Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

25 marzo 2026

Dimissioni, MAI !

Non sono d'accordo con la scelta di Delmastro e della Bartolozzi di dimettersi e, ancor meno, lo sono con la Meloni che lo chiede alla Santanchè, ottimo Ministro per il Turismo da lei prima riportato ai livelli pre covid e poi favorito ulteriori, significativi incrementi di flussi e quindi di denaro.

L'ho scritto più volte anche nel passato più remoto: la lista dei ministri, un sindaco, un presidente di regione non devono avere il nulla osta dei magistrati.

L'unico giudice legittimo per un politico è il Corpo Elettorale che, se ne condivide l'azione a prescindere dalle sue vicende personali, tornerà a votarlo, se invece non lo ritiene all'altezza del ruolo, lo boccerà alle urne, rimandandolo al suo lavoro.

Dimettersi gratis et amore Dei o chiedere le dimissioni per le indagini ed i rinvii a giudizio estranei al ruolo politico ricoperto, significa genuflettersi davanti ai magistrati e questo sarebbe (è) un grave errore, lo stesso commesso dal 1992 in poi quando la Politica si ritirò lasciando campo libero al giustizialismo.

Tra l'altro dimettersi o chiedere le dimissioni quando un procedimento penale (ripeto: estraneo al ruolo politico e istituzionale ricoperto) è appena agli inizi, significa calpestare un principio di giustizia, libertà e civiltà come è quello della presunzione di innocenza.

Tanto più che in gran parte delle situazioni, sia pur dopo un numero vergognoso di anni, l'imputato viene assolto, ma nessuno paga e, se anche si riuscisse a far pagare il magistrato di turno, nessuno, per quanto paghi, potrebbe mai restituire al malcapitato gli anni e le occasioni perse.

Come accadde al povero Presidente Giovanni Leone, scagionato dopo che, però, era stato costretto alle dimissioni e accantonato come un lebbroso.


24 marzo 2026

Vince l'Italia sottomessa figlia della paura e dell'assistenzialismo improduttivo

Anni fa, entrando nella sede di un sindacato, vidi una vignetta ingrandita in cui la didascalia diceva: abbiamo sempre la risposta pronta e, l'intero foglio, era occupato da dei "no".

Ecco, l'esito del referendum dice la stessa cosa, perchè dire no ad una riforma di buon senso significa rintanarsi con la testa sotto la sabbia e ... il fondoschiena a disposizione del prossimo, anche se non lo si vede.

Così, come per i due referendum sul nucleare dove l'allora banda del no, che è poi la stessa di oggi, adesso si lamenta per il costo di gas e luce, qualcuno, ben più di qualcuno ..., piangerà quando stritolato dalla "giustizia" italiana che adesso si fregia pure dell'avallo popolare.

Perchè la vittoria del no dice che i magistrati fanno bene a perseguitare le vittime delle rapine quando si difendono, fanno bene a lasciar sciamare per l'Italia, liberi di rubare e stuprare, i clandestini e a continuare a non pagare di persona per vicende come quelle di Tortora, Zuccheddu e Garlasco (e tante altre).

Le analisi sui voti (noiose) saranno fatte da chi poi dovrà prendere le contromisure per arrivare alle prossime elezioni politiche presentando i risultati del Governo Meloni, tra i quali metto sicuramente anche la riforma pur respinta dal referendum, perchè la riforma, i parlamentari che abbiamo eletto, l'hanno votata e approvata così come da programma.

Anche sulla campagna elettorale non mi sento di imputare nulla alla Meloni e al Centro Destra che, come sempre, si è dovuto confrontare in condizioni di inferiorità, avendo contro la magistratura, il 90% della stampa (e i giornalisti del Centro Destra hanno sempre la pessima abitudine di fare i primi della classe e dire "sì, ma bisognerebbe ..."), i preti, i sindacati, le coop, i circoletti dei mantenuti con i soldi nostri loro dirottati sotto forma di contributi per il cinema, lo spettacolo, la "cultura", redditi a vario titolo (la fantasia non manca nel settore dell'assistenzialismo improduttivo), gli islamisti d'Italia, gli ambienti estremisti di sinistra dei centri sociali e altre frattaglie varie.

Col senno di poi (ma vai a saperlo prima !) l'unica cosa che potrei dire è peccato che si sia puntato, cercando di portarla a casa, su una riforma minimale, che qualsiasi persona di buon senso avrebbe dovuto votare, ma, sapendo questo esito, si sarebbe potuto puntare su una autentica rivoluzione usando la ruspa per rifare integralmente il sistema, a cominciare dal reclutamento del personale.

Ma, appunto, è con il senno di poi.

Ho fiducia che la Meloni, lungi dal gettare la spugna, imprimerà a questi ultimi 12-18 mesi di legislatura (dicono si voti tra maggio e giugno 2027, ma questo parlamento fu eletto a fine settembre 2022, quindi si dovrebbe compiere i cinque anni, non ridurli per votare in primavera, allora perchè non allungarli fino alla primavera 2028 ?) una marcia intensiva per mettere in campo provvedimenti, che vorrei sempre sulla giustizia nel tentativo di limitare comunque le tracimazioni dei magistrati, sulla sicurezza e legittima difesa, sulle tasse, sul contrasto all'immigrazione, che legittimerebbero, ancor di più, la richiesta di ricevere il mandato per altri cinque anni.




23 marzo 2026

Sorpresa: gli Italiani vogliono ancora votare !

Alla fine della prima giornata di votazioni referendarie, l'affluenza ha superato il 46% degli aventi diritto, smentendo tutte le previsioni, i sondaggi e le liturgie catastrofiste sull'astensionismo dilagante.

Si presume che, alle 15 di oggi, i votanti saranno circa il 60%.

A parte il risultato che nessuno può prevedere (ed è divertente leggere su X di utenti che dichiarano di aver visto exit poll segreti o di conoscere "l'ultimo sondaggio riservato" e ne spiattellano il presunto risultato credendo di impressionare il prossimo) c'è da rilevare che, quando il quesito è chiaro e quando coinvolge un interesse primario, allora noi Italiani rispondiamo.

E rispondiamo soprattutto se il quesito non è spezzettato in una pluralità di schede per abrogare o intervenire su singole righe o parole di una legge.

Quindi si pone il problema, di tutti, dopo questo referendum, di evitare che si possa tornare agli abusi di Pannella e dei radicali che hanno fatto schifare uno strumento che dovrebbe essere quello definitivo perchè prevede una decisione affidata al Popolo Sovrano.

I partiti, tutti, dovranno mettere mano alla legge sul referendum voluta da Andreotti nel 1972 per andare al referendum sul divorzio (1974) altra scelta chiara che vide ampia partecipazione.

Che sia aumentando significativamente (magari aggiungendo uno zero) le firme necessarie per richiederlo e imponendo, ad esempio, che l'abrogazione riguardi una intera legge e non solo parti di essa, o che sia inserendo in costituzione l'istituto del referendum non solo abrogativo e confermativo, ma anche propositivo, questo è tema da discutere neanche in parlamento, ma in sede di commissione parlamentare, dove con meno voci è più facile inquadrare il problema e dare una risposta, tecnica, convincente.


22 marzo 2026

Disgustato dalla pavidità dei "leaders" europei

L'unione europea e affini come il Regno Unito profondamente decaduto di Starmer, mi fanno vergognare della mia immodificabile appartenenza geografica a questa piccola, piccola, minuscola, pavida, meschina, codarda europa.

I "capi" europei si sono riuniti, tre settimane dopo l'attacco al regime degli ayatollah e due settimane dopo il blocco del flusso di gas e petrolio imposto dai bombardamenti degli ayatollah su stati che, finora, anche loro pavidamente, non sono entrati in guerra, e tutto quello che hanno saputo dire, invece di organizzarsi per liberare la via del petrolio e collaborare con Stati Uniti e Israele per far finire la guerra al più presto (e le chiacchiere sul diritto internazionale, sulle ragioni delle parti etc. solo DOPO, quando il flusso del petrolio sarà tornato regolare), è stato quello di proporre a noi europei di ridurre il nostro Benessere e il nostro tenore di vita.

Ridurre le scorte di gas, significa, in prospettiva, potersi riscaldare di meno il prossimo inverno, pagando di più.

Ma richiamare addirittura le targhe alterne, la riduzione dei limiti (già bassi) di velocità e altre amenità per anime povere non tanto in denaro, quanto in coraggio e capacità gestionale, rappresenta la totale sconfitta del modello rinunciatario europeo.

Continuiamo a pagare la guerra di Zelensky, ma non troviamo la forza, il coraggio, l'intelligenza per difendere i nostri stessi approvvigionamenti di materie essenziali per il nostro Benessere come il gas ed il petrolio.

E quando interverremo (perchè si dovrà intervenire) lo faremo solo da posizioni di estrema debolezza per tutti i cedimenti e i passi indietro che stiamo facendo.

E l'unico che ha dimostrato di capirlo è un ottantenne Presidente di quegli Stati Uniti che non hanno bisogno del petrolio e del gas medio orientale e che ha, anche lui, delle quinte colonne interne che ne ostacolano e ritardano la politica.


21 marzo 2026

Quando le prime pagine titolano sui morti

Con una singolare coincidenza tre eventi, con quattro decessi, hanno messo parzialmente in ombra le prime pagine abituali dedicate alla guerra contro il regime degli ayatollah e alla domanda se, questa volta, gli Italiani saranno capaci di dire SI' al loro futuro.

Non saprei dire quale notizia sia arrivata prima, probabilmente il decesso di Umberto Bossi, annunciato da oltre venti anni, da quando, cioè, un ictus lo rese parzialmente inabile, sottraendo al Centro Destra e all'Italia un politico che sapeva interpretare gli umori del Popolo che rappresentava.

La prima volta che apparve in una tribuna elettorale, mi diede l'impressione di chi stesse improvvisando, non essendo nelle sue corde l'essere in giacca e cravatta dietro una scrivania, impettito a chiedere il voto guardando solo una telecamera.

Ben diversa efficacia aveva il Bossi del Prato di Pontida dove oggi si terranno i funerali alla presenza di esponenti della politica e del Governo.

L'unico rimprovero politico che posso muovergli è quello del tradimento nel 1994, che portò al governo Dini e quindi ad elezioni, solo nel 1996, con la Lega che, correndo da sola, regalò (in uno con la scelta di Berlusconi e Fini di non accordarsi con la Destra Radicale allora Fiamma Tricolore e sarebbe bastato che o la Lega rientrasse nel Centro Destra o fosse stato trovato l'accordo con la Fiamma: utile pro memoria per le prossime elezioni e per i rapporti con il Generale Vannacci) alla sinistra cinque anni di governo e l'elezione del presidente della repubblica.

Dopo l'ictus una decadenza progressiva, anche se la buona semina precedente ha portato alla Lega il frutto Salvini che l'ha rivitalizzata e, se non avesse fatto quei due errori di votare Mattarella e di entrare nel governo Draghi con i cattocomunisti, oggi sarebbe a Palazzo Chigi dove invece è entrata, con pieno merito, e ci resta benissimo come un vestito su misura (ancora più con pieno merito) Giorgia Meloni.

Quasi contemporaneamente è arrivata la notizia della morte di Chuck Norris, l'interprete di Walker Texas Ranger, che incarnava sullo schermo, ma anche nella vita, la parte migliore dell'America, come del resto la rappresentano Stallone, Segal, Willis e, prima di loro, John Wayne, Charlton Heston e Jimmy Stewart, tanto per citare tre pezzi da novanta.

Norris aveva 86 anni e sembra che sia deceduto per un malore improvviso.

Ricorderò sempre quanto fossero rilassanti i telefilm di Walker, che guardavo anche in replica con mio padre prima di cena, in cui sapevamo che la Giustizia, quella vera, avrebbe prevalso e senza tanti magistrati che la ostacolavano con sofismi giuridici e interpretazioni delle leggi.

Una Giustizia che segue vie imperscrutabili, come ci dice la morte violenta di due anarchici che sembra siano saltati in aria mentre preparavano un ordigno per un attentato.

Una morte che, a me, richiama quella dell'antesignano dei comunisti con il rolex, saltato in aria sotto un traliccio mentre predisponeva una bomba, agli albori degli Anni di Piombo.

Morti ben differenti nel ricordo dei deceduti, morti naturali e morti che si sostituiscono ad un giudice che non avrebbe mai pronunciato una simile sentenza e che dimostra come il Destino, il Fato degli Antichi, non stia tanto a interpretare le virgole di una legge.



 

20 marzo 2026

La banda del no che non sa mai dire SI' danneggia l'Italia e gli Italiani

La guerra contro il regime degli ayatollah ha messo in evidenza non solo la pusillanimità di una classe dirigente della vecchia Europa che è smidollata e si lascia pisciare in testa da terroristi e imam, scappando da ogni impegno che abbrevierebbe tempi e costi della guerra, ma anche come siano state miopi le scelte, anche dei Popoli, nel recente passato.

Oggi, dopo appena quattro anni, stiamo di nuovo piangendo per l'aumento del costo dell'energia, anche se con un allarmismo sospetto pompato dalle opposizioni al Governo Meloni, visto che con il Fenomeno al governo il gas era arrivato a costarci 320 euro per MWh e oggi siamo a 60, per le scelte effettuate in tempi abbastanza recenti.

Prima di tutto i due referendum in cui, perseverando diabolicamente nell'errore, terrorizzati da eventi che la banda del no ha sfruttato cinicamente (Chernobyl e Fukushima) la maggioranza degli Italiani ha votato contro il nucleare, con il risultato che dobbiamo pagare alla Francia l'energia che produce in 57 centrali che stanno andando a pieno regime e rappresenterebbero, se esplodessero, un pericolo anche per noi che abbiamo voluto rinunciare per paura al nucleare.

Becchi (paghiamo salato l'energia e proprio ai francesi !!!) e bastonati (non ci salveremmo in caso di disastro).

Poi le fole ambientaliste che hanno impedito e continuano ad ostacolare, e sono sempre gli stessi della banda del no, lo sfruttamento dei giacimenti di metano in Emilia Romagna e nel Mare Adriatico, lasciando ai nostri vicini croati e sloveni la possibilità di fare man bassa di gas, alterando comunque la composizione del sottosuolo visto che prelevano a casa loro, ma, come ben noto a chiunque abbia anche solo letto un manuale di fisica persino del liceo classico, il gas non si può fermare al confine di stato.

La banda dei no continua nei suoi danni, agendo contro il Ponte sullo Stretto che agevolerebbe la circolazione delle merci e delle persone e prosegue la sua battaglia di retroguardia contro l'Alta Velocità che consentirebbe di collegare meglio e più velocemente non solo l'Italia ma anche località estere, il tutto aumentando il consumo dell'energia per spostarsi e quindi il costo della stessa.

E per fortuna che, grazie alle scelte elettorali del Popolo, la banda del no ha fallito nel suo intento di impedire la cosiddetta TAP che ci porta salvifico gas dall'Azerbaigian con un gasdotto di quasi mille chilometri e che arriva in Puglia e poi viene distribuito ovunque in Italia.

La banda del no danneggia l'Italia e gli Italiani e trova sempre il modo per farlo, anche sul Referendum per la modifica dell'ordinamento giudiziario.

Il SI', invece, consente di migliorare le condizioni di vita.

Se avessimo detto SI' al nucleare oggi nessuno stato al mondo potrebbe ricattarci e aumentarci i prezzi per fornirci di energia.

Se dicessimo SI' alla riapertura massiccia dei pozzi di trivellazione del metano e delle centrali a carbone avremmo tanta energia da diventarne anche esportatori.

Aver detto SI' alla TAP dall'Azerbaigian ci consente di ricevere gas prezioso per cercare di difendere il nostro Benessere e il nostro tenore di vita.

Analogamente se diremo SI' al referendum di domenica e lunedì avremo finalmente la realizzazione della norma costituzionale per cui accusa e difesa saranno sullo stesso piano davanti ad un giudice veramente terzo, mentre i magistrati che sbagliano, pagheranno il dovuto, come facciamo tutti quanti quando sbagliamo qualcosa nell'esercizio della nostra professione.

19 marzo 2026

L'arte oscura della comunicazione

Ascoltando i resoconti sulla campagna elettorale, mi sono accorto di come i "professionisti dell'informazione" propongano notizie, che dovrebbero in teoria essere presentate in modo "neutro", con ripetuti tentativi di orientare la percezione di chi ascolta.

Alcuni di esempi.

Ieri, a Roma, si è svolta una manifestazione di piazza dei contrari al SI'.

Era organizzata da una pletora di sigle che non contano nulla (forse solo i contributi pubblici che incassano), una serie di comitati sorti all'uopo che chiunque potrebbe creare da una parte e dall'altra, ma, soprattutto, da partiti che sostengono che bocciare la Riforma che separa le carriere dei magistrati a fa pagare quelli che sbagliano, sia un orrore anticostituzionale (rendendo un pessimo servizio alla costituzione che non sarà granchè, ma almeno il principio della parità tra accusa e difesa lo ha enunciato).

Il fatto è che viene presentata come "la opposizione", "il campo largo", ma, se si va a vedere, quei partiti sono solo tre: pd, avs e 5stelle.

Azione e Più europa si sono pronunciati per il SI', mentre il partito di Renzi ha lasciato "libertà di scelta" e molti sostengono il SI'.

Mi sembra che si presenti il tutto in modo distorto.

Così come, ripetendo il giochino che era stato posto in atto contro Berlusconi, la Meloni viene sempre citata come se fosse l'unica esponente della Maggioranza a fare campagna referendaria, mentre sembra che dall'altra parte ci sia una "gioiosa macchina da guerra", Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, di cui viene dato conto.

Ma, soprattutto, non viene dato conto di tutti gli esponenti della sinistra che, con ragione e buon senso, si sono pronunciati per il SI'.

Giuristi come Cassese e Barbera, politici storici come Parisi e Salvi, ma anche i politici che pure in parlamento stanno all'opposizione come Calenda e Della Vedova, in un elenco che, se i "professionisti dell'informazione" ne dessero piena notizia, probabilmente farebbe riflettere tanti che andranno a votare in base alle indicazioni percepite dalla televisione: se sei con la Meloni voti SI', se non sopporti la Meloni non voti SI'.

Ma avere una giustizia indipendente, con magistrati responsabilizzati anche dal rischio di dover pagare in proprio gli errori, è un interesse di tutti chi non sopporta la Meloni farebbe meglio a riflettere sul perchè tanti esponenti di sinistra voteranno SI' e non c'è nessun esponente del Centro Destra a votare contro il SI'.



18 marzo 2026

SI' vota domenica e lunedì

Come tanti, domenica andrò a votare (presto, come mia abitudine).

In questa campagna elettorale mi sono dovuto parzialmente ricredere.

Consideravo la Riforma Nordio un buffetto rispetto a quello che sarebbe necessario per riportare in carreggiata la giustizia italiana e non mi aspettavo la cagnara di ingiurie e falsità che hanno costellato la campagna di chi si oppone al SI'.

Pensavo che la giustizia in Italia potesse riappropriarsi della "G" maiuscola solo cambiando totalmente il personale che la amministra e sostituendolo con personale reclutato con un sistema profondamente diverso dal concorso per dipendenti pubblici.

Immaginavo un sistema che, già dal reclutamento, marcasse fortemente la separazione tra giudice e pubblica accusa e quello che mi piaceva (e piace) di più è quello americano, con il giudice scelto dal presidente/governatore e confermato a maggioranza qualificata dall'assemblea elettiva corrispondente alla sua giurisdizione e il procuratore eletto, per 4 anni negli Stati Uniti, sarebbe per 5 da noi, e che in quanto tale risponderebbe delle sue scelte al Popolo.

La Riforma Nordio non usa la ruspa, ma, evidentemente, fa paura al potere costituito delle correnti ideologiche dei magistrati, anche la semplice separazione, permanente, delle carriere, il sorteggio degli organi di autocontrollo e l'introduzione di una Corte Disciplinare che potrebbe persino sanzionare e far pagare (come capita a tutti i lavoratori) i magistrati che sbagliano.

Avrei votato SI' per la conferma anche se fosse stata la carezza che pensavo che fosse, perchè l'importante è cominciare a rinnovare, con il "benaltrismo" (ci vuol ben altro ... dovremmo occuparci di ben altro ... occorre ben altro ...) infatti si mantiene solo lo status quo.

Invece andrò a votare SI' più convinto e con una speranza in più che il cambiamento possa veramente essere vicino.

17 marzo 2026

17 marzo 1861

Oggi, 17 marzo, si festeggia la Giornata forse meno considerata tra le date celebrative di qualche evento nazionale: la proclamazione dell'Unità d'Italia nel 1861.

Dopo la Seconda Guerra di Indipendenza del 1859, l'acquisizione della Lombardia e, a seguire, quella di ampie fette dello stato Vaticano, l'intero Granducato di Toscana e del Regno delle Due Sicilie, i Savoia poterono, grazie a Camillo Benso conte di Cavour, proclamare il Regno d'Italia e cingerne la Corona.

Ovunque il 17 marzo sarebbe la data simbolo della Nazione, Festa (unica) Nazionale come il 4 luglio negli Stati Uniti, anche se, come per gli Stati Uniti, avremmo dovuto attendere ancora anni e decenni di guerre per completare (quasi) l'Unità territoriale della nostra Patria.

In una Italia praticamente divisa in due da un baratro che si allarga ogni giorno, il 17 marzo potrebbe essere quella data unificatrice che ci manca e che possa essere nota anche all'estero come da noi sono noti il 4 e il 14 luglio.

Perchè, purtroppo o per fortuna, in Italia non abbiamo petrolio nè materie rare, ma non mancano le date in cui celebrare una qualche ricorrenza storica, ognuno celebrando la "sua" e questo perchè la Storia dell'Occidente ha avuto il suo fulcro qui, quando ancora gli Stati Uniti non esistevano e in Inghilterra, Francia e Germania correvano a nascondersi sotto terra ad ogni temporale.



16 marzo 2026

Il SI' argomenta con i giuristi e i fatti, gli altri si affidano ai comici

Ho visto su X alcune modalità della propaganda di chi è contrario al SI' confermativo della riforma dell'ordinamento giudiziario.

A parte le bugie palesi, come quella che parla di "difendere la costituzione" che non solo non è in pericolo con la riforma ma, anzi, la riforma del SI' ne dà piena attuazione e, ancora peggio, quella che vorrebbe la riforma assoggettare i pubblici ministeri al Governo, cosa palesemente falsa, che non ha alcun riferimento normativo, il resto è mero dileggio.

Dalla Meloni che viene rappresentata come una malata di mente perchè a favore del SI' al fac simile della scheda con la domanda "semplificativa" "volete essere presi per il culo?".

Le argomentazioni dei contrari al SI' sono tutte lì, falsità e volgarità.

Ben differenti le argomentazioni favorevoli, al punto che non è necessario che si spendano i leaders del Centro Destra, perchè sono gli stessi uomini di cultura della sinistra (come Minniti e Cassese solo per citare i due nomi più conosciuti) a difendere le ragioni del SI'.

Perchè è una riforma di buon senso, non è risolutiva dei problemi della giustizia, ma inizia, dopo decenni di chiacchiere, ad affrontarli.

E allora perchè qualcuno pensa che il SI' possa non farcela ?

Perchè i precedenti in Italia su tutti i referendum importanti, ci hanno visto fare la scelta sbagliata, che abbiamo pagato con l'instabilità politica, con la deriva morale, con la penuria di energia che anche in questi giorni ci tormenta con risposte totalmente sballate (veggasi il pauperismo cattocomunista della commissione dell'unione europea, di cui scriverò, che, invece di reagire come avrebbero fatto una volta i Popoli e le Nazioni dell'Occidente, andandosi a prendere con la forza quello che ci viene negato con la violenza dagli ayatollah, studiano per rendere le nostre vite più miserevoli, povere, piegate, sottomesse, riducendo l'energia disponibile).

Dopo tanti errori, peraltro, si potrebbe anche pensare che, per la legge dei grandi numeri, questa volta si effettui la scelta giusta che, con buon senso, argomentando e non dileggiando come un guitto dal palcoscenico (del resto i contrari al SI' contano su attori e comici), è solo SI'.