Due esempi, tra i tanti che i quotidiani e trasmissioni non asserviti alla sinistra pubblicano ogni giorno, sono richiamati in questa breve clip del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Non solo errori di un magistrato costano anni di vita a dei malcapitati, ma tutti noi che paghiamo le tasse, dopo aver corrisposto uno stipendio da oltre centomila euro annui a quei magistrati, dobbiamo anche pagare i risarcimenti, da centinaia di migliaia di euro, agli INNOCENTI colpiti dal sistema giustizia.
Invito ad un ascolto che fa venire i brividi, perchè al posto di quei due disgraziati, in futuro, potremmo esserci noi, se non vinceranno i SI'.
E un doveroso ricordo di una persona della cui morte, a 94 anni, è giunta notizia ieri: Bruno Contrada.
Poliziotto, agente dei Servizi, inquisito e condannato per quel "reato" assurdo che è il "concorso esterno in associazione mafiosa".
Anni di processi, accuse finite sui giornali, poi la prigione e, infine, la liberazione cui la cassazione è stata costretta perchè, per una volta, con una eccezione che conferma la regola, "ce lo chiede l'europa" ha giocato a favore della vittima e non del sistema.
Ma proviamo a immedesimarci nelle tre persone che, prima di avere Giustizia, hanno patito la giustizia di magistrati che hanno poi tranquillamente proseguito nella loro carriera.
Anni di vita profondamente segnati e mai più recuperabili, con nessuna somma, peraltro pagata da noi e non da chi ha sbagliato.
Non so chi, tra i tanti che rilasciano dichiarazioni in tempo di campagna elettorale, l'abbia detto, ma mi è piaciuta la giusta semplificazione per cui se uno è contento del sistema giustizia in Italia voti contro la riforma, diversamente voti SI'.
Se vinceranno i SI' avremo subito una Giustizia con la "G" maiuscola ?
No, ma sarà fatto quel primo passo che, vincendo i no, continueremo a rimandare alle calende greche.
E, comunque, chi non andrà a votare SI', perderà il diritto (almeno quello morale) di lamentarsi della giustizia in Italia, esattamente come quelli che hanno contribuito a bocciare il nucleare in Italia non hanno alcun diritto a lamentarsi della scarsità o del costo dell'energia.
E sarebbe bello che le conseguenze di un voto ricadessero su chi lo ha espresso e non su chi ha sostenuto la tesi opposta.
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