Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

23 agosto 2026

Quella patata bollente dell'Ilva

Da quanti anni sentiamo parlare dell'Ilva di Taranto, del suo "inquinamento", della sua "ristrutturazione", degli interventi che occorrono, dei posti di lavoro a rischio, dei cittadini di Taranto che muoiono per l'inquinamento, dei miliardi che sono stati bruciati in quegli altiforni ?

Senza voler fare la storia di quella che fu una grande acciaieria italiana, nata originariamente nel 1905, realizzata a Taranto negli anni del boom economico, divenuta pubblica negli anni del centrosinistra (Settanta) quindi privatizzata, dopo essere stata resa passiva, nel 1995 e acquistata dalla Famiglia Riva che l'aveva riportata in attivo, arriviamo e partiamo dal 2012 (Governo Monti) quando ci fu la prima presa di posizione dei magistrati che, interferendo sul libero Mercato, disposero il sequestro degli impianti con l'accusa di "disastro ambientale".

Da quel momento, sotto i governi di Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi, fu un continuo rinvio di decisioni che aggravarono solo il problema.

L'acciaieria fu sfilata alla proprietà per poi cederla ad una cordata indiana e quindi estrometterla.

I cattocomunisti, che governavano la nazione, ma anche la regione Puglia, erano dei re Travicello, sballottati tra le istanze ecoambientaliste e quelle sindacali.

Tutti, però, chiedevano allo stato di pagare, pagare per rendere la produzione innocua per la salute pubblica e pagare per mantenere inalterata la occupazione.

Nel dubbio, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi non hanno mai scelto.

Adesso siamo, forse, all'ultimo giro con l'ordinanza di chiusura delle lavorazioni a caldo, praticamente la chiusura dell'attività.

E si chiede al Governo di Centro Destra di risolvere i problemi causati dal governi cattocomunisti da Monti a Draghi, delle giunte regionali cattocomuniste, dai magistrati, dai sindacalisti e dagli ecoambientalisti.

E si fischia la Meloni ai Giochi del Mediterraneo ma, contrariamente alle speranze dei cattocomunisti, a fischiare sono quelli che chiedono la chiusura dell'Ilva, non di cittadini che protestano per la politica generale del Governo, come testimonia una giornalista che ha seguito con molta attenzione la vicenda Ilva e conosce l'ambiente.

Che ci siano esigenze contrastanti è evidente, perchè non si può chiedere di intervenire con un investimento, solo per "mettere a norma" gli impianti, di ben cinque miliardi, tanto è il costo per garantire produzione e salute.

E ogni intervento richiede tempo, un lungo tempo, tutto quello che hanno perso i governi cattocomunisti da Monti a Draghi.

D'altra parte mi rifiuto di pagare per l'Ilva come abbiamo già, inutilmente, pagato per l'Alitalia.

Credo che ogni cittadino italiano dovrebbe ribellarsi a questo interventismo statalista fatto con i nostri soldi e senza alcuna prospettiva di recuperarli.

La situazione è quindi di stallo che si potrebbe liberare solo escludendo ogni interferenza dei magistrati, quindi dichiarando invalidi tutti i loro provvedimenti e le loro tempistiche, per poter poi vendere il tutto ad un privato che, nel tempo e compatibilmente con le esigenze di bilancio, esegua tutti gli interventi necessari per ammodernare l'impianto, rendendolo produttivo e non inquinante.

Praticamente occorre l'impossibile, figuriamoci se i magistrati ci stanno a fare un passo indietro e, con loro, gli ecoambientalisti e i sindacalisti.

E' una patata bollente che, probabilmente, resterà ancora negli anni, anche se mi auguro che la Meloni abbia il coraggio di dire che lo stato non ci metterà più un centesimo.

Perchè peggio della situazione attuale attuale c'è solo una prospettiva di una nuova Alitalia.

22 agosto 2026

La differenza sostanziale tra chi è di destra e chi di sinistra

Non è vero, come lasciava intendere Gaber, ironizzando su slip e boxer, bagno e doccia, che vi sia equivalenza tra chi è di destra e chi è di sinistra.

Possiamo anzi trovare persone che dichiarino una collocazione ma, nei fatti, risultano appartenere all'altra.

Molto diffusa e veritiera è l'indicazione per cui se ad uno di destra piace o non piace qualcosa, la fa o non la fa, la mangia o non la mangia, la pratica o non la pratica, mentre uno di sinistra cui non piace qualcosa vuole proibirla a tutti, se non gli piace la carne, vuole obbligare tutti a mangiare vegetariano, se non gli piace la caccia vorrebbe proibirla a tutti.

E' tutto vero ed è lo specchio di un qualcosa non di superficiale, ma di profondamente connaturato alla persona.

Il bisogno di conformare ai propri desideri, alle proprie paure, alle proprie paturnie, tutti gli altri, a prescindere dai loro interessi e gusti, discende da un approccio da suddito, da gregge, ai problemi.

L'Uomo di sinistra non è in grado di agire autonomamente, ma ha la necessità di sentirsi perennemente confortato dall'approvazione del gregge con il quale solitamente bela.

L'Uomo di destra, invece, è individualista, a volte troppo, per cui vive benissimo in solitudine, in base ai propri principi e gusti, a prescindere dall'approvazione e dal consenso della massa cui non si sente affatto legato.

Ecco che l'Uomo di sinistra corre a vaccinarsi contro il covid, mentre quello di destra vuole, legittimamente, essere libero di scegliere e infatti non conosco persone di sinistra che non si siano vaccinate, mentre conosco persone di destra che si sono vaccinate e altre che non si sono vaccinate.

Altro esempio sulle tasse.

L'Uomo di destra vuole meno tasse, perchè ritiene che i soldi meglio spesi siano quelli che lui stesso decide come e quando spendere.

L'Uomo di sinistra invece ama le tasse, però ritiene che siano sempre gli altri in difetto e che debbano pagare per soddisfare quelle che, spesso, sono solo sue esigenze.

Gli esempi potrebbero continuare sulla gestione dei figli, sui contanti, sui divieti di circolazione, sui carburanti da utilizzare, sull'uso di riscaldamento e condizionatori e su tante altre cose.

La differenza tra destra e sinistra esiste ed esisterà sempre.

Una differenza che rende le due parti inconciliabili se non con uno sforzo, spesso inutile, per giungere ad un compromesso in cui ambedue ne escano insoddisfatti nell'idea di aver rinunciato a qualcosa di essenziale e, quindi, destinato ad essere di breve durata.

20 agosto 2026

I dublinanti

In ogni contratto la chiarezza non esiste, sennò come farebbero a guadagnare gli avvocati ?

La saggezza popolare dice che fatta la legge, trovato l'inganno.

Non possono certo fare eccezione le normative dell'unione europea che, quanto a farraginosità, complessità lessicale, traduzioni che lasciano aperto il dubbio che si legga la stessa norma quando scritta in lingue differenti e compromessi finalizzati a far gridare "vittoria" a tutti i 27 stati, non sono seconde a niente.

Inutile quindi arzigogolare, codici e pandette alla mano, se ha ragione Roma a rifiutarsi di riprendersi i clandestini sciamati in europa o Berlino, Vienna e Berna a volerceli rispedire.

Tutti troveranno motivo di citare una norma a sostegno delle loro tesi.

Se, poi, ci si mettono i magistrati, allora le cose si complicano visto che, oltre a non disporre spesso e volentieri in modo univoco neppure tra loro, più che il diritto interpretano la loro personale ideologia.

Detto questo il problema deve essere risolto alla radice, non con provvedimenti tampone, pannicelli caldi che lasciano il problema così come è.

Infatti, come per la Rai il problema della conferma o meno di Ranucci a Report e delle stesse trasmissioni di propaganda politica non può essere definitivamente risolto se non con la privatizzazione della rai, in modo che dopo a decidere la linea editoriale sia un privato che guarda ai conti economici e spende del suo e non del nostro, così per i clandestini, una volta che sono scaricati dalle ong a casa nostra, intendendo per tale non solo l'Italia, ma tutti gli stati dell'unione, rimpatriarli diventa oneroso e complicato, più la fatica del gusto, si potrebbe dire.

Allora c'è una e una sola strada: respingimento in mare, blocco delle partenze dai porti, costruzione di centri di identificazione sul territorio degli stati da cui partono i clandestini.

Con l'uso della forza, se necessario.

Purtroppo pare che i governanti dell'unione europea non abbiano letto Il Campo dei Santi di Jean Raspail, che dovrebbe essere reso obbligatorio prima di assumere cariche di governo.

19 agosto 2026

Una sola strada per risolvere il problema costo dei carburanti

A febbraio scorso, con l'inizio dei bombardamenti israelo americani sull'Iran e l'eliminazione di una serie di capi ayatollah, sembrava fossimo finalmente vicini alla soluzione di un problema che ci tormenta da 47 anni: la repubblica islamica.

Poi gli Stati Uniti non hanno voluto, potuto o saputo affondare il colpo, occupando le coste e i punti strategici dell'Iran che, dopo essersi leccato le ferite, presumibilmente aiutato dai servizi cinesi e russi, ha cominciato a colpire con missili le basi statunitensi in zona e bloccato il transito delle navi commerciali ad Hormuz.

In tal modo ha danneggiato anche noi, esattamente come Zelensky danneggia proprio noi europei occidentali, ai quali continua a chiedere soldi che non restituirà mai e armi che non pagherà mai, aggiungendo quindi il danno alla beffa, bombardando le raffinerie petrolifere russe e contribuendo all'aumento dei prezzi dei carburanti, essenziali per lo sviluppo economico delle nazioni occidentali.

Oggi leggo che l'Iran penserebbe di colpire a lungo raggio le basi americane collocate negli stati europei.

A fronte di ciò c'è un Trump che, ormai, deve far seguire i fatti alle minacce, perchè è evidente che gli ayatollah vogliono vedere se le minacce sono reali o se il sistema democratico, anche con un Trump Presidente, sia così ammosciato, succube dei tanti condizionamenti, a cominciare dai magistrati, da rendere vana anche la più grande forza militare esistente.

E c'è un'europa occidentale ripiegata su se stessa, che non ha il coraggio di affiancarsi agli Stati Uniti nell'unica azione che ci restituirebbe i rifornimenti petroliferi necessari a far funzionare la nostra economia ed a scongiurare il pericolo dell'inflazione.

E se non tutta l'unione europea, dovrebbero agire quelle nazioni, come l'Italia, che maggiormente risentono della penuria di petrolio e gas.

O crediamo che il problema degli ayatollah si risolva da solo con uno tsunami di parole inconcludenti e di accordi che gli ayatollah non rispetteranno mai ?

18 agosto 2026

Nessuno vuole più in casa propria i clandestini

Appare evidente che, dopo la sbornia di buonismo ignorante e autolesionista, nessuno più voglia a casa propria i clandestini e neppure gli immigrati regolari che delinquono.

Se consideriamo la Spagna, che ha regalato permessi di soggiorno con il retropensiero di vederli sciamare oltre i propri confini (a dimostrazione che il concetto di unione europea esiste solo nei termini di essere europei solo quando si incassa, scaricando sul prossimo gli oneri in una riedizione del vecchio detto di privatizzare i profitti e socializzare le perdite), la Germania che sta rispedendo a casa gli Afghani (e non mi sembra che a Kabul splendano democrazia e rispetto del prossimo) e prova a rimandare a casa nostra i clandestini sbarcati (o fatti sbarcare) in Italia, ma rifiutando di conteggiare i 22.513 clandestini scaricati in Italia dalle ong battenti bandiera tedesca, vediamo come la sospensione di Schengen con la Spagna da parte dell'Italia, ottimamente confermata dopo il 15 agosto, non sia che il minimo sindacale.

Contrariamente agli incontentabili (come in una vecchia pubblicità con Giampiero Albertini) di Futuro Nazionale, sono soddisfatto di quanto fa il Governo Meloni sull'immigrazione.

Mi piacerebbe facesse di più, ma mi rendo conto che con il fiato sul collo di Mattarella e dei magistrati cui non va bene neppure l'avallo europeo per i rimpatri e gli hub in Albania, la Meloni debba muoversi con cautela, per ottenere il pur minimo risultato con il massimo sforzo, nella convinzione che, con il tempo, sempre più Italiani si convincano della necessità di una azione decisa e definitiva per risolvere il problema e, quando avverrà, non ci saranno Mattarella nè magistrati che tengano.

Il dato, comunque, significativo è che anche nell'europa del nord sta facendo breccia la linea Meloni che porterebbe gli stati dell'unione a reagire dopo anni passati a subire, quando non ad applaudire, all'invasione.

La Danimarca, uno dei pochi stati ancora governati da un socialista, si è affiancata all'Italia ed ha raccolto l'adesione di altri 20 stati dei 25 (con Italia e Danimarca, promotori dell'iniziativa, sono 22 su 27) nelle richieste su una politica comune più incisiva e respingente dei clandestini.

Ci si sta rendendo conto che l'invasione è un danno per tutti e vedo con piacere che alcune testate giornalistiche rilanciano il romanzo di Jean Raspail Il Campo dei Santi, la cui lettura è vivamente consigliata, considerando la preveggenza dimostrata dall'autore già nel 1973, ancor prima del famoso discorso, anche questo da rilanciare, del Cardinale Biffi sull'immigrazione del 2000.

Adesso mi aspetto che i governi delle nazioni europee facciano un ulteriore passo nella consapevolezza di dover rastrellare e rimpatriare tutti i clandestini, aggiungendovi i regolari che delinquono.

Il passo per cui, invece di cercare di liberarsi dei clandestini scaricandoli al proprio vicino europeo, li si rimandi, con una politica comune, nella loro nazione di provenienza o di partenza e, nel contempo, si chiudano le frontiere usando quella forza che, almeno sul piano difensivo dei confini, non si dovrebbe avere alcuna remora ad utilizzare.

17 agosto 2026

Ignoranza o propaganda immigrazionista ?

Questa mattina ne Il Resto del Carlino, ho trovato un articolo a firma Leo Turrini che si sdilinquisce per le vittorie di atleti che hanno, come caratteristica, il colore della pelle tendente al nero e gareggiano sotto il Tricolore.

E' l'ultimo di una serie di servizi, interventi, tentativi di far passare un messaggio non corretto e, cioè, il valore dell'immigrazione come risorsa.

Turrini e compagni, però, spero inconsapevolmente (ma per un giornalista la cosa diventerebbe ancora più grave), manifestano un autorazzismo, mostrando una tendenza a fermare le loro analisi al colore della pelle, per motivi di mera propaganda.

Non conosco la storia personale di tutti gli atleti, ma di alcuni viene detto anche in telecronaca e, così, si può dire che quelle medaglie italiane, sono italiane sotto ogni profilo, non sono figlie dell'immigrazione di massa che NON E' una risorsa.

Diaz, infatti, non è italiano per il barbaro ius soli, per essere sbarcato da una ong tedesca, spagnola o francese o per una sanatoria di ingressi clandestini.

Diaz è Italiano perchè gli è stata riconosciuta la qualità di profugo, con ottime ragioni visto che fuggiva dal feroce regime comunista di Cuba e, quindi, gli è stata concessa la cittadinanza italiana con procedura accelerata.

Atto a mio parere giustificato, considerando che la carriera di un atleta è molto breve e non può attendere la burocrazia, soprattutto se uno cerca rifugio dopo essere riuscito a liberarsi dal giogo comunista.

La Curtis e altri (mi vengono in mente la Iapichino e Jacobs) sono invece Italiani a tutti gli effetti per ius sanguinis, come lo sarebbero sempre stati, perchè figli di un genitore italiano.

La loro nazionalità Italiana, perchè tale è, non solo cittadinanza, non deriva dai marchingegni degli immigrazionisti ma discende esattamente dal nostro civile ius sanguinis e non può essere messa in discussione.

Non solo.

Nel caso di Jacobs, se i fautori dell'immigrazione ragionassero un minimo su quello che scrivono, si verificherebbe il paradosso per cui, applicando esclusivamente il barbaro ius soli tanto amato dai cattocomunisti, Jacobs non sarebbe mai Italiano, ma Americano, essendo nato nel Texas.

So che la maggior parte della stampa è allineata al mainstream immigrazionista e per tale motivo è costretta a legare l'asino dove vuole il (suo) padrone facendo marchette immigrazioniste, ma, almeno, eviti di considerarci tutti lobotomizzati pronti a credere a tutto quello che scrive o trasmette (e, a questo punto, è da dare un avviso: non credere mai a quello che scrivono i giornali o dicono per radio e televisione salvo che sia a nostra diretta conoscenza).

16 agosto 2026

Immigrazione e criminalità


Dopo aver appurato che le carceri italiane sono sovraffollate per colpa dei criminali immigrati che ne rappresentano il 35%, a fronte di una popolazione del 9% e senza i quali non si porrebbe il problema della costosa costruzione di nuovi penitenziari, La Verità di ieri ha pubblicato un prospetto che non ha bisogno di commenti.

A fronte del 9% della popolazione residente, gli immigrati rappresentano oltre un terzo e, per certi crimini, addirittura il 50% e più di chi delinque.

In pratica, su certi crimini, furti e rapine, i rappresentanti del 9% della popolazione commettono più reati dei rappresentanti del restante 91% della popolazione.

I cattocomunisti sono abituati ad arrampicarsi sugli specchi per cambiare la Storia e persino i numeri, ma possono farcela solo se trovano chi non sa neppure leggere una tabellina semplice, semplice.

15 agosto 2026

... e all'improvviso la canicola fu un ricordo

Mi ricordo, da sempre, che il 15 di agosto era lo spartiacque tra l'estate torrida e quella piacevole che, da bambino, ci accompagnava gradualmente, come graduali erano i rientri dalle vacanze, al ritorno a scuola.

Una data simbolo, perchè può accadere un po' prima o un po' dopo, ma non ha mai sgarrato, tranne nel 2003 (di un mese, ma quello resta un anno tutto particolare).

Nonostante il terrorismo dei catastrofisti climatici, quest'anno sembra che il Ferragosto rappresenti, con svizzera puntualità, il cambio di passo.

Nella notte mi sono dovuto alzare per accostare o chiudere alcune finestre perchè sentivo una corrente alquanto freddina quando, nelle notti precedenti, non si muoveva una foglia.

Mentre scrivo ho ancora le finestre aperte, anche dove batte il sole, da cui mi riparo solo con una veneziana, quando fino a ieri la parte sud, sud est della casa vedeva già le finestre chiuse.

La temperatura resta gradevolmente stazionaria intorno ai 24 - 26 gradi interni e 25 - 28 esterni.

I "professionisti dell'informazione" dovranno riporre nel cassetto per un anno le terrificanti previsioni sul un futuro da inferno dantesco.

Il soleggiamento è già sensibilmente diminuito (ha cominciato il 21 giugno, piano, piano, zitto, zitto) e credo che ormai si siano "recuperate" due ore e forse più di ombra e fresco.

Eppure i catastrofisti del clima non demordono.

Ho letto un articolo che, indicando nei prossimi giorni un "allentamento" del gran caldo, minaccia però, per il 21 agosto, un ritorno "dell'Inferno", indicando una terrificante temperatura di 32 - 33 gradi.

Orrore !

Ma come si può sopravvivere con 32 - 33 gradi ?

La fortuna di vivere nel XXI secolo è che abbiamo gli strumenti per difenderci dal caldo e dal freddo.

Se è troppo caldo (e ognuno ha il suo grado di "cottura", diverso da persona a persona e insindacabile, che non può cioè essere soggetto a limiti di legge) si accende il condizionatore.

Se è troppo freddo (e vale il discorso di prima sulla sensibilità individuale) si accende il riscaldamento.

L'unica cosa che si richiede a chi ci governa è di fornirci il carburante che dia il miglior e maggior rendimento, al costo più basso, senza imposizioni ideologiche, perchè la prevalenza di un tipo di energia sull'altro la può dare solo il Mercato, in base alle richieste del Popolo, che valuterà proprio rendimento e costo.

La Natura, che non possiamo certo piegare alle nostre paturnie ideologiche, non è mai uguale a se stessa e cambia, anno dopo anno, con effetti sul clima.

L'Uomo è sulla Terra da sei sette milioni di anni (per i puristi preciso che considero i primi ominidi, se volete il sapiens allora sono circa 300mila anni, comunque un periodo molto lungo) e in tutti quegli anni il clima ha girato e rigirato migliaia di volte.

Ghiacci che si sono formati e che si sono ritirati, terre emerse e poi sommerse.

Siamo sopravvissuti e ci siamo evoluti grazie, soprattutto, alla nostra capacità di adattamento e di volgere, a nostro vantaggio, quello che a prima vista sembrava uno svantaggio.

E' la capacità di adattamento che ci ha reso padroni di questa Terra, nonostante fossimo quelli fisicamente più deboli e meno protetti rispetto ad altre specie presenti e concorrenti.

Ed è sfruttando il nostro ingegno e la nostra capacità di adattamento che continueremo a progredire, con qualche battuta di arresto, qualche guerra terribile, qualche catastrofe naturale.

Ma la catastrofe peggiore sarebbe quella di rinunciare ad utilizzare le scoperte del passato, l'energia che negli anni abbiamo affinato con grande rendimento e costi sempre inferiori, per inseguire paturnie ideologiche senza capo nè coda che hanno, come premessa, la rinuncia ai benefici della Civiltà.

Poi, l'Etna erutta per qualche giorno e con la CO2 che sparge nell'aria "inquina" come 100 anni di attività industriale della vecchia Europa, incurante delle teorie dei catastrofisti climatici che sono così presuntuosi da attribuire all'Uomo persino la capacità di modificare la Natura.

14 agosto 2026

Dove rotolerebbe la sinistra senza le truppe togate ?

Ieri Nigel Farage è stato rieletto in Parlamento con oltre il 60% dei voti, nelle elezioni suppletive da lui stesso provocate con le sue dimissioni del luglio scorso.

Le dimissioni erano state da lui decise per testare e attestare il sostegno popolare, anche dopo l'ennesima persecuzione giudiziale cui viene sottoposto un Leader di Destra nel mondo.

Sì, perchè Farage è, tuttora, sotto indagine per un contributo personale ricevuto da un miliardario.

Potendolo, cosa che non è consentita nelle nazioni dell'europa continentale tutte ingessate in procedure barocche per convocare le elezioni, si è sottoposto subito al giudizio degli Elettori e ne è uscito vincitore.

Qualunque cosa decideranno le truppe togate inglesi, sempre in supporto della sinistra.

Il caso inglese non è il solo e non sarà l'ultimo.

In Francia hanno condannato Marine Le Pen per aver utilizzato i contributi europei spettanti in base ai voti ottenuti dal suo partito, per migliore l'organizzazione del partito stesso, cioè per fare politica.

In Germania, ad ogni sondaggio in cui l'Afd viene data in crescita, si invoca l'intervento delle toghe per mettere fuori legge quel partito, il primo partito della Nazione tedesca !

In Italia ... beh, la vicenda Berlusconi credo sia ancora ben impressa in tutti noi, per non parlare delle tante di contorno, tra intercettazioni, chat e teoremi vari.

Allora mi viene da domandare, se, mancando di argomentazioni, la forza della sinistra sta tutta nelle azioni giudiziali e, ciononostante, non riesce a prevalere, quanto meglio staremmo, in Sicurezza e Benessere, se i magistrati tornassero ad occuparsi di furti, rapine e omicidi, contratti, confini e condomini, lasciando che a decidere chi deve governarci fossimo noi Elettori, cioè il giudice naturale, l'unico giudice preposto a promuovere (votandolo e confermandolo)  o bocciare (non votandolo e mandandolo a casa) un politico ?

13 agosto 2026

Quos vult perdere, Iupiter dementat prius (nuovo capitolo)

Solitamente non commento fatti di cronaca nera, perchè ho molti dubbi sulle verità che ne escono, anche se sancite da una sentenza.

La vicenda del conduttore televisivo Ranucci e del suo amico Lavitola, però, mi sembra abbia almeno due dati certi.

Il primo, ammesso dallo stesso avvocato del Lavitola, è che costui si è intestato l'idea di procedere con un finto attentato contro il Ranucci, giustificandolo come un trucco per fargli ottenere un aumento della scorta e quindi di visibilità.

Non è la prima volta che ciò accade, mi sembra che pochi mesi fa un aspirante martire del giornalismo di inchiesta, di provincia, sia stato sgamato per aver lui stesso organizzato minacce contro se stesso. 

Prendendo per buone le affermazioni del legale del Lavitola, dobbiamo quindi prendere atto che, in futuro, prima di ogni commento su fatti analoghi, è meglio aspettare la conclusione delle indagini.

Ma è il secondo aspetto che, a mio avviso, non deve mancare di essere sottolineato.

La reazione agli sviluppi dell'indagine da parte del Ranucci, è stata sorprendentemente la rivelazione di un ego smisurato, una autoreferenzialità messa nero su bianco in un classico post sui social, forse dal sen fuggito, non abbastanza meditato, ingenuo e rivelatore della vera natura del suo autore e comunque espressione di una ubris che gli Dei mai potrebbero tollerare.

Non ho mai guardato la trasmissione di Ranucci, non sono interessato alle costruzioni di teoremi che non posso verificare, che devono essere accettate come un atto di Fede e che si riducono solo ad una mera propaganda di parte, senza contraddittorio cui concedere spazi e tempi uguali.

Non so quindi che razza di appeal possa avere avuto Ranucci (o pensare, lui, di avere) per aspirare a ruoli di guida della Nazione.

In realtà, sentendo le sue dichiarazioni e vedendolo nelle interviste ai telegiornali, mi sembra decisamente privo di ogni caratteristica per ambire addirittura a Palazzo Chigi.

I cattocomunisti, però, sono messi talmente male in arnese che, tra la Schlein e Conte, la Salis (quella di Genova, ovviamente) e Onorato, tra Ruffini e Gabrielli, anche Ranucci può benissimo accomodarsi al tavolo dei pretendenti senza sfigurare (credo farebbe molta più fatica nel Centro Destra).

La sua ultima uscita, però, con la quale ha lasciato intendere di paragonarsi a Falcone e Borsellino, credo sia stata non solo la manifestazione di quella  ubris   che presumo gli faranno pagare i suoi stessi compagni, appena passerà il momento compulsivo del cane di Pavlov che difende sempre e comunque il compagno, ma anche la confessione di limiti che ne fanno non un candidato per Palazzo Chigi, ma nei concorsi per nuovi comici.