Pur non avendo seguito la vicenda dei cosiddetti "bambini del bosco", sono rimasto allibito dalla decisione dei magistrati del tribunale dei minori che, dopo averli allontanati dal loro ambiente, adesso hanno, persino con l'utilizzo dei Carabinieri (colpevoli solo di "obbedir tacendo"), allontanato dai figli anche la madre e, da quanto ascolto per radio, con la prospettiva di dividere, tra loro, gli stessi bambini.
Se non è un modo per effettuare, più facilmente, un lavaggio del cervello a delle menti ancora tutte da formare, per indirizzarle contro i loro genitori, non so cosa sia.
Bene ha fatto il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a dichiarare la sua sorpresa per un tale atteggiamento, preannunciando un provvedimento che, però, come tutti i provvedimenti sensati del Governo (a cominciare dalla materia dell'immigrazione clandestina), finchè avremo questo ordinamento giudiziario, trova un ostacolo pressochè insormontabile nei magistrati che lo devono applicare e invece lo interpretano, trovando, come sempre in diritto e come riuscirebbe a fare ciascuno di noi che ne avesse il potere di metterla in pratica, la scappatoia per una applicazione finalizzata alle proprie visioni ideologiche.
"I figli non sono dello stato", ha ricordato il Premier e bene ha fatto, perchè sembrerebbe che, invece, ci sia qualcuno che pensi il contrario.
E' un filone nel quale rientrano tutte le snobistiche e supponenti maestrine dalla penna (e non solo) rossa che pretendono di "educare" il prossimo, a parlare, a mangiare e adesso persino a come educare i figli.
E' la stortura più evidente di un sistema in cui lo stato ha infilato i suoi tentacoli ovunque, limitando la libertà individuale e pensando, a torto, di poter regolare tutto, come se fosse una unione europea qualunque.
Ci impongono limiti all'uso del contante, ci impongono il linguaggio con i termini che vogliono loro e mettendo all'indice quelli che a loro non piacciono, vogliono leggi per limitare la nostra libertà di espressione, intaccando la nostra libertà di opinione e adesso vogliono anche che i figli siano educati secondo i loro canoni.
E' ora di dire basta, cominciando con il votare SI' il prossimo 22 e 23 marzo.
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