Ha fatto benissimo Giorgia Meloni a non partecipare all'ennesima, parolaia riunione dei "volonterosi" con Zelensky (al quale, la prossima volta, consiglierei di portare in regalo un rasoio ed un completo di sartoria italiana con cravatta Marinella, forse apparirebbe meno arrogante e più rispettoso della dignità sua, della sua istituzione e di chi incontra !) utile solo a far salire il numero dei collegamenti ad un post e neppure ad andare a vedere la finale di Wimbledon.
Siamo in un periodo di bulimia da presenzialismo, fotografie chiamate selfie, dichiarazioni, condoglianze, auguri, felicitazioni, anatemi, tutto pubblicato, esposto ai commenti a volte salaci, altre volte volgari, di una massa che male utilizza gli splendidi strumenti che ci procura il progresso.
Tutto condito da una sciatteria generalizzata che, come dicevano i greci antichi dell'aspetto esteriore di una persona, rappresenta la sciatteria interiore, la bruttezza spirituale, se vogliamo, di quelle persone.
Su X ho letto delle critiche alla Meloni perchè non è andata a sostenere Sinner.
Ha fatto bene, sarebbe stata solo una passarella ruffiana e quelli che oggi la criticano per non esserci andata, l'avrebbero criticata per esserci andata, magari con la figlia, per aver speso nel viaggio, nel volo di stato, nella scorta, capeggiati dal Bonelli o dalla Schlein di turno che le avrebbero chiesto di riferire urgentemente in parlamento sul tie break del secondo set.
Io non ricordo, durante la prima repubblica, simili derive nei costumi dei nostri politici, anzi, leggendo le critiche alla Meloni su temi che non sono neanche marginali, ma del tutto estranei, mi è venuta in mente una antica fotografia in bianco e nero di Aldo Moro in spiaggia, in giacca e cravatta.
L'ho cercata e ho visto che ce ne sono molte, ho scelto quella che era rimasta nella mia memoria.
Altri tempi, altre tempre, altri costumi, altro stile.
Bene che la Meloni, per quanto molto presente sui social, ogni tanto si ricordi di essere buon esempio per tutti noi.

