altra vittima (e nel momento in cui viene pubblicata questa mia nota, probabilmente avrà già fatto altre vittime !).
Almeno ha avuto una piccola lezione.
Mi piacerebbe vedere la reazione delle eroine di turno, se si accorgessero di qualche "manina" che con destrezza si infila nella loro borsetta a sottrarre ciò che è loro.
Scommettiamo che strillerebbero più di tutti gli altri ?
Scendano un po' dal pero e si confrontino con i problemi veri, lasciando perdere le loro ideologie buoniste !



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07 dicembre 2018

Il costo della svendita della Sovranità


Gli europeisti, che ancora proliferano sotto le querce, sui colli più alti di Roma e sempre a sinistra, hanno nel corso degli anni svenduto la nostra Sovranità.
Per colpa loro e di chi li ha votati, abbiamo gradualmente concesso ad un organismo internazionalista, oscuro nelle finalità e rigido nella sua ottusa ragioneria da condominio, di proporre e poi imporre le sue direttive, facendoci ingannare dal ridicolo delle prime riguardanti cetrioli e banane.
Gli abbiamo quindi ceduto uno dei cardini dell'Indipendenza di un Popolo e di una Nazione: battere moneta.
Per sette anni, è riuscito ad imporci le sue regole sui bilanci e persino sulla tutela dei confini della Patria che è un altro dei pilastri fondamentali sui quali regge l'Indipendenza di un Popolo e di una Nazione.
Oggi abbiamo in Italia un Governo che cerca di affrancarsi dallo stato di schiavitù in cui i Monti viventi ci hanno costretto.
La reazione è violenta.
Non possiamo fare il bilancio che vogliamo a pena di una procedura di infrazione che si concluderebbe con una sanzione economica.
Non possiamo dire basta alla Tav pena l'obbligo di restituire finanziamenti, peraltro prelevati da un fondo che l'Italia contribuisce a formare dando molto più di quello che riceve.
Non possiamo chiudere i porti e respingere l'invasione degli immigrati pena il berciare di qualche associazione non governativa, prona al globalismo assistenzialista e pauperista, con annessi interventi di corti europee o internazionali.
Come quando uno sprofonda in un vizio, uscirne è sempre più difficile che entrarne.
I Prodi, i Ciampi, i Monti, i Renzi, i Gentiloni, gli Amato ci hanno spinto in Europa, trasformando quello che doveva restare un mercato comune di libero scambio di merci e persone, in una mostruosità politica e, soprattutto, nella succursale del più scalcinato, ma rigido, istituto di ragioneria.
A piccoli passi, con piccoli strappi e, soprattutto, sapendo scegliere quando si vota, potremo uscirne.
O cercare di far crollare, come Sansone con i Filistei, tutta la costruzione.



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