Nel 1982, con la Presidenza Reagan e la Thatcher Primo Ministro, arrivarono i primi scossoni ai regimi comunisti che avrebbero poi portato, pochi anni dopo, nel 1989, al famoso crollo del muro di Berlino e, a seguire, alla fine del comunismo, come regime, in Europa (purtroppo, se il comunismo è morto in Europa, i comunisti sono ancora vivi e si sono alleati con i pronipotini dell'Inquisizione cattolica).
In occasione dell'ennesima imposizione della forza sul Popolo Polacco, con l'assunzione del potere da parte del Generale Yaruselsky, l'Occidente si organizzo per una sorta di staffetta sotto il titolo: Let Poland Be Poland, lasciamo che la Polonia sia se stessa, cioè Sovrana e Indipendente.
Giorgia Meloni, 49 anni, è Presidente del Consiglio dopo aver vinto, con gli alleati della Lega e di Forza Italia, le elezioni del 2022, al culmine di un percorso che l'ha portata dall'Msi e An, in cui ha guidato l'organizzazione giovanile, in parlamento, al governo come ministro di Berlusconi, a rifondare un partito, Fratelli d'Italia, che ha restituito una casa alla Destra in Italia e, elezione dopo elezione, a passare da percentuali irrisorie e ripescaggi di coalizione (nel 2013) fino a diventare stabilmente il primo partito in Italia.
Il referendum sulla giustizia è il suo primo inciampo e mi fa specie che si siano scatenati, non tanto gli sciacalli cattocomunisti, quanto, a Destra, legioni di aspiranti Richelieu per inondarla di consigli non richiesti.
Non ho apprezzato e continuo a non condividere le dimissioni imposte alla Bartolozzi, alla Santanchè ed a Delmastro, ma apprezzo moltissimo il silenzio della Meloni di questi giorni, le riunioni riservate di cui la stampa riesce a venire a conoscenza senza però, se non inventandoseli, fornire gli argomenti in discussione, ma soprattutto quelle di cui nessuno è a conoscenza perchè consentono una riflessione con quanti non straparlano pubblicamente consigliando questo e quello (pensate solo se la Meloni dovesse ascoltare chi consiglia di tutto e di più), ma rappresentano un personale politico qualificato, coerente e affidabile.
Giornali insospettabili come La Verità sembra che godano nell'accrescere l'ansia da prestazione, sparando titoli, editoriali e commenti che, anche quando sono condivisibili, come l'odierno ennesimo consiglio di non dimettersi per andare ad elezioni anticipate, servono solo come arma di distrazione.
Ecco allora che torna attuale lo slogan di quel lontano 1982, adattato per l'occasione: Let Giorgia Be Giorgia.
Lasciate che la Meloni faccia la Meloni, non è per una sconfitta (ma quante ne hanno subite Churchill, la Thatcher, Andreotti, Berlusconi e tanti altri personaggi che hanno poi lasciato un segno indelebile nella Storia !) che si può arguire il destino di una politica.
Lasciamo che la Meloni analizzi la situazione con quelli di cui si fida e con gli alleati di Governo e poi saprà lei cosa fare.
Diversamente si faccia come Vannacci, si crei un proprio partito, ci si presenti alle elezioni e si agisca in base ai voti che si riceveranno.