Una delle trasmissioni radiofoniche che preferisco e che accompagna il mio quotidiano risveglio è la rassegna stampa trasmessa tra il gr1 delle sei e quello delle sette.
Sobri, con una dizione chiara i due che si alternano alla conduzione, Massimo Giraldi ed Enrica Belli, cui devo dare atto di mantenere una certa equidistanza, evitando di commentare con espressioni faziose.
Inutili i ben tre intervalli di canzonette in meno di un'ora di trasmissione e pessima la scelta di sostituire il colto Pietrangelo Buttafuoco con il suo Lupus in fabula, dove parlava di un libro ogni mattina in dieci minuti, con Alessandro Campi che, sempre in dieci minuti, vorrebbe parlare di storia e attualità, con una dizione da teatro dialettale dove la lettera "c" diventa sistematicamente "sci".
Sprecato anche il tempo dedicato ad ascoltare l'opinione di un altro giornalista delle varie testate.
La rassegna stampa, però, nella semplice lettura dei titoli e degli incipit degli articoli, offre uno spaccato di come è scaduta la professione giornalistica.
Poichè già sappiamo, dopo aver ascoltato il ultimo il gr1 delle sei, quali sono le notizie, la rassegna stampa riepiloga, riassume, il noto e nel momento in cui il conduttore dice "adesso passiamo al quotidiano Tizio", possiamo intuire il tenore del titolo e dei contenuti.
Perchè, oggi, i giornalisti non fanno più informazione, ma solo propaganda.
Così, i giornali di sinistra mettono in evidenza ogni più piccola notizia negativa, che possa rovesciare su chi legge una percezione di disastro imminente e ci aggiungono opinioni apocalittiche e dietrologie che immagino siano inventate, soprattutto quando interpretano lo stato d'animo di Tizio o di Caio o il colloquio riservato svoltosi a quattro occhi tra Mevio e Sempronio.
Non sono notizie, sono racconti di fantapolitica, quindi non è informazione ma, per i pochi bravi a scrivere, si tratta di letteratura del fantastico.
Ovviamente i giornali (pochi, pochissimi e fino al cambio di governo del 2022 quasi ignorati dalla rassegna stampa) evidenziano i fatti positivi, i successi del Governo Meloni, ma anche loro non fanno informazione perchè cercano, con le poche voci disponibili, di riequilibrare in parte la ossessiva propaganda dei quotidiani cattocomunisti (il 90% più o meno).
In ogni caso non è informazione e, con buona pace di Mentana che qualche anno fa voleva sostanzialmente riservarsi la titolarità delle notizie "vere", i giornalisti non sono più "professionisti dell'informazione", ma solo "professionisti (sin troppo retribuiti) della propaganda".
Poco male.
I quotidiani sono sempre meno acquistati, perchè le notizie corrono veloci su tutti gli strumenti che abbiamo e credo che ognuno di noi sia in grado, senza che arrivi un professorino della carta stampata a spiegarci la rava e la fava in base alla sua ideologia, di acquisire quelle informazioni necessarie a formarsi una opinione.
Tanto, in politica come nel calcio, se uno tifa una squadra, non cambierà mai, per quanto ragionevoli possano essere le argomentazioni di controparte.