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21 settembre 2011

Secessione e democrazia

Napolitano è di parte, anzi fazioso.
Non sarebbe mai intervenuto a mettere i bastoni fra le ruote di un governo di sinistra così come, sistematicamente, fa contro Berlusconi, pretendendo un esame preventivo dei provvedimenti, chiedendo e cassando norme.
La sua anima faziosa, da vecchio comunista, intristita e inasprita dagli effetti dell’età, emerge anche sulla querelle sulla secessione dove entra in gioco anche la sua origine napoletana.
Bossi cosa chiede ?
Un voto perché i Popoli delle regioni del Nord decidano se conviene loro restare uniti al meridione.
Un voto che è la massima espressione di quella democrazia di cui i comunisti si riempiono sempre la bocca ma, evidentemente, non ne hanno ben chiaro il concetto.
Un voto che sarebbe l’equivalente, con ben maggiori garanzie di regolarità e più ampia partecipazione, dei plebisciti che formalizzarono l’ingresso di varie regioni, come l’Emilia Romagna e la Toscana, nel Regno d’Italia.
Un voto che quindi rappresenta la massima espressione della Sovranità e volontà popolare, cioè la base imprescindibile di qualsiasi stato.
Un voto che altrove (ad esempio in Quebec) non viene negato da chi sa cosa sia la democrazia.
Un voto che deve consentire l’espressione della volontà popolare a livello di regione.
Nulla dovrebbe infatti vietare che Veneto e Lombardia decidano di secedere e il Piemonte di restare unito al resto d’Italia.
Nulla dovrebbe anche vietare uno scatto d’orgoglio dei meridionali per altrettanti referendum nelle regioni del sud che potrebbero a loro volta decidere di secedere, ricostituendo uno stato delle “Due Sicilie”, realizzando così una consensuale e pacifica separazione come avvenne nel 1993 in Cecoslovacchia che, senza spargimenti di sangue e senza apocalittici sermoni portò alla costituzione della Repubblica Ceca e di quella Slovacca.
Il fulcro della democrazia è il voto, è il rispetto della volontà e Sovranità del Popolo.
Cosa chiede Bossi ?
Un voto, massima espressione di democrazia e volontà popolare.
Perché un voto libero e democratico fa così paura ?

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8 commenti:

marshall ha detto...

Cosa potrebbe fare Napolitano se da tempo anche un gruppo di siciliani, raggruppati in un movimnto autonomista, L'altra Sicilia, Sicilia Indipendente, reclama da immemore tempo la propria indipendenza da Roma?

Leggere qua

ulisse ha detto...

La secessione potrebbe anche starci, sei veramente convinto che converebbe al tuo nord, alla tua Emilia?
Ma non riesci a pensare se non in termini diciamo "commerciali"?
Dei morti meridionali nella grande guerra, della forza lavoro meridionale con cui è stata in gran pare costruita la tua Italia, di tutto quello che è stato rubato o dirottato in termini di ricchezza e produttività dal sud al nord...di tutto questo vogliamo parlarne? Oppure è troppo scomodo e antidemocratico?

Massimo ha detto...

Assolutamente sì, converrebbe eccome. Se potessimo investire al Nord le risorse prodotte dal Nord avremmo un tenore di vita e un bilancio svizzero. Poi l'Emilia non ci sarebbe. Qui votano con i paraocchi e resterebbero in una Italia, affondando con essa. Rispetto i morti meridionali nella Grande Guerra che, peraltro, è stata sopportata essenzialmente sui territori del Nord, come rispetto chi emigra per lavorare, sottolineo "per lavorare". Quanto alla solita storia del "rubato" al sud è una manfrina stucchevole in cui ognuno porta esempi che supportano la tesi che vogliono sostenere. Oggi il sud è un buco nero, una palla al piede dell'Italia e se i meridionali per primi non si danno una svegliata, smettendo di lamentarsi quando succede qualcosa, dandosi da fare a casa loro e non pensando di ottenere sempre un posto statale, non facendo le barricate per conservare la festa di San Gennaro come pii e devoti cattolici per poi votare De Magistris al comune, occupandosi di produttività e non di tifare Napoli e vedere il giorno dopo aumentate le assenze dai posti di lavoro, allora non possiamo fare altro che scindere i nostri destini. La secessione farà bene anche ai meridionali, perchè dovranno arrangiarsi con quello che hanno (che è tanto) e non più adagiarsi sui trasferimenti di fondi dal Nord.

ulisse ha detto...

Ognunoha le sue opinioni e le fa girare come più gli aggrada. Hai detto una gran quantità di luoghi comuni sul sud e i suoi abitanti, glissando su alcuni argomenti che ti sono evidentemente ostici e che affondano le loro radici nella nostra storia degli ultimi due secoli.
Separiamoci quindi e ognuno per sè.
Ma prima il nord restituisca i danè che si è fregato con i Savoia al momento delle famose annessioni al nuovo regno di Italia.
Una separazione non si può fare rogliendo il disturbo e basta: ci sono storie, sangue e lavoro che vanno conteggiati. Denigrae è troppo facile. grazie comunque per la risposta.

Viciuos 83 ha detto...

Sì ma Massimo tu mica sei del Nord. Perchè ti scaldi tanto?

Luca

Massimo ha detto...

Ulisse. Luoghi comuni che derivano anche da esperienze dirette e, credo, significative come il servizio militare o l'attività professionale. Se, poi, pensi di poter fare una mera contabilità prima di procedere alla separazione, credo che avresti una dolorosa sopresa, visto che sono cento anni che con questa storia di sviluppare il sud stiamo pompando e bruciando denaro nostro.

Luca, hai un concetto "creativo" della geografia :-)

simo ha detto...

Ciao Massimo, sono di Napoli e vivo al Nord. Produco e pago le tasse in una regione che ha speso ben poco per la mia formazione, i servizi sociali ecc. ma ha il mio denaro sia attaverso le tasse che i miei consumi, e il prodotto dell'azianda per cui lavoro. Sono assolutamente d'accordo con Ulisse; quando due persone si separano ci deve essere un giudice super partes che ne divida equamente i beni. I nativi americani hanno vinto la loro causa dopo 200 anni e gli USA sono stati costretti risarcire il genocidio. 150 anni non sono poi così tanti. Separiamoci pure e chiediamo ad un giudice indipendente di separare i nostri beni. Sarò la prima a firmare il referendum se il Nord accetterà questa condizione, perchè nonostante i luoghi comuni imperino in questo Paese, le prove che la questione meridionale nasce dall'unità d'Italia e che in 150 anni non si è fatto alro che depredare il Sud sono a disposizioni di tutti gli storici, gli economisti ed i sociologi. C'è stata anche una recente pubblicazione della banca d'Italia sull'argomento. Quindi piuttosto che continure ad essere fratellastri d'Italia preferiamo essere Duo Siciliani. Grazie.

Massimo ha detto...

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