Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

02 giugno 2026

Presidente dopo presidente uno diventa monarchico

Nato dieci anni dopo il referendum istituzionale, ho vissuto (benissimo) sempre senza pormi la questione di quale forma istituzionale fosse meglio per i cittadini.

Nato in regime repubblicano, ho dato lungamente per scontato tale forma, ritenendo marginale una differente scelta che, comunque, non avrebbe cambiato il parlamentarismo su cui è sempre stata fondata l'Italia dal 1861.

Ho cominciato a dubitare della bontà del nostro sistema, quando siamo passati, con Pertini, dai presidenti-notai, quelli sì veramente rappresentativi, che si facevano sentire solo quando inviavano un telegramma di felicitazioni o condoglianze a seconda delle circostanze, ai presidenti interventisti che sfruttano le pieghe della costituzione del 1948 (che, come tutte le leggi, trova sempre delle interpretazioni di comodo) per interferire nella vita politica, alterando il rapporto di forze uscito dalle urne, anche solo con la nomina di qualche senatore a vita utile per puntellare maggioranze traballanti.

La figura del presidente della repubblica avrebbe dovuto rappresentare l'unità della Nazione, arbitro e garante dei rapporti politici in parlamento, lasciando al governo, espressione del parlamento eletto dal Popolo, il compito di trasformare in leggi le istanze provenienti dalla maggioranza che lo sostiene.

L'elezione invece di soggetti che hanno avuto parte attiva nel dibattito e nello scontro politico o che hanno avuto gravi responsabilità nella gestione dell'economia pubblica (ad esempio l'inutile e dispendiosa difesa della parità della Lira nello sme - serpente monetario europeo - da parte di Ciampi che ci costò una alta percentuale delle nostre riserve) hanno fatto sì che al Quirinale si insediassero uomini di parte, che a malapena riuscivano a mascherare la loro appartenenza e il loro appoggio ad una delle fazioni.

Per quanto un dibattito sulla forma istituzionale resti un qualcosa che, al momento, è surclassato da ben altri problemi di politica economica ed estera, in questa giornata di sbrodolamento per un anniversario, l'ottantesimo, del referendum istituzionale, non riesco a non pensare come proprio il comportamento dei presidenti della repubblica che si sono succeduti da Pertini in poi, con l'unica eccezione di Cossiga che meriterebbe un discorso a parte vista la profonda differenza tra la prima parte del suo mandato e l'ultima, mi ha fatto riflettere che, non potendo avere una repubblica presidenziale che sarebbe la forma a me più congeniale e gradita, sarebbe meglio avere ancora un re, a vita, con successione dinastica, piuttosto che un presidente elettivo, che interferisce nella vita politica a favore della sua fazione, ma si offende se glielo si fa notare, reclamando le sue prerogative costituzionali (che emergono sempre a senso unico) e pretendendo di rappresentarci tutti.

Un re, infatti, non proviene dall'agone politico, non è stato ministro in governi manifestamente di parte, non avrebbe alcun interesse di fazione, anche se avrebbe, come tutti, le sue legittime opinioni, nell'approcciare ad un governo, di qualunque colore fosse.

E' così che, presidente dopo presidente, uno diventa monarchico.

01 giugno 2026

L'incertezza dannosa quanto la guerra

Il tira e molla sull'accordo di pace (?) con gli ayatollah ha stancato.

Le oscillazioni delle quotazioni del petrolio e degli andamenti di borsa, dei prezzi dei carburanti e di quelli degli alimentari, risentono della dichiarazione di questo o di quello e, a gettare benzina sul fuoco, ci sono i "professionisti dell'informazione" con la loro presunzione di spiegarci cosa succede, salvo poi, il giorno dopo, andando dietro alla dichiarazione di un ayatollah o ad un post di Trump, ci spiegano perchè è esattamente il contrario di quello che avevano asserito solo il giorno prima.

Meno chiacchiere, più silenzi si addicono alla diplomazia, il resto è propaganda utile solo agli speculatori che, infatti, approfittano della estrema volatilità dei Mercati.

La guerra in Ucraina ci insegna che, dopo la fiammata iniziale, poi sono solo "affari loro" e il danno che provoca è dovuto solo alla stolidità dell'unione europea e del circoletto di Zelensky di continuare a farsi (ed a farci) del male rinunciando al petrolio ed al gas che la Russia potrebbe venderci a prezzi di estremo interesse.

Con gli ayatollah la situazione è differente, perchè la scelta dell'Iran di minare le acque internazionali dello Stretto di Hormuz è un vulnus per il commercio di tutti, anche di chi non è parte bellica.

Se anche trovassero un accordo da sbandierare al mondo, sarebbe tale che ambedue le parti potrebbero dire di aver ottenuto quello che volevano, citando una clausola ed ignorandone un'altra.

La situazione sarebbe di un ritrovato equilibrio, molto precario, che porrebbe le basi per una nuova azione militare in un futuro molto prossimo.

Come fu, dopo il Trattato di Versailles alla fine della Grande Guerra e, soprattutto, come fu tra il 1990 e il 1991 la prima guerra del Golfo, con l'incompiuta del Presidente George Herbert Walker Bush, vice e successore di Ronald Reagan, quando, invece di abbattere Saddam andando fino a Bagdad, si fermò alla liberazione del Kuwait, lasciando Saddam al potere e costringendo 12 anni dopo il figlio, anche lui Presidente, George W. Bush a finire il lavoro in un clima reso più complicato dalle furbizie di Germania e Francia.

Non credo che un accordo che lasci l'Iran nelle grinfie degli ayatollah porti la pace, ma solo una pausa, tra un 7 ottobre ed un altro.

Un tumore deve essere rimosso per risanare l'intero corpo e dopo 47 anni sarebbe ora che l'Occidente trovasse il modo per farlo, unendo le proprie forze e non remando contro a chi ci sta provando, avendo, tra l'altro, un interesse economico minore di quello che abbiamo noi, Popoli e Nazioni della vecchia Europa.

31 maggio 2026

L'enorme spocchia dei cattocomunisti

Leggo due notizie che paragono tra loro e accosto ad una vecchia barzelletta di Gino Bramieri (quando non esistevano, per fortuna, dettami buonisti, woke e politicamente corretti).

Sembra che un conduttore televisivo, Fabio Fazio, guardando la partita di Sinner al Roland Garros abbia detto che a mezzogiorno avrebbe fatto giocare solo i negazionisti del cambiamento climatico.

Una affermazione che dimostra come la spocchia non sia supportata dalla conoscenza delle posizioni di chi non nega il cambiamento climatico, ma non ne attribuisce misura rilevante all'Uomo, facendolo invece rientrare nella normale oscillazione che sempre c'è stata e in base alla quale si dovrebbero fare studi e non per cercare di fermare e cambiare la Natura.

L'altro episodio riguarda un giornalista di Repubblica, tal Serra, che invece di analizzare il perchè la sinistra non riesca ad ottenere i voti di una maggioranza (perchè non fornisce proposte che interessino, evidentemente) derubrica tutto nella asserita ignoranza dell'elettorato di destra che si accontenterebbe di un "no" ai clandestini.

Detta da chi vede fascisti dappertutto e crede che i problemi si risolvano cantando bella ciao, direi che qualifichi l'intellighenzia sinistra.

Ma quelle due affermazioni che nella sostanza sono autoreferenti, assolvendosi da ogni colpa, attribuita agli elettori di Centro Destra, per non riuscire a sfondare elettoralmente, mi hanno richiamato alla memoria questa antica barzelletta ascoltata in televisione nel perfetto racconto di Gino Bramieri e che oggi gli sarebbe costato l'ostracismo e l'esilio perpetuo dalla televisione.

"Arriva in Italia un ricco petroliere texano e viene accolto da una marea di giornalisti che vogliono sapere cosa faccia in Italia e chiedergli dei costumi dei texani.

Un giornalista gli chiede: è vero che voi siete tutti un po' razzisti ?

Il petroliere lo guarda e dice: non siamo noi razzisti, sono loro che sono negri.". 😕


30 maggio 2026

Sconfinamento drone: perchè dovrei credere al circoletto degli amici di Zelensky ?

Un drone è precipitato su un condominio in una città di frontiera della Romania.

Senza neanche aspettare che si potessero recuperarne i resti, è stata intonata la liturgia contro Putin e la Russia: intollerabile, violazione del diritto internazionale, non cederemo un centimetro del territorio Nato.

Ma chi me lo dice che il drone fosse russo e non ucraino ?

Perchè non è stato abbattuto, visto che un solo drone che sconfina non dovrebbe essere difficile da abbattere, capirei che, su uno sciame, uno o due possano sfuggire, ma uno solo ... ?

Perchè non vengono MAI, neppure nei casi precedenti tutti finiti nell'oblio, mostrati i resti del drone ?

Perchè non vengono chiamati tecnici neutrali, ad esempio indiani, che ne rilevino, senza passaggi intermedi, la provenienza ?

Io non sono un tecnico, per cui non saprei distinguere un drone russo da uno ucraino e quindi mi manca la possibilità di una conoscenza diretta, ma di chi posso fidarmi ?

Non certo dei "professionisti dell'informazione", schieratissimi e pronti a legare il somaro dove vuole il loro padrone.

Neppure dell'unione europea che si è troppo esposta (anche economicamente) a sostegno di Zelensky per essere credibile.

Lo stesso, in questo caso, devo purtroppo dire del Governo Meloni, soprattutto del suo ministro della difesa, la cui narrazione in tema di Ucraina, non solo non mi convince, ma non credo faccia l'Interesse Nazionale, visto che abbiamo rinunciato ai rifornimenti petroliferi e gas della Russia che restano quelli più convenienti per qualità quantità e costo.

D'altra parte non credo neppure alla propaganda russa che, uguale e contraria, anche se senza alcun megafono che la diffonda, almeno in Italia, è un flebile vagito davanti al coro urlato del circoletto di Zelensky.

Nessun cittadino Italiano ha quindi la possibilità di prendere parte, credendo agli uni o agli altri.

Resta quindi, come unica valutazione da effettuare, la mera convenienza, cioè l'Interesse Nazionale.

E non credo proprio che sia Interesse Nazionale continuare a far parte del circoletto di Zelensky.

29 maggio 2026

Il polso dell'elettorato

Una volta erano i giornalisti a riassumere il sentimento che aleggiava tra gli elettori dei vari partiti, con oneste e veritiere inchieste, interviste e analisi.

Da quando si sono trasformati in "professionisti dell'informazione" non sono più credibili e quello che scrivono ha un evidente, smaccato secondo fine per portare l'acqua al mulino del loro editore.

Così, da un lato sponsorizzano Tizio o Caio perchè quello è l'ordine di scuderia, dall'altro cercano di seminare zizzania nel campo avverso, perchè un nemico diviso è sempre più battibile di uno coeso.

Il Centro Destra da oltre 30 anni, grazie alla geniale intuizione di Berlusconi nel 1994, ha trovato una sempre maggiore unità e, soprattutto a livello di base elettorale, una fluida intercambiabilità a seconda degli scenari, di singole scelte dei partiti.

Ed è del Centro Destra che mi occupo, perchè la sinistra, comunque si presenti, con chiunque candidi a presidente del consiglio, sarà sempre, per me, il nemico da battere.

Mi limito a dire che la sinistra di oggi, pur di vincere, ha messo assieme un coacervo di partiti e movimenti che vanno dalle ong a Renzi, dai pro pal a Magi, dai cattocomunisti del pd ai sostenitori del reddito di fannullanza grillino, fino ai comitati che dicono no a tutto.

E' troppo chiedere allora che la Meloni, Salvini, Tajani, Lupi e, sì, anche Vannacci, leggano in proprio, almeno una mezzoretta al giorno, come la pensano i loro elettori ?

Capirebbero il perchè di alcuni mal di pancia che non derivano, se non in chi sarebbe comunque scontento perchè alla ricerca della purezza più pura, così da bloccare qualunque iniziativa, visto che c'è sempre qualcosa di meglio che si può fare, dalla eccessiva lentezza nel "fare qualcosa di Destra", bensì da scelte che non sono nelle corde del nostro elettorato.

L'Ucraina, gli ammiccamenti a Calenda e la chiusura verso Vannacci, incomprensibile ai più.

Oggi hanno la fortuna di poter ignorare le opinioni interessate dei "professionisti dell'informazione" per leggersi quelle degli Elettori.

Basta dedicarsi una mezzoretta al giorno a scorrere X ed eviterebbero errori che potrebbero fornire ai cattocomunisti l'assist per mettere le mani, di nuovo, nelle nostre tasche e nelle nostre vite.

28 maggio 2026

Il Centro Destra chieda ai suoi Elettori se vogliono Vannacci in Coalizione

Leggo articoli e dichiarazioni sulla presenza di Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci, all'interno, a pieno titolo, della Coalizione di Centro Destra.

Non capisco i dubbi: sì al 100%.

Invece di farsi dei viaggi onirici, chi vi si oppone, anche per motivi comprensibilissimi come la paura della concorrenza (che, però, fa bene, stimolando l'attenzione alle esigenze dell'elettorato e migliorando la qualità dei candidati), dovrebbe chiedere ai propri elettori.

E se sono convinto che il 90% degli elettori di Fratelli d'Italia e Lega sarebbero favorevoli, anzi credo che lo diamo tutti per scontato, anche una solida maggioranza di Forza Italia sarebbe dello stesso parere.

Perchè anche gli elettori di Forza Italia sono come erano quelli della DC: più a destra dei loro dirigenti.

Infatti tutti i capi e capetti, anche di terza o quarta fila, della DC sono finiti in ginocchio sotto lo stendardo della falce e martello ripulita prima con una quercia e adesso con i colori Nazionali, ma i voti sono passati tutti a Berlusconi e poi si sono divisi tra i partiti del Centro Destra.

Del resto se i cattocomunisti imbarcano senza vergogna estremisti pro pal, ong, Bonelli, Fratoianni, crocieristi, Conte, perchè il Centro Destra dovrebbe giocarsi la partita con un braccio legato dietro alla schiena rinunciando alla propria ala destra ?

Credo che alla Meloni, a Salvini ed a Tajani, andrebbe ricordata l'esperienza del 1996, quando la Lega decise di correre da sola, ma il Centro Destra senza la Lega avrebbe vinto comunque se non ci fosse stata la ubris di Fini che, per punire la scissione di Rauti, rifiutandosi di accettare la Fiamma Tricolore nella Coalizione, ebbe come risultato la punizione di tutto il Centro Destra.

I voti sottratti al Centro Destra dalla Fiamma che si presentò da sola, consentirono infatti l'elezione di un parlamento a maggioranza cattocomunista che ci "regalò" cinque anni devastanti con i governi Prodi, D'alema (bombardamento in Serbia e passeggiata con Hetzbollah, ricordiamocelo !) e Amato.

Non si ripetano gli stessi errori.

Meglio perdere un Calenda che le elezioni.

27 maggio 2026

Il crinale di Giorgia

Negli ultimi giorni, a cavallo del turno amministrativo, ho finalmente riascoltato una Meloni tonica che si esprime su temi a me congeniali e toccando le giuste corde.

Certo, resta sempre la sbandata per Zelensky e la non concessione della basi per risolvere la questione ayatollah, ma dalla commemorazione di Giorgio Almirante che ha mandato in bestia i cattocomunisti nostalgici dell'arco costituzionale e un lucido intervento all'assemblea di Confindustria che ha fatto fischiare le orecchie ai parrucconi della commissione europea ed ai loro ascari italiani, c'è stato spazio per delineare come potrebbe essere questo ultimo terzo o quarto di legislatura.

Ad una politica estera molto andreottiana, infatti, potremmo vedere opposta una politica economica più favorevole ai cittadini e meno permeabile alle ideologie verdi e ambientaliste.

E se la commemorazione di Almirante fa coppia con la conferma della Fiamma nel simbolo di Fratelli d'Italia a testimoniare le Radici che non vengono rinnegate nonostante i tanti consiglieri fraudolenti (tutti di sinistra, neanche uno che sia elettore non dico di FdI, ma almeno del Centro Destra) che ne chiedono la rimozione, rilanciare con forza le centrali nucleari, chiedendo all'unione europea di "fare meno, ma fare meglio", rilancia l'Interesse Nazionale nelle scelte del Governo che, pur non avendo mai abbandonato la retta via, l'ha sempre percorsa lentamente, sicuramente più lentamente di quanto noi Elettori avremmo desiderato pur comprendendo la delicatezza degli strappi necessari per la ripresa, e con frequenti pause, come quella successiva al referendum perso (e ancora mi domando dove avessero la testa, in quella domenica di marzo, tanti italiani per votare "no" davanti a casi come Tortora e Garlasco !).

Il ricostituente delle amministrative, solitamente infelici per il Centro Destra, dovrebbe dare maggiore spinta alla Meloni e al Centro Destra e non sottovaluterei la presenza stimolante e incalzante di Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci, che alitando sul collo della Lega e un po' anche di Fratelli d'Italia, li costringe ad un ortodossia ideale, facendo una bella concorrenza a destra e dando a noi Elettori una opportunità in più, purchè Futuro Nazionale entri, a pieno titolo, nella Coalizione.

Dopo due mesi di purgatorio, soprattutto per chi ascolta le concioni televisive di "professionisti dell'informazione" che, ancora una volta, hanno dimostrato di non azzeccarne una, ma che continuano imperterriti a presentare come analisi obiettive le loro pulsioni personali, adesso il Centro Destra potrà piazzare quei due/tre colpi necessari per impostare una campagna elettorale all'insegna dell' "abbiamo fatto".

26 maggio 2026

Il voto referendario? Un momento di follia degli Elettori

I risultati del mini turno amministrativo non modificano il quadro politico che si era stabilizzato dopo il 25 settembre 2022.

Come è naturale nelle elezioni comunali, qualche comune si vince, qualche comune si perde, giusto quanto basta per consentire a tutti di reclamare soddisfazione e vittoria e vivere felici e contenti.

Gli unici dati sensibili politicamente, possono essere considerati i voti di Reggio Calabria, Salerno e, soprattutto, Venezia.

Reggio Calabria dove, dopo dodici anni di amministrazione cattocomunista, il candidato del Centro Destra, ha stravinto ottenendo i due terzi dei voti, in una città in cui al referendum prevalsero i no.

Salerno, perchè ha dimostrato la fidelizzazione al capo, boss, duce, di turno da parte di un elettorato, a prescindere delle indicazioni ufficiali di un partito, in questo caso il pd peraltro guidato dal figlio del sindaco eletto (o rieletto, dopo la vacanza di dieci anni in regione).

Venezia, perchè, dopo la prevalenza dei no, i cattocomunisti, confortati dai soliti sondaggi amici, avevano fatto la bocca alla vittoria, ribaltando undici anni di amministrazione di Centro Destra, tanto da far pronunciare alla Schlein parole incaute: da Venezia arriverà un forte messaggio a Roma.

Insomma, il voto referendario, con la vittoria del no ad una riforma che poteva essere migliore solo se avesse previsto la sostituzione dei magistrati con l'intelligenza artificiale, sembra essere stato solo un momento di follia, dannosa, pericolosa, ma senza conseguenze se non sul morale (ma adesso i ruoli si sono invertiti con i nuovi dubbi e paure a sinistra e sensazioni positive a destra) e, almeno, a conferma della inutilità dei commenti dei "professionisti dell'informazione" che davano la Meloni già morta.

A questo punto sembra che le forze in campo siano schierate e non vi siano spostamenti tra uno schieramento e l'altro, a conferma della impermeabilità e della totale distanza tra le due Italie.

Chi è favorevole all'immigrazione, non voterà mai per chi è contrario, chi è pro pal non voterà mai per chi dialoga con Israele e via di questo passo, in una contrapposizione muro contro muro.

Mi dispiace pensarlo e ancor più scriverlo, ma l'ago della bilancia potrebbero farlo i piccoli schieramenti, quelli opportunisti alla Renzi e Calenda e quelli identitari alla Vannacci.

Non credo che la nuova legge elettorale riuscirà a disinnescare il ricatto delle formazioni da 3 o 4 per cento, ci vorrebbe una scelta coraggiosa da parte dei due principali partiti con l'intenzione di dare governabilità all'Italia passando dal bipolarismo al bipartitismo, che non credo sia nelle corde di politici di piccolo cabotaggio come la Schlein e Conte.

Vincerà, quindi, la coalizione che sarà capace di aggregare, senza conventio ad excludendum, quelle forze, anche di poco conto, che possono pescare magari ai confini del perimetro della coalizione stessa e, quindi, portare in dote quella manciate di voti sufficiente a prevalere.

Per il Centro Destra significa aprire le porte a tutti quelli collocati alla propria destra ed a chi volesse redimersi da sinistra.

Senza esclusioni preconcette.

E se la sconfitta del referendum è stata assorbita in due mesi con danni solo per le tante chiacchiere disfattiste che ne sono seguite, adesso si pensi a non anticipare il voto e andare a scadenza, 12 ottobre 2027, con quasi diciotto mesi per realizzare qualcosa di destra, facendo l'interesse degli Italiani in politica economica, immigratoria ed estera, senza appiattirsi su Bruxelles.


25 maggio 2026

C'è bomba e bomba

Sul conflitto in Ucraina io sto dalla parte dell'interesse italiano.

Purtroppo l'Interesse Nazionale non mi sembra sia stato la Stella Polare di Draghi prima e della Meloni oggi.

L'appiattimento su Zelensky è irritante.

Venerdì gli ucraini hanno compiuto una strage, oltre venti morti, colpendo un dormitorio studentesco.

Silenzio.

La ritorsione russa ha fatto, pare, meno morti, ma le prefiche dell'unione, purtroppo con la Meloni in testa, hanno rilasciato dichiarazioni incendiarie contro la Russia.

Con tutta la buona volontà non vedo alcun Interesse Nazionale in tali scomposte e asimmetriche valutazioni su due bombardamenti molto simili.

A noi Italiani interessa avere petrolio e gas in abbondanza a prezzi contenuti.

Il resto son chiacchiere per Azzeccagarbugli con la pancia e il portafoglio pieni.

24 maggio 2026

Un nuovo 24 maggio per l'Identità, l'Indipendenza e la Sovranità Nazionale

 


Nel 1915, il 24 maggio, con l'inizio della Grande Guerra, l'Italia gettò il cuore oltre l'ostacolo per affermare la propria Indipendenza, Sovranità, Dignità e Identità Nazionale.

Dopo appena centodieci anni assistiamo ad un colpevole abbandono di quegli Ideali per operazioni di piccolo cabotaggio, con personaggi che, evidentemente, odiano tanto l'Italia e gli Italiani da auspicare una "dichiarazione di indipendenza" europea, diluendo così e soffocando la nostra Identità con quella di altri 26 popoli e nazioni e accettando di essere di nuovo succubi e sottomessi ad un governo straniero.

In più, sempre gli stessi personaggi, sostengono una immigrazione selvaggia, che pesa sulle nostre risorse economiche e minaccia la nostra sicurezza e, adesso, con la cittadinanza concessa con troppa facilità, pretendono anche di venire ad amministrare le nostre città.

Abbiamo bisogno di un nuovo 24 maggio, che restituisca all'Italia ed agli Italiani il pieno dominio sul proprio futuro.