L'immediata scarcerazione di tre manifestanti di Torino e la contemporanea insistenza nell'indagine sull'uso delle armi da parte della Polizia a Rogoredo (dove è stato neutralizzato un clandestino che aveva rubato un'arma ad una guardia giurata e con quella aveva sparato ad una Volante) sono gli ultimi episodi di un lunghissimo, sterminato elenco che ci dice perchè il 22 marzo sarà meglio votare "SI'" al referendum confermativo sulla giustizia.
Mi piace peraltro rilevare come il Governo Meloni non chini la testa, come fecero tanti altri prima, sin dall'epoca delle cosiddette "mani pulite", rinforzando le norme che diventano sempre più difficili da "interpretare" contro chi si e ci difende.
Così la prospettiva di rimuovere la foglia di fico dell' "atto dovuto" "per garantire la difesa" di chi usa legittimamente le armi per la difesa propria e altrui, così la normativa sul trattenimento in caserma per un massimo di 12 ore di chi è già stato protagonista di atti violenti e, quindi, conosciuto, lo si vuole controllare prima di manifestazioni di piazza.
Con la ciliegina della facoltà del pubblico ministero di rimetterlo subito in libertà, assumendosi in tal modo la totale responsabilità degli atti che potrebbe commettere.
Manca, purtroppo, la norma che preveda una cauzione da parte degli organizzatori di una manifestazione a copertura degli eventuali danni provocati dai manifestanti.
Ma non è mai troppo tardi per introdurla in modo che i danni causati dalla violenza di pochi siano pagati dalle stesse vittime di quella violenza.
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