La nuova crisi energetica (di approvvigionamento per colpa degli ayatollah che tengono ancora sotto tiro lo stretto di Hormuz) ripropone il tema di cosa fare per alleviare la sofferenza per le tasche degli Italiani.
La risposta immediata e più semplice è: ridurre le accise, cosa che è stata già fatta dal Governo.
In effetti oggi ho fatto benzina ed il costo (distributore Eni) era di 1,709 al litro, meno, molto meno degli oltre 2 euro dell'epoca in cui il Fenomeno cercava di convincerci che il condizionatore acceso ostacolasse la pace.
Però, effettivamente, le accise sono quel differenziale che condanna noi Italiani a pagare la benzina più di altri popoli.
Allora la soluzione è: abolire totalmente e per sempre le accise.
Ma, obietta Giorgetti, senza le accise si aprirebbe un buco nei conti dello stato.
Ha ragione, ma quante spese assistenzialiste ci sono nel bilancio dello stato che potrebbero compensare l'abolizione delle accise ?
Giorgetti sicuramente lo sa e a me, che non sono un ragioniere, tanto meno dello stato o del Mef, vengono in mente i soldi buttati via per contribuire a realizzare film che, per lo più, non hanno spettatori, sostenere giornali che non vendono abbastanza per andare almeno in pareggio, finanziare spettacoli effimeri, rimborsare (sic !) le organizzazioni che assistono i clandestini che le stesse organizzazioni o altre loro assimilabili ci scaricano quasi quotidianamente (e se una fa beneficenza, deve pagarla di tasca propria, non scaricandone i costi sul prossimo).
Probabilmente sarebbe sufficiente anche solo l'ultima voce per compensare l'abolizione delle accise, ma sicuramente le voci sono molte, da cui attingere per dare respiro e beneficio a tutti gli Italiani, compito principale di un governo.
Nessun commento:
Posta un commento