Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

20 gennaio 2017

Quanto rosicano con Trump Presidente


Dalle 16 no stop su Sky per il giuramento di Donald Trump.
Inizialmente ospiti anche equilibrati, con un paio di presenze non pregiudizialmente ostili ed uno manifestamente radical chic (tal Caracciolo di limes, molto livido).
Alle 17,30 cambia il registro.
Ospiti solo antiTrump.
Una "scrittrice e attrice" americana, Marta Dassù (già sottosegretaria agli esteri di Monti ... ed è detto tutto), il direttore della Stampa e pure l'inviata a Washington Giovanna (evidentemente è il nome che porta male) Pancheri.
Posto sistematicamente l'accento sulle proteste e pressochè ignorato il Popolo con cappellini a sostegno di Trump.
Bellissima la nuova First Lady (ma anche la First Daughter ...) con un volume di fianchi che è un decimo di chi l'ha preceduta.
Impietosa la telecamera si è più volte soffermata sul volto disfatto, nonostante i tentativi di restauro, della moglie del povero Bill (che non l'ha mai guardata) e che sembrava sempre sul punto di piangere.
Allegro e spiritoso George W Bush, l'unico che, evidentemente con qualche battuta, è riuscito a strapparle un sorriso e una risata ad Obama.
Bene il discorso, breve e senza deflettere dai temi della campagna elettorale.
Un discorso che potrebbe essere ripreso pari pari anche in Italia (e in tanti altri posti).
Infatti Trump ha centrato l'intervento sul Patriottismo, il Nazionalismo, l'America agli Americani, la difesa dei posti di lavoro e delle aziende americane, dei confini americani.
Poi la promessa di spazzare via il terrorismo islamico.
Quindi quella che per me rappresenterebbe una svolta nei rapporti internazionali: non vogliamo imporre il nostro sistema al prossimo, ma solo risplendere come esempio.
Ognuno, quindi, proceda con il modello di sviluppo più attinente alle sue tradizioni, senza pestare i piedi al prossimo.
Ognuno padrone a casa sua.
Se il buongiorno si vede dal mattino, l'era Trump è un buon buongiorno.
E intanto i sinistrati rosicano ... ma quanto rosicano !



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Trump Day


Otto anni sono lunghi e veloci al tempo stesso.
Mi sembra ieri quando George W Bush dovette lasciare la Casa Bianca ma non ad un democratico qualunque, bensì al primo negro eletto presidente, di sinistra, più socialista che liberal, con autoconfessato assaggio di droga in gioventù, di incerte origini (il padre non è mai stato cittadino statunitense, ma era ed è cittadino di uno stato africano), sostenuto (e si è visto che ha pagato il debito) dalle organizzazioni omosessuali, con una moglie che ha dichiarato che con l'elezione di suo marito è stata la prima volta di sentirsi orgogliosa degli Stati Uniti, quindi una antipatriottica.
Obama si è dimostrato quello che i suoi detrattori avevano denunciato sin da subito: inadeguato al ruolo.
Ha distrutto una fitta tela di alleanze, ha sbagliato mosse (complice anche l'improvvisata segretaria di stato, la moglie di Clinton incompetente quanto lui e talmente ambiziosa da pretendere pure la presidenza), ha favorito la caduta di regimi dittatoriali, sì, ma che da decenni garantivano stabilità in Africa e in Asia, riaprendo la guerra fredda con la Russia, decretando sanzioni che hanno danneggiato principalmente l'Italia.
Un bilancio tutto in rosso (in ogni senso).
Eppure anche questi otto lunghi anni di disfacimento, sono volati via e oggi alle 12 ore di Washington, 18 ora italiana, Donald Trump giurerà come 45° presidente degli Stati Uniti (o dobbiamo attendere il comunicato ufficiale della suffragetta ex teleKabul ben individuata nella vignetta di Krancic pubblicata sul Giornale di sabato 14 gennaio ?).
Finalmente !
Ovviamente noi possiamo solo auspicare che Trump agisca in base alle sue dichiarazioni in campagna elettorale anche se sappiamo che dovrà combattere con le resistenze delle consorterie che, dopo aver cercato di impedirgli di raggiungere la candidatura e poi la presidenza, oggi gli hanno scatenato contro nani e ballerine e giullari vari.
Non sarà facile, ma anche le ultime dichiarazione a favore della Brexit, dell'apertura alla Russia, contro le paturnie ecoambientaliste, contro la politica immigrazionista della Merkel che vede noi Italiani tra i più danneggiati, fanno ben sperare noi e tremare chi, negli ultimi otto anni si è arricchito supplendo all'assenza della politica statunitense.
Non so se ci salverà Trump come sostiene Sallusti in un editoriale controcorrente rispetto alla politica consociativa che sta sostenendo in questi ultimi tempi.
Possiamo solo augurarcelo e, per ora, per oggi, sederci davanti alla televisione verso le 18 per guardare il giuramento del Presidente e, soprattutto, per godere dei commenti biliosi di tutta quella manica di commentatori ed "esperti" che si erano espressi e avevano puntato la loro credibilità sulla vittoria della moglie di Clinton.
Le loro facce gialle sono, da sole, un beneaugurante avvio della nuova era.




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19 gennaio 2017

Il bavaglio alle elezioni


La richiesta di voto subito è sempre più flebile, una chiusura marginale nei discorsi, una fastidiosa eventualità per chi ha ottenuto una posizione impensabile (a me viene in mente ad esempio la ministressa dell'istruzione: quando mai una con simili "titoli" sarebbe potuta diventare ministro dell'istruzione ? E non ha neppure la dignità, che si trasformerebbe in un esempio educativo legittimando questo mese di permanenza in quel ministero, di dimettersi) , per chi non ha una professione oltre alla politica, per chi difficilmente verrebbe ricandidato o rieletto, ma anche per chi attende una decisione favorevole (che sarebbe sacrosanta !) per la sua candidabilità e, intanto, riesce a piazzare un suo fedelissimo al vertice del parlamento europeo, sia pur concedendo e cedendo ai tedeschi ed agli europeisti tanto, troppo e quindi rinunciando, di fatto all'alleanza con la Lega e Fratelli d'Italia.
Andremo a votare, sicuro, ma quando ?
Stando così le cose il panorama sembrerebbe ricalcare la situazione di Roma, con il pci/pds/ds/pd e satelliti da una parte, i grillini dall'altra, una buona ma ancora numericamente insufficiente forza identitaria e sovranista e le frattaglie dell'estrema sinistra e dei "moderati" (perchè mi rifiuto di credere, pur con tutto l'affetto che conservo per il Cav, che la sua nuova collocazione politica possa dargli poco più di quel che presero nel 1994 Mariotto Segni e Mortimer Martinazzoli).
Appare evidente che in una simile situazione la legge elettorale diventa fondamentale per le ambizioni e le speranze di chiunque, posto che nessuno otterrà la maggioranza assoluta.
Una legge proporzionale darebbe fiato e potere di ricatto alle frattaglie, riportandoci alla prima repubblica, mentre un maggioritario, a seconda di come venisse elaborato potrebbe dare il potere assoluto a chi in realtà rappresenterebbe solo un 30% dei votanti e un 20% degli Italiani.
Tra i due mali, preferisco il secondo.
Meglio che ci sia qualcuno che abbia i numeri per governare senza subire ricatti, senza scendere a compromessi, anche se questo dovesse chiamarsi Di Maio (con il suo congiuntivo) o Di Battista o Grillo.
La volta successiva toccherebbe a noi, come a Roma, vedrete, dopo la Raggi sarà la volta di un sindaco di Centro Destra, Identitario e Sovranista.


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18 gennaio 2017

L'Italia presa a calci


Il soviet europeo chiede che l'Italia tiri fuori altri 3,4 miliardi per ridurre le spese.
Il soviet europeo, in ginocchio davanti a Berlino, apre un'indagine sui modelli di FCA.
Il soviet europeo ci costringe a continuare a prenderci in casa gli immigrati, spendendo per il loro recupero in mare, il loro alloggiamento, il loro sostentamento, le cure da prestare loro.
Bontà sua ci consente di aumentare il debito, ma una vera solidarietà imporrebbe di restituire all'Italia quello che spende (magari mettendone una quota anche a carico del Vaticano) non che noi ci si debba indebitare per l'accoglienza.
Insomma l'Italia, che con Renzi ha suonato la grancassa sul "paese fondatore" del soviet, viene presa bellamente a calci, umiliata e derisa.
Intendiamoci: i debiti vanno pagati e l'Italia deve rientrare dal suo debito, tagliando le spese e anche vendendo una parte del cospicuo patrimonio artistico, come tutte le famiglie che si vendono i gioielli di famiglia per conservare dignità e indipendenza.
Ma è stupido continuare ad indebitarci, chiedendo tra l'altro il permesso al soviet, contribuendo sempre più a stringerci il cappio al collo.
Allora guardo con speranza a quella che potrebbe essere una profezia di Trump.
The Donald, bacchettando la Merkel sull'immigrazione, dicendo quel che i partiti "populisti, razzisti, xenofobi, omofobi etc." vanno sostenendo da sempre, ha anche dichiarato che la Brexit è una gran bella iniziativa e che seguiranno altre nazioni, liberandosi dal giogo del soviet.
Ecco, prendiamo quell'intervista come un auspicio che lo stesso Trump potrebbe agevolare in base alla politica che svolgerà e se il buongiorno si vede dal mattino ... 



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17 gennaio 2017

La guerra delle interviste


Renzi su Repubblica, Berlusconi sul Corsera, Fico a Sky tg 24, Salvini sulla Stampa, i politici si parlano e si lanciano segnali a mezzo stampa.
E non dicono nulla, a parte Salvini che ripropone le posizioni antieuro, per la flat tax, contro l'immigrazione, l'unico che esponga, sia pur in sintesi, un programma.
Gli altri vanno dal tono minaccioso di Renzi sul nuovo partito che vuole realizzare e "ci sarà da divertirsi", al Berlusconi ecumenico in attesa di riabilitazione e quindi impossibilitato a dire alcunchè, fino al Fico che, ancora una volta, dice, ex post, che hanno sbagliato, ma non offre alcuna soluzione pratica ai problemi nazionali.
Intanto il soviet europeo ci richiede nuovi sacrifici per coprire le folli spese dei mille giorni di Renzi.
Ho ascoltato ieri a "Un giorno da pecora" la Meloni che mi sembra abbia sempre più le idee chiare, sia sulla Federazione del CentroDestra che sulla base Identitaria e Sovranista del programma.
Ed ha escluso qualunque inciucio con Renzi.
Occorre ripartire da lì, ma che facciano presto a costituire questa Federazione.




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16 gennaio 2017

La squallida priorità di Gentiloni


Mentre l'Italia è nella morsa del gelo e ci sono Italiani al freddo (a cominciare dai connazionali terremotati) e senza una casa, mentre il terrorismo bussa impetuoso alle porte e i governanti nordafricani fanno orecchie da mercante ai loro obblighi di impedire le partenze dei clandestini, mentre i risparmi delle famiglie italiane si assottigliano per pagare una valanga di tasse utili solo a provvedimenti di carattere clientelare e si prospetta una legge di stabilità per il 2018 "lacrime e sangue", mentre il soviet europeo continua ad imporre balzelli e obblighi chiedendo sempre e sempre senza dare nulla in cambio, il governo fotocopia di Gentiloni pone al primo punto all'ordine del giorno l'attuazione di quella aberrazione giuridica (e non solo ..) che è il "matrimonio" omosessuale, con tanto di obblighi per i sindaci, senza riconoscimento alcuno dell'obiezione di coscienza e con l'imposizione del riconoscimento nei nostri registri dei "matrimoni" contratti all'estero.
La progressione verso il disfacimento della nostra Società e della della Civiltà, che fu la migliore mai sorta sulla Terra, prosegue con una marcia inesorabile che ci porterà alla distruzione e alla scomparsa.
Meritate.
A meno che ... a meno che con un colpo di reni, dello stesso tipo che ha portato all'elezione di Trump alla Casa Bianca e alla Brexit il Regno Unito, una maggioranza consapevole (consapevole anche che non sarà nè facile nè veloce) di Italiani non riesca a ribaltare alle prossime elezioni l'attuale magma governativo, dando fiducia a Salvini e alla Meloni che rappresentano, oggi, l'unica speranza, l'unica certezza nel mondo politico.
Non possiamo infatti che leggere con sospetto alle aperture ondivaghe a possibili accordi tra Berlusconi e Renzi e non possiamo che apprezzare il secco NO che proviene da Lega e Fratelli d'Italia.
Se vogliamo avere una possibilità per risanare l'Italia, non possiamo scendere a compromessi con la sinistra con accordi organici, precostituiti, potendo, al massimo, convergere senza preventive consultazioni, su singoli provvedimenti in sede parlamentare.
E' la base per cercare di evitare il disastro incombente sull'Italia e sugli Italiani tutti.



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15 gennaio 2017

Razzisti ? Se lo dicono loro è un riconoscimento


La stampa che odia la Lega ha dato gran risalto alla decisione di una giudicessa che ha dato ragione alla Chienge che aveva definito la Lega "razzista" e da questa era stata querelata.
Salvini (o chi per lui) ha fatto male a querelare e  (a parte ogni considerazione sull'affidabilità di una pronuncia di un giudice su una opinione) quando gente come la Chienge, la Boldrini, Bergoglio, Renzi, Alfano e compagnia cantando ci definisce "populisti, razzisti, omofobi, xenofobi etc." lungi dal subire una mortificazione, noi veniamo premiati e riconosciuti per la validità e la coerenza delle nostre Idee.
Il fatto che le nostre Idee e i nostri Valori confliggano a tal punto con i loro, da indurli a tracimare recitando la solita liturgia, è un titolo di merito che non può essere nè offensivo, nè diffamatorio, al contrario esalta il nostro ruolo, le nostre opinioni e la nostra affidabilità verso tutti coloro che ne hanno abbastanza di questo buonismo d'accatto, dei "nuovi italiani", dei miliardi spesi per portarci in casa chi, nel prossimo futuro, vorrà sottometterci (o, meglio, vorrà sottomettere i nostri figli che non ci ringrazieranno di sicuro per il mondo che lasceremo loro se le Chienge etc. riusciranno a portare a compimento il loro disegno perchè non ci saranno abbastanza razzisti, xenofobi, populisti, omofobi da fermarli).
Noi e loro siamo su due barricate opposte che si fronteggiano, quindi quel che dicono loro non ci tocca.
A noi interessa restaurare la Civiltà e la Tradizione della nostra Identità.
Loro lo chiamano razzismo, populismo, xenofobia, noi Libertà, Patria e Nazione.



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14 gennaio 2017

Polo Sovranista e Federazione delle Destre


Leggo che Alemanno e Storace si sono nuovamente ritrovati ed hanno costituito il Polo Sovranista.
Gli articoli sui giornali sono alquanto sbeffeggianti e, in effetti, i due personaggi farebbero meglio a chiudere con la politica ed invitare tutti ad aderire a Fratelli d'Italia.
Ma visto che insistono, ben venga anche il nuovo soggetto politico che unisce due micro soggetti.
Ma non è di sigle che abbiamo bisogno a Destra, bensì di un programma, una federazione, un leader.
La Meloni sta crescendo.
Leggo con sempre maggior piacere le sue interviste nelle quali ritrovo Valori e Pensieri che mi appartengono.
Oserei dire che la Meloni e Salvini si completino a vicenda  comprendo integralmente tutto lo spazio del Centro Destra e lasciando agli altri solo la possibilità di proclamarsi "moderati", nè carne nè pesce.
Ma devono decidere, devono agire, devono dare una casa comune a tutti quelli che la diaspora del Centro Destra ha proiettato persino tra le file grilline e renziane.
E per non scontentare nessuno, per non offendere la dignità di nessuno, per dare massima rappresentatività ad ogni Identità con le sue sfumature, l'unica soluzione è una federazione nella quale trovino spazio i movimenti come il neonato Polo Sovranista di Alemanno e Storace, ma anche di più antica militanza come Forza Nuova e Casapound, assieme ai già collaudati Fratelli d'Italia, Lega e la parte migliore di Forza Italia.
E poi che i singoli che non sono iscritti a nessun partito o movimento, possano iscriversi in proprio.
Il programma, poi, c'è già, ripetutamente illustrato da Salvini e dalla Meloni:
- respingimento degli immigrati in arrivo ed espulsione dei clandestini già presenti sul nostro territorio;
- flat tax al 15%
- referendum per decidere se continuare con l'euro o tornare alla lira.
Mi sembra che già possa bastare per una intera legislatura, poi, volendo, aggiungiamoci pure presidenzialismo, restaurazione dei Valori Morali nella legislazione statuale, ampliamento dei margini per la legittima difesa dei cittadini cui venga concesso di portare armi, tutela del risparmio ...
Il Leader ?
A questo punto una bella volata tra gli iscritti (no alle primarie che chiamano al voto chiunque paghi un pugno di euro senza però averci mai messo la faccia) tra Salvini e la Meloni e vinca il migliore.



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13 gennaio 2017

Il mancamento di Gentiloni


Assopitosi durante uno dei suoi poco eccitanti discorsi, svegliatosi all'improvviso si è trovato davanti la sua ministressa senza istruzione.
Tutti noi avremmo avuto un mancamento al posto suo.
Auguri, Gentiloni, mi raccomando, non ci faccia brutti scherzi perchè Renzi non aspetta altro che si liberi quella poltrona ...



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12 gennaio 2017

L'aiutino della corte costituzionale a Gentiloni


Renzi si è fatto amare così tanto che, pur di evitare il ricorso obbligato alle urne, la corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito della cgil sull'art. 18, evitando la necessità di impedire lo svolgimento del referendum sciogliendo anticipatamente le camere.
La decisione è tutta qui.
Ha invece ammesso il referendum contro i buoni lavoro, cioè contro uno degli strumenti più utili per la gente comune che, tramite quel sistema, può far svolgere (dando lavoro e retribuzione regolare altre persone senza incorrere nelle Forche Caudine della burocrazia) tutti quei lavoretti (a Bologna li chiamiamo in genere "ciapini") che in un mondo così oppresso da scarsità di tempo per tutto, abbiamo lasciato perdere o ci sono particolarmente onerosi.
Come, ad esempio, i lavori domestici per gli scapoli e le nubili che lavorano tutto il giorno.
In sostanza, la corte costituzionale è sensibile agli interessi degli imprenditori, agli equilibri politici, ma non alle necessità del Popolo.




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