08 ottobre 2026
Fuoco amico
07 ottobre 2026
La FIGC simbolo della peggior Italia dei don Abbondio e degli Azzeccagarbugli
Due fatti stanno evitando la gogna mediatica che il Coni e la Figc, in persona di Buonfiglio e Malagò, meriterebbero: le belle prestazioni della Nazionale di Mancini contro Turchia e Francia e la ricorrenza della strage compiuta dai terroristi palestinesi contro gli israeliani.
Oggi si parla (anche troppo) del sette ottobre 2023 con equilibrismi più o meno evidenti, riempiendo giornali, telegiornali e giornali radio (e anche i social).
Le partite di Nation League invece hanno permesso di accantonare tre eliminazioni consecutive ai mondiali e Malagò dovrebbe erigere un monumento a Mancini.
Ma proprio perchè oggi si parla di tutt'altro (includiamoci i disordini in Francia che i cattocomunisti sperano di importare anche qui da noi) preferisco soffermarmi su un fatto latamente sportivo ma che, a mio parere, rappresenta l'Italia peggiore: il compromesso raggiunto nel Coni sul commissariamento della Figc.
All'unanimità è stato deciso di commissariare la Figc, che da un paio di mesi aveva eletto Malagò, ex presidente del Coni, a presidente, nominando lo stesso Malagò commissario.
Il motivo di un ricorso era l'irregolarità della precedente elezione perchè Malagò non era iscritto alla Federazione e il ricorrente aveva diffidato il Coni dal non procedere al commissariamento, pena un ricorso davanti alla magistratura ordinaria.
Dietro, una lotta di potere nel Coni e nella Figc tra Malagò e Buonfiglio, con al traino tutti i loro sostenitori.
L'Italia peggiore qui si è manifestata con le due figure manzoniane di Don Abbondio e dell'Azzeccagarbugli.
I Don Abbondio sono quelli che, pur di non combattere, evidentemente con poco coraggio e dando così scarso valore alle loro idee, preferiscono la spartizione che la conta dei voti.
E' l'Italia del compromesso storico, delle insinuanti frasi curiali dove si tuona ma non si fanno mai nomi e fatti specifici, delle congiure di Palazzo per avere governi di nominati e non a seguito di elezioni, per fuggire dall'elezione diretta del presidente della repubblica e persino del premier.
Gli Azzeccagarbugli sono quelli che brandiscono un cavillo per distruggere tutto, a prescindere dalla utilità di un provvedimento e di una scelta.
Qui, un ridicolo formalismo sulla iscrizione tardiva di uno eletto presidente a forza di voti ed al quale le risposte corrette potevano essere solo due: l'applicazione rigorosa, nominando commissario una terza persona, oppure respingere il ricorso dando fiducia a chi era stato eletto dalla maggioranza degli aventi diritto, senza genuflettersi alle minacce di cause.
Anche qui vediamo un simbolo di quella Italia peggiore che si rivolge ai magistrati, dando loro un ruolo che non devono avere, per ottenere la forzatura interpretativa delle leggi, liberando clandestini, dissequestrando le navi ong, ma anche chiedendo l'incostituzionalità di una legge elettorale solo perchè prevede l'indicazione del premier, cosa che NON E' VIETATA dalla costituzione del 1948, anche se non è prevista.
Ma se dovessimo considerare vietato tutto ciò che non è previsto dalla legge, torniamo alla vecchia barzelletta, rispecchiante la verità, che chiedeva quale fosse la differenza tra uno stato socialista ed uno liberale. E rispondeva dicendo che in uno stato liberale è consentito tutto ciò che non è esplicitamente vietato e in uno stato socialista è vietato tutto ciò che non è espressamente permesso (poi ci sarebbe lo stato comunista dove è vietato anche ciò che è espressamente consentito).
L'Italia dunque dei Don Abbondio e degli Azzeccagarbugli si ritrova, non a caso, nella gestione dello sport nazionale, il calcio, che si erge ancora una volta a simbolo del meglio e del peggio della nostra Nazione.
Le vittorie mondiali e del passato e quelle oggi ritrovate sul campo e la miopia di una dirigenza con ogni evidenza non all'altezza delle tradizioni sportive e calcistiche dell'Italia, dedita più ai sofismi giuridici brandendo codici e pandette, che ad intervenire con decisione nel movimento sportivo nazionale.
06 ottobre 2026
Franza o Spagna purchè ce se lagna
Leggo con disincantato stupore gli articoli che riportano la rabbia di "professionisti dell'informazione" e politici cattocomunisti, perchè in Italia non si sono ancora riprodotte le violente manifestazioni che i telegiornali ci fanno vedere dalla Spagna e dalla Francia.
La casa in Spagna e la scuola in Francia sono il motivo scatenante che, forse, non c'è in Italia.
In Italia, infatti, l'80% della popolazione vive in case di proprietà dove, semmai, il problema è tutelarle dalla rapacità dei cattocomunisti che hanno sommerso il mercato immobiliari di tasse, divieti, vincoli e sanzioni e ancora, non paghi, rilanciano con la patrimoniale.
In Italia la scuola sta cercando di rinnovarsi e se personalmente ritengo che la miglior riforma possibile sia quella di restaurare la Scuola Gentiliana, capisco anche che per quel tipo di scuola, fondata sul merito, lo studio, la selezione orientante, occorrerebbe anche una classe docente adeguata, che riscopra la missione della professione e che non sia solo un approdo per uno stipendio sicuro e il pomeriggio libero.
La forzatura quindi che vorrebbero i cattocomunisti è meramente strumentale, ma è indicativa anche del fallimento dei loro modelli, Macron prima di tutto e l'idolo spagnolo Sanchez che governa la Spagna da otto anni consecutivi e adesso vorrebbe cavalcare la protesta.
E mentre la Francia ha già, negli indici economici (debito, rapporto con il pil, inflazione, spread) evidenziato la sua inferiorità verso l'Italia, la Spagna gode ancora di una immeritata fama, quando si porta ad esempio debito e spread, ma al prezzo altissimo di una inflazione alta, disoccupazione a due cifre e salari bassi, talmente bassi da non consentire alla popolazione di poter locare un appartamento.
In Italia, invece, il problema della locazione privata è limitata ad un 20% della popolazione e attira l'attenzione prevalentemente per gli alloggi studenteschi, per i quali questo Governo ha già aperto soluzioni, come l'uso del villaggio già olimpico.
I cattocomunisti che appaiono in video e rilasciano dichiarazioni rabbiose perchè in Italia non ci sono manifestazioni come quelle francesi o spagnole, fanno solo propaganda, nel modo peggiore possibile, perchè istigando alla protesta danneggiano non tanto il Governo o il Centro Destra, che possono quindi presentarsi come i tutori dell'ordinato svolgersi delle attività quotidiane, della proprietà privata, della nostra Sicurezza, Benessere e Libertà, ma l'Italia intera e tutti gli Italiani, anche quelli che si fanno ingannare e, pendendo dalle loro labbra, adottano comportamenti elettorali autolesionisti, votando a sinistra.
Franza o Spagna purchè se magna, dicevano una volta, quando l'Italia era occupata da eserciti stranieri, adesso che il mangiare non è più un problema, si può dire Franza o Spagna purchè ce se lagna, visto che il nuovo sport nazionale sembra essere quello di chiedere, chiedere, chiedere, riempendosi la bocca di "diritti" e dimenticando del tutto i "doveri".
05 ottobre 2026
Un mondo diviso a metà
L'esito del primo turno delle presidenziali in Brasile e i sondaggi in Italia e nelle altre nazioni, indicano che il nostro è un mondo diviso a metà.
Ma quel che è grave è che la divisione non è tra Occidente ed Oriente, Nord e Sud, comunisti e democratici, la divisione è interna in tutte quelle nazioni dove si è sviluppata una dialettica politica e le opinioni non sono compresse, imbavagliate o, almeno, non lo sono eccessivamente anche se i frequenti interventi dei magistrati e di gruppi di pressione portatori di interessi corporativi (penso al woke, agli lgtb, agli ecoambientalisti, ad esempio), ad ogni latitudine, inquinano il dibattito politico e vorrebbero imbavagliare, con la scusa della regolamentazione, la libertà di espressione.
E' indubbio che nella politica globale, se davanti ad un Iran monolitico dietro il suo fanatismo religioso, ci sono degli Stati Uniti dove il Presidente deve sempre subire i freni del Congresso e dei magistrati, allora l'Iran ha più possibilità di danneggiare l'economica internazionale che non gli Stati Uniti di annientare il regime degli ayatollah.
E se accantoniamo il paradosso della vicenda tra Russia e Ucraina, dove la prima vota regolarmente e nella seconda sono, credo, tre anni che è sospesa ogni votazione, vediamo che sono sempre le nazioni comuniste e islamiste che stanno avvantaggiandosi da una guida che non deve scendere a compromesso con parlamenti e lobbies varie.
Churchill diceva che "la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora", ma lo diceva cento anni fa (o quasi) e la democrazia ha avuto diverse e svariate formulazioni in base all'evolversi della Storia.
Roma repubblicana era sicuramente democratica, ma le donne non votavano, per essere eletti occorrevano requisiti che oggi farebbero inorridire gli abatini della democrazia e per poter governare un impero sono dovuti ricorrere ad un potere assoluto nelle mani di una sola persona (che poi doveva comunque delegare).
E se gli stati comunisti e islamisti possono giocarsi la carta della rapidità e univocità delle decisioni, noi siamo divisi, praticamente a metà, in ogni nazione in cui si vota.
Prevale la destra o la sinistra, a seconda dei tempi, delle leggi elettorali, della situazione contingente, di un evento scatenante che cambia la prospettiva nell'immediatezza del voto, spesso in base a sentimenti di pancia, non ragionati e non ragionevoli, ma chi prevale, ci riesce sempre con un margine minimo, con i voti di elettori border line che la volta successiva possono spostare il loro consenso.
Impossibile, in tale situazione, procedere con interventi strutturali che, come ogni provvedimento del genere, devono sempre togliere qualcosa a qualcuno (spesso a tutti) in una visione di interesse generale, i cui frutti, però, si avrebbero solo in periodi più lunghi di un mandato e quindi non utili per ottenere un rinnovato consenso elettorale.
E le nuove elezioni porterebbero al potere chi, quel disegno, non vuole perseguire, distrugge tutto e ricomincia da capo.
E le elezioni nel nostro Occidente liberale sono, purtroppo tali da vedere ormai sistematicamente una alternanza ogni cinque/dieci quattro/otto anni, periodi insufficienti per mettere mano alle leggi necessarie ed al termine dei quali, come una penitenza del Monopoli, si riparte dal via.
Nel frattempo le nazioni sotto il tallone comunista e islamista si organizzano, senza tante discussioni, si prendono tutti i vantaggi che derivano da decisioni rapide e univoche e riescono ad opporsi agli stati liberali troppo deboli all'interno, dove sono presenti numerose cricche che rappresentano le quinte colonne di quegli stati comunisti e islamisti, che ne intralciano l'azione.
Come per la difesa della via del petrolio che ci sta provocando una grave crisi economica nella quale i governanti non hanno idea di come, cosa e dove andare.
Non ne hanno idea, perchè l'unica soluzione(e sono convinto che ne siano perfettamente consapevoli !) sarebbe quella di unirsi a Stati Uniti e Israele per difendere la via del petrolio con le armi, rendendo inoffensivi gli ayatollah ed i loro alleati di Hamas, Hetzbollah, Houthy.
Lo potrebbe decidere un "monarca" (inteso nel senso di un uomo solo al comando) che non debba ogni giorno confrontarsi con chi gli mette i bastoni fra le ruote o con elezioni che ne mettono in gioco la permanenza nel ruolo, troppo ravvicinate e troppo influenzate da elettori spesso ignoranti e paurosi.
La nostra crisi è "tutta" (si far per dire) qua.
Se chi può riuscirà a trovare la chiave per dare continuità alle azioni di governo, ne darà anche efficacia.
Ma per fare questo, maggioranze momentanee e risicate non bastano, occorrerebbe la capacità di individuare Valori, Ideali, Progetti, che abbiano solide fondamenta comuni perchè, anche cambiando governi e uomini al governo, si possa perseguire comunque un obiettivo condiviso.
Valori, Ideali, Progetti, che, oggi, quando ci sono, quando anche la sinistra riesce a raffazzonarne qualcuno, sono comunque in totale, netto contrasto gli uni con gli altri, rendendo impossibile ogni condivisione.
04 ottobre 2026
I sondaggi vanno in una unica direzione: sbagliano tutti ?
Questa mattina il Carlino ha pubblicato una intervista con indagine statistica dell'Istituto Piepoli, la cui sintesi è la tabella pubblicata e che allego.
Era indirizzata a conoscere la risposta degli elettori in base a chi potrebbe essere il candidato premier dei cattocomunisti, con una alternativa solo tra la Schlein e Conte.
Di chi sarà la faccia del "nemico", non mi importa nulla: ho sempre detto che chiunque possa essere, il mio voto sarà per l'altra parte della barricata.
Dal mio punto di vista, invece, interessa rilevare che, chiunque sia la faccia cattocomunista, la sinistra vincerebbe di uno-due punti sul Centro Destra.
E' vero che lo scarto di errore viene convenzionalmente indicato in tre punti percentuali, ma la sostanziale uniformità dei sondaggi quando si sommano i voti delle due coalizioni mi sembra indicativa.
Come indicativo è che, sommando la percentuale di Futuro Nazionale a quella del Centro Destra, non ci sarebbe gara, la sinistra verrebbe sbaragliata anche se riuscisse ad accalappiare Calenda.
E il Centro Destra inclusivo di Vannacci sarebbe maggioranza sicuramente più coesa di una ammucchiata che vede la partecipazione dei seguaci della Schlein, di Conte, di Renzi, di Bonelli, di Fratoianni, di Magi, di Calenda, di Marattin e di tutti gli altri cespugli che cercano un raggio di sole, nonchè delle associazioni islamiche e immigrazioniste.
La Meloni è una politica con i fiocchi e in questi quattro anni si è dimostrata anche una eccellente statista che onora l'Italia all'estero.
Sicuramente ha contezza di una tendenza che la vedrebbe confermata a Palazzo Chigi, senza patemi, con qualunque legge elettorale, se includesse Vannacci.
Per quanto tempo vorrà tenerci in sospeso prima di scegliere l'ovvio, il necessario, il meglio, non tanto per il Centro Destra e Fratelli d'Italia, quanto per la Nazione e il Popolo Italiano ?
03 ottobre 2026
Malagiustizia e tifo da stadio sulla pelle altrui
Qualche giorno fa scrissi un commento sulla vicenda Regeni e sul fatto che la politica estera non dovesse essere influenzata dalle sentenze, anche perchè vi sono Italiani in pericolo e, infatti, ho appena letto un trafiletto nel quale si dice che la signora Nessy Guerra, che ha sposato un egiziano da cui ha avuto un figlio ed ora è in una località segreta, in Egitto, ma sotto la spada di Damocle di una sentenza per adulterio, teme di essere lapidata in esecuzione a tale sentenza.
In questi giorni, dopo quasi venti anni dai fatti !, assistiamo al kafkiano nuovo procedimento sulla vicenda di Garlasco, ma non contro chi è già stato condannato, bensi contro un altro soggetto e affiorano elementi che mettono sempre più in dubbio la sentenza di condanna per la quale, ricordiamocelo, una persona sta scontando 16 anni di galera.
Uno dei principi cardine del nostro sistema civile (nel senso di Civiltà) che garantisce un processo penale equo, è che una condanna, soprattutto ad una pena che toglie la libertà individuale, può esserci solo se non vi siano dubbi.
Mi sembra che, nella vicenda di Garlasco e non solo, i dubbi ci siano a pacchi, sia in merito alla colpevolezza di uno che dell'altro e, quindi, ambedue, in mancanza di prove certe e conclusive, non dovrebbero essere torturati con 20 anni di processi, inchieste, rivelazioni e altro.
Meglio un colpevole fuori che un innocente dentro.
E nel caso di Garlasco qualcuno sarà colpevole, perchè un omicidio c'è materialmente stato, ma se non si hanno prove inconfutabili, ma solo teoremi fondati su indizi che poi magari si scoprono frutto di errori, distrazioni o, peggio, manipolazioni, allora non si deve condannare nessuno.
E, per tornare al mio commento di ieri, quanta colpa, in tutte queste vicende non chiare, ha una stampa che banchetta su vicende oscure, che tanto attraggono la morbosa attenzione di molti, schierandosi a fare il tifo per questo o quello, con trasmissioni trasformate in arene gladiatorie tra colpevolisti e innocentisti, il tutto giocato sulla pelle di altre persone, alcune delle quali sicuramente e obbligatoriamente innocenti ?
02 ottobre 2026
I professionisti della propaganda
Una delle trasmissioni radiofoniche che preferisco e che accompagna il mio quotidiano risveglio è la rassegna stampa trasmessa tra il gr1 delle sei e quello delle sette.
Sobri, con una dizione chiara i due che si alternano alla conduzione, Massimo Giraldi ed Enrica Belli, cui devo dare atto di mantenere una certa equidistanza, evitando di commentare con espressioni faziose.
Inutili i ben tre intervalli di canzonette in meno di un'ora di trasmissione e pessima la scelta di sostituire il colto Pietrangelo Buttafuoco con il suo Lupus in fabula, dove parlava di un libro ogni mattina in dieci minuti, con Alessandro Campi che, sempre in dieci minuti, vorrebbe parlare di storia e attualità, con una dizione da teatro dialettale dove la lettera "c" diventa sistematicamente "sci".
Sprecato anche il tempo dedicato ad ascoltare l'opinione di un altro giornalista delle varie testate.
La rassegna stampa, però, nella semplice lettura dei titoli e degli incipit degli articoli, offre uno spaccato di come è scaduta la professione giornalistica.
Poichè già sappiamo, dopo aver ascoltato il ultimo il gr1 delle sei, quali sono le notizie, la rassegna stampa riepiloga, riassume, il noto e nel momento in cui il conduttore dice "adesso passiamo al quotidiano Tizio", possiamo intuire il tenore del titolo e dei contenuti.
Perchè, oggi, i giornalisti non fanno più informazione, ma solo propaganda.
Così, i giornali di sinistra mettono in evidenza ogni più piccola notizia negativa, che possa rovesciare su chi legge una percezione di disastro imminente e ci aggiungono opinioni apocalittiche e dietrologie che immagino siano inventate, soprattutto quando interpretano lo stato d'animo di Tizio o di Caio o il colloquio riservato svoltosi a quattro occhi tra Mevio e Sempronio.
Non sono notizie, sono racconti di fantapolitica, quindi non è informazione ma, per i pochi bravi a scrivere, si tratta di letteratura del fantastico.
Ovviamente i giornali (pochi, pochissimi e fino al cambio di governo del 2022 quasi ignorati dalla rassegna stampa) evidenziano i fatti positivi, i successi del Governo Meloni, ma anche loro non fanno informazione perchè cercano, con le poche voci disponibili, di riequilibrare in parte la ossessiva propaganda dei quotidiani cattocomunisti (il 90% più o meno).
In ogni caso non è informazione e, con buona pace di Mentana che qualche anno fa voleva sostanzialmente riservarsi la titolarità delle notizie "vere", i giornalisti non sono più "professionisti dell'informazione", ma solo "professionisti (sin troppo retribuiti) della propaganda".
Poco male.
I quotidiani sono sempre meno acquistati, perchè le notizie corrono veloci su tutti gli strumenti che abbiamo e credo che ognuno di noi sia in grado, senza che arrivi un professorino della carta stampata a spiegarci la rava e la fava in base alla sua ideologia, di acquisire quelle informazioni necessarie a formarsi una opinione.
Tanto, in politica come nel calcio, se uno tifa una squadra, non cambierà mai, per quanto ragionevoli possano essere le argomentazioni di controparte.
01 ottobre 2026
Benzina alle stelle e inflazione in ripresa ? E' tutta colpa dell'unione europea
Ricordate il Fenomeno che si presentò in televisione domandandoci se volevamo il condizionatore o la pace ?
Ecco, il risultato è che non abbiamo nè il condizionatore, nè la pace.
La scelta folle di rinunciare a petrolio e gas russo è tutta nei numeri.
Il gas russo costava 20 euro al metro cubo ed era un prezzo stabile, consegnato direttamente senza problemi.
Oggi il gas si avvicina agli 80 euro e deve fare un percorso tortuoso e a rischio per arrivare da noi.
Lo stesso per gli altri combustibili e per i prodotti raffinati.
L'unione europea dopo aver rinunciato ai prodotti russi, ha poi evitato di impegnarsi per tener libera la via del petrolio dal Medio Oriente, rifiutando di affiancarsi a Stati Uniti e Israele per liquidare il regime degli ayatollah e difendere la libertà di navigazione e di trasporti commerciali.
Come se non bastasse, l'unione europea continua stolidamente a perseguire una politica cosiddetta "verde", restando sorda alle richieste di rivedere (ma sarebbe meglio chiedere di cancellare, non solo abbassare) la tassazione sul carbonio e gli ets che abbiamo solo noi e che, oltre ad essere del tutto ininfluente (se mai qualcuno credesse ancora al cambiamento climatico di origina antropica) nel "ripulire" l'aria, dal momento che interi continenti, molto più popolosi del nostro, continuano allegramente a produrre e consumare.
La miopia di chi governa l'unione europea è resa evidente dal fatto che, qualunque provvedimento assumano, i danni sono superiori ai benefici (semprechè benefici ve ne siano e ne dubito !).
L'Europa è fanalino di coda su tutto, dall'IA all'elettrificazione, dalla raffinazione dei prodotti petroliferi alle politiche agricole e a quelle spaziali.
Eppure dall'Europa, ma ben divisa in Nazioni, erano partiti tutti quelli che hanno portato la Civiltà nel mondo.
Adesso sanno solo produrre chiacchiere che trasformano in direttive di carta, divieti e sanzioni (a che punto siamo arrivati ? al ventesimo, ventunesimo pacchetto contro la Russia ?).
Ma cosa possiamo mai aspettarci da una Von der Leyen e da una Kallas che non le hanno volute, dopo averle "assaggiate", neppure a casa loro ?
La soluzione è una e una sola: ribaltare l'unione europea, tornare al mercato comune europeo e all'Europa vincente dei Popoli e delle Nazioni Sovrane.
30 settembre 2026
Una sentenza non deve condizionare la politica estera dell'Italia
Capisco il sentimento dei genitori di Giulio Regeni e, al loro posto, avrei anch'io la bava alla bocca, bramando vendetta anche a costo di far morire Sansone con tutti i filistei.
Proprio per questo esiste un "principio di opportunità" chiamato "conflitto di interessi" che suggerisce di non tenere in considerazione la volontà di chi è personalmente coinvolto in una situazione, per perseguire invece un più alto interesse generale.
I magistrati hanno emesso la sentenza di condanna per sequestro di tre dei quattro imputati egiziani, dopo due "aggiustamenti" ad hoc della corte costituzionale per far celebrare il processo, creando i presupposti per l'ennesima polemica da parte di una sinistra miserrima che non sa cosa sia l'Interesse Nazionale.
L'Italia ha e deve mantenere ottimi rapporti con l'Egitto, non solo perchè la sentenza non condanna l'Egitto, come ha correttamente sottolineato il Ministro Tajani, non solo perchè ci sono degli Italiani che risiedono in Egitto, alcuni dei quali con vicende personali (veggasi la signora, sposata con un egiziano, condannata per adulterio e per ora al sicuro in una località segreta, ma sempre in quella nazione) che li mettono in pericolo, ma anche perchè in Egitto ci sono interessi energetici affidati all'Eni e dall'Egitto passa una importante via del petrolio.
Rompere le relazioni con l'Egitto, come ho sentito da un legale della famiglia Regeni, sarebbe un atto scellerato che metterebbe in grave pericolo tanti nostri connazionali e fondamentali interessi nazionali.
Non può essere una sentenza a decidere la politica estera che va gestita con tatto e diplomazia, inclusa la vicenda Regeni e neppure possono esserlo i beceri latrati dei cattocomunisti che parlano senza alcun discernimento e solo perchè non hanno, fortunatamente, alcuna responsabilità nè, per ora, alcuna possibilità di mettere in pratica le loro follie ideologiche che tanto danno hanno già fatto e farebbero all'Italia e agli Italiani.
29 settembre 2026
Una vittoria molto pericolosa
Le elezioni suppletive a Reggio Calabria hanno confermato il seggio al Centro Destra, Forza Italia.
La partecipazione è stata molto bassa, ma in linea, se non superiore, ad altre elezioni suppletive anche nel Nord.
L'interesse era concentrato sul candidato che aveva presentato Futuro Nazionale, di Vannacci: sarebbe riuscito a prendere un numero di voti sufficiente per diventare determinante ?
In sostanza, se il candidato di Vannacci avesse preso molti voti e favorito l'elezione del candidato cattocomunista, che avrebbe così sottratto il seggio a Forza Italia, sarebbe stata conclamata la necessità per il Centro Destra di allearsi con Futuro Nazionale.
Invece il candidato di Centro Destra, pur nella bassa affluenza, ha ampiamente superato il 50% dei voti, surclassando il cattocomunista e questo nonostante l'affermazione del candidato di Futuro Nazionale che ha sfondato il 10% sfiorando l'11% dei voti.
Temo che questo risultato possa illudere la Meloni e Salvini e dare forza a Tajani e Lupi, per continuare a chiudere a Vannacci, andando incontro ad una sconfitta che, oggi, anche i sondaggi più favorevoli al Centro Destra certificano tale senza ombra di dubbio.
A volte è meglio perdere oggi per vincere qualcosa di più consistente domani.
A Reggio Calabria, invece, il Centro Destra ha conservato un inutile seggio che non cambia i rapporti di forza in questo parlamento, ponendo le basi per perdere il governo nel 2027.
Silvio Berlusconi, che oggi avrebbe compiuto 90 anni, avrebbe incluso Vannacci o lo avrebbe escluso ?
Credo lo avrebbe incluso, come fece con Bossi, nonostante lo scherzetto che gli fece nel 1994 e 1996, anche se troppo spesso diede retta a Fini che lo portò alla sconfitta nel 1996.
Voglio ancora sperare che la Meloni sia politicamente figlia del Berlusconi inclusivo e vincente e non del Fini vendicativo e perdente.
