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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

27 febbraio 2026

Dacci oggi il nostro sondaggio quotidiano

Che si sia sotto elezioni o in periodi di calma piatta elettorale, la stampa istiga le folle con sondaggi a raffica.
Mi auguro che la Meloni non governi con i sondaggi (e mi sembra che non lo faccia vista l'ostinazione con la quale sostiene l'Ucraina di Zelensky nonostante abbia contro metà del suo elettorato), perchè dovrebbe cambiare ogni giorno, più volte al giorno a seconda del quotidiano che legge, la linea del Governo.
Il 22 e 23 marzo andremo a votare per confermare la riforma dell'ordinamento giurisdizionale, rispondendo nei fatti a due domande molto semplici, anche se tradotte da qualche Azzeccagarbugli in un quesito forse volutamente confuso.
Vogliamo che in un processo accusa e difesa siano poste sullo stesso piano nei confronti dell'acquisizione, conoscenza delle prove e nei rapporti con il giudice ?
Vogliamo che i magistrati che sbagliano, paghino esattamente come pagano, con il licenziamento e/o con l'addebito risarcitorio, tutti i lavoratori dipendenti che sbagliano ?
Il SI' è semplice buon senso.
Eppure alcuni sondaggi darebbero una prevalenza per chi vorrebbe mantenere la prevalenza della funzione accusatoria su quella difensiva e per lo "scudo" a magistrati già di loro profumatamente remunerati (da tutti noi).
Poi ci sono i sondaggi articolati come quello pubblicato sul Quotidiano Nazionale oggi, di cui riporto una scansione, accompagnato da una cervellotica analisi che scompone i votanti in base all'età, al titolo di studio, al territorio in cui vivono.
Così vengo a sapere che io, che voterò SI' dopo aver ben conosciuto, per la professione svolta, il mondo della giustizia sia pur solo quella civile, dovrei votare per il mantenimento di una situazione che, in quasi 40 anni effettivi di attività, mi ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue pecche.
Infatti gli "over 54", i laureati, gli abitanti delle grandi città, sarebbero lo zoccolo duro dei conservatori con la toga.
E non è la prima volta che noto una singolare dissonanza con le analisi dei sondaggisti.
Ma, comunque, un sondaggio non si nega a nessuno, così tutti potranno avere un pezzo di carta da brandire nelle discussioni con amici, parenti e, soprattutto, commentatori dei vari social.
Confido comunque che il 22 e 23 marzo si vada a votare usando il buon senso non per prendersi una rivincita su qualcuno con il quale si è discusso, ma per migliorare il servizio della giustizia in Italia.

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