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04 aprile 2021

E' ora di reagire con i fatti

Si sprecano, oltre agli auguri, i moniti perchè questa sia l'ultima Pasqua di reclusione forzata, con la libertà individuale schiacciata dal Moloch centralista di uno stato tiranno.

L'anno scorso era uguale.

Sacrifici a Pasqua per salvare l'estate.

Poi sacrifici in estate (ricordate le polemiche sulle discoteche?) per salvare il Natale.

Poi sacrifici a Natale (ricordate l'apertura delle piste da sci?) per salvare la Pasqua.

E adesso, di nuovo, sacrifici a Pasqua per salvare l'estate.

Il ciclo, fosse per Speranza e compagni, potrebbe continuare all'infinito se non fosse che, come la peste nel 1300 e nel 1600 e come la Spagnola nel 1918, anche questa pandemia di morbo cinese è destinata naturalmente a spegnersi.

Uno spegnimento che verrà imputato ai vaccini, come una volta lo era alle preghiere. 

Condivido in toto le affermazioni di libertà di Salvini e della Meloni, ma ormai le parole non bastano.

Solo una azione di disobbedienza civile, organizzata e contemporanea in tutta Italia, può distruggere la gabbia nella quale ci siamo andati a mettere senza opporre resistenza alcuna, credendo alle parole di "esperti" e persino a quelle dei Conte e degli Speranza.

Ma perchè l'azione sia contemporanea e organizzata devono farsene carico non piccoli gruppi o singoli individui, ma i due partiti nazionalisti di massa che nei sondaggi sono accreditati del 40%.

Buona Pasqua di Resurrezione.

28 marzo 2021

Il miglior ristoro è la riapertura

Draghi annuncia per metà aprile un ulteriore "scostamento" di bilancio che, tradotto, significa nuovi miliardi di debito da pagare in futuro.

Si parla di venti miliardi per i "ristori".

Sono stati insufficienti i "ristori" di Conte e i 32 miliardi utilizzati da Draghi in marzo, come potranno bastare 20 miliardi se continueranno le chiusure ?

Fino ad ora i debiti sono serviti a tutelare lavoratori senza lavoro, con la cassa integrazione guadagni, più che a fornire carburante alle aziende perchè possano resistere per poi ripartire.

Ma fino a quando potremo consumare senza produrre ?

Fino a quando potranno essere sopportabili le centinaia di miliardi di debito che stiamo facendo, continuando a tenere chiuse le attività ?

E' comodo, per i dipendenti pubblici, strepitare perchè la salute è più importante di tutto, visto che loro continuano a percepire lo stipendio.

Perchè non metterli nelle medesime condizioni dei lavoratori autonomi, professioni, partite iva, con un "ristoro" proporzionale a quello concesso a quei settori al posto dello stipendio ?

Lo stato padrone diventa sempre più padrone se ci mettiamo sdraiati sul divano ad aspettare l'assegno del reddito di cittadinanza o simili.

E' un rischio riaprire ?

Lo si deve correre.

Conte e Draghi non sono stati finora capaci di fornire risposte adeguate.

Non procedono con le vaccinazioni e non riaprono.

L'unica risposta (oltre a mostrare il volto feroce della repressione come con il preannunciato decreto che obbligherebbe alla vaccinazione tutto il personale ospedaliero quando, d'altra parte, ci dicono che anche vaccinati dovremo continuare a portare mascherine e soggiacere alle restrizioni della nostra libertà perchè potremmo ugualmente contagiare: e allora perchè obbligare alla vaccinazione negli ospedali?) è una mancia insufficiente a chi la riceve che è, poi, la parte produttiva della Nazione.

Se dopo Pasqua non si dovesse cominciare a riaprire, a prescindere dai dati sul contagio (sul presupposto che corrispondano alla realtà, cosa che a me, come ai più, non è dato di verificare) lo stato sarebbe avviato al fallimento e, prima di esso, a fallire sarebbe il tanto decantato governo Draghi.

27 marzo 2021

Non credo più alla casualità della dittatura sanitaria

Tra i tanti privilegi della pensione, c'è anche quello di poter ascoltare in diretta le trasmissioni che più interessano, a prescindere dall'orario in cui vengono fissate.

Ieri ho quindi potuto ascoltare, dalle 14 in poi, la conferenza stampa di Mario Draghi.

Breve nota di colore.

Con quella faccia ghignante, gote rosse e labbra lunghe, strette e rosse, mi ha ricordato il Joker, il nemico di Batman, mentre il suo eloquio, con quelle studiate esitazioni ad inizio di ogni frase, mi hanno richiamato alla memoria il grande Giulio Andreotti, di cui Draghi è però un emulo in trentaduesimo.

Detto ciò, che nulla rileva sul contenuto, non ho notato alcuna differenza tra il possente e sopravvalutato Draghi e il signor nessuno di prima.

Conte, a mio parere, è stato sostituito perchè era ormai logoro e rischiava di provocare una sollevazione popolare spontanea.

Così la Spectre ha dato in pasto al Popolo Draghi, che ripete le stesse, identiche scene di Conte.

Non ci sono gli indennizzi, ma solo chiusure, miseria, tristezza, repressione.

E Draghi lo ha anche detto, quando ha preannunciato un prossimo aumento della disoccupazione, come ha detto che ci sarà, dopo il morbo cinese, un riallineamento di tutto, economia inclusa.

Non posso quindi più credere alla casualità della dittatura sanitaria che è utile solo a fiaccare il Popolo, legando ai sussidi del governo chi già (dipendenti pubblici) era mantenuto dal denaro pubblico (che poi è denaro nostro, delle tasse) aggiungendovi il popolo delle partite iva, degli autonomi, dei professionisti, cui viene impedito di lavorare, di guadagnare e, quindi, li obbliga a presentarsi con il cappello in mano davanti ai governanti.

Così la grande consorteria dei finanzieri multimiliardari che pensano di cambiare il mondo con il meticciato, recidendo le Radici dei Popoli e travolgendo i Valori della Tradizione, potrà avere campo libero, senza opposizione, per imporre la sua agenda, quella del GRANDE RESET.

Venendo a noi, Draghi, beffardamente, con il suo ghigno da Joker, ci ha preannunciato un altro mese di confinamento, di stato di emergenza, di coprifuoco.

In sostanza la sospensione della Libertà.

La domanda è cosa ci sta a fare la Lega in quel governo.

L'unica risposta è che se la sua presenza servisse ad impedire la legge contro l'omofobia, lo ius soli, la patrimoniale, le preferenze di genere e il voto ai sedicenni, sarebbe già un successone.

Io mi accontenterei dei primi tre punti, anche se aborro le quote panda e ritengo (affronterò l'argomento in un'altra occasione) che il diritto di voto debba essere concesso ha chi ha la maturità per esprimerlo e chi ne paga, con le tasse, i costi derivanti dalle decisioni dei governi.

15 marzo 2021

Una provocazione da condividere

Claudio Borghi è parlamentare della Lega, esperto in economia e finanza ed ha una attiva partecipazione ai mezzi di comunicazione sociale.

Alcuni mesi fa fece una provocazione che oggi, poichè dopo un anno siamo ancora al confinamento generale, torna di attualità e che voglio proporre:

"Claudio Borghi A.
@borghi_claudio
·
A me basterebbe che se si obbligasse la gente a stare a casa venisse negata la paga a tutti: dipendenti, statali, pensionati. La (giusta) reazione di queste categorie aiuterebbe assai i fan delle chiusure totali a prendere decisioni migliori sulle compensazioni per gli autonomi"

Accade infatti che il governo (a questo punto che sia Conte o Draghi vediamo che non c'è differenza) decide di sopprimere il diritto al lavoro ad autonomi, professionisti, artigiani, obbligandoli a tenere chiuse le loro attività, a restare a casa.

Obbligati a restare a casa siamo anche noi, dipendenti pubblici e privati, pensionati ed esodati.

Qual è però la differenza ?

Noi continuiamo a percepire il nostro stipendio/assegno/pensione in cifra piena, che si lavori o meno, i primi invece vedono azzerato ogni reddito.

Ma tutti dobbiamo mangiare, pagare le utenze, vestirci.

Ma, dirà qualcuno, ci sono i "ristori".

Che arrivano, quando arrivano, con mesi di ritardo e in percentuale minimale sul reddito da lavoro che sarebbe stato prodotto.

Allora Borghi provoca: azzeriamo tutto, sia il reddito delle partite iva (perchè impediamo loro di lavorare) che gli assegni/pensioni/stipendi.

Aggiungo io: e diamo a tutti un "ristoro" di egual importo.

Scommettiamo che tutti i #restateacasa, diventeranno dei #vogliamoandarealavorare ?



09 marzo 2021

Dopo la pandemia ci scopriremo peggiori

La stampa di regime (quotidiani, radio e telegiornali) cerca di preparare il terreno ad una nuova ondata di soprusi e di abusi che limiteranno la nostra Libertà.

Confinamenti protratti per due, tre settimane con la scusa di vaccinare meglio, zone arancioni estese e libertà alle varie Stasi regionali di imporre ulteriori inasprimenti, divieti di circolare liberamente tra regioni, comuni e persino all'interno del proprio comune, fino alla vergogna di un anticipo del coprifuoco, provvedimento che nessun governo avrebbe mai dovuto assumere e nessun Popolo Libero avrebbe mai dovuto accettare se non in tempo di guerra.

E che dire di quegli autentici spioni che, anche istigati dall'approvazione di giornalisti che moralmente sono evidentemente al loro stesso livello, si trasformano in delatori se sentono rumori dai vicini che potrebbero indicare una "festa" in corso, o stanno ore alla finestra per individuare chi esce senza indossare la museruola e si precipitano a telefonare a Polizia e Carabinieri, costretti ad intervenire per reprimere la libertà individuale, invece di dare la caccia a ladri, rapinatori e clandestini ?

Un anno fa, la retorica del balcone e dell' "andrà tutto bene", fece spargere litri di inchiostro per dire che, usciti dalla pandemia, saremmo stati tutti migliori.

Invece siamo peggiori.

Qualcuno non tollera che altri, a sua differenza, reclamino la propria Libertà e non tollera soprattutto che qualcun altro si possa divertire ed ecco il fenomeno disgustoso, ripugnante, da contrastare non da esaltare, dei delatori, vicini di casa che è meglio perdere che trovare.

Quando finirà, perchè comunque, come tutte le epidemie, come è sempre stato, anche questa finirà, anche se non dovessimo alzare un dito per mascherine, distanziamenti, confinamenti o vaccini, saremo peggiori, incattiviti, rancorosi e vendicativi.

E la colpa sarà essenzialmente di una narrazione che, complice la stampa serva, ha esaltato quanto di peggio possa esistere nell'animo umano: la soppressione della Libertà altrui.

26 ottobre 2020

Proteste legittime

I cattocomunisti sono insorti contro i manifestanti che venerdì e sabato sera, a Napoli e Roma, hanno contestato il confinamento a casa preteso da De Luca e Zingaretti.

Come complemento sono arrivati anche alcuni esponenti del Centro Destra che hanno condannato le aggressioni a Polizia e Carabinieri.

Purtroppo, al di là del folklore di attribuire a camorra e criminalità, oltre che ai soliti "fascisti", la responsabilità degli scontri, c'è un dato immodificabile e che fu oggetto anche di un'aspra critica (alla sinistra) negli anni sessanta-settanta da parte di Pasolini.

Pasolini, certamente non omologabile alla destra politica e sociale, rilevò come la sinistra aggrediva le Forze dell'Ordine, cioè altri figli del Popolo che, in funzione dei loro doveri, erano nelle piazze per far rispettare le direttive del governo.

Non c'è alternativa, a meno di pensare che De Luca e Zingaretti, magari con Conte, Speranza, la Azzolina e la De Micheli, si presentino nelle piazze per imporre i loro diktat di persona (magari !).

Da sempre il potere ha utilizzato i figli del Popolo per opprimere il Popolo stesso.

E da sempre chi si rivoltava colpiva per primi quei figli del Popolo che tutelavano gli interessi del potere.

La protesta contro il confinamento era ed è legittima.

La soluzione sarebbe quella di controllare unicamente che non si verifichino devastazioni e danneggiamenti, ma consentire a chi protesta di svolgere le manifestazioni in piena libertà di espressione e di circolazione.

Ma è proprio quello di cui il potere ha paura.