La sconfitta dell'Italia non sorprende.
Non possiamo vivere nei ricordi, come facciamo noi a Bologna che celebriamo lo scudetto del 1964, vinto quando io, che sono nel settantesimo anno di età, non avevo ancora compiuto gli otto anni.
Scontiamo l'ottuso europeismo unionista che si è manifestato con la sentenza Bosman del 1995.
Se le società, con slalom tra i paletti, "scoperte" di avi italiani, oriundi, cittadinanze facili, troppo facili, fanno giocare tutti stranieri, fino al Como che di italiano ha ormai solo i tifosi, come possiamo pensare che possano emergere dei giocatori validi tra cui poter scegliere come era in passato, nelle tante rivalità ?
E se persino le giovanili sono imbottite di stranieri, togliendo spazio ai giovani italiani unicamente perchè gli stranieri costano poco, come si ricostruisce un movimento calcistico nazionale ?
Non credo che i 58 milioni di commissari tecnici che ci sono in Italia avrebbero convocato giocatori tanto diversi da quelli chiamati da Gattuso e, prima di lui, da Spalletti, perchè non sono i migliori, sono gli unici.
Pensate solo ai portieri.
I nostri erano i migliori in assoluto.
Adesso metà serie A ha portieri stranieri.
E non serve chiedere le dimissioni di Gravina.
Possono dimettersi tutti, ma se non si tornerà a porre dei limiti alla presenza in campo, contemporanea, di più tre stranieri, non si ricostruirà mai nulla.
Ancora una volta, sembra destino, ma è così: l'unione europea fa solo danni.