Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

27 agosto 2016

La triste parabola montanelliana di Feltri


Ho già scritto che ho smesso di comprare Libero dopo il defenestramento di Belpietro e la scelta di Feltri per condurre il quotidiano sulla riva renziana del "sì" al referendum.
Ma Libero è nella rassegna stampa quotidiana che mi perviene al lavoro e mercoldì ho letto un titolo che l'imitatore dell'ex CT della Nazionale Antonio Conte, definirebbe "agghiacciante".
"Chi attacca Parisi è un pirla".
Pirla sarà lui che si lascia infarloccare da un socialista !
Anche se il suo editoriale è riferito ai dirigenti di Forza Italia che si oppongono al nuovo unto dal Vicario del Signore, si rende conto Feltri che dà del "pirla" praticamente a tutto l'elettorato di Centro Destra ?
Ma li legge Feltri i commenti su Parisi anche dei suoi lettori ?
Il Centro Destra "moderato" è defunto: alleluja !
Il Centro Destra o sarà aggressivo e "populista, razzista, omofobo, xenofobo, sessista, islamofobo etc." o non sarà.
E se a Feltri non sta bene, fondi la sua Voce e percorra la stessa triste parabola di Montanelli.




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26 agosto 2016

Forza Renzi ? MAI !


Lo temevo.
Il terremoto si sta rivelando una immane tragedia con la perdita di centinaia di vite umane, distruzioni e danni, ma anche perchè aiuta Renzi in un momento di grande difficoltà che avrebbe portato alla sua sconfitta al referendum e alla cacciata da palazzo Chigi.
E Renzi si conferma un gigantesco portatore di sfiga per il prossimo, ma fortunatissimo per se stesso e solo per se stesso .
Il primo segnale di cedimento arriva da Il Giornale di Sallusti che ieri titolava a tutta pagina: "Forza Italiani, Forza Renzi".
Forza Renzi un corno !
E poi cos'è quel pudico "Forza Italiani" invece del naturale "Forza Italia" ?
E chissenefrega se è il nome di un partito, in queste circostanze è Forza Italia ! sempre, ma MAI Forza Renzi,
Sallusti poi, compresa l'enormità del titolo, ha cercato di mettervi una pezza con il suo editoriale nel quale ha spiegato che se nel 2009 la sinistra remò contro al governo di Berlusconi impegnato con le conseguenze del terremoto de L'Aquila, oggi "noi" dovremmo sostenere Renzi.
Un Renzi che non ha perso occasione di criticare le scelte del Governo Berlusconi di allora di dare e presto una casa agli sfollati ?
No di certo.
Noi Italiani siamo migliori di un tizio catapultato per scelte di regime alla presidenza del consiglio e che da un lato chiama all'unità, dall'altro vorrebbe che tutte le sue pessime leggi passassero senza opposizione prima nel nome della lotta al terrorismo poi della ricostruzione.
Mi riservo il diritto di attaccare Renzi se alzerà di un solo centesimo le tasse o dovesse aumentare il debito pubblico sfruttando la "flessibilità" che inevitabilmente gli sarà concessa, visto che i soldi per la ricostruzione li può, tutti, prendere dagli sperperi per gli immigrati.
Ai quali aggiungere la solidarietà privata di ogni singolo Italiano, ma anche la doverosa solidarietà delle nazioni alleate che, invece di fornirci la corda per impiccarci, autorizzandoci ad aumentare il debito e la spesa pubblica pubblica, dovrebbero inviarci prefabbricati, vestiti, viveri ed organizzare la ricostruzioni ognuno in piccole parti del territorio colpito dal terremoto.
Abbiamo milioni di dipendenti pubblici: metteteli all'opera !
Non esiste che si puntelli un governo in crisi per far fronte comune, a meno che Renzi non rinunci hic et nunc alla sua presunta riforma costituzionale e alla legge elettorale.
Solo davanti all'azzeramento del pregresso le opposizioni potranno non entrare al governo o in maggioranza, ma collaborare unicamente nella gestione del post terremoto.
E che Il Giornale e Parisi non ce la menino con la storia dei "moderati", perchè non possiamo essere "moderati" se Renzi chiama all'unità ma non rinuncia a riforma costituzionale e legge elettorale.




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25 agosto 2016

Solidarietà concreta ai nostri Connazionali


Ancora una volta un evento imprevisto e imprevedibile ci colpisce.
Ancora una volta noi Italiani possiamo mostrare una vera solidarietà verso i nostri stessi Connazionali partecipando alla raccolta di fondi che servirà per la ricostruzione e per alleviare le sofferenze di chi, oggi, è senza casa, ferito e in tanti con il dolore di aver perso un proprio caro.
Personalmente ho già effettuato un versamento nel conto prontamente acceso da Il Resto del Carlino, ma sono tante le iniziative di società, giornali, banche che possono garantire che i versamenti andranno a buon fine.
Perchè questi eventi devono trovare nella solidarietà tra Connazionali il modo per uscirne, non nelle imposizioni governativi di tasse e accise, perchè la beneficenza coatta non crea quell'afflato necessario a superare la crisi e, al contrario, allarga i solchi,
Aiutiamo i nostri Connazionali.
Liberamente, consapevolmente, scegliendo le iniziative private e non dello stato.



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24 agosto 2016

Le interessate sirene del potere


Ieri il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo di un politologo (di cui non ricordo il nome) che, per carità senza entrare nel merito, ha analizzato la differenza tra Salvini e Maroni.
Tutto l'articolo si è mantenuto su una sottile linea di finta equidistanza ma ha lasciato chiaramente intendere che la Lega sarebbe spaccata in due, che Salvini se non è il Duce redivivo poco ci manca, che con Salvini la Lega sarebbe marginalizzata mentre, al contrario, Maroni sarebbe uno statista, equilibrato e che consentirebbe alla Lega di godere delle gioie del potere o, almeno, della contiguità ad esso.
Non mi meraviglio se il quotidiano degli industriali cerchi di puntellare la traballante poltrona di Renzi in vista del referendum
Del resto il medesimo quotidiano un giorno sì e l'altro pure presenta il movimento di Grillo, l'altro partito ostile al premier, come eternamente dilaniato da lotte intestine che ne minano la già ridotta capacità di amministrare le città.
Al contrario Renzi e i suoi adepti vengono dipinti come indefessi lavoratori che guardano al bene dell'Italia e, nonostante i rematori contrari della Lega, del M5S e della sinistra pci/pds/ds/pd, ottengono brillantissimi risultati (?) in ogni campo tanto da meritare i complimenti della Merkel.
Fino al referendum dovremo leggere di tutto e di più in questo senso, soprattutto se consideriamo che ci sono solo due quotidiani schierati per il "NO": Il Giornale  e Il Fatto.
E' una campagna a senso unico, dove, con estrema spregiudicatezza i renziani cercheranno di utilizzare tutte le armi a loro disposizioni in quella che si presenta come una guerra mortale.
Basta saperlo, non dare loro peso e, come hanno fatto gli Inglesi a giugno, votare comunque contro le consorterie affaristico finanziarie, la Merkel, l'unione sovietica europea, Napolitano e la Boldrini.
E Salvini non si preoccupi di Maroni che, se decidesse di mettergli i bastoni fra le ruote per sostenere i "moderati" tipo il socialista Parisi, avrebbe lo stesso seguito popolare di Alfano e dei centristi.
Salvini rafforzi il suo legame con Fratelli d'Italia e la Meloni e non si curi dei giornalisti di regime.




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23 agosto 2016

Un forte NO per l'Italia (1)


Se il frottolo di Rignano, che ha già fatto marcia indietro sul possibile suo comportamento successivo al referendum, non cambierà ancora le carte in tavola, entro tre mesi andremo a votare per il referendum cosiddetto costituzionale, cioè per approvare o respingere le modifiche alla costituzione del 1948.
Una costituzione obsoleta, con gravi lacune, rigida, inquinata dall'ideologia dominante all'epoca in cui fu scritta in coabitazione tra marxisti e cattolici, emarginando i liberali ed escludendo la Destra.
E' pertanto una costituzione da cambiare, meglio da archiviare per scriverne una totalmente nuova, più semplice, che contenga solo i principi e possa essere sufficiente flessibile da potersi adattare alle mutevoli situazioni.
Ma la riforma del putto fiorentino è una bestialità.
Lo vedremo nel prosieguo quanto le modifiche siano una distorsione dei principi giuridici di base oltre ad essere costruiti in modo volutamente (o forse è voler dar troppo credito all'intelligenza degli estensori ?) complicato per creare quante più incertezze possibili, nelle quali può solo averne un utile chi opera spregiudicatamente.
Ma, ancor di più, il NO è utile per rimandare a casa un tizio imposto da un signore che, nella vita, è sempre stato dalla parte sbagliata, anche nel 2013 quando lasciò affogare un inconsistente Letta, per obbedire ai suoi referenti delle consorterie affaristico finanziarie internazionali e mettere il basto sulla groppa di Renzi.
E' un dovere civico combattere e contrastare Renzi e i suoi adepti, per riaprire le porte dell'Italia alla speranza del futuro, chiudendole all'invasione.
Un NO è un atto di fiducia verso il futuro, verso il nostro Popolo, il nostro esser Nazione, la nostra capacità di riprenderci Sovranità , Indipendenza, Dignità, cioè tutto quello che ci verrebbe sottratto e che Renzi si propone di svendere nel mercato dell'unione sovietica europea, danneggiandoci per lungo tempo.


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22 agosto 2016

L'estate del burkini


L'estate del 2016 sarà ricordata anche per la scelta degli islamici che occupano le nostre terre di far indossare il burkini alle loro donne e le vili (almeno in Italia), scoordinate (in tutta europa), reazioni delle autorità civili e religiose.
I proibizionisti motivano la loro opposizioni con ragioni di sicurezza (tale copertura può nascondere una terrorista, igienici (è come fare il bagno vestiti con tutti i relativi germi) ma, soprattutto, perchè sarebbe una manifestazione della sottomissione della donna islamica.
I favorevoli si riempiono la bocca sulla libertà individuale (peccato che poi siano gli stessi che proibiscono il Fascio Littorio, il Saluto Romano e persino le etichette di vino scadente vendute a Predappio) per cui hanno una credibilità liberale pari alla temperatura esistente sulla superficie di Plutone.
Certi tuttologi femministi e non (come la Boldrini e Renzi) solitamente usi a parlare connettendo solo il telefono cellulare, per ora tacciono.
Il pavido ministro degli interni, il "moderato" Alfano, vieta i divieti nel nome del timore che possano essere interpretati come una provocazione e scatenino una reazione terrorista.
Ed è la motivazione più ignobile che un essere umano possa esporre.
Se il burkini fosse solo una questione di moda, a parte ogni considerazione sul gusto, non ci si dovrebbe porre neppure il problema.
Pur essendo le motivazioni dei proibizionisti sicuramente più valide, il concetto di Libertà (quella vera, non quella a corrente alternata di chi punisce il Saluto Romano e vorrebbe tollerare il burkini !) imporrebbe però di lasciare libertà di scelta alle donne islamiche, che è anche una scelta di adeguarsi alla loro religione e cultura e restare sottomesse all'Uomo, anche con manifestazioni esteriori come il burkini.
Ma il problema non è nulla di tutto ciò.
La questione centrale è che il burkini rappresenta una provocazione delle associazioni islamiche contro la nostra Civiltà.
Rappresenta la volontà di affermazione di una cultura che ci è ostile, nemica, che pretende che noi si rinunci alle nostre Tradizioni (come le canzoni e le decorazioni di Natale, ma anche come i nostri cibi a larga base di carne di maiale) imponendo persino nelle NOSTRE scuole di adattarsi ai LORO costumi..
Rappresenta un ulteriore passo di una guerra di Civiltà che stiamo perdendo per colpa di chi si inginocchia davanti allo straniero per viltà (come fa Alfano) o per dabbenaggine (come fanno tutti coloro che sostengono l'accoglienza e la prosecuzione della politica che favorisce l'immigrazione).
Sono, ne ho già scritto, le quinte colonne che, come in tutte le civiltà, ne minano le fondamenta per spianare la vittoria al nemico che continua nella sua politica di infiltrazione al nostro interno per impossessarsi di ciò che è nostro e sottometterci o tagliarci la gola.
La reazione quindi deve essere forte, fortissima, con un divieto assoluto di manifestazioni come l'indossare il burkini nel nome dell'affermazione della NOSTRA Civiltà.
Sono LORO ad essere entrati (ospiti non graditi) a casa NOSTRA e sono pertanyo LORO a doversi adattare ai NOSTRI costumi.
Se non lo gradiscono, prendano i loro fagotti e se ne tornino da dove sono venuti, magari portando con loro i Bergogli, le Boldrine, i Renzi che tanto li amano.



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21 agosto 2016

Renzi a caccia dei nostri soldi


Le promesse non mantenute sono nodi che stanno arrivando al pettine man mano che scorre il tempo.
Il bulletto di Rignano contava di far coincidere la sua presidenza con una ripresa mondiale che, trainando anche noi, avrebbe mascherato l'incapacità sua e dei suoi adepti a tonificare lo spirito nazionale con un vero taglio delle tasse, ripresa di produttività e occupazione, riduzione del debito pubblico.
Come a Monti e Letta prima di lui, gli è andata male, tra terrorismo, Brexit ed unione sovietica europea.
Ci si mettono poi l'immigrazione che costa un miliardo all'anno senza alcun ritorno e la magistratura che sembra godere nel bastonare le nostre aziende più produttive e nell'emettere sentenze che comportano esborsi miliardari per lo stato, cioè per tutti noi.
Ultima quella sul contratto per gli statali.
È vero che sono da sei anni senza il rinnovo, ma è anche vero che nei precedenti dieci anni hanno ottenuto aumenti ingiustificati che il settore privato neanche si sogna di chiedere.
Ed è soprattutto vero che una azienda malata come lo stato italiano, se vigesse la normale regola privatistica, non pagherebbe più stipendi perché i libri sarebbero già in tribunale per fallimento.
Ma gli statali sono tre e più milioni.
Con mogli e figli elettori si parla di circa sei milioni di voti, quasi tutti sindacalizzati nella cisl e cgil e quasi tutti elettori della sinistra.
Allora Renzi ha aperto la caccia al tesoro degli Italiani, per sottrarci altre risorse e pagare quegli aumenti che potrebbero significare la differenza tra vincere e perdere il referendum, cioè tra andare in riva all'Arno a risciacquare i suoi panni, o continuare a fare la bella vita a spese di tutti noi.



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20 agosto 2016

Sempre solidale con Salvini


Mattarella al festival dell'unità ciellino di Rimini ha sparato le abituali sciocchezze favorevoli all'invasioni di clandestini che, come dimostra la polemica sul burkini, intendono sovvertire e calpestare le nostre Tradizioni, imbastardendo la Nazione e con la finalità ultima di sottometterci o di cacciarci dalla nostra stessa terra.
Matteo Salvini, da autentico Leader identitario e nazionalista, lo ha rimbeccato suscitando la reazione dei rossi come sempre antitaliani, dalla Boldrini ai vari coristi del pci/pds/ds/pd.
A loro pare essersi aggiunta la voce di Maroni che così ci spiegherebbe perché con lui la Lega era scesa al 3%.
Salvini non si curi di costoro, ma continui a dar voce agli Italiani veri che non ne possono più degli immigrati.
L'idea potrebbe essere andare oltre la Lega con un partito nazionalista e federalista che unisca tutti gli Italiani veri , pronti a ribellarsi, anche nei fatti e con azioni positive, ad un andamento che ha, come unico sbocco, la morte della nostra Civiltà e l'asservimento del nostro Popolo.





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Sotto il tallone delle consorterie affaristiche


I "principali" quotidiani finanziari del mondo hanno preso posizione sul referendum italiano sposando la causa del si.
Renzi si è gonfiato come un tacchino a Natale.
Perché i quotidiani finanziari lo sostengono?
Lo scrivono loro stessi: perché se vincesse il no Renzi si dovrebbe dimettere.
Ed è comprensibile che le consorterie affaristico-finanziarie per continuare a lucrare alle e sulle spalle degli Italiani hanno bisogno che il re Travicello di Rignano resti al suo posto.



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19 agosto 2016

Adesso Parisi è veramente fuori gioco


Il Resto del Carlino/QN ha avuto pietà di alcuni tromboni della prima repubblica e ne ospita (suppongo con lauta remunerazione) gli scritti.
Possiamo così leggere pressochè regolarmente il finto esperto di economia Giorgio La Malfa e l'ex "bello" del psi Claudio Martelli.
Ieri quest'ultimo ha scritto un pezzo il cui solo titolo ha tagliato le gambe a Parisi: "Parisi come Craxi".
Quando Craxi e il suo psi erano in auge io c'ero e ricordo benissimo un partito che si prestava ad alleanze con chiunque, pci o dc, pur di restare nelle amministrazioni delle città e nel governo nazionale.
La spesa pubblica fu incrementata proprio dalle politiche clientelari che avevano il loro perno nel psi craxiano al potere ovunque.
La terza rete rai fu una concessione dovuta alla pretesa dei comunisti di avere una loro televisione (pagata da tutti noi) e dall'arroganza di Craxi che non voleva mollare rai2.
E chissenefrega se aumentava il debito pubblico, bastava aumentare una tassa qui e un'accise là.
Se i comunisti oggi sono al governo lo si deve proprio alla incompetente politica craxiana che non seppe ripetere in Italia quel che riuscì a Mitterand in Francia con l'eliminazione di Marchais e del suo pcf.
Certo qualcosina di buono sicuramente l'avrà fatto, ma io ricordo solo l'aver ricevuto Almirante durante le sue consultazioni per diventare capo del governo.
Per il resto il Cinghialone è un personaggio politico sul quale stendere l'oblio e se Parisi accetta di esservi paragonato, allora commette il suo più grave errore.
Meglio, molto meglio se, anche per le affinità di arroganza, antipatia e boria, ad essere paragonato a Craxi resti il solo Renzi.



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