Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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15 maggio 2026

Ogni tanto rispuntano

Ieri è rispuntato, da un passato che mi auguravo sepolto, Mario Draghi, quello che ci chiedeva se preferivamo il condizionatore o la pace, lo stesso che profetizzava la morte per chi non si fosse "vaccinato" e per chi lo avesse frequentato.

Dopo una vita passata ad ammonire il prossimo, dicendo a destra ed a manca quello che si doveva fare, nel 2021, a febbraio, ebbe l'occasione di dimostrare il suo valore, realizzando e non solo chiacchierando.

Fallì, come prima di lui fallì un altro fustigatore delle presunte inefficienze altrui, messo alla prova nel 2011, Mario Monti.

I dati economici del Governo Meloni, tutti ampiamente migliorativi rispetto ai precedenti governi Conte e Draghi, dallo spread all'inflazione, dal rapporto debito/pil all'occupazione e l'elenco continua, dimostrano come non sia sufficiente fare delle chiacchiere se poi, al dunque, non si è in grado di realizzare neppure quel che si teorizza ad una conferenza o scrivendo un editoriale.

A maggior ragione è un fallimento quando il Fenomeno di turno viene messo nelle condizioni di avere una maggioranza bulgara in parlamento (l'unica opposizione che ebbe Draghi fu l'allora piccolo partito di Fratelli d'Italia, per tale motivo premiato al voto e divenuto il partito di maggioranza relativa) con la quale avrebbe potuto fare tutto, cominciando con il non lasciare in eredità il mostruoso debito fiscale ricevuto da Conte con il superbonus.

Ma non riuscì neppure in quello, tutto accollato al governo successivo.

Perchè, allora, dovremmo ascoltare con reverente attenzione quello che dice sull'europa ?

Soprattutto quando parla di "noi" includendo nello stesso calderone NOI Italiani con gli altri, francesi, tedeschi belgi etc.

Ma noi chi ?

Quando mai i nostri interessi sono comuni con quelli di francesi, tedeschi etc ?

Alcuni elementi possono essere in comune, ad esempio su certe coltivazioni tra gli stati mediterranei, ma certo non con quelli del nord europa, ma per lo più ognuno tira l'acqua e deve tirare l'acqua al suo mulino, anche se dovesse penalizzare il proprio socio nell'unione europea.

Che è poi quello che hanno fatto tutti, chi più chi meno, fino ad oggi e continueranno a fare in futuro, tranne forse noi Italiani che, non ricordo chi lo disse, andiamo in europa da europei, quando francesi, tedeschi etc, ci vanno da francesi, da tedeschi etc.

L'Italia senza l'unione europea sarebbe più ricca e più libera, anche di tradurre nei fatti, velocemente, fruttuosi accordi bilaterali che, oggi, sono impediti dalla burocrazia di Bruxelles e da tutti i lacci e lacciuoli con i quali ci siamo progressivamente lasciti legare.

Forse, però, è utile ascoltare quelli come Draghi, responsabili di tutti gli errori degli anni passati, per fare esattamente il contrario di quello che continuano a predicare.

10 settembre 2024

Ma perchè dovremmo credere a Draghi e sborsare 800 miliardi all'anno ?

Quattrocento pagine di parole per dire che con 800 miliardi di euro (no, dico, 800 miliardi, praticamente l'intera spesa annua dello stato italiano !) e non una tantum, ma ogni anno, si salva l'unione europea che è in crisi, produce e cresce meno di Stati Uniti e Cina e non ha alcuna spinta innovativa. 

A parte la considerazione che non so a quanti di noi interessi salvare l'unione europea, soprattutto se dobbiamo metterci i nostri risparmi, qualcuno può ancora fidarsi di Draghi ?

Draghi ha scritto 400 pagine per dirci che così non va, che dobbiamo reagire, che dobbiamo cambiare.

Ma lui dov'era mentre le cose andavano a rotoli ?

Già nei lontani anni ottanta era tra gli Andreatta boys (Beniamino Andreatta, noto per essere una delle due comari in lite nel centro sinistra della prima repubblica), per poi volare in un incarico dirigenziale presso la Banca Mondiale.

Assume un incarico da funzionario (direttore generale) al Ministero del Tesoro e quindi ricopre svariati incarichi in organismi finanziari internazionali e banche d'affari.

La parte succosa, però, inizia con la nomina nel 2006 a Governatore della Banca d'Italia, incarico che lascia per diventare Presidente della BCE nel 2011, carica che conserverà fino al 2019 e nella quale si è distinto per l'affermazione che avrebbe fatto qualunque cosa necessaria per salvare l'euro (come ben sanno i Greci).

Nel 2021 diventa presidente del consiglio e di lui si ricordano affermazioni apodittiche, poi smentite dalla realtà, per le quali "non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire", oppure l'alternativa tra il condizionatore e la pace, così non abbiamo avuto nè il gas a buon prezzo, nè la pace.

Ricordiamo il green pass che espulse dal lavoro quanti non si fecero iniettare il siero, segregati da leggi repressive.

E ricordiamo l'acquisto compulsivo di gas ai prezzi massimi, con grave esborso delle finanze pubbliche.

Draghi, con tutta la sua prosopopea, non cancellò il reddito di cittadinanza e non pose fine al dissanguamento delle nostre finanze derivato dal 110% di Conte.

Se ne andò dopo essere rimasto con il cerino in mano, surclassato da Mattarella nella tattica per la elezione alla presidenza della repubblica e sempre candidato perdente a incarichi di vario genere, quali Segretario Generale Nato (ci andrà un olandese, Rutte) o presidente della commissione europea (riconfermata la tedesca Von der Leyen).

Si può ben dire che Draghi, almeno negli ultimi venti anni, è stato un protagonista della decadenza dell'Europa nel suo complesso e, allora, quale affidabilità danno le sue ricette ?

Che, poi, si riducono a: 800 miliardi all'anno di indebitamento maggiore da disperdere per armi e per la bufala di moda della transizione ecologica.

In pratica, il perpetuarsi di spese, costi, elargizioni, che impoveriscono i cittadini (di tutti gli stati) e gonfiano i portafogli di burocrati e avventurieri della finanza.

Affidarsi a Draghi sarebbe come se l'Italia, esclusa per due volte dai mondiali di calcio, dopo le dimissioni di Mancini avesse rimesso in sella Ventura.

Eppure le sue 400 pagine di parole sono state accolte dall'applauso incontinente di giornalisti, politici e professori universitari.

Non mi fido di Draghi e delle sue proposte.

Non sono interessato all'unione europea, ma al Benessere e alla Sicurezza delle persone e non è Draghi che ce le può garantire.

Anche perchè, tra le 400 pagine, c'è una richiesta che ci renderebbe schiavi: la fine dell'unanimità, quindi del diritto di veto, nelle decisioni dell'unione europea.

Sarebbe una sottomissione che mi fa sperare ancora di più che, per una volta, una sola volta nella vita !, si realizzi una previsione di Draghi.

Poichè sono convinto che, dopo avergliele profumatamente pagate, quelle 400 pagine resteranno nel cassetto, spero che sia nel giusto, quando dice che l'unione europea, così come è, è destinata a morire. 


17 aprile 2024

Draghi ? Chi l'ha provato lo boccia

Ho sempre avuto la convinzione che all'estero non conoscessero nulla di noi, se non gli stereotipi "spaghetti e mandolino" o quelli velenosi come la copertina degli anni ottanta di un settimanale tedesco "P38 e spaghetti".

Tedeschi che, poi, venivano in Italia e pranzavano alle cinque del pomeriggio con spaghetti conditi in insalata e bevendoci assieme un cappuccino.

Ma i tedeschi non hanno mai saputo godersi la vita e, infatti, i francesi, che la sono sempre goduta alle spalle degli altri Popoli europei (non si possono dimenticare le razzie predatorie di Napoleone ovunque portasse la sua armata), odiano gli Italiani e cercano continuamente di farci lo sgambetto perchè ci temono, soffrono la nostra Storia al punto da essersi inventati un fumetto, Asterix, che la manipolasse e facesse emergere un' inesistente rivincita dei loro antenati galli sui nostri Romani, soffrono la nostra cucina al punto da inventarsi semafori e indici di nocività che, guarda caso, colpiscono i nostri principali prodotti, soffrono la nostra fantasia nella moda, nelle invenzioni, nella cultura.

Non possiamo quindi meravigliarci se tedeschi e francesi  cercano di fregare nuovamente l'Italia proponendo Draghi al posto di una impresentabile Von der Leyen.

Nonostante Ursula abbia eseguito il compitino a lei assegnato di fedele esecutrice delle direttive di Berlino e Parigi, ormai è bruciata per aver fatto da parafulmine a troppe castronerie europee, dalla campagna vaccinale alla guerra contro la Russia a colpi di sanzioni boomerang.

Ma Draghi, no.

Non va bene in generale perchè, come abbiamo constatato in Italia, non esita a raccontare favole (se uno non si vaccina, contagia e viene contagiato, muore e fa morire ... preferite il condizionatore o la pace) per affermare una linea dettata dalle consorterie finanziarie.

Del resto Draghi non ha problemi per giungere a fine mese, quindi può benissimo chiedere sacrifici, facendo finta di sopportarne anche lui.

Ma Draghi non andrebbe bene neppure come commissario italiano, come forse vorrebbero che fosse considerato, perchè non risponderebbe al Governo Meloni, ma ad un disegno che vede l'Italia come pollo da spennare.

L'Italia in Europa dovrà inviare un commissario che dipenda, senza se e senza ma, dal Governo di Roma e soprattutto faccia gli interessi dell'Italia e non li annacqui all'interno di un maliteso senso di unione europea perchè, come spesso viene detto, un tedesco va in Europa da tedesco, un francese da francese e solo un italiano ricopre incarichi in Europa considerandosi europeo.

E' ora di finirla con nomine di soggetti che, poi, credono di essere prescelti dal Signore e non agenti dell'interesse nazionale italiano, nominati in quel ruolo da una Maggioranza che deve rispondere al Popolo Italiano.

Per la Meloni sarà difficilissimo dire di no a Draghi, ma se vorrà interpretare correttamente il mandato dei suoi Elettori non potrà essere parte di una maggioranza che riproduca quella disastrosa che vide in Italia Draghi guidare un governo con i cattocomunisti e quindi rieleggere Mattarella al Quirinale.

Draghi lo abbiamo già provato e la bocciatura di chi lo ha subito sulla propria pelle è nel risultato delle elezioni del 25 settembre 2022, quando tutti i partiti che sostennero Draghi hanno perso voti e seggi, compresi quelli che erano nella Coalizione di Centro Destra, vincente grazie al successo di Fratelli d'Italia perchè unico partito di opposizione a Draghi.

Sostenere Draghi, per la Meloni, significherebbe rischiare concretamente la stessa debacle che ha subito la Lega e per noi significherebbe la riduzione allo stato di sudditi nel nome di un qualcosa che non ci appartiene e che non persegue il nostro interesse.

09 dicembre 2023

Draghi? Perfetto per questa Europa di nani e ballerine

Se non è una delle solite panzane che la stampa che rappresenta l'intellighenzia (molto modesta) cattocomunista propina a chi ancora la segue, Germania e Francia, Scholz e Macron, vorrebbero Draghi al posto di Ursula Von der Leyen da dirottare come segretario Nato.

La Von der Leyen è un disastro, ma almeno è espressione del partito popolare che, pur complice di socialisti e verdi, sembra comunque possa avere qualche possibilità di redenzione.

Draghi sarebbe un disastro (e noi Italiani conosciamo bene le sue fantasie sul vaccino che protegge dal contagio e dal contagiare o sulla rinuncia al condizionatore e al riscaldamento in cambio della pace) con l'aggiunta di non avere una casa politica, di non avere una base elettorale e, quindi, di assumere l'incarico con la presunzione di esservi chiamato da Dio.

Indubbiamente se fosse vera la ricostruzione della stampa cattocomunista, la Meloni e il Governo Italiano si troverebbero in difficoltà nell'osteggiare tale nomina, ma non tutti gli Italiani fanno gli interessi dell'Italia.

In particolare qualcuno, non ricordo chi, probabilmente Andreotti perchè sarebbe nelle sue corde, disse che un tedesco assumeva un incarico in Europa da tedesco, un francese da francese, ma un italiano lo assumeva da europeo, intendendo con ciò che mentre tedeschi e francesi restavano tedeschi e francesi e promuovevano gli interessi tedeschi e francesi, gli italiani si spogliavano del Tricolore per indossare la bandierina blu con le stelle gialle, mostrandosi più europeisti dell'Europa, andando contro l'interesse nazionale italiano, beandosi degli applausi della stampa internazionale al soldo della consorteria finanziaria e affaristica.

Se devo pensare ad un commissario italiano che abbia fatto l'interesse dell'Italia, a me viene in mente solo Filippo Maria Pandolfi che a fine anni ottanta, inizio novanta, difese strenuamente la politica degli agricoltori italiani.

Con il Governo Meloni, invece, avremmo la possibilità di nominare commissario un politico italiano (possibilmente anti europeista) con lo specifico incarico di mettere i bastoni fra le ruote a tutti i provvedimenti contrari all'interesse nazionale, esattamente come fanno tutti gli altri commissari a favore delle rispettive nazioni.

E quel commissario non sarebbe Draghi che, nella sua convinzione di esser chiamato da Dio perchè non appartiene a nessuna famiglia politica, farebbe quello che hanno sempre fatto tutti i commissari italiani: si spoglierebbe del Tricolore per indossare la bandierina blu a stelle gialle.

Ma per una cosa Draghi sarebbe perfetto quale presidente della commissione europea: incarnerebbe perfettamente questa Europa di nani e ballerine, di burocrati e invasati verdi, di ragionieri e affaristi.

Una Europa sempre più suddita e sottomessa alle più strampalate teorie woke, omosessuali, femministe, ecoambientaliste, immigrazioniste.

Cioè l'Europa che rinnega ed ha paura del suo glorioso passato, della sua Storia millenaria e che si genuflette davanti a chi alza la voce, a chi chiede le nostre scuse quando dovrebbe solo ringraziarci per averlo sollevato rapidamente dall'era delle caverne.

Draghi ne sarebbe la perfetta incarnazione e rappresentanza.

08 giugno 2023

Le solite parole boomerang di Draghi

Dopo un lungo silenzio e dopo le esternazioni degli altri vecchi burocrati dei poteri forti, non poteva mancare la zeppola di Draghi che ha dovuto battere un colpo visto che siamo vicino a nomine succulente negli organismi internazionali dove viene imposto il nome più gradito non ai governi eletti dai popoli e dalle nazioni, ma alle consorterie finanziarie e affaristiche mondiali.

Così Draghi, invece di godersi la pensione di cui gode che si somma al patrimonio che avrà accumulato negli anni, è costretto a fare la sua marchetta per dire "ci sono anch'io".

Autocelebrandosi al di sopra dei vari Monti e Prodi, de minimis non curat praetor, non ha unito la sua voce al coro dei richiedenti l'approvazione del Mes (utile solo a pagare con i nostri soldi i debiti delle banche tedesche) ma, nell'ambito di un discorso sui massimi sistemi, ha nuovamente ripreso il tema della guerra ormai infinita contro la Russia perchè a suo dire, se l'Ucraina perde, anche l'Unione del Male crollerà.

Beh, da neutrale (non mi interessa la sorte del comico di Kiev come non mi interessa quella di Putin, ma mi interessa solo che la guerra finisca presto, vinca l'uno o l'altro, per ripristinare l'afflusso di materie prime a basso costo e riallacciare i rapporti con una Russia che i geni alla Draghi stanno spingendo tra le braccia del vero nemico: la Cina) dico che se veramente la caduta di Kiev portasse come conseguenza la fine dell'unione con le sue direttive verdi, gialle, rosse, allora la mia neutralità vacilla e penderebbe verso la Russia.

Penso invece che quello che dice Draghi sul simul stabunt, simul cadent, abbia la stessa consistenza delle sue precedenti esternazioni sul vaccino (chi è vaccinato non contagia e non viene contagiato, gli altri muoiono) e sull'inizio della guerra (pace o condizionatore).

Peccato, perchè in qualche modo l'Unione del Male farebbe del bene unicamente se implodesse.

23 ottobre 2022

Draghi lascia solo debiti e macerie

Le due tabelle a lato sono state pubblicate ieri da Verità&Affari, il quotidiano economico de La Verità di Belpietro, ed illustrano, al di là di ogni dubbio, il fallimento di venti mesi di Draghi persino nel campo che doveva essere il suo giardino di casa, cioè quello economico.

E Verità&Affari ha reso un servizio a Conte, perchè se il dato fosse stato parametrato dall'ultimo governo di Centro Destra, quello di Berlusconi ribaltato dal complotto internazionale del 2011, sarebbe stata ancora più evidente la propensione al debito e al fallimento dei governi di sinistra.

Ma già dai dati sugli ultimi tre governi, salta agli occhi come il tanto deprecato governo Conte I, quello con la Lega, sia stato quello che meno ha sperperato.

Tutti gli indicatori dei venti mesi di Draghisono negativi: spread, indice di borsa, debito pubblico, mentre i sostenitori di Draghi brandiscono il dato del pil come se fosse la prova delle capacità di Draghi, mentre invece è il rimbalzo (che neanche recupera tutto quello che si è perso) dopo il precipizio del 2020 e, iniziale, del 2021, causato dal virus cinese e se un bravo politico si vede nelle difficoltà, allora Draghi si dimostra solo un borioso e arrogante sopravvalutato, visto che appena è arrivata un'altra tempesta, la operazione militare speciale russa in Ucraina con le sanzioni che hanno causato la riduzione della disponibilità di gas e l'aumento delle bollette, ecco che Draghi stava conducendo nuovamente l'Italia in recessione.

Ho accennato al gas, alle sanzioni, alla operazione russa in Ucraina, perchè rappresentano la caratteristica dei venti mesi di Draghi al governo: un fallimento dietro l'altro.

Politica estera, politica energetica, ruolo in Europa, sono stati altrettanti buchi neri in cui si è infilato Draghi, senza riuscire a sciogliere la matassa.

E che dire delle continue menzogne propinate a reti unificate, dal green pass che garantiva di essere tra persone che non contagiavano, al vaccino che, chi non l'avesse fatto moriva o faceva morire il prossimo, dalla ridicola alternativa tra l'aria condizionata e la pace che, alle soglie dell'inverno, si traduce nell'alternativa tra il riscaldamento acceso e continuare a finanziare ed armare il comico di Kiev, fino all'ultima bugia, quella di fine mandato, su un accordo per il tetto al prezzo del gas che non esiste.

Infatti noi Italiani siamo alle prese con le bollette sempre più alte, con la necessità di attingere ai risparmi per far fronte agli impegni e mantenere un decoroso tenore di vita, con il razionamento del gas e del riscaldamento, mentre Draghi ha continuato ad inviare armi e denaro a Kiev.

Il tutto racchiuso in un debito mostruoso che Draghi ha aumentato per produrre pannicelli caldi efficaci da Natale a Santo Stefano, lasciando tutto come prima, quindi non strutturali, regalando al Governo Meloni solo debiti interni e con l'esterno e obblighi per adempiere a impegni assunti, ma non realizzati da Draghi.

La Meloni dovrà contemporaneamente, tappare i buchi lasciati da Draghi e intervenire per alleviare la sofferenza degli Italiani in materia energetica e, nel contempo, fare quello che Draghi non ha saputo fare: interventi strutturali per poter affrontare in sicurezza le prossime tempeste.

E già i vari commentatori, orfani del cocco di regime, non avendo notizie da fornire o argomentazioni intelligenti da proporre, si rifugiano in livorose fantasie che, immancabilmente, cercano di seminare zizzania nella maggioranza, parlando di Berlusconi sconfitto e amareggiato, di Salvini voglioso di recupere consensi e di una Meloni che si circonda di fedelissimi, il tutto per spingere i tre Leaders del Centro Destra a guardarsi reciprocamente con sospetto, minando la coesione di governo.

Mi auguro che, sapendolo, perchè l'atteggiamento della stampa serva è così smaccatamente evidente che la Meloni, Salvini e Berlusconi lo hanno ben compreso, non regalino ai cattocomunisti quella soddisfazione di veder cadere il primo Governo di Destra dell'Italia del dopo guerra, ma pensino a noi, loro elettori, che meritiamo di veder concretizzati e realizzati tutti i peggiori incubi dei cattocomunisti.

21 settembre 2022

Simbolicamente

Oggi bastano tre fotografie, ognuno tragga le sue conclusioni.

1973: Kissinger e Pinochet

2005: Berlusconi parla al Congresso degli Stati Uniti in seduta congiunta

2022: Kissinger e Draghi.





17 settembre 2022

Draghi all'ultimo miglio

Non so se quella di ieri sia stata l'ultima o la penultima conferenza stampa di Draghi, ma non ha fatto altro che confermare, in peggio, tutto il male che di lui penso ed ho scritto in passato.

E' apparso, a chiunque non abbia gli occhi foderati di prosciutto (eufemismo), come un vecchio burocrate, arrogante, supponente, rancoroso e livoroso che ha voluto vendicarsi per non essere stato eletto presidente della repubblica.

Ne ha avute per tutti, avvelenando o provando ad avvelenare tutti i pozzi per il governo che gli succederà,  da chiunque sarà presieduto.

Contro le tre sinistre che spendono il suo nome per un futuro a palazzo Chigi (probabilmente lui ha altre mire in campo internazionale), che si sono rotolate nel fango con il dossier dei servizi segreti americani, salvo poi essere costrette a tacere per le smentite ufficiali, ma anche contro il Centro Destra, soprattutto contro Salvini.

Draghi è stato costretto a dichiarare che non esistono rubli arrivati a partiti o politici italiani, ma ha insinuato che Salvini e la Lega "parlino" con Mosca ed ha ribadito una sciocchezza che tutti possiamo verificare come tale e, cioè, l'efficacia delle sanzioni.

Talmente efficaci che le nostre bollette sono triplicate, subiremo il razionamento del gas, dovremo abbassare il riscaldamento al limite del freddo, dovremo ridurre i consumi di energia elettrica, avviandoci verso un futuro da pezzenti, l'inflazione si avvia a superare il 10% mangiandosi i nostri risparmi, centinaia di migliaia di aziende rischiano di chiudere e licenziare milioni di lavoratori che rappresenteranno una bomba sociale contro il nuovo governo con la facile previsioni di tumulti di piazza e pericoli per l'ordine pubblico.

Ma le sanzioni "funzionano" ...

Ma quello che è insopportabile è l'ostinazione, sostenuta da una stampa serva che è sicuramente meno libera di quella ungherese, soprattutto perchè il servilismo di chi scrive è volontario, è la reiterazione dell'auto incensamento per i disastri che ha combinato in diciotto mesi di governo, fatti passare per successi.

Lascia un debito pubblico ormai a 2800 miliardi in aumento costante, con un ulteriore sperpero di 150 euro per chi percepisce meno di ventimila euro all'anno, come "bonus", naturalmente pagato con le tasse di tutti coloro che percepiscono più di ventimila euro, come se avere un reddito di trenta, quaranta o cinquanta e più mila euro significasse essere ricchi e poter essere spremuti all'infinito da bollette, tasse, ticket e quant'altro, sempre a carico degli stessi contribuenti che così pagano due e più volte un servizio che dovrebbe già essere ricompreso nelle cospicue trattenute che subiamo.

Draghi lascia non solo un debito enorme, ma il ricordo di milioni di lavoratori estromessi dal lavoro e dalla retribuzione per colpa di suoi assiomi falsi e bugiardi come l'immunità per i vaccinati o la certezze che con il green pass non si contagia e non ci si contagia.

Altra falsità l'alternativa tra pace e condizionatore, con Draghi che ha portato l'Italia sul fronte, ad un passo dall'entrata in guerra combattuta, ma comunque all'interno di un sistema penalizzante per l'Italia come dimostrano le difficoltà in cui annaspano famiglie e imprese.

Draghi ha sottoscritto, con il pnrr, un contratto diabolico con l'Unione del Male, legando al collo di noi Italiani un cappio che neppure i cravattari più incalliti e astuti avrebbero mai sperato di poter gestire.

Debiti da rimborsare e attività da svolgere, inutili e spesso dannose (come tutta la costruzione cosiddetta verde ed ecologista) che non servono a rilanciare l'economia nazionale, ma solo a renderci sempre più sudditi di Bruxelles.

Sopra ogni cosa, però, c'è la supponenza di un burocrate che MAI si è sottoposto al voto del Popolo, ma pretenderebbe di comandare per grazia di Dio e non per volontà della Nazione.

Con la faccia tosta di distribuire al prossimo qualifiche di "dittatore" o di "pupazzo".

Non lo rimpiangerò sotto nessun aspetto dei ruoli da lui svolti negli anni.

29 agosto 2022

Costi e razionamenti dell'energia sono tutti figli di Draghi

Letta, Renzi, a ruota persino Di Maio, attribuiscono a Conte, Salvini e Berlusconi cui aggiungono la Meloni da sempre all'opposizione, la "responsabilità" (che per me è un merito) per aver fatto cadere Draghi e provano ad ironizzare sul fatto che prima fanno cadere Draghi e poi gli chiedono di risolvere il problema gas.

C'è un vecchio proverbio popolare che dice "chi rompe paga", la cui interpretazione estensiva porta a imporre a chi combina guai di provare a mettervi almeno una pezza.

La responsabilità dell'attuale situazione, con la previsione di razionamenti, di obblighi di riduzione del riscaldamento (nelle temperature e nella tempistica di accensione, di chiusure delle fabbriche, di aumenti spropositati delle bollette, è tutta colpa di Draghi.

Un anno fa, ben prima dell'operazione militare russa in Ucraina, il prezzo del gas (che trascina anche l'energia elettrica perchè il 40% della stessa è prodotta da centrali a gas) era di 25 euro al megawatt ore.

Non conosco la quotazione odierna, ma venerdì era a 330.

In mezzo c'è stato sì l'inizio della operazione russa in Ucraina (24 febbraio) ma anche e soprattutto le folli politiche "verdi" dell'Unione del Male, tutte approvate, sostenute e veicolate da Draghi che è presidente del consiglio italiano dal febbraio 2021, un anno prima dell'inizio della operazione russa.

Draghi ha accettato e promosso l'aumento della tassazione sulle fonti fossili, sul Co2, una data termine per la combustione a scoppio negli autoveicoli, la chiusura delle centrali a carbone e, poi, ancora le sanzioni contro la Russia, il blocco delle importazioni di petrolio e si è dichiarato disponibile (a nome dell'Italia !!!)  a vietare subito anche le importazioni di gas, salvo piagnucolare sul "ricatto di Putin" quando ha cominciato a tagliare le esportazioni.

Contemporaneamente, Cina, India (che da sole rappresentano la metà della popolazione mondiale) e tanti stati fuori dall'Europa, se ne fregano di Greta e stanno sfruttando e importando quei combustibili che noi o, meglio, Draghi e i suoi sodali dell'Unione del Male, tanto schifano.

Ovviamente, più alta è la domanda di gas, più alto il prezzo (e maggiori sono gli incassi dei produttori come la Russia).

Quindi l'attuale situazione, nella quale i media servi stanno cercando di anestetizzarci e di far passare, con la vasellina, il principio che siamo NOI a dover fare sacrifici, a restare al freddo in casa nel prossimo inverno, a vivere da pezzenti nelle città tristi e buie (quindi più pericolose), è tutta figlia legittima di Draghi, delle sue scelte, delle sue alleanze, delle sue incapacità a ricoprire il ruolo al quale Letta, Renzi, Calenda e la Bonino vorrebbero confermarlo.

Ed è corretto che gli si chieda di intervenire da subito, con scostamento di bilancio, ma anche riaprendo subito tutti i pozzi sul territorio e avviando le trivellazioni in Adriatico, la costruzione di centrali nucleari, per salvare il Benessere degli Italiani.

Questa situazione è interamente colpa sua e il minimo che possa fare è contribuire a cominciare a riparare ai danni fatti.

E nel frattempo ?

Nel frattempo, Draghi si rimangi tutta la sua supponenza, faccia un bagno di umiltà, si accordi con Putin e faccia riaprire le forniture di gas per l'Italia e chissenefrega dell'Ucraina e del suo comico presidente guerrafondaio.

25 agosto 2022

Ma come si può applaudire Draghi ?

Ieri Draghi si è presentato al festival di comunione e liberazione ed ha riscosso applausi a valanga.

Oggi, da leggere, l'articolo ne La Verità di Mario Giordano che commenta il discorso di Draghi, autoincensante, autoassolutorio, da santificazione immediata.

Ma cosa ha detto Draghi ?

E' sostanzialmente rimasto sulla linea del vaccino che, se lo fai, non contagi e se non lo fai contagi e muori o fai morire; del green pass che garantisce di essere tra non contagiati e non contagiosi; dell'alternativa tra condizionatore e pace quando avere la pace significa avere i condizionatori (e il riscaldamento) accesi e se Draghi non avesse sposato sanzioni, invio armi e finanziamenti al comico di Kiev la pace sarebbe già acquisita.

Una difesa non richiesta, quindi una manifesta accusa, dei suoi ormai diciotto mesi di governo che ci hanno portato solo miseria, debiti, inflazione, razionamenti, restrizioni anche alla libertà personale.

Draghi ha fallito su tutti i fronti, persino in quello che doveva essere il suo giardino di casa, cioè la gestione dell'economia.

Ci lascia con 2800 miliardi di debito pubblico (duecento in più in diciotto mesi), con l'inflazione che ha preso la rincorsa per superare il 10% (ora è all'8) e si mangia redditi e risparmi, con un deficit annuo portato a mille miliardi (con Berlusconi era contenuto a 800) e con una infinità di debiti con i cravattari di Bruxelles che il prossimo governo dovrà pagare, con una miriade di bonus clientelari inutili ad ogni riforma strutturale e con una narrazione, rilanciata da stampa, radio e televisioni asservite alle consorterie finanziarie e affaristiche globali, menzognera sui suoi diciotto mesi di governo e che ha posto, senza motivo, Draghi sul piedistallo al posto dell'idolo d'oro, da adorare a prescindere (infatti non sono in grado di citare un solo provvedimento, un solo risultato positivo).

Come si fa ad applaudire Draghi ?

E come si fa ad applaudirlo dopo aver tributato il maggior successo, solo il giorno prima, a Giorgia Meloni che di Draghi è sempre stata l'unica oppositrice non avendo partecipato al suo governo ?

Lo spiega Nicola Porro nella sua Zuppa odierna: perchè in comunione e liberazione, sin dal 1980 con Andreotti, applaudono chiunque vinca o possa vincere, per stare sempre dalla parte del potere.

Del resto, era febbraio o marzo del 1975, quando comunione e liberazione muoveva i primi passi nelle scuole, non essendoci nessuno dei loro al Galvani, il mio liceo, convocarono una assemblea pomeridiana nella loro sede.

Vi andai con un amico e intervenni, anche in modo molto moderato, come si addice a chi è ospite.

Ci presero per due di Lotta Continua.

Ed ho detto tutto.

Si capisce perchè i nipotini di quelli che mi considerarono uno di Lotta Continua, oggi applaudano anche Draghi.

24 agosto 2022

Draghi sta avvelenando i pozzi

Il dimissionario e, come Johnson, in carica per l'ordinaria amministrazione Mario Draghi torna ad aprire bocca, non ne sentivamo il bisogno e, come sempre, la fa fuori dal vaso.

Non so cosa dirà oggi o domani (non ricordo quando arriverà il suo turno) al festival dell'Unità in chiave pasdaran cattolica (il meeting riminese di Comunione e Liberazione), ma quello che ha affermato (in inglese) nel corso dell'ennesimo incontro propagandistico a favore del comico di Kiev, rappresenta un ulteriore modo per avvelenare i pozzi dell'Italia e degli Italiani.

Affermare infatti che la Crimea deve ritornare all'Ucraina non solo è antistorico (ricordo che la Crimea fu sottratta alla Russia e concessa alla Crimea dal dittatore comunista Kruscev anche se abitata al 90% da russi) ma è anche contrario ad ogni buon senso, sia se vogliamo che l'Italia possa assumere un ruolo pacificatore, ma soprattutto se vogliamo evitare di patire il freddo in inverno e di chiudere le nostre fabbriche per mancanza di gas e materie prime.

Draghi, come tutti gli uomini piccoli e meschini, non ha digerito di non essere stato eletto presidente della repubblica e di non poter neppure fare il piccolo dittatore in Italia senza sottoporsi al voto popolare e le sue esternazioni, che danneggiano l'Italia, sulla Crimea non sono le uniche mele avvelenate che lascia a chi succederà a lui.

C'è la questione lavoro e ci sono le questioni Ita e Monte dei Paschi.

La prima che vuole vendere ai tedeschi della Lufthansa, il secondo che, per ragioni esclusivamente di potere politico, sta trattenendo in mano allo stato, nonostante lo stato, grazie a Renzi, ci sta perdendo miliardi in capitalizzazione di borsa, che si aggiungono ai famosi cinquanta miliardi di perdite già archiviate (altro che i 49 milioni della Lega che i cattocomunisti continuano ad agitare !).

La Meloni, che mi appare sempre più autorevole anche nel modo di proporsi, ha chiesto di soprassedere alla vendita di Ita, perchè possa essere il prossimo governo, eletto dal Popolo, a deciderne la sorte.

Vedremo se Draghi, che ha sempre menato vanto di essere un nominato e mai un eletto, almeno in questo caso farà un atto di modestia e penserà all'interesse nazionale dell'Italia e degli Italiani e non a quello delle consorterie finanziarie e affaristiche globali.

21 luglio 2022

Perchè Draghi si è appiattito sui cattocomunisti del pci/pds/ds/pd

Oggi i commenti sono tutti sulla liberazione dell'Italia dal governo Draghi, grazie ad un soprassalto di dignità di Lega e Forza Italia che non gli hanno votato la fiducia dopo essere stati presi a calci nei denti da Draghi medesimo.

E meno male che hanno riscoperto di avere gli attributi (a parte un paio di individui in Forza Italia che sono riusciti nella titanica impresa di far sembrare due giganti persino Tajani e la Ronzulli !).

Poichè io non solo non mi fido di Mattarella che potrebbe architettare qualche altro giochino per sottrarci il voto, ma credo necessario aspettare l'esito del voto prima di festeggiare (e non sarà facile vincere bene con tutta la canea orchestrata dalle consorterie finanziarie e affaristiche estere per impedire che l'Italia torni protagonista sovrana e indipendente) aspetto a brindare e non ho ancora messo lo spumante in frigorifero.

Quindi oggi mi limito ad esprimere la mia opinione sul perchè Draghi, alla fine, ha preferito appiattirsi su Letta ed i cattocomunisti del pci/pds/ds/pd, invece di mediare come dovrebbe essere il ruolo del presidente del consiglio di un governo che dice di essere di unità nazionale (ma non lo era, visto che Fratelli d'Italia, il primo partito d'Italia per i sondaggi, con il consenso di quasi un Italiano su quattro, era all'opposizione) .

La risposta è molto semplice e non fa che replicare quello che accade in tutto il mondo occidentale.

I cattocomunisti, persi i loro riferimenti nell'Unione Sovietica e nel Vaticano (dove Bergoglio è intercambiabile con qualsiasi segretario del pci/pds/ds/pd), perso qualsiasi Valore, qualsiasi Ideale, si sono scoperti "vili affaristi", avendo trovato nelle consorterie affaristico finanziarie quella Stella Polare che non avevano più in base alle loro tradizioni.

In sostanza i capitalisti del duemila per continuare a fare i loro interessi ed a guadagnare a spese nostre, sfruttando rottamazioni, contributi, ma anche le scelte politiche dei governi come è quella "verde" in campo energetico che ha inserito nel panorama di commesse miliardarie nuovi soggetti che erano esclusi dal business degli idrocarburi, hanno bisogno di burattini da manovrare proprio per realizzare quelle leggi ed ottenere le adeguate coperture parlamentari.

Non potendo rivolgersi a chi ha un Progetto di Società, Ideali, Valori solidi, perchè fondati sulla Identità dei Popoli e sulle loro Radici e Tradizioni, hanno occupato quello spazio vuoto che è emerso dal fallimento conclamato del socialcomunismo e dalla perdita di coerenza della gerarchia ecclesiastica (da non confondere con la religione) sempre più deviante rispetto a quello tradizionale.

In cambio hanno fornito gli strumenti (stampa, radio, televisioni) perchè i loro maggiordomi potessero arrivare e martellare le menti più deboli e distratte con la loro propaganda e hanno fornito pure i contenuti (l'ecologismo, l'Ucraina, la pandemia, il woke, l'Europa, la costituzione di entità sovranazionali che sradichino e cancellino i Valori Identitari, il black lives matter, l'omosessualità, l'aborto, la droga e tutto l'armamentario del politicamente corretto) ottenendo due piccioni con una fava.

Da un lato hanno saturato il programma dei loro valletti, che si sono così dimenticati di chi lavora, della necessità di bilanci sani, di spese mirate e non clientelari, dall'altro hanno innestato nel corpo della società elementi che indebolissero sempre di più la tempra morale e i fondamenti valoriali delle popolazioni, cercando di sradicarne le tradizioni anche innestando nel medesimo territorio orde di clandestini provenienti da altri mondi e altre culture.

Draghi è il rappresentante (come lo furono Monti e Dini) di quegli ambienti che forniscono ai propri ascari del pci/pds/ds/pd strumenti e contenuti.

Per questo motivo, al momento di scegliere, si è appiattito sui cattocomunisti e si è trincerato dietro di loro per preparare la sua vendetta dopo l'indecorosa e umiliante (per colpa integralmente sua che si è dimostrato uno stratega persino peggiore di Salvini !) uscita di scena di ieri.


20 luglio 2022

Draghi provoca con un discorso divisivo e incendiario

Trenta minuti di sproloquio autoincensatorio, per una provocazione contro tanti Italiani.

Ogni riferimento di Draghi è una esclusione di parte della nostra Nazione.

Quando esalta l'appello dei sindaci, esclude tutti coloro che sono d'accordo con Giorgia Meloni (che dai sondaggi è data al 23% !) che vorrebbe che i sindaci si occupassero di servizi, di coprire le buche, delle loro città e non di governo nazionale.

Quando esalta l'appello dei sanitari in chiave anti pandemica, rifila un ulteriore schiaffo ed esclude tutti coloro che hanno pagato con l'esclusione dal lavoro e dallo stipendio la scelta di non vaccinarsi.

Quando esalta i "valori" (ma quali sono ?!?!?) europei, esclude tutti coloro che non vogliono un'Italia suddita di Bruxelles e a sovranità limitata.

Quando cita il comico con i tacchi a spillo di Kiev, offende ed esclude tutti coloro che sono contro la guerra e l'invio di armi all'Ucraina.

Quando si sbrodola dicendo che "gli Italiani" gli hanno chiesto di restare, esclude tutti coloro che vorrebbero esprimersi con l'unico mezzo lecito per dire quale sia la maggioranza in una Nazione: il voto.

L'ultima speranza è nella Lega di Salvini, che sfiduci Draghi anche se dovesse perdere l'ala governativa, fatta di generali ma non di soldati.

Qualcuno perderà la faccia

Fra meno di due ore Draghi parlerà al senato e comincerà il dibattito sul futuro immediato della legislatura.

La borsa, da due giorni, cresce, quindi i Mercati hanno fiducia che il maggiordomo dell'Unione del Male resti al governo.

Spiace dover dare ragione a Renzi che ha detto che al termine qualcuno perderà la faccia.

La perderebbe Draghi se restasse a palazzo Chigi dopo aver proclamato urbi et orbi che non c'erano più le condizioni, blindato dalle consorterie finanziarie e affaristiche che temono un'Italia Sovrana e Indipendente.

La perderebbe Conte se accettasse di votare una fiducia fondata solo su parole al vento, facendo rientrare il rigurgito movimentista dei cinque stelle.

La perderebbe Salvini se continuasse a governare con i cinque stelle (anche se sotto la falsa bandiera degli scissionisti), con Speranza, la Lamorgese e i vari Giovannini, Colao, Guerini, Orlando.

L'hanno già persa da anni Renzi che aveva promesso di ritirarsi a vita privata se avesse perso il referendum del 2016, ma è ancora lì a tramare con il suo 2%  e Di Maio di cui ormai più nessuno può fidarsi e, quando non avrà più parlamentari da mettere in gioco e dimostrerà la sua inconsistenza elettorale, andrà a tenere compagnia a Fini, Monti ed Alfano che potranno finalmente giocare a briscola in quattro.

La faccia l'ha inoltre persa da tempo Mattarella che si dimostra, ad ogni sua azione, il rappresentante di una parte politica e non il presidente di tutti gli Italiani, trascinando sul fondo anche la istituzione della presidenza della repubblica.

Poi ci sono quelli che resteranno nel limbo, come Berlusconi e Letta, le cui posizioni ondivaghe rispecchiano il timore di sottoporsi al giudizio elettorale (Berlusconi) e il dover obbedire alle indicazioni fornite dagli ambienti globalisti di cui il pci/pds/ds/pd è ormai il terminale italiano.

Una sola forza politica, un solo Leader ne usciranno bene, qualunque sia la soluzione: Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni.

Coerentemente a favore delle elezioni, se Draghi restasse e la legislatura si prolungasse, si evidenzierebbe come l'unica forza di opposizione nel fallimento totale di tutta la maggioranza di governo.

Se, invece, si dovesse andare al voto subito, Fratelli d'Italia vedrebbe coronata la sua coerenza, potendosi ascrivere il merito principale di aver contrastato la deriva di cui il governo Draghi è espressione.

Non potendo fare altro, non ci resta che sperare nel meglio (andare al voto subito) ma prepararci al peggio (Draghi resta per altri nove mesi).



 

19 luglio 2022

Le bassezze propagandistiche dei cattocomunisti non hanno limite

Ieri stavo rientrando a Bologna e ho acceso la radio.

Ho scoperto che la trasmissione della Falcetti (che parla in continuazione anche sulla voce degli intervistati che così non sono in grado di sviluppare un chiaro concetto) che dovrebbe essere "di servizio" con denunce e consigli su questioni di interesse pratico, è stata spostata dalle sei del mattino alle sei della sera, probabilmente per evitare che il suo modo ansiogeno di trattare ogni argomento, faccia salire la pressione agli ascoltatori sin dal primo mattino.

Ho quindi sentito la conduttrice affermare che questo governo lavora, si preoccupa del nostro bene e questo perchè Draghi ha sottoscritto un accordo con l'Algeria per la fornitura di gas in parziale sostituzione della fonte russa.

Cambio stazione e mi collego con Radio 24 dove, ugualmente, c'è un tizio che tuona contro le critiche a quel sant'uomo di Draghi che, se non ci fosse stato, avremmo inflazione, spread , crisi.

E vengono intervistati SOLO esseri che si sperticano nelle lodi a Draghi, mai una volta che venga dato analogo spazio (senza continue interruzioni) a chi la pensa in modo diametralmente opposto (eppure sono migliaia i tweet con hastag #draghidimettiti o #draghiingalera).

A parte la considerazione che quei signori usano il microfono come se fosse di loro proprietà, esprimendo le loro opinioni e potendole diffondere comodamente via etere, cosa che a me è del tutto negato, sottolineo la manipolazione della realtà.

Abbiamo una crisi di rifornimento di gas UNICAMENTE per la PERSONALE GUERRA DI DRAGHI contro Putin e la Russia e quindi che Draghi recuperi un decimo del gas che la Russia non ci fornirà più, a prezzi maggiorati, non è un merito, ma, al massimo, una parziale e peraltro costosissima (a nostre spese, non a sue spese) riparazione per le sue colpe.

Una colpa che si aggrava se si pensa che per non essere dipendenti dal gas russo, perchè Putin sarebbe un "autocrate", peraltro eletto dal Popolo, a differenza di Draghi che ha ripetutamente ammesso di essere un nominato che risponde a Mattarella e non al Popolo, Draghi mette al nostro collo il cappio di rifornimenti provenienti da uno stato africano instabile, con venature islamiste.

Quando al signore di Radio 24 ricordo che Draghi divenne presidente con l'inflazione all'1% ed oggi è all'8%, lo spread a 98 ed oggi è a 216, il debito pubblico a 2600 miliardi ed oggi è a 2800 e il rapporto debito/pil a 140% ed oggi è a 150%.

Draghi venne nominato per gestire la pandemia e, invece di unire l'Italia e pacificare le differenze tra Italiani, ha accentuato la dittatura sanitaria espellendo dal lavoro gli ultra cinquantenni non vaccinati e sottraendo loro lo stipendio, istituendo un lasciapassare chiamato green pass che ha sottratto diritti naturali, indisponibili ed inalienabili ad una parte della popolazione.

Draghi fu nominato quando si poteva gestire un piano di ripresa e resilienza ottenendo indietro dall'Unione del Male fino al 2026 i soldi che l'Italia versava per investirli, a costo zero, in ciò che era più utile per noi ed invece ha richiesto anche i prestiti condizionati e da restituire con gli interessi, legando le mani a chiunque verrà dopo di lui e con un prezzo che pagheremo nei prossimi anni.

Draghi, invece di proporsi come mediatore tra Russia e Ucraina forte di una tradizione diplomatica che risaliva ad Andreotti, ha indossato l'elmetto, soffiando sul fuoco e mettendo tutti noi nella condizione non solo di pagare tre quattro volte di più gas ed elettricità e tutti i beni che richiedono il loro utilizzo, ma anche di non sapere se avremo abbastanza gas per riscaldarci il prossimo inverno.

E la risposta è mettersi al collo il cappio algerino (o di qualche altro stato africano instabile e inaffidabile, oltre ad essere democraticamente ben peggio della Russia di Putin) e di preparare restrizioni, razionamenti e sacrifici per pagare i SUOI ERRORI.

Domani sapremo se dovremo ancora avere come presidente del consiglio un simile essere, che è la peggiore espressione delle consorterie finanziarie e affaristiche che nulla hanno a che vedere con una sana democrazia.


18 luglio 2022

Fino a mercoledì, solo chiacchiere

A meno che un Asteroide non colpisca la Terra o i soldati russi non arrivino a Kiev catturando il comico con i tacchi a spillo, fino a mercoledì continueremo ad ascoltare solo uno tsunami di parole.

Tutti esperti, tutti che ne sanno una più degli altri, tutti che hanno un filo diretto con Draghi per poterne anticipare le decisioni.

E poi ci sono quelli che hanno paura di perdere la poltrona che organizzano manifestazioni "spintanee" e le solite raccolte di firme per chiedere a Draghi di restare.

Insomma, Draghi santo subito o, almeno, Draghi papa.

Chi invece non ha tali facoltà divinatorie, non può che guardare alla realtà di un'Italia che Draghi ha ridotto allo stato servile, con il fallimento di ogni politica: economica, sanitaria, internazionale, energetica.

Come aveva predetto il Presidente Cossiga.

Allora fino a mercoledì dobbiamo, con i pochi strumenti che abbiamo a disposizione (praticamente solo internet) cercare di sensibilizzare Salvini e Berlusconi, cercando di far giungere loro per ogni tramite la nostra voce, per aggiungere, al veto su Conte, anche il veto su Letta, Renzi, Speranza e Calenda.

Scriviamo in ogni occasione, ovunque se ne abbia la possibilità, per far conoscere a Salvini e Berlusconi che governare assieme ai cattocomunisti è un atto contro natura e contro il loro stesso interesse elettorale.

A prescindere che ci sia o meno uno come Draghi che non è certo più raccomandabile di Conte, Letta, Speranza, Renzi o Calenda.

Fu uno sbaglio entrare al governo con i cattocomunisti e sarebbe perseverare nell'errore, aggravandolo, tornare al governo con i cattocomunisti, indipendentemente da chi fosse presidente.

Ridate la parola al Popolo !

15 luglio 2022

Uno squallido teatrino a spese degli Italiani

La buona notizia sarebbe stata l'annuncio delle dimissioni del Fenomeno, Draghi.

La pessima notizia, peraltro attesa, è constatare che Mattarella ha ricominciato con i suoi giochini, tutti a spese dell'Italia e degli Italiani, per impedire il voto ad ottobre e che ci si doti finalmente di un governo in sintonia con la pancia del paese.

Il commento potrebbe terminare qui, additando al pubblico ludibrio l'ennesimo squallido teatrino che vede protagonista Mattarella, che si conferma presidente di una minoranza di sinistra e, soprattutto, terminale italiano delle consorterie di potere dell'Unione del Male.

E infatti gli appelli più accorati a Draghi (a parte quelli dei Brunetta, dei Renzi, dei Di Maio, a rischio poltrona)  perchè ci ripensi, arrivano da Bruxelles e da Washington.

Abbastanza ridicolo ascoltare "giornalisti" profumatamente pagati (immagino anche per le comparsate) profondersi in banalità su quello che potrà accadere, ma, più che altro, preoccupati di sostenere il potere, esaltando la fallimentare esperienza e incensando la persona stessa di Draghi, un Fenomeno che tale non è e si è dimostrato molto peggio che sopravvalutato, inadeguato-

Perchè quando uno è sopravvalutato vuol dire che qualcosa sa fare e solo non raggiunge l'asticella alla maggiore altezza cui è stata posta per arrivare sul podio, mentre uno inadeguato non raggiunge neppure l'altezza minima per qualificarsi.

E i risultati di 18 mesi di governo Draghi, elencati ieri, ci dicono che Draghi è inadeguato.

Commentatori cui viene concesso il diritto di spararle grosse tramite un microfono, con la finalità di puntellare un regime in putrefazione plasticamente identificato con i suoi portabandiera, gli stessi che cercano di impedire, ancora una volta, a noi Italiani di votare.

E mi domando, anche se Conte e i grillini, incuranti di ogni conseguenza di immagine ed elettorale, dovessero andare a Canossa e Draghi concedere loro le briciole, come potrebbe la Lega accettare di continuare con un governo assieme ai cattocomunisti e presieduto da Draghi, deludendo (eufemismo) sempre più i suoi residuali elettori ?

Perchè gli occhi sono puntati sui grillini, ma se la Lega uscisse dal governo, recuperando la posizione ante 2021, i grillini non potrebbero fare altro che seguirla, pena l'estinzione anticipata fra nove mesi.

E se si votasse oggi, con la rottura del fronte cattocomunista tra pci/pds/ds/pd e grillini, il Centro Destra avrebbe l'occasione d'oro di poter giocare per vincere anche escludendo dalla propria coalizione gli inaffidabili centristi e alcuni personaggi di Forza Italia che non danno garanzie sulla loro fedeltà, come Brunetta e la Carfagna.


14 luglio 2022

Votare a settembre è l'unica strada

Ma Mattarella ce lo impedirà.

Questa mattina, mentre guidavo, ascoltavo una trasmissione su Radio 24.

Mi sembra si intitoli "uno, nessuno, cento Milan" giocando tra Pirandello e il cognome (Milan) del conduttore.

Tra le tante espressioni di parte, bontà loro, hanno dato voce ad un ascoltatore che ha esplicitamente detto che lui vorrebbe votare, anche il 15 agosto, ma, soprattutto, ha evidenziato, prendendo spunto dal commento precedente di un giornalista che aveva cercato di interpretare il pensiero di Mattarella, che è gravissimo che un presidente della repubblica, maneggi con l'unico scopo di evitare di far votare il Popolo perchè teme che potrebbe vincere un Centro Destra a trazione Meloni e Salvini.

L'ascoltatore ha ragione.

Un vero presidente della repubblica deve essere garante e interprete della volontà popolare che, dopo aver costituito il Conte bis ad agosto 2019 invece di andare al voto, è da quattro anni che viene calpestata.

Ma Mattarella è garante ed interprete solo di una minoranza di Italiani e, soprattutto, delle consorterie che ruotano attorno all'Unione del Male, quindi, anche se Draghi oggi dovesse dimettersi (ma temo che tutto finirà a tarallucci e vino) farebbe tutto il possibile, con ogni scusa plausibile o meno che sia, per rinviare il momento del voto alle calende greche.

Ciò non toglie che ognuno di noi, nel suo piccolo, abbia il dovere di ostacolare il cammino di un governo che non rispecchia nè la volontà, nè gli interessi del Popolo Italiano, per avvicinare il più possibile il momento del redde rationem, dell'Armageddon elettorale.

13 luglio 2022

Draghi: il solito arrogante pieno di boria

Probabilmente a qualcuno piace essere frustato, a me no e quindi non mi piace l'arroganza di un borioso Draghi la cui supponenza aumenta ad ogni conferenza stampa e in parallelo all'aumento dei fallimenti del suo governo.

I giornalisti scodinzolanti ne riportano frasi, trasmettono registrazioni, ma nessuno dice che Draghi ha fallito su tutto e lascerà l'Italia più povera e più indebitata di come l'aveva trovata, ereditandola, peraltro, da un inconcludente signor Nessuno, al cui confronto chiunque, ma non Draghi, avrebbe fatto bella figura.

La mia idea è che Draghi cerchi il pretesto per andarsene sbattendo la porta per poi dire che non è lui ad aver fallito, ma sono stati gli altri che gli hanno impedito di governare.

E le sue parole, carota verso Conte e bastone verso Salvini, dovrebbero indurre la Lega a non pensarci più neppure un attimo e lasciare il governo, mettendo Conte nelle condizioni obbligate di fare altrettanto e così cacciare Draghi da Palazzo Chigi, anche se gli si farebbe un favore.

Perchè cacciando Draghi e andando ad elezioni quando, presumibilmente, uscirebbe una maggioranza di Centro Destra che, pur con tutte le difficoltà e le lentezze di una necessaria, faticosa ricerca del compromesso, perseguirebbe gli interessi nazionali, il favore più grande lo si renderebbe all'Italia e agli Italiani.

Facciamo ancora in tempo a farci riaprire i rubinetti del gas, del petrolio, del grano, delle materie prime da una Russia che sta dimostrando di essere tutt'altro che isolata nel mondo e riuscirci in contemporanea con il voto di mezzo mandato negli Stati Uniti quando dovrebbe venire meno la maggioranza socialisteggiante dei democratici sia alla camera che al senato.

Il dollaro che ha raggiunto la parità con l'euro e con una tendenza che potrebbe irrobustirlo ancora di più, ci farà pagare molto di più ogni materia prima che, per la scellerata scelta guerrafondaia di Draghi e Mattarella, saremo costretti a comprare fuori dalla Russia.

E Salvini e la Meloni dovrebbero anche fare attenzione al rigurgito della dittatura sanitaria (le cui avvisaglie stanno nella precipitosa apertura delle stalle per la quarta dose agli ultra sessantenni: si comincia sempre così) che verrà sicuramente utilizzata per supportare le politiche fallimentari di Draghi.

Una coalizione ha bisogno di un programma articolato, ma, intanto, tutta la galassia del Centro Destra deve ritrovarsi su un primo, necessario, passo: cacciare Draghi.