Titolo adattissimo al momento, di un romanzo di Eric Malpass, che lessi e rilessi (e ogni tanto rileggo velocemente ancora, tanto conosco quasi a memoria il testo e non solo la trama), che è un inno all'ottimismo, alla fiducia nel futuro e che, infatti, non appartiene a questa epoca (è del 1965) di gente ripiegata nei suoi timori, indotti da un gruppo di iene interessate ad avere ai propri piedi una massa ignorante, obbediente ad ogni ordine collettivo, perchè portata a credere che sia impartito "per il vostro bene".
La realtà, però, quasi sempre si affretta a smentire i moderni Cavalieri dell'Apocalisse che cavalcano l'etere e la carta stampata.
Nel momento in cui scrivo, la borsa italiana guadagna il 3,33%, lo spread è crollato a 78 punti (- 13,33), il petrolio WTI a 95 (- 17,70) e il gas al megawattore a 42 rispetto ai 56 della chiusura di venerdì.
Ancora una volta hanno fatto più danni gli allarmisti travestiti da colombe buoniste, della realtà dei fatti, con coloro che, in buona fede, ingenuamente (eufemismo), avevano sposato la tesi catastrofista, oggi si trovano senza bussola e continuano ad aver paura, danneggiando prima di tutto se stessi, la loro possibilità di godere di quel che ci offre il mondo perchè credono alle fosche previsioni di chi, in malafede, per interessi personali e di fazione politica, ha istigato al terrore.
La differenza è che quelli in malafede, per qualche giorno, si riposeranno schiumando nelle loro fogne, gli altri invece continueranno a tremare ad ogni petardo che viene esploso.
E adesso, sperando che almeno qualcuno capisca che chi sguazza nel fango dell'allarmismo non lo fa per il bene altrui ma solo per il proprio porco interesse, aspettiamo la prossima mossa dei cavalieri dell'Apocalisse e il prossimo articolo che prevede l'imminente fine del mondo.
Quel che mi preoccupa è che questo tentativo di riscossa, di risveglio dell'Occidente, sia condotto solo dagli Stati Uniti (Israele ha altre motivazioni) e da un Presidente ottantenne, cosa che non depone a favore delle nuove generazioni di politici e di tutte le altre nazioni di quello che fu un Occidente portatore di una grande Civiltà.

