Il 21 agosto 2023, subito dopo averlo letto, commentai "Il mondo al contrario" del Generale Vannacci, svolgendo alcune considerazioni sulla sua evidente ambizione politica.
Potrei farne un copia e incolla come commento alla decisione di uscire dalla Lega e agire con un nuovo partito che, anche nel nome, richiama in modo sinistro l'infelice avventura di Fini.
Condivido quasi in toto quanto il Generale ha sintetizzato nel suo saggio.
A dividermi è l'incertezza che ho sulla sua posizione sui vaccini (che non ho mai capito) e, soprattutto, la sua ammirazione per Napoleone che, per me, resta uno dei tre peggior criminali della Storia (gli altri due sono Stalin e Mao).
Quindi mi ci ritrovo su tutte le questioni da lui elencate e, sul piano meramente concettuale, avrà il mio voto.
Ma la Politica, sì, con la "P" maiuscola, è fatta di compromessi, di diplomazia, di accordi ed ho ben in mente un altro saggio, nel quale l'Autore scrisse che se vogliamo incidere sulla formazione delle leggi, dobbiamo adattarci a sostenere il partito che, per quanto non corrisponda in pieno alle nostre idee, possa far prevalere la nostra area politica di appartenenza, nel cui perimetro si possono collocare più partiti ognuno maggiormente identitario.
Come scrissi allora, Vannacci non avrebbe dovuto aderire ad un partito, ma tenersi a disposizione per la Coalizione, oppure fondare da subito il suo partito, che si misurasse alle imminenti europee (si sarebbero svolte dopo dieci mesi) ma all'interno del perimetro del Centro Destra.
Oggi è uguale.
Il partito di Vannacci potrebbe essere di grande utilità e determinante se all'interno della Coalizione, aggregando voti di chi, "duro e puro", non accetta neppure i compromessi cui obbligatoriamente si sottomette la Meloni e, quindi, portando alla Coalizione quel tot per cento (uno o due) necessario a superare stabilmente la soglia del 50% dei consensi.
Se, invece, come sembra dalle prime dichiarazioni, da un lato Vannacci pensa di condurre una battaglia solitaria (con l'obiettivo evidente di far perdere il Centro Destra, perchè la maggioranza non l'avrebbe mai) e, dall'altro, la Meloni e Salvini fossero intenzionati a tenerlo fuori dal Centro Destra, per una sorta di "punizione", allora prepariamoci ad avere almeno cinque anni di leggi woke, lgbt, a favore dei magistrati, repressive della Libertà di stampa, opinione, pensiero, pieni di tasse e di sudditanza a Bruxelles, "stando dietro" a Germania e Francia.
E allora mi torna in mente non il Fini di Futuro e Libertà, ma quello supponente che, nel 1996, dopo aver cambiato il nome al partito provocando l'uscita di Rauti con la Fiamma Tricolore, non volle allearsi con tale movimento.
Il Centro Destra perse le elezioni non tanto per i voti di una Lega che correva da sola, ma per i voti che Fiamma Tricolore raccolse in Lazio e in genere nel Sud, tutti sottratti a collegi uninominali in bilico che il Centro Destra, con la Fiamma, avrebbe vinto, tornando a Palazzo Chigi cinque anni prima del 2001.
E la Storia sarebbe stata molto differente (anche perchè era legislatura da elezione al Quirinale).
Quindi Vannacci, ma anche la Meloni e Salvini, ci pensino bene prima di chiudersi la porta in faccia reciprocamente e consegnare l'Italia ai cattocomunisti, vanificando gli sforzi e il buon governo che abbiamo dopo le elezioni del 25 settembre 2022.





