Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

01 maggio 2026

Vocazione colonialista

In Italia (ma anche in Germania, Francia e tutte le altre nazioni occidentali) si vive benissimo.

Gli anziani hanno una pensione ricca, sono curati e assistiti, non ci sono disoccupati, nessuno deve mettersi in coda per un pezzo di pane e tutti contribuiscono, in proporzione alle loro capacità, a costruire il PIL nazionale.

E' solo così che mi viene da giustificare il perchè ci siano tante persone (circa 400 anche questa volta) che si sono imbarcate per stare un mese e forse più, lontani da casa, dalle proprie attività produttive (mi piacerebbe sapere quali ...), per "portare aiuto" ai poveri di Gaza.

Una autentica vocazione umanitaria, infatti, vorrebbe che ci si curasse in prima battuta di chi è vicino a noi e solo nella convinzione che tutti quelli a noi vicini, famiglia, concittadini, connazionali, di ogni censo ed età, siano adeguatamente assistiti e seguiti, si vada in giro per il mondo a "fare del bene".

E, poi, tutti, anche quelli che "fanno del bene", dovrebbero partecipare allo sviluppo della propria Nazione, al conseguimento di una produttività che ne incrementi la ricchezza.

Mi piacerebbe così sapere quali siano le professioni di quelli che sono in crociera con la cosiddetta "flottilla" e quale sia il loro contributo alla ricchezza della Nazione.

Non vorrei che il partecipare ad associazioni di volontariato, sia una strada non per arricchire il Popolo e la Nazione Italiana, ma solo per consumarne ricchezze non sostituibili o, come piace dire a costoro, non rinnovabili.

E non vorrei che il presunto spirito volontaristico, che spinge tanti ad andare in giro per il mondo a preoccuparsi dei più lontani da noi, quando ci sarebbe bisogno, anche di poco, magari per aiutare un anziano a districarsi nei meandri di una burocrazia che con l'informatizzazione è diventata sempre più kafkiana, non sia altro che una nuova versione di una mai sopita vocazione colonialista che ci vede impostati ad "insegnare" al prossimo cosa deve fare e come deve vivere, occultata dietro un peloso umanitarismo che finisce solo per voler imporre, con altri mezzi, quelle che sono idee e mentalità estranee ai popoli cui ci si rivolge.

Perchè per "fare del bene" non è necessario partire per luoghi esotici, può essere sufficiente suonare al campanello del vicino.

Ma, soprattutto, il primo "bene" che ognuno di noi può fare è quello di svolgere il proprio lavoro, producendo ricchezza a favore dell'intera Nazione.

30 aprile 2026

Oclocrazia

Tempo fa, qualcuno, forse Nessie, mi disse che ero un po' fissato con Polibio e la sua anaciclosi.

Forse, so benissimo che mi trascino dietro la formazione classica, ma cosa possiamo dire del caos, interno ed internazionale, in cui ci dibattiamo oggi se non che siamo in piena oclocrazia ?

La stampa (e intendo giornali, radio e televisioni) invece di informarci creano ancora maggiore confusione perchè non guardano alla verità ma a tirare l'acqua alla parrocchietta di appartenenza.

Così ingigantiscono il caso della grazia ad una giovane donna colpevole di aver seguito il Cavaliere e nascondono la testa davanti alle decine, forse centinaia di criminali che vengono lasciati liberi di sciamare per l'Italia in base a decisione fondate sulla interpretazione ideologica di una norma.

E che dire di un caso come quello di Garlasco, dove una persona (e potrebbe capitare a qualsiasi di noi) è in galera da dieci anni, mentre una procura si appresta ad incriminare, per lo stesso delitto, un'altra persona, che si proclama ugualmente innocente ?

E le continue piazzate, le violenze private, le devastazioni di beni pubblici e privati, le spese cui è costretto anche un Governo, come quello della Meloni, che pure è riuscito ad avere un qualche controllo sulle uscite, riportando i nostri conti sulla linea di galleggiamento ?

E in politica internazionale dove un pugno di parrucconi, comodamente seduti a Bruxelles e lautamente stipendiati con i nostri soldi, sono passati dal determinare la lunghezza dei cetrioli, ad impedire alle singole Nazioni di poter spendere i propri soldi come cavolo pare ?

E di uno stato canaglia o, meglio, uno stato retto da 47 da un regime canaglia, quello degli ayatollah, che si permette di bloccare la via del petrolio e tante nazioni, una volte potenti, sovrane e coraggiose, che si fanno piccole piccole e, invece di intervenire con i propri alleati per porre fine a tale abuso, si dichiarano pronte ad intervenire ... quando tutto sarà finito ?

Gli esempi possono continuare, a dimostrare che siamo ormai giunti alla fine di un ciclo che arriverà, si spera presto e si spera ancora di più con la minor distruzione possibile, ma che arriverà e ci porterà, finalmente, ad una ripartenza, con qualcuno che, con le buone o con le cattive, porrà fine all'anarchia.

29 aprile 2026

Esistono anche le forbici

Sono contrario a questa unione europea che opprime i Popoli e le Nazioni d'Europa con direttive, regole e sanzioni.

Mi ribolle il sangue quando sento che la "commissione" (non hanno neanche il coraggio di metterci il nome e cognome) dichiara impossibile una uscita unilaterale dal patto di stabilità, come se l'adesione all'unione europea fosse una strada per l'Inferno, senza ritorno.

Sono favorevole alla riconquista della nostra piena Sovranità e Indipendenza, cominciando con l'abbandonare l'euro per tornare alla Lira, considerando l'Europa un continente dove l'unica unione debba essere quella del Mercato, liberando merci e persone da vincoli e dazi, per una libera circolazione.

Punto.

La politica estera, le leggi sociali, di costume, le politiche di bilancio, devono essere di pertinenza esclusiva delle Nazioni e dei Governi espressi dai parlamenti eletti dal Popolo.

Ciononostante, considerando che in questo momento è illusorio mollare il Titanic dell'unione europea, per una e una soltanto vicenda sono contento che ci sia un vincolo.

Si tratta dello sforamento del famigerato 3% e del debito che Giorgetti vorrebbe aumentare per far fronte alla crisi energetica.

Fermo restando che, comunque, una iniziativa unilaterale dell'Italia, mi troverebbe completamente d'accordo per i motivi sopra esposti, vorrei ricordare a Giorgetti che esistono anche le forbici e non solo la prodigalità della spesa.

Considerando che per gli immigrati si spendono 10 miliardi all'anno per le varie voci, che un miliardino se ne va per nani e ballerine e altro ancora per sostenere una stampa che non ha lettori, i fondi per aiutare famiglie e imprese nel sopportare la crisi energetica, finchè non sarà stato spazzato via - purtroppo senza il nostro contributo - il regime degli ayatollah e sbloccata la via del petrolio, si possono ampiamente trovare tagliando e cancellando tutte le spese clientelari e anche privatizzando la rai, magari a spezzatino guadagnando soldi freschi e cessando di far pagare il canone ai cittadini e di coprire con il bilancio pubblico i disavanzi di esercizio.

28 aprile 2026

L'uniforme grigiume dei "professionisti dell'informazione"

Ogni mattina, su radio uno, dopo il giornale radio delle sei, viene trasmessa la rassegna stampa che, sostanzialmente, si divide in due parti.

Nella prima vengono letti titoli e, a volte, brani di editoriali, soprattutto di prima pagina, dei quotidiani in edicola, nella seconda, dopo un veloce ripasso dei titoli, viene data la parola ad un commentatore.

La prima parte è sicuramente più interessante ed appropriata della seconda, perchè è più facile che un titolo dia una notizia, che è quel che conta, che un commentatore ci informi su qualcosa di diverso delle sue personalissime opinioni, di cui possiamo fare a meno, perchè ognuno di noi, ascoltate le notizie, è in grado di formarsela.

Quello che mi sorprende è che i "professionisti dell'informazione" riescano a prendersi così sul serio, anche quando, nel giro di ventiquattro ore, sono costretti a cambiare le "spiegazioni" di quello che è successo e del suo perchè, nonchè le previsioni su come si svilupperà la politica mondiale e italiana dopo quel fatto che è accaduto, che loro non avevano previsto e che li ha costretti a cambiare prospettiva.

Capisco che, senza le elucubrazioni cervellotiche e tolte le balle che alcuni quotidiani propinano unicamente per tirare acqua al mulino della loro parte politica, rimanga molto poco, ma è quel poco che dovrebbe essere oggetto della loro informazione, perchè è quello che noi chiediamo loro: fornirci la notizia, depurata da ogni considerazione e opinione personale.

Invece di andare in giro per il mondo a documentare quel che accade per poi, semplicemente, riportarcelo così come è, stanno comodamente seduti, suppongo in "lavoro agile", davanti ad uno schermo, magari sorseggiando un caffè, disquisendo amabilmente con un loro simile che, poi, sarà loro ospite in un'altra trasmissione uguale nei contenuti.

E non so se, per quella comparsata, siano pure retribuiti, perchè, se così fosse, trattandosi di una emittente pubblica, per noi sarebbe una doppia beffa: ascoltiamo una personale opinione, probabilmente filtrata dalla ideologia di chi la espone e lo paghiamo pure con i soldi del canone e delle nostre tasse.

Non abbiamo, quindi, ragione noi, che chiediamo la privatizzazione della rai e la cancellazione di ogni aiuto di stato alla stampa, fondi che sarebbe meglio destinare a tutti i cittadini, riducendo il debito pubblico (quindi non spendendoli) o, se proprio vogliamo spenderli, in conto riduzione/eliminazione delle accise sui carburanti, misura di cui beneficeremmo tutti, senza privilegi per questa o quella categoria ?

27 aprile 2026

Un'altra occasione persa. Solidarietà a Beatrice Venezi

Il ministro della cultura Giuli non mi piace.

Non mi piaceva Sangiuliano (in realtà non vedo proprio la necessità di un ministero per la cultura che se non comanda nei teatri diventa solo una mucca da mungere per finanziamenti a pioggia a prodotti che il pubblico non guarda e non compra), ma, nel confronto, l'attuale ministro perde con grande distacco.

Mi sembra un piacione alla Rutelli o, parlando di attualità, alla Renzi/Calenda, tutto per di avere buona stampa e restare nella manica del mainstream.

Dopo la presa di distanza dall'ottima scelta del Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, di ammettere il padiglione culturale della Russia, adesso l'acquiescenza alla scelta della Fenice di silurare il Maestro Beatrice Venezi, revocandole la nomina a Direttore dell'Orchestra, dando così partita vinta agli orchestrali sindacalizzati.

Orchestrali che avrebbero potuto essere per la Meloni e il suo governo quel che i minatori furono per la Thatcher o i controllori di volo per Reagan, invece Giuli e la Meloni non hanno avuto il coraggio di tenere duro ed hanno preferito fare come una squadra di calcio, ultima in classifica, che sceglie la via più veloce e meno complicata, ma inutile allo scopo, del licenziamento dell'allenatore invece della sostituzione dell'intera rosa di calciatori.

Mi auguro che Beatrice Venezi, cui va tutta la mia solidarietà, possa avere un futuro come Ministro: lo merita più di tanti altri. 

26 aprile 2026

Bene la Meloni il 25 aprile

Quel che temevo, non è accaduto.

Speravo che la Meloni continuasse a limitarsi ad una dichiarazione istituzionale sul 25 aprile e temevo che, invece, come fece l'ultimo Berlusconi, partecipasse attivamente alla liturgia antifascista.

La Meloni ha invece tenuto il punto e si è limitata ad una sobria dichiarazione e ad una partecipazione con le altre cariche dello stato per deporre una corona.

Non ricordo esattamente quando, ma questa kermesse del 25 aprile è molto più recente del 1945.

Ancora negli anni Sessanta c'erano sobrie dichiarazioni e cerimonie.

Probabilmente tutto è iniziato con l'infame arco costituzionale, inventato dai comunisti dopo l'affermazione elettorale dell'Msi di Almirante nel 1972.

L'arco costituzionale, alle elezioni del 1976 ottenne complessivamente il 94% dei voti contro il 6% dell'Msi.

La dc e il pci da soli, sommati i consensi, raggiungevano il 70%.

Oggi gli eredi della dc e del pci sono teneramente avvinghiati nel pd che ottiene circa il 22%.

Per questo sono così arrabbiati e isterici nelle celebrazioni del 25 aprile, oltre ottanta anni dopo le vicende cui si riferiscono (malamente).

Altri cinquanta anni di celebrazioni e quel 22% si ridurrà alle percentuali da prefisso telefonico, facendo salva la giornata di vacanza dal lavoro, buona per ponti e gite fuori porta.


25 aprile 2026

Prima e dopo il Governo Meloni

La mancata uscita anticipata dalla procedura di infrazione per uno 0,1% interamente ascrivibile all'effetto domino sul bilancio dello stato delle regalie del governo giallorosso di Conte e, in primis, del superbonus edilizio, ha scatenato i latrati dei cattocomunisti e dei loro "professionisti dell'informazione".

Sono però sufficienti i numeri per dimostrare come, prendendo in esame i tre anni pieni e completi del Governo Meloni (2023, 2024 e 2025) entrato in carica il 22 ottobre 2022, oggi tutti i fondamentali dell'Italia (incluso il recupero del potere di acquisto che, furbescamente, i "professionisti dell'informazione" pendenti a sinistra calcolano dal 2021 e non dal 2023) siano nettamente migliorati.




24 aprile 2026

Gli aspetti positivi di una sconfitta

La sconfitta al referendum dove, inopinatamente, una maggioranza di Elettori, evidentemente ignari di cosa accade nel mondo della giustizia in Italia, ha rinnovato la fiducia ai magistrati, ha inevitabilmente ringalluzzito i cattocomunisti e, contemporaneamente, stordito il Centro Destra che ha preso, direttamente con il suo Leader, Giorgia Meloni, tre cantonate non da poco: criticare Trump nel diverbio con Leone XIV, costringere alle dimissioni la Santanchè e Delmastro e sospendere temporaneamente l'accordo di collaborazione militare con Israele.

Era forse inevitabile, ma vedo che lo sconcerto è durato poco.

Confortati da una serie di sondaggi che non hanno modificato il quadro complessivo e consapevoli che il Centro Destra è l'unica coalizione in grado di garantire l'Interesse Nazionale cominciando da una stabilità di governo sulla base di un programma condiviso (a parte la spartizione del potere e provvedimenti devastanti su omosessualità, immigrazione, assistenzialismo, non vedo come possano far maggioranza comune pd e cinque stelle, Renzi e Bonelli e Calenda e Magi  e tutti gli altri chierici del cattocomunismo) la Meloni ha ricominciato a marciare nella direzione giusta, pur non essendosi ancora ravveduta nè dal peccato originale del supporto a Zelensky, nè da quello più recente della rottura con Trump.

Un esempio lo abbiamo dalla riunione del Politburo dell'unione europea a Cipro, con la Meloni che, legittimamente irritata (dovrebbe esserlo anche con la stampa italiana che, in gran parte, non ricorda come questo governo abbia ricevuto un debito/pil all'8,1%, ridotto in tre anni e mezzo, migliorando anche tutti gli altri indicatori economici, di ben cinque punti fino al 3,1% con lo sforamento dovuto, integralmente, al superbonus di Conte e del governo giallorosso targato covid) dalle rigidità del nocivo pachiderma europeo, ha seguito il suo Ministro dell'Economia, Giorgetti, ipotizzando di sforare i limiti imposti da Bruxelles per aiutare l'Italia.

Forse la Meloni, senza la sconfitta referendaria, non sarebbe stata così perentoria e probabilmente avrebbe agito con meno determinazione.

Ma preferisco questa Meloni, battagliera e non remissiva, a quella paludata e diplomatica dei baci e degli abbracci con Macron, Zelensky e compagni.

Adesso mi aspetto che la messa a disposizione delle quattro navi per sminare Hormuz, non sia più condizionata alla fine di ogni ostilità, ma possa anche prevedere che, se gli ayatollah continueranno a chiudere la via del petrolio, quel petrolio ce lo si vada a prendere, liberando, anche con la forza, le vie del mare.

23 aprile 2026

Ci sono tagli ai finanziamenti che fanno bene

Il Governo ha tagliato sui fondi destinati alle iniziative e associazioni dei partigiani.

Ha fatto bene in linea di principio, male nel quantum perchè ha tagliato solo il 15% dei fondi, mentre sarebbe stato meglio azzerare ogni contributo pagato con i soldi di tutti, per lasciare che quegli enti si finanziassero solo tramite i contributi volontari di chi li sostiene.

E' lo stesso principio per i cinematografari, i cantanti assoldati da comuni e istituzioni varie, i giornali, le radio (a cominciare da quella radicale).

Un flusso enorme di denaro, disperso in migliaia di rivoli, che mantengono i privilegi di pochi interessati ad uno specifico tema, a spese di tutti.

Perchè la sommatoria di tutto quel denaro, la sommatoria di tutte le spese ideologiche che, negli anni, sono state accollate al bilancio dello stato, cioè di tutti i cittadini, è incalcolabile, ma sarebbe sicuramente sufficiente per, ad esempio, eliminare definitivamente tutte le accise dai carburanti.

E che si tratti di spese ideologiche lo testimonia la giunta regionale della rossa Emilia Romagna che, dopo aver tuonato contro il miserrimo taglio del 15% dei finanziamenti alle associazioni di derivazione partigiana, per bocca del suo presidente De Pascale ha dichiarato che provvederà a coprire i finanziamenti mancanti.

La stessa giunta che, appena insediata, ha aumentato i ticket sanitari, facendo pagare di più cure e medicine e strilla perchè il Governo non aumenta i trasferimenti in regione, è la stessa giunta che sperpera denaro per manifestazioni ideologiche come le celebrazioni della resistenza.

Forse il Governo dovrebbe pensare anche a ridurre i trasferimenti all'Emilia Romagna, visto che De Pascale trova così facilmente soldi da spendere per le sue visioni ideologiche. 

22 aprile 2026

Le catene da spezzare per una Nazione Libera, Sovrana e Indipendente

Sono tre le catene che impediscono al Governo Nazionale di  galoppare con tutti i cavalli di cui disponiamo.

Ovviamente la catena che ci lega all'unione europea.

Abbiamo fatto come la famosa rana collocata in un recipiente di acqua fredda, messo sul fuoco: l'acqua si avvia a bollire ma è stato così graduale che la rana non ha avuto l'intelligenza di uscirne e adesso sta per morire.

Così l'Italia, come le altre Nazioni che incautamente si sono legate all'unione europea, accettando di rinunciare alla propria moneta nazionale, poi accettando di sottostare al giudizio ed ai parametri imposti da chi l'Italia non ama, quindi rinunciando ad una politica estera totalmente autonoma per rimettersi, figuriamoci, a soggetti come la Kallas che fu primo ministro di una nazione di un milione e mezzo di abitanti e che ha ottenuto, con il suo partito, un consenso inferiore a duecentomila voti.

Eppure ci sono tanti politici italiani che non amano ugualmente l'Italia e non solo chiedono "più europa" dopo che l'europa ha miseramente fallito, ma vorrebbero che si rinunciasse ad altra Sovranità Nazionale e addirittura che si sostenesse la legittimità di decisioni da assumere nell'unione europea non più all'unanimità, ma a maggioranza.

Strettamente collegata alla catena europea è quella che lega ogni governo, ma particolarmente i Governi di Centro Destra, ai voleri di un Quirinale che, dal 1978 è sempre nelle mani di un soggetto di sinistra (perchè era di sinistra anche Cossiga, appartenente alla sinistra di "base" della democrazia cristiana) o ad un soggetto come Scalfaro che, in età senile, si è scoperto essere il portabandiera della peggior sinistra.

Anche in questi giorni assistiamo ad una interferenza del Quirinale su una legge che porta il Governo a predisporre una "correzione", quando si potrebbe agire in base all'art. 74, obbligando Mattarella a rimandare la legge alle camere con un messaggio motivato e però, se le camere tornano ad approvarla (e non vedo come potrebbe essere diversamente con la maggioranza solida che c'è) il presidente della repubblica DEVE promulgarla.

Qui è più difficile rompere la catena, ma bisogna allentarla, o studiando il modo per rendere la presidenza della repubblica completamente ininfluente nella gestione della politica per trasformarla in una mera figura di rappresentanza (ma sarebbe ben meglio una monarchia del tipo britannico), oppure si abbandona la strada del premierato per trasformare la nostra in una repubblica presidenziale con poteri e responsabilità di governo, non solo di interdizione e di ostacolo al governo, così che il presidente della repubblica diventa capo anche formalmente di una fazione ed è obbligato a fare e non solo a, comodamente, criticare.

La terza catena è quella con il Vaticano.

Da anni la chiesa cattolica non rappresenta più i sentimenti e gli interessi del Popolo Italiano, avendo rivolto il suo sguardo ben oltre i nostri confini e, anzi, avendo la pretesa di accollare agli Italiani compiti e responsabilità che non ci appartengono e senza pagar dazio alcuno.

La chiesa cattolica pretende da un lato, per la sua "particolarità", di ottenere esenzioni (ad esempio l'Imu) e trasferimenti di denaro (8 per mille), dall'altro nulla fa per il Benessere e la Sicurezza degli Italiani, anzi con i suoi esponenti spesso impone nelle nostre città la presenza di soggetti che mettono a rischio Benessere e Sicurezza.

Libera chiesa in libero stato.

Sarebbe ora di tornare al vecchio principio liberale e quando un papa abbandona la speculazione sull'al di là per scendere nel campo da gioco dell'al di qua, i politici italiani lo trattino come trattano qualsiasi altro politico esprimesse le sue opinioni, senza sentire alcun obbligo di prenderne le difese se, parlando dell'al di qua, viene bacchettato da altri che vedono in modo differente questo al di qua.

Sono catene purtroppo molto solide e che molti sono contenti di avere, ma romperle sarebbe l'unico modo per riportare l'Italia in rotta verso il futuro.