Ieri è rispuntato, da un passato che mi auguravo sepolto, Mario Draghi, quello che ci chiedeva se preferivamo il condizionatore o la pace, lo stesso che profetizzava la morte per chi non si fosse "vaccinato" e per chi lo avesse frequentato.
Dopo una vita passata ad ammonire il prossimo, dicendo a destra ed a manca quello che si doveva fare, nel 2021, a febbraio, ebbe l'occasione di dimostrare il suo valore, realizzando e non solo chiacchierando.
Fallì, come prima di lui fallì un altro fustigatore delle presunte inefficienze altrui, messo alla prova nel 2011, Mario Monti.
I dati economici del Governo Meloni, tutti ampiamente migliorativi rispetto ai precedenti governi Conte e Draghi, dallo spread all'inflazione, dal rapporto debito/pil all'occupazione e l'elenco continua, dimostrano come non sia sufficiente fare delle chiacchiere se poi, al dunque, non si è in grado di realizzare neppure quel che si teorizza ad una conferenza o scrivendo un editoriale.
A maggior ragione è un fallimento quando il Fenomeno di turno viene messo nelle condizioni di avere una maggioranza bulgara in parlamento (l'unica opposizione che ebbe Draghi fu l'allora piccolo partito di Fratelli d'Italia, per tale motivo premiato al voto e divenuto il partito di maggioranza relativa) con la quale avrebbe potuto fare tutto, cominciando con il non lasciare in eredità il mostruoso debito fiscale ricevuto da Conte con il superbonus.
Ma non riuscì neppure in quello, tutto accollato al governo successivo.
Perchè, allora, dovremmo ascoltare con reverente attenzione quello che dice sull'europa ?
Soprattutto quando parla di "noi" includendo nello stesso calderone NOI Italiani con gli altri, francesi, tedeschi belgi etc.
Ma noi chi ?
Quando mai i nostri interessi sono comuni con quelli di francesi, tedeschi etc ?
Alcuni elementi possono essere in comune, ad esempio su certe coltivazioni tra gli stati mediterranei, ma certo non con quelli del nord europa, ma per lo più ognuno tira l'acqua e deve tirare l'acqua al suo mulino, anche se dovesse penalizzare il proprio socio nell'unione europea.
Che è poi quello che hanno fatto tutti, chi più chi meno, fino ad oggi e continueranno a fare in futuro, tranne forse noi Italiani che, non ricordo chi lo disse, andiamo in europa da europei, quando francesi, tedeschi etc, ci vanno da francesi, da tedeschi etc.
L'Italia senza l'unione europea sarebbe più ricca e più libera, anche di tradurre nei fatti, velocemente, fruttuosi accordi bilaterali che, oggi, sono impediti dalla burocrazia di Bruxelles e da tutti i lacci e lacciuoli con i quali ci siamo progressivamente lasciti legare.
Forse, però, è utile ascoltare quelli come Draghi, responsabili di tutti gli errori degli anni passati, per fare esattamente il contrario di quello che continuano a predicare.
