Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

27 maggio 2026

Il crinale di Giorgia

Negli ultimi giorni, a cavallo del turno amministrativo, ho finalmente riascoltato una Meloni tonica che si esprime su temi a me congeniali e toccando le giuste corde.

Certo, resta sempre la sbandata per Zelensky e la non concessione della basi per risolvere la questione ayatollah, ma dalla commemorazione di Giorgio Almirante che ha mandato in bestia i cattocomunisti nostalgici dell'arco costituzionale e un lucido intervento all'assemblea di Confindustria che ha fatto fischiare le orecchie ai parrucconi della commissione europea ed ai loro ascari italiani, c'è stato spazio per delineare come potrebbe essere questo ultimo terzo o quarto di legislatura.

Ad una politica estera molto andreottiana, infatti, potremmo vedere opposta una politica economica più favorevole ai cittadini e meno permeabile alle ideologie verdi e ambientaliste.

E se la commemorazione di Almirante fa coppia con la conferma della Fiamma nel simbolo di Fratelli d'Italia a testimoniare le Radici che non vengono rinnegate nonostante i tanti consiglieri fraudolenti (tutti di sinistra, neanche uno che sia elettore non dico di FdI, ma almeno del Centro Destra) che ne chiedono la rimozione, rilanciare con forza le centrali nucleari, chiedendo all'unione europea di "fare meno, ma fare meglio", rilancia l'Interesse Nazionale nelle scelte del Governo che, pur non avendo mai abbandonato la retta via, l'ha sempre percorsa lentamente, sicuramente più lentamente di quanto noi Elettori avremmo desiderato pur comprendendo la delicatezza degli strappi necessari per la ripresa, e con frequenti pause, come quella successiva al referendum perso (e ancora mi domando dove avessero la testa, in quella domenica di marzo, tanti italiani per votare "no" davanti a casi come Tortora e Garlasco !).

Il ricostituente delle amministrative, solitamente infelici per il Centro Destra, dovrebbe dare maggiore spinta alla Meloni e al Centro Destra e non sottovaluterei la presenza stimolante e incalzante di Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci, che alitando sul collo della Lega e un po' anche di Fratelli d'Italia, li costringe ad un ortodossia ideale, facendo una bella concorrenza a destra e dando a noi Elettori una opportunità in più, purchè Futuro Nazionale entri, a pieno titolo, nella Coalizione.

Dopo due mesi di purgatorio, soprattutto per chi ascolta le concioni televisive di "professionisti dell'informazione" che, ancora una volta, hanno dimostrato di non azzeccarne una, ma che continuano imperterriti a presentare come analisi obiettive le loro pulsioni personali, adesso il Centro Destra potrà piazzare quei due/tre colpi necessari per impostare una campagna elettorale all'insegna dell' "abbiamo fatto".

26 maggio 2026

Il voto referendario? Un momento di follia degli Elettori

I risultati del mini turno amministrativo non modificano il quadro politico che si era stabilizzato dopo il 25 settembre 2022.

Come è naturale nelle elezioni comunali, qualche comune si vince, qualche comune si perde, giusto quanto basta per consentire a tutti di reclamare soddisfazione e vittoria e vivere felici e contenti.

Gli unici dati sensibili politicamente, possono essere considerati i voti di Reggio Calabria, Salerno e, soprattutto, Venezia.

Reggio Calabria dove, dopo dodici anni di amministrazione cattocomunista, il candidato del Centro Destra, ha stravinto ottenendo i due terzi dei voti, in una città in cui al referendum prevalsero i no.

Salerno, perchè ha dimostrato la fidelizzazione al capo, boss, duce, di turno da parte di un elettorato, a prescindere delle indicazioni ufficiali di un partito, in questo caso il pd peraltro guidato dal figlio del sindaco eletto (o rieletto, dopo la vacanza di dieci anni in regione).

Venezia, perchè, dopo la prevalenza dei no, i cattocomunisti, confortati dai soliti sondaggi amici, avevano fatto la bocca alla vittoria, ribaltando undici anni di amministrazione di Centro Destra, tanto da far pronunciare alla Schlein parole incaute: da Venezia arriverà un forte messaggio a Roma.

Insomma, il voto referendario, con la vittoria del no ad una riforma che poteva essere migliore solo se avesse previsto la sostituzione dei magistrati con l'intelligenza artificiale, sembra essere stato solo un momento di follia, dannosa, pericolosa, ma senza conseguenze se non sul morale (ma adesso i ruoli si sono invertiti con i nuovi dubbi e paure a sinistra e sensazioni positive a destra) e, almeno, a conferma della inutilità dei commenti dei "professionisti dell'informazione" che davano la Meloni già morta.

A questo punto sembra che le forze in campo siano schierate e non vi siano spostamenti tra uno schieramento e l'altro, a conferma della impermeabilità e della totale distanza tra le due Italie.

Chi è favorevole all'immigrazione, non voterà mai per chi è contrario, chi è pro pal non voterà mai per chi dialoga con Israele e via di questo passo, in una contrapposizione muro contro muro.

Mi dispiace pensarlo e ancor più scriverlo, ma l'ago della bilancia potrebbero farlo i piccoli schieramenti, quelli opportunisti alla Renzi e Calenda e quelli identitari alla Vannacci.

Non credo che la nuova legge elettorale riuscirà a disinnescare il ricatto delle formazioni da 3 o 4 per cento, ci vorrebbe una scelta coraggiosa da parte dei due principali partiti con l'intenzione di dare governabilità all'Italia passando dal bipolarismo al bipartitismo, che non credo sia nelle corde di politici di piccolo cabotaggio come la Schlein e Conte.

Vincerà, quindi, la coalizione che sarà capace di aggregare, senza conventio ad excludendum, quelle forze, anche di poco conto, che possono pescare magari ai confini del perimetro della coalizione stessa e, quindi, portare in dote quella manciate di voti sufficiente a prevalere.

Per il Centro Destra significa aprire le porte a tutti quelli collocati alla propria destra ed a chi volesse redimersi da sinistra.

Senza esclusioni preconcette.

E se la sconfitta del referendum è stata assorbita in due mesi con danni solo per le tante chiacchiere disfattiste che ne sono seguite, adesso si pensi a non anticipare il voto e andare a scadenza, 12 ottobre 2027, con quasi diciotto mesi per realizzare qualcosa di destra, facendo l'interesse degli Italiani in politica economica, immigratoria ed estera, senza appiattirsi su Bruxelles.


25 maggio 2026

C'è bomba e bomba

Sul conflitto in Ucraina io sto dalla parte dell'interesse italiano.

Purtroppo l'Interesse Nazionale non mi sembra sia stato la Stella Polare di Draghi prima e della Meloni oggi.

L'appiattimento su Zelensky è irritante.

Venerdì gli ucraini hanno compiuto una strage, oltre venti morti, colpendo un dormitorio studentesco.

Silenzio.

La ritorsione russa ha fatto, pare, meno morti, ma le prefiche dell'unione, purtroppo con la Meloni in testa, hanno rilasciato dichiarazioni incendiarie contro la Russia.

Con tutta la buona volontà non vedo alcun Interesse Nazionale in tali scomposte e asimmetriche valutazioni su due bombardamenti molto simili.

A noi Italiani interessa avere petrolio e gas in abbondanza a prezzi contenuti.

Il resto son chiacchiere per Azzeccagarbugli con la pancia e il portafoglio pieni.

24 maggio 2026

Un nuovo 24 maggio per l'Identità, l'Indipendenza e la Sovranità Nazionale

 


Nel 1915, il 24 maggio, con l'inizio della Grande Guerra, l'Italia gettò il cuore oltre l'ostacolo per affermare la propria Indipendenza, Sovranità, Dignità e Identità Nazionale.

Dopo appena centodieci anni assistiamo ad un colpevole abbandono di quegli Ideali per operazioni di piccolo cabotaggio, con personaggi che, evidentemente, odiano tanto l'Italia e gli Italiani da auspicare una "dichiarazione di indipendenza" europea, diluendo così e soffocando la nostra Identità con quella di altri 26 popoli e nazioni e accettando di essere di nuovo succubi e sottomessi ad un governo straniero.

In più, sempre gli stessi personaggi, sostengono una immigrazione selvaggia, che pesa sulle nostre risorse economiche e minaccia la nostra sicurezza e, adesso, con la cittadinanza concessa con troppa facilità, pretendono anche di venire ad amministrare le nostre città.

Abbiamo bisogno di un nuovo 24 maggio, che restituisca all'Italia ed agli Italiani il pieno dominio sul proprio futuro.

23 maggio 2026

Troppi consiglieri per la Meloni

Dopo la sconfitta al referendum, sto assistendo alle gufate sotto forma di editoriali "profondi", da parte degli stessi "professionisti dell'informazione" che sono schierati con il Centro Destra.

Se la buona fede è sempre presunta, non mi piace questo sistema di preconizzare disastri e sconfitte dietro l'angolo, deprimendo un elettorato che, dai sondaggi, appare ancora in vantaggio e favorendo la fuga dei deboli di mente e di cuore.

Quando si parla di Centro Destra vediamo che tutti dicono la loro.

Se i "professionisti dell'informazione" di sinistra sono dei consiglieri fraudolenti e i loro consigli alla Meloni sono finalizzati a farla sbagliare, quindi non dobbiamo tenerne in alcun rilievo, non capisco quelli di Centro Destra.

Sicuramente sono in buona fede, non credo che siano dei masochisti che vogliano, solo per poter dire "avevo ragione", far perdere il Centro Destra grazie al quale hanno ottenuto un minimo di visibilità là dove, con il regime cattocomunista, verrebbero ignorati.

Ma le loro affermazioni mi sembrano azzardate e disfattiste.

Anche il modo in cui viene affrontata la questione Vannacci, appare tesa a tirare la volata a qualcuno piuttosto che a fare l'interesse del Centro Destra.

Se si chiedesse agli Elettori di Fratelli d'Italia, della Lega e anche di Forza Italia se preferirebbero l'alleanza con Calenda o Vannacci, risponderebbero in grandissima percentuale per Vannacci.

Capisco che Salvini sia stato scottato dal Generale, capisco che la Meloni tema la concorrenza a destra (come quella che lei stessa fece a Salvini approfittando dei suoi errori) e capisco che Tajani debba rispondere alla nuova real casa che vuole tenersi buoni i cattocomunisti.

Ma è indubbio che Vannacci appartiene di diritto al centro Destra e se fosse vera la percentuale che gli viene attribuita dai sondaggi, sarebbe sciocco preferirgli un soggetto inaffidabile che, tra l'altro, dagli stessi sondaggi, è accreditato di una percentuale inferiore.

La legislatura è ancora lunga, finirà a ottobre 2027, c'è tanto tempo per scrivere altre belle pagine di governo del Centro Destra e veder schiumare i cattocomunisti, ma non si creino ostacoli al Timoniere.

22 maggio 2026

Legge elettorale

Leggo che il Centro Destra sta spingendo sulla nuova legge elettorale.

Mi sembra corretto farla alla fine della legislatura perchè la nuova sia eletta con la legge aggiornata, diversamente si scatenerebbero i "professionisti dell'informazione" per delegittimare quella in corso, presentando calcoli cervellotici con i quali dimostrare le tesi di comodo per dire che "con la nuova legge" avrebbe vinto Tizio piuttosto che Caio.

Siamo ancora lontani dalla fine della legislatura che, ricordo, è il 12 ottobre 2027 e prima di tale data, salvo la scelta di anticipare il voto, non si apriranno le danze elettorali (anche se dubito che vorranno votare sotto Natale).

Non mi piacciono le alchimie e i calcoli che le precedono per un tot di proporzionale, un quot di maggioritario, premio di maggioranza, sbarramento etc.

Per me ci sarebbero due preliminari alla legge:

1) legare la permanenza in carica di un parlamentare alla sua permanenza nel gruppo nel quale è stato eletto, cioè introdurre il vincolo di mandato. Se uno cambia partito, decade.

2) consentire la formazione dei gruppi parlamentari alle sole liste che abbiano avuto eletti, collegate o singole, senza consentire la costituzione di nuovi gruppi per scissione da quelli vecchi.

Poi, nel merito, sono totalmente favorevole al maggioritario secco, ad un turno, all'inglese: chi prende anche un solo voto in più degli altri, viene eletto.

Capisco, però, che la mentalità di noi italiani mal si concilia con una tale semplificazione (basta partecipare ad una riunione di condominio per capirlo) per cui ci dobbiamo orientare verso un proporzionale con qualche accorgimento per garantire la governabilità e impedire, una volta per tutte, le congiure di Palazzo con la nomina di soggetti mai presentatisi al voto.

I modi sono sostanzialmente due.

1) stabilire un premio di maggioranza che stabilizzi chi vince le elezioni ottenendo più voti di altri;

2) fissare uno sbarramento molto alto (almeno il 5%) per entrare in parlamento, in modo che i seggi, che con un riparto proporzionale pure, sarebbero andati ai partiti che non raggiungessero il quorum, verrebbero ripartiti in proporzione degli altri, favorendo la costituzione di una maggioranza stabile.

Mi sembra che, invece, si vada verso una architettura complessa perchè i partiti, soprattutto quelli da percentuali minime, non pensano al bene della Nazione, ma alla propria sopravvivenza.

Ma anche questo è molto italiano.

21 maggio 2026

Diffido dei cori unanimi di condanna (o di approvazione)

Non voglio entrare nel merito della flottiglia e di quel che è accaduto.

Rivendico il diritto a non cantare nel coro cui si è unita, con mio grande disappunto, anche Giorgia Meloni che, dopo la sconfitta al referendum, mi sembra non avere più una visione chiara del suo ruolo.

Ruolo che la deve vedere, ora e sempre, in contrapposizione con i cattocomunisti.

E' stata la sua carta vincente, quando con un colpo di genio, si è chiamata fuori dal governo Draghi con i cattocomunisti e dal votare per la rielezione di Mattarella.

Vicende sulle quali è cascato Salvini disperdendo tutto l'ingente patrimonio di credibilità e di voti che aveva guadagnato fino ad allora.

La presenza del partito di Vannacci è rassicurante, perchè rappresenta un ultimo approdo nel caso in cui anche la Meloni dovesse continuare nei suoi sbandamenti.

Perchè il sostegno a Zelensky glielo posso concedere, negare a Trump una base aerea, glielo posso perdonare, ma andare a braccetto con i cattocomunisti, qualunque sia la ragione o il pretesto, no.

20 maggio 2026

Carceri e affollamento

Questa mattina, nei giornali radio, hanno dato molto spazio ad una ricerca di una associazione che opera dalla parte dei carcerati e che ha comunicato come ci siano 64mila carcerati a fronte di 51mila posti.

Nessun giornale radio ha avuto il buon senso di comunicarci quanti siano gli stranieri e gli immigrati tra quei 64mila.

I non italiani sono il 31,5%, praticamente un terzo, quindi circa 21mila.

Ora se a 64mila sottraiamo 21mila, abbiamo 43mila, cioè un numero di carcerati di gran lunga inferiore a quello dei posti, 51mila, disponibili.

Le carceri italiane sono quindi sufficienti per la criminalità di casa (e poi ci sarebbe da parlare dei detenuti in attesa di giudizio ...).

Ancora una volta si dimostra come l'immigrazionismo sia un danno per l'Italia e gli Italiani.

19 maggio 2026

Definiamo "Italiano"

L'attentato di Modena, compiuto da un soggetto di origini marocchine pur con cittadinanza italiana, sta scatenando le pulsioni peggiori dei cattocomunisti.

A Modena, roccaforte rossa della rossa Emilia Romagna, tacciono sulla responsabilità del servizio sanitario, gestito dalla regione, da sempre feudo della sinistra, per dedicarsi al buonismo più sfrenato con un sindaco che organizza una manifestazione "contro l'odio" e un vescovo che, nel peggior solco bergogliano, definisce l'attentatore un "italiano" tout court.

Naturalmente questo "italiano" ha tutte le giustificazioni che spettano agli immigrati; è laureato, non trovava lavoro, era bullizzato e, alla fine, è pazzo (ma non si dice "pazzo", perchè è basagliamente scorretto, loro dicono "ha un disagio mentale").

Come se chi lancia auto nel nome di una religione, mette bombe nel nome di una ideologia (anarchica o meno che sia) o si diletti a distruggere le proprietà pubbliche e private durante le manifestazioni per Gaza, non mostrasse, con i suoi atteggiamenti, un ugual disagio mentale.

Ma .. "è italiano", dice il vescovo, "è italiano", ripete il sindaco comunista, "è italiano" dice un Tajani alla ricerca di approvazione della nuova real famiglia.

Non sarebbe allora il caso di definire chi è un Italiano ?

Io proporrei che si possa definire "Italiano" chi nasce in Italia o in territorio italiano, tipo una ambasciata o una nave battente bandiera italiana, da genitori Italiani alla nascita, a loro volta nati da genitori (quindi nonni) che Italiani lo siano diventati almeno prima della nascita dei figli (cioè i genitori).

So perfettamente che questa proposta sarebbe vista come provocatoria, ma farebbe molta chiarezza e rappresenterebbe come, per essere Italiano, non sia sufficiente un tratto di penna, ma occorra un periodo, relativamente lungo (almeno un paio di generazioni) per poter assimilare la nostra Cultura, i nostri Costumi, il nostro Vivere.

Non si diventa Italiani girando un interruttore, la stessa Italia si è formata nel tempo e val la pena ricordare Massimo D'Azeglio, uno dei Padri della Patria ricostituita nel 1861: l'Italia è fatta, ora bisogna fare gli Italiani.

La frase a lui attribuita rappresenta al meglio la necessità che per essere italiano ci voglia del tempo, quel tempo necessario ad assimilare l'italianità che non è conoscere una legge (che può cambiare in ogni momento) o parlare, più o meno con cognizione di causa e ricchezza di vocaboli appropriati la nostra Lingua o un pezzo di carta sul quale ci sia scritto "cittadinanza italiana".

E se storicamente fu il Fascismo a dare agli Italiani un senso comune e condiviso al concetto di Patria, si è dovuta attendere la televisione in tutte le case per poter dare una uniformità di linguaggio alla popolazione, circa cento anni.

E qualcuno pensa che si possa definire "Italiano" un immigrato appena arrivato solo perchè, con un tratto di penna, così si è stabilito ?



18 maggio 2026

Nessuno invochi la follia individuale per difendere l'immigrazionismo

Questa volta non ci sto io.

Ascolto di dichiarazioni che tendono a depotenziare l'atto criminale compiuto a Modena da un marocchino nato in Italia e con cittadinanza italiana, derubricandolo, come sempre succede quando accade qualcosa che disturba la narrazione cattocomunista, in un semplice atto di follia individuale.

Non ci sto.

E non ci sto ad ascoltare fantasiose tesi che attribuirebbero alla politica dei finanziamenti alla sanità del Governo Meloni la responsabilità di aver lasciato uno asseritamente mentalmente instabile, in libertà.

1) I finanziamenti alla sanità sono aumentati sotto il Governo Meloni (ben 143 miliardi, cifra mai raggiunta), dopo essere stati tagliati dai governi cattocomunisti da Monti a Draghi.

2) La sanità è nell'area di competenza delle regioni e l'Emilia Romagna, dove risiede l'attentatore, è da sempre nelle mani dei cattocomunisti e, prima ancora, dei comunisti senza catto.

3) I manicomi sono stati cancellati per colpa del dott. Basaglia, le cui teorie furono alla base di tutte le azioni dei cattocomunisti nel settore.

4) I fondi per la sanità in generale e per le malattie mentali in particolari, così come la capienza delle carceri, la ricettività negli ospedali, gli stabilimenti e il personale scolastico, le case a disposizione per compravendite e locazioni, sono ampiamente sufficienti per la popolazione Italiana ed è evidente che se carichiamo tutto ciò con milioni di nuovi arrivi, accolti senza alcun filtro, allora tutto diventa insufficiente e occorrono più soldi che non devono uscire dalle tasche, già spremute, degli Italiani.

5) Ogni popolazione ha la sua inevitabile percentuale di persone mentalmente instabili, ma se in un contesto già consolidato immettiamo a valanga soggetti non certificati e non filtrati, allora aumentano i rischi per l'intera popolazione.

Alla fine dei conti, meno immigrazione, meno rischi di atti devianti come quello di Modena, qualunque sia la causa posta a base, da non derubricare a singolo atto, perchè verrebbe meno anche quel minimo di attenzione e reattività che alcuni passanti hanno mostrato anche a Modena.