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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

17 settembre 2014

Vacuità renziana



Oggi Renzi ha cinguettato in parlamento.
Ha detto qualcosa di diverso dal solito ?
No.
La sua solita chiacchiera vacua ed inutile che, dopo sette mesi, comincia ad essere noiosa e, soprattutto, dannosa come certificano i disastrosi dati economici.
Continua a parlare di "mille giorni" (ma quando inizierà il conto alla rovescia ? Se alla NASA avessero contato come Renzi Armstrong, Aldrin e Collins starebbero invecchiando in attesa dell'accensione del razzo !) e si propone come il protagonista di "dopo di me il diluvio".
Minaccia, come un bambino dell'asilo cui negano di giocare, le elezioni se non si faranno "le riforme".
E ancora una volta nulla dice sulle questioni importanti:
- tasse
- immigrati
- deriva morale
- euro ed unione sovietica europea.
Aspetto che eriga una statua a Berlusconi, dedicandogli un tempio a varie scuole, perchè senza il suo appoggio, ci saremmo già liberati di questo vacuo chiacchierone 2.0.
E questa è una grave colpa imputabile al Cavaliere, che pagherà cara.


P.S.: Ieri Renzi a parlato a valanga in parlamento e poi alla segreteria del pci/pds/ds/pd. Al mattino cinguetta giulivo.
La domanda sorge spontanea: ma quando lavora ?

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16 settembre 2014

Lega e Fratelli d'Italia stringano un patto di ferro



E' con amarezza che vedo la Destra raggiungere percentuali a due cifre in Germania come in Francia, in Gran Bretagna come, ieri, in Svezia.
L'amarezza non sta tanto nel buon risultato dei partiti fratelli di altre nazioni (anzi !), quanto nella divisione che vedo tra i partiti che sostengono in Italia idee naturalmente di Destra.
Se parliamo di matrimoni secondo natura, di droga, di immigrazione, di tasse, vediamo che Lega e Fratelli d'Italia hanno lo stesso linguaggio e gli stessi Valori.
I sondaggi (per quel che valgono) ci direbbero che assieme sfonderebbero il muro del 10% e potrebbero attrarre elettori ora in congelatore e altri che si stanno allontanando da un Berlusconi troppo appiattito sul bimbo fiorentino.
Cosa aspettano due giovani ed energici leader come la Meloni e Salvini a stringere un patto di ferro per dare corpo, voce e seggi alla Destra Italiana ?

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15 settembre 2014

Ci vorrebbe un Uomo solo al comando



Sono ridicoli quelli che attribuiscono a Renzi un agire da dittatore.
Il bambinello di Firenze ha, sì, tutta la grottesca prosopopea e prosa del Napoleone, ma di quello delle barzellette ambientate nei manicomi ante Basaglia.
Renzi parla, parla, parla evocando riforme, provvedimenti e leggi che non vedono mai la luce.
Nei fatti agisce nel solito modo dei comunisti: tasse (quella sui risparmi aumentata dal 20% al 26%) e spesa (assunzioni di precari che vanno ad ingrossare le già ipertrofiche legioni dei dipendenti pubblici).
Invece sarebbe proprio sulla pubblica amministrazione che si dovrebbe lavorare di forbici e di bisturi, se non di accetta.
Perchè l'Italia ha una spesa pubblica annuale di ben 800 miliardi e se consideriamo che circa 80 derivano dagli interessi sui titoli di stato, abbiamo 720 miliardi da tagliare.
Non ripeto la mia teoria per cui le uniche spese essenziali e non rinunciabili di uno stato sono per la difesa esterna e interna, per la diplomazia e la giustizia (purchè rivoluzionata da come è gestita in Italia).
La sanità ci costa 230 miliardi, l'istruzione 150.
Ecco i due grandi buchi cui vanno aggiunti i costi del personale.
Abbiamo visto la reazione appena Renzi ha osato disporre la proroga del blocco degli stipendi degli statali e la riduzione delle ferie (da 45 a 30 giorni !!!) dei magistrati (che altro non sono che impiegati dello stato pagati - profumatamente ! - con i soldi delle nostre tasse).
Abbiamo visto il catenaccio, degno del miglior Nereo Rocco, di tutti i ministri di Renzi all'ipotesi di tagli ai rispettivi bilanci.
Tagliare si deve, ma il proprio ambito è essenziale e, quindi, non può subire tagli.
Tagliare si deve, ma tutti indicano il vicino nelle cui tasche andare a ravanare per rastrellare i denari necessari.
Le resistenze degli apparati burocratici, dei privilegiati che, come peraltro è naturale che sia, non vogliono perdere il loro vantaggio, piccolo o grande che sia, impedisce all'Italia di risalire la china.
La scellerata decisione di rinunciare alla Sovranità monetaria e, quindi, a molta della Sovranità politica accettando l'euro ed entrando nell'unione sovietica europea, peggiora solo la situazione che riceve poi il suo colpo di grazia dalle varie Boldrini e dai vari Bergoglio che spingono masse di estranei ad invadere l'Italia, con la complicità di chi dovrebbe invece difendere i confini della Patria.
Per forza i conti peggiorano di governo in governo e arriverà il giorno in cui qualcuno  riconoscerà che si viveva meglio con Berlusconi, che con i suoi tre successori, mai eletti.
Ma se nessuno è disponibile a rinunciare al suo orticello, quale prospettiva abbiamo se non il fallimento ?
Ci vorrebbe uno che comandasse sul serio, uno che facesse seguire i fatti alla decisione di tagliare la spesa pubblica, uno che non dovesse sempre mediare con una infinità di lobbies, uno che non dovesse veder stravolto il suo programma dalle imboscate parlamentari, uno che avesse la possibilità di sbagliare da solo, senza cumulare ai suoi anche gli errori delle corporazioni in difesa dei propri privilegi.
Ci vorrebbe un Dittatore.
Uno che potesse governare seguendo la sua Stella Polare per dieci anni, senza preoccuparsi del consenso effimero e di cinguettare come un assatanato per dire "ci sono".
E questo lo sappiamo tutti.
Come scrisse mesi fa Veneziani in suo Cucù, però, lo sappiamo tutti, ma non lo diciamo, perchè il timore è che quel Dittatore, invece di decidere secondo i nostri desiderata, applichi le teorie esattamente opposte e sia, in sostanza, dall'altra parte.
Anche se non vedo proprio come qualcuno possa pensare di salvare l'Italia con più tasse, più europa, più invasione degli immigrati, più decadenza morale, più spesa pubblica.
Chi sostiene quella ricetta non vuole salvare l'Italia, ma consegnarla agli gnomi di Bruxelles, trasformando una Gente Libera in sudditi senza futuro e senza diritti.

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13 settembre 2014

La cassazione certifica il fallimento del cattocomunismo



Se i dati economici certificano il fallimento della politica materialista del cattocomunismo, la cassazione, con la sua ultima, inqualificabile sentenza che conferma la condanna a due esponenti di Casapound che avevano fatto il Saluto Romano accompagnandolo con l'espressione (ingiuriosa ? razzista ? discriminazione territoriale ? boh !) "Presente !", certifica il fallimento della tirannia ideologica del cattocomunismo.
Sì, perchè se a quasi 70 anni dalla fine della guerra e 72 dalla caduta del Fascismo (il 25 luglio 1943 per una congiura interna e non per mano degli oppositori) si sente ancora il bisogno di mantenere in essere la "Legge Scelba" che, nel solco della più repressiva politica contro le libere opinioni, punisce simbologia, gestualità ed espressioni che possono richiamare il Fascismo, vuol dire che il lavaggio del cervello, tentato con mezzi subdoli (pubblicità, film, canzonette, libri etc.) e con strumenti sanzionatori come le condanne penali, ha miseramente fallito.
La legittimità di poter esprimere le proprie libere opinioni con parole, simboli e gesti trascende quindi ogni divieto di per se illegittimo, perchè appartiene ai diritti naturali e fondamentali dell'Individuo.
L'opinione, comunque la si manifesti, non è e non sarà mai un reato, qualunque legge possano approvare per trasformarci in una massa di pecoroni lobotomizzati.

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Draghi indichi le riforme una volta per tutte



Una volta il Governatore della Banca d'Italia era un oracolo che parlava una volta all'anno e le sue parole erano pesanti.
Mi ricordo, bambino, la serietà con la quale i telegiornali davano conto del discorso di Guido Carli.
Poi hanno cominciato a parlare e straparlare anche loro e non solo al telefono.
Il governatore della bce dovrebbe essere un Carli all'ennesima potenza.
Me lo aspetterei severo, ieratico e riservato.
Ogni giorno invece leggo delle dichiarazioni di Mario Draghi e dei suoi bazooka.
A parte l'irritante snobismo, lui italiano, di parlare in inglese, calpestando la nostra Storia e la nostra Cultura che, almeno in questo, non deve prendere lezioni da nessuno, dice sempre le stesse cose.
Autoreferenzialità massima e poi, il pistolotto: la politica monetaria può aiutare, ma la crescita dipende dalle riforme.
Quali riforme ?
Abracadabra !
Mai una volta che dica esattamente dove e cosa riformare.
Tagliamo le tasse ?
E con quale e quante aliquote ?
O forse è meglio una flat tax ?
E la casa deve essere vessata ?
E i risparmi ?
E degli immigrati cosa facciamo ?
E se facessimo una repubblica presidenziale ?
Insomma, invece di parlare (in inglese) restando comodamente sul generico, si sporchi un po' le mani, così vediamo dove, in realtà, vuole infilarle !


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12 settembre 2014

E' sbagliato ritirarsi per un avviso di garanzia



E' noto quanto io sia lontano dai comunisti (e, in genere, da tutto ciò che puzza di sinistra).
In Emilia Romagna, con le dimissioni (sbagliate) di Errani si terranno le elezioni regionali.
Vinceranno i comunisti, come sempre, per cui sono tutti interessati alla corsa per chi diventerà il nuovo Baffone di Bologna.
Le opposizioni sono inesistenti e personalmente avrei gradito che tutti si schierassero con il candidato che sarà presentato dal partito secondo per voti, cioè quello di Grillo, esclusivamente per cercare di contendere fino all'ultimo lo scettro ai rossi.
Così non sarà e voterò Lega
Amen.
Non ero quindi interessato alla competizione tra i comunisti, perchè, per me, questo o quello pari sono.
Arrivano però le inchieste e per un massimo di 4mila euro, tutti si danno al ballo di San Vito.
Un candidato (pare inquisito per la enorme cifra di 500 euro !!! Immaginate le risate di Montezemolo con i suoi 27 milioni di liquidazione dalla Ferrari !!!) si ritira.
A me pare una enorme fesseria.
Così come è stata una fesseria la scelta di Errani di dimettersi dopo la condanna in primo grado.
Così si concede a degli impiegati di stato, solo perchè hanno superato un concorso, di decidere non solo se uno può restare nel posto in cui il Popolo lo ha eletto, ma anche la composizione delle liste, inibendoci il diritto a votare chi preferiamo, per limitare la scelta a quelli che sfuggono alla loro mannaia.
A me non sta bene.
Continuo a ritenere la Sovranità Popolare superiore a qualsiasi altra funzione o potere e se milioni di elettori votano Tizio e Caio, non c'è avviso di garanzia, sentenze o condanne che tengano: quelli devono restare al loro posto e il Popolo deve avere la possibilità di votarli, eleggendoli o mandandoli a casa.

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11 settembre 2014

E' ancora 11 settembre



Sono alquanto refrattario alla "commemorite", anche perchè, ormai, ogni giorno ci sarebbe qualcosa di ricordare.
Vi sono però alcune date che non è possibile lasciar passare senza richiamarne il significato.
L' 11 settembre è una di queste.
Chi nacque quel giorno è già un adolescente e chi nacque dopo o chi in quell'11 settembre 2001 non aveva ancora la capacità di capire gli eventi che accadevano, ha diritto e dovere a sapere.
Quell'11 settembre 2001 un manipolo di criminali terroristi islamici dirottò quattro aerei in volo negli Stati Uniti.
Due si schiantarono contro i grattacieli del World Trade Center a New York che crollarono, travolgendo  la vita di tremila persone.
Una altro si schiantò contro il Pentagono a Washington.
Il quarto doveva abbattersi sulla Casa Bianca, ma il coraggio dei passeggeri lo fece precipitare in aperta campagna, facendo fallire l'obiettivo criminale.
La reazione immediata fu adeguata e i terroristi musulmani costretti a ripiegare e inseguiti fin nei loro covi più nascosti.
Poi, come purtroppo accade troppo spesso, il tempo fa dimenticare gli eventi e gli Americani elessero un presidente, l'attuale, che vanificò tutto quel che era stato conseguito.
E adesso si trova a dover ricominciare tutto da capo.
Oggi siamo di nuovo davanti alla sfida del terrorismo islamico e la sua impunità dà fiato ad altre tipologie di soppraffazione, come quella di stato dell'India che da due anni trattiene sotto sequestro due nostri Fucilieri di Marina cui era stato comandato di difendere le imbarcazioni private dall'assalto dei pirati.
L'impunità dei terroristi islamici fornisce all'India alibi e certezza di impunità per perpetuare il sequestro dei Marò e, addirittura, imporre un pizzo di stampo mafioso se l'Italia volesse riportare in Patria uno dei due, colpito da malattia.
Ricordare l'11 settembre, quindi, significa anche riaffermare l'impegno contro tutte le sopraffazioni violente della libertà.
Anche contro i vecchi terroristi rossi che trovano accoglienza in stati amici (loro) e che, pertanto, si qualificano con tale loro ospitalità.

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10 settembre 2014

E' meglio restare in Italia



Tre suore italiane massacrate in Burundi dove, da quarant'anni, portavano sollievo e istruzione.
Un settantenne assassinato in Turchia di ritorno da un suo abituale viaggio in Armenia e Georgia per portare aiuti umanitari.
E sono solo gli ultimi due casi di connazionali che hanno pagato con la vita la loro volontà di aiutare concretamente degli stranieri, anche se in Italia c'è tanto bisogno di loro per alleviare le sofferenze di tanti Italiani.
E non parliamo di chi trova la morte all'estero per un incidente, per un tentativo di rapina.
E taciamo sulle anime belle che invece vanno a cercarsele le rogne, pensando di camminare sulle acque e di portare l'aureola della santità.
Questi ultimi lasciamoli pure al loro destino di beatificazione autoreferenziale, ma a tutti gli altri dico: restate in Italia !
C'è tanto bisogno di solidarietà per gli Italiani che non importa andare a cercare i poveri all'estero, li abbiamo noi.
Ci sono tanti posti belli e sconosciuti in Italia che possiamo passarvi le vacanze di tutta la nostra vita, cambiando, se lo desideriamo, località ogni anno.
E' meglio restare in Italia !


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09 settembre 2014

Una guida è necessaria



Ancora una volta Nessie mi fornisce lo spunto per un intervento con i suoi commenti al mio post di ieri.
"Non voglio stati guida", scrive, ma sono necessari.
Come in ogni aspetto della vita una leadership è necessaria.
Un soggetto (stato o persona) che sia di esempio, assuma la responsabilità di una decisione, svolga anche il lavoro sporco, si ponga come principale bersaglio.
Diversamente scadremmo nell'anarchia e nell'anarchia arriva presto qualcuno dotato di leadership, che magari neppure ci siamo scelto, che riempirà il vuoto.
Naturalmente chi guida ha oneri ed onori, vantaggi e svantaggi.
Poi possiamo sicuramente discutere sulle attitudini alla leadership e, sicuramente, l'attuale inquilino della Casa Bianca (come peraltro altri che l'hanno preceduto tipo Jimmy Carter) non sarebbbe in grado neppure di amministrare un condominio di due appartamenti (di cui uno fosse suo e l'altro di sua madre).


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08 settembre 2014

Approssimativi e incompetenti



Si parla, ovviamente, di Obama e Renzi, così simili, così inutilmente cinguettanti, così amati dal politicamente corretto, eppure così evidentemente incompetenti e approssimativi.
Pur nella differenza di scenari, i due hanno un ruolino sovrapponibile.
L'unica differenza è nel premio che Obama ha ricevuto prima ancora di insediarsi alla Casa Bianca (uno svalutatissimo e immeritato Nobel per la pace) e Renzi, invece, non ha potuto avere perchè se lo era già accaparrato Mario Monti (buono questo !) con il laticlavio a vita acquisito prima ancora di insediarsi a Palazzo Chigi.
Obama ha avvilito l'unica superpotenza rimasta al mondo, ridando fiato ai terroristi ed ingaggiando una anacronistica e stupida tenzone con Putin che è stato invece l'unico Leader ad aver definitivamente debellato il terrorismo islamico dalla Cecenia e che sarebbe il Condottiero ideale per debellare il terrorismo islamico nel mondo.
Renzi invece è prodigo di promesse e, come tutti i toscani, non ha limiti alla sua logorrea.
Ma l'unico atto concreto è stato quello di aumentare le tasse sui risparmi fino al 26%, come avrebbe fatto un qualsiasi funzionario del pci/pds/ds/pd.
Tace sui nostri Marò sequestrati in India, anzi premia gli indiani regalando loro le acciaierie di Piombino.
Renzi umilia economicamente Forze dell'Ordine e Forze Armate e non protegge i nostri Uomini in Divisa oggetto di contumelie quando hanno un incidente nell'espletamento del loro dovere (perchè fermare dei sospetti, in tre senza casco su una motocicletta è un dovere), con l'aggravante di un intervento della magistratura che non è mai così tempestiva contro i criminali (ad esempio nulla sappiamo se è stato aperto un fascicolo su chi ha distrutto due auto della Polizia) come lo è contro gli Uomini delle Forze dell'Ordine (che, come e più dei magistrati, meriterebbero di essere giudicati al loro interno e non da estranei al loro ruolo).
Obama terminerà il suo doppio mandato il 20 gennaio del 2017 , mentre Renzi ha posto come scadenza dei suoi mille giorni il maggio del 2017.
Ma siamo sicuri che il mondo e l'Italia abbiano davanti tutto questo tempo per aspettare una leadership forte, decisa e competente ?

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