C'è un dato che dovrebbe essere maggiormente diffuso in relazione alla vittoria della sinistra negli Stati Uniti e che non è la perdita di seggi dei Repubblicani (Clinton e Obama, nelle elezioni di metà mandato ne persero più del doppio e persino Reagan perse seggi), quanto le analisi che mostrano come, al netto del voto degli immigrati ispanici e islamici, i singoli candidati repubblicani sconfitti il 3 novembre, avrebbero tutti vinto le elezioni con una media ponderata di 60 - 40 per cento.
Questo è un dato che replica quello delle recenti elezioni politiche in Svezia e ci dice come l'accoglienza e l'immigrazione poi trasformata in cittadinanza sia una reale sostituzione etnica in territori, in nazioni che furono portatrici di Civiltà, Progresso e Benessere e oggi hanno smarrito la loro Stella Polare.
C'è magra soddisfazione nel dire "lo avevamo detto", purtroppo non siamo stati capaci di impedirlo e l'accoglienza con successiva cittadinanza concessa a masse estranee alla nostra Cultura della Libertà, del Lavoro, del Progresso, ci avvia verso un nuovo oscurantismo di stampo religioso e tribale che, come accadde dopo la caduta dell'Impero Romano e l'ingresso dei barbari a Roma, comporterà un veloce arretramento sotto ogni profilo.
A noi o, meglio, a chi ci deve rappresentare spetta il compito di rallentare il declino, perseguendo con maggiore costanza quelle che sono state le intuizioni dello stesso Presidente Trump.
Perchè Trump aveva ragione sui dazi, in quanto l'unione europea impone(va) obblighi onerosi ai prodotti americani in funzione di paturnie ecoambientaliste, mentre la Cina produceva a basso costo invadendo i mercati, sfruttando, grazie al suo regime tirannico, l'enorme forza di lavoro che ha, senza curarsi delle condizioni di lavoro e senza preoccuparsi della salubrità dei prodotti che commercializza.
Ma Trump ha sbagliato nel mollare la presa.
Trump aveva ragione nel sostenere Israele, ma ha sbagliato nel fermare le azioni quando stavano per completare l'obiettivo.
Trump aveva ragione nel cercare di rimuovere il regime degli ayatollah, ma anche lì si è fermato quando avrebbe potuto e dovuto finire il lavoro.
Soprattutto Trump aveva ed ha ragione sull'immigrazione, ma non ha affondato il colpo neppure su tale argomento.
E' vero, come dice il Vicepresidente J.D. Vance, che la guerra in Iran è costata la sconfitta elettorale, ma non perchè la si sia combattuta, bensì perchè non la si è vinta.
Come nel 1991 quando il Presidente George Herbert Walker Bush liberò il Kuwait dall'invasore iracheno, ma si fermò al confine senza affondare verso Bagdad e non fu rieletto nel 1992, mentre il figlio, il Presidente George W. Bush, nel 2003 portò a termine la missione in Iraq e fu rieletto nel 2004.
Le idee ci sono per riportare la nostra Civiltà sulla carreggiata giusta, nonostante la sostituzione etnica in atto e la presenza di quinte colonne all'interno delle nostre stesse mura.
Con un Trump ultra ottantenne e alla fine del suo secondo mandato, è necessario però che emerga, negli Stati Uniti e in ogni altra nazione occidentale, una figura che, con coraggio, energia e costanza, riprenda, sviluppi e persegua le intuizioni del Presidente Trump.
