Questa mattina ne Il Resto del Carlino, ho trovato un articolo a firma Leo Turrini che si sdilinquisce per le vittorie di atleti che hanno, come caratteristica, il colore della pelle tendente al nero e gareggiano sotto il Tricolore.
E' l'ultimo di una serie di servizi, interventi, tentativi di far passare un messaggio non corretto e, cioè, il valore dell'immigrazione come risorsa.
Turrini e compagni, però, spero inconsapevolmente (ma per un giornalista la cosa diventerebbe ancora più grave), manifestano un autorazzismo, mostrando una tendenza a fermare le loro analisi al colore della pelle, per motivi di mera propaganda.
Non conosco la storia personale di tutti gli atleti, ma di alcuni viene detto anche in telecronaca e, così, si può dire che quelle medaglie italiane, sono italiane sotto ogni profilo, non sono figlie dell'immigrazione di massa che NON E' una risorsa.
Diaz, infatti, non è italiano per il barbaro ius soli, per essere sbarcato da una ong tedesca, spagnola o francese o per una sanatoria di ingressi clandestini.
Diaz è Italiano perchè gli è stata riconosciuta la qualità di profugo, con ottime ragioni visto che fuggiva dal feroce regime comunista di Cuba e, quindi, gli è stata concessa la cittadinanza italiana con procedura accelerata.
Atto a mio parere giustificato, considerando che la carriera di un atleta è molto breve e non può attendere la burocrazia, soprattutto se uno cerca rifugio dopo essere riuscito a liberarsi dal giogo comunista.
La Curtis e altri (mi vengono in mente la Iapichino e Jacobs) sono invece Italiani a tutti gli effetti per ius sanguinis, come lo sarebbero sempre stati, perchè figli di un genitore italiano.
La loro nazionalità Italiana, perchè tale è, non solo cittadinanza, non deriva dai marchingegni degli immigrazionisti ma discende esattamente dal nostro civile ius sanguinis e non può essere messa in discussione.
Non solo.
Nel caso di Jacobs, se i fautori dell'immigrazione ragionassero un minimo su quello che scrivono, si verificherebbe il paradosso per cui, applicando esclusivamente il barbaro ius soli tanto amato dai cattocomunisti, Jacobs non sarebbe mai Italiano, ma Americano, essendo nato nel Texas.
So che la maggior parte della stampa è allineata al mainstream immigrazionista e per tale motivo è costretta a legare l'asino dove vuole il (suo) padrone facendo marchette immigrazioniste, ma, almeno, eviti di considerarci tutti lobotomizzati pronti a credere a tutto quello che scrive o trasmette (e, a questo punto, è da dare un avviso: non credere mai a quello che scrivono i giornali o dicono per radio e televisione salvo che sia a nostra diretta conoscenza).
