"ART. 74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.".
Ancora una volta grande risalto viene dato sulla stampa alle interferenze di Mattarella (o, meglio, dei suoi consiglieri che, come è apparso chiaro in una recente vicenda, sono tutt'altro che super partes) nella stesura di una legge.
In questo caso si parla dello scudo penale per le Forze dell'Ordine, del fermo preventivo dei noti facinorosi e, forse, del blocco navale e della cauzione da parte di chi organizza manifestazioni di piazza a copertura degli eventuali danni.
Non mi piace che il Governo sia rallentato dai colloqui con il Quirinale.
Lo capisco, politicamente e istituzionalmente, ma è evidente che Mattarella appartiene ad una ben distinta e distante "parrocchia" rispetto alle forze politiche del Centro Destra ed a noi Elettori che le abbiamo votate proprio per realizzare quei provvedimenti che vengono sistematicamente sottoposti ad esami preventivi, non dovuti.
Questi rallentamenti, impediscono il pieno sviluppo di una politica scelta con il voto e che solo il voto può modificare.
Chissà se la radicalizzazione della lotta politica non possa, una buona volta, spazzare via i minuetti che depotenziano le leggi prima ancora che siano approvate, rendendo più difficoltoso il cammino del Governo e dell'Italia e danneggiando oggettivamente gli Italiani tutti che hanno solo necessità di Sicurezza, Ordine e Benessere.
Non importa attraverso quali strumenti siano conseguiti e neppure se siano perfettamente allineati con norme scritte 80 anni fa, quando, in Italia, non c'era non dico il computer o lo smartphone, ma neppure la televisione in bianco e nero.




