Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

22 febbraio 2026

Un mese da 28 giorni al referendum

La Meloni non è Renzi che, personalizzando la consultazione nel 2016, aveva anteposto, con supponenza, il suo "io" all'Interesse Nazionale e, da subito, ha escluso conseguenze sul Governo per l'esito del referendum sulla giustizia.

Io sono per il SI', netto, senza dubbi, perchè "piuttosto" è meglio di "niente" e la nostra giustizia ha bisogno di un rilancio che, a mio parere, potrebbe passare attraverso il passaggio di una ruspa ma, come ci insegnano anche gli Stati Uniti, i sabotatori che stanno bene nello status quo sono sempre in agguato per bloccare ogni rinnovamento, quindi dobbiamo gioco forza fare un passo alla volta.

E che il passo della riforma Nordio sia solo di buon senso, lo dimostrano le vicende di questi ultimi 45 anni (almeno) con tutte le storture che son venute fuori e che continuano con un sistema in cui "cane non mangia cane" e le sanzioni contro chi sbaglia sono ampiamente assorbite dalle remunerazioni che appaiono fuori limite per dei dipendenti pubblici.

Ho letto su X un commento, con il quale un utente scriveva di non conoscere elettori del Centro Destra orientati a votare no, mentre conosce elettori di centro sinistra orientati a votare SI'.

Io sono nella stessa situazione e quindi appare credibile che la sorte del referendum si decida in base al numero dei votanti e, infatti, per la prima volta gli istituti di sondaggio cercano di rincuorare i sostenitori dell'opposizione scindendo le ipotesi a seconda dei votanti, precisando che possono vincere se alle urne si dovesse recare un tot per cento (leggo 46, ma anche 43) di elettori, inferiori al 50% degli aventi diritto.

Sicuramente se a votare si recassero solo i sostenitori del no, il no avrebbe molte più probabilità di vittoria.

Sarà comunque opportuno andare a votare perchè anche un piccolo passo per un singolo Uomo, può essere il primo di un grande passo per l'Umanità e, nella fattispecie, per la nostra Italia.

Un sorteggio per scegliere i magistrati che dovranno governare la magistratura, nominando i titolari delle varie sedi, esclude quegli scambi denunciati e mai smentiti, tra le varie correnti sulla scia dell'antico detto sulle assunzioni in rai: 4 democristiani, 3 comunisti, 2 socialisti e uno bravo.

Sorteggio anche tra docenti e avvocati che completeranno gli organismi direttivi in base a liste formate da criteri stringenti e non partitici.

Una alta corte per decidere le eventuali sanzioni.

E sanzioni reali, non buffetti.

Semplice buon senso e fa piacere che qualcuno a sinistra lo capisca, purtroppo continua la tetragona campagna fondata solo sull'odio politico.

Una riforma, quella della giustizia, che fa bene all'Italia, agli Italiani, alla giustizia, ai magistrati, ma che le opposizioni vogliono bocciare solo per interesse di parte invece di portare un contributo al Benessere e alla Sicurezza degli Italiani.

   

21 febbraio 2026

Liberare chi governa dall'ipoteca delle toghe

A dimostrazione che tutto il mondo è paese, negli Stati Uniti i giudici della corte suprema hanno dichiarato illegittimi parte dei dazi imposti dal Presidente (eletto dal Popolo) Trump, facendo così ostruzionismo alle sue politiche economiche e internazionali.

In Italia è quotidiano il resoconto di ordinanze, sentenze, indagini, da parte della magistratura contro poliziotti, carabinieri e attività di un Governo (con la fiducia di un parlamento eletto dal Popolo), facendo così ostruzionismo ai tentativi di realizzare quello per cui il Popolo lo ha votato.

E' una malintesa e squilibrata interpretazione della separazione dei poteri.

Invece di difendere la democrazia, il continuo intervento del potere giudiziario la pone sotto condizionamento, impedendo a chi è eletto dai cittadini di realizzare, in tutto o in parte, quello per cui si è stati votati.

Dall'Atene di Pericle la democrazia ha cambiato spesso contenuti e presupposti e probabilmente adesso siamo ad una nuova svolta che potrebbe anche essere aiutata dalla crescita dell'intelligenza artificiale il cui utilizzo eviterebbe interpretazioni viziate dalle personali convinzioni del magistrato.

Non possiamo sapere come andrà a finire, certo è che questa lotta tutta interna ai sistemi di democrazia occidentale, è un grave vulnus alle capacità di agire, di intervenire, di governare e rallenta lo sviluppo e il progresso.

Con tutto il danno che ne deriva, in primis ai Popoli ed alle Nazioni Occidentali.


20 febbraio 2026

L'isterico attacco di Macron alla Meloni conferma che l'unione europea non esiste


In Francia un giovane di Destra è stato assassinato da una banda di criminali rossi, alcuni dei quali identificati e alcuni opererebbero nell'ambito di un partito della sinistra.

La vicenda richiama i nostri anni di piombo ed a me, specificatamente, l'omicidio di Sergio Ramelli.

Il nostro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha quindi espresso solidarietà al popolo francese, auspicando che non si debbano ripetere eventi del genere, frutto di una sconsiderata mentalità politica che appartiene, tutta, ai gruppi antifascisti.

Ricordiamo gli scontri in Italia per lo sgombero dei centri sociali, per il tentativo di bloccare la Tav, ma anche quello che è accaduto in Ungheria dove la sinistra italiana in versione Avs ha fatto eleggere nel parlamento europeo una signora accusata di aver partecipato ad una aggressione che avrebbe potuto avere, per la vittima, lo stesso esito del ragazzo francese.

Un Macron in evidente crisi di lucidità, derivante dall'affondamento della sua barca politica, ha reagito stizzosamente, intimando alla Meloni di occuparsi dei fatti italiani e, con dubbio gusto, parlando di "pecore" da tenere ognuno nel suo recinto, riferendosi, evidentemente, ai propri cittadini.

Giorgia Meloni, dimostrando una statura politica che spiega il perchè Macron sia costretto ad inseguire solitario, mentre lei partecipa, con tutti gli onori, ad ogni tavolo internazionale rilevante, ha dato la splendida risposta di cui al video, tratto dall'intervista rilasciata a Sky.

Due i punti per me salienti della risposta.

Rammentare allo smemorato di Parigi che proprio loro hanno dato rifugio e protezione a dei terroristi rossi italiani.

Citare la infelice frase di un sottosegretario di Macron, dopo la vittoria del Centro Destra nel 2022, sulla vigilanza che la Francia avrebbe esercitato sull'Italia della Meloni, una autentica interferenza, immotivata e figlia di un'arroganza che dimostrava, già allora, come non esistesse (e non esiste oggi) alcuno spirito "europeo", alcun valore condiviso.

Macron ci conferma che continuare a parlare di unione europea è un imbroglio colossale, soprattutto quando il presidente francese pretende di comandare senza averne alcun titolo, nè morale, nè politico, nè elettorale.

Si può comprendere la disperazione di Macron che si credeva Napoleone del quale, probabilmente, imiterà solo la fine, ma è assurdo che degli italiani continuino a guardare alla Francia come un modello, accettando persino riconoscimenti per la loro azione di sudditanza e, soprattutto, pensino che ci sia un interesse comune a continuare a svenarsi per l'unione europea.

19 febbraio 2026

Le toghe rosse contro gli Italiani

Che dire della nuova sentenza favorevole all'immigrazione clandestina, sempre a spese nostre ?

Ha già detto tutto, con la consueta chiarezza, il nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.



18 febbraio 2026

Il rispetto


Ad un mese dal voto referendario, i magistrati si giocano l'asso e mettono sul piatto un intervento di Mattarella che, per la prima volta in 11 anni, ha presieduto oggi una riunione ordinaria del Csm, richiamando al rispetto tra le istituzioni, aggiungendo, però, "soprattutto questa", cioè soprattutto la magistratura.

E il rispetto per i cittadini, che un magistrato ha collocato tra "imputati, indagati" se orientati a votare "SI" ?

E che dire di tutti quei magistrati che mandano liberi clandestini e immigrati, boicottando con capziose interpretazioni viziate dalla loro personale ideologia, i provvedimenti del Governo come, in ultimo, denuncia la vicenda di cui al messaggio del Presidente Giorgia Meloni ?

Educazione, rispetto, cortesia istituzionale, non devono essere dovuti a senso unico, ma devono essere parte essenziale del comportamento di una persona civile, verso chiunque.

Da anni sento le querimonie dei magistrati che si lamentano di venire delegittimati, ma un piccolo esame di coscienza per riflettere, almeno, se non siano loro stessi a delegittimarsi con sentenze e provvedimenti che stridono con il sentimento degli Italiani o di gran parte di essi, soprattutto sul tema dell'immigrazione clandestina ?

Sì al rispetto, ma anche e prima di tutto, dell'aspirazione di ogni singolo cittadino Italiano a vivere in Sicurezza per inseguire il proprio miglior Benessere.


17 febbraio 2026

Le opposizioni si uniscono solo contro l'Interesse Nazionale

Giovedì ci sarà la prima riunione effettiva del Consiglio di Pace e l'Italia è invitata come osservatore, non potendo aderire perchè gli Azzeccagarbugli, sempre anti Italiani, brandiscono una riga di un articolo della costituzione scritta 80 anni fa, dopo aver perso una guerra e quando eravamo ancora sotto occupazione delle truppe straniere, interpretandola in modo rigido e tafazziano.

Quella riga dice che noi possiamo rinunciare a pezzi della nostra Sovranità in ambito di organizzazioni internazionali che siano costituite su base di parità.

E il Consiglio è una (geniale) invenzione di Trump che, preso atto della dannosità dell'onu, cerca di trovare altre strade per garantire quei principi che l'onu non è in grado di garantire.

L'invito all'Italia è un onore e un riconoscimento e se fosse arrivato con Renzi o Calenda presidenti del consiglio, quelli, invece di una sprezzante risoluzione contraria, avrebbero gonfiato il petto come tacchini a Natale.

Al momento in cui scrivo non so chi, tra i nostri ministri, andrà alla riunione, ma credo che se ci saranno capi di stato e di governo, non potrà esimersi la Meloni in persona.

Il Consiglio di Pace può essere un abbozzo di quel che sarà il nuovo ordine mondiale, perchè un nuovo ordine mondiale ci sarà ed è nell'Interesse Nazionale esserci, partecipare, in prima persona e non delegando una improbabile struttura che fa capo a politici di secondo piano come la Von der Leyen e la Kallas o a capi di stato e di governo in crisi di consenso al loro stesso interno come Macron, Starmer e lo stesso Merz.

16 febbraio 2026

"Interpretazioni" che non apprezzo

Non passa giorno che non si legga di una pronuncia di un magistrato che, "interpretando" leggi e regolamenti, lascia libero un clandestino, quando non stabilisce risarcimenti a favore suo o di qualche parente di rapinatori abbattuti dalle vittime.

E non passa giorno che un qualche prete, "interpretando" il Vangelo, non alzi il ditino minacciando scomuniche e destinazione inferno a quegli Italiani che non si prestino a vivere in condizioni di disagio e di insicurezza, pur di ammettere in Italia, ovviamente a spese degli Italiani, non certo della chiesa, anche chi arriva illegalmente dall'estero.

Adesso leggo di un nuovo filone, con certi medici che, "interpretando" il giuramento di Ippocrate, attesterebbero malattie che impedirebbero il trattenimento dei clandestini in appositi centri, fino alla loro identificazione e verifica dei titoli per restare a casa nostra.

Naturalmente il pd con tutti i corifei cattocomunisti, da sempre anti Italiani, plaude a toghe e tonache e difende i camici.

In passato numerosi sono stati i casi emersi di certificazioni, chiamiamole "allegre": per le vaccinazioni, per non adempiere all'obbligo del servizio militare, per farsi uno o due giorni a casa dal lavoro, per ottenere una invalidità con i conseguenti benefici economici e di permessi.

Non mi meraviglio.

E' anche difficile per un medico negare qualche certificazione quando uno sostiene di avere emicranie, insonnia, capogiri ... nel dubbio, con i tempi in cui viviamo quando tutti hanno la querela pronta, è forse la strada più tranquilla perchè tutti "teniamo famiglia".

Ciò non toglie che l'invasione dei clandestini rappresenti un danno economico per l'Italia e una minaccia per la Sicurezza degli Italiani e che il Governo dovrebbe avere la possibilità di ridurre a zero il costo da sopportare per i clandestini (recupero, trasporto, vitto, alloggio, cure, istruzione) lasciandone l'onere anche economico a quella miriadi di organizzazioni "benefiche" che tanto spingono per l'accoglienza, ma che poi se ne lavano le mani a meno che lo stato, cioè noi, non versi loro ristori economici.

Mentre la beneficenza si fa, sempre, con soldi propri e se vogliono promuovere l'accoglienza, dovrebbero pagarla con i loro soldi, non con i nostri.

Ugualmente non dovrebbe esserci alcun intervento esterno sulla politica di Sicurezza che disinneschi le turbolenze che masse di clandestini, lasciati liberi di sciamare per le nostre strade, potrebbero innescare con grave danno per la nostra vita sociale e civile.

Se, quindi, si scopriranno camici che hanno rilasciato certificazioni non corrispondenti al vero, la risposta dello stato non potrà che sanzionarli, ripristinando una piena legalità e tutelando gli Italiani.

15 febbraio 2026

L'approccio positivo di chi voterà SI'

Ringraziando il signor Gratteri per il contributo che ha fornito alla causa del SI', smascherando la natura di certi magistrati che, in spregio al diritto, considerano "imputati e indagati" persone non perbene, mi piace proporre una riflessione sull'approccio al voto.

In sostanza chi vota no vuole lasciare le cose come sono, mentre chi vota SI', pur conscio che la riforma Nordio è solo la prima pietra, si propone di iniziare quel lungo percorso che restituisca agli Italiani una giustizia con la "G" maiuscola.

I sostenitori del no sono disfattisti in servizio permanente effettivo.

Nel mondo vedono solo iniquità, iniziative imprenditoriali da fermare, crescite economiche da distruggere, capitali sui quali mettere le mani e renderli improduttivi.

Sono quelli che non hanno alcuna fiducia nel futuro, ce lo descrivono pieno di pericoli e di disgrazie e per non farsi mancare nulla vorrebbero che già da ora ricominciassimo a vivere miseramente, senza riscaldamento, aria condizionata, volendo anche controllare quello che mangiamo, quello che compriamo.

In compenso vogliono scaricarci sulle spalle milioni di disgraziati che premono ai nostri confini e mettono all'indice chi cerca di fermare l'invasione delle nostre terre.

Per il no sono quelli che vogliono rinunciare alla nostra Sovranità, Identità, Indipendenza, per "stare dietro" a nazioni straniere come la Germania e la Francia.

Per il no sono coloro la cui visione è talmente cupa da vedere l'imbroglio dietro l'angolo e si sentono novelli Savonarola nel proporre petizioni su change.org contro qualsiasi tentativo di stimolare una produttività applicando il principio dell'unicuique suum.

Diversamente da loro ci siamo noi, sostenitori del SI', che non abbiamo rinunciato a pensare in grande per la nostra Patria e sappiamo benissimo che, perchè ciò avvenga, è necessario premiare il merito, la produttività, tagliare gli sperperi assistenzialisti a cominciare dai dieci miliardi annui che, per un motivo o per l'altro, vengono dilapidati per l'assistenza, l'alloggio, il vitto, la cura, l'istruzione degli immigrati.

E sappiamo che anche la giustizia deve essere ripristinata per la sua stessa credibilità e affidabilità, scardinando il sistema delle correnti ideologiche tramite il sorteggio, parificando il ruolo della pubblica accusa con quello della difesa, nessuna parte deve poter avere un rapporto privilegiato con chi deve giudicare e, ultimo ma non meno importante, punendo realmente il magistrato che sbaglia, esattamente come viene punito qualsiasi lavoratore che commetta errori anche solo per negligenza o colpa lieve.

In buona sostanza, chi vota SI' crede nel nostro futuro, di individui e come Nazione e si adopera per poter entrare nel futuro con fiducia e consapevolezza, mentre gli altri, con il loro cupo pessimismo, hanno rinunciato anche a cambiare gli aspetti più macroscopici delle storture della nostra giustizia che, con ogni evidenza, non funziona certo bene, anzi !


14 febbraio 2026

Non abbiamo bisogno dell'unione europea

Mentre Merz e Macron straparlavano a Monaco davanti a Rubio, salvo, in privato, cercare di accreditarsi come l'interlocutore europeo, millantando di "guidare" la "crante potenza" dell'unione, Giorgia Meloni presiedeva un vertice italo africano ad Addis Abeba.

Il duo francotedesco cantava a Monaco, la Meloni agiva in Etiopia.

Il ruolo che sta assumendo l'Italia della Meloni è ben lontano da quel vassallaggio proprio della visione di Prodi, Letta e Draghi, per "stare dietro" a Germania e Francia.

Il fallimento, dovuto a supponenza, ignoranza ed arroganza, della Francia, ormai cacciata persino dalle sue ex colonie, fa da contrappunto alla espansione dell'influenza Italiana che, oltre ad essere gradita nelle nostre ex colonie, attrae anche stati che, diversamente, sarebbero cadute preda dei cinesi.

Il ruolo paritario che la Meloni è riuscita a proiettare nei propri interlocutori africani, ci dice che non abbiamo bisogno di essere parte di quella Babele che è l'unione e, tanto meno, di cedere ulteriore Sovranità ad quell'ente sovranazionale privo di Storia perchè nato da un tratto di penna su un pezzo di carta, di  Cultura comune, di Valori condivisi.

Possiamo agire e dovremmo agire come Nazione, ne abbiamo le capacità, la cultura, la preparazione, le conoscenze, le strutture.

Non dobbiamo "stare dietro" a nessuno, ma solo proporre le nostre idee e valorizzare le nostre capacità.

L'unione europea sarebbe solo un freno, un tappo alla genialità Italiana.

Diverso il discorso di uno spazio economico di libertà negli scambi, nelle merci, nel lavoro.

Sarebbe la realizzazione di un principio liberale che porterebbe solo benefici e non dovrebbe essere circoscritto alle sole nazioni europee, ma esteso ad, almeno, tutto il Mondo Occidentale, includendo in tale definizione anche l'Australia, il Giappone, la Nuova Zelanda, la Corea del Sud, Formosa e altre nazioni che si richiamano ad una economia di Mercato.

Dazi, invece, giustamente, nei confronti delle merci, del lavoro, proveniente da quelle nazioni che operano in un sostanziale dumping, comprimendo i diritti dei lavoratori e non curandosi dell'aspetto sanitario e della nocività dei prodotti, unicamente per poterli produrre a costi più bassi.

E per avere uno spazio comune economico, non dobbiamo rinunciare ad un briciolo della nostra Sovranità.



13 febbraio 2026

Il ciclone Trump travolge le vedovelle del green deal

Non ho trovato articoli in merito all'ordine esecutivo del Presidente Trump che, mandando in pensione un precedente, analogo ordine di Obama del 2009, ripristina la legge di Mercato sulle fonti energetiche.

Ieri, infatti, il Presidente Americano ha tolto i limiti alle emissioni di CO2 che facevano da tappo allo sviluppo di tecnologie e industrie, ha eliminato gli incentivi per le tecnologie cosiddette "verdi" che alteravano il mercato rispetto ai motori a combustione che ne venivano penalizzati ed ha disposto l'uscita degli Stati Uniti da tutta una serie di trattati sul clima.

Le fole ambientaliste non mi hanno mai convinto e non credo che il problema sia l'Uomo, come ha più volte spiegato il compianto prof. Zichichi (e non solo, anche nomi "pesanti" come Rubbia e Prodi) perchè l'influenza antropica sul cambiamento climatico rispetto a tutti gli altri fattori (a cominciare dal Sole) è meno del 5%.

Sono convinto quindi che tutta la costosissima pantomima sul "green deal", serva unicamente a lanciare un business e alcune aziende che in quel settore hanno investito.

Tanto più che, a ben leggere, gli unici ad aver abboccato come salami a tale menata sono gli stati dell'unione europea, perchè con la scusa dei "risarcimenti" (che non dobbiamo, al contrario siamo noi, semmai, a doverne pretendere per aver fatto fare alle altre nazioni negli altri continenti un salto di centinaia di anni in pochi decenni, rispetto al loro sviluppo al momento in cui arrivarono i nostri coloni) si sono chiamati fuori i principali stati inquinanti, come la Cina, l'India, il Brasile, per non parlare della Russia e, adesso, anche gli Stati Uniti.

Sarebbe da autentici babbei masochisti se noi europei, in qualunque formazione e schieramento fossimo, continuassimo a farci del male perseguendo, dall'alto del nostro infinitesimale "contributo" al cambiamento climatico antropico, una ottusa politica che costa smisuratamente ai bilanci pubblici ed a quelli di ogni cittadini sin dalle singole bollette mensili, per la quale abbiamo bisogno di risorse esterne e che non sarà mai in grado di sostituire, per efficienza e disponibilità, i combustibili fossili.

Il Presidente Trump ci ha indicato la strada, qualcosa si è mosso anche tra i governi europei, speriamo che accelerino per tornare sulla retta via.