Come è prassi, il presidente della nazione che ospita i vertici dei capi di stato e di governo Nato, al termine dei lavori fa un omaggio personalizzato ai suoi colleghi.
La Nato è alleanza militare, si è parlato di guerra, di pace, di interventi, di riarmo, quindi la scelta di Erdogan di regalare una (bellissima) pistola a sei colpi, con i relativi proiettili, mi è sembrata spiritosa, ironica e azzeccata.
Credo che le regole per gli omaggi di stato impongano al nostro Presidente del Consiglio di conferire l'oggetto ricevuto al patrimonio di Palazzo Chigi, anche se la pistola è stata personalizzata con il nome della Meloni.
Posso anche immaginare che la Meloni non pratichi il tiro a segno e, forse, non ha mai impugnato una pistola, come milioni di Italiani che, da quando è stato abolito il servizio militare obbligatorio, non sanno cosa voglia dire impugnare un'arma, non si rendono conto della sua potenza e neppure del rumore che fa quando esplode il colpo (non parliamo poi dei colpi del cannone di un carro armato !).
E' un male, perchè a parte quelli che sono istituzionalmente preposti alla difesa interna ed esterna (Forze dell'Ordine e Forze Armate) a conoscere le armi sono solo quei pochi che le utilizzano legittimamente, magari solo per sport, e quei tanti che ne sono in possesso per delinquere, rendendo la stragrande maggioranza di noi inerme e impotente davanti ad un atto violento di rapina, aggressione o furto.
A maggior ragione abbiamo bisogno di sapere come difenderci ed avere a disposizione gli strumenti (armi) per farlo perchè non è pensabile che ci possa essere un Poliziotto dietro ogni angolo.
Alcuni capi di stato di governo hanno lasciato in Turchia la pistola, non, a quanto ne so, la Meloni che ha fatto benissimo a portarla in Italia.
Intanto perchè lasciandola in Turchia sarebbe stata un'offesa al padrone di casa che ha fatto un regalo, in secondo luogo perchè la pistola di Erdogan può anche avere un significato simbolico e quello che che mi piace attribuirgli (anche se non credo rientrerebbe nelle intenzioni di Erdogan) è che l'Occidente, la Nato, si sta svegliando e non è più disposta, non siamo più disposti, ad accettare soprusi, a cominciare da quelli degli ayatollah, il cui regime deve cominciare a contare le sue ultime ore.
Con il contributo di tutti.
