Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

10 maggio 2026

Ha ancora senso credere a Valori comuni tra cittadini della stessa Nazione ?

Come anticipato ieri, si è svolta a Bologna, in una piazza periferica, la pacifica, senza incidenti, senza distruzioni nè danneggiamenti di proprietà pubbliche o private, manifestazione a favore della remigrazione.

Contemporaneamente, nelle vie adiacenti, un manipolo che dicono provenisse dai centri sociali, ha cercato lo scontro con le Forze dell'Ordine, dando luogo a qualche danneggiamento e rendendo insicura la zona.

Quel manipolo violento non è però isolato, ha solo provato a realizzare con la violenza, quel che la stessa amministrazione comunale di Bologna ha, fino all'ultimo, cercato di ottenere, con altri mezzi e con speciose motivazioni, per impedire la manifestazione per la remigrazione.

A questo punto mi viene da chiedere: ha senso che si sia tutti parte di uno stesso stato ?

Perchè è evidente che chi sostiene la remigrazione ha Valori, Progetti, una Idea di Società e di Civiltà che confliggono totalmente con quelli di chi vorrebbe mantenere gli immigrati in Italia e, anzi, è disponibile a rinunciare alla nostra Identità perchè quelli si possano sentire a casa, sul nostro territorio.

Qual è il contratto sociale che ci può legare, se il contratto sociale come concordemente riconosciuto, è quel patto che lega più individui disposti a rinunciare ad una parte della propria libertà, per il conseguimento di obiettivi comuni a cominciare dal vivere in sicurezza ?

Mattarella, la Von der Leyen e tanti altri aprono bocca citando i "Valori comuni".

Ma quali sono ?

Io, con quelli che ieri hanno cercato di impedire la manifestazione sulla remigrazione e con quelli che hanno cercato preventivamente  di impedirla con altri mezzi, non ho proprio nulla in comune.

E non voglio avere nulla in comune.

Credo che, da come stanno andando gli esiti elettorali, questa divisione, questa impermeabilità tra le parti, questa mancanza di Valori condivisi, sia un problema di tutto l'Occidente che rende difficile la convivenza, all'interno di uno stesso stato, di due parti così contrapposte da non avere nessun punto di incontro.

Se ci fosse un continente vergine, direi che una delle due parti, potrebbe partire e creare la sua società come meglio gli aggrada, liberando anche l'altra parte per poter fare altrettanto.

Ma non c'è un continente inesplorato e pensare ad un trasferimento in un altro pianeta, beh ... l'idea mi affascina, ma la trovo un pochino prematura.

Certo è che, invece di blaterare sui "Valori comuni" che non esistono, i politici farebbero meglio a trovare il modo per un nuovo tipo di contratto sociale che salvaguardi le Identità, evitando di mischiare elementi incompatibili.

E questo prima che la situazione precipiti a sfugga di mano a tutti.

09 maggio 2026

Remigrazione = Rimpatrio. Perchè opporsi ?

Oggi, a Bologna, in una piazza decentrata (anche se è quella che fiancheggia lo stadio di calcio già Littoriale e oggi Dall'Ara) si svolgerà una manifestazione a favore della remigrazione.

Cos'è la remigrazione ?

E' il termine contemporaneo, mutuato dall'inglese, per dire rimpatrio.

La lingua italiana è ricca di vocaboli che ci consentono di definire in modo corretto un qualcosa, senza appesantire una frase (perchè dire "buongiorno a tutte e tutti", quando la regola è, in presenza di soggetti di ambedue i generi, di usare per il plurale la forma maschile? Buongiorno a tutti. Punto.) e senza mutuare vocaboli o pronunzie da lingue straniere (Plus - latino - è plus, non plas. Nike - greco - è nike, non naik).

Come è inutile inventarsi nuove definizioni quando esistono già quelle appropriate.

Io sono Nazionalista, perchè adesso dovrei definirmi Sovranista che è la stessa cosa ?

E, per l'appunto, riaccompagnare nella sua nazione di appartenenza chi illegalmente è entrato a casa nostra, violando i nostri confini, ma anche chi, pur eventualmente fosse entrato in Italia regolarmente, ma avesse commesso reati, si chiama rimpatrio.

Ma chiamiamola pure remigrazione così capiamo tutti, persino quelli di sinistra (lo spero, ma non ci credo), cosa si intende e, allora, perchè opporvisi ?

Le manifestazioni per la remigrazione vengono accolte con la bava alla bocca dai cattocomunisti, con cortei (spesso violenti a confronto con quelli pacifici dei favorevoli ai rimpatri) e con comunicati tonitruanti da parte delle giunte comunali di sinistra, inclusa quella di Bologna cui non par vero scongelare la propria mai abbandonata anima stalinista e da santa inquisizione, per vietare qualcosa e impedire l'esercizio di una Libertà garantita dalla costituzione, come quella di manifestare pubblicamente e pacificamente una opinione.

Francamente non capisco quale sia l'utile che ne derivi ai cittadini italiani, l'ammettere sul nostro territorio masse di spostati senza patria, che vengono da noi solo per usufruire di una situazione economica, alimentare, sanitaria, abitativa, migliore di quella che abbandonano.

E' assolutamente pertinente quello scritto nell'immagine che ho trovato proprio oggi su X.

Se quelli che vengono sono bravi, perchè non fanno grande la loro patria ?

E se non sono bravi, perchè dovremmo accollarcene il mantenimento ?



08 maggio 2026

Perchè dovremmo pagare con le nostre tasse le remunerazioni di Matilda De Angelis e compagni cinematografari ?

Sì, ho fatto un titolo alla Wertmuller, ma ci stava tutto dopo aver ascoltato le dichiarazioni dell'attrice Matilda De Angelis al momento della ricezione del premio David di Donatello, infarcite di ideologia pro domo sua.

In sostanza, la De Angelis, attrice che leggo apprezzata anche all'estero e che ricordo in una mini serie televisiva gialla, si è sentita officiata del compito di chiedere che lo stato, cioè noi, non solo continui, ma anche aumenti la spesa per la produzione dei film.

Ovviamente, produrre film, significa anche scritturare attori e pagarli nei termini dei loro contratti.

Il ministro Giuli, una delle poche scelte sbagliate della Meloni che, purtroppo, ha fatto dimettere un ottimo ministro come la Santanchè e si tiene ministri come Giuli (che infatti non era una prima scelta), invertendo quella che sembrava essere una rotta sana, cioè ridurre (e possibilmente azzerare, aggiungo io) i contributi per i cinematografari, per usare meglio i soldi dei contribuenti, ha già promesso di rivedere i criteri di finanziamento, in aumento.

Ora credo che per il cinema, i libri, il teatro, la televisione, i giornali, debba valere la stessa legge che vale per chi produce i tondini di acciaio, le banche, le assicurazioni, il salumiere all'angolo o il bar della piazza: se il prodotto è buono, vendi e guadagni, se il prodotto è scadente nessuno lo compra, chiudi e cambi mestiere.

Quindi se un film, un libro, una commedia, una serie, un quotidiano, è fatto bene, noi lo compriamo, sostenendo in tal modo chi lo produce e che ne è protagonista.

Se un film etc., non piace e ricava al botteghino molto, ma molto meno di quello che è costato, non dobbiamo essere sempre noi a pagarne il costo, ma deve essere chi lo produce e, a cascata, chi lo ha interpretato.

Si chiama Libero Mercato.

Chi non lo capisce e chi si ostina a chiedere (e a concedere), usa, male, il denaro pubblico che andrebbe speso per dare beneficio a tutti e non privilegi a pochi e, ancora meglio, risparmiato per ridurre il mostruoso debito pubblico della Nazione.

07 maggio 2026

Sciatti fuori, vuoti dentro

Da quando sono in pensione, ho più tempo per passeggiare, invece di correre frettolosamente per le strade di Bologna.

Mi piace osservare, vetrine e passanti, cercare di capire in che mondo viviamo nei rapporti interpersonali.

Fare un raffronto con il come eravamo e che ricordo bene, come, ad esempio, il piacere di camminare con gli amici, chiacchierare, spintonarsi allegramente. fare battute se si incontravano delle ragazze, mentre adesso vedo giovani imbronciati, con la testa piegata sul telefono cellulare, non si parlano, non scherzano e, ma questo non è colpa loro, non fanno certo battute con le ragazze che incrociano, non solo perchè queste hanno lo sguardo perennemente incazzato e pronte a mordere, ma soprattutto perchè le leggi e i costumi di oggi farebbero gridare alle molestie e sarebbero guai (citofonare agli Alpini a Genova per maggiori spiegazioni).

Ma quello che mi colpisce di più è la sciatteria nel vestire, abbigliandosi con improbabili ... pantaloni (?) larghi, poco sotto al ginocchio, piercing, tascapane, il tutto in un aspetto dove tutto grida che non si conosce il corretto uso di acqua e sapone.

Le ragazze non sono da meno, anzi, penso che in questo piano inclinato abbiano raggiunto e superato i coetanei maschi, mentre tra gli adulti se molti dei miei "colleghi" pensionati maschi si sono lasciati andare, dismettendo giacca e cravatta (che peraltro, molti, ultimamente, non indossavano più), le donne mantengono un minimo di decoro, forse nella intuitiva percezione che se la guerra contro il tempo non si può vincere, almeno è possibile ingannarlo con la visione percepita, indossando con eleganza dei capi decorosi.

La mia impressione, che viene confermata quando per un qualche motivo ci si ferma a parlare con sconosciuti, magari al bar o all'edicola, è che all'aspetto sciatto esteriore corrisponda, in molti casi, anche un vuoto interiore che è ugualmente grave tanto negli adulti, quanto negli adolescenti.

Riempire quel vuoto, trovare la chiave per farlo, potrebbe essere la soluzione per una nuova stagione di rilancio della nostra Civiltà.

Se non ci si riuscirà, quel vuoto sarà riempito solo dall'odio e dai fanatismi politici e religiosi che speravamo di esserci lasciati alle spalle e rinchiusi nei libri di Storia. 

06 maggio 2026

La pace a tutti i costi è solo resa

Nella contrapposizione tra il Presidente Trump e il Papa Prevost, io sto con Trump.

So di essere in minoranza perchè, per motivi differenti, tanto a destra quanto a sinistra sono in tutto o in parte a sostegno del papa, ma è la linea di Trump che, a me, ispira maggiore fiducia e affidabilità nella difesa di quelli che sono gli interessi, sì, degli Americani ma anche, a cascata, i miei di Italiano, erede di una Civiltà Occidentale che ci ha dato più di ogni altra civiltà che sia fiorita sulla Terra.

Già dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti erano subentrati alle stanche nazioni europee nell'innalzare il vessillo della Civiltà, contro la barbarie che, inizialmente, aveva il colore rosso del comunismo.

Condotta in porto con successo parziale (perchè il comunismo è morto, ma i comunisti sono ancora vivi e infestano la Terra) la contrapposizione del dopoguerra, sono sempre gli Stati Uniti a guidare la resistenza ad un nuovo attacco all'Occidente che arriva dalla Cina e dall'Islam.

Se l'attacco cinese è subdolo, fondato come è su una sfida economica e tecnologica fondata sulla permanenza di un regime dispotico a Pechino, che sfrutta la quantità di mano d'opera disponibile per produrre beni a poco prezzo, imponendo peraltro condizioni di lavoro, retribuzioni e garanzie sulla qualità dei beni in oggettivo dumping nei confronti dei rigidi e alti livelli imposti alle aziende in Occidente, quello dell'Islam è la continuazione di reiterati tentativi che da quelle zone del mondo sono stati fatti per sottomettere l'Europa, cominciati ben prima dell'esistenza dell'Islam, con l'antica Persia.

Parlare di pace, in modo generico e senza porre paletti fondati sulla reciprocità dei comportamenti, significa aprire le porte delle nazioni occidentali all'Islam, senza vedere aperte le porte delle nazioni islamiche all'Occidente, ai nostri costumi, alle nostre fedi religiose, ai nostri Valori.

In sostanza assistiamo ad un Occidente che, tramite, purtroppo, una folta quinta colonna interna, vuole imporre l'accettazione delle feste, delle abitudini, dei costumi, della religione di milioni di immigrati di fede islamica cui incautamente si sono aperte le porte di casa nostra, senza veder riconosciuti altrettanti diritti a quelli di noi che volessero andare a vivere, anche solo per lavorare, nelle nazioni islamiche.

Ecco perchè considero una resa il parlare di pace, in modo avulso dalle specifiche realtà, dimenticando le persecuzioni cui vanno incontro in tanti stati a prevalente fede islamica i non islamici (non solo i cristiani), nella più totale mancanza di reciprocità.

Gravi colpe hanno tutti coloro che, più o meno in buona fede (e, notoriamente, si preferiscono quelli in malafede perchè, almeno ogni tanto, si riposano) che, dividendo all'interno l'Occidente, predicano per l'accoglienza e l'inclusione senza reciprocità di chi non vuole integrarsi, ma sottomettere.

E' in questo quadro che mi sento più e meglio rappresentato da Trump, probabilmente l'ultima opportunità per far tornare in carreggiata l'Occidente, che dal papa.

05 maggio 2026

In dubio pro reo

Uno dei principi cardine del Diritto, esplicitamente riconosciuto sin dai tempi di Giustiniano, che è imprescindibile assieme al principio di non colpevolezza, è in dubio pro reo, cioè che in presenza di dubbi sulla colpevolezza, si giudica in favore dell'imputato.

Appassionato di gialli, preferisco vicende di fantasia e non mi interesso alla cronaca reale sulla quale i "professionisti dell'informazione" di tuffano a pesce per vendere le loro teorie che, quanto più strampalate sono, più vendono.

Non posso però evitare di leggere i titoli e di ascoltare i resoconti nei giornali radio e televisivi sulla vicenda di Garlasco, riaperta in modo tale che, oggi, la percezione è che da undici anni in galera ci sia un innocente, pervicacemente voluto come colpevole, dopo i primi due gradi in cui era stato assolto, da una cassazione che, rimandando ad un nuovo processo di appello, praticamente impose la colpevolezza.

Già allora, davanti a due precedenti sentenze di assoluzione, il dubbio avrebbe dovuto insinuarsi nella testa dei giudici e quindi assolvere, in base al principio in dubio pro reo, il poveraccio finito nel tritacarne della giustizia.

Che, poi, dopo una decina di anni si torni a riaprire il caso, individuando in un altro soggetto l'unico colpevole (il che significa che quello oggi in galera sarebbe innocente) non fornisce una bella immagine della magistratura.

Non so, ovviamente, cosa effettivamente abbiano in mano i procuratori di Pavia, ma so che per escludere ogni dubbio circa la colpevolezza di un soggetto, devono esserci prove (non indizi) inconfutabili, oppure una confessione spontanea, non estorta.

Finchè ci sarà un solo "esperto" che interpreta impronte, dna e quant'altro in modo difforme da altri, non può che sussistere il dubbio che l'imputato sia innocente.

Quello di oggi, come quello di allora.

Sono convinto che se al posto di un magistrato ci fosse l'intelligenza artificiale, questa avrebbe, senza influenze esterne, simpatie o convinzioni metafisiche, optato per l'assoluzione allora, come oggi, perchè manca la consapevolezza che i due soggetti, quello di allora e quello di oggi, siano colpevoli "al di là di ogni ragionevole dubbio".

E forse sarebbe meglio così, perchè è meglio avere cento colpevoli liberi, che un solo innocente in galera.

04 maggio 2026

Il trappolone

I consiglieri fraudolenti di oggi sono i commentatori nei giornali e in radiotelevisione.

Esprimono le loro personalissime congetture, probabilmente per giustificare la loro altrimenti inutile presenza, spesso prive di verifica e nella massa delle parole, sperano che le loro previsioni siano presto dimenticate, così da poterne fare altre, anche in contrasto con le prime.

C'è, però, una linea comune a tutti, cercare di proiettare la percezione che i partiti del Centro Destra e il Governo siano allo sbando.

In oltre tre anni, l'unica sconfitta della Meloni è stata al referendum sulla giustizia, un atto autolesionistico degli Italiani che prima rinnovano la fiducia ai magistrati e poi continueranno a pagare gli errori giudiziari al posto dei magistrati che nel frattempo faranno carriera, come probabilmente accadrà anche con la vicenda di Garlasco.

Eppure quella unica sconfitta in tre anni è il trampolino di lancio di "professionisti dell'informazione" con la bava alla bocca che hanno trovato il consiglio fraudolente del secolo: andare ad elezioni anticipate.

Nell'editoriale di Belpietro di oggi si riporta che Travaglio ipotizza il voto anticipato, scongiurandolo perchè la sinistra non sarebbe pronta e Belpietro, invece di indagare sulle motivazioni che inducono uno come Travaglio a fare un apparente favore alla Meloni, sembra dargli ragione.

Il periodico di Sky tg24, invece rilancia l'ipotesi di elezioni, che sarebbero sul tavolo per sbloccare un presunto stallo nell'azione di governo.

A leggere costoro, verrebbe da dire, beh, se la sinistra non è pronta alle elezioni, andiamoci subito.

E qui scatta il trappolone.

Se la Meloni si dimettesse, il pallino sarebbe nelle mani di Mattarella, il vero capo dell'opposizione al Governo di Centro Destra, che già in passato fece in modo che non si andasse al voto con auspici favorevoli al Centro Destra (allora a cascarci con entrambi i piedi fu Salvini).

Ma anche se si andasse al voto (e se Mattarella sciogliesse le camere vorrebbe dire che è convinto che la sinistra vincerebbe) cosa importa all'elettorato di sinistra chi è il capo della coalizione, quale sia il programma, quali i candidati ?

L'elettorato di sinistra, al contrario di noi di Destra, è di bocca molto buona e basta propinargli quattro bellaciao, un paio di slogan a favore della Palestina e un centinaio di bandiere americane e israeliane da bruciare, si sente in paradiso.

La mancetta arriverebbe poi, con un simil reddito di cittadinanza, così che chi produce ricominci a mantenere chi si limita a consumare risorse, stravaccato su un divano.

Il resto non interessa, come abbiamo visto al referendum.

Quindi la Meloni farebbe malissimo a seguire i consigli fraudolenti di chi le vuole male e, anzi, farebbe male anche a chiamare alle urne prima della naturale scadenza delle camere solo per tornare a votare in primavera.

La legislatura dura quindi cinque anni che decorrono dalla prima riunione delle camere che, in questa legislatura, si è avuta il 13 ottobre 2022, con scadenza pertanto il 12 ottobre 2027.

In base all'art. 61 della costituzione del 1948, poi, le elezioni devono essere convocate contestualmente o subito dopo la fine della legislatura, tra i quarantacinque e i settanta giorni, quindi tra il 27 novembre e il 22 dicembre 2027.

Questo significa che la Meloni ha ancora un anno e mezzo, cioè un terzo della legislatura !, per recuperare la forma migliore, procedere con qualche intervento che caratterizzi il Governo come esecutivo di Destra e quindi rivincere le elezioni.

Se la Meloni deve fare degli sbagli, molto meglio se li fa seguendo un suo disegno e non perchè attratta dalle sirene fraudolente di una stampa ostile.

03 maggio 2026

L'Elettorato di Destra non ha pazienza (e facciamo male)

Come è possibile che il sentiment registrato dai sondaggi sia cambiato così repentinamente dall'approvazione stabile ad una lenta erosione del consenso per la Meloni e il suo Governo ?

Non può essere stato l'esito del referendum, la prima e unica sconfitta elettorale del Governo in quasi quattro anni, al più tale risultato avrà provocato lo sfarinamento di qualche opportunista che crede di anticipare un risultato del 2027 e cerca di posizionarsi per ottenere altri benefici.

Presi singolarmente non può essere il sostegno a Zelensky dichiarato sin dal primo giorno e neppure la recente rottura con Trump e Netanyahu o il siluramento della Venezi e l'ostilità a Buttafuoco.

Del resto la politica economica ha dato i suoi ottimi frutti e ogni indicatore economico e finanziario è nettamente migliorato rispetto agli undici anni di governi cattocomunisti.

Anche l'immigrazione è stata messa sotto controllo, gli sbarchi sono dimezzati e sono raddoppiate, secondo le cifre fornite dal Ministero dell'Interno, le espulsioni. 

Sul piano energetico abbiamo riserve, contratti e contatti che ci consentono di guardare anche al prossimo inverno con maggior fiducia rispetto alla Germania e persino, sul piano dei carburanti, alla Francia che, peraltro, con le centrali nucleari ha energia in casa.

Fondamentalmente si vive meglio, più sicuri, con più soldi in tasca.

Allora perchè lo sfarinamento del consenso?

Perchè non abbiamo pazienza e così rischiamo di mandare all'aria una lunga marcia, riconsegnando l'Italia ai cattocomunisti che si rimetterebbero alla volontà dell'unione europea, mentre per giustificare la loro esistenza colpirebbero i Valori di una Civiltà con leggi devastanti in campo sociale e di costume e ancor più repressive contro la libertà di parola, pensiero, opinione e diffusione delle idee, di quanto già non accada con le leggi Scelba e Mancino.

E' verissimo che ci saremmo aspettati di più, ma dobbiamo sempre considerare le condizioni disastrose di partenza, ad esempio un rapporto deficit pil all'8,1%, oggi rientrato al 3,1.

Quello significava che non c'era disponibilità di un solo euro per altre spese.

Certamente ci si aspettava che si mettesse mano alla pistola per fermare i clandestini, non questa politica di contenimento che, pure, qualche frutto, lentamente, lo produce, ma come era possibile con una magistratura che interpreta anche leggi chiarissime in base ad una ideologia favorevole ai clandestini ?

Probabilmente la Meloni avrebbe potuto fare di più in politica internazionale, soprattutto dopo l'elezione di Trump, ma ha preferito Bruxelles a Washington, forse pensando che Bruxelles ci sarà ancora nel 2028, Trump sicuramente no.

Ma la responsabilità maggiore l'hanno i commentatori di Centro Destra, quelli che scrivono su La Verità, il Giornale, Libero, il Tempo, critici (non tutti, per fortuna) verso la Meloni ed il Governo, più di quanto siano mai stati critici i loro omologhi di sinistra che, anzi, hanno sempre giustificato e coperto le tantissime magagne e assenze dei governi di sinistra, il tutto visivamente espresso dalle conferenze stampa in ginocchio davanti a Draghi.

Come si fa a gestire una situazione se, non avendo una sola rete televisiva a favore vista la deriva di Mediaset, anche i pochi quotidiani che dovrebbero essere filogovernativi, istigano i lettori denunciando presunti errori, asseriti ritardi e quelle poche scelte sbagliate che chiunque di noi fa, sempre, perchè oltre ad essere impossibile non sbagliare mai, è altrettanto impossibile accontentare tutti.

Ricordiamoci che l'alternativa alla Meloni si chiama Schlein, Conte, Renzi, Landini, Bonelli, Calenda, Fratoianni e, soprattutto, la totale sottomissione a Macron e Merz per interposta unione europea.

02 maggio 2026

Il predatore dei risparmi altrui

Abituato ad accendere la radio, ieri mi sono sorbito tra le 12,30 e le 13 la messa cantata del primo maggio, con una giornalista che dava la parola all'inviata a Marghera e faceva ascoltare spezzoni dei discorsi del segretari della trimurti sindacale.

Banalità a piene mani, ma quelle di Landini anche sciocchezze economiche come parlare di ridurre le imposte a lavoratori e pensionati, aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie.

Ora, le rendite finanziarie sono i risparmi investiti in titoli di stato, obbligazioni ed azioni e, a parte i titoli di stato ed equiparati che subiscono una tassazione di privilegio al 12,5%, gli altri beni sono tassati al 26%, cioè lo stato ci sottrae per legge oltre un quarto del rendimento.

Sempre al 26% vengono tassati i guadagni che si hanno quando si vende un titolo e ci si guadagna, mentre per tutta una serie di azioni con capitalizzazione superiore a 500 milioni, con l'imposta sulle transazioni finanziarie detta Tobin tax, viene tassato il semplice acquisto con lo 0,10% del controvalore.

Come se non bastasse, ogni trimestre la banca, su ordine dello stato e senza guadagnarci nulla, ci addebita lo 0,05% che rappresenta il pro quota di una tassa annuale dello 0,20%, impropriamente chiamata "imposta di bollo", applicata sul valore dei prodotti finanziari detenuti, inclusi i titoli di stato.

Eppure Landini dice che bisogna aumentare le tasse sui risparmi degli Italiani e chi non sa come stanno realmente le cose, applaude, mentre tanti "professionisti dell'informazione", che dovrebbero analizzare i discorsi di Landini e dei soci, fischiettando, guardano altrove.

Il dramma è che tutto il discorso di Landini è farcito da simili facezie che solleticano solo i peggiori istinti bestiali della natura umana, cominciando dall'invidia, ma alterano la realtà dei fatti.

Come l'asserzione che si è perso il 9% del potere di acquisto delle retribuzioni ... dal 2020.

Landini però non cita che dal 2023 al 2025, cioè nei tre anni pieni di governo della Meloni, il potere di acquisto delle retribuzioni ha guadagnato un 1% pieno sull'inflazione, il che significa che, partendo dal 2020 citato da Landini, la responsabilità della perdita del potere di acquisto è TUTTA dei governi giallorossi di Conte2 e di Draghi, sulle cui perdite, anzi, la Meloni ha cominciato a recuperare.

Lo stesso dicasi su tutte le altre questioni agitate dal palco, dai contratti "pirata", all'occupazione (aumentata di 1,2 milioni con il Governo Meloni) ed ogni altro pretesto di polemica, tanto per sollevare del polverone.

C'è da dire che ascoltare Landini, mi riconcilia con il Centro Destra e con il Governo Meloni, perchè mi fa capire che "gli altri", cioè i cattocomunisti, sarebbero, tutti, senza eccezioni, di gran lunga peggio del peggior ministro di questo Governo.

01 maggio 2026

Vocazione colonialista

In Italia (ma anche in Germania, Francia e tutte le altre nazioni occidentali) si vive benissimo.

Gli anziani hanno una pensione ricca, sono curati e assistiti, non ci sono disoccupati, nessuno deve mettersi in coda per un pezzo di pane e tutti contribuiscono, in proporzione alle loro capacità, a costruire il PIL nazionale.

E' solo così che mi viene da giustificare il perchè ci siano tante persone (circa 400 anche questa volta) che si sono imbarcate per stare un mese e forse più, lontani da casa, dalle proprie attività produttive (mi piacerebbe sapere quali ...), per "portare aiuto" ai poveri di Gaza.

Una autentica vocazione umanitaria, infatti, vorrebbe che ci si curasse in prima battuta di chi è vicino a noi e solo nella convinzione che tutti quelli a noi vicini, famiglia, concittadini, connazionali, di ogni censo ed età, siano adeguatamente assistiti e seguiti, si vada in giro per il mondo a "fare del bene".

E, poi, tutti, anche quelli che "fanno del bene", dovrebbero partecipare allo sviluppo della propria Nazione, al conseguimento di una produttività che ne incrementi la ricchezza.

Mi piacerebbe così sapere quali siano le professioni di quelli che sono in crociera con la cosiddetta "flottilla" e quale sia il loro contributo alla ricchezza della Nazione.

Non vorrei che il partecipare ad associazioni di volontariato, sia una strada non per arricchire il Popolo e la Nazione Italiana, ma solo per consumarne ricchezze non sostituibili o, come piace dire a costoro, non rinnovabili.

E non vorrei che il presunto spirito volontaristico, che spinge tanti ad andare in giro per il mondo a preoccuparsi dei più lontani da noi, quando ci sarebbe bisogno, anche di poco, magari per aiutare un anziano a districarsi nei meandri di una burocrazia che con l'informatizzazione è diventata sempre più kafkiana, non sia altro che una nuova versione di una mai sopita vocazione colonialista che ci vede impostati ad "insegnare" al prossimo cosa deve fare e come deve vivere, occultata dietro un peloso umanitarismo che finisce solo per voler imporre, con altri mezzi, quelle che sono idee e mentalità estranee ai popoli cui ci si rivolge.

Perchè per "fare del bene" non è necessario partire per luoghi esotici, può essere sufficiente suonare al campanello del vicino.

Ma, soprattutto, il primo "bene" che ognuno di noi può fare è quello di svolgere il proprio lavoro, producendo ricchezza a favore dell'intera Nazione.