Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

AVVERTENZA

Fino al 31/7 è attivata la moderazione dei commenti, anche se difficilmente potrò leggerli prima di tale data.
I post che appariranno dal 14/7 fino al mio ritorno sono stati tutti programmati in anticipo.
I commenti che dovessero apparire appartengono ad amici che, da tempo, sono autorizzati a postare sul blog.

13 luglio 2009

Vacanze

Luglio, il mese delle vacanze.
Da sempre il “mio” mese delle vacanze estive è luglio.
Da piccolo al seguito dei miei genitori e anche se qualche giorno al mare in agosto “mi toccava”, per me “la” vacanza era quella di luglio, in montagna.
So che, bambino, andammo anche nei paesi della montagna bolognese e modenese, ma il primo ricordo è legato a Sella in Valsugana.
Una vacanza alla quale prendevano parte anche amiche di mia madre, forse un qualcosa di organizzato, ma ero troppo piccolo per ricordare.
Più forte il ricordo che inizia con l’anno successivo e che, nelle fotografie di famiglia, appartiene al luglio 1962, Selva di Val Gardena.
I primi due anni non avevamo l’automobile, per cui il viaggio si snodò tra due o tre cambi di treno e un viaggio in corriera che a me parve interminabile.
Arrivammo a Selva nel tardo pomeriggio e scendendo dalla corriera, mi ricordo mia madre che disse a mio padre: ma dove siamo capitati ?
Chi ha in mente la località per le vacanze estive ed invernali che è Selva oggi, se la dimentichi.
In quell’anno – e in quelli successivi con qualche piccolo ritocco – Selva era solo il centro vicino a quello che oggi è il magnifico Oswald (ma l’insegna allora recitava: Osvaldo ed era alquanto malmesso), qualcosa intorno all’Hotel Stella (tra cui il forno, bakerei, credo, in tedesco, dove facevano una focaccia con l’uvetta squisita e dove, in tempi recenti, ho scoperto uno strudel eccezionale) e basta.
Bisognava poi avviarsi verso Plan per trovare qualche raro edificio.
A Selva le stalle erano in paese e al mattino avevamo il latte fresco di mungitura che ci portava la signora dalla quale avevamo affittato per tutto il mese un appartamento.
Latte fresco di mungitura: nonostante non fosse trattato con tutta la cura maniacale e le certificazioni di oggi, non mi ricordo problemi per averlo bevuto.
C’era una sola edicola che era in uno tabaccheria, libreria, oggettistica varia dove trovai alcuni dei più rari fumetti che all’epoca mi interessavano e, negli anni successivi, anche libri in edizioni mai viste a Bologna, soprattutto di Salgari.
C’erano spazi che, oggi, sono tutti occupati da garnì, alberghi e locali vari.
Ancora nel dicembre del 1972 imparai a sciare (beh, forse riferita a me “imparare a sciare” è una espressione troppo impegnativa …) là dove oggi (o almeno fino a tre anni fa) c’è il minigolf.
Per i primi anni eravamo l’unica famiglia italiana assieme ad una di Genova.
Ricordo che nel 1966, campionati del mondo di calcio in Inghilterra, i bambini del luogo con cui giocavamo si unirono ai tedeschi per sfotterci dopo la Corea.
L’Inghilterra ci vendicò e dopo la finale ci divertimmo noi … forse è anche per quell’episodio che sono fortemente filoinglese e non ho grande simpatia per i tedeschi.
Ogni giorno speravo che piovesse: preferivo giocare con gli altri bambini che arrancare sui sentieri al seguito dei miei genitori e dei loro amici.
Nel corso degli anni sono tornato più e più volte a Selva, in estate ed in inverno.
L’ho vista crescere, ma ho sempre ritrovato un posto dove è bello trascorrere alcuni giorni in tranquillità.
La montagna non è legata solo a Selva, anche se ne è la parte maggiore, infatti ci fu anche il luglio 1969 a Santa Caterina Valfurva, ma per quel ricordo ho già preparato un post che, se la programmazione di blogspot funziona, vedrà la luce automaticamente il 20 alle 18,30 (e qualche altro ancora, tanto per non perdere l’abitudine) …
Adesso che sono cresciuto continuo ad amare la montagna e … la pioggia in montagna …
Così, anche questo anno il periodo “lungo” delle vacanze estive sarà dedicato alla montagna.
Da domani, martedì.
Buone vacanze a chi sfrutta il mese di luglio per godersi poi la permanenza in agosto nella città vuota e buona permanenza a chi resta.

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12 luglio 2009

Quando il presunto stupratore è di sinistra

Un giovane trentenne di Roma è stato fermato con l’accusa di essere lo stupratore “seriale” dei garages.
E’ il segretario di una locale cellula del pci/pds/ds/pd.
Qui non voglio prendere parte, colpevolista o innocentista, perché sin troppe volte si è visto il presunto “mostro” sbattuto in prima pagina, per poi imparare che era totalmente innocente e la mia fiducia nella magistratura italiana è tale che mi rimarrà sempre il dubbio, a meno che il colpevole non confessi sponte sua.
Qui volevo affrontare il dibattito politico sulla “moralità” della politica.
Una dubbia moralità se sfrutta vicende private che in nessun modo possono essere generalizzate per “bollare” una parte, o per impedire il legittimo esercizio di governo voluto democraticamente da una maggioranza di elettori.
A ben guardare ad agitare in questo modo strumentale la “questione morale” è sempre e solo la sinistra.
Immaginate cosa sarebbe accaduto se il fermato fosse stato un coordinatore di Forza Italia.
Beh, ci vuole poca immaginazione, perché basta guardare la canea che si solleva quando ad essere sotto accusa è un sacerdote !
Invece sotto i riflettori è finito uno “dei loro” e cosa accade ?
Garantismo della stampa che avrebbe taciuto dell’appartenenza politica del sospettato non fosse stato per la voglia di riflettori di uno dei candidati alla guida del pci/pds/ds/pd che ha rilasciato una dichiarazione veemente, nella quale denuncia la necessità di affrontare la “questione morale” nel suo partito, riuscendo ad avvicinare i due maggiori duellanti che non dimostrano altro che di essere due facce della stessa medaglia.
Chi denuncia una presunta "questione morale grande come una montagna" prendendo spunto dal fatto che il presunto stupratore è anche dirigente di partito, è colui che sostiene una legge (sul "testamento biologico") molto più "spinta" di quella proposta e che porterebbe, nei fatti, a lasciar morire un malato momentaneamente incurabile.
Ho letto che si dichiara “cattolico”, anche se pone al centro il problema della "laicità" e naturalmente sarà un cattolico, come piace loro definirsi ?, ah, sì, “cattolici adulti”.
Tanto “adulti” da non battere ciglio quando a Bologna il loro partito ha eletto come capogruppo in comune un omosessuale dichiarato e mezza giunta è andata ad ossequiare gli omosessuali in una loro manifestazione.
Cosa non si farebbe per un pugno di voti ?
Sommessamente, ma decisamente, voglio far rilevare la discrezione con la quale a Destra affrontiamo questo episodio, senza speculare sull’appartenenza politica del presunto stupratore “seriale”, perché non è vicenda politica, bensì tristemente umana.
E questo dimostra anche da che parte è la “superiorità” morale che non è quella delle vicende private, bensì del modo in cui si affrontano i problemi politici.
E la tre giorni del G8 docet.

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10 luglio 2009

G8: Berlusconi trionfa, vince l’Italia

Gufi ed avvoltoi risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
Così potremmo riferirci all’opposizione interna e alla stampa – interna ed estera – asservita ai poteri forti delle lobbies finanziarie e burocratiche che da un paio di mesi, archiviata con perdite la stagione dei teoremi giudiziari, hanno cercato di abbattere un governo liberamente e democraticamente votato dagli italiani con le sbirciate sotto le lenzuola, il catastrofismo economico, la demagogia populista e le maldicenze varie.
Un vertice cui hanno partecipato 40 capi di stato e di governo, in una zona colpita, poco più di tre mesi prima, da un disastroso terremoto, dopo una crisi finanziaria mondiale e con partecipanti che erano in gran parte neofiti, si è svolto con ordine, con ottimismo, aprendo grandi prospettive per il futuro.
Il merito principale è da attribuire a chi, questo vertice, ha organizzato ed ha condotto con amabilità e competenza: Silvio Berlusconi.
L’Italia, grazie a Berlusconi, esce rafforzata nel suo ruolo globale, spazzando via le infamie che, con spirito antitaliano, sono state propinate anche al nostro interno, senza alcun riguardo per l’interesse nazionale.
Il successo delle visite “guidate” nei luoghi del disastro in Abruzzo rende improprie le manifestazioni – ugualmente “guidate” – di alcuni aquilani contro il governo.
Perché se è comprensibile che ognuno consideri il suo personale problema il più importante, è innegabile che la capacità di Berlusconi di convincere i propri interlocutori si è espressa anche nel presentare le necessità della zona e non c’è dubbio che, per la prima volta, nel giro di pochi mesi tutti i cittadini colpiti dal sisma potranno tornare ad abitare in case e non più in tende.
Ma non solo Abruzzo, anche i temi più rilevanti dei rapporti internazionali politici ed economici sono stati affrontati, per alcuni si è definito già un programma, per altri si è aperta una strada per la soluzione dei problemi sul tavolo.
L’Italia ha mostrato al mondo il suo volto migliore, una guida consolidata negli anni, capace di interpretarne le passioni e il carattere, ma anche di porsi come abile mediatore tra i nuovi leaders che si sono affacciati alla ribalta.
Silvio Berlusconi, al suo terzo summit (un G7 e due G8) ha acquisito ulteriore prestigio internazionale e si potuto permettere, in piena conferenza stampa, davanti al penoso intervento di un giornalista di Repubblica che gli poneva una domanda sulle polemiche interne da loro stessi agitate invece di interloquire intelligentemente sui temi del G8, di dire che il tentativo di rovinargli il vertice è fallito.
Aggiungerei che il tentativo della stampa sinistrata di rovesciare il Premier non solo è fallito, ma si è rivelato un boomerang.
C’è solo, in ultimo, da annotare il patetico e stanco revival dei no global che non hanno saputo fare altro che inneggiare al loro lanciatore di estintori: ognuno ha gli eroi che si merita.

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09 luglio 2009

Cattolico o pagano, basta che pigli i topi

In un paio di precedenti post Jetset e J.C. Falkenberg hanno sollevato la “questione cattolica” e una presunta contrapposizione con un’anima liberale.
Nel commento che leggo oggi, addirittura, JCF parla di Fini come uno che dice cose di destra.
Allora voglio ripetere per estrema chiarezza la mia posizione.
A me non interessa nulla se uno è cattolico o laico, pagano o buddista.
Per parafrasare una frase attribuita a Mao, a me basta che pigli i topi.
E i topi chi sono ?
Sono alcune direttive di carattere morale ed etico, fondamentali per il vivere civile e, soprattutto, per il futuro della nostra Umanità, unite ad alcune questioni pratiche, molto concrete, che rappresentano il dovere di uno stato perché sono il motivo per cui ci si riunisce in organizzazioni statuali, per vivere meglio.
Ed ecco un elenco che, come tutti gli elenchi, è necessariamente parziale, esemplificativo e non esaustivo, senza dilungarsi in spiegazioni.
Fondamenti morali ed etici:
- la tutela della Vita degli innocenti e di chi non può difendersi;
- la valorizzazione della Famiglia, nucleo fondamentale della società umana, tale solo se composta da un Uomo e da una Donna;
- la difesa della libertà di parola, di opinione, di diffusione delle idee, di religione;
- la intangibilità della proprietà privata;
- la sussidiarietà dello stato;
- la valorizzazione e la difesa delle nostre Tradizioni sotto ogni profilo ed in ogni aspetto.
Questioni concrete:
- la realizzazione dell’ordine nelle strade;
- la tutela della sicurezza nelle città;
- l’applicazione senza sconti di pene proporzionate al crimine commesso;
- i pubblici ministeri eletti dal Popolo;
- i giudici nominati tra giuristi, avvocati, docenti di esperienza;
- la difesa dalle invasioni dei clandestini;
- l’ammissione nella cittadinanza solo in misura proporzionale a quanti la nostra società può sopportare e di chi è e vuole assimilare la nostra cultura ed esserne assimilato;
- l’espulsione di tutti coloro che non rispettano le norme di accesso alla nostra nazione;
- la riduzione delle tasse;
- l’indipendenza energetica con la costruzione di tutto ciò che serva ad ottenerla
.
So perfettamente che a volte mi trovo con cattolici anche oltranzisti, altre dalla stessa parte di anticlericali mangiapreti.
Non mi interessa, a me interessa che ciò che ho elencato sia realizzato.
E ciò che ho elencato è sicuramente di Destra.
Il Gianfranco Fini di oggi predica il contrario, quindi non è di Destra, bensì potrà trovare la sua collocazione migliore nel pci/pds/ds/pd.
A suo confronto, Carlo Giovanardi mi rappresenta meglio, nonostante l’assurda proposta di sanatoria.


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08 luglio 2009

Perché Berlusconi è così indigesto ai poteri forti ?

L’apertura del G8 dimostra come la stampa internazionale, prona ai potentati finanziari ed industriali, non rappresenti la realtà dei fatti, bensì solo una speranza dei suoi padroni.
L’attacco portato addirittura alla organizzazione ed all’agenda del G8, con la richiesta di sostituire l’Italia con la Spagna (dimenticando che mentre l’Italia ha affrontato con successo la crisi internazionale, la Spagna è stata affondata dai colpi della crisi e mentre Berlusconi ha stravinto le europee con 12 punti di vantaggio sui secondi, Zapatero le ha perse) è stato sbugiardato dallo stesso personaggio che avrebbe dovuto infliggere il colpo di grazia a Berlusconi.
Sì, proprio lui, quello “giovane, bello (?) e abbronzato” che ha elogiato l’organizzazione italiana.
E come potrebbe essere altrimenti ?
Chi mai avrebbe avuto il coraggio, per lanciare e portare all’attenzione di tutto il mondo la situazione dell’Abruzzo dopo il terremoto (una idea geniale !) di organizzare un simile vertice proprio a L’Aquila ?
E’ la prima volta ed è la prima volta anche di ben 40 capi di stato e governo, con le rispettive delegazioni e consorti, in arrivo o arrivati e gestiti, con le ovvie difficoltà, in una area che, per colpa dei soliti teppisti, deve essere protetta militarmente.
Eppure il vertice è iniziato bene, l’agenda è fitta di accordi già definiti o in via di definizione dalle rispettive delegazioni e Berlusconi si dimostra il miglior anfitrione possibile, dando prestigio e rilievo all’Italia.
Nonostante gli squallidi attacchi che gli sono stati portati in questi mesi e che sono destinati a rafforzare il sostegno degli Italiani, anche di colore che, davanti ad una normale opposizione, gli voterebbero contro.
Come il sottoscritto.
Ma perché Berlusconi è così indigesto ai poteri forti che decidono cosa e quando pubblicano i giornali ?
Probabilmente perché è un personaggio indipendente.
Ha soldi, tanti, per cui non è corruttibile.
Ha avuto successo negli affari e in politica con i suoi mezzi e non per grazia ricevuta, per cui non è debitore di nulla a nessuno, quindi non è obbligato a restituire i favori.
Le campagne elettorali se le finanzia da solo.
I voti che ottiene sono voti personali, non di partito (il “partito di centro, moderato e liberale” si squaglierà come neve al sole appena Berlusconi non se ne occuperà più).
Ma, soprattutto, Berlusconi sta governando l’Italia.
Con difficoltà con passi molto piccoli rispetto a quel che avremmo desiderato, ma la sta governando e questo è un pericolo per chi ha sempre considerato la nostra Patria uno zerbino, un caudatario, un ascaro che doveva solo adeguarsi a decisioni altrui.
Non lo apprezzano le altre grandi nazioni europee, non apprezzano l’attivismo globale di Berlusconi, i suoi rapporti e gli affari che riesce a concludere a beneficio dell’Italia e scavalcando tutti i “grandi” che si stanno dimostrando piccoli, piccoli.
Per questo il miglior biglietto da visita che può mostrare Berlusconi è l’ostilità dei poteri forti e la simpatia che ottiene dai suoi pari che, ben in quaranta, sono arrivati in Italia e non certo per fare una scampagnata.

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