Credo nessuno possa dubitare su come la penso in merito all'attacco contro l'Iran: arriva con 47 anni di ritardo.
Voglio invece additare al pubblico biasimo il comportamento e le dichiarazioni di una certa parte politica che, in Italia come in altre nazioni europee, stringe il culetto, schizzinosa e, dopo aver sbrodolato retorica a piene mani su "donna, vita e libertà", intimando (agli altri) di "fare qualcosa", quando Trump "fa qualcosa", strilla contro Trump e non contro gli ayatollah.
Senza illustrarci, però, come si potrebbe abbattere un regime sanguinario, ideologico, dogmatico, con un altro metodo che non sia quello che il Presidente Trump ha deciso di utilizzare.
Sono gli stessi, peraltro, che nel 2011 applaudirono il maramaldeggiare di Obama contro un Gheddafi già disinnescato da Berlusconi, provocando il disastro delle cosiddette "primavere arabe".
Come tutti, anche quelli che si prestano in radio e televisione a straparlare per spiegarci cosa accadrà e perchè è accaduto, non so che indirizzo potrà avere questa guerra, ovviamente auspico che il popolo iraniano sia in grado di riscattarsi approfittando di una occasione irripetibile, per ripristinare una società che, come era avviata prima del 1979, sappia integrarsi nel Terzo Millennio e non resti ancorata al 600 dopo Cristo.
Apprezzo la prudenza di Giorgia Meloni e la sua capacità di tacere, invece di aprire bocca giusto per cambiare aria nella scatola cranica, come fa Macron che sembra essere la caricatura contemporanea del personaggio cantato da Enzo Jannacci: "vengo anch'io ?".
E apro una parentesi per ricordare che la Francia, come ha dato e continua a dare riparo a dei terroristi rossi italiani, così diede riparo a Khomeini, dandogli la possibilità di ordire la sua tela malvagia che ha oppresso l'Iran per 47 anni.
Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che i primi nemici dell'Occidente, della Libertà, della Pace, sono al nostro stesso interno, quelli che dicono di volere la pace, ma perseguono solo il sostegno ai regimi tirannici che si tratti di quello di Maduro in Venezuela o degli ayatollah in Iran.
Il grande merito di Trump è provare a scuotere l'Occidente, dando degli obiettivi che rispolverino la nostra missione civilizzatrice che, come sempre è stato nella Storia, viene veicolata ANCHE, non "solo", ma ANCHE, attraverso interventi bellici spesso distruttivi, ma talvolta imprescindibili.
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