Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

20 giugno 2026

Right or wrong, it's my Country


Sono dispiaciuto per la reazione sopra le righe di Trump alla mancata condivisione (sbagliata, sbagliatissima !) del Governo italiano e della Meloni per l'azione contro il regime degli ayatollah e nella polemica con Leone XIV.

Alla Meloni non sarebbe costato nulla concedere le basi italiane, perchè i bombardieri americani facessero tappa o anche base (tra l'altro per svolgere una missione che era ed è anche nel nostro interesse) e sarebbe costato ancora meno tacere senza prendere le parti del papa.

L'irritazione di Trump, quindi, è perfettamente comprensibile così come sarebbe comprensibile analoga irritazione di Netanyahu (che però non ha strumenti per manifestarla con analoga efficacia) contro il nostro governo che ha sospeso il memorandum sulla difesa.

Però .... però ... io sono Italiano e per me vale il principio per cui right or wrong, it's my Country, per cui nel momento in cui si apre un contenzioso che vede da una parte l'Italia e dall'altra qualunque nazione straniera, io sono dalla parte dell'Italia, anche quando sostiene tesi e compie azioni che non condivido, come il negare le basi ai bombardieri americani o prendere le parti del papa contro il Presidente degli Stati Uniti.

Mi dispiace che Trump, non abbia avuto il buon senso di tacere, per non fare un assist proprio ai cattocomunisti che sarebbero, al posto della Meloni, ben più allineati con i vari Starmer, Macron, Merz e Sanchez, da lui più volte criticati.

E mi dispiace che anche la Meloni abbia reagito con una dichiarazione che getta benzina sul fuoco, facendo andare in brodo di giuggiole tutti i nemici di Trump e del Centro Destra, che sono poi gli stessi stati, partiti e persone, ricevendo la pelosa e non gradita solidarietà di individui come Macron e Sanchez, di cui faccio volentieri a meno.

Prima o poi qualcuno dovrà cominciare a tacere e ricucire.

Il risultato, adesso, è lose-lose, perchè da un lato Trump perde il sostegno del principale governo europeo maggiormente in linea con le sue idee, dall'altro la Meloni si trova spinta nelle braccia dell'unione europea (come accadde all'Italia di Mussolini, spinto nelle braccia della Germania di Hitler, per colpa delle sanzioni di Inghilterra e Francia dopo la conquista dell'Etiopia) e con una compagnia di viaggio, che la sta provando a circuirla (ma dubito che ci caschi) con la "solidarietà", poco edificante, all'interno e all'esterno dell'Italia.

L'unico aspetto positivo è che i cattocomunisti devono decidere se sostenere Trump o la Meloni ed è come chiedere loro se preferiscono essere giustiziati con la ghigliottina o la sedia elettrica.


P.S. Se avessi pratica di internet avrei messo la faccia di Trump al posto di quella di Buzzanca e quella della Meloni su quella di Delia Scala. Pazienza, così ognuno può sviluppare la sua fantasia.

19 giugno 2026

Perchè rinunciare a sei mesi di governo ?

Leggo che, in base a masturbazioni mentali relative ai tempi per la fine della legislatura e la chiamata alle urne, sembrerebbe che l'11 aprile 2027 si andrà al voto, sei mesi prima della scadenza della legislatura (21 ottobre) facendo così un regalo immenso alla sinistra.

Io non capisco questa generosità (che a parti invertite non ci sarebbe, mai !), solo per il beau geste di ripristinare il voto in primavera e risolvere in tal modo la questione della data del voto.

Se, infatti, Mattarella, in assenza di dimissioni della Meloni, dovesse applicare la costituzione del 1948, potrebbe convocare le elezioni non prima del 21 ottobre 2027 e attendere, se non sbaglio, dai 40 ai 70 giorni prima di fissare il giorno del voto, quindi tra il 30 novembre e il 31 dicembre, 

Beh, che i Soloni che dicono che quella del 1948 sarebbe la costituzione più bella del mondo, risolvano il problema derivante dalla applicazione delle normative costituzionali.

Perchè il Centro Destra dovrebbe rinunciare a sei mesi di governo ? 

18 giugno 2026

Remigrazione, rimpatrio, espulsione: una giornata da incorniciare

Ieri due notizia su un medesimo tema hanno reso migliore la giornata: l'approvazione, in Italia, del decreto rimpatri e l'analogo voto del parlamento europeo, questo niente affatto scontato.

Dopo anni di lassismo buonista, i governi, anche socialisti come quello danese, hanno capito il rischio che stiamo correndo con l'arrivo massiccio di clandestini.

E hanno preso provvedimenti giusti per evitare che i cittadini, sentendosi abbandonati, reagiscano con violenza, come in Irlanda del Nord, come, sempre, nella Storia i Popoli hanno reagito alle invasioni di stranieri.

Il quadro normativo è pronto, adesso arriva la parte più difficile: attuarlo.

Non sarebbe accettabile che, per le paturnie ideologiche di un magistrato, si eviti di applicare norme di semplice buon senso, trattenendo, fuori dai nostri confini, per 24 mesi, i clandestini in attesa di accertamenti.

Accertamenti che devono riguardare anche la veridicità di affermazioni che li presentassero come rifugiati per motivi politici o di altra natura.

Non dobbiamo però accontentarci di procedere alla remigrazione, rimpatrio o espulsione (ciascuno adotti la parola che più gli sembra appropriata), perchè il passo successivo è impedire che arrivino clandestini sulla nostra terra.

Blocco navale e accordi con gli stati da cui partono i clandestini sono quindi gli strumenti per fermare alla sorgente il movimento e superare, quindi, il momento oneroso dei rimpatri forzati o volontari che siano.

Il passo della Meloni sarà lento, ma arriva al traguardo che è, poi, quello che conta. 

17 giugno 2026

Il papa e gli immigrati

Questa mattina, al gr1 delle sette, ho ascoltato una breve dichiarazione estrapolata da un discorso o da una intervista al papa.

Il tema era sull'immigrazione, l'accoglienza e la remigrazione.

Il papa ha, senza ombra di dubbio, indicato la sua preferenza per l'accoglienza di quanti spesso sono "costretti", a suo dire, a scappare dalla loro terra a causa di carestie, guerre e malattie e ha detto che il loro rimpatrio non sarebbe una risposta "cristiana" perchè sarebbe come risolvere un problema a casa nostra e lavarsene le mani.

Il papa può dire queste cose perchè non deve amministrare un territorio, una Nazione, un Popolo e ... per fortuna che non esiste più il potere temporale della chiesa.

Ma un governo deve avere come Stella Polare il Benessere e la Sicurezza dei propri cittadini, anteponendola ad ogni altra considerazione, soprattutto quando ci sono organizzazioni sovranazionali rigonfie di finanziamenti che dovrebbero preoccuparsene.

Quello che manca - SEMPRE ! - nelle parole del papa e di tutti coloro che si cingono la testa con l'aureola della santità immigrazionista, è una risposta concreta, credibile alla esigenza di chi già è su questo territorio di mantenere e incrementare il proprio tenore di vita nella sicurezza.

Non hanno una risposta.

Alzano gli occhi al cielo, allargano le braccia e ricominciano a parlare di accoglienza e di comportamento cristiano.

Però, se ricordo bene, in tutte le parabole nelle quali si racconta di viandanti che vengono accolti, sfamati, dissetati, si parlava sempre di una, due persone.

Qui le ong ce ne scaricano a migliaia !

Vorrei vedere il comportamento del "buon samaritano"  se invece di un ferito, ne avesse incrociati cento, avrebbe dovuto fare a pezzi il suo mantello riducendolo alle dimensioni di un fazzoletto, non avrebbe salvato nessuno e sarebbe morto di freddo anche lui.

Siamo tutti capaci di scrivere e pronunciare frasi "cristiane" di accoglienza e di bontà, ma la realtà, quando si deve operare nel concreto, è ben diversa. 

16 giugno 2026

1, X, 2

E' cominciato il Totovittoria in Iran.

Ascoltavo la radio e i commentatori, bruciati dalle precedenti esperienze, sono molto cauti nell'esprimersi, tranne quelli più ideologizzati che esternano le loro speranze come se fossero la realtà.

I più giocano la tripla, la vecchia cara, tripla che, se non ci consente vincite da capogiro, ci permette di assaporare il gusto dolce di un piccolo incasso.

Il commento di chi viene pagato a gettoni per parlare ad un microfono è, quindi, uguale al mio, vecchio pensionato, che lo manifesto "graduidamende", come direbbe un ex presidente del consiglio che speriamo rimanga tale per tutta la vita.

Quando non c'è una resa incondizionata, le parti terminano una guerra, si leccano le ferite e preparano la prossima.

Così sarà contro il regime degli ayatollah, indipendentemente da quello che realmente c'è scritto (e nessuno lo sa) nel memorandum firmato (sic !) a distanza e che sarà sottoscritto "in presenza" venerdì e così sarà tra Russia e Ucraina.

Il problema dell'Occidente è la estrema debolezza morale che ci impedisce di condurre una guerra con quella determinazione che, stante la superiorità strategica e militare ancora presente, condurrebbe ad una vittoria certa che chiuderebbe, per almeno un secolo, ogni velleità espansionista dell'integralismo islamico rappresentato dagli ayatollah e dalle loro metastasi (che chiamano "proxy" !!!) terroriste.

Un espansionismo che non è nato con l'Islam, ma che è parte della Storia dell'Umanità, basta ricordare l'epopea delle poleis greche contro i tentativi dell'Impero Persiano di invadere la Grecia e dilagare nell'Occidente tutto.

Ma in Occidente abbiamo un secondo grande problema che ci impedisce di sistemare la questione per il prossimo secolo e, quindi, lasceremo in eredità alle generazioni futuro questo pericolo, perchè più o meno la metà dei cittadini dell'Occidente (anche nell'America di Trump, purtroppo) si sono rammolliti al punto da sostenere una improbabile convivenza con quelli che, invece, vogliono sottometterci.

Sono le quinte colonne, consapevoli o meno, del nemico e si sono manifestate nell'ignavia con la quale le vecchie grandi potenze europee si sono astenute dal collaborare con l'azione intrapresa da Trump e Netnayahu.

Tutti assieme avremmo potuto sistemare la pratica in questi quattro mesi e, invece, ci troviamo a tagliare il capello in quattro per vedere chi ha vinto, chi ha perso e, ad ogni buon conto, ci mettiamo pure la X del pareggio.

15 giugno 2026

La Meloni e Vannacci sono complementari, non alternativi

Le polemiche domenicali hanno evidenziato che il Centro Destra non può che comprendere anche il Generale Vannacci e sarebbe sbagliato che gli uni lo escludessero o che lui rifiutasse ogni compromesso tanto, stia tranquillo, troverà sempre qualcuno più puro di lui.

Sia la Meloni che Vannacci hanno condannato senza giri di parole la censura operata dagli editori organizzatori della fiera "più libri più liberi" che hanno richiesto la sottoscrizione di una dichiarazione antifascista agli espositori.

Non mi meraviglio di tale iniziativa, perchè il dna dei cattocomunisti è quello e parte dai processi contro gli "eretici" che osavano affermare che fosse la Terra a ruotare intorno al Sole, passa dalle purghe staliniste e maoiste della rivoluzione culturale e arriva al green pass di Draghi contro chi, liberamente, decideva di non vaccinarsi.

Mi meraviglio, invece, dell'ignoranza abissale della costituzione del 1948, che tanti citano a sproposito non conoscendone il contenuto, dove non solo non si parla di antifascismo come "valore", ma, anzi, limita "per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione", tempo abbondantemente trascorso, il "diritto di voto e all'eleggibilità per i capi responsabilità del regime fascista".  

Niente altro.

Ma ieri Vannacci ha dimostrato come sia necessario integrare le posizioni istituzionali della Meloni con un passaggio in più, che destrutturi la narrazione cattocomunista, woke, lgbt, politicamente corretta o in qualunque modo vogliano essere definiti.

Chi uccide una persona deve essere punito indifferentemente al genere, alla fede politica e religiosa, alla nazionalità sua e della vittima.

Aggravanti e attenuanti, per l'efferatezza, per le modalità, per le motivazioni, sono già tutte comprese nelle nostre leggi.

La Meloni e Vannaci diventano così complementari, parte di diritto e necessaria del Centro Destra, quanto lo sono Salvini, Lupi e Tajani e tutto ciò che ognuno rappresenta, indipendentemente dalla percentuale di voti che ottiene, perchè è l'unione di tutti a dare la vittoria al Centro Destra.       

14 giugno 2026

Non credo alla buona fede degli ayatollah

Oggi il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, compie 80 anni, solo dieci in più di chi scrive.

Auguri di buon compleanno a chi, come sintetizzò una volta Kissinger, porta ben cinque cappelli, essendo capo degli Stati Uniti, capo del governo degli Stati Uniti, capo delle Forze Armate degli Stati Uniti, capo del suo partito e capo dell'Occidente.

Ed è per quest'ultimo cappello che mi interessa.

Senza gli Stati Uniti e con la manifesta pusillanimità degli attuali governanti delle altre nazioni occidentali (con l'unica attenuante di vivere in un periodo in cui circa la metà degli Occidentali rema contro i propri stessi interessi, per un malinteso senso di espiazione di una colpa, quella di aver diffuso la Civiltà nel mondo, che in realtà è un merito di cui dovremmo oggi incassare i dividendi) l'Occidente sarebbe perso.

Lo dimostra l'assenza in una missione, quella contro gli ayatollah, tesa a rendere più sicuri tutti con l'annientamento di un regime dispotico e integralista e delle sue metastasi terroriste.

Mi sembra triste che si debba sperare in un ottantenne per veder garantito il nostro stesso benessere (leggi: rifornimenti energetici) per il quale i nostri governi non alzano un dito, preferendo farci stringere la cinghia, ridurre il riscaldamento d'inverno, il condizionatore d'estate e aumentando i costi dei rifornimenti.

Abbiamo perso lo spirito che ci fece grandi, come singole Nazioni e Popoli, perseguendo un disegno unitario che non ha capo, nè coda.

Per questo mi auguro che, pur comprendendo quanto potrebbe essere gratificante per il Presidente Trump firmare un accordo con gli ayatollah il giorno del suo ottantesimo compleanno, non vi sia una firma affrettata.

Soprattutto non vi siano firme "a distanza", senza la visione esatta dei testi, perchè il dubbio che mi sorge è che pur di parlare di "pace", i cosiddetti "mediatori", sottopongano testi che, con l'uso di determinate parole ambigue nelle traduzioni in lingue profondamente differenti, possano indurre in errore sui reali contenuti del testo.

E, comunque, condivido quanto ha dichiarato l'ex Segretario di Stato Mike Pompeo, per il quale, qualunque sia l'accordo, gli ayatollah non lo rispetteranno, perchè non ne hanno mai rispettato uno.

Salvare il regime degli ayatollah, non vale una candelina in più sulla torta di compleanno.

13 giugno 2026

L'Italia agli Italiani

Due studenti dell'ultimo anno di un liceo di Cesena, nella rossa Emilia Romagna ..., sono stati condannati a scrivere una tesina "rieducativa" dal titolo "Gli africani siamo noi".

Una rieducazione che sa più di rivoluzione culturale maoista che delle purghe staliniste, ma che appartiene allo stesso filone che ebbe il suo prologo con le torture dell'Inquisizione.

Non a caso sono i cattocomunisti, questo ibrido nato dal connubio contro natura (o forse no) tra cattolici e marxisti, a sostenere quanto sia bella l'immigrazione che ci porta insicurezza, ci sottrae risorse economiche per dare vitto, alloggio, cure e istruzione ai clandestini e poi anche pagare i costi delle loro devastazioni.

Chi vi si oppone deve essere "rieducato", come un eretico del Cinquecento, un dissidente dell'Unione Sovietica, un professore cinese degli anni Settanta, anche se proprio ragazzi come quelli di Cesena ci infondono speranza per il futuro, anche per la lettura di quello che dichiarano.

Citando in modo appropriato Carducci anche se, personalmente, preferisco sempre Manzoni che ci ricorda come l'Italia sia "una d'arme, di lingua d'altare, di memorie, di sangue e di cor", al punto che nessuna legge sulla cittadinanza, nessun tratto di penna, potrà mai rendere italiano chi non lo è, dimostrano che il Patriottismo non è roba da museo e finchè qualcuno terrà accesa la sua fiamma, il futuro sarà meno oscuro.

12 giugno 2026

Il nemico del Centro Destra non è Vannacci e non esiste una "Destra vera"

Ieri, in Parlamento, abbiamo visto, come al solito, una Giorgia Meloni surclassare le opposizioni cattocomuniste, ma per la prima volta alcuni passaggi non mi sono piaciuti: gli attacchi a Futuro Nazionale, il partito nato attorno al Generale Vannacci.

Io non so ancora per chi voterò tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale e se al momento manifesto una preferenza per Fratelli d'Italia, molto dipenderà dalla legge elettorale, dalle coalizioni e dalle eventuali conventio ad excludendum.

La sinistra non fa la schizzinosa e raccatta tutti, dalla Schlein e il pd, ai vari centrini dei fuoriusciti dal pd stesso, a Renzi, Conte, il duo Bonelli e Fratoianni, Magi e i resti dei radicali, ong, pro pal, no-a-tutto.

Nessuno viene escluso e tutti, portando più o meno voti, metteranno becco nell'ipotetico governo cattocomunista che vedrà patrimoniali (perchè il loro primo obiettivo è mettere le mani sui nostri risparmi per spenderli per le loro clientele), matrimoni omosessuali, finanziamenti a pioggia per nani e ballerine, sostegno al regime degli ayatollay, almeno finchè Trump o un Repubblicano sarà presidente (e poi virata da 180 gradi), tutto a spese nostre.

Perchè il Centro Destra deve farsi male da solo e rinunciare ai voti che porterà Vannacci, pochi o tanti che siano ?

La Meloni poteva quindi risparmiarsi gli attacchi a Vannacci, perchè è bene che si renda conto che l'Elettorato di Centro Destra li vuole tutti assieme.

Vannacci, dal canto suo, ci risparmi la sua rivendicazione di purezza, perchè la "Destra vera" non esiste in assoluto, ma esiste la Destra, della quale fanno parte, legittimamente ed a pieno titoli, tutti coloro che si riconoscono in un'area Nazionale e Identitaria, pur nelle differenti sensibilità che porta ciascuno di noi ad avere delle priorità che non sono quelle del proprio vicino, ma non per questo uno dei due è una "Destra falsa".

Così come è naturale avere differenti opinioni su singoli aspetti, come la guerra in Ucraina o il ruolo di Israele.

Poi, come è sempre stato nel Centro Destra, il leader del partito più votato dagli Elettori, sarà anche il Leader della Coalizione, come fu Berlusconi dal 1994 al 2018, Salvini dal 2018 al 2022 e la Meloni dal 2022 ad oggi.


11 giugno 2026

La sveglia di Belfast a tutto l'Occidente

I fatti sono noti.

Nel Regno Unito in cui la polizia ammanetta un Bianco morente, accoltellato da un immigrato che aveva dichiarato di essere stato oggetto di razzismo, gli Irlandesi di Belfast, cattolici e protestanti, hanno reagito all'ennesimo accoltellamento da parte di un richiedente asilo africano contro un Irlandese che ha perso un occhio ed è ancora in pericolo di vita.

La reazione è la medesima che, in tutte le epoche, si è verificata quando una popolazione autoctona è stata invasa da una massa estranea bramosa solo di depredare e uccidere, per sostituirsi ai legittimi titolari delle terre e sfruttare il lavoro altrui a proprio beneficio.

Il contratto sociale che legittima uno stato a legiferare godendo di poteri cui hanno rinunciato i singoli cittadini ha, come contropartita, il dovere dello stato a proteggere la vita e le proprietà dei suoi cittadini.

Quando uno stato viene meno, come sta accadendo nel Regno Unito (e non solo), a questo dovere di base, il cittadino ha ogni diritto a riorganizzarsi e proteggersi con i metodi, i mezzi, gli strumenti e le armi a sua disposizione.

Da Belfast è partita una sveglia sonora per tutto l'Occidente, dove le ondate di clandestini ormai arrivate, stanno minando la coesione sociale e, soprattutto, la sicurezza delle proprietà e della vita stessa dei cittadini.

Come direbbe Mario Giordano: chi lo nega, è complice.