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25 giugno 2005

Abele, Caino e la pena di morte

Ogni tanto riaffiora una associazione che già nel nome evidenzia il suo strabismo: Nessuno tocchi Caino.
Naturalmente questa associazione è smaccatamente dalla parte dei criminali e se, quando tratta della situazione della giustizia là dove non v'è alcuna cultura giuridica basata sul contraddittorio e sul principio di innocenza, spesso la sua è difesa di perseguitati politici, quando estende la sua critica ignorando le diverse situazioni in cui si trovano - e si sono trovati da imputati - i rei, allora diventa un autentico cavallo di Troia per la decomposizione della nostra società, perchè nelle dittature il suo messaggio non arriva, mentre viene diffuso esclusivamente nelle democrazie.
Scrivevo: "già nel nome evidenzia il suo strabismo" e la sua ultima (e rinnovata ogni anno) proposta lo dimostra.
Moratoria per la le condanne a morte.
Benissimo.
Ma per par condicio, non ci starebbe anche la richiesta di una analoga moratoria da parte di terroristi, stupratori, pedofili, assassini ?
E non sarebbe stato il caso di indirizzare tale richiesta alle condanne capitali eseguite nei paesi (Cina, Vietnam, Corea, Cuba, Iran) dove non v'è alcuna garanzia di un processo equo, invece di rivolgerla urbi et orbi ?
Ecco che emerge lo strabismo di questo tipo di associazioni.
Tutte protese a confortare Caino e disinteressate nei confronti di Abele, nella più cinica applicazione del proverbio popolare: "chi muore giace e chi vive si dà pace".
Ecco allora che io sto con Castelli, ministro -lui sì - della Giustizia, che domenica scorsa proclamò: "Noi siamo con Abele".
E una vera Giustizia non può prescindere da una pena certa nella durata e proporzionale al crimine commesso.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Gli amici di Caino sono quelli che gridano al diritto umano leso se un ministro invoca la cstrazione chimica, volontaria si badi bene, per i pedoflili e per gli stupratori ma anche quelli che, durante la guerra in Afghanistan, gridavano che nessuno lo taccasse nel caso di cattura di Osma Bin Laden. Non stupisce che simili teorie, unite al buonismo, si siano tradotte nel nostro paese in leggi che permettono, praticamente a tutti i detenuti, di ricevere trattamenti di semilibertà se non di libertà. Questi stupratori di Abele sono gli stessi che poi alzano altissimi lamenti se solo si osa proporre e richiedere la possibilità per i cittadini di potersi difendere usando le armi. Vuoi mai dire che qualche volta Abele riuscisse a darla in xxxx a Caino?.

Anonimo ha detto...

hai ragione quando parli di proporzionalità ed adeguatezza...però..da persona che conosce bene tribunalie carceri (da avvocato...beninteso...) ti dico che paradossalmente in questa fase forse è meglio andarci molto ma molto cauti perchè nell'estate la situazione carceraria potrebbe andare alaln deriva, ed anche la parola tanto odiata "aministia" beninteso, non per tutti,..andrebbe pensata al di là del giustizialismo idiota....
discutiamone.
complimenti per il tuo blog
stefano

Anonimo ha detto...

E' vero che spesso le nostre carceri sono sovraffollate e che almeno la metà degli ospiti sono extracomunitari. Non vedo allora perchè per chi non abbia commesso reati gravissimi, come ad es l'omicidio, non possa essere prevista l'estradizione nel paese d'origine. In Belgio da l'anno scorso lo fanno.

Massimo ha detto...

Grazie per i complimenti, Stefano.
E grazie a te e Lorenza per i commenti.
Le carceri non le conosco.
Da praticante procuratore avrò (sì e no) fatto un paio di difese d'ufficio nei confronti di individui che avrei cacciato ai Piombi ... :-)
Poi ho scelto un tipo di lavoro incompatibile con l'iscrizione all'Albo, sicuramente più tranquillo anche se meno remunerato e a frequentare i Tribunali per esecuzioni e procedure concorsuali.
E, per altro aspetto, cause di lavoro.
Ho una pessima opinione nei confronti di chi viene catapultato ad amministrare la giustizia solo perchè ha vinto un concorso ed agisce senza esperienza, ma, spesso, con grande autostima (sto cercando termini soft ... :-).
In carcere devono starci i condannati, non i detenuti in attesa di giudizio, a meno che non siano stati colti in flagrante e/o non rappresentino un grave pericolo per la sicurezza pubblica.
Grazia, amnistia, indulto, sono residuati di un potere sovrano che, oggi, si riduce solo a prestazioni ideologiche.
Ci credo che le nostre carceri scoppino, ma (a parte soluzioni estreme come il rimpatrio forzoso degli extracomunitari, magari lanciandoli con il paracadute sui loro paesi :-) il problema non credo possa risolversi facendo uscire i criminali dalle carceri, ma costruendo nuove carceri e, nel frattempo, utilizzando caserme abbandonate.
Insomma: sono delinquenti, non dobbiamo mica metterli in hotel a 5 stelle !!!

Anonimo ha detto...

Ahahahaha! non intendevo mica col paracadute, anche se...(magari nel bel mezzo del deserto). Intendevo, ad es, nel caso di reati legati allo spaccio di droga, di furto, la consegna all'autorità del paese di provenienza. Tanto più che nella maggior parte di quelle nazioni questo tipo di reati sono puniti severamente. Non ci vedrei niente di male, probabilmente non avremmo neppure bisogno di costruire nuove carceri (i reati di droga e di furto credo siano tanti in percentuale tra gli extracom) ma non insisto più di tanto, anche se in Belgio hanno deciso così. Credo che in Italia si sia diffusa troppo, anche nelle leggi, la concezione della galera come luogo di redenzione, dimenticando che primariamente dovrebbe esserlo di coercizione.

Anonimo ha detto...

credo che uno dei grandi problemi del nostro sistema carcerario sia quello della presenza, in gran misura, di detenuti in attesa di giudizio (ricordo un dato di alcuni anni fa che li dava in maggioranza sui reclusi) molti dei quali verranno poi riconosciuti innocenti (stessa, datata, fonte circa il 50%)il che vuol dire che un QUARTO delle persone non dovrebbe neanche esserci entrata in carcere.
Altro invece è il problema di a che cosa debba servire il carcere.
IO penso che dovrebbero esserci pene molto più brevi, ma certe e da scontare in carceri, diversi ovviamente daquelli per coloro che attendono il giudizio, molto duri, con obbligo di lavoro, seguiti da un periodo di rieducazione alla società civile (ipotesi peraltro prevista in quelle pene accessorie ormai quasi mai comminate dai nostri magistrati)

Massimo ha detto...

Non posso che sottoscrivere e condividere quel che hanno proposto Lorenza e Corsanico.
Probabilmente non vedremo in tempi brevi questa trasformazione, ma a cominciare dalla Bossi-Fini (che è stata un inversione di tendenza rispetto alla legislazione precedente) per arrivare alla riforma della giustizia (osteggiata proprio perchè, pur non essendo nulla di eclatante, rappresenterebbe in quel settore ciò che è stata la Bossi-Fini per l'immigrazione) in questi anni si sono poste le premesse per cambiare l'approccio nei confronti della criminalità.
E' un processo lungo, anche perchè si deve porre rimedio ai danni causati da almeno 20 anni di lassismo, influenzato dalle tesi sull' "accoglienza" che significavano il dilagare degli illegali e l'aumento esponenziale della criminalità importata.
Reazioni, come quelle di Varese e posizioni nette come quella della Lega, rappresentano sì la punta avanzata della reazione, ma anche un sintomo che qualcosa sta cambiando, in meglio, e mi danno motivo di ottimismo per il futuro.

Anonimo ha detto...

Non capisco. Perchè non si potrebbe espellere immediatamente tutti quelli che arrivano? Sono manifestamente illegali ! Perchè perdere tempo con magistrati e i cavilli degli avvocati pagati persino da noi (!!!) non certo dagli illegali.
Presi, reimbarcati su una nave o un aereo e via, a casa !

Anonimo ha detto...

E a proposito di Caini protetti dai soliti noti, ho letto, postato da Bebe su QN, che siccome adesso nel web ci sono molti blog antislamici i musulmani hanno istituito una squadra di una trentina di avvocati pronti a trascinare tutti in tribunale come "razzisti" e così ci ritroveremo a milioni in galera per aver osato criticarli.

Anonimo ha detto...

Ricordando quell'Aiatollah che disse:"Vi sconfiggeremo con le vostre leggi...e con le pance delle nostre donne".

Massimo ha detto...

Si può leggere delle minacce nel blog (linkato anche a lato) http://unpoliticallycorrect.ilcannocchiale.it gestito da Stefania Atzori, protagonista di una vicenda narrata ne "L'Infedele" e che potrebbe essere paradigmatica per tante persone che hanno accreditato la buona fede dell'islam.
Ma l'aspetto più grave, come giustamente sottolinea Lorenza, è lo sfruttamento di leggi Italiane a cominciare dalla famigerata legge Mancino che è un insulto alla libertà di opinione.