Ieri, in Parlamento, abbiamo visto, come al solito, una Giorgia Meloni surclassare le opposizioni cattocomuniste, ma per la prima volta alcuni passaggi non mi sono piaciuti: gli attacchi a Futuro Nazionale, il partito nato attorno al Generale Vannacci.
Io non so ancora per chi voterò tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale e se al momento manifesto una preferenza per Fratelli d'Italia, molto dipenderà dalla legge elettorale, dalle coalizioni e dalle eventuali conventio ad excludendum.
La sinistra non fa la schizzinosa e raccatta tutti, dalla Schlein e il pd, ai vari centrini dei fuoriusciti dal pd stesso, a Renzi, Conte, il duo Bonelli e Fratoianni, Magi e i resti dei radicali, ong, pro pal, no-a-tutto.
Nessuno viene escluso e tutti, portando più o meno voti, metteranno becco nell'ipotetico governo cattocomunista che vedrà patrimoniali (perchè il loro primo obiettivo è mettere le mani sui nostri risparmi per spenderli per le loro clientele), matrimoni omosessuali, finanziamenti a pioggia per nani e ballerine, sostegno al regime degli ayatollay, almeno finchè Trump o un Repubblicano sarà presidente (e poi virata da 180 gradi), tutto a spese nostre.
Perchè il Centro Destra deve farsi male da solo e rinunciare ai voti che porterà Vannacci, pochi o tanti che siano ?
La Meloni poteva quindi risparmiarsi gli attacchi a Vannacci, perchè è bene che si renda conto che l'Elettorato di Centro Destra li vuole tutti assieme.
Vannacci, dal canto suo, ci risparmi la sua rivendicazione di purezza, perchè la "Destra vera" non esiste in assoluto, ma esiste la Destra, della quale fanno parte, legittimamente ed a pieno titoli, tutti coloro che si riconoscono in un'area Nazionale e Identitaria, pur nelle differenti sensibilità che porta ciascuno di noi ad avere delle priorità che non sono quelle del proprio vicino, ma non per questo uno dei due è una "Destra falsa".
Così come è naturale avere differenti opinioni su singoli aspetti, come la guerra in Ucraina o il ruolo di Israele.
Poi, come è sempre stato nel Centro Destra, il leader del partito più votato dagli Elettori, sarà anche il Leader della Coalizione, come fu Berlusconi dal 1994 al 2018, Salvini dal 2018 al 2022 e la Meloni dal 2022 ad oggi.