Premetto che non ho mai avuto simpatia per Comunione e Liberazione sin da quando, partecipando ad una pubblica assemblea da loro indetta e diffusa a mezzo volantino a scuola, dopo un mio intervento, mi "riconobbero" (e con me un mio amico con il quale mi ero recato all'assemblea) in base alle idee esposte, per uno di Lotta Continua.
Lotta Continua a me ?!?!?
Da quel momento ho perso ogni speranza di dialogare con loro, risultandomi impossibile una qualsivoglia comprensione, sin dalle questioni di base, più semplici.
Fatta questa premessa risalente al 1974, ogni anno leggo del meeting di Rimini, dove il pubblico applaude qualunque potente che arrivi a dire due parole messe in croce, purchè siano infarcite di buonismo talmente zuccheroso da rischiare il diabete di tipo 2.
Fu così per Andreotti, Berlusconi, Prodi e figuriamoci se non è così per un papa e un cardinale capo dei vescovi.
Leone XIV sta insistendo, troppo, sul comportamento accogliente dei clandestini.
Dice che una persona conta più dei confini (io invece sono rimasto al dulce et decorum est pro Patria mori), ma non dice come "mettere a terra" i suoi principi.
Come organizzarsi, come pagare, chi deve pagare, in quali spazi, con quali leggi, regole, costumi ?
Facile fare i buoni facendo sacrificare gli altri sui quali far pesare tutto il proprio buonismo.
Eppure l'esempio per il papa era stato dato sessanta anni fa da un film, L'Uomo venuto dal Kremlino, in cui il papa, interpretato da uno strepitoso Anthony Quinn, invece di chiedere agli altri di sacrificarsi, metteva a disposizione tutte le ricchezze della chiesa, spogliandosi di ogni orpello, prezioso, quadro, palazzo, oro e denari vari.
Vedremo se, quel che non ha fatto nessuno dei suoi predecessori, saprà farlo Leone XIV, facendo seguito con coerenza alle sue prediche, oppure se anche lui si rifugerà nell'aforisma attribuito a Seneca: fate quel che dico non quel che faccio e il bel gesto resterà solo nel film.
Di conserva è arrivato il capo dei vescovi con un'altra perla analoga: salvare tutti non significa che entrino tutti.
Quindi ?
Quelli raccolti in mare dalle ong come li scremiamo e quelli che non dovranno entrare dove li portiamo ?
E chi decide chi entra e chi no ?
Con quali criteri ?
E con quali soldi poi quelli entrati dovranno essere mantenuti ?
Chi paga ?
E con quali soldi, quelli che respingiamo dovranno essere condotti dove si decide che debbano essere condotti ?
E se quelli che si vedono recapitare il pacco di quelli che "non entrano" da noi, li vorranno ?
E se si mette di traverso un magistrato cosa facciamo, chiamiamo il Cardinale Zuppi per dargli una benedizione e assolverlo, ma restando il problema insoluto ?
E non ha pensato il cardinale arcivescovo di Bologna che quello che lui dice è già messo in pratica dal Governo, almeno da quello Italiano, con i centri in Albania, dove, tutti salvati, si decide chi ha il "diritto" di entrare e chi no ?
Il Cardinale Zuppi parla anche di "volgari e stupide polarizzazioni", ma la demagogia pelosa, che non fornisce una soluzione concreta, pratica, attuabile, che sia una al problema, come la possiamo definire ?
Personalmente, per rispetto verso i credenti, evito di toccare l'argomento religione, ma a volte chi rappresenta la religione che dovrebbe essere quella della maggioranza della mia Nazione e dovrebbe quindi essere funzionale agli interessi della mia Nazione, diventa un qualcosa di talmente estraneo da rendermi impossibile mantenere il silenzio.

