Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

18 agosto 2026

Nessuno vuole più in casa propria i clandestini

Appare evidente che, dopo la sbornia di buonismo ignorante e autolesionista, nessuno più voglia a casa propria i clandestini e neppure gli immigrati regolari che delinquono.

Se consideriamo la Spagna, che ha regalato permessi di soggiorno con il retropensiero di vederli sciamare oltre i propri confini (a dimostrazione che il concetto di unione europea esiste solo nei termini di essere europei solo quando si incassa, scaricando sul prossimo gli oneri in una riedizione del vecchio detto di privatizzare i profitti e socializzare le perdite), la Germania che sta rispedendo a casa gli Afghani (e non mi sembra che a Kabul splendano democrazia e rispetto del prossimo) e prova a rimandare a casa nostra i clandestini sbarcati (o fatti sbarcare) in Italia, ma rifiutando di conteggiare i 22.513 clandestini scaricati in Italia dalle ong battenti bandiera tedesca, vediamo come la sospensione di Schengen con la Spagna da parte dell'Italia, ottimamente confermata dopo il 15 agosto, non sia che il minimo sindacale.

Contrariamente agli incontentabili (come in una vecchia pubblicità con Giampiero Albertini) di Futuro Nazionale, sono soddisfatto di quanto fa il Governo Meloni sull'immigrazione.

Mi piacerebbe facesse di più, ma mi rendo conto che con il fiato sul collo di Mattarella e dei magistrati cui non va bene neppure l'avallo europeo per i rimpatri e gli hub in Albania, la Meloni debba muoversi con cautela, per ottenere il pur minimo risultato con il massimo sforzo, nella convinzione che, con il tempo, sempre più Italiani si convincano della necessità di una azione decisa e definitiva per risolvere il problema e, quando avverrà, non ci saranno Mattarella nè magistrati che tengano.

Il dato, comunque, significativo è che anche nell'europa del nord sta facendo breccia la linea Meloni che porterebbe gli stati dell'unione a reagire dopo anni passati a subire, quando non ad applaudire, all'invasione.

La Danimarca, uno dei pochi stati ancora governati da un socialista, si è affiancata all'Italia ed ha raccolto l'adesione di altri 20 stati dei 25 (con Italia e Danimarca, promotori dell'iniziativa, sono 22 su 27) nelle richieste su una politica comune più incisiva e respingente dei clandestini.

Ci si sta rendendo conto che l'invasione è un danno per tutti e vedo con piacere che alcune testate giornalistiche rilanciano il romanzo di Jean Raspail Il Campo dei Santi, la cui lettura è vivamente consigliata, considerando la preveggenza dimostrata dall'autore già nel 1973, ancor prima del famoso discorso, anche questo da rilanciare, del Cardinale Biffi sull'immigrazione del 2000.

Adesso mi aspetto che i governi delle nazioni europee facciano un ulteriore passo nella consapevolezza di dover rastrellare e rimpatriare tutti i clandestini, aggiungendovi i regolari che delinquono.

Il passo per cui, invece di cercare di liberarsi dei clandestini scaricandoli al proprio vicino europeo, li si rimandi, con una politica comune, nella loro nazione di provenienza o di partenza e, nel contempo, si chiudano le frontiere usando quella forza che, almeno sul piano difensivo dei confini, non si dovrebbe avere alcuna remora ad utilizzare.

17 agosto 2026

Ignoranza o propaganda immigrazionista ?

Questa mattina ne Il Resto del Carlino, ho trovato un articolo a firma Leo Turrini che si sdilinquisce per le vittorie di atleti che hanno, come caratteristica, il colore della pelle tendente al nero e gareggiano sotto il Tricolore.

E' l'ultimo di una serie di servizi, interventi, tentativi di far passare un messaggio non corretto e, cioè, il valore dell'immigrazione come risorsa.

Turrini e compagni, però, spero inconsapevolmente (ma per un giornalista la cosa diventerebbe ancora più grave), manifestano un autorazzismo, mostrando una tendenza a fermare le loro analisi al colore della pelle, per motivi di mera propaganda.

Non conosco la storia personale di tutti gli atleti, ma di alcuni viene detto anche in telecronaca e, così, si può dire che quelle medaglie italiane, sono italiane sotto ogni profilo, non sono figlie dell'immigrazione di massa che NON E' una risorsa.

Diaz, infatti, non è italiano per il barbaro ius soli, per essere sbarcato da una ong tedesca, spagnola o francese o per una sanatoria di ingressi clandestini.

Diaz è Italiano perchè gli è stata riconosciuta la qualità di profugo, con ottime ragioni visto che fuggiva dal feroce regime comunista di Cuba e, quindi, gli è stata concessa la cittadinanza italiana con procedura accelerata.

Atto a mio parere giustificato, considerando che la carriera di un atleta è molto breve e non può attendere la burocrazia, soprattutto se uno cerca rifugio dopo essere riuscito a liberarsi dal giogo comunista.

La Curtis e altri (mi vengono in mente la Iapichino e Jacobs) sono invece Italiani a tutti gli effetti per ius sanguinis, come lo sarebbero sempre stati, perchè figli di un genitore italiano.

La loro nazionalità Italiana, perchè tale è, non solo cittadinanza, non deriva dai marchingegni degli immigrazionisti ma discende esattamente dal nostro civile ius sanguinis e non può essere messa in discussione.

Non solo.

Nel caso di Jacobs, se i fautori dell'immigrazione ragionassero un minimo su quello che scrivono, si verificherebbe il paradosso per cui, applicando esclusivamente il barbaro ius soli tanto amato dai cattocomunisti, Jacobs non sarebbe mai Italiano, ma Americano, essendo nato nel Texas.

So che la maggior parte della stampa è allineata al mainstream immigrazionista e per tale motivo è costretta a legare l'asino dove vuole il (suo) padrone facendo marchette immigrazioniste, ma, almeno, eviti di considerarci tutti lobotomizzati pronti a credere a tutto quello che scrive o trasmette (e, a questo punto, è da dare un avviso: non credere mai a quello che scrivono i giornali o dicono per radio e televisione salvo che sia a nostra diretta conoscenza).

16 agosto 2026

Immigrazione e criminalità


Dopo aver appurato che le carceri italiane sono sovraffollate per colpa dei criminali immigrati che ne rappresentano il 35%, a fronte di una popolazione del 9% e senza i quali non si porrebbe il problema della costosa costruzione di nuovi penitenziari, La Verità di ieri ha pubblicato un prospetto che non ha bisogno di commenti.

A fronte del 9% della popolazione residente, gli immigrati rappresentano oltre un terzo e, per certi crimini, addirittura il 50% e più di chi delinque.

In pratica, su certi crimini, furti e rapine, i rappresentanti del 9% della popolazione commettono più reati dei rappresentanti del restante 91% della popolazione.

I cattocomunisti sono abituati ad arrampicarsi sugli specchi per cambiare la Storia e persino i numeri, ma possono farcela solo se trovano chi non sa neppure leggere una tabellina semplice, semplice.

15 agosto 2026

... e all'improvviso la canicola fu un ricordo

Mi ricordo, da sempre, che il 15 di agosto era lo spartiacque tra l'estate torrida e quella piacevole che, da bambino, ci accompagnava gradualmente, come graduali erano i rientri dalle vacanze, al ritorno a scuola.

Una data simbolo, perchè può accadere un po' prima o un po' dopo, ma non ha mai sgarrato, tranne nel 2003 (di un mese, ma quello resta un anno tutto particolare).

Nonostante il terrorismo dei catastrofisti climatici, quest'anno sembra che il Ferragosto rappresenti, con svizzera puntualità, il cambio di passo.

Nella notte mi sono dovuto alzare per accostare o chiudere alcune finestre perchè sentivo una corrente alquanto freddina quando, nelle notti precedenti, non si muoveva una foglia.

Mentre scrivo ho ancora le finestre aperte, anche dove batte il sole, da cui mi riparo solo con una veneziana, quando fino a ieri la parte sud, sud est della casa vedeva già le finestre chiuse.

La temperatura resta gradevolmente stazionaria intorno ai 24 - 26 gradi interni e 25 - 28 esterni.

I "professionisti dell'informazione" dovranno riporre nel cassetto per un anno le terrificanti previsioni sul un futuro da inferno dantesco.

Il soleggiamento è già sensibilmente diminuito (ha cominciato il 21 giugno, piano, piano, zitto, zitto) e credo che ormai si siano "recuperate" due ore e forse più di ombra e fresco.

Eppure i catastrofisti del clima non demordono.

Ho letto un articolo che, indicando nei prossimi giorni un "allentamento" del gran caldo, minaccia però, per il 21 agosto, un ritorno "dell'Inferno", indicando una terrificante temperatura di 32 - 33 gradi.

Orrore !

Ma come si può sopravvivere con 32 - 33 gradi ?

La fortuna di vivere nel XXI secolo è che abbiamo gli strumenti per difenderci dal caldo e dal freddo.

Se è troppo caldo (e ognuno ha il suo grado di "cottura", diverso da persona a persona e insindacabile, che non può cioè essere soggetto a limiti di legge) si accende il condizionatore.

Se è troppo freddo (e vale il discorso di prima sulla sensibilità individuale) si accende il riscaldamento.

L'unica cosa che si richiede a chi ci governa è di fornirci il carburante che dia il miglior e maggior rendimento, al costo più basso, senza imposizioni ideologiche, perchè la prevalenza di un tipo di energia sull'altro la può dare solo il Mercato, in base alle richieste del Popolo, che valuterà proprio rendimento e costo.

La Natura, che non possiamo certo piegare alle nostre paturnie ideologiche, non è mai uguale a se stessa e cambia, anno dopo anno, con effetti sul clima.

L'Uomo è sulla Terra da sei sette milioni di anni (per i puristi preciso che considero i primi ominidi, se volete il sapiens allora sono circa 300mila anni, comunque un periodo molto lungo) e in tutti quegli anni il clima ha girato e rigirato migliaia di volte.

Ghiacci che si sono formati e che si sono ritirati, terre emerse e poi sommerse.

Siamo sopravvissuti e ci siamo evoluti grazie, soprattutto, alla nostra capacità di adattamento e di volgere, a nostro vantaggio, quello che a prima vista sembrava uno svantaggio.

E' la capacità di adattamento che ci ha reso padroni di questa Terra, nonostante fossimo quelli fisicamente più deboli e meno protetti rispetto ad altre specie presenti e concorrenti.

Ed è sfruttando il nostro ingegno e la nostra capacità di adattamento che continueremo a progredire, con qualche battuta di arresto, qualche guerra terribile, qualche catastrofe naturale.

Ma la catastrofe peggiore sarebbe quella di rinunciare ad utilizzare le scoperte del passato, l'energia che negli anni abbiamo affinato con grande rendimento e costi sempre inferiori, per inseguire paturnie ideologiche senza capo nè coda che hanno, come premessa, la rinuncia ai benefici della Civiltà.

Poi, l'Etna erutta per qualche giorno e con la CO2 che sparge nell'aria "inquina" come 100 anni di attività industriale della vecchia Europa, incurante delle teorie dei catastrofisti climatici che sono così presuntuosi da attribuire all'Uomo persino la capacità di modificare la Natura.

14 agosto 2026

Dove rotolerebbe la sinistra senza le truppe togate ?

Ieri Nigel Farage è stato rieletto in Parlamento con oltre il 60% dei voti, nelle elezioni suppletive da lui stesso provocate con le sue dimissioni del luglio scorso.

Le dimissioni erano state da lui decise per testare e attestare il sostegno popolare, anche dopo l'ennesima persecuzione giudiziale cui viene sottoposto un Leader di Destra nel mondo.

Sì, perchè Farage è, tuttora, sotto indagine per un contributo personale ricevuto da un miliardario.

Potendolo, cosa che non è consentita nelle nazioni dell'europa continentale tutte ingessate in procedure barocche per convocare le elezioni, si è sottoposto subito al giudizio degli Elettori e ne è uscito vincitore.

Qualunque cosa decideranno le truppe togate inglesi, sempre in supporto della sinistra.

Il caso inglese non è il solo e non sarà l'ultimo.

In Francia hanno condannato Marine Le Pen per aver utilizzato i contributi europei spettanti in base ai voti ottenuti dal suo partito, per migliore l'organizzazione del partito stesso, cioè per fare politica.

In Germania, ad ogni sondaggio in cui l'Afd viene data in crescita, si invoca l'intervento delle toghe per mettere fuori legge quel partito, il primo partito della Nazione tedesca !

In Italia ... beh, la vicenda Berlusconi credo sia ancora ben impressa in tutti noi, per non parlare delle tante di contorno, tra intercettazioni, chat e teoremi vari.

Allora mi viene da domandare, se, mancando di argomentazioni, la forza della sinistra sta tutta nelle azioni giudiziali e, ciononostante, non riesce a prevalere, quanto meglio staremmo, in Sicurezza e Benessere, se i magistrati tornassero ad occuparsi di furti, rapine e omicidi, contratti, confini e condomini, lasciando che a decidere chi deve governarci fossimo noi Elettori, cioè il giudice naturale, l'unico giudice preposto a promuovere (votandolo e confermandolo)  o bocciare (non votandolo e mandandolo a casa) un politico ?

13 agosto 2026

Quos vult perdere, Iupiter dementat prius (nuovo capitolo)

Solitamente non commento fatti di cronaca nera, perchè ho molti dubbi sulle verità che ne escono, anche se sancite da una sentenza.

La vicenda del conduttore televisivo Ranucci e del suo amico Lavitola, però, mi sembra abbia almeno due dati certi.

Il primo, ammesso dallo stesso avvocato del Lavitola, è che costui si è intestato l'idea di procedere con un finto attentato contro il Ranucci, giustificandolo come un trucco per fargli ottenere un aumento della scorta e quindi di visibilità.

Non è la prima volta che ciò accade, mi sembra che pochi mesi fa un aspirante martire del giornalismo di inchiesta, di provincia, sia stato sgamato per aver lui stesso organizzato minacce contro se stesso. 

Prendendo per buone le affermazioni del legale del Lavitola, dobbiamo quindi prendere atto che, in futuro, prima di ogni commento su fatti analoghi, è meglio aspettare la conclusione delle indagini.

Ma è il secondo aspetto che, a mio avviso, non deve mancare di essere sottolineato.

La reazione agli sviluppi dell'indagine da parte del Ranucci, è stata sorprendentemente la rivelazione di un ego smisurato, una autoreferenzialità messa nero su bianco in un classico post sui social, forse dal sen fuggito, non abbastanza meditato, ingenuo e rivelatore della vera natura del suo autore e comunque espressione di una ubris che gli Dei mai potrebbero tollerare.

Non ho mai guardato la trasmissione di Ranucci, non sono interessato alle costruzioni di teoremi che non posso verificare, che devono essere accettate come un atto di Fede e che si riducono solo ad una mera propaganda di parte, senza contraddittorio cui concedere spazi e tempi uguali.

Non so quindi che razza di appeal possa avere avuto Ranucci (o pensare, lui, di avere) per aspirare a ruoli di guida della Nazione.

In realtà, sentendo le sue dichiarazioni e vedendolo nelle interviste ai telegiornali, mi sembra decisamente privo di ogni caratteristica per ambire addirittura a Palazzo Chigi.

I cattocomunisti, però, sono messi talmente male in arnese che, tra la Schlein e Conte, la Salis (quella di Genova, ovviamente) e Onorato, tra Ruffini e Gabrielli, anche Ranucci può benissimo accomodarsi al tavolo dei pretendenti senza sfigurare (credo farebbe molta più fatica nel Centro Destra).

La sua ultima uscita, però, con la quale ha lasciato intendere di paragonarsi a Falcone e Borsellino, credo sia stata non solo la manifestazione di quella  ubris   che presumo gli faranno pagare i suoi stessi compagni, appena passerà il momento compulsivo del cane di Pavlov che difende sempre e comunque il compagno, ma anche la confessione di limiti che ne fanno non un candidato per Palazzo Chigi, ma nei concorsi per nuovi comici.      

               

12 agosto 2026

Clandestini: dobbiamo recuperare un po' di cattiveria

Nell'epoca in cui tanti si autocelebrano atteggiandosi a santoni buonisti e incoronandosi, idealmente, con l'aureola della santità, continuano le violenze perpetrate, prevalentemente, ad opera di immigrati.

Se, poi, qualcuno reagisse e l'immigrato (spesso anche clandestino, recidivo e con una pluralità di fogli di via) subisce qualche danno, ci sono stuole di avvocati, altrimenti impegnati a mettere assieme il pranzo con la cena, pronti a difenderli, perchè tutti hanno diritto ad una difesa, a spese di tutti noi (che oltre al danno, subiamo la beffa) richiedendo cifre spropositate in risarcimento (beffa al cubo).

Nei rapporti internazionali la Spagna socialista ci imputa di essere la nazione con il maggior numero di arrivi clandestini, omettendo che sono il frutto di undici anni di governi cattocomunisti dei loro compagni da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte.

La Germania, risvegliata dalla poderosa avanzata di Afd, vorrebbe rimandarci i clandestini che sono sciamati per l'europa, grazie ai regolamenti che loro stessi continuano a difendere ma, soprattutto, grazie alle ong che, in gran numero su navi battenti bandiera tedesca, li raccolgono in mare e li scaricano in Italia.

Ora se una nave è territorio della nazione di cui batte bandiera (art. 92 della Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare - UNCLOS - del 1982) i clandestini che vengono raccolti in mare aperto da quella nave hanno, come primo approdo, quella specifica nazione: Germania quando batte bandiera tedesca, Spagna con la bandiera spagnola, Olanda per la bandiera olandese e via discorrendo.

A maggior ragione quando non è casuale che quei clandestini siano raccolti da quella nave che non passava lì per caso, ma ha come scopo specifico quello di raccogliere clandestini, quindi deve avere una organizzazione tale da poterli raccogliere e trasportare nel porto più vicino della nazione di cui la nave batte bandiera, non scaricarli in Italia e tanti saluti a soreta. 

Quindi TUTTI i clandestini impropriamente scaricati in Italia da navi battenti bandiera tedesca, spagnola, francese etc., vanno rispediti in quelle nazioni in quando il primo approdo in europa è avvenuto su territorio di quelle nazioni come è considerata la nave che batte una bandiera di uno stato.

E magari sarebbe bene accompagnarli con una fattura con la quale si chiede il rimborso di tutti i costi ad oggi sostenuti per vitto, alloggio, cure, istruzione, superfluo (telefoni e schede).

L'alternativa, mettendo una pietra sopra sul passato e dichiarando che "chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scordiamoci del passato", è che ognuno si tenga i clandestini che si trova in casa, cercando di rastrellarli ed espellerli, ma, per il futuro, le nazioni europee recuperino un briciolo di quella cattiveria che consentì loro di conquistare e civilizzare tutto il mondo, provvedendo a missioni congiunte per respingere ogni imbarcazione, di ong o di altra natura, che volesse scaricare in europa soggetti senza preventivo permesso di ingresso.

I confini vanno difesi.

Se non bastano le intimazioni di fermarsi, occorre la forza, che abbiamo, ma non abbiamo ancora ritrovato la volontà di usarla.

11 agosto 2026

Dai governi balneari all'ansia da prestazione social

A settanta anni posso ricordare le estati politiche di quando iniziavo ad interessarmi delle vicende della nostra Nazione, non solo quelle calcistiche.

Era tutto più soffuso, nessuno gridava, a volte lo faceva Pajetta in parlamento, ma era come in un paesino quando c'è sempre quello strambo che fa tanto folclore.

L'estate era sacra anche per i politici, che pure, come da tante fotografie sgranate in bianco e nero, andavano al mare in giacca e cravatta.

Da luglio a settembre nessuno doveva turbare la serenità di un'Italia che ricaricava le pile e i telegiornali mandavano in onda servizi sul gran caldo (in effetti, anche oggi ...), su devastanti temporali estivi con grandine (sembra non essere cambiato nulla), sulla canzone tormentone dell'estate di quell'anno (toh, uguale ad oggi).

E anche la politica taceva e quando qualche problema turbava l'ambiente, per non violare la sacralità dell'estate, si chiamava il buon Giovanni Leone per presiedere un governo balneare, che si sarebbe inevitabilmente dimesso con la riaperture delle scuole il primo ottobre, una vota ripartiti i nuovi posti di prima, seconda e terza fila, applicando il Manuale Cencelli, celebrato di recente per la morte del suo inventore.

E qui le cose cambiano con oggi.

Con l'avvento dei social, se non dichiari almeno una volta al giorno, non sei citato, allora non esisti.

E per esistere devi farti notare, perchè la concorrenza è numerosa e nella cacofonia generale il politico di oggi, che non sia uno con il codazzo di "professionisti dell'informazione" pronto a vantare un rapporto privilegiato per aver strappato un monosillabo, deve urlare ogni giorno più forte per essere considerato.

Così si tracima dal buon gusto per non parlare della verità e del buon senso.

Ricordo una Tribuna Politica dell'epoca del bianco e nero, con Giovanni Malagodi, liberale, opposto ad uno di sinistra di cui non ricordo il nome.

Quello di sinistra (evidentemente il vizio ha radici profonde) manipolava dei fatti, tanto che Malagodi, fumantino come era, sbottò con un "Lei mente !", per correggersi subito : "Mi scusi. Lei dice cose non vere.".

Stile d'altri tempi.

Oggi la menzogna è moneta corrente e nessuno la denuncia più perchè tanto, dopo un'ora, ci si accapiglia già su un altro argomento e, comunque, la verità è diventata ideologia, per cui uno crede a quel raccontano dalla sua parte politica e considera mentitori gli altri, a prescindere.

Del resto, l'illustre esempio arriva dalla santificazione di un qualcosa, come la resistenza, che non fu, per dimensioni, contenuti e rilevanza, come ci viene propinato.

10 agosto 2026

Massimiliano Cencelli nel mito o nell'oblio ?

La morte di Massimiliano Cencelli, il codificatore della ripartizione tra correnti e partiti anche delle matite di ufficio, in base ai voti ottenuti, mi porta a qualche riflessione sulla politica.

In teoria dare ad ognuno una quota in base al consenso che riceve sembrerebbe esercizio di democrazia paritaria.

In pratica è affossare un partito, una nazione, con un bilancino in cui mai nessuno potrebbe caratterizzare un governo, intraprendere la costruzione di un progetto ben delineato e coerente, indirizzare una nazione in una strada con una direzione certa.

In compenso, nessuno avrà mai la colpa, perchè avrà sempre l'alibi di aver dovuto sottostare al bilancino, al compromesso causato dalle spinte contrarie di altri partiti.

Il manuale Cencelli è, per me, il simbolo della decadenza di una nazione, dove per la paura di perdere, si rinuncia a combattere e si preferisce accordarsi con il nemico per spartirsi la torta, un po' a tutti e così nessuno rimane a digiuno.

Ma così non si costruirà mai nulla.

Meglio il metodo che avevano adottato Lega e grillini nell'anno della loro collaborazione di governo: un tuo progetto, integrale, in cambio di un mio progetto, integrale.

E' così venuta fuori una cosa buona (il respingimento di molti clandestini) e una pessima (il reddito di cittadinanza), ma entrambi i partiti si assunsero la responsabilità comune, anche se poi si dissociarono reciprocamente.

Ma una nazione non può essere governata nè con il bilancino, nè con lo scambio paritario delle bandierine.

Perchè le banche dichiarano utili straordinari ?

Perchè è finito il tempo della banche pubbliche, i cui dirigenti erano nominati dalla politica ed alla politica rispondevano.

Adesso nelle banche comanda uno e uno solo, che risponde agli azionisti che hanno in mente una sola cosa: incassare sempre maggiori dividendi.

Così se l'uomo solo al comando sa circondarsi di validi collaboratori, macinerà utili e verrà confermato, se, invece, gli utili da distribuire agli azionisti caleranno, allora questi lo sostituiranno senza alcun tentennamento.

In politica gli azionisti siamo noi Elettori, ai quali ci si rivolge con le elezioni.

Ma in Italia non c'è un uomo solo al comando, perchè ci sono troppi contrappesi e contro poteri (che non rispondono agli azionisti/Elettori) che impediscono, anche ad una dal carattere inaspettatamente forte come la Meloni, di dispiegare completamente il suo progetto.

E' la realizzazione del manuale Cencelli su larga scala, una disfatta per la democrazia e, prima ancora, per la nazione e per gli Italiani.

La stessa polemica su Vannacci, tutta interna al Centro Destra con i cattocomunisti spettatori interessati che soffiano sul fuoco e probabilmente manovrano dietro le quinte gli editoriali dei loro megafoni "professionisti dell'informazione", non tiene conto della volontà degli Elettori di Centro Destra.

Una volta c'erano i congressi di partito, dove votavano ed erano eletti, solo gli iscritti di partito, tesserati da un tot periodo di tempo.

Cioè si dava la parola a chi, avendoci messo un contributo economico, piccolo o grande, e la faccia, poteva essere con certezza annoverato tra i sostenitori di quel partito.

Oggi i congressi somigliano ad una convention aziendale, in cui non si dibatte (ricordo certi congressi in cui volavano sedie !) ma si acclama il leader di turno dal quale ci si aspetta quale ritorno.

Manca l'aspetto dello scontro tra idee, progetti, visioni.

Tornando a Vannacci, perchè Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia non chiedono ai loro azionisti/Elettori, se desiderano che Futuro Nazionali entri a far parte della Coalizione, a pieno titolo ed in condizioni paritarie ?

La difficoltà è avere la certezza che chi risponde, come nei sondaggi, sia realmente un azionista di quei partiti, esattamente come nelle primarie farlocche cattocomuniste non si può avere certezza che chi vota sia un cattocomunista.

Allora si torni alle certezze, facendo votare solo chi è iscritto a quel partito da almeno un tot numero di mesi (una vota erano sei, oppure dall'anno solare precedente, oppure un mese prima dalla convocazione del congresso) o, in alternativa, si presenti con la dichiarazione dei redditi per attestare di aver destinato il proprio due per mille a quel partito dal quale chiede di essere interpellato per le scelte fondamentali.

E ci si dimentichi di Cencelli e del suo manuale di distribuzione degli incarichi.

Vuoi vedere che il problema Vannacci sarebbe immediatamente superato ?

09 agosto 2026

Unione europea ? Meglio soli che male accompagnati

Leggo che la Germania di Merz, dopo lo stop del 2022 e l'accordo sul pregresso del 2025, intenderebbe ricominciare a rispedire in Italia i clandestini arrivati durante i governi cattocomunisti, da Monti a Draghi e che erano solo transitati da noi per approdare altrove.

La Francia di Macron, da tempo, senza alcun rispetto per i confini territoriali, non solo respinge i clandestini che dall'Italia vorrebbero attraversare il confine, ma addirittura, se ne cattura sul suo territorio, li riporta con la forza della loro gendarmeria in Italia, a prescindere dal fatto che il loro primo approdo fosse l'Italia o un'altra nazione.

La Spagna di Sanchez è quel che ha dimostrato di essere, sostenendo le scorribande delle ong battenti bandiera spagnola come la Opem Arms che scaricano, in Italia, non in Spagna !, orde di clandestini raccolti appositamente in mare e cercando lo scontro per mettere sotto il tappeto le gravi colpe e le imbarazzanti incapacità del governo socialcomunista di Sanchez.

Poi abbiamo i finlandesi che vorrebbero trattare il prossimo come fu trattata la Grecia, affamando popoli e nazioni; estoni, lettoni e lituani che pensano di dare ordini all'Italia approvando o negando la possibilità di spendere come vogliamo; olandesi invasati di politiche presunte "verdi" ma che sono solo costi senza fine e senza risultati; belgi e altri che vorrebbero per sé i contributi agricoli negandoli agli Italiani e all'intero sud europa; polacchi e svedesi che non vedono l'ora di scatenare una guerra contro la Russia.

L'elenco non finisce mai, perchè ogni nazione, tramite il suo governo, vuole accaparrarsi la fetta più grossa della torta composta dai "contributi", cioè da finanziamenti detti "europei" , ma che sono sempre e soltanto soldi nostri, perchè il "bilancio" europeo è formato dai contributi delle singole nazioni, prelevati dalle tasse dei cittadini.

E ci sono nazioni, come la Spagna, che continuano a percepire più di quello che versano e sono Beneficiari netti, mentre l'Italia versa più di quello che riceve ed è un Contribuente netto.

Possiamo tollerare a lungo che un Sanchez alzi la cresta con noi e, nel contempo, continuare a regalargli soldi ?

Certo che no.

L'unione europea si rivela, sempre, una cagata pazzesca, uno stravolgimento dell'idea, geniale, iniziale, di un mercato economico comune che, lasciando inalterata la Sovranità, politica, militare, legislativa, monetaria, di ogni singola nazione, apra alla libera circolazione delle merci e delle persone, perchè un Mercato Libero rende più ricchi tutti nello scambio di ciò che si produce e ciò di cui si ha bisogno.

Fermo restando che la qualità e il tenore della vita di ogni singola nazione si basa sulla quantità e sulla qualità della produzione di beni e servizi, senza che siano altri Popoli ed altre Nazioni a doversi svenare per innalzare artificialmente il livello di chi produce meno e peggio.

Prima ne prenderemo atto e prima torneremo ad essere quella Europa dei Popoli e delle Nazioni che ha diffuso la Civiltà in tutto il mondo.

08 agosto 2026

La Meloni sarà per Sanchez quel che la Thatcher fu per Galtieri

Come tutti quelli che hanno incarichi superiori alle loro capacità, anche Sanchez, in forte difficoltà, crisi di consenso e circondato dalle inchieste e dalle condanne ai membri del suo partito e della sua famiglia, cerca di indicare al Popolo spagnolo un nemico esterno per stornare l'attenzione dai suoi ... errori (chiamiamoli pure, benevolmente, così).

Non è il primo nella Storia e non sarà l'ultimo.

Non ha mai portato bene.

Emblematiche le vicende di Papadopulos, il colonnello greco che ha capeggiato la giunta militare dal 1967 al 1974, caduto miseramente quando ha cercato di stornare l'attenzione dei greci su Cipro, invadendolo, ma dovendo poi soccombere all'arrivo delle truppe turche nel 1974 che, da allora, controllano direttamente un terzo dell'isola, mentre Papadopulos e gli altri colonnelli furono imprigionati e processati.

Ancora più evidente l'analoga sorte, per aver cercato di imboccare la stessa scappatoia, del Generale Galtieri, argentino, capo di una giunta militare, che per distrarre il popolo dalla miseria e dalle violenze quotidiane, non trovò di meglio che mandare allo sbaraglio le sue truppe per occupare le Isole Falklands, attirandosi la reazione del Regno Unito con la Thatcher che si riprese manu militari le isole provocando anche la caduta della giunta militare e il ripristino della democrazia in Argentina.

Sanchez ha gravi problemi di consenso e di credibilità per la corruzione che emerge quasi quotidianamente.

La Meloni sarà per Sanchez quel che la Thatcher fu per Galtieri.

Giusto un accenno per ricordare, come peraltro già fatto, il passato con la Spagna che si contendeva l'Italia con la Francia, depredandola, grazie al tradimento dei signorotti locali che, pur di non inchinarsi ad un unico re in una Italia unita, tenevano bordone al papa per mantenere divisa, calpesta e derisa la nostra Patria, chiamando e avallando la presenza di truppe straniere, spagnole, francesi e austriache.

Un comportamento che ritroviamo nei cattocomunisti, dalla Schlein a Conte e compagni tutti, schierati dalla parte dello straniero Sanchez unicamente per scelta ideologica, dimenticando che il Benessere e la Sicurezza dell'Italia non conosce divisioni ideologiche: o tutti sicuri, o tutti in pericolo; o tutti stanno bene o tutti soffrono.

Come possiamo ancora parlare di europa unita quando dovremmo avere i Sanchez ed i Macron come alleati, se non addirittura, secondo i fenomeni più esterofili, "concittadini europei" ?

Se devo affiancarmi ai Sanchez ed ai Macron, preferisco avere qualcosa in meno (non so cosa, perchè in Italia abbiamo tutto e meglio che in Francia e in Spagna) ma non dovermi guardare le spalle in ogni momento.

Meglio soli che male accompagnati, come recita un proverbio popolare che, come tutti i proverbi popolari, rappresenta la saggezza millenaria di un Popolo come quello Italiano che non è secondo a nessuno.


07 agosto 2026

Doppia lezione della Meloni ai cattocomunisti

Ieri abbiamo avuto una nuova prova del perchè Giorgia Meloni surclassi la pletora di aspiranti leaders del cattocomunismo.

Dopo una strenua difesa, messo alle strette anche dalle dimissioni di Bignami (di cui sentiremo parlare sempre più spesso, per le sue qualità che ne fanno il vice in pectore della Meloni) dalla Commissione Covid al fine di dimostrare che ci si può dimettere per farsi ascoltare, Giuseppe Conte è stato costretto a presentarsi per difendere il suo operato negli anni del Covid.

Il suo è stato il solito bla ... bla ... bla ... inconcludente, utile solo a fornire un appiglio ai megafoni della carta stampata e del video per far loro dire, ottemperando alla marchetta d'obbligo, che Conte ha "risposto", di cui non vale neppure la pena dar conto, se non di poche affermazioni anche a latere della audizione.

1) una lettera anonima su 100 milioni pagati il 14 aprile 2022: governo Draghi;

2) i dpcm meglio dei decreti legge perchè non devono essere sottoposti al parlamento o al presidente della repubblica: praticamente un avallo alla Meloni ad utilizzarli per snellire le attività di governo.

Soprattutto, però, è da sottolineare il vittimismo di Conte, che ha parlato di un plotone di esecuzione e della Meloni come regista dell'operazione.

La risposta della Meloni è stata mirabile: la verità sugli anni del covid non è un attacco politico, ma un diritto degli Italiani.

Conte annichilito.

Il secondo episodio è relativo alla morte di un cantante di sinistra.

Quando già a sinistra si intonava bella ciao, che quel cantante aveva di recente ripreso, per sfruttare in chiave anti governativa il decesso, la Meloni ha rilasciato una bellissima dichiarazione:

Guccini ha interpretato le inquietudini e gli ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. ‘Cirano’ e ‘Cristoforo Colombo’ sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale. Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto -al di là delle differenze- sarà sempre la mia bussola”.

Una lezione di stile, di profonda sensibilità e che, ancora una volta, distingue la Destra dalla sinistra, becera accozzaglia, chiassosa e unita solo dall'odio antifascista.

Loro vivono incattiviti, sempre arrabbiati (ma avete mai visto sorridere, che so, Bonelli o Magi o compagni vari ?), noi alla ricerca del bello che liberamente apprezziamo o meno, in base esclusivamente ai nostri gusti personali e non ad un comandamento ideologico, anche nelle opere di chi non ci apprezza.



06 agosto 2026

Il Parlamento batte un colpo

Da quanto tempo non si vedeva un parlamento che tirasse fuori gli attributi davanti alle richieste dei magistrati ?

Io non ricordo nulla se non andando con la memoria a prima del 1992, quando, con la cosiddetta tangentopoli, le richieste di autorizzazione a procedere fioccavano e trovavano una via preferenziale, tanto che i quotidiani di allora facevano una classifica che vedeva immancabilmente sul podio Craxi e il segretario amministrativo della dc Citaristi (così, almeno, mi sembra di ricordare che si chiamasse).

Da allora il potere legislativo divenne succube e sottomesso a quello giudiziario.

Epocali gli interrogatori di Forlani che venne descritto con la schiuma agli angoli della bocca, per non parlare dello strabordare di ogni genere di richiesta che il parlamento esaudiva senza batter ciglio.

Un totale rinnegare la funzione stessa del parlamento, della immunità garantita contro ogni assolutismo e della divisione dei poteri.

Anche Berlusconi non riuscì a frenare la tracimazione dei magistrati e, ancora oggi, ne paghiamo le conseguenze (veggasi l'ordinanza di chiusura della area a caldo dell'Ilva che ci costerà miliardi).

Non posso quindi che guardare con piacere al dignitoso diniego della camera a consegnare le chat dell'ex sottosegretario Delmastro, sperando che non si tratti di un fuoco di paglia, ma il primo atto di una ripresa di forza del parlamento, cioè del potere legislativo, eletto dal Popolo, su quello giudiziario, basato solo su un concorso pubblico.

Il relatore Pittalis ha chiaramente spiegato le ragioni del "no" che, a chiunque si sia mai occupato di diritto, appaiono fondate e solide.

Fondamentalmente la ragione è che i magistrati non hanno alcun indizio contro Delmastro e la richiesta delle chat è semplicemente un modo per poter analizzare quello che è stato scritto e trovarvi un appiglio per procedere contro il parlamentare.

Sequenza che non sta in piedi e sarebbe la negazione di ogni processo equo, in cui le prove o, quanto meno, gli indizi, devono preesistere, il famoso fumus che non può e non deve essere solo un sospetto indotto da un teorema ideologico ma fondarsi su qualcosa di concreto, all'azione di accertamenti e approfondimenti.

Un plauso quindi ai parlamentari che non si sono fatti condizionare dalle urla belluine dei cattocomunisti e che hanno quindi rispettato i principi fondamentali di uno stato di diritto e liberale, in cui si devono indagare le persone sulla base almeno di indizi concreti e non andare a ravanare nel loro privato per trovare l'appiglio utile a processarli.

05 agosto 2026

Per un taglio contemporaneo di spese e tasse

Leggo sempre più spesso di commentatori che consigliano la Meloni per applicare tagli a questo o a quello e finanziare questa o quella iniziativa.

Facilissimo parlare, ma il bilancio dello stato è ancora convalescente dopo la cura Conte/superbonus e non ci sono tanti margini di manovra.

Però una azione, simbolica, propedeutica ad una seconda legislatura che, come diceva la Thatcher, sarebbe stata, dopo la legislatura di sistemazione dei conti devastati dai governi di sinistra, quella delle riduzioni delle tasse, è possibile.

Ci sono tante voci che potrebbero rappresentare l'impegno per una più accentuata politica di tagli delle tasse e delle spese.

Bollo auto, canone rai, capital gain sui guadagni di borsa, tobin tax sulle compravendite di borsa, tassa dello 0,2% sui depositi (chiamato imposta di bollo), sono tutte tasse odiose da cancellare e la Meloni ha solo l'imbarazzo della scelta per trovare quella con cui iniziare già in questa legislatura.

Finanziamenti ad associazioni come l'anpi, al cinema, all'editoria, contributi alle associazioni che si occupano dei clandestini, concessione di cure e istruzioni gratis ai clandestini, "paghetta" settimanale ai clandestini, telefono cellulare e scheda pagata ai clandestini, sono alcune delle voci che potrebbero essere tagliate come spese improduttive e quindi compensare a bilancio il taglio di una o più delle tasse precedentemente citate.

Con un duplice beneficio: si riduce, tagliando le spese, l'enorme bilancio dello stato alle voci uscite e si mettono nelle tasche degli italiani (togliendo le tasse) più soldi perchè possiamo affrontare aumenti indipendenti dalla volontà del Governo e dell'intera Nazione, come quelli dei carburanti che dipendono esclusivamente dal fatto che ancora non è stato spazzato via il regime degli ayatollah, anche per colpa dei vili e rinunciatari governi europei, senza dover gravare il bilancio dello stato di ulteriori spese per calmierare i prezzi (politica sempre sbagliata, sin dai tempi dell'Imperatore Diocleziano, che la introdusse).

Se si tornerà a vincere le elezioni, allora si potrà continuare a tagliare tasse e spese nei tempi enei modi compatibili con una sana politica di bilancio.

Se malauguratamente si dovesse perdere, beh, vorrei proprio vedere la Schlein e compagni ripristinare quelle tasse odiose per poter ripristinare le spese a favore del cinema, dei giornali, dei clandestini.



04 agosto 2026

Un tratto di penna non cancella odi, differenze, diffidenze ancestrali

Gli stati nazionali iniziarono a formarsi intorno al 1200, dopo la fine dell'Impero Romano e la divisione dei vari territori in tante piccole parti, che sostanzialmente rispecchiavano antiche divisioni tribali, in cui prevalevano i feudatari che, con la forza e solo con la forza, erano emersi dalla palude.

Quei feudatari si fecero guerre, alleanze, finchè non ne emerse uno che, riunendo popolazioni affini per lingua, etnia e territorio, formarono il primo rudimento di uno stato nazionale sotto un re assoluto.

E continuarono le guerre, tra Spagna e Francia, tra Spagna e le regioni protestanti del decadente impero carolingio, consolidando i territori già conquistati e mettendo radici per la creazione di nazioni sovrane.

A questo processo non partecipò l'Italia dove, purtroppo, risiedevano i papi che, per loro comodo e per poter continuare a detenere anche un potere temporale, hanno sempre manovrato per evitare  che emergesse un principe o uno stato egemone che portasse a compimento la riunificazione dell'Italia.

Il papa era di volta in volta aiutato nella sua opera disgregatrice da questo o quel piccolo nobile, che spesso controllava una sola città e, assieme, a seconda dei propri interessi, chiamavano in aiuto i più potenti eserciti spagnoli, francesi e dell'impero (austriaci e tedeschi) che combattevano le loro guerre sul nostro territorio, depredandolo, per colpa di quei nobili e del papa di turno.

L'indebolimento del papato, l'emergere di una casa regnante più lungimirante, la rivoluzione francese (nonostante le razzie di Napoleone che, confermando la sua natura criminale, ha anche venduto all'Austri la Repubblica di Venezia, unico stato pre rivoluzionario che non fu restaurato dal Congresso di Vienna), portarono quindi alla unificazione dell'Italia, con le Guerre di Indipendenza, che videro i Sardo Piemontesi, poi Italiani, combattere contro gli austriaci, alleati con i francesi, con i prussiani, subendo l'ostilità dei francesi che non volevano si acquisisse Roma.

Così, a fine Ottocento, gli stati nazionali in europa si delinearono per come sono sostanzialmente anche oggi.

Parallelamente, oltre oceano, si formava una nuova nazione, a lungo sotto l'egida della Corona Inglese, poi in modo autonomo.

Era una nazione formata da emigranti dall'europa che andarono in un terreno vergine, praticamente disabitato e con larghi spazi da occupare.

Si scontrarono con una popolazione locale primitiva, rimasta indietro secoli rispetto allo sviluppo della Civiltà e quindi destinata a soccombere come accadde, non senza però aver contribuito, con la sua resistenza, a formare una coscienza unitaria a popoli di etnia inglese, tedesca, italiana, francese, spagnola, che, proprio perchè dovettero fronteggiare un nemico comune, riuscirono a mettere da parte le rispettive ostilità e quindi iniziare una nuova Storia, la Storia degli Stati Uniti d'America.

In europa, invece, gli stati nazionali si combattevano e due forno le guerre che accentuarono i solchi della diffidenza, degli odi e delle differenze.

Falsi vincitori come i francesi, che per due volte sedettero tronfi al tavolo dei vincitori dopo essere stati abbarbicati sulle spalle degli inglesi e degli americani e autentici sconfitti come i tedeschi compresero che una terza guerra ci avrebbe spazzato via dalla Storia e cominciarono i trattati fondati su quelli che potevano essere gli interessi comuni, essenzialmente economici.

E fu una idea geniale: la comunità economica europea.

Avrebbero dovuto fermarsi lì e migliorare l'aspetto della libera circolazione delle persone e delle merci, creando un potente mercato comune, in cui, sfruttando le caratteristiche di ognuno, tutti avremmo potuto guadagnarci, mantenendo nel contempo la nostra piena sovranità.

Hanno invece voluto fare il passo più lungo delle loro gambe e costruito a tavolino una unione europea, alla quale gli stati nazionali hanno ceduto parte della propria sovranità, ma senza quel processo di osmosi tra i popoli che era avvenuto negli Stati Uniti, durante l'epopea, narrata da tanti film, della conquista del West.

Sono quindi rimaste le diffidenze, gli odi, le differenze, di cui la spocchia francese è la punta dell'iceberg, ma che si manifesta anche con la presunzione dei "paesi frugali" di impartire lezioni di vita a nazioni millenarie, come l'Italia, invidiandone il tenore e le modalità di vita, loro che sono spesso grigi e tristi, come il loro tempo atmosferico.

E ci sono i rigurgiti di una mai sopita concezione imperiale che, non a caso, unisce nel modo di comportarsi francesi, tedeschi e spagnoli, uniti dalla convinzione che l'Italia debba essere solo un comprimario, quando non terra di conquista, magari non più armata, ma con le acquisizioni di aziende.

Ecco spiegata l'isteria spagnola dopo la brillante e rapida decisione della Meloni di sospendere Schengen dopo i fatti di Ceuta.

Ed ecco spiegato il perchè l'unione europea è un buco nero che porta solo danni e costi e che prima si abbandonerà per tornare ad un mercato economico, e solo economico, comune, tanto sarà di guadagnato per questa vecchia e stanca terra che si chiama europa e per i suoi popoli, che meritano molto meglio delle Von der Leyen, dei Sanchez e dei Macron.

03 agosto 2026

All'abbordaggio !

Una nostra fregata ha ieri abbordato una petroliera appartenente alla presunta flotta ombra russa, che ha la finalità di aggirare le sanzioni imposte dall'unione europea. 

A parte la considerazione che siamo arrivati dopo Regno Unito e Francia, che non hanno subito alcuna ritorsione, ma che quello potrebbe essere considerato un atto di guerra e se la Russia ne avesse le capacità (che non ha, cosa che smentisce tutta la propaganda sulla minaccia russa che, comicamente, starebbe aspettando il riarmo dell'europa per attaccarci quando, se fosse una minaccia reale, potrebbe farlo adesso che siamo disarmati e con Trump che guarderebbe da un'altra parte) potremmo essere legittimamente bersaglio di uno o più lanci di missili, l'abbordaggio lo vedo in chiave anti immigrazione.

Per quanto ridotta e per quanto aumentati esponenzialmente, nonostante i magistrati, i rimpatri dei clandestini, resta il fatto che continuano a provare ad arrivare.

E noi non siamo così fortunati da avere un lembo di terra attraverso il quale poter rimandare indietro i clandestini, a piedi e senza tanti costi (basta solo un po' di Guardia Civil) come alcuni dicono faccia la Spagna (ma altri dicono che i clandestini stiano già arrivando ad Algesiras, nella Spagna continentale).

Però, evidentemente, abbiamo le capacità di abbordare e dirottare le imbarcazioni sospette.

In Australia, dove da anni hanno stroncato il fenomeno, la locale marina militare abbordava le navi che trasportavano clandestini e le dirottava in isole disabitate, che venivano circondate dalla marina stessa.

L'idea degli hub fuori dal territorio nazionale è antica e se fosse una organizzazione utile al mondo e non solo ai suoi funzionari e dipendenti che percepiscono stipendi principeschi, avrebbe dovuto realizzarli l'onu.

Domani si svolgerà la riunione di urgenza dei ministri degli interni su proposta della Meloni.

Sospendere Schengen solo con la Spagna è un provvedimento momentaneo (come fu, ma quello tardivo a differenza della tempestività della Meloni, il blocco di arrivi dalla Cina quando uscirono i primi casi di covid).

La soluzione organica, in assenza dell'onu, è una serie di accordi tra l'unione europea e gli stati africani che si affacciano sul Mediterraneo e che sono il punto di arrivo di tutti i clandestini in cerca di un passaggio, via terra o via mare, per sciamare a casa nostra, con la costruzione di hub di smistamento in cui portare tutti i clandestini che possono essere agganciati e abbordati, fuori dalle acque territoriali degli stati europei.

Una soluzione ragionevole che, se applicata con rigore, essendo ben pochi quelli che avrebbero il "diritto alla protezione", potrebbe sgonfiare in breve tempo il fenomeno, perchè lancerebbe il messaggio fortissimo che le porte dell'europa, adesso, sono chiuse.

02 agosto 2026

Ci sarà un perchè !

Il nostro Presidente del Consiglio ha proposto, con la omologa danese, una lettera con quale si chiede una riunione urgente dei ministri degli interni, dopo Ceuta, per una azione comune contro l'immigrazione illegale.

La lettere, oltre alle due proponenti, ha raccolto l'adesione di altri 20 capi di stato e di governo dell'unione europea.

Fuori sono rimasti solo in cinque.

La Spagna di Sanchez che è sul banco degli imputati.

La Francia del traballante Macron che puntella il compagno di sventura spagnolo per cercare di dirottare l'attenzione sulla sua disastrosa presidenza.

Il Portogallo vicino di una Spagna sempre ingombrante.

Il Lussemburgo che sicuramente, piccolo come è, non è meta per i clandestini.

L'Irlanda che, quale presidente di turno, non deve prendere posizione dovendo adempiere al suo ruolo di coordinamento semestrale.

I cattocomunisti stanno strillando come ossessi, a difesa del loro sventurato compagno spagnolo, con un corto circuito che sarebbe divertente se i loro elettori lo comprendessero.

Da un lato ululano perchè "restiamo umani", perchè dobbiamo essere solidali con la Spagna, i clandestini devono essere ripartiti  tra tutti.

Dall'altro sventolano i presunti rimpatri massicci "in sole 48 ore" di più clandestini di quelli rispediti a casa dalla Meloni in tre anni.

E' evidente che per i cattocomunisti tutto fa brodo per attaccare la Meloni, tutto e il suo contrario, tanto i loro elettori sono di bocca talmente buona che, come diceva la battuta di un comico del passato, "non capisco, ma mi adeguo".

Quello che non sanno fare è l'interesse dell'Italia e degli Italiani.

"Right or wrong, it's my Country", giusto o sbagliato è la mia Patria.

Questo dovrebbe essere il motto di tutti i partiti, sostenendo l'Italia e il Governo italiano in ogni circostanza (ferma restando il diritto di critica all'interno che non sia strumento di propaganda per i nostri nemici stranieri), perchè ogni vittoria dell'Italia, anche quando si ha torto, porta vantaggi a tutti gli Italiani.

Figuriamoci poi quando, come su Ceuta e la sospensione di Schengen, la Meloni ha ragione da vendere.

Del resto basterebbe che, con un minimo di umiltà, Schlein e compagni riflettessero sulla firma di ben 22 stati su 27 per la proposta della Meloni e della Fredricksen (socialista).

Ci sarà un perchè l'adesione è stata così partecipata da parte di governi di ogni colore.

E il perchè è che la Meloni ha ragione e Sanchez torto.

01 agosto 2026

Ceuta: molto bene la Meloni, molto male i cattocomunisti

Neanche 24 ore per decidere di sospendere Schengen con la Spagna.

Finalmente "di quel securo il fulmine, tenea dietro al baleno".

E' esattamente quello che è mancato nei primi tre anni e mezzo, quando il passo felpato, pur nella giusta direzione come attesta il progressivo consolidamento dei fondamentali economici, creava perplessità anche in chi, come me, è convintamente dalla parte del Centro Destra.

Forse lo stimolo di Futuro Nazionale ha accelerato la Meloni a tornare ad essere la Meloni, con, in più, tutto il peso ed il prestigio internazionale acquisito in questi anni, dimostrato dalla immediata adesione di Finlandia e Danimarca (e altre nazioni che sono seguite) alla sua indicazione per sospendere non gli accordi individuali con la Spagna, ma la Spagna dall'accordo di Schengen.

E questa mobilitazione ha già avuto l'effetto, in barba alla loro corte suprema, di rispedire a casa (remigrazione, rimpatrio, deportazione, la chiamino come vogliono purchè in concreto i clandestini vengano rispediti ai porti di origine) quasi quarantamila invasori.

Quel che disgusta profondamente è il comportamento dei cattocomunisti che non mancano occasione, per dimostrarsi anti Italiani fino nel midollo, schierandosi con la Spagna, come negli anni bui, quando, complice prima di tutto il papato, ogni scusa era buona per impedire l'unificazione dell'Italia, chiamando in proprio soccorso ora gli spagnoli, poi i francesi, gli austriaci, che non si facevano certo pregare per depredare le nostre terre con il beneplacito degli Efialte di turno, dei piccoli principi locali, traditori della Nazione, che hanno nei cattocomunisti di oggi i loro tristi epigoni.

Il tutto riassunto dalla parole di Travaglio, che emblematicamente rappresenta tutti quelli, quando afferma di tifare Alcaraz e non Sinner, sempre contro la Nazionale di calcio e di aver goduto per l'eliminazione dal mondiale.

Parole che si commentano da sole e che dovrebbero essere apposte, a perenne infamia, a corredo dei simboli elettorali dei partiti cattocomunisti.

31 luglio 2026

Ceuta: quando un romanzo diventa realtà

C'era una volta un romanzo, Il Campo dei Santi, scritto da Jean Raspail nei primi Anni Settanta (di cui ho già scritto: 19 febbraio 20217 agosto 2025, 2 settembre 2025)

Narra di una massa di milioni di indiani che partono su enormi barconi alla volta dell'Europa, raccogliendo per strada asiatici e africani.

Nessuno li ferma, nessuno, è scritto esplicitamente nel romanzo con un evidente tono critico, dà l'unico ordine possibile per impedire che arrivino a destinazione: affondare le imbarcazioni.

I governanti sperano che sia la natura a fermarli e, invece, nonostante ingenti perdite, arrivano e sbarcano a milioni, orde che sciamano come cavallette in Francia, distruggendo tutto e uccidendoquelli che incontrano per strada, con i governi e i presidenti che si dimettono incapaci di dare quell'unico ordine che salverebbe la nazione.

Pochi drappelli di militari, al comando di ufficiali che ancora sanno cosa voglia dire senso dell'Onore e della Patria, cercano di resistere, ma vengono sopraffatti dal numero e anche dalla ignavia del governo centrale che, invece di mandare rinforzi, manda gli elicotteri a sparare dall'alto contro chi resiste all'invasione.

Il romanzo si conclude senza speranza per il futuro.

Il medico pietoso ha fatto la piaga purulenta.

Era un romanzo, da ieri comincia ad essere realtà.

A Ceuta, enclave spagnola in Africa, sono arrivati migliaia di africani, a nuoto, superando e aggirando le barriere, senza che la Guardia Civil (ben diversa dai severi ed efficienti Gendarmi che furono con il Caudillo) abbia anche solo tentato di fermarli.

Anche in assenza di specifici, puntuali, appropriati ordini dal governo socialcomunista di Madrid guidato da Sanchez.

L'orda che ha invaso Ceuta, come l'orda che nel romanzo invase la Francia, trova connivenze in preti (nel romanzo un cardinale che istigava e aiutava a preparare le barche per la partenza viene ucciso dagli stessi che voleva aiutare: oggi qualcuno evocherebbe il karma, io, che ho ancora un retaggio classico, parlerei di nemesi), in anime belle, buoniste e woke, con tutto l'armamentario di chi è abituato a vivere alle spalle di chi produce, credendo di poterlo fare all'infinito.

Bene ha fatto la Meloni ha evocare la sospensione di Schengen e ancor meglio farebbe a sospenderla senza tanti indugi.

Persino Tajani ha tirato fuori gli attributi puntando l'indice accusatore contro la scelta di concedere la cittadinanza in Spagna a mezzo milione di clandestini.

E che la Spagna chiami pure il nostro ambasciatore e, se vuole, rompa le relazione diplomatiche, il Governo Italiano deve tutelare gli interessi, il benessere e la sicurezza dell'Italia e degli Italiani.

Se gli spagnoli accettano di farsi governare da Sanchez che apre agli intrusi, devono restare problemi esclusivamente loro.

Ma che cosa deve ancora accadere per cominciare a reagire in modo organico e appropriato ?

Che si avverino le previsioni di altri romanzi come Sottomissione di Houellebecq o la Trilogia della Guerriglia di Laurent Obertone ?


30 luglio 2026

Il riarmo è necessario

Mi sembra che sulla questione "Safe" il Centro Destra si stia incartando sul nulla.

La domanda cui rispondere è: abbiamo una forza militare in grado di difendere la Nazione in caso di attacco da parte di un nemico, ad esempio come l'Iran ?

La risposta è NO !

Abbiamo delle Forze Armate di validi professionisti, ma il cui impiego presuppone una guerra tradizionale, sul terreno, che, semmai, è successiva ad una azione fondata sulle nuove tecnologie.

Probabilmente se un esercito invasore cercasse di occupare l'Italia, le nostre Forze Armate sarebbero in grado di contenerlo, anche se sarebbe opportuno ripristinare il servizio militare obbligatorio per avere una riserva perchè, con una guerra tradizionale, contano anche le quantità.

Ma se fossimo attaccati da missili e droni, come ci insegnano le due guerre in corso in Ucraina e in Medio Oriente, abbiamo le capacità per evitare le immani distruzioni che subiremmo ?

E potremmo a nostra volta rispondere con adeguata efficacia ?

La risposta è sempre NO !

Per questo è giusto aumentare con gradualità il nostro impegno economico sulla difesa, con l'acquisto di armi tradizionali e tecnologicamente avanzate, di difesa e di offesa.

Con quali soldi ? 

Se è vero che i miliardi "offerti" dall'unione europea sono prestiti pelosi da restituire cui vengono applicati tassi variabili, allora ha ragione la Lega: lasciamoli dove sono, ci indebiteremmo per ingrassare la Von der Leyen e compagni.

Se invece fossero come la parte a fondo perduto del Pnrr, sarebbero da prendere subito.

L'alternativa sono titoli di stato, a lunga scadenza messi sul mercato e finalizzati all'ammodernamento delle nostre Forze Armate.

Le emissioni nazionali sono sempre debito, ma in un circolo in cui gli interessi vengono pagati ai possessori dei titoli, privati e aziende spesso italiani, mantenendo il debito all'interno della nostra Nazione.

Mi sembra quindi ovvio che non si debba accedere al fondo Safe, solo per fare un favore, costosissimo, all'unione europea.

29 luglio 2026

Ilva: vediamo se l'Alitalia ha insegnato qualcosa

Lo scrivo subito (oltre ad averlo già fatto in passato: 17 NOV 2019 , 9 GEN 202420 FEB 20244 DIC 2025  ): neanche un centesimo PUBBLICO per l'Ilva !

Se un imprenditore PRIVATO pensa di riuscire a guadagnare mettendoci del suo, si accomodi, ma dalle esauste casse dello stato non deve uscire neanche un centesimo per seguire le paturnie ambientaliste, quelle giudiziarie e quelle sindacali.

Con un decreto, arrivato proprio mentre il Governo stava concludendo la vendita dell'Ilva ad una società indiana, ponendo termine a decenni di sprofondo rosso e di dissanguamento delle casse pubbliche, la corte di appello di Milano ha sparigliato tutti i progetti, rendendo ancora più onerosa l'impresa di chi dovesse acquisire l'Ilva.

La vicenda è nota e si può riassumere in una fabbrica che era una delle maggiori acciaierie d'europa e che, con vari passaggi di proprietà, sembrava aver trovato una nuova vita con la famiglia Riva che, però ne è stata espropriata.

Il punto del contendere sarebbe l'inquinamento prodotto dalle lavorazioni, che avrebbe causato malattie e morti tra i tarantini, soprattutto in un quartiere e che richiederebbe una profonda trasformazione dell'impianto, con costi altissimi, presumibilmente irrecuperabili se non (forse) in un lasso di tempo superiore a qualsiasi ragionevole piano industriale.

Si sono quindi scontrate opposte esigenze, quelle degli ambientalisti che pretendono la purificazione dell'aria e quelle dei sindacati che pretendono la piena occupazione.

E così sono arrivati i magistrati che, incuranti dei costi, hanno detto che bisogna, in novanta giorni, mettere tutto a norma, sennò si chiude.

La cifra stimata per mettere a norma l'Ilva è di una decina di miliardi ... stimata, poi nella realtà, come sempre, sarebbe di gran lunga superiore.

Ma siamo sicuri che poi non ci sarebbero altre paturnie da inseguire ?

In passato abbiamo visto come lo stato si sia indebitato in modo irreversibile e la base dell'indebitamento di oggi è nato tutto dal centrosinistra iniziato nel 1962, con i socialisti in maggioranza e quindi direttamente al governo e con il consociativismo con i comunisti che ha portato a spendere per accontentare le loro pretese, facendo saltare l'equilibrio dei conti pubblici.

Non siamo più riusciti a recuperare.

Emblematico il caso dell'Alitalia, che tutti ricorderanno, la Compagnia aerea di Bandiera, un piccolo gioiello (io stesso nei primi anni Ottanta ho comprato azioni Alitalia, anzi furono le prime azioni che avessi mai comprato e ne ho guadagnato) rovinato da una ambiziosa politica socialista e di remunerazione delle varie categorie che vi hanno lavorato.

Ostinatamente sono stati buttati nella Compagnia miliardi su miliardi, è stata tentata la privatizzazione, fallita per le inesorabili leggi di Mercato che bastonano chi crede di poterle ignorare e lo stato è sempre intervenuto per rifinanziare e tutelare i posti di lavoro, fino all'ingloriosa fine in bocca ai tedeschi.

Analogamente possiamo ricordare i miliardi a fondo perduto buttati nella Fiat, con la conseguenza di socializzare le perdite e privatizzare i profitti.

Quelle esperienze (e non posso mancare di ricordare le "privatizzazioni" di Prodi, tra i costi a seguito di ricavi mancati) dovrebbero aver insegnato a non intervenire, a non buttare sul tavolo della roulette Ilva i soldi degli Italiani.

Una azienda, qualsiasi azienda, anche l'Ilva deve avere la capacità di competere sul Mercato con le proprie forze, per la qualità dei propri prodotti e per la compatibilità degli esercizi finanziari.

Se, poi, intervengono fattori esterni che alterano l'equilibrio delle forze, con le pretese ieri degli ambientalisti, oggi del magistrati, domani dei sindacati, allora è meglio lasciare che siano costoro a gestire l'azienda.

Sempreché ci riescano.

Ma assolutamente senza che un centesimo di denaro pubblico, degli Italiani, venga bruciato in quegli altiforni. 

28 luglio 2026

Superficialità, ideologia e propaganda

Questa mattina ho ascoltato, come al solito, la bella e utile trasmissione di rassegna stampa condotta da Massimo Giraldi.

Ho già descritto come i giornali non offrano più notizie, ma solo propaganda e, per lo stesso evento, si trovano invettive ed esaltazioni a seconda della parte politica sposata dal quotidiano.

Purtroppo in maggioranza sono di sinistra, più o meno estrema e raccontano una storia distorta dalla volontà di screditare il Governo.

In fine trasmissione viene chiamato un "professionista dell'informazione" a commentare alcuni fatti, che dialoga con il conduttore.

Questa mattina c'era una certa Claudia Fusani di una sconosciuta testata di cui non ricordo neppure il nome che, a mio avviso, ha toccato il fondo della faziosità e della superficialità.

Normalmente chi commenta in trasmissione, anche i più sinistri, cercano di darsi un aplomb finto inglese per cercare di accreditarsi una vernice di imparzialità.

Alla signora Fusani non è riuscito neppure questo e, a me, sembra l'unico suo pregio: non essere in grado di nascondere quello che è e che rappresenta.

Due soli esempi.

Sulle devastazioni dei no tav in Val di Susa, piena condanna (e ci mancherebbe altro!) con una sfilza di "però" che ha tenuto a sottolineare (e che mi hanno ricordato le condanne tardive e condizionate con mille giustificazioni del pci nei confronti dei brigasti rossi durante gli Anni di piombo).

"Però", possibile, sostiene la Fusani, che siano arrivati in migliaia dall'estero e nessuno li abbia fermati ?

Riecheggia un altro fenomeno della politica, Bonelli, che sostiene come i violenti siano conosciuti e che è colpa del Governo se non sono stati fermati.

Ma non furono proprio loro ad opporsi al fermo preventivo ?

E cosa avrebbero detto se avessimo sospeso la libera circolazione e se la Polizia avesse effettuato perquisizioni a sorpresa nel campo no tav ?

Quale cagnara la signora Fusani, al seguito dei vari Bonelli, avrebbe fatto se si fosse agito in modo preventivo ?

Non avrebbe ululato alla lesione del diritto a manifestare ?

Il secondo esempio è ancora più illuminante della pochezza di tali commentatori.

Le accise.

Inutile palliativo temporaneo ridurle, sostiene.

Bisogna abolirle, dice la signora Fusani.

E sono d'accordo, ma come compensare quei soldi che si perderebbero e che sono già spesi in bilanci decennali ?

E' possibile toglierli a chi magari li riceve e li considera un "diritto acquisito", come, ad esempio, cinematografari, giornali, associazioni immigrazioniste ?

Anche qui, abolire le accise e tagliare le spese inutili citate solleverebbe ululati ancora più acuti e prolungati da parte della signora Fusani che, con un autentico colpo di genio fianziario, dice che i soldi per compensare quelli che verranno meno ... dovranno essere trovati.

Bellissimo.

Reddito di cittadinanza, banchi a rotelle, superbonus, spese, spese, spese, detrazioni e agevolazioni, altre spese, contributi e spese per l'effimero (ho sentito un paio di giorni fa uno che, senza vergognarsi, ha affermato che una ricerca che ha portato a conoscere il numero degli orsi marsicani nel parco di Abruzzo è stata finanziata dal famigerato pnrr: e noi ci siamo indebitati con Bruxelles per contare gli orsi marsicani ?!?!?), i soldi in qualche modo si troveranno.

Molto comodo.

Apprezzo Massimo Giraldi perchè credo che, con sottile perfidia, ha lasciato la signora Fusani impiccarsi con la stessa corda formata dalle sue parole.

Infatti, a differenza di altre circostanze, non ha dialogato con l'invitata, ma, posto l'argomento (accise, disordini ...) ha lasciato che la sventurata si lanciasse in un assolo senza fine (e senza capo nè coda) mostrando a tutti gli ascoltatori tutta la sua ideologia e propaganda.

27 luglio 2026

La politica (sinistra) che inquina anche lo sport

L'Italia da tre mondiali, dodici anni che diventeranno sedici nel 2030, non partecipa alla fase finale del Campionato del Mondo di Calcio, che pure abbiamo vinto quattro volte (secondi dietro alle cinque del Brasile e davanti alla Germania che pure ne ha quattro ma quota raggiunta dopo di noi).

E' evidente che c'è bisogno di una rivoluzione e, non potendo o volendo assumere l'unica iniziativa che ci consentirebbe di risorgere, ampliando la base dei calciatori, imponendo nel Campionato Nazionale e in Coppa Italia alle squadre di mandare in campo e tenerveli, almeno otto o nove italiani, quando adesso a volte, persino squadre di secondo piano, schierano sin dall'inizio undici stranieri, talvolta bidoni, ma di poco costo, bisogna intanto incidere su organizzazione (cioè il lato dirigenziale) e staff tecnico.

Non so quanto possa rappresentare il necessario nuovo Malagò, che arriva da una dozzina di anni da presidente del Coni ed ha un'età e una attitudine al compromesso affinata in tutto quel periodo, da fargli prediligere il comodo riferimento ai precedenti, senza scossoni, invece della ruspa che occorrerebbe usare in Federazione.

Il primo atto, però, è stato di coraggio con la nomina di Paolo Maldini a Direttore Tecnico affidando a lui ed al suo consigliere Leonardo, il compito di scegliere il nuovo Commissario Tecnico.

Scartati da Maldini i nomi pesanti di ex CT come Mancini (fortunato vincitore di un Campionato europeo) e Conte, per sua stessa ammissione è stato chiesto ad Ancellotti prima, ma è sotto contratto con il Brasile, senza peraltro eccellere e Guardiola poi che ha declinato.

Quindi il prescelto è stato Pirlo, senza alcun pedigree da allenatore, se non la vittoria di una supercoppa e una Coppa Italia con la Juventus, per poi sprofondare negli esoneri, retrocessioni e finire nell'aureo esilio dell'Arabia Saudita o qualche ricco emirato del luogo.

Su Pirlo ho quindi le mie riserve tecniche, mentre avrei gradito Ancellotti, ma non Guardiola perchè è straniero e credo che sulla panchina della Nazionale debba sedere uno dei tanti bravi tecnici italiani.

Non posso però accettare che Calenda (Azione), Berruti (pd), la Picerno (ex pd non so dove andrà a collocarsi), Della Vedova (più europa) per non parlare del solito codacons (ma che cosa c'entrano le associazioni dei consumatori con la scelta del CT della Nazionale ?) contestino Pirlo non sul piano tecnico, bensì perchè ha allenato una squadra di proprietà di un riccone russo ed è testimonial di una società di scommesse russa.

Il tutto nell'ambito di un boicottaggio che nulla ha a che vedere con lo sport e, infatti, poco alla volta, persino il politicizzato Cio sta togliendo i divieti e le sanzioni alle squadre ed atleti russi.

Il comportamento dei suddetti inquina solo lo sport e non credo sia un caso che siano tutti di sinistra, personaggi che non sanno darsi limiti, mandando il prossimo avanti, perchè loro di responsabilità non ne hanno, sanno solo criticare, pontificare, alzare il ditino alla Scalfaro per propinarci qualche sermoncino buonista.

Lo sport deve essere lasciato allo sport e, infatti, il Ministro dello Sport del Governo Meloni, Abodi, ha fatto una osservazione tecnica sulla diffusione della notizia di Guardiola prima di conoscerne la risposta e sui precedenti da allenatore di Pirlo.

Analogamente il Presidente del Senato La Russa, noto appassionato di calcio, purtroppo tifoso dell'Inter, come tanti amici di destra che conosco, ha espresso dubbi di natura tecnica, non sui suoi sponsor, come faceva un altro grandissimo Statista e Uomo di sport come fu Silvio Berlusconi, di sponda milanista.

Anche questa volta si evidenzia la profonda differenza di stile, di sensibilità, di rispetto per la funzione autonoma dello sport (in questo caso) che contraddistingue la Destra, anche quando la sinistra pretende di uniformare alla sua ideologia qualunque aspetto della vita, negando con ciò ogni concetto di Libertà che, evidentemente, gli esponenti di sinistra non conoscono.