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10 dicembre 2007

Autotrasportatori da Allende a Prodi

La vicenda di Prodi e della sua armata mi ispira sempre più il parallelo con l’infausta parabola di Salvador Allende tra il 1970 ed il 1973.
Eletto, come Allende, senza una maggioranza, Prodi governa, come Allende, con l’apporto determinante e ricattatorio dell’estrema sinistra.
Ostile, come Allende, agli Stati Uniti, Prodi, come Allende, è in quel posto grazie alle scelte opinabili – opinabilissime – della sinistra democristiana, allora quella di Rodomiro Tomic, oggi quella delle Bindi, dei Castagnetti, dei Franceschini, dei Marini.
Come Allende, Prodi ha perseguitato, con vessazioni fiscali, l’area produttiva della nazione e, come Allende, deve far fronte ad una crisi generalizzata di fiducia e di liquidità.
Come Allende, Prodi ha visto sfilare contro la sua politica milioni di cittadini, ha ricevuto ripetuti avvisi di sfratto mediante raccolte di firme e, come Allende, rimane aggrappato alla poltrona.
Come Allende, infine, Prodi deve affrontare un pesante sciopero, che sa molto di serrata, da parte degli autotrasportatori che in Italia, come nel Cile dei primi anni settanta, svolgono un ruolo essenziale nell’approvvigionamento di derrate e merci varie e che, come nel Cile di Allende, hanno subito pesanti ripercussioni da una politica comunisteggiante.
Lo sciopero degli autotrasportatori fu il penultimo capitolo della parabola politica e umana di Allende.
A seguire arrivò la parola “fine” scritta dal Generale Pinochet.
A me è sufficiente che lo sciopero degli autotrasportatori rappresenti il penultimo capitolo della parabola politica di Prodi.


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7 commenti:

Nessie ha detto...

Non vedo grandi affinità tra Prodi e Allende. E comunque è tutta da dimostrare il fatto che sia mal visto dagli americani. Sarà una mia impressione, ma temo che ai "democratici" dell'asinello vada a genio.
Quanto al penultimo capitolo della sua grama (e menagrama) parabola politica, vorrei fosse l'ULTIMO.

Old Whig ha detto...

Prodi è un ignavo, una faccia di tolla per il corpo di un mostro. Le politiche economiche comuniste di questo governo di pagliacci non potevano trovare tranquillante migliore per il Paese. Spero solo che i nostri concittadini si rendano conto presto della situazione. Serve una scossa, anche di piazza!

Massimo ha detto...

Nessie. Le somiglianze ci sono, per il modo in cui è arrivato al potere, per la coalizione che lo sorregge, per i disastri che compie.
Adesso la ciliegina degli autotrasportatori contro i quali cerca di usare il pugno di fero (la ridicola precettazione!) quando Allende usava i mercenari cubani.
Spero anch'io che sia l'ultimo, ma bisogna che venga rimosso dalla sua poltrona e quello sarà il suo ultimissimo atto.
Salo. La dignità non abita a sinistra. Ma loro se ne fregano, guardano solo al loro interesse e non importa se vengono spernacchiati da tutto il mondo.

Anonimo ha detto...

Quando ho sentito dello sciopero ho pensato esattamente la stessa cosa.
Prodi come Allende.
Speriamo che l'ultimo atto sia lui che si spara in fronte con la rivoltella. Non fece così pure Allende??
D'altra parte, sarebbe quasi sopportabile l'arrivo di un dittatore se mi fucilasse un pò tutti quelli che stanno ora al governo...
Nooo sono liberale.. Non devo pensare certe cose....
Ma tanto, dittatura per dittatura.....

Anonimo ha detto...

Beh le affinità tra Prodi ed Allende ci sono, del resto la storia è fatta di corsi e ricorsi. Non vedo però affinità tra l'Italia ed il Cile, se non altro perchè non ci sono spinte militari golpiste. Il che è un bene, perchè si eviteranno certi orrori cileni di cui faccio volentieri a meno, ma anche un male perchè la situazione continua ad involversi senza uscita. Gli autotrasportatori l'avranno sicuramente vinta, mentre il resto degli italiani se la prenderà semplicemente la' dove il sole non batte, tenendosi idiota ilare e la sua banda bassotti.

Massimo ha detto...

Liberty. Le ultime rivelazioni sulla fine di Allende dicono che sia stato ucciso dalla sua guardia del corpo, agente cubano mandato Castro che, forse, aveva anche dato ordini precisi perchè non potesse parlare sui rapporti tra Cuba e il Cile ... se così fosse, neppure l'onore del suicidio ;-)

Fabio. Il Cile è sempre stato la democrazia più solida dell'America Latina e lo stesso presunto "golpe" non fu altro che un intervento delle Forze Armate seguito alla richiesta votata a maggioranza dal parlamento il 22 agosto 1973, confermata dalla Suprema Corte, perchè venisse rimosso un presidente, Allende, sfiduciato dal parlamento stesso.
Quindi non c'era in Cile alcuna "cultura" golpista ...

Anonimo ha detto...

Ci basterebbe quello!
Non ci sembra di chiedere troppo!:-))

Tutta l'Italia è stufa di Prodi! E questa volta più di metà degli italiani lo è per davvero!

Ciao!
Ricky