Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

03 aprile 2026

Spazio, ultima frontiera

Era ora !

Dopo lo stucchevole tric e trac della stazione spaziale condivisa, più un costoso buonismo che una autentica proiezione nello spazio, la partenza dalla Artemis 2 per la Luna, anche se solo per circumnavigarla, riapre la stagione epica dell'esplorazione spaziale.

Anche perchè questa volta, oltre a scendere di nuovo sulla Luna nel 2028, si ha l'intenzione di restarci, per poi partire per Marte e ancora nello spazio profondo.

Noi che in quel luglio del 1969 eravamo appena adolescenti e oggi siamo settantenni, non possiamo che ripensare ai sogni di quegli anni.

Mi dispiace solo la scarsa copertura data dalle televisioni e dalla stampa ad un evento che dovrebbe riscaldare i cuori ed eccitare la fantasia.

Il nostro destino, il destino dell'Uomo, come fu quando partimmo per scoprire l'America e per civilizzare il mondo intero, è nello spazio.

"Se puoi sognarlo puoi farlo" disse Walt Disney e la Fantascienza, come noto, è letteratura di anticipazione.

La circumnavigazione della Luna con il ritorno sulla Terra fu infatti anticipata, praticamente con lo stesso percorso, da Giulio Verne e in Star Trek, serie originale, quella con il Capitano James T. Kirk/William Shatner, il "comunicatore" è incredibilmente simile ai nostri telefoni cellulari.

E la serie risale al 1966 !

Sognare non è (ancora) vietato e ci riscatta dal grigiume cui il mainstream buonista e cattocomunista vuole piegare i Popoli e le Nazioni del mondo per controllarci meglio.



02 aprile 2026

Da Reagan a Trump il punto di caduta è a Sigonella

Trump ha ragione.

Lo scrivo subito così tolgo ogni dubbio sulla mia collocazione, sicuramente minoritaria in Italia e anche nel Centro Destra, ma spesso sono le minoranze ad aver la vista più lunga perchè non condizionate da interessi contingenti.

Mi rendo conto che essere e fare gli antiamericani in Italia, quando alla Casa Bianca c'è un Patriarca, Bianco, Etero e di Destra, sia uno sport ampiamente praticato, da sinistra, che continua ad odiare gli Americani per aver impedito che l'Europa Occidentale vivesse la stessa "splendida" stagione dell'Europa Orientale sotto il tallone comunista, ma anche da Destra, soprattutto da quella destra che ancora non ha perdonato agli Americani l'invasione e l'occupazione del 1943-1945, aiutando i comunisti, i socialisti e il resto di quello che fu poi l'arco costituzionale a conquistare il potere.

Eppure Trump ha ragione e, forse, non è un caso che a provare a risvegliare lo spirito che ha fatto grande l'Occidente, non unito, ma attraverso le varie Nazioni che, da sole, hanno fatto molto di più di quanto riescano a fare adesso che hanno provato a darsi una unità ridicola, quanto costosa e dispersiva, sia un ottantenne americano, memore di quello che fu lo splendore ora fortemente appannato.

Un ottantenne che prova, e fa bene, a risvegliarci dal torpore e dall'esiziale conforto del buonismo che impedisce azioni rapide e decise.

Fa bene Trump a ricordarci che lo stretto di Hormuz è di interesse esclusivamente nostro, perchè gli Stati Uniti hanno petrolio e gas in abbondanza, tanto da esportarlo e, quindi, quelli interessati a riceverlo da quelle zone siamo noi e siamo noi quelli che dobbiamo darci una mossa per riaprire e tenere libera la via del petrolio.

E siamo anche noi ad avere interesse che il Medio Oriente non sia più un santuario di terroristi.

Negare un miserrimo atterraggio a Sigonella, nome infausto perchè ricorda quando Craxi preferì lasciar liberi degli assassini, terroristi palestinesi, invece di consegnarli agli Stati Uniti, con speciose argomentazioni da Azzeccagarbugli, non solo mi delude in quanto Italiano, ma anche in quanto di Destra, perchè finchè era un socialista a comportarsi in quel modo, passi, non mi aspetto nulla da socialisti e cattocomunisti, ma a decidere di non autorizzare l'atterraggio di due bombardieri americani a Sigonella è stato un governo di Destra e questo mi preoccupa.

Mi preoccupa perchè mi rende più difficile scegliere chi votare alla prossima occasione, visto che, su queste basi, la scelta sarebbe ricominciare a votare turandosi il naso, per il male minore del Centro Destra, provando ad impedire un male di gran lunga peggiore, quello cattocomunista.


01 aprile 2026

Italia fuori dal mondiale: sono passati gli stranieri

La sconfitta dell'Italia non sorprende.

Non possiamo vivere nei ricordi, come facciamo noi a Bologna che celebriamo lo scudetto del 1964, vinto quando io, che sono nel settantesimo anno di età, non avevo ancora compiuto gli otto anni.

Scontiamo l'ottuso europeismo unionista che si è manifestato con la sentenza Bosman del 1995.

Se le società, con slalom tra i paletti, "scoperte" di avi italiani, oriundi, cittadinanze facili, troppo facili, fanno giocare tutti stranieri, fino al Como che di italiano ha ormai solo i tifosi, come possiamo pensare che possano emergere dei giocatori validi tra cui poter scegliere come era in passato, nelle tante rivalità ?

E se persino le giovanili sono imbottite di stranieri, togliendo spazio ai giovani italiani unicamente perchè gli stranieri costano poco, come si ricostruisce un movimento calcistico nazionale ?

Non credo che i 58 milioni di commissari tecnici che ci sono in Italia avrebbero convocato giocatori tanto diversi da quelli chiamati da Gattuso e, prima di lui, da Spalletti, perchè non sono i migliori, sono gli unici.

Pensate solo ai portieri.

I nostri erano i migliori in assoluto.

Adesso metà serie A ha portieri stranieri.

E non serve chiedere le dimissioni di Gravina.

Possono dimettersi tutti, ma se non si tornerà a porre dei limiti alla presenza in campo, contemporanea, di più tre stranieri, non si ricostruirà mai nulla.

Ancora una volta, sembra destino, ma è così: l'unione europea fa solo danni.

31 marzo 2026

Basta regalie e poi via le accise dai carburanti

La nuova crisi energetica (di approvvigionamento per colpa degli ayatollah che tengono ancora sotto tiro lo stretto di Hormuz) ripropone il tema di cosa fare per alleviare la sofferenza per le tasche degli Italiani.

La risposta immediata e più semplice è: ridurre le accise, cosa che è stata già fatta dal Governo.

In effetti oggi ho fatto benzina ed il costo (distributore Eni) era di 1,709 al litro, meno, molto meno degli oltre 2 euro dell'epoca in cui il Fenomeno cercava di convincerci che il condizionatore acceso ostacolasse la pace.

Però, effettivamente, le accise sono quel differenziale che condanna noi Italiani a pagare la benzina più di altri popoli.

Allora la soluzione è: abolire totalmente e per sempre le accise.

Ma, obietta Giorgetti, senza le accise si aprirebbe un buco nei conti dello stato.

Ha ragione, ma quante spese assistenzialiste ci sono nel bilancio dello stato che potrebbero compensare l'abolizione delle accise ?

Giorgetti sicuramente lo sa e a me, che non sono un ragioniere, tanto meno dello stato o del Mef, vengono in mente i soldi buttati via per contribuire a realizzare film che, per lo più, non hanno spettatori, sostenere giornali che non vendono abbastanza per andare almeno in pareggio, finanziare spettacoli effimeri, rimborsare (sic !) le organizzazioni che assistono i clandestini che le stesse organizzazioni o altre loro assimilabili ci scaricano quasi quotidianamente (e se una fa beneficenza, deve pagarla di tasca propria, non scaricandone i costi sul prossimo).

Probabilmente sarebbe sufficiente anche solo l'ultima voce per compensare l'abolizione delle accise, ma sicuramente le voci sono molte, da cui attingere per dare respiro e beneficio a tutti gli Italiani, compito principale di un governo.


30 marzo 2026

Destinazione Malebolge

Un Dante Alighieri redivivo, avrebbe un grandissimo imbarazzo nello scegliere chi citare tra le tante fiamme che, oggi più che mai, arderebbero all'Inferno, nelle Malebolge, per aver fornito consigli fraudolenti.

Oggi tocca alla Meloni fare come Ulisse con le Sirene, tapparsi le orecchie per non ascoltare le voci che cercano di indurla in errore, favorendo le manovre di Mattarella che frigge dalla voglia di tornare a dare le carte con governi frutto di congiure di Palazzo.

Purtroppo leggo anche su siti di Centro Destra consigli fraudolenti, come quello di dimissioni per andare ad elezioni anticipate, probabilmente forniti dagli stessi che consigliarono a Salvini di entrare nel governo Draghi con i cattocomunisti e poi votare per la rielezione di Mattarella.

"E lo sventurato rispose" positivamente, passando dal 34% all'attuale 8%.

Siamo ormai ad aprile 2026 e ci sono altri 18 mesi circa di legislatura, iniziata formalmente il 13 ottobre 2022 con la prima riunione delle camere elette il 25 settembre 2022.

Praticamente un 30% di legislatura in cui continuare a realizzare il programma, a prescindere dal referendum sulla giustizia con il quale, peraltro, si è consegnata agli Elettori la scelta di approvare o respingere la realizzazione di uno dei punti del programma che era stato votato.

In 18 mesi non solo si possono completare percorsi come quello del risanamento dei conti pubblici, della gestione oculata dell'immigrazione, della riduzione delle tasse, dell'affermazione di un ruolo di primo piano nel panorama internazionale, ma anche impostare e probabilmente realizzare altri programmi, a partire dalla ripresa con forza di un programma nucleare per renderci più indipendenti sul piano energetico e dal Ponte sullo Stretto, opera che darebbe lustro a qualsiasi Nazione, oltre ad una legge elettorale che garantisca sempre la stabilità di governo che, come abbiamo visto in questi tre anni e mezzo con la Meloni, è un valore aggiunto, una ricchezza per la Nazione e il Popolo Italiano.

Se ci sono (e ci sono, anche se probabilmente i nomi che farei io sarebbero differenti da quelli che farebbe qualche Solone con velleità da stratega) nominativi di ministri e sottosegretari da sostituire, ma non a seguito di avvisi di garanzia o inchieste varie che, anzi, pretenderebbero una totale solidarietà in applicazione della presunzione di innocenza, si sostituiscano, uno alla volta, non subito, ma quando le vicende interne e internazionali avranno fatto superare l'ansia da prestazione di tanti commentatori, anche di Centro Destra e la levantina furbizia di consigliare fraudolentemente il Premier perchè cada in errore.

Si prenda atto che in Italia continuano a prosperare i topi che scappano dalle barche che sembrano affondare per saltare sul carro del presunto futuro vincitore, salvo poi ritornare precipitevolissimevolmente sui propri passi al minimo frusciar di fronde, cosa che, in 18 mesi, potrà accadere più volte ancora.

E, soprattutto, non vi siano preclusioni a Destra, siamo tutti sulla stessa barca e Tajani come Vannacci, Salvini come Lupi e la Meloni, continuino ad applicare il principio per cui a capo della Coalizione ci sarà il leader del partito che prenderà più voti.

Molto meglio di qualsiasi primaria farlocca cui possono partecipare stranieri, minori e persino elettori cattocomunisti.

29 marzo 2026

Let Giorgia Be Giorgia

Nel 1982, con la Presidenza Reagan e la Thatcher Primo Ministro, arrivarono i primi scossoni ai regimi comunisti che avrebbero poi portato, pochi anni dopo, nel 1989, al famoso crollo del muro di Berlino e, a seguire, alla fine del comunismo, come regime, in Europa (purtroppo, se il comunismo è morto in Europa, i comunisti sono ancora vivi e si sono alleati con i pronipotini dell'Inquisizione cattolica).

In occasione dell'ennesima imposizione della forza sul Popolo Polacco, con l'assunzione del potere da parte del Generale Yaruselsky, l'Occidente si organizzo per una sorta di staffetta sotto il titolo: Let Poland Be Poland, lasciamo che la Polonia sia se stessa, cioè Sovrana e Indipendente.

Giorgia Meloni, 49 anni, è Presidente del Consiglio dopo aver vinto, con gli alleati della Lega e di Forza Italia, le elezioni del 2022, al culmine di un percorso che l'ha portata dall'Msi e An, in cui ha guidato l'organizzazione giovanile, in parlamento, al governo come ministro di Berlusconi, a rifondare un partito, Fratelli d'Italia, che ha restituito una casa alla Destra in Italia e, elezione dopo elezione, a passare da percentuali irrisorie e ripescaggi di coalizione (nel 2013) fino a diventare stabilmente il primo partito in Italia.

Il referendum sulla giustizia è il suo primo inciampo e mi fa specie che si siano scatenati, non tanto gli sciacalli cattocomunisti, quanto, a Destra, legioni di aspiranti Richelieu per inondarla di consigli non richiesti.

Non ho apprezzato e continuo a non condividere le dimissioni imposte alla Bartolozzi, alla Santanchè ed a Delmastro, ma apprezzo moltissimo il silenzio della Meloni di questi giorni, le riunioni riservate di cui la stampa riesce a venire a conoscenza senza però, se non inventandoseli, fornire gli argomenti in discussione, ma soprattutto quelle di cui nessuno è a conoscenza perchè consentono una riflessione con quanti non straparlano pubblicamente consigliando questo e quello (pensate solo se la Meloni dovesse ascoltare chi consiglia di tutto e di più), ma rappresentano un personale politico qualificato, coerente e affidabile.

Giornali insospettabili come La Verità sembra che godano nell'accrescere l'ansia da prestazione, sparando titoli, editoriali e commenti che, anche quando sono condivisibili, come l'odierno ennesimo consiglio di non dimettersi per andare ad elezioni anticipate, servono solo come arma di distrazione.

Ecco allora che torna attuale lo slogan di quel lontano 1982, adattato per l'occasione: Let Giorgia Be Giorgia.

Lasciate che la Meloni faccia la Meloni, non è per una sconfitta (ma quante ne hanno subite Churchill, la Thatcher, Andreotti, Berlusconi e tanti altri personaggi che hanno poi lasciato un segno indelebile nella Storia !) che si può arguire il destino di una politica.

Lasciamo che la Meloni analizzi la situazione con quelli di cui si fida e con gli alleati di Governo e poi saprà lei cosa fare.

Diversamente si faccia come Vannacci, si crei un proprio partito, ci si presenti alle elezioni e si agisca in base ai voti che si riceveranno.

28 marzo 2026

Il mondo è sopravvissuto allo sciopero dei giornalisti

Ogni volta che c'è uno sciopero dei giornalisti, vedo, per la strada, facce più sorridenti o, almeno, più rilassate.

Me lo spiego con il fatto che, costretti a cercare di calamitare quanti più lettori/ascoltatori/spettatori possibile, i giornalisti hanno dimenticato la loro funzione essenziale: fornire la notizia pura e semplice, senza caricarla di spiegazioni (che poi sono solo le loro personali ed opinabili opinioni) nè di oscure visioni e presagi millenaristici.

La necessità di "fare audience" spinge a caricare ogni notizia di significati reconditi o apocalittici.

Del resto tutto ciò che uno deve sapere lo viene a sapere da una capillare rete di utenti che, se scoppia una caldaia a Palermo o muore un ex rettore a Bologna, vanno subito ad informarne il colto e l'inclita senza particolari commenti, cioè svolgendo il ruolo abbandonato dai giornalisti.

Se, poi, andiamo nel merito della vertenza, dalla lettura che il mezzo busto "autorizzato dalla redazione" dà del comunicato di sciopero, mi fa capire che i giornalisti vorrebbero essere pagati dagli editori e il quantum non è mai abbastanza, però non vogliono sottostare alla linea che gli editori vorrebbero dal giornale che loro pagano e dai giornalisti che loro stipendiano, rivendicando autonomia e indipendenza "della professione".

Ma non è così che può funzionare.

E come per qualunque attività, se il prodotto attira, vende e si guadagna, ma se il prodotto non piace a quelli cui è destinato, si lavora in perdita e il destino è la chiusura, perchè non deve essere lo stato, cioè tutti noi, a pagare l'incapacità di fornire un prodotto che sia attrattivo.

In fondo ai giornalisti si richiede solo di raccogliere le notizie e fornircele così come sono.

Ad interpretarle, in base alle nostre idee, conoscenze ed esperienze, ci pensiamo da soli. 

Grazie.

 

27 marzo 2026

Forza Italia prepara una badogliata ?

Non ho mai votato Forza Italia alle politiche o amministrative, anche se ho sempre votato Berlusconi Premier e, una o due volte, anche il suo partito alle europee per esprimere la preferenza a suo favore.

Essendo di Destra ho fatto riferimento nelle scelte a quel partito che, di volta in volta, in base alle circostanze, al sistema elettorale, alla tipologia di elezione (politica, europea, amministrativa) fosse all'ordine del giorno.

Così il mio voto, con una lontana parentesi DC (quando bisognava "turarsi il naso" per un traguardo superiore) e, appunto una o due volte a FI per votare Berlusconi, è sempre stato una scelta tra Msi, An, Lega, La Destra, Forza Nuova, Fratelli d'Italia.

Forza Italia, però, è un importante alleato, fondamentale per la Coalizione di Centro Destra che nacque proprio intorno al partito di Berlusconi, senza il quale i comunisti avrebbero dilagato in Italia.

Quindi non provo alcuna ostilità preconcetta verso Forza Italia, soprattutto perchè, dopo l'esperienza del PdL, vi sono rimasti alcuni esponenti dell'Msi e di An, come Gasparri e, se non ricordo male, anche la Bernini.

Mi insospettisce quindi la scelta di sostituire Gasparri quale Presidente dei senatori, con la figlia di Craxi che presumo sia ancora ostinatamente socialista e che, come peraltro è naturale e giusto che sia, difende a spada tratta la memoria di suo padre.

Poichè uno dei miei riferimenti è Andreotti, ancora una volta non posso che ribadire il suo concetto per cui a pensare male si farà anche peccato, ma spesso si indovina.

La sostituzione di Gasparri con la figlia di Craxi (che comunque fu segretario di un Psi che governava a Roma con la Dc e nelle realtà locali con il Pci) non vorrei fosse un segnale di riallineamento a sinistra, ordinato dalla Famiglia Berlusconi che, dopo aver imbottito le sue reti di commentatori di sinistra, adesso spinge Forza Italia tra le braccia del pd, con la scusa di essere partito moderato.

Sono personalmente convinto che buona parte dell'Elettorato di FI veda la sinistra cattocomunista allo stesso modo in cui la vede la maggior parte di Fratelli d'Italia e della Lega e indebolire la Coalizione del Centro Destra scivolando a sinistra assomiglierebbe tanto ad un pedaggio che verrebbe pagato per avere opportunità di altro tipo, magari di tipo industriale.

Ribadisco che considero un grave errore aver costretto alle dimissioni la Santanchè, Delmastro e la Bartolozzi, ma la Meloni ha sicuramente una visione ed un progetto da perseguire e opporvisi sarebbe solo una scelta suicida che favorirebbe i cattocomunisti.

Uno slittamento di Forza Italia, invece, danneggerebbe non solo il Centro Destra, ma proietterebbe l'Italia in un panorama di instabilità e di compromesso, come abbiamo in Francia e Germania, dove vengono fatti conciliare gli inconciliabili unicamente per sbarrare la strada a chi ha una visione della società innovativa, in una riedizione del cln in chiave, ca va sans dire, antifasssissta, senza idee, senza programmi condivisi e, alla fin dei conti senza alcuna utilità per il Popolo e la Nazione Italiana.

Lieto se potrò dire di aver sbagliato a pensare male.

26 marzo 2026

La difficile arte del governo

Giorgia Meloni ha subito la prima sconfitta elettorale dopo un lungo filotto di vittorie elettorali e politiche.

In Danimarca, le elezioni indette dal premier socialista Mette Fredricksen con la convinzione di capitalizzare consenso dopo lo scontro con il Presidente Trump sulla Groenlandia, si sono chiuse con una netta sconfitta dei socialisti, la perdita della precedente risicata maggioranza parlamentare ed una situazione di difficile governabilità a meno di creare una coalizione allargatissima in cui partecipino partiti teoricamente tra loro antagonisti.

In Germania, tutte le elezioni regionali aumentano la necessità di coalizioni allargate tra partiti una volta opposti e con l'unico scopo, come da tempo avviene in Francia, di escludere dal governo il partito di Destra che, comunque, continua a crescere ad ogni elezione.

Il Duce espresse il concetto con una frase icastica: governare l'Italia non è difficile, è inutile.

Purtroppo sembra che sia proprio così.

Siamo bravissimi a distruggere, per cui si trovano sempre delle maggioranze "contro", ma quando si tratta di costruire ci sono troppi che pensano di avere la soluzione in tasca e impediscono la piena realizzazione di un progetto (emblematico il Ponte sullo Stretto).

La Riforma della Giustizia era di semplice buon senso, ma avrebbe tolto ai magistrati quel potere di interdizione che fa tanto comodo ai cattocomunisti quando non sono al governo.

Le glorie passate dell'Italia (e non solo) sono arrivate quando chi comandava poteva realizzare i suoi progetti senza tutti gli ostacoli che vengono frapposti oggi.

E, soprattutto, senza la cacofonia di pareri, opinioni, proposte che vengono propinate da chiunque tramite i nuovi strumenti di comunicazione aperti a tutti (ma sarebbe molto difficile e pericoloso decidere chi possa parlare e chi no).

Oggi governare oltre a sembrare inutile  è diventato anche molto più difficile di una volta, quando un sornione Andreotti, autentico genio della Politica, avercene ancora di Andreotti !, poteva gestire le vicende di una grande Nazione come l'Italia nascondendosi dietro una volontà dichiarata di "galleggiare".

Non condivido la scelta di far dimettere la Santanchè, ma apprezzo il piglio di comando della Meloni e, considerando che è una Politica di razza e che ha sicuramente in mano ed è a conoscenza di ben più elementi di quelli che posseggo io, non esistendo alternative al Centro Destra per avere un Governo che sia dalla parte dell'Italia e non ci svenda a Bruxelles, mi auguro che con la stessa fermezza e autorevolezza la Meloni prosegua nel suo cammino per approvare leggi compatibili con il programma che abbiamo votato nel settembre 2022, anche se poi i distruttori in servizio permanete effettivo proveranno, talvolta riuscendoci con qualche cavillo da Azzeccagarbugli o interpretazioni ideologiche, a vanificarle.


25 marzo 2026

Dimissioni, MAI !

Non sono d'accordo con la scelta di Delmastro e della Bartolozzi di dimettersi e, ancor meno, lo sono con la Meloni che lo chiede alla Santanchè, ottimo Ministro per il Turismo da lei prima riportato ai livelli pre covid e poi favorito ulteriori, significativi incrementi di flussi e quindi di denaro.

L'ho scritto più volte anche nel passato più remoto: la lista dei ministri, un sindaco, un presidente di regione non devono avere il nulla osta dei magistrati.

L'unico giudice legittimo per un politico è il Corpo Elettorale che, se ne condivide l'azione a prescindere dalle sue vicende personali, tornerà a votarlo, se invece non lo ritiene all'altezza del ruolo, lo boccerà alle urne, rimandandolo al suo lavoro.

Dimettersi gratis et amore Dei o chiedere le dimissioni per le indagini ed i rinvii a giudizio estranei al ruolo politico ricoperto, significa genuflettersi davanti ai magistrati e questo sarebbe (è) un grave errore, lo stesso commesso dal 1992 in poi quando la Politica si ritirò lasciando campo libero al giustizialismo.

Tra l'altro dimettersi o chiedere le dimissioni quando un procedimento penale (ripeto: estraneo al ruolo politico e istituzionale ricoperto) è appena agli inizi, significa calpestare un principio di giustizia, libertà e civiltà come è quello della presunzione di innocenza.

Tanto più che in gran parte delle situazioni, sia pur dopo un numero vergognoso di anni, l'imputato viene assolto, ma nessuno paga e, se anche si riuscisse a far pagare il magistrato di turno, nessuno, per quanto paghi, potrebbe mai restituire al malcapitato gli anni e le occasioni perse.

Come accadde al povero Presidente Giovanni Leone, scagionato dopo che, però, era stato costretto alle dimissioni e accantonato come un lebbroso.