Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

25 aprile 2026

Prima e dopo il Governo Meloni

La mancata uscita anticipata dalla procedura di infrazione per uno 0,1% interamente ascrivibile all'effetto domino sul bilancio dello stato delle regalie del governo giallorosso di Conte e, in primis, del superbonus edilizio, ha scatenato i latrati dei cattocomunisti e dei loro "professionisti dell'informazione".

Sono però sufficienti i numeri per dimostrare come, prendendo in esame i tre anni pieni e completi del Governo Meloni (2023, 2024 e 2025) entrato in carica il 22 ottobre 2022, oggi tutti i fondamentali dell'Italia (incluso il recupero del potere di acquisto che, furbescamente, i "professionisti dell'informazione" pendenti a sinistra calcolano dal 2021 e non dal 2023) siano nettamente migliorati.




24 aprile 2026

Gli aspetti positivi di una sconfitta

La sconfitta al referendum dove, inopinatamente, una maggioranza di Elettori, evidentemente ignari di cosa accade nel mondo della giustizia in Italia, ha rinnovato la fiducia ai magistrati, ha inevitabilmente ringalluzzito i cattocomunisti e, contemporaneamente, stordito il Centro Destra che ha preso, direttamente con il suo Leader, Giorgia Meloni, tre cantonate non da poco: criticare Trump nel diverbio con Leone XIV, costringere alle dimissioni la Santanchè e Delmastro e sospendere temporaneamente l'accordo di collaborazione militare con Israele.

Era forse inevitabile, ma vedo che lo sconcerto è durato poco.

Confortati da una serie di sondaggi che non hanno modificato il quadro complessivo e consapevoli che il Centro Destra è l'unica coalizione in grado di garantire l'Interesse Nazionale cominciando da una stabilità di governo sulla base di un programma condiviso (a parte la spartizione del potere e provvedimenti devastanti su omosessualità, immigrazione, assistenzialismo, non vedo come possano far maggioranza comune pd e cinque stelle, Renzi e Bonelli e Calenda e Magi  e tutti gli altri chierici del cattocomunismo) la Meloni ha ricominciato a marciare nella direzione giusta, pur non essendosi ancora ravveduta nè dal peccato originale del supporto a Zelensky, nè da quello più recente della rottura con Trump.

Un esempio lo abbiamo dalla riunione del Politburo dell'unione europea a Cipro, con la Meloni che, legittimamente irritata (dovrebbe esserlo anche con la stampa italiana che, in gran parte, non ricorda come questo governo abbia ricevuto un debito/pil all'8,1%, ridotto in tre anni e mezzo, migliorando anche tutti gli altri indicatori economici, di ben cinque punti fino al 3,1% con lo sforamento dovuto, integralmente, al superbonus di Conte e del governo giallorosso targato covid) dalle rigidità del nocivo pachiderma europeo, ha seguito il suo Ministro dell'Economia, Giorgetti, ipotizzando di sforare i limiti imposti da Bruxelles per aiutare l'Italia.

Forse la Meloni, senza la sconfitta referendaria, non sarebbe stata così perentoria e probabilmente avrebbe agito con meno determinazione.

Ma preferisco questa Meloni, battagliera e non remissiva, a quella paludata e diplomatica dei baci e degli abbracci con Macron, Zelensky e compagni.

Adesso mi aspetto che la messa a disposizione delle quattro navi per sminare Hormuz, non sia più condizionata alla fine di ogni ostilità, ma possa anche prevedere che, se gli ayatollah continueranno a chiudere la via del petrolio, quel petrolio ce lo si vada a prendere, liberando, anche con la forza, le vie del mare.

23 aprile 2026

Ci sono tagli ai finanziamenti che fanno bene

Il Governo ha tagliato sui fondi destinati alle iniziative e associazioni dei partigiani.

Ha fatto bene in linea di principio, male nel quantum perchè ha tagliato solo il 15% dei fondi, mentre sarebbe stato meglio azzerare ogni contributo pagato con i soldi di tutti, per lasciare che quegli enti si finanziassero solo tramite i contributi volontari di chi li sostiene.

E' lo stesso principio per i cinematografari, i cantanti assoldati da comuni e istituzioni varie, i giornali, le radio (a cominciare da quella radicale).

Un flusso enorme di denaro, disperso in migliaia di rivoli, che mantengono i privilegi di pochi interessati ad uno specifico tema, a spese di tutti.

Perchè la sommatoria di tutto quel denaro, la sommatoria di tutte le spese ideologiche che, negli anni, sono state accollate al bilancio dello stato, cioè di tutti i cittadini, è incalcolabile, ma sarebbe sicuramente sufficiente per, ad esempio, eliminare definitivamente tutte le accise dai carburanti.

E che si tratti di spese ideologiche lo testimonia la giunta regionale della rossa Emilia Romagna che, dopo aver tuonato contro il miserrimo taglio del 15% dei finanziamenti alle associazioni di derivazione partigiana, per bocca del suo presidente De Pascale ha dichiarato che provvederà a coprire i finanziamenti mancanti.

La stessa giunta che, appena insediata, ha aumentato i ticket sanitari, facendo pagare di più cure e medicine e strilla perchè il Governo non aumenta i trasferimenti in regione, è la stessa giunta che sperpera denaro per manifestazioni ideologiche come le celebrazioni della resistenza.

Forse il Governo dovrebbe pensare anche a ridurre i trasferimenti all'Emilia Romagna, visto che De Pascale trova così facilmente soldi da spendere per le sue visioni ideologiche. 

22 aprile 2026

Le catene da spezzare per una Nazione Libera, Sovrana e Indipendente

Sono tre le catene che impediscono al Governo Nazionale di  galoppare con tutti i cavalli di cui disponiamo.

Ovviamente la catena che ci lega all'unione europea.

Abbiamo fatto come la famosa rana collocata in un recipiente di acqua fredda, messo sul fuoco: l'acqua si avvia a bollire ma è stato così graduale che la rana non ha avuto l'intelligenza di uscirne e adesso sta per morire.

Così l'Italia, come le altre Nazioni che incautamente si sono legate all'unione europea, accettando di rinunciare alla propria moneta nazionale, poi accettando di sottostare al giudizio ed ai parametri imposti da chi l'Italia non ama, quindi rinunciando ad una politica estera totalmente autonoma per rimettersi, figuriamoci, a soggetti come la Kallas che fu primo ministro di una nazione di un milione e mezzo di abitanti e che ha ottenuto, con il suo partito, un consenso inferiore a duecentomila voti.

Eppure ci sono tanti politici italiani che non amano ugualmente l'Italia e non solo chiedono "più europa" dopo che l'europa ha miseramente fallito, ma vorrebbero che si rinunciasse ad altra Sovranità Nazionale e addirittura che si sostenesse la legittimità di decisioni da assumere nell'unione europea non più all'unanimità, ma a maggioranza.

Strettamente collegata alla catena europea è quella che lega ogni governo, ma particolarmente i Governi di Centro Destra, ai voleri di un Quirinale che, dal 1978 è sempre nelle mani di un soggetto di sinistra (perchè era di sinistra anche Cossiga, appartenente alla sinistra di "base" della democrazia cristiana) o ad un soggetto come Scalfaro che, in età senile, si è scoperto essere il portabandiera della peggior sinistra.

Anche in questi giorni assistiamo ad una interferenza del Quirinale su una legge che porta il Governo a predisporre una "correzione", quando si potrebbe agire in base all'art. 74, obbligando Mattarella a rimandare la legge alle camere con un messaggio motivato e però, se le camere tornano ad approvarla (e non vedo come potrebbe essere diversamente con la maggioranza solida che c'è) il presidente della repubblica DEVE promulgarla.

Qui è più difficile rompere la catena, ma bisogna allentarla, o studiando il modo per rendere la presidenza della repubblica completamente ininfluente nella gestione della politica per trasformarla in una mera figura di rappresentanza (ma sarebbe ben meglio una monarchia del tipo britannico), oppure si abbandona la strada del premierato per trasformare la nostra in una repubblica presidenziale con poteri e responsabilità di governo, non solo di interdizione e di ostacolo al governo, così che il presidente della repubblica diventa capo anche formalmente di una fazione ed è obbligato a fare e non solo a, comodamente, criticare.

La terza catena è quella con il Vaticano.

Da anni la chiesa cattolica non rappresenta più i sentimenti e gli interessi del Popolo Italiano, avendo rivolto il suo sguardo ben oltre i nostri confini e, anzi, avendo la pretesa di accollare agli Italiani compiti e responsabilità che non ci appartengono e senza pagar dazio alcuno.

La chiesa cattolica pretende da un lato, per la sua "particolarità", di ottenere esenzioni (ad esempio l'Imu) e trasferimenti di denaro (8 per mille), dall'altro nulla fa per il Benessere e la Sicurezza degli Italiani, anzi con i suoi esponenti spesso impone nelle nostre città la presenza di soggetti che mettono a rischio Benessere e Sicurezza.

Libera chiesa in libero stato.

Sarebbe ora di tornare al vecchio principio liberale e quando un papa abbandona la speculazione sull'al di là per scendere nel campo da gioco dell'al di qua, i politici italiani lo trattino come trattano qualsiasi altro politico esprimesse le sue opinioni, senza sentire alcun obbligo di prenderne le difese se, parlando dell'al di qua, viene bacchettato da altri che vedono in modo differente questo al di qua.

Sono catene purtroppo molto solide e che molti sono contenti di avere, ma romperle sarebbe l'unico modo per riportare l'Italia in rotta verso il futuro.

21 aprile 2026

Natale di Roma

Il 21 aprile è il giorno convenzionalmente fissato come quello fondativo di Roma.

Era il 753 avanti Cristo e, quindi, siamo a 2779 anni dalla Fondazione dell'Urbe.

Una Storia ricca di passioni, eventi, personaggi, alla quale scrittori e aspiranti tali potrebbero attingere come da un pozzo senza fondo per raccontare l'inizio della nostra Civiltà.

Questo 21 aprile capita in un momento in cui, casualmente, ho riletto uno dei romanzi più belli ambientati tra il 110 e il 100 avanti Cristo in Roma, "I giorni del potere" di Colleen McCollough che ne ha fatto una serie (oltre ai romanzi su Cesare, di cui evidentemente è infatuata, per me a torto, di rilievo sono i due seguiti "I giorni della gloria" e "I favoriti della Fortuna", tre romanzi da circa 800 pagine l'uno).

La Storia di Mario e Silla che abbiamo conosciuto sin dai sussidiari delle elementari, assume una dimensione molto attuale nel racconto della McCollough, rigorosa nei personaggi ed avvenimenti storici e ottima narratrice nell'inventarsi i dialoghi privati e le intime considerazioni dei protagonisti, tutti realmente vissuti, così come le battaglie, le conquiste, le sconfitte e le vittorie sono storicamente accertate.

Non ci sarebbe stato Augusto senza Cesare, ma non ci sarebbe stato l'Impero, Roma, la Civiltà alla quale facciamo riferimento, senza Silla e non ci sarebbe stato Silla senza Mario.

E senza dimenticare personaggi che si affacceranno nei successivi anni (e romanzi) come Marco Tullio Cicerone che, per due volte, salvò la Repubblica e, con grande dignità, si consegnò agli sgherri di Marcantonio dopo la morte di Cesare.

Non so quanti ricorderanno questo importantissimo anniversario, rilevante per tutta l'Umanità, anche di quei continenti allora ignoti, come l'America e l'Oceania.

In un tempo in cui i miti invecchiano velocemente e si tende a ripensare malamente con occhi moderni al nostro grande passato, ricordare Roma, i suoi Fondatori, quelli mitici di cui ci è stata tramandata la vicenda e quelli reali di cui non conosciamo nulla, rappresenta una immersione completa nelle nostre Tradizioni, nella nostra Identità, nelle nostre Radici, che non possono che esserci di stimolo per provare a reagire al nichilismo che viene diffuso da chi vorrebbe vederci dimenticare chi siamo stati e chi siamo, per trasformarci in obbedienti sudditi, sottomessi come un gregge che segue compulsivamente il proprio capo branco.

20 aprile 2026

Il Centro Destra torni a fare il Centro Destra

Non ho fiducia nei "professionisti dell'informazione", neppure in quelli che sono (o, almeno, si dichiarano) e scrivono per le testate di Centro Destra e questi giorni mi stanno dando ragione.

Invece di aiutare gli Elettori del Centro Destra ad orientarsi in un periodo turbolento, dove quel che si ascolta alla sera, viene puntualmente ribaltato dalle notizie del mattino, creano ancora più confusione.

La mia impressione è che anche per i "professionisti dell'informazione" di Area Centro Destra, importi più atteggiarsi a guru, pronosticando disgrazie (perchè le disgrazie fanno notizia e attirano lettori, mentre le buone notizie non interessano), che fornire un quadro oggettivo della situazione.

Così passiamo da un Capezzone che ospita interventi di Federico Punzi, giornalista interventista e con un orientamento trumpiano, ad un Veneziani che si compiace (!!!) di un'Italia che, con una nuova virata badogliana, abbandona Trump per aggregarsi al trio dei perdenti (Macron, Starmer e Merz).

E poi arriva Alessandro Sallusti, che dopo aver abbandonato la direzione de il Giornale è passato alla Verità (e forse è causa di una deriva moderata del quotidiano) che addirittura auspica che la Meloni si tuffi sul 25 aprile elogiando l'invasione e l'occupazione angloamericana, che è sì la vera storia di come si è conclusa la seconda guerra mondiale, ma resta sempre un qualcosa di oltre 80 anni fa !, per contrastare la liturgia resistenziale dei cattocomunisti ancora aggrappati all'antifascismo.

La Meloni sa sbagliare anche da sola (e lo ha dimostrato scegliendo Zelensky invece del condizionatore, abbandonando Trump e Netanyahu e chiedendo le dimissioni della Santanchè e Delmastro), senza bisogno dei suggerimenti dei vari consigliori con penna o tastiera.

Il grande vantaggio del Centro Destra è la circoscritta platea di partiti che lo compongono, la decennale collaborazione tra tali partiti che ha contribuito a rendere sempre più omogenee le posizioni e la quasi assoluta intercambiabilità degli Elettori nell'ambito di tali partiti.

Tutto ciò rende più agevole e stabile una collaborazione di governo, dando la possibilità di intervenire con maggiore efficacia sui vari problemi, incardinando anche riforme che possono gradualmente ridare fiato all'economia e alla società italiana.

E' un vantaggio, forse l'unico, che si ha su una sinistra che, per fare numero, è costretta a fare la mera sommatoria di tante istanze, talvolta in contrasto tra loro, cooptando ogni flatulenza critica verso il Centro Destra, a prescindere da una base comune, condivisa e collaudata.

L'unico scopo è quello di conquistare una maggioranza, poi a governare ci si penserà, magari facendo lo scendiletto di Bruxelles o rimettendo la palla nelle mani del Mattarella di turno che non farebbe altro che spingere per un proconsole dell'unione europea.

Il Centro Destra è l'unico che, nonostante le ultime sbandate, possa ancora agire nell'Interesse Nazionale, di gran lunga superiore a qualsiasi interesse unionista.

La Meloni è ancora in tempo a recuperare il rapporto con Trump (non credo sia difficile riallacciare, magari tramite Vance e Rubio) lasciando perdere le ridicole pretese di grandeur dell'unione europea.

In tale prospettiva, abbandoni l'idea di ottenere buona stampa dalla informazione cattocomunista o nelle parrocchie e parrocchiette che, ormai, sono altrettante cellule della sinistra.

E non ascolti la stampa di Centro Destra che non rende un buon servizio ad apparecchiare una tavola con la frase "io l'avevo detto".


19 aprile 2026

Alla fine paghiamo tutti

In ogni trasmissione che ascolto, quando si parla di settori della nostra economia alle prese con questo e quello, sento sempre la solita conclusione: occorrono più risorse, detrazioni, agevolazioni.

Il tutto, naturalmente, nel non detto: vogliamo un aiuto dallo stato.

Cioè, per le agevolazioni che mi interessano, devono pagare "gli altri".

Perchè "lo stato" siamo tutti noi e il bilancio dello stato, nella voce entrate, ha come partita preminente quella che arriva dalle imposte, tasse, contributi che noi tutti versiamo.

E se anche non ci fosse quella che, forse, è l'unica cosa intelligente mai fatta dall'unione europea (cioè obbligare a determinati parametri di bilancio, anche se la rigidità con cui persegue questa norma rischia di renderla più dannosa che utile, oltre al fatto che il rispetto di tali parametri dovrebbe essere imposto agendo esclusivamente sulla spesa, da ridurre e tagliare, mai su un aumento delle entrate) e lo stato potesse stampare moneta e aumentare all'infinito il debito, quel debito prima o poi dovrebbe essere coperto dai cittadini, cioè da noi.

Ed è altresì evidente che le agevolazioni ad esempio sui carburanti pagate da tutti quelli che non ne hanno interesse, tra i quali, sempre ad esempio, ci sono i produttori di vino che, a loro volta, chiedono agevolazioni pagate da tutti gli altri, inclusi gli autotrasportatori e i pescatori che beneficiano delle agevolazioni sul carburante.

Per finire agli aumenti nei contratti dei dipendenti pubblici che paghiamo tutti noi, probabilmente più di qualsiasi aumento dei commercianti, i "bottegai".

E se la finissimo con tutti questi rivoli di denaro che viene dato a destra ed a manca, risultando alla fine uno tsunami di debito per le casse pubbliche ?

Se autotrasportatori e pescatori si pagassero i loro costi e i produttori di vino i loro, senza agevolazioni, avrebbero in compenso di non pagare le agevolazioni altrui e, probabilmente il saldo resterebbe invariato.

Più lo stato interviene nell'economia, più si avranno richieste di agevolazioni, contributi, benefici, perchè è comodo privatizzare gli utili e socializzare le perdite, ma alla fine ci si accorge che quello che ci viene dato con una mano, ci viene tolto con l'altra per poterlo dare al nostro vicino di casa che, legittimamente, pretende anche lui di privatizzare gli utili, i suoi, socializzando le perdite, che dovrebbero sempre essere le sue.

18 aprile 2026

Il percorso di guerra della Meloni

Giorgia Meloni non ha sicuramente svolto il servizio militare, ma si accinge a percorrere, in questo ultimo anno di legislatura, un vero percorso di guerra irto di difficoltà, di cui quelle economiche sono non solo le minori, per aver ben guidato la rinascita nei precedenti tre anni, ma anche meno rilevanti.

Il percorso di guerra riguarda essenzialmente un tema sensibile quale quello della base Ideale sulla quale concepire la Destra in Italia.

Valori, Ideali, Progetti, Alleanze interne ed internazionali.

Fino a qualche settimana fa, l'unica sbavatura era il sostegno a Zelensky che, se soddisfaceva una parte dell'Elettorato, veniva disapprovata da un'altra, consistente, fetta di Elettori di Centro Destra, pur venendo tollerata con pochi o tanti mal di pancia.

A me non è piaciuta neppure la richiesta di dimissioni (ottenute) alla Santanchè e a Delmastro a seguito di azioni della magistratura, ma, anche qui, ci può stare e si può tollerare (con tutto il rispetto e la stima per gli interessati che, ovviamente ed a ragione, la tollerano probabilmente un po' meno).

Quel che non si può accettare è il passaggio dall'alleanza con gli Stati Uniti, in una sorta di riedizione della coppia Reagan-Thatcher con la coppia Trump-Meloni, che parte dall'assurdo divieto di atterraggio a Sigonella (ecco che torna l'infausta località che già vide il crollo delle fortune politiche di Craxi, dietro l'apparenza di una esaltazione nazionalista in chiave antiamericana) e si conclude con la difesa, non richiesta, non dovuta e fuori luogo, del papa che si è messo a parlare dell'al di qua invece di restare nell'al di là e che aveva quindi, legittimamente, subito la bacchettata di Trump, con il negare i dragamine per liberare Hormuz e la sospensione del protocollo di intesa con Israele.

Per sprofondare ieri, partecipando a quell'inutile vertice dei volenterosi (tipo "suo figlio si impegna, è volonteroso, studia, ma proprio non ci arriva") alla corte di Macron, come quarta, medaglia di legno, dopo anche Starmer e Merz, quando in precedenza aveva avuto l'intelligenza e il buon senso di partecipare da osservatore, in videoconferenza, evitando così di essere travolta dal ridicolo di una conclamata impotenza europea.

Una riunione che si conclude con la risoluta, risolutiva, risoluzione di inviare dei dragamine, nell'ambito di una flotta comandata dai francesi, che andrebbe ad Hormuz solo dopo che sarà scoppiata la pace e non ci sarà pericolo alcuno e, per gli Italiani, dopo un voto del parlamento.

La Meloni ha così sbattuto malamente sui primi due ostacoli del percorso di guerra che la porterà al voto del 2027, scontentando una parte, non ha importanza quanto grande sia, del suo Elettorato che, per poter vincere, dovrà essere compatto e non perdere pezzi per strada.

Adesso vedremo come saprà superare i prossimi ostacoli, il primo dei quali è fra una settimana.

Cosa farà del 25 aprile, ricorrenza cara solo alla sinistra, la Meloni ?

Solitamente inviava un messaggio, sobrio, senza partecipare ad eventi e senza fare dichiarazioni antifasciste pur ricordando gli eventi di quegli anni.

E adesso ?

Farà anche lei la marchetta esplicita alla liturgia antifascista, scontentando un'altra fetta del proprio Elettorato (per sua sfortuna, a parte una marginalità, differente da quello che ha irritato passando da Trump a Macron), oppure saprà mantenere la dignitosa postura istituzionale degli anni scorsi ?


16 aprile 2026

E adesso chi votare ?

Preso atto che la Meloni preferisce i like della Schlein ai voti di tanti, a Destra, come da commenti su X, indignati dalla svolta antiamericana e che i "professionisti dell'informazione" dei quotidiani di area, forse tranne Capezzone al Tempo, di cui ancora non mi è chiara la posizione, si sono allineati e coperti al nuovo corso (del resto, come Manzoni faceva dire a don Abbondio uno, se il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare) e che persino l'alternativa Vannacci e la sempreverde Forza Nuova sono apertamente schierate contro Trump e l'intervento in Iran, sorge un problema: chi votare ?

I sondaggisti strombazzano un consenso per la Meloni in crescita dopo la sparata contro Trump e Netanyahu, ma quanto di quel consenso proviene da sinistra, come il like della Schlein, quindi inesistente come voto ?

E quanti che l'hanno votata, voti veri, per quanto pochi possano essere, ha così perso ?

Se non si ravvede, la Meloni che non solo attacca Trump e rompe con Israele, ma conferma la sbandata per Zelensky non è più una opzione.

E Salvini, invece di capitalizzare l'errore della Meloni come lei fece con i suoi famosi errori (entrare al governo con Draghi e i cattocomunisti e votare la rielezione di Mattarella) si schiera dalla sua parte, criticando Trump, con parole persino più dure di quelle della Meloni e diventando, a sua volta, invotabile.

Forza Italia, mai stata una opzione e ha comunque preso la medesima sbandata.

Ci vorrebbe un partito che facesse riferimento direttamente a Trump, ma ci vorrebbe qualcuno che fosse in grado, per la sua notorietà, di aggregare tutti noi, orfani della Meloni e di Salvini, ma convinti che sia Trump l'unico che possa tentare di scuotere, svegliare, far rialzare i Popoli e le Nazioni dell'Occidente.

Prevedo però molti astensionisti, questa volta da Destra, che si rifugiano, come già negli anni Ottanta, nel privato.

E vedremo al giro successivo.


15 aprile 2026

Se è addio o arrivederci dipende solo dalla Meloni

Se oggi si votasse, non saprei su quale simbolo mettere la croce.

Fino a pochi giorni fa non avevo dubbi su Fratelli d'Italia, condividendo l'impegno della Meloni come Presidente del Consiglio, anche scontando qualche differenza, fisiologica, non potendo mai essere sovrapponibili perfettamente i pensieri di due persone.

Così, l'unico aspetto che mi vedeva decisamente opposto alle scelte della Meloni, il sostegno a Zelensky, lo consideravo solo una naturale differenziazione, ininfluente rispetto al generale consenso per la sua azione politica e di governo.

Ma in pochi giorni la Meloni ha preso le parti di Leone XIV come un Mattarella, criticato Trump come una Schlein, sospeso il rinnovo del memorandum di collaborazione militare con Israele come un Conte, negato i dragamine per liberare lo stretto di Hormuz come un Bonelli/Fratoianni e, non ultimo, ricevuto la solidarietà, che vuol dire approvazione, della Schlein.

E se un qualcosa che fa il Governo di Centro Destra è approvato dai cattocomunisti, è il Governo che è in errore, perchè quel qualcosa che sta bene alla sinistra è, con tutta evidenza, sbagliato.

Se, poi, la scelta di simili esternazioni deriva dai sondaggi che indicano come chi approva la linea di Trump sia una minoranza degli Italiani, intorno al 20%, la Meloni dovrebbe ricordarsi che quel 20% è tutto di Elettori suoi e del Centro Destra, che potrebbe perdere interamente, senza però guadagnare un solo voto da chi canta bella ciao e scende in piazza per Maduro, Cuba, gli ayatollah o i palestinesi.

Trump può non essere educato nella forma, ma il contenuto rappresenta un tentativo di scuotere e risvegliare le Nazioni ed i Popoli d'Occidente perchè riprendano in mano il destino proprio e del mondo, come hanno fatto in tutti i secoli passati, rinfrescando e rilanciando una Civiltà che tanto ha contribuito al Bene comune, al punto da consentire a 9 miliardi di persone di vivere su una Terra che, solo 60 anni fa, faticava a nutrirne un terzo.

Il Vicepresidente Vance ha detto bene, lui che pure è un cattolico praticante, invitando il papa ad occuparsi della morale e dello spirito, perchè le parole politiche di Leone XIV, si traducono, visivamente, con lo sventolio di una bandiera bianca che rappresenta la resa di una intera Civiltà.

Mi auguro che la Meloni non si faccia irretire dai complimenti della stampa e della sinistra, per poi arrivare ad un esiziale governo di unità nazionale e dipenderà solo dalla Meloni, da come si comporterà, da quello che farà, da con chi si accompagnerà, se il mio è un addio o un arrivederci.