Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

05 novembre 2026

Sostituzione etnica

C'è un dato che dovrebbe essere maggiormente diffuso in relazione alla vittoria della sinistra negli Stati Uniti e che non è la perdita di seggi dei Repubblicani (Clinton e Obama, nelle elezioni di metà mandato ne persero più del doppio e persino Reagan perse seggi), quanto le analisi che mostrano come, al netto del voto degli immigrati ispanici e islamici, i singoli candidati repubblicani sconfitti il 3 novembre, avrebbero tutti vinto le elezioni con una media ponderata di 60 - 40 per cento.

Questo è un dato che replica quello delle recenti elezioni politiche in Svezia e ci dice come l'accoglienza e l'immigrazione poi trasformata in cittadinanza sia una reale sostituzione etnica in territori, in nazioni che furono portatrici di Civiltà, Progresso e Benessere e oggi hanno smarrito la loro Stella Polare.

C'è magra soddisfazione nel dire "lo avevamo detto", purtroppo non siamo stati capaci di impedirlo e l'accoglienza con successiva cittadinanza concessa a masse estranee alla nostra Cultura della Libertà, del Lavoro, del Progresso, ci avvia verso un nuovo oscurantismo di stampo religioso e tribale che, come accadde dopo la caduta dell'Impero Romano e l'ingresso dei barbari a Roma, comporterà un veloce arretramento sotto ogni profilo.

A noi o, meglio, a chi ci deve rappresentare spetta il compito di rallentare il declino, perseguendo con maggiore costanza quelle che sono state le intuizioni dello stesso Presidente Trump.

Perchè Trump aveva ragione sui dazi, in quanto l'unione europea impone(va) obblighi onerosi ai prodotti americani in funzione di paturnie ecoambientaliste, mentre la Cina produceva a basso costo invadendo i mercati, sfruttando, grazie al suo regime tirannico, l'enorme forza di lavoro che ha, senza curarsi delle condizioni di lavoro e senza preoccuparsi della salubrità dei prodotti che commercializza.

Ma Trump ha sbagliato nel mollare la presa.

Trump aveva ragione nel sostenere Israele, ma ha sbagliato nel fermare le azioni quando stavano per completare l'obiettivo.

Trump aveva ragione nel cercare di rimuovere il regime degli ayatollah, ma anche lì si è fermato quando avrebbe potuto e dovuto finire il lavoro.

Soprattutto Trump aveva ed ha ragione sull'immigrazione, ma non ha affondato il colpo neppure su tale argomento.

E' vero, come dice il Vicepresidente J.D. Vance, che la guerra in Iran è costata la sconfitta elettorale, ma non perchè la si sia combattuta, bensì perchè non la si è vinta.

Come nel 1991 quando il Presidente George Herbert Walker Bush liberò il Kuwait dall'invasore iracheno, ma si fermò al confine senza affondare verso Bagdad e non fu rieletto nel 1992, mentre il figlio, il Presidente George W. Bush, nel 2003 portò a termine la missione in Iraq e fu rieletto nel 2004.

Le idee ci sono per riportare la nostra Civiltà sulla carreggiata giusta, nonostante la sostituzione etnica in atto e la presenza di quinte colonne all'interno delle nostre stesse mura.

Con un Trump ultra ottantenne e alla fine del suo secondo mandato, è necessario però che emerga, negli Stati Uniti e in ogni altra nazione occidentale, una figura che, con coraggio, energia e costanza, riprenda, sviluppi e persegua le intuizioni del Presidente Trump.



04 novembre 2026

4 Novembre: Festa della Vittoria


Il grigiore burocratico di certe istituzioni repubblicane si vede anche dalle noiose e incolori definizioni di una Festa come quella del 4 novembre.

Vollero cambiarne natura e nome e la chiamarono Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Un lungo pippone per sostituire lo scattante e appropriato Festa della Vittoria, come la conobbero generazioni di Italiani, inclusa la mia.

Il 4 novembre era Festa e si restava a casa da scuola.

C'era una parata e aprivano le caserme.

Mi ricordo mio padre e il padre di un mio amico e coetaneo che ci accompagnavano a visitare i mezzi dell'Esercito Italiano.

Salivamo su un carro armato sognando campi di battaglia ed io ero ignaro che, una quindicina di anni dopo, per un anno intero, sarei salito su un carro armato ed avrei realmente sparato (in esercitazione) cartocci di vario genere.

Il 3 novembre o un tema o una lettura ci riportava a quel 1918 in cui si compì, quasi integralmente, l'Unità d'Italia iniziata con i moti carbonari nel 1821 e che ebbe il suo nucleo nelle guerre di Indipendenza del 1848, 1859 e 1866.

La televisione educava ai Valori dell'Identità e della Tradizione.

A scuola eravamo tutti Italiani e quelle letture ci ispiravano i Valori più importanti per un Uomo: quelli dell'Amor di Patria.

Per me il 4 novembre resta la giornata in cui ci ricordiamo di essere Italiani e che uno stato italiano ha senso solo se si persegue l'Interesse Nazionale: prima di tutto l'Italia e gli Italiani.

03 novembre 2026

I brogli nell'urna

Oggi si vota negli Stati Uniti per rinnovare la Camera dei Rappresentanti (435 membri) e un terzo del Senato (in realtà 35 senatori su 100).

Radio, giornali e televisioni sembrano impazziti, soprattutto quelli di sinistra che suoneranno le campane a festa se i democratici dovessero vincere camera e senato o anche solo una delle due.

A parte ogni considerazione su candidati socialisti e islamisti, che rappresentano un vulnus per la democrazia americana e sono eleggibili solo grazie al tradimento dei Valori e dei Principi fondanti quella democrazia di una parte della popolazione dei discendenti di coloro che quella democrazia costruì e diffuse, è interessante constatare come il giorno del voto non sia propriamente il 3 novembre, ma si estenda, prima e dopo, a causa delle varie modalità di voto.

Così il voto elettronico e soprattutto quello postale sul quale ho visto un allucinante servizio televisivo.

L'elettore ritira la scheda, quando non gli arriva direttamente a casa, vota e la imposta in una normalissima cassetta postale.

Siamo proprio sicuri che quello sia il metodo migliore per garantire non tanto la segretezza di un voto, quando la ben più rilevante legittimità di quel voto ?

Già il fatto che possa essere inviata a casa per posta la scheda elettorale è un rischio, basti solo pensare a quante carte di credito e debito vengono trafugate, anche in Italia, se il cliente della banca si assume il rischio di farsela mandare a casa.

A quel punto, in possesso di una scheda, chi controlla chi vota ?

Non c'è uno scrutatore che attesti l'identità del votante, i democratici si oppongono ferocemente all'obbligo di esibire un documento di identità, non so quali controlli siano previsti per verificare che quelle schede siano votate realmente da un cittadino statunitense con pieni diritti di elettorato.

Anche la vicenda del papa Leone XIV che, a quanto pare, si è fatto portare la scheda dal fratello che poi, a sua volta, l'ha riportata votata negli Stati Uniti, mi sembra emblematica di una certa superficialità che caratterizza gli Americani, eterni bambinoni, che credono alla buona fede altrui e poi si trovano dei musulmani sindaci e senatori.

Quello che sta accadendo negli Stati Uniti, con le solite esagerazioni che vediamo in quella nazione dove si eccede sempre in tutto, possono accadere anche in Italia, dove sta prendendo piede, "per favorire la partecipazione", il voto postale e dove c'è chi vorrebbe introdurre quello elettronico che farebbe la stessa fine della carne surgelata nei supermercati hackerati dove hanno portato la temperatura delle celle frigorifere da meno 20 a più 50.

Trovare sistemi facili per votare, significa porre le basi per nuove forme di brogli, sovvertendo la volontà popolare.

Il voto deve essere un momento di importante riflessione, quindi non può essere espresso un mese o un giorno prima della data fissata per esprimerlo, perchè in quel lasso di tempo possono avvenire fatti che portano a cambiare la nostra opinione, quindi la nostra scelta.

E il voto deve essere espresso solo da chi ne ha diritto, nel seggio naturale previsto dalla legge e, se del caso, anche con il sacrificio di uno spostamento dall'abituale luogo di domicilio, provvisorio, diversamente avrebbe provveduto a cambiare residenza e quindi a votare dove si trova.

Anche perchè votando dove si ha la residenza il riconoscimento del proprio diritto è più facile e immediato a prescindere dalla presentazione, che deve sempre restare obbligatoria, di un documento di identità in corso di validità.

Ovviamente ci sono le eccezioni (ricoverati in ospedale, militari in servizio all'estero) la cui identità, però viene facilmente certificata in uno con il diritto ad esprimere un voto.

Il voto è una cosa seria e importante e deve essere espresso, anche se costa un piccolo sacrificio, con consapevolezza e nella certezza che chi lo esprime abbia il diritto di farlo.


02 novembre 2026

Democrazie allo sbando

Il colpo di stato che sta tentando in Polonia il "liberale" Tusk con l'appoggio dell'unione europea,  è solo l'ultimo tassello di un disagio che coinvolge tutte le democrazie del mondo, inclusi gli Stati Uniti.

Siamo in un'epoca in cui tutti hanno la possibilità di parlare, tutti, almeno, nelle nazioni in cui vi è una base di libertà di espressione, certo non in Cina, a Cuba, in Corea del Nord, in Iran e in tanti altri stati dove chi parla rischia, se va bene, il carcere.

Non che qui da noi la libertà di opinione sia pienamente rispettata, basti pensare al reato di negazionismo che esiste in Germania e in Austria dove hanno incarcerato uno storico, David Irving, perchè dissentiva dalla vulgata comune dell'interpretazione storica o, senza andare troppo lontano, in Italia dove sono ancora in vigore leggi come la Scelba e la Mancino che impediscono la piena espressione di una opinione e/o di veicolarla con l'organizzazione e le modalità che più sarebbero appropriate.

Ma, fondamentalmente, in Europa, in Oceania, nel Nord America e in alcune nazioni asiatiche come il Giappone ed Israele, c'è una generale libertà di espressione.

Questo comporta però un handicap (si può ancora scrivere questa parola ?) nei confronti di quelle nazioni dove le decisioni vengono subito seguite dalla loro attuazione, richiamando il Manzoni per cui "di quel securo il fulmine, tenea dietro al baleno", la miglior sintesi di quello che dovrebbe essere un governo efficiente, cioè decidere e far subito seguire la realizzazione.

Non aspettare lunghi passaggi parlamentari, vidimazioni di questo o quel comitato di controllo, poi tornare sui propri passi perchè un magistrato aveva mal di pancia e ha disposto una sospensione di quella decisione o, peggio ancora, ci ha messo le mani, manipolandola e stravolgendola con interpretazioni creative o dichiarandone l'illegittimità in alcune parti.

Poi le democrazie hanno un secondo handicap: concedono il diritto di voto paritario a tutti quelli che hanno la cittadinanza e con il fenomeno immigratorio si alterano gli equilibri secolari etnici e rappresentativi.

Infine la separazione dei poteri che poteva andare bene nel 1700, dopo secoli di assolutismo monarchico, ma che dovrebbe essere realmente "separazione", cioè impermeabilità delle competenze, non che la magistratura possa interferire con le attività di governo interpretando o cassando una legge o decidere se una fabbrica deve restare aperta o chiusa.

Le democrazie di oggi sembrano allo sbando, una gigantesca tela di Penelope che alcuni cerano di comporre a tanti altri, per motivi spesso opposti e contrastanti gli uni con gli altri, ma uniti dalla volontà distruttiva, scompongono sistematicamente.


01 novembre 2026

Una questione di scelte

Il Governo ha presentato la cosiddetta manovra economica per un valore di 26 miliardi.

Non so quanto potrà cambiare nel passaggio parlamentare, ma intanto si sono sprecati i commenti.

Per la Maggioranza è un'ottima manovra, per l'opposizione è tutta da buttare.

Quelle sono posizioni pregiudiziali inquinate dalla propaganda, in realtà, come in tutte le manovre e gli interventi economici, ci sono cose buone e cose cattive e sono buone o cattive in base ai personali orientamenti.

Un liberale come me, apprezza tutto ciò che va contro l'invasività dello stato nella vita quotidiana e, quindi, apprezza l'abolizione del bollo auto come misura strutturale auspicando che sia estesa a tutte le autovetture, apprezza la riduzione del personale scolastico pubblico perchè tiene conto della riduzione degli alunni, apprezza l'estensione della riduzione, della aliquota per i redditi fino a 55mila euro e tanti altri interventi che vanno nel senso di liberalizzare la nostra società, dando più spazio alla contrattazione privata e allontanando lo stato dalle nostre vite e dalle nostre tasche.

Ovviamente, un liberale come me non apprezza il prelievo sulle banche, il taglio degli incrementi sulle pensioni "più alte" che, poi, quattro volte superiori alla minima, quindi 2500 euro circa, tanto alte non sono, i bonus e le detrazioni varie.

Se al governo ci fossero stati i cattocomunisti avrebbero aumentato il debito per poter elargire più soldi alle loro clientele e avrebbero aumentato le tasse, cioè avrebbero fatto più stato, più pubblico, più clientela.

In tale ottica devo dire che la Meloni, Salvini e Tajani hanno fatto una manovra di compromesso tra i vari orientamenti del Centro Destra, senza aumentare il debito, quindi ponendo le basi per un proseguimento del percorso virtuoso iniziato nell'ottobre 2022 per porre rimedio ai disastri di undici anni di cattocomunismo da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte.

Hanno fatto delle scelte che, come tutte le scelte di compromesso, non sono risolutive (per le quali occorrerebbe il governo di una sola persona che non debba scendere a compromessi), ma servono per andare avanti con dignità e, per questo, è una manovra da approvare nel suo quadro generale auspicando che in parlamento possa migliorare la parte di liberalizzazione, nella consapevolezza che altre persone, con orientamento statalista, auspicano esattamente il contrario.

31 ottobre 2026

Non si va all'estero per provocare il governo di un altro stato

Leggo che altri italiani sono stati fermati in Israele mentre "proteggevano" dei lavoranti arabi.

Non so in cosa consistesse quella "protezione", sono praticamente sicuro che non siano andati in Israele per raccogliere pomodori al posto degli arabi.

Più probabile che si siano messi a far caciara, provocando l'IDF, lanciando urletti appena venivano ammanettati e quindi precipitandosi a telefonare al nostro consolato per chiedere aiuto.

Cosa che, purtroppo, è stato fatto e avanti con i prossimi.

Ambasciate e consolati di una nazione, non solo l'Italia, ma di qualsiasi nazione, sono fatti per rappresentare gli interessi di quella nazione, dando sostegno ai cittadini chi si trovano all'estero per validi motivi (turismo, lavoro, famiglia).

Non credo che ambasciate e consolati siano stati pensati per dare tutele a chi va all'estero per berciare contro il governo di quello stato estero, prendere in giro le sue istituzioni, le sue regole, le sue leggi.

I rapporti internazionali non possono essere sviliti da singoli cittadini che, senza mandato alcuno, credono di fare una loro personalissima politica estera, vanificando gli sforzi della nostra diplomazia.

Perchè il costo per la loro assistenza non è solo o non tanto quello materiale di andarli a prendere, pagargli il biglietto di ritorno, magari pagare un avvocato indigeno che conosca la legge per potervi navigare e riportare in Italia quelle persone, ma è soprattutto politico e diplomatico.

Perchè per ogni italiano che, per un qualsiasi motivo, viene fermato all'estero, magari imprigionato, processato, condannato, e per il quale si muove il governo nazionale ottenendone il rilascio, l'Italia diventa moralmente, politicamente e diplomaticamente debitrice di quello stato estero, un debito che, prima o poi, ci verrà chiesto in pagamento, con gli interessi.

Quindi sarebbe ora che il Ministero degli Esteri la smettesse di intervenire a favore di chi, volontariamente, viaggia all'estero non per conoscenza, lavoro o validi motivi, ma solo per portare disordini in uno stato straniero, forse perchè non ne ha abbastanza di quelli che abbiamo in Italia.

30 ottobre 2026

Chi aprirà una pratica a tutela degli Italiani perbene ?

Il CSM ha aperto una pratica a tutela del gip di Milano che non ha convalidato l'arresto del presunto fondatore del movimento 17 ottobre.

Mi domando chi aprirà una pratica a tutela di tutti noi, che abbiamo il diritto a poter circolare liberamente nelle nostre città e in tutta Italia, ad aver garantita l'incolumità personale e l'integrità delle nostre proprietà, vedendo anche puniti, severamente, tutti quelli che fanno carta straccia di quel nostro diritto.

29 ottobre 2026

E' ora di sostituire i magistrati umani con l'IA

La decisione del gip di Milano di liberare, non convalidando il fermo, il soggetto fermato per i disordini di due settimane fa, ripropone il tema della parzialità e della terzietà dei magistrati.

C'è poco da fare, i magistrati, tutti, sono uomini e donne con le loro passioni, le loro convinzioni, le loro simpatie e che si tratti di un fenomeno politico o di una bega di condominio, non saranno mai in grado di essere completamente terzi ed imparziali.

A maggior ragione se, come a Milano, viene chiamata a decidere sulla conferma del fermo, una signora che aveva palesato le sue preferenze politiche a favore della parte in cui milita il fermato sulla cui permanenza in carcere doveva decidere.

L'elemento umano, quindi l'errore, la simpatia, l'ideologia, è sempre presente quando ci si mette nelle mani del giudizio di un altro essere umano.

Fino ad oggi era inevitabile, ora non lo è più.

Ogni questione può essere decisa, in pochi secondi, asetticamente dall'Intelligenza Artificiale nutrita con tutte le leggi, i codici, le direttive, le circolari, la giurisprudenza e priva di qualsiasi simpatia per una ideologia, per una causa, per una persona.

E questo vale per i casi di omicidio ai quali vogliono per forza trovare un colpevole, per gli agitatori delle piazze e per i condomini rompiscatole.

28 ottobre 2026

Una Nazione, un Popolo senza radici sono destinati alla scomparsa

 28 ottobre.

Io non c'ero, quel 28 ottobre 1922 e non posso sapere da che parte sarei stato.

Nessuno può affermarlo con la sicurezza che vedo in tanti che, superficialmente, applicano ragionamenti di oggi ad eventi di cento e anche più anni fa.

Quello di cui sono convinto è che anche quei 21/23 anni in cui l'Italia o parte di essa è stata governata da Mussolini, hanno dato una importante impronta alla nostra Storia, alla nostra Nazione, al nostro Popolo.

Ed è tanto più importante e duratura quanto più ci sono quelli che, quasi quotidianamente, la ricordano vedendo Fascisti ovunque.

E' la nostra Storia, è il nostro passato, è parte delle nostra eredità.

Cancellarla, manipolarla, renderla un fatto di cronaca vorrebbe dire cancellare, manipolare, sminuire quello che noi siamo stati, siamo e potremo essere.

E che nessuna invasione immigratoria potrà mai cancellare dalla memoria comune degli Italiani.

E' una piccola aggiunta a quanto già scrissi lo scorso anno, quando, anticipando Mattarella, mi ero convinto della opportunità di cessare con il celebrare questa e quella giornata. 

Ma la memoria no, quella non deve smettere di restare accesa.


27 ottobre 2026

Ad ammucchiata si risponde con ammucchiata

I quotidiani di Centro Destra (una flebile voce minoritaria) scrivono quello che i giornalisti di sinistra nascondono, quando va bene, nelle pagine interne.

Un parlamentare del pd è stato ceduto in prestito (con diritto di riscatto ?) come un calciatore di cui non ci si vuole ancora privare, ma può essere utile altrove, a Rifondazione comunista di cui non avevamo più sentito parlare dalla sberla ricevuta da Bertinotti nel 2008.

Il prestito è finalizzato a consentire a Rifondazione di presentarsi alle elezioni senza la tagliola della raccolta di firme e portare qualche bicchiere d'acqua all'ammucchiata cattocomunista.

La Meloni, Salvini e Tajani, purtroppo, non faranno altrettanto prestando deputati e senatori a Forza Nuova, CasaPound e altri movimenti della Destra Radicale, ma possono fare di più e di meglio senza affitti e prestiti e con un colpo solo.

Che si chiama Vannacci, Futuro Nazionale.

I sondaggi che si susseguono quotidianamente danno in vantaggio alternativamente  la sinistra o il Centro Destra con margine inferiore ad un punto percentuale e attribuiscono a Vannacci un 6 - 7 per cento ormai stabilizzato.

Quel 6 - 7 per cento porterebbe la percentuale del Centro Destra oltre il 50% e i cattocomunisti, neppure imbarcando chi sostiene Hamas come Rifondazione o chi si è tatuato i simboli dell'Ucraina come Calenda, riuscirebbe a superarlo.

E senza una ammucchiata paragonabile a quella cattocomunista, ma con un solo partito in più, anche se non si dovrebbe rinunciare neppure ad un voto.

Mi auguro che la Meloni, Salvini e Tajani meditino sui numeri e facciano la scelte migliore per impedire il ritorno dei cattocomunisti al governo, cosa che, da sola, vale una legislatura di governo anche se non combinassero niente altro.