Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

01 luglio 2026

Quei soldi sprecati per finanziare l'onu, l'oms e le organizzazioni sovranazionali

L'avevo già scritto in occasione delle incapacità, con una inutilità che scade nella nocività, di organizzazioni come l'onu e l'unione europea di intervenire negli scenari di guerra, ognuna delle quali si risolve per l'intervento di singole nazioni, anche associate nello sforzo, ma al di fuori delle organizzazioni sovranazionali.

In precedenza lo abbiamo visto davanti alle invasioni di clandestini che si spostano da una nazione all'altra, con esodi biblici, davanti ai quali l'impotente onu si limita a strimpellare, riempendosi la bocca di parole senza concretezza.

Lo vediamo oggi davanti al terremoto in Venezuela, dove il grande assente è, ancora un volta, l'onu, essendo tutto lo sforzo per aiutare la popolazione così duramente colpita sostenuto da singole nazioni, in primis gli Stati Uniti, la Spagna, l'Italia.

E lo vediamo davanti alle cifre sparate a casaccio, della serie "ndo cojo, cojo", pur di instillare terrore, dall'oms, cifre smentite dai governi, ieri quello italiano, oggi quello francese.

L'unico aiuto che può venire dall'onu, dall'oms, dalla ue e da quelle organizzazioni sovranazionali, sarebbero le cifre risparmiate se evitassimo di finanziarle, tutto denaro che potrebbe essere meglio investito in protezione civile e nella sanità dai singoli governi nazionali. 

30 giugno 2026

Non c'è limite al ridicolo dei talebani del cambiamento climatico

Leggo che Bonelli, quello dei sassi del Po,  attribuisce al Governo anche "l'irresponsabilità" nei confronti del caldo di questi giorni.

Fa coppia con il titolo del Domani che ho ascoltato questa mattina nella rassegna stampa di radio uno: siamo governati dai negazionisti.

Ostrega !

Negazionisti, la condanna finale, senza appello.

Negazionisti dei genocidi nella seconda guerra mondiale.

Negazionisti del covid e, adesso negazionisti del cambiamento climatico.

E chissà quanti altri "negazionismi" che circolano impunemente a nostra insaputa !

Esaminati, giudicati, condannati.

Subito dopo le parole di Bonelli sono arrivati i temporali che, nel momento in cui scrivo, hanno ridotto la temperatura di circa 8 gradi rispetto a ieri e mi hanno obbligato a dormire con la finestra chiusa.

Solitamente non rilancio le parole che vengono pronunciate con la bava alla bocca da chi non ha argomentazioni per affrontare i veri temi seri della Politica: tasse, sicurezza dei cittadini, immigrazione.

Anche perchè, in assenza di qualsivoglia ragionamento accettabile, i tipi come Bonelli sul tema tasse, invece di ridurle, proporrebbero la patrimoniale, sulla sicurezza, il disarmo della Polizia e sull'immigrazione lo ius soli e l'accoglienza indiscriminata, cioè il contrario, ma proprio l'opposto, di quel che andrebbe fatto.

Così è per il cosiddetto cambiamento climatico attribuito all'Uomo che, con termine che fa gonfiare il petto per l'autocompiacimento nell'ascoltarsi quanto si è fighi nel pronunciare vocaboli così colti, viene detto "antropico".

Ma se, invece di diffondere ondate di catastrofismo, pessimismo, millenarismo un tanto al chilo, i cosiddetti scienziati si attivassero per trovare il metodo migliore per adattarci ad un cambiamento che non si può evitare, nè fermare ?

La Fantascienza è letteratura di anticipazione e sono innumerevoli i romanzi ed i film in cui si è presa in considerazione una Terra profondamente cambiata nel clima, a fronte del quale gli scienziati hanno sempre trovato il modo per garantire una vita comoda, inventando ogni genere di soluzione.

Invece di presentarsi in televisione a pontificare con proiezioni che ci fanno vedere tutti morti fra un tot di anni per il gran caldo (quando ero adolescente, ricordo, però, che ci illustravano un tremendo futuro glaciale), studino il modo per raccogliere le acque che scendono copiose e che vanno perdute, incamerare il calore delle giornate più calde per utilizzarlo in futuro, adattare le produzioni agricole al progressivo cambiamento naturale del clima.

Sennò, se non trovano le soluzioni per vivere bene in mezzo al cambiamento, che scienziati sono ?

E invece di pensare a spegnere i condizionatori (ma solo nei piani più bassi della piramide, come sembra abbiano fatto nei palazzi dell'unione europea) ne studino di sempre più perfezionati, perchè ognuno possa vivere nell'albiente climatizzato a sua misura e, perchè no, vestiti idonei a tenere caldi di inverno e freschi d'estate.

Non ricordo bene chi sia stato (credo Walt Disney, ma potrei sbagliarmi) a pronunciare una frase perfetta per sintetizzare il tutto: se puoi sognarlo, puoi farlo.

29 giugno 2026

Quos vult perdere, Iupiter dementat prius

Ho simpatia per Salvini e per i risultati ottenuti al Viminale nonostante avesse Conte come presidente del consiglio, ha dimostrato di essere competente e coerente nella sua battaglia contro l'invasione dei clandestini. 

Non capisco quindi le cantonate che ogni prende, come nel 2021 quando entrò nel governo Draghi e nel gennaio 2022 quando votò per la rielezione di Mattarella che gli costarono una retrocessione dal 34% di voti ottenuti nel 2019 alle europee al 9 scarso delle politiche 2022.

Salvini è un grande militante di partito, abituato a rimboccarsi le maniche, lavora, costruisce e poi sembra preso da un raptus autolesionista e si impunta con il rischio di perdere di nuovo quello che ha racimolato in termini di consenso.

Oggi si ripete la storia, con il rifiuto a reintrodurre il voto di preferenza e con la apparente chiusura a Vannacci.

Forse è per questi suoi sbandamenti che gli Elettori di destra hanno da anni spostato la loro preferenza su Giorgia Meloni, che, ogni giorno, dimostra, con le parole e con i silenzi, di domare molto bene quella bestia che divora i suoi figli che si chiama Politica.

28 giugno 2026

Disarmare i terroristi per pacificare il medio oriente

I governi libanese ed israeliano, con la mediazione di quello degli Stati Uniti, hanno trovato un accordo di pacificazione e restituzione della sovranità territoriale al Libano.

La condizione, che peraltro è presente in ogni accordo in precedenza fallito e che è presente anche nell'accordo di tregua per Gaza, è il disarmo di Hetzbollah (e di Hamas a Gaza).

I due gruppi, finanziati e sostenuti dal regime degli ayatollah (che a loro volta firmano accordi per il libero transito ad Hormuz, li violano e strillano se gli Stati Uniti bombardano per punizione una loro base missilistica) rifiutano il disarmo.

A che titolo ?

Non rappresentano il governo libanese e sono anni che non vengono tenute libere elezioni a Gaza, territorio peraltro che dovrebbe appartenere all'Egitto e che è stato devoluto agli arabi musulmani della zona dopo la conquista israeliana del 1967 e il ritiro delle truppe dell'Idf.

Perchè Hetzbollah dovrebbe bloccare l'attuazione dell'accordo ?

Sarebbe come se, a suo tempo, le brigate rosse pretendessero di essere considerate interlocutrici del governo o, più adeguatamente, se a fronte degli accordi tra Italia e Austria sull'Alto Adige, i separatisti (che comunque avevano ragioni ben maggiori dei quelle dei terroristi arabi) avessero preteso di bloccarli con una sorta di diritto di veto.

Se Hetzbollah (e Hamas) non disarmano, allora le armi dovranno essere tolte loro con la forza, attraverso una collaborazione militare tra Israele e Libano per dare attuazione all'accordo sottoscritto.

Se poi si vogliono accelerare i tempi, le truppe onu. unifil o volonterose che siano, invece di farsi una vacanza al caldo, salvo lamentarsi se volano sulle loro teste delle bombe, collaborino per disarmare Hetzbollah, distruggere le loro basi e incarcerare i terroristi.

Solo così sarebbe avviata una pacificazione in Medio Oriente che, peraltro, richiederebbe anche la rimozione del regime degli ayatollah per completare l'opera.

27 giugno 2026

Viareggio: giustizia è fatta ?

Sono particolarmente restio ad affrontare questioni relative a vicende nelle quali da una parte ci sono i famigliari di una o più vittime il cui dolore è quello che avremmo tutti noi al loro posto e dall'altra persone che si proclamano innocenti ma che vengono processate e, a volte, condannato per teoremi o per una posizione di responsabilità ricoperta.

Ma con la conferma della cassazione delle condanne all'ex Amministratore Delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti e altri dirigenti, si è aperta una porta per rifletterci sopra, grazie alle parole dello stesso Moretti che, oltre alla reiterata professione di innocenza accompagnata dall'acquiescenza alla sentenza, ha posto il problema dei manager che vengono chiamati a rispondere praticamente di tutto.

Può un manager essere responsabile della puntuale applicazione di normative di sicurezza e manutenzione ?

Questo fondamentalmente è il quesito cui dovrà essere data risposta.

Chiunque abbia vissuto esperienze in aziende, di qualsiasi tipo, sa che ci sono vari livelli di responsabilità operativa, ma anche di natura civile e penale i cui confini non sono mai ben delineati.

E ci sono anche una miriade di norme, circolari e prescrizioni che, se fatte osservare puntigliosamente, bloccherebbero la produzione.

Spesso si attribuisce ad un quadro o un dirigente, una responsabilità nominale, senza peraltro che abbia gli strumenti per assolvere in pieno al compito.

Ma anche a livello apicale vengono attribuite, ex lege, responsabilità per l'operatività anche spicciola, che un manager di una grande azienda, come sono le Ferrovie, non potrebbe mai e poi mai verificare.

Capisco la volontà che anima i parenti delle vittime, che spesso pretendono un colpevole da "distruggere" a prescindere dal fatto che sia veramente colpevole, per trovare una (ben magra) consolazione alla perdita con la perdita civile di una persona individuata come responsabile.

E capisco che, per chi più prosaicamente mira ad essere risarcito della perdita, sia meglio chiedere ad una grossa azienda ed ai suoi vertici, invece di accanirsi contro un Sempronio qualunque, forse reale responsabile materiale di un accadimento negativo, ma con un patrimonio da attaccare più limitato.

E se anche volessimo considerare la vendetta un equipollente della giustizia, quali potrebbero essere le conseguenze se non un rallentamento, se non un blocco di tante attività produttive se, invece di delegare, affidandosi alla responsabilità di chi segue in scala gerarchica, un manager si mettesse in testa di voler controllare tutto quello che ricade nel suo ambito di responsabilità ?

Chi fa, falla, dice un antico proverbio che proseguo con "e chi non fa, sfarfalla", cioè sbagliare è connaturato all'agire, ma non agire per paura di sbagliare è l'errore maggiore che uno possa commettere (e per fortuna dell'Umanità abbiamo fatto, facciamo e faremo tanti errori, ma, almeno una parte di noi, continua ad agire).

E se possiamo tutti capire come, dopo un incidente, i parenti delle vittime, la prima cosa che chiedono è: vogliamo i colpevoli, quindi segue la ricerca spasmodica di un colpevole, deve essere compito della magistratura applicare le leggi in modo intelligente e appropriato al caso singolo, ma anche ad un quadro generale che deve garantire la continuità operativa e produttiva.

E se la magistratura non è in grado di farlo, deve essere la Politica a scrivere meno leggi, ma più chiare, per lasciare il minor spazio possibile alle interpretazioni dei singoli magistrati.



26 giugno 2026

La Meloni svetta grazie all'aggressione generale contro di lei

Come noto non condivido, del Governo Meloni, la politica estera, a cominciare dall'appoggio a Zelensky e, adesso, anche al posizionamento che le ha fatto "tradire" l'alleanza con Trump e, a mio avviso, anche l'interesse nazionale che vorrebbe che gli ayatollah e le loro metastasi venissero spazzate via.

Il mio voto andrà, se non emergerà altro, ma non credo, ad uno tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale, valutando, al momento del voto, il contesto, la legge elettorale, le scelte di coalizione.

Detto questo, esprimo apprezzamento per la Meloni come statista prima ancora che leader di partito.

Innanzitutto per le sue scelte in politica interna (sicurezza, immigrazione, giustizia, sanità, istruzione) ed economica (riduzione delle tasse, difesa del ceto medio, aiuto alle persone in difficoltà, abolizione del reddito di cittadinanza) che ci ha portato a migliorare, e di molto !, tutti gli indici ed i rating ereditati dal genio (che evidentemente non era quel fenomeno che i suoi apologeti dicono che sia).

Ma soprattutto credo che, poichè è nelle difficoltà che si vedono le qualità di una persona, nel momento in cui viene attaccata personalmente da Trump, mentre cercano di farle lo sgambetto (e anche qui pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca) dall'unione europea con parole che hanno il veleno (per la vulgata cattocomunista, non per me, che vorrei tanto fosse vera "complicità" quella denunciata dagli ayatollah !) nella coda come quelle di Rutte, e in Italia, dimostrando di essere solo dei meschini, piccoli anti italiani, i cattocomunisti manipolano la verità e la logica pur di creare danno e cercando di istigare ad una immotivata indignazione il Popolo, vedo una Meloni che non si piega e prosegue nella sua politica.

E' evidente che gli attacchi cui è soggetta, rappresentano un implicito riconoscimento della sua autorevolezza, perchè non ci si preoccupa di attaccare qualcuno che non vale e non conta nulla.

L'Italia della Meloni, piaccia o meno ai cattocomunisti, è diventata un attore di primo piano nella politica internazionale e gli attacchi dimostrano che vi è un tentativo di screditarla per evitare che si saldi quella alleanza che lei sta costruendo con tante nazioni e leaders e che, soprattutto quando sono in difficoltà storiche nazioni come il Regno Unito, la Francia, la Russia, la Germania, potrebbe rappresentare il terzo incomodo, a guida italiana, tra Stati Uniti (perchè, purtroppo, i giorni di Trump hanno una scadenza costituzionale e probabilmente anche naturale e il dopo Trump temo sia un ritorno al politicamente corretto e al woke) e la Cina (che sicuramente non gradirebbe terzi incomodi).

Non è l'unione europea, che ha già ampiamente dimostrato la propria nocività, più ancora che inutilità, delegando la difesa alla Nato, le scelte sull'Ucraina e il Medio Oriente ai "volonterosi" e scomparendo persino dai telegiornali imbevuti di unionismo, a rappresentare la terza via, ma quella alleanza globale di cui la Meloni parla ad ogni consesso internazionale e che la vede, in questo momento naturale portavoce, accrescendo il prestigio dell'Italia.

Cosa che i suoi immediati predecessori e tutto il mainstream cattocomunista non sono disponibili nè a concedere, nè a riconoscere, a costo di fornire interpretazioni di comodo e ideologicamente orientate di quel che accade.

25 giugno 2026

Che male ci sarebbe a partecipare all'azione contro gli ayatollah ?

Non so (e credo nessuno lo sappia visti i sofismi da Azzeccagarbugli che sorgono su ogni norma) se le 500 missioni degli aerei statunitensi partite dall'Italia, rientrino nei trattati o siano un affiancamento (solo parziale) dell'Italia all'azione degli Stati Uniti e di Israele contro il regime degli ayatollah.

Personalmente preferirei questa seconda visione che darebbe all'Italia un ruolo più attivo, ma temo che sia vera la versione del Governo Meloni.

Mi è piaciuto Malan quando ha dichiarato che dalle basi italiane sono partiti aerei per bombardare, sì, nel 1999 contro la Serbia, con il governo di Massimo D'Alema in cui un certo Sergio Mattarella era ministro della Difesa e,forse, ancora vicepresidente del consiglio.

Allora non si pose tanti problemi, un governo di sinistra, a concedere l'uso della basi agli Americani e, in aggiunta, far partecipare anche i nostri bombardieri.

Quindi: che male ci sarebbe se avessimo affiancato, almeno con la concessione delle basi, gli Stati Uniti ?

Forse qualcuno vuole sostenere che il regime degli ayatollah sia un regime rispettoso delle regole, che non finanzia gruppi terroristi e che rispetta il diritto internazionale ?

Forse qualcuno vuol sostenere che è positiva la presenza di gruppi come Hamas, Hetzbollah e Houthy ai quali dovremmo riconoscere dignità di interlocutori ?

Se fossi nella Meloni non mi vergognerei di aver concesso delle basi per le missioni americane, ma solo di averlo nascosto e negato.

Purtroppo temo che la Meloni e Crosetto dicano il vero e che a rimestare pura propaganda siano i cattocomunisti ai quali non sarà mai abbastanza rinfacciare quello che hanno combinato in Serbia nel 1999.


24 giugno 2026

Tanti capponi e nessun gallo nell'orizzonte politico

Questa mattina durante l'edicola di radio uno (dopo il gr delle sei) hanno, una tantum, parlato della sinistra, mettendo in risalto l'estremo frazionamento in minuscole formazioni, soprattutto nella parte autoasserita "centrista".

Hanno fatto un elenco che parte da Renzi, Onorato, Ruffini, metà più europa, poi si sono dimenticati di citare la Salis, hanno escluso dall'elenco Calenda, Marattin e probabilmente si sono e mi sono dimenticato di altri soggetti, ognuno dei quali ha un volonteroso emulo di Napoleone al comando.

A questi devono aggiungere la "sinistra-sinistra", quella che si ritrova in pizzeria escludendo i "centrini": grillini votati a Conte, pd con le sue correnti interne, Avs che è, in realtà, già una unione di due movimenti/partiti separati, uniti solo dalla convenienza elettorale.

Non che la destra stia meglio perchè se ha un suo centro molto forte con Forza Italia e il satellite Noi moderati, ha una destra divisa in due tra Fratelli d'Italia e Lega, mentre le maggiori divisioni le troviamo nella Destra Radicale dove sta emergendo Futuro Nazionale di Vannacci, ma non dobbiamo dimenticare le storiche presenze di Forza Nuova e CasaPound.

Il difetto è sicuramente nel sistema politico che induce alla frammentazione e all'emersione di tutte le ambizioni personali, più o meno fondate, ma anche nella grande immediatezza di ogni flatulenza proveniente dalla politica, cui i social fanno da ampia risonanza.

Su ogni frase di Tizio o di Caio si innesta una feroce contrapposizione che dura 24 ore, per essere poi scalzata da quella successiva, senza che, però si sia venuto a capo della precedente.

Non ci sono persone autorevoli, riconosciute come tali in modo unanime, proprio perchè ormai conosciamo le debolezze e le passioni di tutti e nessuno di noi si può sentire subordinato ad uno che, magari, spara una cavolata sul calcio pensando di attirare un pugno di voti in più.

Non credo che i politici della prima repubblica fossero meglio di quelli di oggi, hanno solo avuto la fortuna di una bassissima esposizione mediatica perchè non esistevano i vari X, Truth, Facebook, Vk, mentre giornali e televisioni avevano un aplomb che prediligeva la comunicazione della notizia rispetto alla esposizione dell'opinione ideologizzata di un conduttore.

Pertanto sembra, a noi che ricordiamo le tribune politiche degli anni Sessanta e Settanta, di vedere tanti capponi e nessun gallo in politica ma, forse, proprio perchè devono confrontarsi non solo con il governo della Nazione, non solo con alleati e avversari, i nostri politici del Duemila non sono poi così scarsi, anche perchè farsi eleggere, non è per nulla facile e vorrei che tanti criticoni ci provassero.

23 giugno 2026

Nessun godimento dalle dimissioni di Starmer: sempre un socialista lo sostituirà

Leggo di commenti entusiasti per le dimissioni di Starmer che aveva portato il partito laburista ad una insperata vittoria nel luglio 2024, causata dalla dabbenaggine dei conservatori che, per una mera impuntatura puritana, fecero dimettere un cavallo vincente come Boris Johnson e adesso sono tra il terzo e quarto posto nelle intenzioni di voto.

Non c'è da godere perchè i socialisti conquistarono, senza aumentare i voti, con solo il 30% del consenso, una maggioranza talmente ampia da poter fare in parlamento il bello e brutto tempo.

Una maggioranza così irripetibile che i parlamentari, pur con il loro aplomb britannico, farebbero il gesto dell'ombrello ad ogni ipotesi di elezioni anticipate.

Quindi arriverà un nuovo premier socialista e, con quella maggioranza, pur di non abbandonare il seggio, sarebbero disposti a cambiarne uno al mese.

E il nominativo di cui si vocifera che sarà il prossimo premier, è un politico di lungo corso, di sinistra, più di Starmer, che fu ministro già con Gordon Brown e si era ritagliato un esilio dorato come sindaco di Manchester.

Sottolineo: un altro socialista e ancor più di sinistra, quindi gli Inglesi cadranno dalla padella alla brace.

C'è di più.

La narrativa unionista, a reti unificate, batte sul tasto dei sei premier bruciati nei dieci anni della Brexit e della presunta crisi in cui si dibatterebbe il Regno Unito.

Un falso.

Il primo dei sei a dimettersi, Cameron, lo fece perchè perse il referendum proprio sull'unione sul quale avevo posto la sua fiducia (come Renzi, ma a differenza di Renzi ha abbandonato la politica salvo una breve parentesi con il governo Suniak).

Poi la May silurata perchè incapace di dare una risposta alla maggioranza dei leave.

Quindi, finalmente, Johnson, che stava procedendo in modo eccellente sul programma della Brexit e, qui pensare male sarà peccato ma probabilmente ci si azzecca, è stato impallinato dal covid e dall'ondata di giustizialismo vaccinatore e puritano che ha avuto in Bruxelles il suo centro.

Liz Truss, troppo vicina a Johnson, è durata pochi giorni e, anche nei suoi confronti, si è scatenato il puritanesimo censorio, quindi Suniak, indiano di origini, che ha solo dovuto portare le carte dei conservatori in tribunale, incapace di riunificare le varie anime e, soprattutto, di riprendere in mano i temi della Brexit.

In sostanza, non la Brexit, ma l'incapacità di sfruttare appieno le opportunità offerte dalla Brexit hanno condotto alla deriva il Regno Unito che, con Starmer, ha anche rotto l'intesa speciale con gli Stati Uniti di Trump, finendo, come la Meloni, Merz, Sanchez e Macron, nel mirino del Presidente.

Giustamente Nigel Farage, in testa nei sondaggi, chiede il voto anticipato (che mai gli sarà concesso) perchè lui e solo lui, artefice e promotore della Brexit, saprebbe capitalizzarne i benefici.

E' inutile attribuire la colpa alla Brexit se non si affida il governo ad un fautore della Brexit o, quando come con Johnson la si affida, si trova un pretesto puritano per bloccarlo.

Quindi con Burnham non cambierà nulla, se non in peggio e gli Inglesi dovranno attendere la scadenza della loro legislatura (al massimo nel 2030) per farsi furbi, consegnare le chiavi della loro nazione a Farage o ad un altro leader di destra, pro Brexit, anti woke, e recuperare la grandezza perduta.

22 giugno 2026

La sinistra aggrappata al potere

Le dimissioni di Starmer non cambieranno nulla.

Il suo posto è già prenotato dall'ennesimo socialista imbevuto di ideologia che solletica i peggiori istinti del popolo per pura demagogia e interesse personale.

I socialisti (laburisti) inglesi, grazie alla coglioneria dei conservatori che hanno rinunciato ad un cavallo vincente come Boris Johnson per pruderie puritane, hanno una tale maggioranza in parlamento che potrebbero, senza fare una piega, cambiare leader e premier ogni mese pur di portare a termine la legislatura.

E' la stessa cosa ovunque i socialisti siano al potere.

Ricordiamo in Italia dove, pur di non andare al voto, si sono inventati governi ad ampio spettro, affidati a signori mai votati e mai eletti, in totale spregio di ogni concetto di democrazia, pur di conservare qualche ministero dal quale elargire finanziamenti alle proprie clientele.

In Francia il presidente Macron è stato eletto, due volte, grazie alla santa alleanza di tutti contro Marine Le Pen, purtroppo gli elettori non hanno mostrato alcun giudizio e, in maggioranza, si sono uniti al gregge belando con tutti gli altri e i risultati i francesi li stanno vivendo sulla loro pelle (ed è giusto che sia così).

In Spagna Sanchez ha rappattumato tutte le istanze al di fuori del partito popolare e di Vox, istanze gravemente nocive per l'unità della nazione e vediamo che uso ne ha fatto dai processi contro i suoi principali collaboratori, il fratello e la moglie.

Non nutro quindi alcuna fiducia nella possibilità che l'Occidente si svegli e reagisca alla minaccia che ci arriva dall'Africa e dall'Asia.

Trump può essere una carta vincente se recupererà lo spirito e la lucidità del primo anno, senza aver fretta di passare alla Storia e, anzi, senza voler a tutti i costi passare alla Storia.

In Italia stiamo godendo di un governo che ha dimostrato di saper governare bene sui temi nazionali, forse un po' troppo timoroso nel procedere sulla strada giusta che comunque ha imboccato sin dall'inizio, ma purtroppo troppo allineato all'unione europea, forse per i pesanti condizionamenti di quei poteri forti che esistono e che pensano solo ai loro interessi e non a quelli dei Popoli e delle Nazioni.

Se la Meloni avesse aderito alla missione degli Stati Uniti e di Israele contro gli ayatollah, non ci troveremmo a leggere ogni giorno delle invettive di Trump e, probabilmente, avremmo gli ayatollah ed i loro sodali Hetzbollah, Houthy e Hamas, quasi completamente disinnescati.

Invece Trump, che dimostra scarsa pazienza in guerra come in pace, ha cominciato a trattare e ogni accordo con gli ayatollah non può essere che destinato ad un fallimento che porterà maggiori lutti in futuro perchè, per rimediarvi, occorrerà un uso ancora maggiore della forza.

Se avremo ancora, fra qualche anno, un briciolo di volontà di usarla.