Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

13 marzo 2026

Chi sbaglia, paghi

Siamo a dieci giorni dalla chiusura delle urne e dal conoscere l'esito del referendum sulla giustizia (sarebbe più corretto dire sull'ordinamento giudiziario, ma la sintesi, sempre approssimativa, è triste patrimonio di questi tempi).

Dopo ... si apriranno altri capitoli, qualunque sia il risultato.

La sinistra cercherà in tutti i modi di danneggiare l'Italia vagheggiando intese sovranazionali, ostilità verso gli Stati Uniti (ma solo finchè ci sarà una Amministrazione Repubblicana, poi si stenderà a tappeto davanti all'Obama di turno dei democratici), confini aperti a cani e porci ai quali non applicare le regole che ci siamo dati per vivere civilmente perchè, poverini, non possono sapere quali esse siano.

Il Centro Destra proverà a continuare nella ricostruzione della Nazione, della nostra economia, dei nostri conti pubblici, delle nostre alleanze internazionali senza cedere un micron di Sovranità, magari con maggiore lentezza di quanto noi Elettori desidereremmo, ma tenendo comunque la barra dritta.

Certamente saremo più agevolati se con la vittoria del SI', il Popolo dovesse marcare il proprio dissenso da un sistema che vede dei dipendenti pubblici, i magistrati, profumatamente pagati, più di qualsiasi altro lavoratore dipendente, pubblico o privato e, nel contempo, protetti dalle peggiori conseguenze potendo essere giudicati solo dai propri simili.

Io ricordo, negli anni della mia attività professionale, colleghi licenziati, colleghi convenuti per risarcimento danni e sui quali ho visto la rivalsa dell'azienda che aveva dovuto rimborsare clienti che, in qualche modo, avevano dichiarato di aver subito un danno anche per un semplice errore materiale, trattenendo per anni e anni parte dello stipendio del malcapitato collega.

Questo non lo vedo accadere tra i magistrati.

Se non sbaglio, l'unico che ha pagato con la radiazione la vicenda emersa con il "caso Palamara" è stato Palamara stesso, come se, da solo, avesse potuto indurre in errore oltre diecimila suoi colleghi operando come è poi emerso.

Vero che altri sono stati sospesi, ma non so se poi quella sospensione, quando l'argomento è stato relegato (troppo rapidamente) nell'oblio da parte dei "professionisti dell'informazione", abbia poi portato a qualcosa di concretamente sanzionatorio.

E' evidente che chi giudica un collega è sempre portato ad essere indulgente, perchè i suoi errori, possono essere anche i miei in futuro.

Ma proprio per quello l'istituzione di una corte disciplinare autonoma dal Csm può dare una maggiore garanzia, a noi "comuni mortali", che si faccia un passo in avanti verso un sistema sanzionatorio che, anche per i magistrati, porti a far pagare chi sbaglia.

Come capita a tutti noi nella nostra ordinaria, quotidiana attività professionale.

E non sarebbe un passo, in avanti, da poco.

Basta un SI'.

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