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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

16 ottobre 2026

Ma chissenefrega dell'Ucraina ?

Su X ho letto, dopo le comunicazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, innumerevoli attestati di stima, tutti o quasi provenienti da sinistra con incipit simili: "non ho mai votato a Destra" oppure "non ho mai apprezzato la Meloni" oppure "sono un elettore di sinistra", che poi concludevano con "vorrei sentire sull'Ucraina le parole della Meloni dette dai leaders del campo largo".

Non so se siano quelli che in gergo chiamano "bot" o se siano persone reali.

Ma in ogni caso rappresentano un sentimento che esiste a sinistra tra i cattocomunisti.

E' la prova provata che la Meloni sta sbagliando a sostenere Zelensky ed a criticare Trump che stringe accordi con Putin sul gasolio (di cui abbiamo necessità urgente anche noi in Italia: provi a farselo dare da Zelensky, se riesce !).

Anche perchè io, a destra, sento quasi solo dire: ma chissenefrega dell'Ucraina ?

15 ottobre 2026

Cateno De Luca, il nuovo idolo dei sondaggi

Ci avevano provato con Vannacci, ma pomparne la crescita, attribuendogli sempre il margine maggiore della forbice nei sondaggi, stava ottenendo l'effetto contrario a quello desiderato che era (e continua ad essere) trarre in inganno il Centro Destra per fargli perdere le elezioni del 2027.

La crescita di Futuro Nazionale, infatti, stava sgretolando quel "muro" eretto da alcuni esponenti del Centro Destra che escludevano Vannacci dalla Coalizione.

E se il Centro Destra, pur di non regalare l'Italia ai cattocomunisti, avesse stretto un accordo con Futuro Nazionale, la vittoria, senza patemi, sarebbe stata sua.

Allora si sono inventati Cateno De Luca, con Sud chiama Nord, partito già esistente e fondato su un personaggio che indubbiamente rappresenta una realtà locale con ambizioni nazionali, come poteva essere una volta Mastella.

La sua quantificazione era anonimamente compresa tra gli "altri", cioè tra quei voti dispersi fra varie liste potenziali, sui quali i cattocomunisti, solitamente, mettevano il cappello per dire che la Meloni non ha la maggioranza.

Appena annunciata una intesa (di cui ho letto solo dai comunicati di De Luca) ecco che viene misurato autonomamente e, miracolo degli annunci, arriva all'1,6%, fregando Noi Moderati di Lupi che, in tale situazione, essendo solo la seconda lista della coalizione a non raggiungere il 3%, non otterrebbe alcun seggio.

Ma questa è una considerazione che non ho ancora letto, invece il giubilo bipartisan (perchè la ola la fanno anche due quotidiani di Centro Destra come Il Giornale e il Tempo) è nell'annuncio che, con quell'1,6% il Centro Destra torna a superare il 42% e sarebbe la coalizione più votata, quindi vincerebbe anche senza Vannacci che, da parte sua, viene dato in calo (forse adesso lo dichiarano con la parte più bassa della forbice).

Io osservo che se ai dati che vengono ora attribuiti al Centro Destra con Cateno De Luca, si sommassero i voti indicativi per Futuro Nazionale, si supererebbe in scioltezza il 50%, relegando la sinistra, inclusiva anche di tutti gli "altri" ancorchè non di sinistra, ad una minoranza divisa e litigiosa.

Come se non bastasse, questa mattina, per radio, ho ascoltato gli elogi di Calenda per l'intervento della Meloni e proprio per quella parte che più mi ispirerebbe a cambiare la mia preferenza dalla Meloni a Vannacci: il sostegno a Zelensky e la critica a Trump.

E nel giornale radio parlavano di un avvicinamento al Centro Destra di Calenda e di un allontanamento di Vannacci.

Vannacci dato al 7 - 8%, Calenda al 3 e Cateno De Luca all'1,6.

A me sembra tutta una bufala per indurre il Centro Destra a non aprire un dialogo con Futuro Nazionale in vista di una coalizione unitaria alle elezioni e finalizzata a far credere di poter vincere senza Vannacci.

La Meloni sbaglia nella politica estera quando si unisce all'unione europea nel sostegno a Zelensky e nella critica a Trump, ma finora non ha sbagliato nulla sulla politica economica e interna.

Mi auguro che capisca la trappola che le stanno preparando per far tornare al potere il vecchio regime dei parrucconi woke, lgbt e unionisti.

14 ottobre 2026

L'appoggio a Zelensky è l'unico (enorme) errore della Meloni

Ho appena ascoltato Ping Pong, la utile, intelligente, trasmissione condotta da Annalisa Chirico su radio uno.

Ospite il Generale Vannacci.

Ha fatto per lo più affermazioni condivisibili, tranne quando ha specificatamente criticato il Governo Meloni, cercando di giustifica l'ingiustificabile rifiuto di votare la fiducia pur, magari, votando contro singoli provvedimenti.

Perchè la fiducia significa l'approvazione, che chiunque sia di destra non può negare, per il quadro generale nel quale si muove la Meloni, pur con tutte le difficoltà rappresentate prima di tutto dagli sgambetti e dalla resistenza di alcune parti delle stesse istituzioni, mentre è pienamente comprensibile che su singoli provvedimenti, come il ddl cosiddetto antisemitismo, ci possa essere un dissenso che, però, nulla ha a che spartire con quello dei cattocomunisti.

Su un punto, però, Vannacci ha ragione da vendere: l'ostinato sostegno a Zelensky che oggi è arrivato al punto in cui la Meloni ha fatto quello che, ai miei occhi, è un capitombolo in politica estera.

Nelle comunicazioni al parlamento, infatti, ha definito "rischiosa" la scelta del Presidente Trump di accordarsi con Putin sul diesel, affermando che la crisi energetica deriva dalla guerra in Iran.

Se fosse vero, allora, la responsabilità sarebbe tutta dell'unione europea e delle singole nazioni che hanno rifiutato di partecipare all'azione di Stati Uniti e Israele contro il regime degli ayatollah e i suoi alleati Houthy, Hamas, Hetzbollah.

Se, infatti, nel febbraio scorso avessimo unito le nostre forze, poche o tante che fossero, a quelle israeloamericane, oggi non ci sarebbe alcun problema di approvvigionamento di petrolio, gas e prodotti raffinati.

Invece, codardamente, gli europei hanno preferito ammantarsi del mantello della santità pacifista e, adesso, giustamente, siamo noi europei a pagarne le conseguenze.

Il Presidente Trump, invece, con l'accordo con Putin, fa quel che un capo di stato deve fare: l'interesse della propria Nazione.

Quello che, sull'energia, non fa nessun governo dell'europa.

Ma anche che la guerra in Ucraina non c'entri nulla con la crisi energetica e le relative bollette, non è realistico.

E' vero che, dopo il febbraio 2022, sono riusciti a trovare nuove fonti, ma io ricordo i provvedimenti di Draghi contro il riscaldamento nelle case (riduzione delle ore di accensione giornaliere, dei gradi ammessi, del periodo di accensione) che si è sposato ad analoghi atteggiamenti stalinisti sul condizionamento estivo (non possiamo dimenticare la ridicola domanda: vuoi il condizionatore o la pace ? Così non abbiamo avuto la pace e ci ritroviamo con un condizionatore più costoso).

Il fatto di avere due (o più) forni, ci consentiva di tenere bassi i costi, adesso abbiamo una sola fonte che l'Iran, che abbiamo stupidamente lasciato in piedi, ci rende molto più onerosa.

Infine il costo.

L'unione europea ha dato a Zelensky (per prolungare, non vincere, la guerra!) 110 miliardi, 14 dei quali versati dall'Italia che, in più, bilateralmente ne ha forniti altri sei.

In totale venti miliardi, che l'Ucraina non ci restituirà mai, inutili per vincere una guerra, sottratti alla riduzione del debito pubblico, alla cancellazione totale del bollo auto, del canone rai, alla riduzione delle tasse.

L'appoggio a Zelensky è l'unico, vero, grave, forse esiziale errore della Meloni che, praticamente su tutto il resto, sfiora la lode nei suoi quattro anni di governo.

13 ottobre 2026

I primi turni nei comuni siano le primarie del Centro Destra

Leggo che a Milano ci sono almeno due candidati quotati per la candidatura a sindaco per il Centro Destra e uno che cerca spazio pur rappresentando la gamba più piccola della coalizione.

A Bologna ugualmente non c'è ancora condivisione sul candidato.

Immagino che sia più o meno così ovunque si debba scegliere il candidato a sindaco.

A Milano la Lega punta sulle primarie di coalizione pensando che la sua candidata possa prevalere, a Bologna è la Lega che si è dichiarata contraria a primarie di coalizione.

Ma per i comuni e solo e soltanto per i comuni, c'è una legge che prevede un doppio turno se un candidato non ottiene, al primo, più del 50% dei voti.

Questo consentirebbe al Centro Destra di applicare anche ai comuni quella regola d'oro che ha con successo applicato a livello nazionale dove il leader della coalizione è il leader del partito più votato.

Così, leader del Centro Destra, dal 1994 al 2018 fu Silvio Berlusconi di Forza Italia, dal 2018 al 2022 Matteo Salvini della Lega e dal 2022 leader del Centro Destra è Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia.

Cambiamenti che hanno perfettamente rispecchiato i cambiamenti del sentimento degli Elettori del Centro Destra, senza operazioni che possono essere inquinate da chi ha interessi neanche tanto oscuri ad infiltrarsi pur essendo militante nella barricata opposta, perchè espresso in una votazione ufficiale, nazionale, con tutte le regole e le cautele di una simile votazione.

Nei comuni il Centro Destra potrebbe replicare tale scelta aurea, utilizzando il primo turno come primarie, dove ogni partito della coalizione può presentare candidato sindaco la personalità che ritiene più autorevole, che compete con chi è presentato dagli altri partiti, previo accordo di apparentamento a favore di chi andrà al ballottaggio.

Il candidato sindaco del Centro Destra che nel secondo turno affronterà quello cattocomunista sarà dunque il candidato sindaco scelto da Elettori sicuramente di Centro Destra.

Oltre a tale investitura sul campo, il Centro Destra potrebbe ottenere di costringere, anche in città come Bologna, i cattocomunisti al ballottaggio, perchè la competizione tra più candidati del Centro Destra al primo turno, porterebbe al voto più persone, che voterebbero quei candidati e non quello cattocomunista, alzando il quorum per ottenere il 50%.

E scegliere il primo turno come primarie non escluderebbe che, confluendo due o più partiti su una figura così autorevole da non poter essere messa in discussione, si possa sin dal primo turno andare uniti e superare il 50% con elezione immediata.

Esiste il (pessimo) doppio turno per l'elezione dei sindaci: perchè non sfruttarlo per l'unico scopo positivo che può avere ?

12 ottobre 2026

Meloni, Vannacci e gli altri

Ogni giorno esce un sondaggio dal quale si rileva che la somma delle indicazioni di voto per i partiti cattocomunisti supera di qualche decimale quella dei partiti tradizionali di Centro Destra.

Poi c'è Vannacci con Futuro Nazionale e che, con il suo 7% circa, consentirebbe al Centro Destra di avvicinarsi (e secondo alcuni, superare) il 50%, ma, soprattutto, di vincere senza patemi ogni confronto.

A me questo basterebbe per decidere che Futuro Nazionale debba entrare, con ogni onore e diritto, nel Centro Destra e se questo provocasse qualche mal di pancia dalle parti di Forza Italia, ce ne faremmo una ragione, anche perchè dubito che gli elettori di Forza Italia seguirebbero il partito in un salto della quaglia per andare a braccetto con la Schlein e Conte.

Invece ascolto un fuoco di sbarramento che parte dal Presidente La Russa, che attribuisce lo zero per cento di possibilità che Vannacci possa essere in coalizione nel Centro Destra, fino, oggi a Ping Pong, di un redivivo Gianfranco Fini (la cui voce somiglia sempre più a quella di Prodi e, purtroppo, anche alcuni contenuti) che continua ad erigere steccati perdenti, come quelli che impose a Berlusconi nel 1996 contro Fiamma Tricolore di Rauti e nel 2008 contro La Destra di Storace e della Santanchè.

E mi stupisco che anche Storace e la Santanchè, proprio per la loro diretta esperienza di vittime di un tale muro, non si schierino apertamente a favore dell'ingresso di Futuro Nazionale nel Centro Destra e, anzi, leggo dichiarazioni che portano ad una illusione di autosufficienza del Centro Destra tradizionale.

Ma anche Vannacci e i suoi di Futuro Nazionale devono fare un passo verso il Centro Destra.

Su X leggo i loro commenti e vedo i loro cosiddetti "meme", in gran parte ostili, critici e dileggianti verso il Centro Destra e il Governo e non, come mi aspetterei, verso i cattocomunisti che devono essere i nemici di tutti: Centro Destra e Futuro Nazionale.

Il prossimo anno l'Italia e gli Italiani hanno una occasione irripetibile: confermare, per la prima volta dopo oltre 30 anni, il Governo uscente, dando altri cinque anni di stabilità che, da sola, è un valore aggiunto per l'economia, ma anche per la credibilità del sistema Italia.

I numeri non lasciano dubbi e dicono che tale risultato si potrà raggiungere, senza patemi, senza sorprese, senza margini risicati, solo includendo Futuro Nazionale nel Centro Destra.

Spetta alla Meloni, a Vannacci, a Salvini, a Tajani, ma anche ai soci junior della coalizione come Lupi e, a quanto pare, Cateno De Luca, rispondere alla domanda di unità degli Elettori.


11 ottobre 2026

La corte penale internazionale

Il Presidente Trump ha dato corso a sanzioni nei confronti dei giudici e della corte penale internazionale.

Non sono d'accordo con il Governo Meloni che si è accodato alle parole della commissione europea a favore di tale corte.

La cpi non rappresenta le nazioni della Terra.

Solo 125 ne fanno parte, mentre settanta circa ne sono fuori o per non aver firmato il trattato o per non aver dato seguito agli adempimenti del trattato o per esserne usciti.

E non sono nazioni da poco.

Troviamo innanzitutto gli Stati Uniti che sono, ancora oggi, la prima potenza mondiale.

La Cina, che ha soppiantato la Russia come antagonista degli Stati Uniti e la Russia stessa, che resta tuttora la seconda potenza nucleare del mondo.

Quelle tre nazioni, oltre a rappresentare oltre due miliardi di persone, sono membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'onu, assieme a Regno Unito e Francia, e, con ogni evidenza, sono i tre membri permanenti più importanti.

Fuori dalla corte c'è anche l'India che, con un miliardo e cinquecento milioni di abitanti è la nazione più popolosa al mondo.

Fuori restano nazioni importanti a livello regionale come Israele e Turchia e, sommando gli abitanti dei settanta stati che non fanno parte della corte, scopriamo che più della metà dei Terrestri non sono rappresentati da una corte che è un po' meno internazionale di quel che vorrebbero farci credere.

La non adesione alla corte, comporta anche la non presenza di giudici provenienti e nominati dalle nazioni assenti e si può ben comprendere come l'assenza di giudici statunitensi, russi, cinesi, indiani, turchi ed israeliani, rappresenti una fortissima deminutio del valore dei giudicati di tale organismo, un vulnus irrecuperabile per il valore di tali sentenze spesso scritte senza alcun riguardo per il contesto e le ragioni di opportunità, tanto a doverle eventualmente mettere in pratica tocca ai governi nazionali e i giudici, cintasi la testa con l'aureola della santità togata, se ne lavano le mani.

La decisione del Presidente Trump, quindi, non solo è comprensibile, ma sarebbe anche opportuno che fosse lo spunto per una revisione totale della utilità di simili organismi, onu e oms inclusi, che, a mio parere, sembrano solo strumenti per drenare denaro da utilizzare in una riedizione del reddito di cittadinanza grillino, ma solo per i burocrati delle organizzazioni.



10 ottobre 2026

Trump esempio da seguire

Ieri abbiamo visto i telegiornali ed oggi letto i giornali, che ci danno conto di come Trump abbia messo in saccoccia almeno due mosse da vera politica estera.

Un accordo con la Russia che consente di sbloccare milioni di tonnellate di gasolio, calmierando naturalmente il mercato.

Sanzioni contro una autoreferenziale corte penale internazionale, di cui gli Stati Uniti non fanno parte, che, con il vizio tipico dei magistrati, spara sentenze e condanne senza curarsi (tanto sono altri che devono metterci una pezza) delle conseguenze.

Un po' come l'ordinanza di chiusura degli altiforni dell'Ilva.

Quando Trump agisce con determinazione e senza tentennamenti,  i risultati arrivano.

Il problema è quando, suppongo a causa dei consigliori che puntano ai compromessi curiali, inizia qualcosa, poi la interrompe (come la rimozione del regime degli ayatollah)  allora perde consenso.

Mi dispiace che l'Italia della Meloni, che in politica interna ed economica sfiora il dieci e lode, continui in una politica estera allineata con l'unione europea, sia verso l'Ucraina che nei confronti della cosiddetta corte penale internazionale (ma quale internazionalità può avere senza 70 stati, tra i quali Stati Uniti, Russia, Cina - cioè tre dei cinque membri permanenti dell'onu e le tre potenze mondiali maggiori - India - lo stato più popoloso al mondo - Turchia e Israele ?).

Anche per questo si renderebbe utile ed opportuno l'allargamento della Coalizione di Centro Destra a Futuro Nazionale del Generale Vannacci.

Non solo per vincere senza patemi alle elezioni, come certificano tutti i sondaggi e in ultimo anche la media per coalizioni di You Trend, ma anche per riequilibrare una politica estera forse troppo lasciata nelle deboli mani di Tajani, eccessivamente prono ai voleri dei figli di Berlusconi e quindi con uno sguardo troppo benevolo verso l'unione europea ed i salotti di sinistra.


09 ottobre 2026

Fatta la legge elettorale, aspettiamoci la Penelope costituzionale

La legge elettorale è stata definitivamente approvata dal parlamento, senza defezione alcuna nella Maggioranza.

Per quanto la mia idea sia che la democrazia parlamentare sia in crisi irreversibile e sia necessario ripensare al modo di dispiegare il concetto di democrazia, così come è stato ripetutamente ripensato nei secoli, sin dalla Atene di Pericle, è una buona legge.

E' una buona legge perchè è il massimo che si può ottenere con tutti i lacci e lacciuoli che imbrigliano le energie dell'Occidente, in cui, perdendo di vista il risultato, con la paura di avere qualcuno che sappia comandare, gli si frappongono miliardi di ostacoli, come i lacci con cui i Lillipuziani legarono Gulliver, tanto che neppure uno dal carattere dominante come Trump riesce a liberarsi da tutti i condizionamenti che lo frenano.

Infatti non si può dire "finalmente abbiamo una legge elettorale decente", perchè deve passare alla firma di Mattarella e quindi sono già annunciati i ricorsi alla mamma con la toga dei cattocomunisti che, come in una asilo infantile, quando perdono cercano di portare via il pallone andando a piagnucolare dalla maestra.

Una maestra che è sempre più una Penelope, pronta a disfare quello che altri, con fatica, costruiscono.

E disfare è sempre più facile che costruire.

Comunque non voglio anticipare nulla, magari lo Spirito Santo, oltre che nei Conclavi, potrebbe insinuarsi anche nei severi palazzi di giustizia e ispirare, una tantum, un atteggiamento che non sia meramente ideologico.

Se mai dovesse passare al vaglio della Penelope togata, questa legge elettorale sarebbe un lascito importante del Governo Meloni che, anche se fosse solo per questo (ma ne ha tanti altri), meriterebbe la riconferma.

Spiace che Futuro Nazionale di Vannacci non abbia voluto aggiungere i suoi voti a quelli della Maggioranza, offrendo così un ramoscello di ulivo in prospettiva dell'unica soluzione possibile: includere nella Coalizione di Centro Destra anche Vannacci, a pieno titolo e paritariamente.

I sondaggi continuano a dirci che, con i voti di Futuro Nazionale, non ci sarebbe gara, il Centro Destra vincerebbe a mani basse e, forse, la sinistra si spaccherebbe ancor prima del voto perchè, nella consapevolezza di perdere, ognuno cercherebbe di posizionarsi al meglio per capitalizzare il voto di opinione e acquisire predominanza all'interno di una futura alleanza di sinistra.

Ma i sondaggi continuano a dire che, escludendo Vannacci, il Centro Destra consegnerebbe l'Italia ai cattocomunisti della Schlein e di Conte.

La legge elettorale è stata fatta nell'interesse dell'Italia e di una stabile governabilità.

Sarebbe veramente un suicidio se la Meloni, Salvini e Tajani, per eccesso di presunzione, ne facessero regalo alla sinistra.

08 ottobre 2026

Fuoco amico

Nei giorni scorsi si è sviluppata una polemica dopo uno scontro televisivo (che non ho visto) tra il Generale Roberto Vannacci e il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno.

Cerno è un omosessuale dichiarato e lo ribadisce ad ogni occasione come se fosse una medaglia o, più probabilmente, uno scudo dietro il quale ripararsi e poter dire quello che vuole e il casus belli è stata una espressione del Generale che ha attribuito a Cerno "gusti invertiti".

Da lì la polemica molto interessante su X.

I commenti di politici del Centro Destra, tutti esplicitamente a solidarizzare con Cerno, inclusa la Santanchè che mi aspettavo "pendesse" verso Vannacci.

I commenti degli utenti senza incarichi politici, in gran parte (dico così perchè, anche se non ne ho letti di contrari, immagino che ce ne siano stati) a favore del Generale, anche quelli di chi orientativamente, continua a dichiararsi elettore di Fratelli d'Italia o Lega.

Si tratta della più classica spaccatura che c'è sempre stata nel campo avverso a quello della sinistra, con la cosiddetta classe dirigente (organi di partito, parlamentari, eletti in genere) più a sinistra della base elettorale (al punto che, dopo la dissoluzione della DC, gran parte della classe dirigente, fino a Casini, è finita genuflessa sotto le insegne cattocomuniste ora del Pd, mentre la quasi totalità degli elettori ha votato prima Forza Italia, poi Lega e adesso Fratelli d'Italia).

Ma è indice di una ancora non risolta questione che vede i partiti del Centro Destra, spesso istigati da consigliori che sarebbe meglio perdere, soprattutto quando provengono dalla parte opposta della barricata, illudersi di poter vincere le elezioni senza includere nella Coalizione, Futuro Nazionale.

Cerno da tempo sta utilizzando le colonne del Giornale per attaccare il Generale ed è un comportamento che oggettivamente porta acqua al mulino dei cattocomunisti.

Infatti gli altri quotidiani di Centro Destra, anche quelli critici verso il Generale, come Il Tempo e Libero (La Verità mi sembra abbia una linea differente, favorevole all'inclusione di Futuro Nazionale nella Coalizione) evitano di raggiungere gli eccessi del Giornale diretto da Cerno.

Quel "fuoco amico" così poco amichevole, rappresenta un ostacolo a conseguire un risultato di enorme beneficio, pratico e di percezione, soprattutto sui Mercati, per l'Italia e gli Italiani, quale sarebbe la conferma di Giorgia Meloni per altri cinque anni a Palazzo Chigi.

Mi auguro che, al momento della decisione finale, la Meloni, Salvini e Tajani, si mettano intorno ad un tavolo, con una gigantografia dei sondaggi più recenti, dai quali emerge, senza ombra di dubbio, che con l'inclusione di Vannacci nel Centro Destra la vittoria sarà certa.

Senza Vannacci, la sconfitta sarà probabile.

07 ottobre 2026

La FIGC simbolo della peggior Italia dei don Abbondio e degli Azzeccagarbugli

Due fatti stanno evitando la gogna mediatica che il Coni e la Figc, in persona di Buonfiglio e Malagò, meriterebbero: le belle prestazioni della Nazionale di Mancini contro Turchia e Francia e la ricorrenza della strage compiuta dai terroristi palestinesi contro gli israeliani.

Oggi si parla (anche troppo) del sette ottobre 2023 con equilibrismi più o meno evidenti, riempiendo giornali, telegiornali e giornali radio (e anche i social).

Le partite di Nation League invece hanno permesso di accantonare tre eliminazioni consecutive ai mondiali e Malagò dovrebbe erigere un monumento a Mancini.

Ma proprio perchè oggi si parla di tutt'altro (includiamoci i disordini in Francia che i cattocomunisti sperano di importare anche qui da noi) preferisco soffermarmi su un fatto latamente sportivo ma che, a mio parere, rappresenta l'Italia peggiore: il compromesso raggiunto nel Coni sul commissariamento della Figc.

All'unanimità è stato deciso di commissariare la Figc, che da un paio di mesi aveva eletto Malagò, ex presidente del Coni, a presidente, nominando lo stesso Malagò commissario.

Il motivo di un ricorso era l'irregolarità della precedente elezione perchè Malagò non era iscritto alla Federazione e il ricorrente aveva diffidato il Coni dal non procedere al commissariamento, pena un ricorso davanti alla magistratura ordinaria.

Dietro, una lotta di potere nel Coni e nella Figc tra Malagò e Buonfiglio, con al traino tutti i loro sostenitori.

L'Italia peggiore qui si è manifestata con le due figure manzoniane di Don Abbondio e dell'Azzeccagarbugli.

I Don Abbondio sono quelli che, pur di non combattere, evidentemente con poco coraggio e dando così scarso valore alle loro idee, preferiscono la spartizione che la conta dei voti.

E' l'Italia del compromesso storico, delle insinuanti frasi curiali dove si tuona ma non si fanno mai nomi e fatti specifici, delle congiure di Palazzo per avere governi di nominati e non a seguito di elezioni, per fuggire dall'elezione diretta del presidente della repubblica e persino del premier.

Gli Azzeccagarbugli sono quelli che brandiscono un cavillo per distruggere tutto, a prescindere dalla utilità di un provvedimento e di una scelta.

Qui, un ridicolo formalismo sulla iscrizione tardiva di uno eletto presidente a forza di voti ed al quale le risposte corrette potevano essere solo due: l'applicazione rigorosa, nominando commissario una terza persona, oppure respingere il ricorso dando fiducia a chi era stato eletto dalla maggioranza degli aventi diritto, senza genuflettersi alle minacce di cause.

Anche qui vediamo un simbolo di quella Italia peggiore che si rivolge ai magistrati, dando loro un ruolo che non devono avere, per ottenere la forzatura interpretativa delle leggi, liberando clandestini, dissequestrando le navi ong, ma anche chiedendo l'incostituzionalità di una legge elettorale solo perchè prevede l'indicazione del premier, cosa che NON E' VIETATA dalla costituzione del 1948, anche se non è prevista.

Ma se dovessimo considerare vietato tutto ciò che non è previsto dalla legge, torniamo alla vecchia barzelletta, rispecchiante la verità, che chiedeva quale fosse la differenza tra uno stato socialista ed uno liberale. E rispondeva dicendo che in uno stato liberale è consentito tutto ciò che non è esplicitamente vietato e in uno stato socialista è vietato tutto ciò che non è espressamente permesso (poi ci sarebbe lo stato comunista dove è vietato anche ciò che è espressamente consentito).

L'Italia dunque dei Don Abbondio e degli Azzeccagarbugli si ritrova, non a caso, nella gestione dello sport nazionale, il calcio, che si erge ancora una volta a simbolo del meglio e del peggio della nostra Nazione.

Le vittorie mondiali e del passato e quelle oggi ritrovate sul campo e la miopia di una dirigenza con ogni evidenza non all'altezza delle tradizioni sportive e calcistiche dell'Italia, dedita più ai sofismi giuridici brandendo codici e pandette, che ad intervenire con decisione nel movimento sportivo nazionale.