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No alla deriva

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05 marzo 2026

L'insostenibile immobilismo delle democrazie occidentali

Winston Churchill sosteneva che la democrazia fosse la peggior forma di governo. eccezion fatta per tutte le altre forme sperimentate finora.

Forse aveva ragione, anche se la democrazia che conosciamo noi non è certo quella di Pericle ed ha avuto le sue (profonde) evoluzioni.

La vicenda dell'attacco israelo americano in Iran, conferma sicuramente la prima parte dell'enunciazione dello statista inglese: la peggior forma di governo.

Una lentezza esasperata nel prendere le decisioni, quando poi sono realmente prese, perchè c'è una manifesta tendenza a non decidere, non schierarsi, un neneismo, travestito da pacifintismo,  ipocrita e velleitario che trova, di volta in volta, i suoi portabandiera in primi ministri in crisi di nazioni che hanno un glorioso passato, un triste presente di decadenza e un futuro ancor peggiore con la prospettiva di una sostituzione etnica.

L'epoca in cui viviamo acuisce l'impotenza delle democrazia perchè viene data voce ad una miriade di soggetti che urlano dalle loro tastiere, favorendo una cacofonia che impedisce ogni ragionamento e affonda ogni argomentazione.

Dall'altra parte abbiamo regimi che, saranno anche peggiori delle democrazie, ma decidono, agiscono, prendono decisioni (giuste o sbagliate che siano), perseguono una finalità (giusta o sbagliata che sia) e alla fine qualche risultato lo ottengono.

Noi siamo inchiodati ad eterne discussioni e se, ogni tanto, non arrivasse un Trump (ma avrei potuto scrivere anche un Reagan o un Bush) che decide di agire, saremmo preda del più assoluto immobilismo.

Non a caso per intervenire contro gli ayatollah abbiamo impiegato 47 anni e c'è ancora chi tira il culetto indietro, timoroso di prendere una decisione, rifugiandosi nel comodo ponzio pilatismo del "diritto internazionale" che vuole eterne e inconcludenti discussioni, riunioni, trattative, finchè non ci troviamo con il nemico a comandare in casa nostra e che nostra non lo sarà più.

Poi, magari, ci sono anche dei leaders che avrebbero i numeri e le idee per fare, ma si trovano ingabbiati in un sistema di pesi e contrappesi che ne tarpano le ali.

Come in Italia, dove si intravvede una linea coerente con il ruolo che ci aspetteremmo di ricoprire (ad esempio rifiutando di inginocchiarci davanti alla Francia perchè non abbiamo bisogno di uno scudo nucleare francese, che resterebbe nella piena e totale disponibilità francese, quando siamo parte integrata ed essenziale della Nato), ma dove da Mattarella alla maggior parte della stampa, dalla magistratura ai preti, si rema contro la logica che vorrebbe la messa a disposizione degli Stati Uniti delle basi aeree (e, aggiungo io, la partecipazione all'operazione), istigando in tal senso una metà, più o meno, della popolazione.

Come si fa a governare una Nazione divisa a metà su questioni fondamentali sulle quali non è minimamente possibile il raggiungimento di un punto di caduta che rappresenti la sintesi delle due posizioni ?

Perchè si arriva ad un compromesso quando è possibile individuare qualche interesse convergente, qualche condivisione, non quando le posizioni sono inconciliabili sotto ogni profilo.

Allora vediamo che, forse, la democrazia non è la peggior forma di governo, ma comunque vi sono forme di governo, magari ancora in nuce, che possono meglio interpretare l'Interesse di una Nazione, di un Popolo e che potrebbero essere la "democrazia" del futuro, tanto diversa da quella odierna come quella odierna è diversa da quella di Pericle.


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