Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

27 settembre 2026

Calmiere volontario

E' dai tempi dell'Imperatore Diocleziano che sappiamo come il calmiere dei prezzi sia un boomerang destinato a successive e peggiori deflagrazioni incontrollate dei prezzi stessi.

Se il Mercato dice che un prodotto costa tot, imporne la vendita a meno di quel tot comporta, in prima battuta, la sua progressiva scomparsa dagli scaffali, quindi il suo ritorno con prezzi di gran lunga maggiorati e con un salto privo di quella gradualità che avrebbe consentito di assorbire gli effetti degli aumenti progressivi.

Non stupisce quindi che nell'ignoranza (di alcuni) e nella malafede (di altri) i cattocomunisti, sprizzando bile, plaudano da un lato alla decisione dell'Eni di mettere autonomamente un tetto al prezzo di benzina e gasolio, dall'altro latrino contro il Governo perchè, dicono, avrebbe dovuto imporre lui il prezzo o prelevare forzatamente dalle casse dell'Eni e delle altre società petrolifere.

Ignoranza e malafede che si sommano con l'unico obiettivo di proiettare l'idea di un governo che non fa quello che loro farebbero e hanno fatto: mettere le mani nelle tasche dei cittadini e delle imprese, portando alla rovina tutti.

E' la mentalità da reddito di cittadinanza, da tassa patrimoniale, da superbonus, la stessa che contesta l'eliminazione del bollo auto e che con Monti e Renzi ha introdotto o aumentato le tasse sui depositi bancari, i risparmi, le operazioni di compravendita, i guadagni di borsa.

Invece la scelta dell'Eni è una novità positiva.

Indubbiamente vi è stata quella che solitamente viene detta la "moral suasion" del Governo, accentuata dal fatto che l'Eni è ancora soggetto ad un potere pressochè assoluto dello stato (che viene ovviamente esercitato tramite il Governo) che detiene, complessivamente, circa un terzo delle azioni.

E probabilmente è anche giusto pensare andreottianamente male, perchè la decisione di porre un limite volontario ai prezzi metterà per un po' a tacere quella aberrante richiesta illiberale di una ulteriore tassazione sui cosiddetti "extra profitti" che nessuno però è in grado di identificare, non esistendo un confine tra "profitto" ed "extraprofitto", posto che qualunque società punti ad aumentare i ricavi, i profitti e i dividendi per gli azionisti.

Ma è evidente che gli amministratori dell'Eni hanno potuto agire sia per la loro capacità grazie alla presenza in varie parti del mondo dove si preleva la materia prima, ma soprattutto per i margini sui quali andrà ad impattare la scelte, tanto più quanto più sarà di lunga durata: i dividendi.

Il Governo, probabilmente, ha messo in conto una riduzione del dividendo, a fronte di un minor impatto dei costi sui cittadini che, in tal modo, avranno maggiori disponibilità per altre spese.

Una scelta volontaria che, evitando la strada di un calmiere di stato, consente un momento di respiro e potrebbe anche essere di traino per altre società se vorranno restare sul mercato italiano dei carburanti senza perdere quote di mercato.

Ridicola la obiezione di chi chiama in ballo l'antitrust per concorrenza sleale o abuso di posizione dominante, visto che la riduzione impatta sui ricavi della sola Eni, non delle altre compagnie che possono continuare a praticare i prezzi che ritengono più congrui e che, anzi, potrebbero competere mettendo a loro volta dei prezzi massimi inferiori a quelli decisi dall'Eni.

Si chiama Libertà di Mercato.

26 settembre 2026

I dividendi del buon governo

Stiamo assistendo ad una accelerazione di provvedimenti che riducono le imposte e le tasse.

Il Governo Meloni aveva già assunto provvedimenti in merito, per le fasce di reddito più basse fino a quella dello scorso anno dell'accorpamento dell'aliquota fino a cinquantamila euro di imponibile.

Ma la scelta sul bollo, quella possibile del provvedimento in esame (approvato dal senato) sull'abolizione del canone rai e l'estensione dell'aliquota unica da cinquanta a sessanta mila euro, indicano il rafforzamento di un indirizzo che è una scelta politica.

La Meloni agisce in tal modo anche per togliere a Futuro Nazionale argomenti di critica, ma soprattutto perchè è nel dna di questo governo estendere le libertà dei cittadini e non comprimerle come invece è costume della sinistra.

E la Meloni può assumere quei provvedimenti perchè il Governo ha mantenuto stabilmente dritta la barra dei conti pubblici, riducendo di cinque punti il rapporto deficit pil, riducendo lo spread ai minimi storici, aumentando l'occupazione e conquistando in tal modo la fiducia delle società di revisione che hanno aumentato il nostro rating, dopo anni n cui siamo stati sull'orlo di veder considerati i nostri titoli di stato "spazzatura", con lusinghiere considerazioni sull'azione di governo e la sua stabilità.

Capisco che aridi numeri non eccitino la fantasia, nè gli animi, ma è da una base economica solida che può partire anche la controrivoluzione dei costumi e la restaurazione di una condotta che privilegi la nostra Identità, le nostre Radici, la nostra Nazione.

Intanto, però, incassiamo i dividendi di un governo che, nonostante gli ostacoli frapposti anche ad alti livelli, lavora nell'interesse del Popolo Italiano e non delle consorterie di una unione europea sempre più rinchiusa nel recinto di ideologie, come quella "green", che richiamano gli Dei di Virgilio secondo Dante: false e bugiarde.

25 settembre 2026

Arriva l'uomo nero con il colbacco

Nei giorni scorsi è stata diffusa una notizia allarmistica: la Russia intenderebbe provocare Italia, Francia e Spagna con droni lanciati dal mare.

La notizia è stata smentita dal nostro Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Non è la prima volta che fonti interessate cercano di istigare il Popolo all'odio e alla paura verso l'uomo nero che assume le sembianze del "cosacco" Putin.

Capisco Zelensky che può vincere una guerra solo coinvolgendo direttamente altri, ma spero che, per quanto la Meloni sia una sua sostenitrice, non si faccia ingannare dalla propaganda.

Se la Russia non è riuscita a piegare l'Ucraina in quasi cinque anni di guerra, come potrebbe pensare di piegare l'Ucraina e anche l'Italia, la Francia, il Regno Unito e tutte le altre nazioni occidentali ?

Una guerra convenzionale per numeri, capacità belliche, industriali, economiche e anche numeriche, sarebbe perdente per una Russia già fiaccata dagli ucraini.

E, allora, perchè c'è chi continua a provocarla ?

Forse vuole che ricorra alle armi nucleari per giustificare una reazione uguale e contraria e coinvolgere anche gli Stati Uniti ?

Non sembra che sia tutta una gigantesca montatura per reconditi interessi che probabilmente nulla hanno a che vedere con la difesa dell'Ucraina ?

24 settembre 2026

Il ritorno del nucleare

Con l'approvazione definitiva del senato, è passata la legge delega per il ritorno del nucleare in Italia.

E' una lunga battaglia, che è portata a termine in soli quattro anni dal Governo Meloni.

Si prevede l'entrata in funzione delle prime centrali di nuova generazione nel 2033, 2034, cioè fra sette/otto anni.

Non sfugge a nessuno che se i governi cattocomunisti, da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte, invece di fare chiacchiere fumose, sperperato denari con mancette da 80 euro e macigni da 230 miliardi come il superbonus, invece di pensare che spegnendo i condizionatori si portasse la pace o che un siero sperimentale fosse il toccasana per una epidemia tanto da sanzionare e ghettizzare chi non metteva il suo braccio a disposizione dello stato, mossi unicamente da una visione di fanatismo ideologico, avessero pensato agli interessi degli Italiani come sta facendo la Meloni, oggi non ci troveremmo a dover fare i conti con una possibile crisi energetica e con bollette energetiche in aumento.

Se, infatti, quei governi cattocomunisti, da Monti a Draghi, avessero assunto il provvedimento del Governo Meloni approvato ieri dal senato, oggi sarebbero in funzione almeno un paio di centrali nucleari che potrebbero alleviare il costo energetico e sarebbero già in stato di avanzata costruzione altre centrali nucleari.

E' ridicola quindi l'opposizione cattocomunista che critica il provvedimento del governo sostenendo che non è una risposta alle esigenze di oggi perchè le centrali troveranno attivazione solo fra sette/otto anni.

Certo, se invece di pensare ai green pass e al green deal, agli omosessuali, all'eutanasia, ai condizionatori per l'Ucraina, avessero pensato agli Italiani, non dovremmo aspettare sette/otto anni, ma se non cominciamo, ce ne vorranno dieci, venti, cinquanta.

E i cattocomunisti, per la loro inettitudine negli undici anni di governo, non hanno alcun diritto a contestare il tempo necessario alla costruzione delle centrali.

Del resto, è comprensibile che cerchino qualche pretesto per non dire che il Governo Meloni sta governando bene, nell'interesse di tutti, anche nel loro interesse qualora tornassero disgraziatamente al governo per colpa del rifiuto della Meloni di allearsi con Vannacci,  perchè l'arma del terrorismo psicologico per il pericolo di incidenti è totalmente spuntata.

Abbiamo infatti ai nostri confini, soprattutto in Francia, ma anche in Slovenia e in Svizzera, centrali nucleari che, in caso di incidente, ci coprirebbero di radiazioni, incuranti dei confini e delle dichiarazioni dei vari comuni "denuclearizzati", peggio di uno sbarco di clandestini da una nave ong.

Il Governo Meloni meriterebbe la riconferma di Popolo per quello che è riuscito a fare in soli quattro anni di governo nonostante gli ostacoli portati da Mattarella, dalla chiesa, dai sindacati, dalla magistratura, dalla stampa, dall'unione europea, dalle spinte lobbistiche di una miriade di istanze minoritarie e talebane.

Ma perchè si ostina a gettare via tutto, rifiutando (per ora) di accordarsi con Vannacci che consentirebbe al Centro Destra di vincere anche nel 2027 e proseguire nel suo risanamento dell'Italia ?

23 settembre 2026

Deficit, parametri e bilanci

Il rapporto deficit/pil resta, secondo le rilevazioni Istat, sopra quel 3% che l'unione europea impone come tetto e, sforandolo, apre una procedura di infrazione.

Il rapporto è calcolato nel 3,08%, cioè meno di un decimale sopra il limite.

Il Governo Meloni si caricò, nell'ottobre 2022, al momento di entrare in carica dopo le elezioni del 25 settembre, di un rapporto all'8,1%, frutto delle dissennate politiche di undici anni di governi cattocomunisti e grillini, da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte.

In soli quattro anni, la Meloni è riuscita a ridurre tale rapporto di oltre cinque punti, sfiorando il rientro dallo sforamento, rientro che sarebbe stato ANTICIPATO, visto che è programmato per il 2027, migliorando nel contempo il pil, riducendo lo spread da 230 a poco sotto i 90 (per lungo tempo sotto gli 80 prima delle nuova crisi petrolifera), incassando il miglioramento del rating dell'Italia, contenendo la percentuale di debito pubblico sul pil al 136% (veggasi la Francia che è passata dal 60 al 120% nello stesso periodo), raddoppiando la capitalizzazione in borsa, riducendo la disoccupazione e aumentando gli occupati di oltre 1,5 milione di persone.

Davanti a simili risultati, i cattocomunisti e i cinque stelle hanno la faccia di bronzo di parlare di "fallimento", probabilmente confidando che chi li vota non vada a verificare la realtà dei numeri ed abbia la memoria più inesistente che corta.

E' una ulteriore dimostrazione di come la sinistra non abbia alcun interesse per l'Italia e gli Italiani, ma agisca solo sbavando dietro a pregiudizi ideologici e cantando compulsivamente bella ciao.

Quando gli Italiani tutti riusciranno a comprenderlo, la sinistra non sarà più un pericolo e un problema per l'Italia e per i nostri risparmi. 

Nota sul blog

Un amico di lunga, lunghissima data (risale agli anni del liceo) che, bontà sua, legge il mio blog, mi ha fatto notare come non siano aggiornati i collegamenti ai blog di cui suggerisco la lettura.

E' vero e non conosco la spiegazione.

Vedo ora che anche il richiamo a questo stesso blog è aggiornato a due settimane fa.

Ogni tanto ricevo comunicazioni da blogger sul fatto che non viene letto questo o quello e mi dice di "intervenire".

Ma non ho alcuna voglia di occupare tempo a sistemare quello che una volta andava bene e, adesso, perchè qualcuno ha probabilmente cambiato qualcosa nell'impostazione della piattaforma (che non mi appartiene e che ringrazio sia messa a disposizione gratuitamente), non funziona più.

Così anticipo che, appena ne avrò voglia, rimuoverò dal blog tutte le immagini e i collegamenti laterali, tranne la cronologia, la fotografia della testata (che è quella "ufficiale" del mio giuramento - sono uno dei soldatini con la lancia - all'inizio del servizio militare nel 1979) e poco altro, perchè il blog, essenzialmente, è la mia bacheca in cui manifesto le mie idee.

Magari interromperò così anche le comunicazioni di blogger sulle varie anomalie.


22 settembre 2026

Davanti a Mattarella e Zuppi scelgo la Meloni e Vannacci

Ancora una volta, i primi ostacoli che la Meloni incontra nel rinnovare l'Italia sono la chiesa e Mattarella.

Le parole che, in sospetta sintonia, hanno ieri pronunciato, pur con la consueta ambiguità (mai che facciano nomi, cognomi, fatti, circostanze, sempre allusioni, vaghi riferimenti, così da poter dire: avete capito male) sembrano a tutti una risposta alla proposta, che spero proceda comunque celermente, di porre un limite alla presenza di immigrati che non sanno l'italiano nelle classi.

E il 30% è anche troppo, se penso che io sono sempre stato in classi di una trentina di persone, significa che i ragazzi di oggi potrebbero trovarsi, anche dopo il provvedimento della Meloni, con una decina di stranieri che sarebbero una palla al piede per ogni progresso nell'apprendimento, oltre alle valutazioni di natura comportamentale, visto che solitamente i gruppi omogenei fanno comunella tra loro, cercando di imporre al prossimo le loro regole (si chiama bullismo o, in linguaggio militare, nonnismo).

Mattarella e Zuppi con le loro parole hanno provato a piantare un altro chiodo sulla bara dell'Occidente e basta guardarli mentre pronunciano le loro parole, con sguardo vitreo, vecchi dentro, prima che esteriormente, per capire che seguire le loro indicazioni ci porterebbe solo alla sottomissione, alla rinuncia alla nostra Identità, a rinnegare le nostre Radici, la nostra Storia, la nostra Cultura.

Nelle parole di Mattarella e Zuppi ci sono tutti i motivi e le ragioni per le affermazioni dell'AfD in Germania, della Le Pen in Francia, di Farage nel Regno Unito e per spingere e convincere la Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci ad essere uniti, perchè solo con l'unità del Centro Destra abbiamo una possibilità di reagire allo spirito della resa e della sottomissione che è rappresentato da Mattarella e da Zuppi.

E anche i cattolici italiani dovrebbero riflettere se questa chiesa, possa veramente rappresentare la loro chiesa o non sia il caso di aprire un nuovo percorso, offrendo a chi ha Fede una alternativa strettamente religiosa e che non sia succube dell'ideologismo woke e politicamente corretto.

21 settembre 2026

Non basta arrivare primi alle elezioni

L'entusiasmante filotto con il quale l'AfD ha messo alle corde la CDU, in procinto di fare la fine della DC, non deve far perdere di vista la realtà dei numeri.

L'AfD non governa, come non governa la Le Pen e non governa, in Spagna, il PP, perchè arrivare primi alle elezioni non basta davanti alle ammucchiate costruite unicamente per impedire agli altri di governare, ma impossibilitate, per le profonde differenze, a promuovere un progetto di società in modo coordinato e utile alla cittadinanza.

Quelle ammucchiate si limiteranno a gestire l'ordinario con provvedimenti ideologici che portano solo costi e divisioni che saranno poi pagati da tutta la nazione.

E' quel che accadrebbe in Italia se il Centro Destra si ostinerà a tenere Futuro Nazionale di Vannacci fuori dalla porta.

Vincerà una ammucchiata inguardabile che va da Renzi a Fratoianni/Bonelli, da Magi alla Schlein, da Marattini (e forse Calenda) a Conte, più tutto il seguito dei vari Ruffini, Salis, Gabrielli, Onorato, Gori e chi più ne ha più metta.

Per fare cosa ?

Non certo per organizzare una società moderna nell'interesse degli Italiani, ma solo per accontentare le tante pretese dei gruppi di interessi che li sostengono: dagli ambientalisti agli omosessuali, dalle curie ai sindacati, dagli immigrazionisti agli europeisti.

E tutto con costi che si abbatterebbero sul bilancio dello stato e che imporrebbero una politica di nuove e aumentate tasse.

Perchè l'ammucchiata sinistra ha due soli collanti: l'antifascismo (inutile perchè cantare bella ciao non dà da mangiare nè alcun Benessere e dannoso perchè divisivo della società civile) e la politica clientelare per accontentare i vari gruppi di pressione.

In Germania e Francia, la situazione è diversa che in Italia e l'AfD non può fare altro che insistere nel proporre la corsa solitaria, confidando nell'implosione della CDU che, quando avverrà, traghetterà in gran parte i suoi voti residui verso l'AfD, come in gran parte è accaduto alla DC italiana che, defunta, ha spostato molti Elettori su Forza Italia, Lega e An (ora Fratelli d'Italia) anche se tutti i propri dirigenti, di prima, seconda, terza e quarta fila, sono passati armi e bagagli al servizio dei comunisti.

Ma in Italia, dove siamo già passati dalla fine della DC, i partiti coalizzati che si richiamano alla Destra e al Centro, sono molto simili, hanno un elettorato più unito dei loro leaders e quindi siamo nelle condizioni di mettere l'Italia in una posizione privilegiata quando i nostri concorrenti navigano in acque tempestose.

L'unica scelta che devono fare è dire alla Meloni di alzare il telefono e chiamare Vannaci per accordarsi.

Il Centro Destra inclusivo di Futuro Nazionale, tornerebbe ad avere, anche dai sondaggi, numeri tali che l'ammucchiata sinistra non avrebbe alcuna possibilità di vincere.

20 settembre 2026

Gli Houthy devono essere disinnescati

Leggo con indignazione la rinunciataria dichiarazione di Tajani dopo che un attacco Houthy ha danneggiato un nostro caccia, a terra, presso l'aeroporto di Riad.

Mi aspetterei da un governo italiano, non che cercasse l'accordo con quella banda di terroristi dicendo "non siamo in guerra con gli Houthy", perchè se ci chiudono la via del petrolio che acquistiamo in Medio Oriente, è un atto di guerra e di guerra contro di noi, che legittimerebbe un pesante intervento a difesa dei nostri Interessi Nazionali.

E agli Houthy che confermano di non essere in guerra con noi (ma ci vogliono chiudere la via del petrolio) che si domandano cosa ci fanno i nostri caccia a Riad, rispondesse che sono affari nostri e dell'Arabia Saudita.

Se abbiamo dei caccia a Riad è perchè siamo autorizzati dal governo di Riad.

E più non dimandare.

Fino a quando tollereremo che quella marmaglia ci detti condizioni e danneggi la nostra economia, facendo salire i prezzi del petrolio e dei carburanti ?

Non sarebbe ora di reagire, possibilmente di concerto con Stati Uniti, Israele e le altre nazioni europee interessate al regolare flusso di petrolio, per azzerare la minaccia Houthy come già Israele ha fatto con Hamas ed Hetzbollah e, mi auguro, gli Stati Uniti riescano ancora a fare con gli ayatollah ?

19 settembre 2026

Liberare e mettere al sicuro le vie del petrolio

Mi stupisce ascoltare le notizie dal Medio Oriente e dover prendere atto della inettitudine dell'Arabia Saudita, con tutti i mezzi e l'addestramento ricevuti, ad annientare una banda di terroristi.

Se l'Arabia Saudita non è in grado di farlo, non vorrei che intervenissero altri stati arabi e musulmani con qualche maggiore velleità di dominio (Egitto, Turchia, Pakistan) che se anche ottenessero il risultato di annientare gli Houthy, poi farebbero pagare il conto.

Il pallino è di nuovo nelle nostre mani, nelle nostre scelte.

E, giustamente, Trump, che non abbiamo aiutato contro gli ayatollah, fa spallucce, tanto il petrolio del Medio Oriente non interessa a lui se non marginalmente, sia perchè gli Stati Uniti sono autosufficienti, sia perchè si sono messi in tasca le riserve del Venezuela.

Ottima la scelta del Governo Italiano di scortare le nostre navi commerciali con la nostra Marina Militare e di sollecitare l'unione europea o ad inviare navi o ad aprire i cordoni della borsa.

Le vie del petrolio devono essere tenute aperte, con le buone o con le cattive e se gli stati che galleggiano sul petrolio non sono in grado di difendersi, allora dobbiamo provvedere noi a metterle in sicurezza.

O agiamo, come spero sappiamo ancora fare, oppure la nostra decadenza morale sarà accelerata dalla crisi  economica indotta dalla scarsità di petrolio.

E si accantonino le paturnie ecoambientaliste, per riprendere a pompare il poco petrolio e il poco gas che abbiamo nel nostro sottosuolo e mare, riaprendo il commercio alla Russia, cui dobbiamo garantire la cessazione di ogni attacco a raffinerie e pozzi da parte degli ucraini, perchè è anche colpa loro se la scarsità di offerta di tali materie prima, provoca un aumento esiziale dei prezzi.

Il resto è fatto di inutili e dannose chiacchiere.