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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

01 dicembre 2016

Basta un sì e ci ruberanno il futuro


Credo non sia sfuggita a nessuno la frenetica attività di Renzi per la campagna elettorale referendaria.
Un simile attivismo non ha precedenti se non nella sfortunata battaglia di Fanfani nel 1974 contro il divorzio.
Renzi, praticamente, è in ogni televisione, giornale radio, quotidiano, in internet, dove ripete sempre le sue battute che, una volta sono penetranti, ma due, tre, quattro, dieci volte, rappresentano un lavaggio del cervello asfissiante.
Dopo il richiamo di Juncker ("non possiamo lasciare Renzi da solo") ecco che sono scesi in campo gli altri loschi figuri delle consorterie e del soviet.
Da Schauble che "se fossi italiano voterei sì" al Fondo Monetario Internazionale e all'Ocse che esaltano le schiforme di Renzi.
Stampa, radio e televisione in Italia (e non solo viste le intemerate del Financial Times, del Wall Street Journal e dell'Economist) sono allineate e coperte dietro l'ordine di scuderia che, evidentemente, è quello di far vincere i sì a tutti i costi.
Sembra che il soviet sia più preoccupato per la vittoria del NO in Italia che per quella di Hofer in Austria, dove non si assiste ad una tale invasione di campo.
La potenza di fuoco mediatico e non che è stata messa in campo è spaventosa.
I debiti che Renzi sta contraendo con i suoi padrini dovrebbe esserlo, per lui, ancora di più.
Le promesse di elargizione ormai non si contano più.
Soldi agli statali, soldi ai pensionati, soldi agli studenti e ai professori, ai metalmeccanici e agli immigrati, ai banchieri e agli industriali ... soprattutto ai banchieri e agli industriali, NOSTRI soldi.
La paura che l'Italia segua l'esempio del Regno Unito è tale che Juncker, Schauble e gli altri Scrooge del soviet accettano persino di essere dileggiati dal fiorentino che, da parte sua, le prova tutte per cercare di convincere gli Italiani a votare per il sì.
Cerca voti nel Centro Destra, cerca voti tra i grillini, ovunque pur di far passare una modifica costituzionale che esproprierebbe il Popolo della sua Sovranità per cederla a quegli Scrooge del soviet europeo.
Costoro sono preoccupati non per l'unione europea, ma per i loro affari, perchè se l'Italia si ribella, sarebbe solo la prima di una lunga serie di "NO" che ariverebbero a compromettere la loro ricchezza e, soprattutto il loro potere dietro le quinte delle varie consorterie.
La posta in gioco è altissima, perchè, come ha scritto un giornalista renziano riprendendo e omaggiando le parole del suo idolo, se ci hanno rubato il passato ed il presente, per il futuro basta un sì.
Certo, basta un sì perchè ci rubino anche il futuro.



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30 novembre 2016

NO anche contro l'imbroglio mediatico


Mi piacerebbe che risorgesse l'Osservatorio di Pavia o i radicali che erano sempre pronti a contare i minuti concessi in televisione a Berlusconi ma sono scomparsi adesso che a reti unificate deborda Renzi, per avere conferma di quello che è sotto gli occhi di tutti.
La par condicio, tanto reclamata negli anni del Cav, è andata a farsi benedire, completamente dimenticata, elusa, evitata.
Nei giornali radio e nei telegiornali è tutto un riportare dichiarazioni di Renzi.
Sky Tg 24 ha dedicato un canale al suo discorso di ieri e ne cita le gesta sia quando blatera "non vi lasceremo soli" (rivolto ai terremotati o agli alluvionati) sia quando, autoreferenziale, dice che lui non è come gli altri.
Infatti è peggio.
Qualche spazio per Maria Elena Boschi, che era il volto del renzismo prima di Banca Etruria e per il resto l'oblio copre le mummie per il sì (da Napolitano a Marini, da Casini all'intero sindacato della cisl).
Non si deve, infatti, dare l'idea che a favore del sì ci siano i vecchi privilegiati di sempre.
Al contrario lo spazio dedicato al NO vede ampia copertura per i vecchi Berlusconi e D'alema e pur di sputtanare il NO viene persino riesumato Monti per fargli dire che lui voterà NO, certi che, in odio al presidente degli esodati, tanti voteranno sì.
E quando si parla del Centro Destra si ricordano le lotte intestine (Bossi contro Salvini, Salvini e Meloni contro Berlusconi) e quando si informa sulla campagna dei grillini è immancabile citare la giunta Raggi a Roma.
La stampa non è migliore e, a parte La Verità, il Fatto Quotidiano e, in parte, il Giornale e pochi altri, ha scatenato le sue penne al servizio delle consorterie affaristico finanziarie che, con il Financial Time e il Wall Street Journal, danno la linea: deve vincere Renzi, oppure sarà governo tecnico (il che è un'altro assist per Renzi, visto che più odiato di Renzi c'è solo Monti).
E' lo stesso, identico imbroglio mediatico che è stato tentato nel Regno Unito contro la Brexit o negli Stati Uniti contro Trump.
Il merito di una pessima riforma, la necessità di abbattere Renzi ma, ancora di più, la necessità di raddrizzare la schiena e ritrovare dignità nazionale impongono di votare NO.





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29 novembre 2016

Un NO non è sprecato perchè butta via lui


Domenica, nel suo vorticoso giro per cercare di raccogliere voti del Centro Destra e grillini (solo con quelli potrebbe vincere) Renzi era a Bologna e il Carlino, che come il 99% della stampa tifa per lui, ne dà ampia copertura.
Ma il titolo è emblematico, perchè riporta una delle tante frasi slogan (senza alcun contenuto) di Renzi: "occasione straordinaria non buttiamola via" .
No, l'occasione straordinaria di buttar via Renzi non deve essere sprecata, ha ragione.
Il NO infatti non solo ci risparmierebbe una costituzione bloccata, peggiore dell'attuale, che toglie Sovranità al Popolo per gratificare una casta di privilegiati non eletti ma nominati dal padrone, liberandoci dalla sudditanza verso il soviet europeo che, infatti continua a cercare di influenzare il voto da un lato minacciando governi tecnici, dall'altro inquinando gli andamenti di borsa, finanziari ed economici con "notizie" estemporanee, ma soprattutto il NO ci consentirebbe di buttar via Renzi.
E sarebbe un grande risultato !





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28 novembre 2016

NO alla costituzione immodificabile che vorrebbe Renzi


Tra le tante perversioni legislative e masturbazioni mentali che la "riforma" costituzionale che vorrebbe Renzi propone, ve n'è una, gravissima, che lede il diritto del Popolo a modificare la costituzione stessa.
La carta del 1948 è pessima perchè scritta da un connubio di socialisti, cattolici e comunisti e la loro ideologica pervade l'intera struttura.
La carta del 1948 è rigida, perchè la procedura di modifica costituzionale, come possiamo vedere in questi giorni, è complessa e richiede un lungo tempo di gestazione.
Ma, almeno, la riforma della carta è teoricamente possibile.
Con le modifiche proposte da Renzi la carta diverrebbe sostanzialmente immodificabile.
Abbiamo infatti visto come lungi dall'essere abolito, come nelle favole raccontate dai sostenitori di Renzi, il senato resta, con proprie competenze, tra le quali, come recita il proposto articolo 70 "per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali".
Questo significa che i cento nominati (74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 quirinalizi) potrebbero bloccare qualunque proposta di revisione costituzionale fosse approvata, anche a maggioranza debordante, dalla camera pur eletta dal Popolo.
Senza il voto favorevole del senato, infatti, non passerebbe alcuna modifica costituzionale, non ci sarebbe alcun referendum confermativo e la volontà del Popolo sarebbe calpestata.
E possiamo tutti immaginare come i nominati, dovendo il loro incarico e la loro stessa immunità, ad un sistema che con una revisione costituzionale verrebbe cambiato, mai e poi mai accetterebbero di "sacrificarsi", annientando il potere della casta di cui sarebbero chiamati a difendere i privilegi.
Del resto, la stessa farraginosa procedura di nomina dei senatori, slegata dal momento in cui viene eletta la camera, quindi priva di rappresentatività popolare, è indice di una volontà di bloccare sul nascere ogni rinnovamento ed ogni movimento che se ne faccia interprete.
Un senato di nominati, posti in quello scranno di privilegio, da una consorteria di politici magari sconfitti alle politiche, ma in grado, poichè non ci sono contemporanee elezioni e rinnovamento delle regioni e dei sindaci, di mantenere il controllo di una camera, bloccherebbe ogni modifica costituzionale.
Lungi dal voler snellire e sburocratizzare, la "riforma" di Renzi costruisce un regime ingessato e immodificabile, ponendovi a guardia i propri pretoriani nominati al senato.
Il NO del 4 dicembre sarà utile anche per impedire che l'Italia veda una pessima costituzione rigida trasformarsi un una pessima costituzione rigida e immodificabile.



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27 novembre 2016

NO al centralismo burocratico


Se si voleva avere un esempio di quanto sia sbagliata la "riforma" di Renzi e di quanto sia necessario votare NO il 4 dicembre, ce lo dice la sentenza della corte costituzionale che ha dichiarato parzialmente illegittimo  il provvedimento governativo sulla pubblica amministrazione.
Renzi, da furbetto quale è, cerca di rivoltare la frittata dichiarando che sarebbe la prova di come siamo bloccati.
Ma non dice che siamo bloccati per colpa della corte costituzionale, della magistratura che interferisce sul potere esecutivo e legislativo e su quello la sua "riforma" non solo non dice nulla , ma addirittura ne incrementa il ruolo con il ricorso preventivo alla corte costituzionale.
In compenso la "riforma" di Renzi avrebbe impedito il ricorso della regione Veneto, cioè la difesa degli interessi del Popolo contro la casta della burocrazia statale.
Un mix letale (magistratocrazia rafforzata + sottrazione di poteri al Popolo) per ogni prospettiva di crescita democratica e di rispetto della Sovranità che appartiene al Popolo e non ai giudici (costituzionali o meno).
Il NO resta l'ultimo baluardo contro la deriva oligarchica.







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26 novembre 2016

È morto un tiranno




La notizia di apertura dei giornali radio di questa mattina è l'annuncio della morte di Fidel Castro, responsabile di migliaia di morti e dello stato misero in cui si trova Cuba.
Castro e Cuba rappresentano la prova che il comunismo porta solo terrore, morte e miseria.
Il 20 gennaio tornerà alla Casa Bianca un vero Presidente e Castro, togliendo il disturbo, ha anche tolto il tappo che potrebbe consentire il rientro di Cuba nel mondo civile.
È un augurio per tutti i cubani, dentro e fuori dall'isola.



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NO all'abbraccio mortale dell'Economist


La stampa serva di regime sta dando spazio alla esternazione dell'Economist a favore del NO.
È strano perché potrebbe sembrare un attacco alla stellina Renzi.
Ma se ci pensiamo bene, scopriamo che sono le consorterie di cui l'Economist, come il Financial Time e il Wall Street Journal, fa da megafono internazionale, che cercano artatamente di orientare il voto degli Italiani.
Per il sì, però, non per il NO.
L'Economist, come tutta la stampa serva, sostenne il remain del Regno Unito e la moglie di Clinton per la presidenza statunitense.
Fallendo, perché i popoli inglese e statunitense non si lasciarono fregare.
Allora oggi provano a dare una mano a Renzi, sostenendo il NO, sperando che per reazione il Popolo Italiano voti si per contrastare le consorterie.
Ma l'unico voto contro le caste, le consorterie, gli squali della finanza, il soviet europeo è il NO, a prescindere dalle astuzie dei megafoni di quelle stesse consorterie.


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25 novembre 2016

NO alla faziosità di penne e microfoni


Se leggiamo quasi tutti i quotidiani, ascoltiamo la radio o guardiamo la televisione non ci possiamo esimere dall'ascoltare le faziose rappresentazioni di penne e microfoni (chiamarli giornalisti sarebbe troppo) in merito alla realtà politica e al referendum prossimo venturo.
Senza arrivare agli eccessi dei Giostra, che dovrebbe limitarsi a leggere titoli e articoli dei quotidiani e invece li commenta, anche i telegiornali che vorrebbero darsi una patina di imparzialità cadono nella piaggeria verso il potere attuale e fanno propaganda per il sì.
Se si guarda Sky tg24, ma anche se si ascolta il gr1 o si legge Libero (e non cito Repubblica, QN, la Stampa o il Corsera !) vediamo come le interviste, le dichiarazioni dei sostenitori del sì siano riportate con partecipata condivisione, mentre lo spazio dedicato, in base alla tanto reclamata par condicio, al NO è riempito di notizie malevoli.
Se devono dare spazio ai grillini, secondo partito in Italia, ne parlano per le ridicole inchieste sulle firme che, guarda caso, sono emerse proprio adesso (avete notato come chiunque si opponga al pci/pds/ds/pd venga sempre raggiunto da inchieste ? Da Andreotti a Craxi a Berlusconi e ai grillini ...).
Se devono citare Berlusconi è immancabile il richiamo alla vendita del Milan ai cinesi.
Se devono parlare della Meloni ecco subito il fantasma di Fini.
Se devono parlare di Salvini e della Lega, citano qualche battuta di Bossi contro il nuovo leader.
Noi, tutti noi, possiamo cominciare a scrivere la parola fine a tutto ciò.
Semplicemente votando NO.






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24 novembre 2016

NO all'asilo infantile del capoclasse Renzi


Ma avete visto le immagini di Renzi che, persa, se mai l'avesse avuta, ogni aura istituzionale, in maniche di camicia arringa i suoi adepti raccontando le sue solite balle ?
Qualche giorno fa, con voce strozzata, in una scena subito tolta dai telegiornali perchè controproducente, urlava che tutti, TUTTI !, erano contro di lui, povera stellina !
Come se chi lo ha preceduto (parliamo di Berlusconi, ma anche di Andreotti e persino De Gasperi) avesse tutti, TUTTI !, a favore.
E che dire della sua incapacità di accettare il pan per focaccia.
Lui può offendere definendoci "accozzaglia", ma se Grillo lo definisce "serial killer" o "scrofa ferita", ecco che reagisce e chiama a raccolta tutte le penne e i microfoni servi, pronti e proni per stigmatizzare all'infinito le parole di Grillo come di chiunque (ne sa qualcosa Salvini quando irrideva alla Boldrini) osi fare battute su chi, più che a Palazzo Chigi o nei palazzi delle "istituzioni" sembra continuare a vivere all'asilo infantile.




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23 novembre 2016

NO alle soppressioni con i paraocchi


Uno dei cavalli di battaglia (ronzini scadenti, invero) della "riforma" di Renzi è la conclamata "abolizione del CNEL".
I quotidiani e i radiotelegiornali servi la citano sempre come esempio o come domanda ai cittadini.
L'abolizione del CNEL è il "fiore all'occhiello", visto che l'abolizione del senato è una bugia.
Però Renzi non era quello che diceva, per criticare la Raggi, che se c'è qualcuno che ruba negli appalti, non vanno fermati i lavori ma vanno arrestati i ladri ?
Complimento al "negro" che gli ha scritto la battuta perchè è non solo efficace, ma anche vera.
Ma che Renzi non l'abbia capita e la ripeta solo come un pappagallo lo dimostra l'abolizione del CNEL.
Il CNEL fu introdotto nella costituzione del 1948 con l'intento, per farla breve, di fornire al parlamento una struttura competente, all'interno della quale potessero emergere proposte di legge e supporti al lavoro parlamentare, visto che gli eletti potevano essere totalmente a digiuno di parecchie materie.
Doveva essere una camera nella quale le forze sociali, collaborando, avrebbero aiutato il progresso dell'Italia.
Una idea che non era nuova e che discendeva direttamente dal  Consiglio Nazionale delle Corporazioni esistente durante il Ventennio.
Era un'idea talmente positiva che venne, pur cambiando il nome, mutuata persino nella costituzione "nata dalla resistenza antifascista etc. etc. etc.".
Purtroppo invece di utilizzare il Cnel per le sue funzioni, venne trasformato nel cimitero degli elefanti, per dare un contentino, un arrotondamento di stipendio e pensioni a burocrati di stato, prefetti, magistrati, funzionari ministeriali e a sindacalisti al termine della "carriera".
Un ente inutile, sicuramente, ma perchè così era stato fatto diventare.
Allora, signor Renzi, se il Cnel avrebbe una funzione positiva, ma è stato trasformato nel cimitero degli elefanti, non sarebbe il caso di snellirne la struttura e la composizione, invece di abolirlo tout court, esattamente come per i ladri e gli appalti continuamente citati ?
E anche sul "fiore all'occhiello" dei finti riformatori, abbiamo visto come sia di gran lunga meglio votare NO !




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