Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

09 febbraio 2010

Istria e Dalmazia terre Italiane

Tra i tanti meriti di Berlusconi e dei suoi periodi di governo, abbiamo anche la istituzione (2004) della commemorazione del 10 febbraio in memoria delle vittime delle Foibe.
Si tratta di ricordare un massacro al quale si dedicarono i comunisti di Tito (uno degli “eroi” del vecchio pci: ma ognuno ha gli eroi che si merita ...) a cavallo della fine della seconda guerra mondiale.
Migliaia di Italiani furono assassinati.
Altre migliaia furono depredati dei loro averi e delle loro proprietà in una operazione di autentica “pulizia etnica”, per far diventare slava una terra che era e resta Italiana.
L’espulsione cruenta degli Italiani dall’Istria e dalla Dalmazia non può essere dimenticata e la istituzione della Giornata del Ricordo dei Martiri delle Foibe rende omaggio non solo a quanti persero la vita per la sanguinaria brutalità comunista, ma anche a tutti coloro che furono costretti ad abbandonare la terra dei Padri per non subire le stesse atrocità.
Nel ricordare quanti hanno perso la vita a causa della barbarie comunista, non si può che esprimere una certezza: ritorneremo in Istria e in Dalmazia, terre Italiane.


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07 febbraio 2010

Ammucchiata contra personam (e niente altro)

Assistiamo in questi giorni alla lenta formazione del comitato di liberazione nazionale auspicato da Casini, e ieri anche da Di Pietro, contro Berlusconi.
L’alleanza che si sta formando, che ha la benedizione di un pci/pds/ds/pd sempre più allo sbando, potrebbe anche avere il supporto dei finioti una volta terminate le elezioni regionali dalle quali sperano di conquistare, anche grazie ai voti di Berlusconi, posizioni di rilievo (ad esempio in Lazio).
Personalmente auspico che tale ammucchiata esca allo scoperto: ci sarebbe molta più chiarezza nella politica italiana.
Invece, per ora, rimane sotto traccia e gli unici indizi li abbiamo dalle parole di Di Pietro alla riunione del suo partito, dall’abbandono da parte del pci/pds/ds/pd della politica finalizzata al bipartitismo, dalle ambiguità dei comportamenti di Fini, oggettivo oppositore del Governo, ma, soprattutto, dalla conclamata politica dei “due forni” di Casini.
Una politica che si riduce, in sostanza, a favorire i candidati della sinistra e finioti a tutto danno di quelli del Centro Destra.
Vedremo a bocce ferme le candidature effettive e non solo quelle annunciate, ma potrei essere facile profeta nel dire che Casini si presenterà da solo là dove il risultato è certo (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria …), appoggerà i candidati finioti che possano essere eletti (Lazio, Calabria) e appoggerà i candidati comunisti quando, con il risultato in bilico, dovranno affrontare candidati leghisti o del pdl non legati a Fini (Piemonte, Liguria).
Casini, in sostanza, non sarà mai determinante a favore del Centro Destra quando potrebbe fare la differenza.
Di Pietro, con il suo intervento conclusivo al congresso del suo partito, lo ha detto chiaramente: fare una grande alleanza per cacciare Berlusconi.
La stessa aspirazione di Casini.
Ammettiamo che ce la facciano: e dopo ?
Se non riesce a stare unito il pci/pds/ds/pd, se le differenti visioni di società hanno spappolato Prodi e i suoi governi, come è possibile pensare che riescano a mettersi a tavola assieme con l’aggiunta di due commensali come Casini e Fini ?
Cosa farebbero dell’immigrazione ?
Cosa farebbero delle centrali nucleari ?
Cosa farebbero della riforma della scuola ?
Cosa farebbero delle pretese degli omosessuali ?
Cosa farebbero del “testamento biologico” ?
Come si rapporterebbero in politica estera sul medio oriente ?
Cosa farebbero con le tasse ?

Dopo l’eventuale “regicidio” nei confronti di Berlusconi non avrebbero uno straccio di progetto per governare e farebbero solo il danno dell’Italia, perché non basta l’ambizione a prendere il posto di Berlusconi per poterlo essere.
Allora ?
Allora pensiamoci quando andremo a votare e là dove presenta candidati sicuri, si voti per la Lega e per Berlusconi.
Là dove, come in Lazio, il candidato da adito a motivati dubbi sulla sua futura collocazione, allora si scelga, per dare un significativo segnale al Centro Destra, la lista di Forza Nuova e di Roberto Fiore.


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05 febbraio 2010

Fiat: adesso lasciamola fallire !

La dichiarazione di Montezemolo l'ho ascoltata la prima volta questa mattina al gr1.
Non ci credevo e ho atteso le notizie pubblicate dai quotidiani online.
Per quanto mi sforzi di lasciare a Montezemolo ogni beneficio del dubbio, della trascrizione delle sue esatte parole, del contesto (che non conosco) in cui sono state pronunciate, non posso non sommarle all’arrogante espressione di Marchionne che in risposta alle pressioni del governo per Termini Imprese, ha risposto che tanto primo o poi gli incentivi sarebbero finiti.
Allora facciamoli finire subito.
L’Italia e soprattutto gli Italiani si sono comprati la Fiat, con tutte le erogazioni che, nel tempo, sono state effettuate a suo beneficio, più e più volte.
Mio padre mi diceva che la Fiat dava lavoro a migliaia di persone.
Vero.
Tengo conto anche di ciò che la Fiat ha rappresentato nel corso dei decenni.
Ma adesso la misura è colma.
L’Italia e gli Italiani pagano fior di quattrini per salvare, periodicamente, la Fiat dai dissesti.
Senza i nostri soldi la Fiat sarebbe solo un capitolo della storia passata dell’economia italiana.
La Fiat è sempre stata abile a socializzare le perdite (cioè a farle pagare agli Italiani) ed a privatizzare i profitti (cioè intascarsi gli utili come dimostrano i fondi – di cui stranamente non si parla più sulla stampa – trovati all’estero dopo la lite sulla eredità di Gianni Agnelli).
Farsi anche menare per il naso dal signor Montezemolo e dal signor Marchionne proprio no.
Adesso basta.
Ottima, dunque, l’iniziativa di Casapound che ha “chiuso” simbolicamente numerosi concessionari Fiat in tutta Italia.
Il Governo prenda esempio da Casapound e scriva la parola “fine” alla Fiat, incamerandone i beni e le proprietà.
E’ tutta roba che noi Italiani abbiamo pagato moneta sonante.
Ovviamente per poi rivenderle al libero mercato e incassare gli utili da distribuire a tutti noi sotto forma di riduzione delle tasse.


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04 febbraio 2010

Morgan, chi era costui ?

Fino ad un paio di giorni fa non sapevo dell’esistenza di un certo Morgan, di professione cantante.
A me, se si parla di “Morgan” veniva e viene in mente “Morgan il Pirata” di tanti racconti di avventura di quando ero bambino, non certo il Carneade di cui si parla da due giorni sulla stampa.
E dopo aver letto delle sue dichiarazioni, definibili più allucinogene che allucinanti, non avevo in programma un post su di esse, avendole classificate come la spazzatura propalata da coloro che cercano una facile notorietà.
Ma leggendo stamattina il Resto del Carlino mi sono imbattuto in dichiarazioni, a difesa di questo Carneade, che meritano di essere prese ad esempio di quanta necessità ci sia in Italia (e non solo, credo) di un forte recupero di buon senso.
Adriana Poli Bortone, dopo il passo doppio della candidatura con l’Udc in Puglia, si esibisce in una dichiarazione che solo per rispetto della sua età e del suo passato non definisco: le dichiarazione canterine non sarebbero uno scandalo, tanto anche in parlamento ci sono decine di deputati e senatori che “si fanno”.
Classico ragionamento che, esteso, porta a ritenere che non è uno scandalo rubare (o uccidere, o stuprare o qualunque altra porcheria vi venga in mente) tanto ci sono decine e centinaia di persone che lo fanno.
Un altro Carneade, tal Viale definito “ginecologo radicale” protesta contro la censura che cercherebbe di mettere il bavaglio alla cultura.
Ma, mi domando, che bisogno ha un quotidiano con 125 anni di vita di riportare una simile dichiarazione ?
Qual è la “cultura” che può esprimere un drogato o la droga ?
Ma a simile “cultura” io di bavagli non uno ne metterei, ma centomila !
Così come credo non debba essere dato spazio alcuno – e qui che occorrerebbe richiamare l’etica e la deontologia giornalistica – alle dichiarazione che Carneadi della musica o di altri campi fanno, supportandosi l’un l’altro, proprio per avere qualche spazio nei giornali.
E non si compri i loro prodotti, non li si voti, non si ricorra a loro.


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03 febbraio 2010

Emilia Romagna al voto

Anche se l’evento mediatico che ha avuto risonanza nazionale è stato il crollo del sindaco “Delbono il breve” dopo appena sette mesi di regno, l’unica certezza per il 28 marzo è che si voterà per il presidente e il consiglio regionale.
Per il sindaco ne riparleremo al momento opportuno, quando sapremo con certezza la data delle elezioni.
Sin dalla inaugurazione del voto amministrativo (1970) nelle regioni a statuto ordinario, l’Emilia Romagna (come la Toscana e l’Umbria) è stata rossa.
Otto volte al voto, otto volte presidenti comunisti, dall’ex sindaco di Bologna Fanti all’attuale Errani, che si ripresenta anche in questa occasione.
La DC prima e Forza Italia con Alleanza Nazionale, ora Pdl, poi hanno cercato di conseguire il necessario ricambio, ma la regione dove imperversano le coop rosse sembra inattaccabile.
Se, infatti, le province di Piacenza e Parma sono più disponibili all’alternanza e se Bologna, almeno una volta, è riuscita ad avere un sindaco non comunista, Reggio, Modena e Ferrara appaiono inossidabilmente rosse, ma lo zoccolo duro è dato dalla Romagna dove il profondo rosso si sposa con un laicismo dogmatico.
Così anche in questa occasione, nonostante le ovvie parole di speranza, temo che la regione possa restare rossa.
La Lega Nord, in occasione delle ultime amministrative del 2009, è riuscita a scalzare alcuni feudi in località di provincia, ma il percorso sembra ancora lungo prima di riuscire ad avere una estensione adeguata sull’intera regione per puntare alla conquista della regione.
A questo si aggiunga la politica “dei due forni” di Casini che pur non alleandosi direttamente con i comunisti, li avvantaggia presentando il suo fido Galletti (e per le regionali non esiste ballottaggio: chi prende più voti vince) e le incertezze del pdl che, invece di puntare su un “cavallo di razza” della Lega ha preferito prima candidare l’ex direttore del Carlino Giancarlo Mazzucca, per poi dirottarlo nella ipotetica gara al comune di Bologna e rimpiazzarlo in corsa con la sconosciuta Anna Maria Bernini della quale sappiamo solo ciò che raccontano i giornali e, di tutto, mi sono annotato che fu scelta da Fini ed è vicina alla fondazione Fare Futuro: quindi è una candidatura che, dal mio punto di vista, non è condivisibile.
C’è ancora qualche giorno di tempo, ma sembra che le candidature saranno quelle indicate.
Così, anche in Emilia, come nel Lazio, non sembra esserci altra scelta per un elettore di Destra che utilizzare il proprio voto per lanciare un forte messaggio ai partiti del Centro Destra, scegliendo una alternativa di nicchia come Forza Nuova che spero possa riuscire a presentare una propria candidatura autonoma.


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