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26 marzo 2025

Trappola per Prodi


Ed ecco che, dopo giorni di polemiche e di difese d'ufficio da parte dei cattocomunisti verso il loro santone stagionato, esce il video che toglie ogni dubbio e che mostra come, effettivamente, Prodi abbia preso una ciocca di capelli di una giornalista e li abbia tirati sia pur in modo non violento.

Questo video elimina ogni dubbio e se personalmente considero la "tirata" di capelli un qualcosa che non qualificherei neppure come peccato veniale, la prova inconfutabile di quanto avvenuto è devastante per Prodi e per le sue speranze, se ancora ne avesse avute, di avere un ruolo e, chissà, una presidenza.

E' devastante perchè se avessero studiato a tavolino un trappolone per fregarlo, non sarebbe riuscito meglio di così, a dimostrazione che è la naturalezza del caso ad ottenere i migliori risultati.

Prodi ne esce malissimo, come un vecchio nonno arteriosclerotico che reagisce malamente ad una educata domanda della nipotina e la tratta come un Gianburrasca da rimettere al suo posto.

Ma, soprattutto, Prodi ne esce devastato dalla menzogna che ha detto, quando ha negato di aver preso la ciocca di capelli e averla tirata.

Ora non mi aspetto che i cattocomunisti facciano ammenda, perchè fa ammenda e chiede scusa solo chi una coscienza ce l'ha, non chi ha i paraocchi dell'ideologia.

E neppure questo fatto cambierà l'orientamento al voto di chi sostiene i Prodi, le Schlein o i Lepore, perchè per sostenerli bisogna avere non solo i paraocchi, ma anche le orecchie ed ogni senso ottenebrati.

Resta comunque a futura memoria e come testimonianza della natura intrinseca dei cattocomunisti il video e ogni traccia di una simile vicenda che andrà ricordata negli anni.

Perchè ha ragione il senatore della Lega Claudio Borghi Aquilini che, su X, commenta: "Prodi è quello che ci ha fatto entrare nell'euro, regalandoci decenni di mancata crescita, deflazione salariale, perdita di sovranità, spread, emigrazione dei giovani, fallimenti, migliaia di suicidi di imprenditori e disoccupati...Reputazione rovinata per aver tirato i capelli.".

Ha potuto più una innocua tirata di capelli, di una striscia continua di danni che stiamo pagando tutti noi.


24 marzo 2025

La Politica è scontro

Contrariamente a tanti che si mostrano indignati dai comportamenti e dalle parole di Prodi e Bertinotti (ma sarebbero da aggiungere anche Renzi, Giannini e tanti altri, tutti a senso unico) il fatto che i cattocomunisti si mostrino così arroganti e violenti, mi fa piacere.

Innanzitutto mi fa piacere perchè non ho mai accreditato costoro di una qualsivoglia dignità da interlocutore con cui dialogare.

Poi mi fa piacere perchè le loro ripugnanti espressioni non offendono la Meloni e il Centro Destra, ma solo se stessi, essendo la dimostrazione di una congenita incapacità di elaborazione politica e di argomentazione sui contenuti.

Mi fa piacere anche perchè ci fornisce il destro per ricordarci, sempre, chi sono i cattocomunisti, bulli di periferia che conoscono solo il linguaggio della forza e del potere.

Mi fa piacere perchè il buon governo, il ruolo crescente della Meloni a livello internazionale, il pur lento e contrastato rispetto delle promesse elettorali, hanno spazzato via in poco tempo ogni patina superficiale di credibilità dei cattocomunisti e dei loro caudatari.

Mi fa piacere perchè, contrariamente alle speranze che i cattocomunisti manifestano attraverso i loro "professionisti dell'informazione", la reazione alla loro violenza (per ora solo verbale ...) proviene anche da dirigenti di Forza Italia come la Ronzulli (epica la sua chiosa nei confronti di Renzi che avrebbero voluto pronunciare tutti gli Elettori del Centro Destra) e Gasparri, cioè esponenti di primo piano di un partito che siede nella stessa "famiglia" dei popolari assieme ai cristiano democratici tedeschi che si inquinano alleandosi con i socialisti.

E quanto dicono la Ronzulli e Gasparri sono parole di garanzia contro ogni cedimento ad una politica dell'indecenza che vede gli opposti allearsi.

Perchè la Politica, quella bella, alta, nobile, è scontro.

E' scontro di Idee, di Valori, di Progetti, di Visioni, non è compromesso, spartizione, suk, scambi di favore.

Allora ben vengano le ripugnanti espressioni, facciali, verbali e manuali, di un Prodi sempre più bofonchiante o le confessioni di Bertinotti sugli oggetti (a me sono tornate alla mente le famigerate hazet 36 ...) che vorrebbe tirare in testa alla Meloni, perchè sono tutti appunti che ci facciamo per continuare a contrastarli, combatterli, fare esattamente il contrario di quello che dicono vorrebbero fare.

Perchè l'interesse dell'Italia e degli Italiani è esattamente l'opposto di ogni istanza cattocomunista.

26 maggio 2024

L'amor di Patria è un basso istinto ?

Leggo i resoconti di una intervista rilasciata da "un giovane rampante del pd" (copyright Salvini), Romano Prodi, che, pur confessando di aver letto solo una parte del saggio del Generale Vannacci, lo giudica e ritiene che contenga gli istinti più bassi dell'Uomo.

Da uno che si è prestato, nel corso del suo grande avvenire che ha dietro le spalle (copyright Vittorio Gassman), a genuflettersi davanti ai potentati stranieri, non dubito che gli sia impossibile capire che il Mondo al contrario è intriso di amor di Patria, proprio perchè è scritto da uno che la Patria ha servito con dedizione, onore e competenza.

Perchè l'amor di Patria non è solo la difesa dei confini in guerra (e anche in pace) o sventolare il Tricolore a comando magari solo per le partite di calcio, amor di Patria è anche coltivare, diffondere, tramandare le nostre Tradizioni, i nostri Valori culturali, morali, civili, sociali, affermare la nostra Identità Nazionale e difendere, anche nei confronti dei capi di stato e di governo stranieri, l'Indipendenza, la Sovranità e la Dignità della nostra Nazione.

Capisco che siano concetti totalmente estranei per un cattocomunista che risponde alle due chiese antitaliane, quella di derivazione comunista con la sua internazionale fondata sulla tirannia dell'ideologia e quella di derivazione clericale, fondata sul dogma della infallibilità papale e, infatti, vediamo che un aspirante papa come il vescovo di Bologna Zuppi, invece di occuparsi di teologia, si interessa e interviene contro la riforma del premierato, come una Schlein qualunque.

Prodi, come prima di lui i suoi compagni di viaggio, fanno così propaganda gratuita alla candidatura del Generale Vannacci, perchè chi è, evidentemente, così inviso ai cattocomunisti è, la miglior scelta possibile per un Italiano.

L'unico risultato che Prodi ottiene è di non risolvere i miei dubbi su chi votare il 9 giugno: Lega per dare la preferenza al Generale Vannacci o Fratelli d'Italia per confermare la fiducia ad un Presidente del Consiglio che, ogni giorno che passa, si dimostra sempre più concreto, chiaro e pienamente in controllo della macchina di governo, portando a casa risultati e perseguendo coerentemente una linea che deve essere rafforzata dal voto elettorale.

24 luglio 2011

Euro moderna mela di Eva

Nonostante l’età riesco ancora a stupirmi di come venga manipolata la Storia e la realtà degli accadimenti che ci hanno portato all’oggi e quanto ci si dimentichi di eventi passati da appena un decennio.
Giornalisti scrivono pomposi articoli, cavalcando demagogicamente la pancia dei lettori ma rendendo un pessimo servizio alla comuntà e soprattutto alla soluzione dei problemi, contro la cosiddetta “casta” (di cui peraltro sono, alla pari dei magistrati e dei sindacati, parte integrante) e denunciando la crescita dei prezzi in Italia e la conseguente “stangata” sui contribuenti.
Ma cosa potevamo aspettarci, quando, irretiti proprio da una campagna di stampa fuorviante, si rifiuta, per ben due volte, un programma nucleare che ci avrebbe regalato energia in quantità illimitata e a basso costo ?
Lacrime di coccodrillo, come quelle di chi ignora che alla vigilia dell’introduzione dell’euro, i più avveduti ricordavano la differenza tra i prezzi nel Nord europa e in Italia.
I più ottimisti e miopi, sbandieravano tale dato annunciando come tedeschi, inglesi e nordici, sarebbero venuti da noi a comprare i beni, preconizzando una nuova stagione di sviluppo.
I più assennati, subito tacitati dal coro degli officianti la moneta unica, con Ciampi e Prodi in prima fila, avvertivano che sarebbero stati i nostri prezzi ad adeguarsi a quelli del Nord e noi non avevamo certo gli stipendi e le retribuzioni adeguate a sostenere tale onere.
Ed era (ed è) impensabile un incremento delle retribuzioni tale da adeguarsi a quelle del Nord: ammazzerebbe le aziende più solide.
L’euro ha così compiuto la sua opera demoniaca, non solo sottraendo ai Popoli la Sovranità monetaria (e non solo), ma anche penalizzando il Sud (non solo geografico) dell’europa.
Infatti non è un caso che ad essere in crisi siano Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda con un attacco di dimensioni spropositate (pari a quello del 1992 che fu malamente gestito da Ciampi e Amato: il primo tentando una costosissima e vana difesa della lira nello sme, bruciando ingenti riserve monetarie e il secondo infilandosi nottetempo nei nostri conti correnti e sottraendoci lo 0,6 per mille dei nostri risparmi) anche all’Italia che si difende unicamente per la saggezza dei nostri Padri che fondarono la ricchezza di famiglia sul risparmio, tanto che, se possiamo andare avanti, lo dobbiamo ai risparmi del passato ed al fatto che oltre il 70% del debito pubblico è in mani italiane.
Di cosa si lamentano, allora, i giornalisti ?
Facciano autocritica, piuttosto, visto che le poche voci contrarie all’euro furono messe a tacere da schiamazzi ad alti decibel favoriti dalla messa a loro disposizione di gran parte della stampa italica.
Alcuni anime candide (o ipocrite) puntano il dito contro il Governo Berlusconi dell’epoca che non avrebbe “controllato” l’andamento dei prezzi.
Ma cosa avrebbe dovuto fare ?
Imporre un calmiere ?
Sin dai tempi dell'Imperatore Diocleziano il calmiere dei prezzi contro l’andamento del Mercato ha sempre provocato danni maggiori dei benefici immediati.
Ma anche i servizi di cosiddetta pubblica utilità non possono essere offerti a prezzi inferiori ai costi sostenuti per produrli o acquistarli dall’estero.
Per una tale politica occorrerebbe spremere in altro modo i cittadini con le tasse e in Italia siamo ben oltre il limite massimo accettabile e tollerabile.
Lo vediamo negli Stati Uniti, dove l’attuale amministrazione democratica, dopo aver inutilmente speso miliardi di dollari attivando una politica socialista di elargizioni cosiddette "sociali" e di interventismo pubblico nell’economia, adesso pretenderebbe che i Repubblicani accettassero l’aumento delle tasse per mantenere in piedi i servizi sociali dispensati senza criterio, per una mera volontà ideologica.
Mi auguro (anche se temo che la propaganda democratica, appoggiata dalla solita stampa liberal sempre prodiga con i soldi altrui ,possa condizionarne le scelte) che i Repubblicani tengano duro anche a costo di portare al fallimento gli Stati Uniti: sarebbe il giusto coronamento di una pessima amministrazione di stampo socialista.
Ma anche in Italia un parziale (proprio perché poco del nostro debito pubblico è in mano straniera) fallimento potrebbe essere utile, quel tanto che basterebbe per uscire dall’euro e riprendere la nostra Sovranità e Indipendenza Nazionale.
Con la possibilità di battere moneta, di svalutare, di agire sulla leva monetaria per fronteggiare i periodi di crisi, come è sempre stato e con il naturale adeguamento dei prezzi interni al tenore di vita della Nazione.
Un tenore di vita che dovrà necessariamente essere rivisto, che si rimanga all’interno o si riasca a liberarsi dell’euro, per riscoprire una vita sana che poggi sui solidi Valori della Tradizione nei consumi, nei comportamenti, nel modello di società.
Illusione ?
Forse, ma sognare non è ancora vietato, non costa nulla e, soprattutto, le società che hanno smesso di sognare sono civiltà morte, perché sono i sogni che forniscono gli obiettivi per la cui realizzazione vale la pena vivere e combattere.


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06 maggio 2008

Prodi e Napoleone

Ho vinto due volte contro Berlusconi”.
Questo il refrain di Romano Prodi alla vigilia della sua definitiva uscita di scena.
Dopo le presidenziali americane del 2000 mi ricordo gustosi pezzi di colore da Washington, che descrivevano un Al Gore sull’orlo della pazzia che girava per la Casa Bianca dicendo a tutti: “ma ho vinto io!”, “ho preso più voti!”.
Ma, forse, il paragone più appropriato è con il Napoleone del Manzoni (del resto abbiamo appena passato il 5 maggio) “ due volte nella polvere, due volte sull’altar” finchè “cadde, risorse e giacque”.
Anche se, con tutta la buona volontà e la misericordia che si deve agli sconfitti, non credo che qualcuno veda in Prodi un condottiero dalla stoffa napoleonica.
Si consoli, comunque, il reggiano di Scandiano, perché il suo successore e predecessore non riuscirà a combinare granchè più di lui a meno di averne ereditato il primigenio “fattore c”.
Già l’inizio sembra alquanto claudicante, con l’Alitalia che ci costa 300 milioni e con una lunga telenovela per la formazione di un governo che, stando ai nomi proposti, non appare all’altezza del precedente che resse molto bene dal 2001 al 2006.
Del resto, quando il miglior ministro del futuro governo Berlusconi IV si chiama Roberto Calderoli (e grazie all’ostracismo musulmano) o bisogna ricorrere a minestre riscaldate come Tremonti e Frattini per non ridursi agli uomini di apparato (addirittura ben tre dovrebbero essere i portavoce divenuti ministri) non c’è tanto da sperare in quel che realizzerà il Berlusconi IV se non in una levata di ingegno del solo Berlusconi.
Prodi ?
Requiescat in pace
.

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24 gennaio 2008

E adesso subito al voto

Prodi ha perso il governo nel modo peggiore, con una figura meschina, mostrando livore, rabbia e nessun senso dello stato che avrebbe preteso di non esarcebare gli animi con l’ostinazione per il voto del senato.
Un vergognoso oblio copra la sua storia politica e personale.
Adesso si aprono tante strade per il futuro.
L’Italia è la patria del bizantinismo.
Alcuni voti a favore di oggi fanno scappare da ridere, se non fosse che siamo anche noi Italiani e veniamo danneggiati da chi dice che vota “sì” non per le capacità di governo, ma per consentire di avere un governo.
Ebbene no.
Meglio nessun governo che questo governo, incapace di rispondere alle sfide del mondo globale e in grado solo di caricare balzelli espropriandoci dei nostri risparmi.
Meglio nessun governo anche perché questo parlamento, delegittimato sin dalla proclamazione di un voto dubbio dopo gli scrutini del 10 aprile 2006, non può esprimere un governo coeso e con un progetto per il nostro futuro.
Solo una maggioranza, di una parte o dell’altra può realizzare quelle riforme di cui l’Italia ha bisogno.
E poiché abbiamo visto che la sinistra non è in grado di portare altro che distruzioni e devastazioni, mentre il Centro Destra, pur con tutte le difficoltà di convivenza, le riforme è stato in grado di farle, occorre rimettere subito la sella in groppa al Presidente Berlusconi perché riprenda a trascinare il fardello Italia fuori dalla palude in cui l’ha condotta la sinistra.
Per fare ciò c’è una sola strada: elezioni subito.
Che sia Prodi o qualcun altro a gestire l’ordinaria amministrazione poco cambia.
Napolitano sciolga il parlamento e convochi le urne nel più breve tempo possibile.
Con questa legge elettorale.
Senza tante manfrine di consultazioni e riti tribali vari, si vada al voto a marzo e si riprenda ad aprile 2008 là dove si era lasciato nell’aprile 2006.

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13 gennaio 2008

Le discariche di Prodi

Romano Prodi, il peggior presidente del consiglio che l’Italia abbia mai avuto in tutta la sua storia, mostra ogni giorno di più il suo volto arrogante e insipiente.
Ieri si è permesso di criticare le regioni che, interpretando correttamente (come lui non è in grado di fare con gli Italiani) il volere dei loro cittadini, negano il permesso di scaricare su di loro le immondizie create dall’incapacità della sinistra nell’amministrare Napoli e la Campania e dall’immobilismo dello stesso Prodi, informato già da un anno – per ammissione della sua stessa compare Iervolino – dell’emergenza crescente.
Prodi ha scandito: “l’Italia è una nazione civile”.
E’ l’unica affermazione giusta che abbia fatto: l’Italia è una nazione civile che non merita un governo ed un presidente del consiglio che sarebbero inadeguati anche per il Burundi.
L’atteggiamento di Prodi è quello tipico del debole cui viene assegnato un compito troppo superiore alle sue capacità.
Per non confessare la sua inadeguatezza (eufemismo), fa la voce grossa, confidando nell’apparato di protezione che lo circonda: lecchini, poteri forti, giullari, funzionari e boiardi di stato.
Dietro quella cortina, ma soprattutto usufruendo della protezione della Forza Pubblica (che prima o poi si stancherà di prendere insulti e bastonate per proteggere chi non merita di essere protetto) si crede in diritto di abbaiare ordini contrari alla comune decenza, addirittura ergendosi pomposamente (e scalfaronianamente !) a censore dei comportamenti altrui.
L’atteggiamento di Prodi non si fa fatica ad equipararlo a quello dell’uomo che, nella vita di tutti i giorni, è oppresso da madre/moglie/capo ufficio e sfoga le sue frustrazioni non appena ha un piccolo incarico, magari di presidente dell’assemblea condominiale (neppure questo incarico, comunque, sarebbe adatto alla statura di Prodi).
Prodi e i suoi sodali hanno clamorosamente mancato nella gestione dell’emergenza rifiuti e ora cercano di salvarsi scaricando l’immondezza sul prossimo, trasformando in altrettante discariche le altre regioni d'Italia, osando lamentarsi se il Popolo si ribella e la butta nei giardini di chi si rende complice della politica prodiana.
Non bastavano le tasse che hanno ridotto i nostri redditi,
non basta la minaccia di aumentare il prelievo sui risparmi,
non basta il grave danno perpetrato al Nord penalizzando Malpensa,
non bastano i prezzi che galoppano
,
Prodi riesce anche ad inquinare le regioni che – faticosamente, costosamente, virtuosamente – erano riuscite a tenere sotto controllo il problema dei rifiuti.
Non solo.
Con il suo atteggiamento presuntuoso ed arrogante, con l’imposizione dello smaltimento dei rifiuti campani su tutto il territorio nazionale è riuscito anche ad estendere la protesta popolare – inizialmente limitata a Napoli – a tutta Italia.
Ma non sono esenti da critiche i Leaders del Centro Destra che, davanti all’aberrante governo dei rifiuti di Prodi, non intervengono per capeggiare e coordinare la rivolta popolare, preferendo il cazzeggio sulla legge elettorale e, di fatto, aiutando Prodi a superare l’emergenza che potrebbe abbattere un governo così pernicioso per l’Italia e gli Italiani.
Berlusconi capisca che della legge elettorale non ce ne frega nulla.
Della spazzatura che Prodi vuole spargere dappertutto, sì.
Ci aspettiamo di vedere Berlusconi, Fini, Bossi, Casini, Storace, Rotondi e tutti gli altri, alla testa del Popolo che si ribella alla sinistra politica della monnezza di Prodi.

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10 dicembre 2007

Autotrasportatori da Allende a Prodi

La vicenda di Prodi e della sua armata mi ispira sempre più il parallelo con l’infausta parabola di Salvador Allende tra il 1970 ed il 1973.
Eletto, come Allende, senza una maggioranza, Prodi governa, come Allende, con l’apporto determinante e ricattatorio dell’estrema sinistra.
Ostile, come Allende, agli Stati Uniti, Prodi, come Allende, è in quel posto grazie alle scelte opinabili – opinabilissime – della sinistra democristiana, allora quella di Rodomiro Tomic, oggi quella delle Bindi, dei Castagnetti, dei Franceschini, dei Marini.
Come Allende, Prodi ha perseguitato, con vessazioni fiscali, l’area produttiva della nazione e, come Allende, deve far fronte ad una crisi generalizzata di fiducia e di liquidità.
Come Allende, Prodi ha visto sfilare contro la sua politica milioni di cittadini, ha ricevuto ripetuti avvisi di sfratto mediante raccolte di firme e, come Allende, rimane aggrappato alla poltrona.
Come Allende, infine, Prodi deve affrontare un pesante sciopero, che sa molto di serrata, da parte degli autotrasportatori che in Italia, come nel Cile dei primi anni settanta, svolgono un ruolo essenziale nell’approvvigionamento di derrate e merci varie e che, come nel Cile di Allende, hanno subito pesanti ripercussioni da una politica comunisteggiante.
Lo sciopero degli autotrasportatori fu il penultimo capitolo della parabola politica e umana di Allende.
A seguire arrivò la parola “fine” scritta dal Generale Pinochet.
A me è sufficiente che lo sciopero degli autotrasportatori rappresenti il penultimo capitolo della parabola politica di Prodi.


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18 novembre 2007

Assedio senza tregua per cacciare Prodi e rivotare

L’approvazione (per ora) della seconda tragica finanziaria di Prodi e della sinistra ha rinviato i festeggiamenti per l’abbattimento di un regime che sopravvive senza alcun utile per l’Italia.
Purtroppo abbiamo anche avuto la prova che nello stesso Centro Destra il richiamo all’inciucio affascina i vertici dei maggiori partiti alleati, addirittura mettendo in piazza critiche ingenerose, ingiuste e suicide, al Presidente Berlusconi.
Fini, leader di una irriconoscibile Alleanza Nazionale, imputato più di Casini che, paradossalmente, spicca come campione di coerenza nella sua fronda eterna al Presidente Berlusconi.
Il partito che fu della Destra è allo sbando.
Nel blog Svulazen , che segue le problematiche di Bologna e della rossa Emilia Romagna, lo avevamo rilevato con tre post: qui , qui e qui .
Evidentemente gli ammiccamenti bolognesi erano sintomo, grave, di una deriva che è esplosa con le dichiarazioni di Fini e la sua lettera al Corriere.
La domanda se AN sia ancora di Destra è una domanda pertinente, come è fondato chiedersi se Fini, con il suo comportamento, non cerchi di accreditarsi agli occhi della sinistra invece di continuare ad essere una componente, importante, del Centro Destra.
Fortunatamente i numeri parlano ancora chiaro e gli oltre sei (per ora) milioni di Italiani, suppongo essenzialmente elettori del Centro Destra: di tutto il Centro Destra, che hanno firmato la richiesta promossa da Forza Italia di rimuovere Prodi e tornare al voto , fanno strame delle pretenziose, smodate e presuntuose ambizioni di Fini.
Un Fini ed una An di cui possiamo chiederci se abbiamo bisogno nel Centro Destra.
Numericamente, ancora sì, ma vediamo come il loro spazio politico sia ora meglio presidiato da La Destra che, infatti, con la portavoce Daniela Santanchè ha firmato al gazebo di Forza Italia di Piazza San Babila, esattamente come ha fatto Michela Vittoria Brambilla, leader dei Circoli della Libertà.
Abbiamo allora, proprio ancora bisogno di Fini e della sua An ?
Ma, soprattutto, se è vero che si vince solo sommando tante forze in modo da arrivare al 50 % + 1 dei voti, è altrettanto vero che le liti e le faticose ricuciture rendono meno credibile una alleanza.
Ho letto oggi che Fini, per giustificare la sua ribellione, afferma che ci si deve domandare perché abbiamo perso per 24000 voti le elezioni del 2006 (avrebbe fatto meglio a dire perché forse abbiamo perso ...).
Beh, che si guardi allo specchio, mettendo vicino anche una fotografia di Casini ed avrà la sua risposta.
Le abbiamo perse, oltre che per l’inaffidabilità dell’udc,
per le sue oscillazioni,
per la sua aggressione a Tremonti,
per le sue avventure in campo radicale (fecondazione assistita),
per le sue svolte (viaggio in Israele e relative dichiarazioni) rifiutate dalla base e che hanno fatto godere una sinistra che però se ne guarda bene dal votarlo,
per le sue improvvide aperture al veltronismo (voto agli immigrati),
per i suoi veti (Musumeci)
.
Adesso rischiamo di prolungare l’agonia dell’Italia offrendo alla sinistra un ramo cui aggrapparsi: il “dialogo” sulla riforma elettorale e costituzionale.
Fini vuole cambiare la strategia del Centro Destra.
Legittimo.
Ma allora che esca definitivamente dal Centro Destra e vediamo dove finisce.
Probabilmente consentirà a questo parlamento di arrivare a fine legislatura (o anche solo a maturare la pensione), ma quando si tornerà alle urne, poi ne pagherà il conto.
Perché i milioni di Italiani che sono accorsi ai gazebo di Forza Italia, rispondendo “presente !” all’appello del Presidente Berlusconi, ci dicono che l’opposizione alla sinistra deve continuare senza sconti, senza dialogo, senza tregua, fino alla rotta totale di Prodi e dei suoi sodali.
La linea del Presidente Berlusconi è quella voluta dagli elettori del Centro Destra: muro contro muro , senza “se” e senza “ma”.
Solo in questo modo, nella chiarezza, si renderà evidente la differenza, netta e senza ombre, tra noi e la sinistra.
Una differenza che ci rende talmente distanti e distinti da non poter, se non prendendo in giro i cittadini, pensare di concordare neppure una riforma elettorale assieme, che sarebbe utile solo a salvare la casta dei funzionari di partito, dei burocrati delle banche centrali e dei boiardi di stato, cioè quei soggetti che hanno depauperato la nazione con la loro inettitudine e clientelismo.
Fornire alla sinistra il ramo del dialogo cui aggrapparsi, significa rendersi complice delle nefandezze economiche e sociali di cui la sinistra è responsabile.
L’assedio a Prodi deve continuare senza concedere alcun respiro, alcuna tregua fino alla sua cacciata e al ritorno alle urne.

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22 marzo 2007

L'italietta di Prodi è sempre meno affidabile

Oppure, se preferite, sempre più badogliana.
Se 5 anni di Governo Berlusconi avevano ridato smalto e credibilità all’Italia, con l’impegno in Iraq e in Afghanistan (eravamo la Nazione che forniva il contingente più numeroso per le missioni all’estero dopo Stati Uniti e Gran Bretagna) sono bastati pochi mesi con la sinistra di Prodi e D’alema per farci precipitare di nuovo nella precedente palude.
Intendiamoci.
Se la liberazione di Stefio e degli altri due Agenti di Sicurezza Privata, dopo il sacrificio pieno di dignità e di onore di Fabrizio Quattrocchi, era stata la giusta ricompensa per una azione congiunta di intelligence e militare, anche con Berlusconi non sono mancate ombre relative alla liberazione delle due Simone e della giornalista comunista del Manifesto.
Ombre concernenti trattative e riscatto in termini economici, peraltro smentiti, che macchierebbero il ruolino in politica estera del Governo di Centro Destra, ma, almeno, “in dubio pro reo” e quindi dobbiamo credere alle smentite e, comunque, neanche nelle più perverse elucubrazioni, qualcuno ha mai ipotizzato la liberazione di assassini e terroristi in cambio delle sventurate che - per loro, libera scelta - si erano messe nei guai.
Purtroppo la sinistra non ha neppure il pudore di nascondere la vergogna di una trattativa che è stata totalmente demandata ad un nemico dichiarato dell’Occidente e della liberazione di Afghanistan e Iraq, Gino Strada, che ha persino ottenuto l’allontanamento dei nostri agenti segreti.
Il risultato si è visto: liberato Mastrogiacomo, ma liberati anche 5 terroristi assassini che sicuramente torneranno ad uccidere prima di essere terminati o catturati.
Gli aspetti più gravi sono però successivi.
Nonostante – e forse proprio per tale motivo – la prova di debolezza, sudditanza e acquiescenza ai terroristi dimostrata dalla sinistra e dall’italietta di Prodi e D’alema, una nostra pattuglia è stata fatta oggetto di aggressione, con il ferimento lieve di un parà, quasi una sorta di intimidazione, cui ha subito risposto un tremebondo D’alema “preoccupato” per quel che potrà accadere.
Ancora più grave la preoccupazione espressa (come riportato dall’Ansa ) da fonti vicine al Governo Americano, per le modalità del rilascio di Mastrogiacomo.
Modalità – in sostanza l’apertura di una trattativa con i terroristi e la liberazione di cinque di essi – che mettono in pericolo l’intera missione in Afghanistan.
In questa situazione vediamo che il signor Strada alza la voce, pretendendo (!!!) la liberazione del suo collaboratore, arrestato dalla polizia afgana, che aveva intrattenuto i rapporti con i terroristi.
E il signor Strada afferma persino che, in tal senso, avrebbe anche ottenuto garanzie da parte di Prodi.
Ma stiamo scherzando ?
Se c’è stato un canale per intavolare una trattativa con i terroristi e se questo canale è stato il collaboratore del signor Strada, è evidente che tale personaggio conosce molto del nemico ed è un obbligo morale torchiarlo per benino per conoscere quanto più è possibile al fine di combattere il terrorismo.
A questo punto si ripropone la questione del voto per il rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Se prima ero una “mosca bianca” nel sostenere che il Centro Destra deve votare contro, lasciando ogni responsabilità alla sinistra, adesso vedo che questa posizione viene sostenuta anche da alcune firme dei due più importanti quotidiani del Centro Destra (oltre che da altri bloggers).
Mi auguro che il Centro Destra tenga conto del sentimento profondo della sua gente, come interpretato, non da me o dai bloggers, ma dai suoi quotidiani di riferimento.
Il principale valore che possiamo avere come opposizione è quello di utilizzare ogni occasione per cercare di abbattere Prodi, riportare l’Italia alle urne e ridare alla nostra Patria un governo degno di tale nome.
Adesso è diventata anche una questione di dignità e onore nazionale.
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21 marzo 2007

Gli amici di Prodi si pappano l’economia italiana

Mentre siamo tutti impegnati a disquisire se gli omosessuali siano malati o meno, se si debba votare o meno il rifinanziamento della missione in Afghanistan, se i terroristi debbano essere invitati a sedersi al tavolo del negoziato, zitti zitti, gli amici di Prodi accelerano (non si sa mai !) i tempi dell’incasso del loro dividendo.
8 aprile 2006
In Italia è diffusa l’opinione che la sinistra vincerà a mani basse le elezioni: c’è tempo, Pietro !
10 aprile 2006
Al termine di una notte che il Presidente Berlusconi continua a definire “di spogli e di imbrogli”, un dubbio scrutinio sancisce una presunta vittoria della sinistra con un margine talmente ristretto che al senato sono costretti a dipendere dai senatori non eletti: non c’è più tempo, Pietro !
maggio 2006
Banca Intesa del duo Bazoli-Passera e San Paolo Imi di Salza e Iozzo, aprono le trattative per una fusione.
Da notare che tutti e quattro quei signori erano andati a votare alle primarie della miss di sinistra come, del resto, aveva fatto anche il nume tutelare dell’altra banca più importante d’Italia (il Profumo di Unicredit) e i manager della galassia di banche comuniste (Unipol, Monte dei Paschi).
agosto 2006
L’accordo di fusione tra Intesa e San Paolo è cosa fatta.
La finanza comunista è irritata per essere stata accantonata.
1° gennaio 2007
Debutta Intesa Sanpaolo.
febbraio 2007
Tra i candidati ammessi a papparsi Alitalia c’è Air One sostenuta da Intesa Sanpaolo e le fonti giornalistiche attribuiscono a questa opzione il maggior favore.
marzo 2007

Intesa Sanpaolo capeggia la cordata più accreditata per papparsi la Telecom sottratta, dopo la vicenda Rovati/carta intestata alla presidenza del consiglio, a Tronchetti Provera.
La marcia degli ex democristiani di sinistra (seguaci di Marcora, Andreatta, Martinazzoli) sembra inarrestabile.
Con un consenso elettorale che se arriva al 10% è dire molto, stanno per incamerare i piatti più succulenti dell’economia nazionale, almeno tra quelli sul mercato.
Il tutto nel silenzio (compiaciuto ?) delle autorità (?) politiche.
E’ la nuova Iri, il nuovo carrozzone che scaricherà su di noi, cittadini, contribuenti, clienti, utenti, dipendenti, il costo delle “ristrutturazioni” che significano:
- servizi meno efficienti
- esternalizzazioni e delocalizzazioni
- precariato
- aumenti delle tariffe
- prepensionamenti a carico della finanza pubblica
.
Adesso possiamo capire perché, nonostante gli ottimi risultati della finanziaria di Giulio Tremonti, Prodi e i suoi compari gabellieri, abbiano così ostinatamente voluto massacrarci di tasse.
Se il Centro Destra si è dimostrato ingenuo nel non agire mai in campo economico per occupare posizioni di potere, stupisce la fragilità dei comunisti, forse appagati dagli zuccherini ideologici (ritiro dall’Irak, critiche agli Stati Uniti, unioni omosessuali, repressione delle idee, persecuzione contro le televisioni di Berlusconi) che sono solo riusciti a piazzare il marito del ministro Pollastrini come condirettore generale di Intesa Sanpaolo.
Quale sarà la prossima preda ?


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