Tempo fa, qualcuno, forse Nessie, mi disse che ero un po' fissato con Polibio e la sua anaciclosi.
Forse, so benissimo che mi trascino dietro la formazione classica, ma cosa possiamo dire del caos, interno ed internazionale, in cui ci dibattiamo oggi se non che siamo in piena oclocrazia ?
La stampa (e intendo giornali, radio e televisioni) invece di informarci creano ancora maggiore confusione perchè non guardano alla verità ma a tirare l'acqua alla parrocchietta di appartenenza.
Così ingigantiscono il caso della grazia ad una giovane donna colpevole di aver seguito il Cavaliere e nascondono la testa davanti alle decine, forse centinaia di criminali che vengono lasciati liberi di sciamare per l'Italia in base a decisione fondate sulla interpretazione ideologica di una norma.
E che dire di un caso come quello di Garlasco, dove una persona (e potrebbe capitare a qualsiasi di noi) è in galera da dieci anni, mentre una procura si appresta ad incriminare, per lo stesso delitto, un'altra persona, che si proclama ugualmente innocente ?
E le continue piazzate, le violenze private, le devastazioni di beni pubblici e privati, le spese cui è costretto anche un Governo, come quello della Meloni, che pure è riuscito ad avere un qualche controllo sulle uscite, riportando i nostri conti sulla linea di galleggiamento ?
E in politica internazionale dove un pugno di parrucconi, comodamente seduti a Bruxelles e lautamente stipendiati con i nostri soldi, sono passati dal determinare la lunghezza dei cetrioli, ad impedire alle singole Nazioni di poter spendere i propri soldi come cavolo pare ?
E di uno stato canaglia o, meglio, uno stato retto da 47 da un regime canaglia, quello degli ayatollah, che si permette di bloccare la via del petrolio e tante nazioni, una volte potenti, sovrane e coraggiose, che si fanno piccole piccole e, invece di intervenire con i propri alleati per porre fine a tale abuso, si dichiarano pronte ad intervenire ... quando tutto sarà finito ?
Gli esempi possono continuare, a dimostrare che siamo ormai giunti alla fine di un ciclo che arriverà, si spera presto e si spera ancora di più con la minor distruzione possibile, ma che arriverà e ci porterà, finalmente, ad una ripartenza, con qualcuno che, con le buone o con le cattive, porrà fine all'anarchia.

