Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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24 giugno 2026

Tanti capponi e nessun gallo nell'orizzonte politico

Questa mattina durante l'edicola di radio uno (dopo il gr delle sei) hanno, una tantum, parlato della sinistra, mettendo in risalto l'estremo frazionamento in minuscole formazioni, soprattutto nella parte autoasserita "centrista".

Hanno fatto un elenco che parte da Renzi, Onorato, Ruffini, metà più europa, poi si sono dimenticati di citare la Salis, hanno escluso dall'elenco Calenda, Marattin e probabilmente si sono e mi sono dimenticato di altri soggetti, ognuno dei quali ha un volonteroso emulo di Napoleone al comando.

A questi devono aggiungere la "sinistra-sinistra", quella che si ritrova in pizzeria escludendo i "centrini": grillini votati a Conte, pd con le sue correnti interne, Avs che è, in realtà, già una unione di due movimenti/partiti separati, uniti solo dalla convenienza elettorale.

Non che la destra stia meglio perchè se ha un suo centro molto forte con Forza Italia e il satellite Noi moderati, ha una destra divisa in due tra Fratelli d'Italia e Lega, mentre le maggiori divisioni le troviamo nella Destra Radicale dove sta emergendo Futuro Nazionale di Vannacci, ma non dobbiamo dimenticare le storiche presenze di Forza Nuova e CasaPound.

Il difetto è sicuramente nel sistema politico che induce alla frammentazione e all'emersione di tutte le ambizioni personali, più o meno fondate, ma anche nella grande immediatezza di ogni flatulenza proveniente dalla politica, cui i social fanno da ampia risonanza.

Su ogni frase di Tizio o di Caio si innesta una feroce contrapposizione che dura 24 ore, per essere poi scalzata da quella successiva, senza che, però si sia venuto a capo della precedente.

Non ci sono persone autorevoli, riconosciute come tali in modo unanime, proprio perchè ormai conosciamo le debolezze e le passioni di tutti e nessuno di noi si può sentire subordinato ad uno che, magari, spara una cavolata sul calcio pensando di attirare un pugno di voti in più.

Non credo che i politici della prima repubblica fossero meglio di quelli di oggi, hanno solo avuto la fortuna di una bassissima esposizione mediatica perchè non esistevano i vari X, Truth, Facebook, Vk, mentre giornali e televisioni avevano un aplomb che prediligeva la comunicazione della notizia rispetto alla esposizione dell'opinione ideologizzata di un conduttore.

Pertanto sembra, a noi che ricordiamo le tribune politiche degli anni Sessanta e Settanta, di vedere tanti capponi e nessun gallo in politica ma, forse, proprio perchè devono confrontarsi non solo con il governo della Nazione, non solo con alleati e avversari, i nostri politici del Duemila non sono poi così scarsi, anche perchè farsi eleggere, non è per nulla facile e vorrei che tanti criticoni ci provassero.

21 ottobre 2025

Una stroncatura inaspettata

Ero in automobile, poco fa e ascoltavo una delle poche trasmissioni di Radio Uno interessanti e condotte con grande professionalità da Annalisa Chirico: Ping pong.

Forse la trasmissione riesce così bene perchè è breve, gli ospiti non si parlano (e tanto meno, urlano) addosso, la conduttrice pone domande senza esprimere le sue opinioni, nè replicare a quelle degli ospiti o interrompendoli in continuazione.

Oggi ospiti erano il prof. Sabino Cassese, giurista di grande fama, ministro con Ciampi, ex giudice costituzionale, quindi una figura di quelle che piacciono a sinistra, perchè rappresenta tutto l'establishment.

L'altra ospite era Alessandra Ghisleri, la sondaggista preferita da Berlusconi, che ha da tempo affiancato la sua attività primaria con quella di ospite fisso in molte trasmissioni di politica condotte dai soliti "professionisti dell'informazione" con forte pendenza propagandistica a sinistra.

Tra le altre, la conduttrice, in modo del tutto imparziale e asettico, ha domandato: cosa pensate dello scontro tra le due leadership, Meloni e Schlein.

La stroncatura da parte di Cassese è stata immediata: c'è una sola leadership, quella della Meloni, l'altra è solo l'eco che cerca di contestare sempre e comunque quello fa il governo senza proporre nulla di alternativo perseguibile.

Non serve aggiungere altro.

31 ottobre 2023

Una manovra accettabile

Il Governo Meloni ha presentato la sua prima, vera, manovra economica (quella dell'anno scorso era condizionata dal ristretto tempo disponibile e costretta nei limiti indicati dal governo Draghi).

E' ovvio che si è scatenata la canea cattocomunista e la minaccia di scioperi generali e di manifestazioni peraltro già convocate prima del deposito del testo e, quindi, manifestamente preconcette.

Il mio punto di vista parte invece da un'altra prospettiva: questa manovra è conforme alle promesse elettorali ?

Bisogna riconoscere che la Meloni, Salvini e Tajani sono riusciti a fare le nozze con i fichi secchi e se ancora non siamo al punto di trasformare l'acqua in vino, comunque si stanno attrezzando per la bisogna.

La Meloni, forse memore di quello che fecero contro Berlusconi le consorterie affaristico finanziarie che muovono le agenzie di rating e la commissione europea, ha cercato prima di agganciarsi al treno di comando, sostenendo l'Ucraina e Israele, quindi ha usato mano lieve negli scostamenti dalle politiche economiche dell'unione per poter meglio difendere quelle piccole rettifiche concesse da una disponibilità scarsa a causa degli sperperi degli undici anni precedenti, da Monti a Draghi.

Così i venti euro di riduzione del canone rai (il 22% di taglio, in percentuale !), l'accorpamento delle prime due aliquote Irpef, la conferma del taglio del cuneo fiscale per i redditi più bassi, la conferma di quota 103 con adeguamenti graduali, la revisione dei coefficienti per i contributi ante 1996 di alcune categorie pubbliche, le rivalutazioni delle pensioni in modo inversamente proporzionale alla loro entità (quindi alla capacità dei singoli percettori), sono tutti (e non i soli) provvedimenti che vanno nel senso di una graduale svolta nella gestione delle finanze pubbliche.

La stessa formulazione per l'aumento della cedolare secca (solo sulla seconda casa che viene data in affitto: quanto saranno quelli che, oltre alla casa in cui abitano, hanno più di un appartamento da dare in affitto a terzi ?) dimostra l'attenzione alla tenuta dei conti pubblici come imposto dalla commissione, assieme alla volontà di indirizzare l'Italia verso quella nuova società prospettata dal programma di governo del Centro Destra.

La quota 103, ad esempio, è la dimostrazione che l'obiettivo di legislatura resta la quota 41 (anni di servizio) per andare in pensione.

Certo è che senza gli sperperi dei governi precedenti (110%, banchi a rotelle, reddito di cittadinanza, contributi alle associazioni che assistono i clandestini, monopattini elettrici, bonus e detrazioni a pioggia, etc.), senza le conseguenze delle sanzioni contro la Russia, senza l'accettazione delle imposizioni per la politica di transizione ecologica, insomma se l'Italia potesse governare in piena Sovranità se stessa senza dover rendere conto ad una commissione di burocrati pagati per limitare la Libertà e l'Indipendenza dei Popoli e delle Nazioni, allora avremmo avuto maggiori possibilità di manovra.

E questo sarà il nodo che permarrà nel futuro.

Se le condizioni internazionali ci imporranno di restare nell'Unione del Male, allora ogni nostra possibilità di azione sarà limitata a pochi colpi di timone verso la direzione giusta, dovremo accontentarci di aver messo in naftalina Zan e il suo ddl, lo ius soli e suoi derivati, la patrimoniale sulla casa, i sadici e crudeli eccessi della legge Fornero, la politica delle detrazioni e agevolazioni a pioggia.

E in una situazione in cui sono in corso due guerre nelle quali siamo comunque coinvolti per le conseguenze che producono, è difficile pensare di tagliare i ponti con la commissione, soprattutto perchè, come si è visto anche dalle dichiarazioni della Schlein, di Conte e compagni falce, croce e martello dopo la giusta astensione dell'Italia all'Onu sulla risoluzione giordana che non condannava l'azione terrorista di Hamas, abbiamo sempre purtroppo da fronteggiare le quinte colonne interne, pronte a tradire l'Italia e gli Italiani per asservirsi e asservirci agli stranieri.

Se fossimo uniti almeno nel fronte esterno, potremmo riprenderci subito la nostra Sovranità.

Ma le consorterie affaristico finanziarie, la commissione europea, gli stati stranieri ostili anche se formalmente alleati (come Francia e Germania) possono contare, come già fecero contro Berlusconi, sui loro burattini interni e allora dobbiamo dare tempo alla Meloni, a Salvini ed a Tajani di sviluppare una politica che consenta a questa Italia di stringere accordi, patti ed alleanze che ci rendano più forti anche in caso di necessità di decisioni forti e laceranti.

26 ottobre 2023

Chi può farlo ?

La "finanziaria" 2024 è nero su bianco e, ancor prima, sulle semplici indiscrezioni, è cominciato il gioco delle parti.

Per la Maggioranza è una ottima finanziaria, solida, possibile, per le Opposizioni è un disastro, l'anticamera della miseria per tutti gli Italiani.

La finanziaria non è molto diversa da quelle precedenti scritte, da Monti a Draghi, con l'apporto essenziale dei cattocomunisti e dei grillini che ora si stracciano le vesti.

Se per undici anni cattocomunisti e grillini non hanno risolto i problemi, anzi li hanno aumentati in uno con l'aumento del debito pubblico, elargendo somme a carico di tutti noi, non si può sperare che il Governo di Centro Destra possa cambiare radicalmente un andamento purtroppo consolidato.

O, meglio, potrebbe farlo "mostrando coraggio", come scrivono alcuni commentatori esenti da responsabilità, ma poi troverebbe l'opposizione degli assistiti in s.p.e., dei privilegiati cronici, delle "istituzioni" europee le cui politiche dovrebbero essere completamente ribaltate, di alcune figure "istituzionali" italiane sempre pronte a giocare nella squadra dello straniero ai danni dell'Italia e degli Italiani.

La Meloni sta già facendo tantissimo con il poco che le hanno lasciato i predecessori, con piccoli interventi nella giusta direzione (cuneo fiscale, accorpamento delle due aliquote più basse, riduzione canone rai ...) ma è certo che non basti per cambiare le cose.

E non basterà mai finchè non ci sarà un intervento decisivo che smantelli tutta la costruzione pregressa, scontando le proteste, anche violente, di chi, fino ad ora, ha avuto e con lo smantellamento del sistema non avrà più.

E' facilissimo infatti introdurre una norma di favore, una detrazione, una una tantum integrativa del reddito, diventa poi impossibile revocarla per gli interessi corporativi che scatena e la errata presunzione che, una volta erogata, sia un diritto acquisito.

Così non ridurremo mai il debito pubblico.

E cinque anni sono pochi per poter cambiare con gradualità.

Al massimo possiamo aspettarci piccoli provvedimenti, piccole rettifiche alla deriva dei precedenti undici anni da Monti a Draghi, piccole svolte che evitino il peggior degrado morale e sociale verso il quale ci hanno avviato quegli undici anni.

A meno che non arrivi un Demiurgo che imponga la sua volontà, anche con la forza e cambi radicalmente tutto l'impianto della nostra società, scontando e affrontando anche rivolte e imboscate parlamentari.

E che resti in sella almeno venti anni.

Ma chi può farlo ?

28 settembre 2023

Tutto, troppo prevedibile

Ieri Marcello Veneziani ha pubblicato un editoriale ne La Verità con il quale ha fatto un bilancio del primo anno dalla vittoria elettorale.

La sostanza di quell'articolo è che lui approva la Meloni, non è nè entusiasta, nè scontento, semplicemente si rende conto, come era ampiamente prevedibile, che la Meloni ha fatto tutto quello che poteva in un quadro in cui ha mani e piedi legati, per cui dobbiamo già essere contenti che non ci siano più quegli altri che ci avrebbero messo altri cappi al collo, svendendo altra Sovranità, magari anche altri tratti di mare e accentuando la deriva sociale e civile della Nazione.

Sono d'accordo con Veneziani e sottolineo la prevedibilità.

E' tutto, troppo prevedibile.

La Meloni ha scritto un Nadef obbligato, cercando solo quegli spazi per quei piccoli passi verso la realizzazione del programma.

I cattocomunisti ragliano come se fosse accaduto un cataclisma.

Assieme ai grillini, poi, chiedono ogni giorno "risorse", cioè denaro, che proprio loro hanno contribuito, in undici anni di governo, a sperperare, veggasi bonus, da quello Renzi al superbonus di Conte.

L'Europa è arcigna e non ha certo l'immagine che aveva la Marianna francese raffigurata da una giovane e bellissima Brigitte Bardot, ma è sempre più somigliante alla Lagarde della Bce, da non mostrare ai bambini prima che vadano a dormire, avrebbero gli incubi notturni.

Ma se non accade nulla, un cataclisma, una guerra, una rivoluzione violenta, una vera epidemia, resterà sempre tutto estremamente prevedibile, ingessato.

Allora ben vengano i piccoli passi verso un risanamento della nostra società, perchè l'alternativa, come abbiamo sperimentato da Monti a Draghi, per undici anni, è una accelerazione verso quella distopia fondata sul politicamente corretto, il woke, la teoria del gender, il meticciato etnico e che si riassume nella cancellazione della cultura, cioè della nostra Storia, delle nostre Radici, delle nostre Tradizioni.

Arriverà anche il momento di un grande balzo, ma quel momento non è oggi.

17 agosto 2023

Un anno decisivo: appunti per Giorgia

L'anno politico che inizierà a settembre 2023 per concludersi a luglio 2024, potrebbe essere decisivo per imprimere una svolta all'Italia e alla vita degli Italiani.

E' probabile (inequivocabili i segnali con "voci dal sen fuggite" che propongono territorio in cambio di accesso alla Nato) che si arrivi finalmente ad un accordo che ponga fine alla guerra in Ucraina, con la riapertura dei commerci con la Russia e, quindi, lo scambio di beni, servizi e denaro.

Le elezioni europee del giugno 2024 saranno la fase finale di un anno importante, perchè se la maggioranza del parlamento europeo dovesse confermare l'alleanza tra socialisti, popolari, verdi, liberali, comunisti, allora per il Centro Destra tutto diventerebbe molto più difficile, perchè le quinte colonne interne (che si stanno distinguendo anche in questi giorni con le campagne tese a sabotare il turismo in Italia per favorire quello all'estero)  potranno continuare a svolgere impunemente il loro lavoro contro l'Italia e gli Italiani, avendo una sponda su cui contare.

Ma se a giugno 2024 la maggioranza al parlamento europeo dovesse cambiare di colore, con la possibilità di votare una commissione composta da esponenti equivalenti al Centro Destra italiano, allora sarebbe il nostro Governo ad avere una sponda che spazzerebbe via ogni resistenza al cambiamento, come quelle cui stiamo assistendo da fine ottobre 2022 (quando entrò in carica il Governo Meloni).

Nel frattempo ci sono due questioni che la Meloni dovrà affrontare dando avvio ad una soluzione (non dico: risolvere, ma basta che si avvii a soluzione) che dia piena soddisfazione ai propri Elettori.

Intanto le tasse.

Molto è stato fatto per aiutare questo e quello, con un occhio di riguardo alle categorie più in difficoltà, ma quello che ci aspettiamo è un significativo ristoro per TUTTI.

In tal ambito le tasse/imposte più odiose e la cui abolizione sarebbe festeggiata, sono sicuramente 

l'IMU (sulla seconda, terza, decima, centesima casa) che è una patrimoniale pura e semplice perchè possedere un casa è sempre un costo e mai un reddito; 

la tassa sui depositi bancari, cioè quella trattenuta a favore dello stato che, trimestralmente, ci viene addebitata in percentuale sui valore dei titoli e risparmi depositati in banca;

la tassa sulle operazioni di borsa, cioè quella tassa applicata per ogni compravendita effettuata; 

il canone Rai, con il quale per anni ed anni abbiamo dovuto pagare nani e ballerine che latravano (e continuano ancora oggi) insulti contro la nostra parte politica; 

il bollo auto

la riduzione della tassa sul cosiddetto capital gain che al 26% appare essere un autentico ladrocinio, con lo stato che si prende oltre un quarto di un eventuale guadagno, senza rischiare nulla in caso di operazione in perdita.

Ma tutte queste abolizioni e riduzioni delle tasse costano, vero, molto meno però delle pretese cattocomuniste che, dal reddito di cittadinanza (che ricordo ha già fatto volatilizzare 31 miliardi dal bilancio statale) al salario minimo (il cui costo non sarebbe inferiore), non fanno altro che pretendere contributi e interventi dello stato.

E l'abolizione di quelle tasse costa molto meno del mostruoso bilancio di spesa statale che, come ho già avuto modo di esporre, ammonta a quasi 1100 miliardi, di cui ben un terzo per tre sole voci: sanità, istruzione e dipendenti pubblici.

Per non parlare del costo dei clandestini che dobbiamo recuperare, curare, alloggiare, mantenere, istruire.

E questo è il secondo tema che dovrà essere in evidenza nell'agenda della Meloni da settembre in poi.

Non che non lo sia stato, ottima l'iniziativa con gli stati del Mediterraneo, in particolare la Tunisia, ma tale lavoro richiede tempi troppo lunghi prima di vedere i risultati, tempi che ci sono stati bruciati da undici anni di governi cattocomunisti.

Adesso, soprattutto con le tensioni che ricominciano in Libia, la Meloni dovrà mettere gli stati africani davanti ad una scelta ultimativa: o provvedono a bloccare le partenze in cambio dei nostri aiuti, oppure dovranno essere cambiate le regole di ingaggio della nostra Marina Militare.

Non più azioni di salvataggio e recupero per trasferire i clandestini in Italia, ma azioni di respingimento, anche con la forza, se necessario.

E questo valga anche per le arroganti ong che continuano a provocare l'Italia e gli Italiani.

Prima di giugno 2024 dovranno vedersi i primi risultati e sarà quindi più facile il cambio di maggioranza al parlamento europeo.

27 luglio 2023

Come se ne esce ?

Questa mattina, come al solito, ho acceso la radio ed ho ascoltato le intemerate cattocomuniste delle trasmissioni di radio uno, inclusa Radio anch'io che, proprio nell'ora clou per chi, come me, si sveglia presto, cioè prima del giornale radio delle sette, ha intervistato, come se fosse un oracolo, una persona sull'attualità e le conseguenze, in primis del voto di fiducia per il Ministro Santanchè e quindi sulla questione climatica.

Due argomenti di natura totalmente differente, ai quali però l'intervistata ha risposto con sicumera, come se fosse il Verbo su entrambi.

Il perchè è presto detto, era una giornalista di Open, quindi una giornalista militante, di parte e per ciò stesso non affidabile nelle sue analisi e nelle sue previsioni in quanto inficiate dal pregiudizio ideologico.

Poi ho letto alcuni quotidiani online (Il Giornale, Il Tempo, Il Secolo d'Italia) e, dopo averli acquistati in edicola (non rinuncio ad almeno un quotidiano cartaceo), La Verità e Libero.

A parte la sensazione, con tali letture, di essere tornato a casa, sulla Terra, dopo aver ascoltato le voci da Marte,  i toni, le informazioni, le conclusioni erano diametralmente opposte, ovviamente per me più soddisfacenti e condivisibili, ma non è questo il punto.

E non lo è neppure stabilire (cosa impossibile) dove stia la verità tra quelli che hanno il travaso di bile per la permanenza della Santanchè al ministero e quelli (tra i quali ci sono anch'io) che festeggiano la fiducia ottenuta da un ottimo ministro del Turismo.

E neppure quale narrazione sia più corrispondente alla realtà tra quella del terroristi climatici e quella (che mi appartiene) del negazionismo (non ho alcun timore a definirmi tale) di ogni responsabilità dell'Uomo nell'evoluzione naturale del clima.

Il punto è, davanti ad una simile, inconciliabile, abissale divergenza, come possiamo pensare di indirizzare la nave Italia verso una direzione (qualunque) senza dover fare anche lo sforzo di superare gli ostacoli, i bastoni fra le ruote di chi la vorrebbe dirigere verso la direzione opposta ?

Come possiamo pensare di risolvere un problema (qualsiasi) se basta un cambio di governo per azzerare tutto e ricominciare da capo ?

Come possiamo creare le condizioni per creare Benessere e Sicurezza, aspirando alla Felicità, se anche il concetto stesso di Benessere, Sicurezza, Felicità è diverso e quasi sempre opposto in base alle proprie posizioni ideologiche ?

Come se ne esce ?

20 luglio 2023

Non ostacoliamo il timoniere

Il Presidente del Consiglio è il capo della Coalizione, colui che deve fare sintesi delle proposte dei partiti di Maggioranza, mettendoci la faccia ma anche difendendone le scelte davanti a istituzioni ostili come quelle impersonate da Mattarella e dalla Von der Leyen.

Rilanciare sempre con qualcosa in più che è, indubbiamente, un "dire qualcosa di Destra" ma, soprattutto, di sensato, come la tipizzazione di quella amenità che è il concorso esterno di associazione mafiosa o la richiesta di pace fiscale, rischia di non far ottenere neppure quel poco che la Meloni riesce a far passare dal filtro e con l'ostruzionismo dei vari organismi ostili, imbottiti di funzionari nominati in undici anni di governi cattocomunisti.

Chi mi legge regolarmente sa che, più di una riforma, a mio parere la giustizia ha necessità di una rivoluzione che inizi con il demolire tutto l'esistente con una ruspa.

Altrettanto valga per il fisco, l'immigrazione clandestina, i rapporti con l'unione del male.

Ma quanto durerebbe la Meloni se agisse dando piena soddisfazione alla pancia di noi Elettori ?

Fose neppure il tempo di scrivere un tweet di apprezzamento, che dovremmo scriverne un altro indignato per il colpo di stato che, in una qualche forma, verrebbe realizzato.

Allora sopportiamo e supportiamo la politica dei piccoli passi.

Prendiamo la riforma Nordio, aspettiamo che sia approvata e applicata e poi faremo il passo successivo.

Idem con le tasse, i clandestini, la Sovranità in Europa.

Nel frattempo lasciamo che la Meloni consolidi il Governo e la sua presenza nelle istituzioni europee e ricordiamoci che ci sono due importanti scadenze nel giugno 2024 e in autunno 2027,

La prima sono le elezioni europee che potrebbero cambiare la maggioranza nel parlamento dell'unione del male.

La seconda scadenza è quella del Parlamento Italiano e chi sarà eletto determinerà anche il prossimo presidente della repubblica: se la Meloni avrà potuto governare senza sgambetti, allora nel 2027 questa maggioranza potrà essere confermata e nel 2029 potremo, per la prima volta, eleggere un presidente della repubblica di Centro Destra.

E le cose cominceranno a cambiare più velocemente.

Ma fino ad allora, lasciamo che la Meloni possa concentrarsi sulla rotta della nave Italia, senza dover fare lo slalom tra le insidie e anche il fuoco amico, apprezzando anche quando mette giustamente il cappello sulla liberazione di Zaki (che Conte e Draghi non seppero ottenere) anche se agli Elettori del Centro Destra, di Zaki, non è mai importato nulla.


26 giugno 2023

Inaffidabili

Il 25 settembre del 2022 si sono (finalmente !) svolte le elezioni politiche in Italia che, dopo il colpo di mano che sottrasse Palazzo Chigi a Berlusconi e al Centro Destra, hanno visto per la prima volta l'elezione a Presidente del Consiglio di un politico voluto dagli Elettori che hanno riconsegnato Palazzo Chigi al Centro Destra questa volta con le gentili sembianze di Giorgia Meloni.

Nonostante la maggioranza netta in parlamento, sia alla camera che al senato e la percentuale di voti popolari del 44% (poco meno alla camera, poco più al senato) dal 26 settembre la stampa di sinistra ha provato a seminare zizzania per destabilizzare il Governo che ancora non c'era.

La narrativa della sinistra è sempre uguale, gridando "al lupo" e quando il lupo non arriva, spostando di volta in volta le sue urla su argomenti che, privi di interesse per gli Italiani, trovano comunque una platea di invasati pronti a bersi qualsiasi sciocchezza venga pubblicata da repubblica, stampa, corriere e il resto di quel 90% di stampa di proprieta delle ramificazioni nostrane della Spectre mondiale, cioè la consorteria affaristico finanziaria che vorrebbe dettare legge senza i voti.

Dopo aver starnazzato per giorni sul Fascismo montante, è stato il turno degli asseriti "diritti" omosessuali, come se gli omosessuali dovessero avere il privilegio di diritti speciali rispetto al resto della popolazione.

Inutile anche quello, ecco che i cattocomunisti si sono aggrappati alla schiena della cgil per manifestare in piazza contro il taglio di 40 miliardi alla sanità pubblica, effettuato proprio dal partito di cui è fiancheggiatore Landini, segretario della cgil (nonchè fine analista politico con la sua intelligente e dirimente affermazione per la quale il Centro Destra non ha la maggioranza nel paese, accreditandosi tutti gli astenuti) e di cui la Schlein, che ha tuonato dal palco contro i tagli del suo stesso partito, è segretario.

Ma non basta la manipolazione dei fatti rilanciata con tutto il potere mediatico di cui dispongono i cattocomunisti grazie ai biechi "padroni", oggi diventati filantropi con l'aureola (mentre i loro omologhi russi sono crudeli oligarchi), bisogna anche dare la speranza continua ai propri adepti che il Governo Meloni sia in procinto di cadere.

Ed ecco le vicende assurde di una indagine giornalistica sul fallimento delle società che appartenevano ad un ministro in carica, le capziose interpretazioni delle parole di questo o quel rappresentante della maggioranza, il futuribile di Forza Italia nel dopo Cavaliere, con l'esaltazione postuma del ruolo di Berlusconi, senza il quale sembra che il Centro Destra sia destinato ad implodere.

In ultimo abbiamo la fantasiosa "indiscrezione" per cui la Meloni vorrebbe imitare Mitsotakis, il Conservatore greco che, con due elezioni a distanza di cinque settimane, ha ridotto ai minimi termini la sinistra ed ottenuto la maggioranza dei seggi in solitaria.

Senza tener conto delle differenze, oltre al fatto che, comunque, il Centro Destra ha ottenuto una percentuale di voti superiore a quella ottenuta ieri in Grecia da Mitsotakis.

Ma i commentatori che forniscono tali "indiscrezioni" lo sanno benissimo, sono solo specchietti per le allodole per quei beccaccioni congeniti che, completamente ottenebrati dall'odio ideologico, devono comunque essere tenuti in fibrillazione permanente, agitando davanti al loro naso la carota della imminente caduta del Governo Meloni.

In Italia una stampa così possiamo anche non finanziarla più e risparmiarci i relativi esborsi.


20 marzo 2023

La maratona della Meloni

Devo dire che sono contento di quello che sta facendo il Governo e di come si comporta assieme alla sua maggioranza parlamentare.

Come, penso, tutti gli Elettori del Centro Destra avrei applaudito ad un blitzkrieg, una guerra lampo, che avesse fatto strame dei cattocomunisti sul piano fiscale, di politica estera, sui clandestini, occupando manu militari tutti i posti pubblici, a cominciare dalla Rai per continuare nelle varie aziende di stato.

Non è stato così, non poteva andare così, soprattutto avendo contro Mattarella, vero segretario del pd, gli organismo sovranazionali cui i governi cattocomunisti ci hanno legato consegnando loro il cappio che ci stringe al collo e non avendo che poche spingarde contro gli obici della stampa, radio e televisione nemici.

Ciononostante la Meloni, Salvini e Berlusconi sono riusciti a piantare numerosi paletti su vari aspetti della politica, paletti che andranno consolidati nei prossimi mesi.

Del resto se i cattocomunisti schiumano perchè il Senato ha bocciato il certificato di filiazione europeo, respingendo la pretesa degli omosessuali, come giustamente ha affermato Rampelli, di "spacciare per propri" i figli di altri e schiumano perchè c'è stata una stretta sulle ong che trasportano clandestini e schiumano perchè si è iniziato un percorso che porterà a ridurre le tasse a tutti, non solo ad alcuni, avendo come obiettivo la tassa piatta e se un terrorista resta al 41 bis a prescindere dai suoi scioperi della fame (alla Pannella, non certo alla Bobby Sands), o se una partigiana dalla televisione di stato (pagata da tutti noi) sbrocca contro un ministro, o se la cgil entra in fibrillazione con le solite parole d'ordine che ormai non hanno più seguito tra i lavoratori (quelli veri, attuali, non quelli del 1970), vuol dire che la lunga marcia ha imboccato la strada giusta.

Una strada da percorrere, come aveva anticipato la Meloni, come una maratona e non come se fossero i cento metri.

Come tutti gli Elettori di Centro Destra vorrei di più, sempre e molto di più, vorrei una compensazione per undici anni nelle mani di una consorteria asservita allo straniero che non ha fatto gli interessi dell'Italia, ma la parte razionale di me dice che il nemico bisogna cuocerlo a fuoco lento.

Oggi la riforma fiscale, domani il ponte sullo stretto, poi arriveranno anche le soddisfazioni sui clandestini, in Europa, nelle nomine in Rai e nelle aziende pubbliche.

A differenza dell'epoca di Berlusconi, dove il nemico cattocomunista sparava concentrando i suoi colpi sul Cavaliere, contro il quale si muoveva anche la magistratura, se la Meloni (come Salvini) è sistematicamente presa di mira, con tentativi (malriusciti e completamente a vuoto) di bullizzarla, è anche vero che c'è tutto uno schieramento di politici del Centro Destra che interviene nelle discussioni, anche grazie ai mezzi cosiddetti social, con più efficacia di quanto non fosse accaduto con Berlusconi che svettava, solo e tale appariva agli occhi di tutti.

Quando, infatti, si ascoltano le esternazione dei Donzelli, dei Claudio Borghi, dei Rampelli, allora abbiamo la consapevolezza che la Meloni, Salvini e Berlusconi non sono isolati, che c'è un movimento che li segue, che può crescere e che ha consapevolezza di quanta strada il Centro Destra abbia da percorrere perchè possa recuperare lo svantaggio accumulato negli anni nel controllo delle fonti di informazione e delle aziende che incidono sulla nostra economia.

Ad aprile ci saranno nomine in varie aziende pubbliche e mi aspetto che vengano premiati quelli bravi e, a parità di merito, quelli che si sono astenuti dalle marchette a favore dei cattocomunisti.

Del resto ci sono stati dodici milioni di voti per il Centro Destra, non sarà difficile trovare un migliaio di persone da inserire nelle aziende pubbliche e per sostituire tutti i propagandisti che appaiono in video e in voce sulla Rai.

07 marzo 2023

E' tempo di reagire

Con buona pace di Marcello Veneziani che, oggi, ne La Verità ha spezzato ben più di una lancia a favore di un civile dibattito tra Destra e sinistra, dobbiamo prendere atto come, per innalzarci al livello desiderato da Veneziani, occorrerebbe avere a sinistra un interlocutore che abbia la stessa aspirazione e, soprattutto, almeno un neurone attivo.

Purtroppo a sinistra esiste solo il vuoto delle parole d'ordine come, in un altro articolo de La Verità odierna, a firma Carlo Tarallo, di cui riproduco il titolo e l'incipit, ci viene riferito.

Come è possibile, anche solo ipotizzare, un dialogo sereno e civile con chi antepone gli interessi delle consorterie finanziarie e affaristiche internazionali, facendosi scudo di improbabili aspetti umanitari, agli interessi dell'Italia e degli Italiani ?

Il titolo della Verità è perfetto, perchè unisce quasi tutti i soggetti che stanno attaccando i nostri interessi, incuranti della volontà espressa il 25 settembre dal Popolo Elettore, cioè dall'unico Sovrano che esista in Italia.

E così mentre l'Unione del Male cerca di ricattare il Governo Meloni, che si è opposto alla folle politica verde sulle automobili e che difende i diritti di lavoratori italiani quali sono i balneari, rinviando l'erogazione di una rata del prestito sottoscritto da Draghi (e comunque meno soldi prendiamo a prestito, visto anche il successo della collocazione popolare dei nuovi BTP Italia, meno cappi al collo ci stringiamo con le nostre stesse mani), il fronte interno si agita pur di danneggiare l'Italia e gli Italiani.

Il capo dei vescovi corregge le parole di Bergoglio per indirizzarle a senso unico contro le politiche, più che legittime, di blocco alla partenza dei clandestini, mentre un allegro trio di parlamentari sposta il dibattito dal parlamento, luogo preposto alle decisioni politiche di indirizzo in base alle scelte degli Elettori, nelle procure con continui esposti, nella convinzione che i magistrati, il cui incarico non è elettivo, diano alle loro tesi più ascolto di quanto non abbiamo fatto noi Elettori e dimostrando in tal modo il massimo disprezzo verso la democrazia.

Il tutto con un Mattarella che ritrova la voce solo per fare il controcanto al Governo (ma non lo fece quando furono imposti divieti di circolazione, obblighi vaccinali, espulsioni dal lavoro) interpretando l'anima istituzionale del pd, la cui anima barricadera è ormai nelle mani di un soggetto che piace a tutti quelli che hanno qualcosa da pretendere, a spese nostre, senza dare nulla in cambio per il comune Benessere e Sicurezza.

Allora mi domando: cosa aspettiamo a reagire ?

Non lasciamo le piazze ai cattocomunisti ed alla loro propaganda.

Non lasciamo la rai in mano a chi l'ha sempre gestita come cosa sua.

Vorrei che la Meloni, Salvini e Berlusconi agissero, almeno per un paio di anni, non pretendo di più, nel modo in cui vengono dipinti.

Allora sì che ci divertiremmo !

05 marzo 2023

Ansia da prestazione


Domenica scorsa i cattocomunisti hanno scelto il loro nuovo segretario.

Costei, per tutta la settimana, non ha fatto altro che esternare su tutti i temi che NON interessano gli Italiani, come ha dimostrato il voto del 25 settembre.

La Schlein ha corso su e giù per l'Italia, terminando la settimana con l'inutile e mistificatore corteo antifascista di Firenze dove si è unita ai suoi degni compari Landini e Conte.

Capisco come, dopo mesi di campagna elettorale, prima per essere eletta in parlamento, poi per subentrare a Letta a capo del pci/pds/ds/pd, la Schlein corra senza un programma da tutte le parti, è come l'atleta che al termine della gara ha ancora adrenalina in corpo e continua a fare esercizi e corsette.

E capisco anche la voglia di dimostrare di valere, di essere capace, la voglia di distruggere "la Destra", di attaccare la Meloni, anche questo, mutuandolo dallo sport, è naturale e si chiama ansia da prestazione che colpisce prevalentemente chi, in coscienza, sa di non essere all'altezza del compito assegnato.

La Schlein incarna perfettamente il cattocomunista degli anni venti del ventunesimo secolo.

Senza problemi economici, fintamente dimessa nel vestire (mi dicono che certi trattamenti per far apparire gli abiti malconci e strapazzati costano più di un completo di sartoria), con pose che, più che studiate, sono naturali per quelli del suo ceto e sono del tutte estranee alla gran parte del Popolo, sostenitrice, e lei stessa autodichiaratasi appartenente, a quel genere ambiguo per cui uomo o donna per lei pari sono, sostenitrice di tutte le pretese più assurde e disgreganti delle varie minoranze rumorose, ovviamente a favore dei clandestini (che non vuole si definiscano tali) e antifascista.

Capisco quindi che, raccogliendo in questa prima fase della sua segreteria, ogni scontento, ogni pretesa, possa far lievitare il consenso del suo partito, come è accaduto a tutti i segretari prima di lei successivamente alla loro elezione.

Un consenso che si contende con i grillini di Conte che, infatti, registrano un arretramento nei sondaggi, incalzati da questo nuovo personaggio novella Giovanna d'Arco di tutta la stampa, radio e televisione orfana di una sponda governativa.

Ma l'antifascismo, il terrorismo climatico, l'immigrazionismo dello ius soli, la legittimazione dell'omosessualità e di tutti i suoi derivati che si sono inventati in questi anni, non sono i problemi degli Italiani.

Sono temi che possono mobilitare qualche gruppo che vive con il culetto al caldo della casa di famiglia, ma i nostri problemi sono le tasse, la criminalità, l'invasione dei clandestini, il riscaldamento e il suo costo, il lavoro, l'inflazione.

E, soprattutto, le elezioni si sono appena svolte, solo cinque mesi fa e prima delle prossime passeranno altri quattro anni e sette mesi.

Se la Schlein invece di marciare al ritmo di bella ciao, ascoltasse di più quello che dicono gli altri, avrebbe recepito il messaggio iniziale della Meloni: questa è una maratona, non sono i cento metri.

E la Meloni sta costruendo la sua maratona con i contatti internazionali, con una significativa presenza dell'Italia in Europa, con scelte nell'immediato difficili, anche nei confronti delle aspettative di chi l'ha votata (come la continuazione del sostegno all'Ucraina o la cautela nella politica di contrasto all'immigrazione clandestina in relazione alla quale ha ricevuto il mandato chiaro e forte di bloccarla, non di accollare all'Italia altri costi ancorchè presunti "umanitari") ma che renderanno i loro utili nei cinque anni della legislatura e i conti si tireranno al voto del 2027.


07 gennaio 2022

Non si vive solo di vaccino o virus cinese

Mentre siamo ancora in attesa di conoscere con esattezza il testo del terzo decretino sanitario in 12 giorni emanato dal governo che fu definito dei migliori ma che si è dimostrato di imbarazzanti comparse (e, come noto, il pesce puzza sempre dalla testa), anche l'unico quotidiano che fa informazione e non il megafono del regime (La Verità) spende sette pagine per articoli (peraltro condivisibilissimi al 1000%)  sulla dittatura sanitaria instaurata da Draghi, trascurando almeno quattro gravissimi problemi che incombono e che, anzi, abbiamo già in casa.

1) Orde di clandestini continuano ad essere scaricate nei porti italiani con la complicità di Draghi e della Lamorgese. E se già gli stranieri che abitano in Italia sono il 9% della popolazione residente, mentre in galera sono oltre il 50%, la prospettiva per il futuro è una criminalità, violenta, contro le persone e le proprietà degli Italiani non contrastata dallo stato, preoccupato solo di perseguitare chi non si vaccina.

2) Inflazione, aumenti delle bollette delle utenze essenziali (gas, luce, acqua), tasse, tutto già in pieno sviluppo, ridurranno il Benessere degli Italiani cui vengono accollati anche i costi per vitto, alloggio, cure, istruzione dei clandestini di cui sopra, avviando l'Italia e gli Italiani ad un'epoca di povertà endemica.

3) La mancanza di energia ed i prossimi, annunciati, blackout sono la dimostrazione di quanto sia folle e sbagliata la politica "verde", sulla quale Draghi, come sempre al servizio dell'Unione del Male e non dell'Italia e degli Italiani, insiste stolidamente, in ciò supportato dai cattocomunisti che, per bocca di Letta e Speranza, continuano ad opporsi ad uno sviluppo dell'unica energia pulita ed infinita che è quella nucleare.

4) Le turbolenze internazionali (anche se personalmente sono 65 anni che convivo con scenari da guerra imminente, mai concretizzatisi) vedono l'Italia di Draghi sempre più serva e prona a trattati con medie potenze come Francia e Germania, dietro la foglia di fico della "politica comune europea" cui sacrificare non solo Sovranità e Indipendenza, ma anche Identità e soprattutto Dignità Nazionale, privandoci (basti pensare che il ministro degli esteri è Luigi Di Maio !!!) di qualsivoglia credibilità anche in quei contesti dove dovremmo e potremmo far pesare il nostro glorioso passato coloniale.

E tralascio il gigantesco fallimento del sopravvalutato Draghi, che ha innescato il conto alla rovescia per far deflagrare una guerra civile, con i provvedimenti della sua dittatura sanitaria, perchè rientra comunque nella vicende che viene ampiamente descritta nelle prime pagine di tutti i quotidiani.

Tutto questo anche per dire che non possiamo fossilizzarci su una questione monotematica (la dittatura sanitaria) perchè una Nazione, un Popolo non vive solo di sì e no vax, ma anche di un progetto che coinvolge il suo ruolo internazionale, le scelte di politica economica ed energetica e la Identità, l'Anima della Nazione stessa che viene compromessa dal meticciato provocato dall'immissione massiccia di elementi che non saranno mai un tutt'uno, con noi Italiani, "d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor".

22 dicembre 2021

Un Natale d'odio


Una volta il Natale era il giorno ed il periodo della bontà, dei buoni propositi, del "non lo faccio più", della fratellanza.

Sono anni che tutto ciò resiste solo nella pubblicità, ma questo Natale, il secondo sotto il segno del virus cinese, è la rappresentazione dell'odio che è stato profuso a piene mani nella nostra società.

Propaganda, anche a livello ministeriale (Sileri) per non invitare chi non è vaccinato ai pranzi di famiglia.

Un presidente della repubblica uscente (per fortuna ... e speriamo che sia proprio così, perchè continua la sua campagna elettorale sparando inutili pistolotti quotidiani - a favore di stampa - per accalappiare la benevolenza dei cattocomunisti) che si lamenta dell'inesistente spazio dato a chi ha dubbi sul vaccino e soprattutto sul lasciapassare.

I cittadini, che si nutrono dei programmi televisivi subendo il lavaggio del cervello  a senso unico con le veline governative che completano il panorama già inquinato dal 99% della stampa, si accodano (basta leggere Twitter) augurando morte e sofferenza per coloro i quali non ritengono, legittimamente, perchè non vi è alcun obbligo, di vaccinarsi e sbavano per l'applicazione del lasciapassare in modo rigido, senza rendersi conto che si danno martellate sui coglioni, perchè quando si conculca la Libertà di uno si pongono le premesse per soffocare la Libertà di tutti (e adesso si parla di tamponi anche per i vaccinati).

Bergoglio, l'argentino che occupa il trono papale, continua a sproloquiare sui clandestini, pretendendo, senza tirar fuori un solo centesimo, che noi Italiani ce li accolliamo, mantenendoli con vitto, alloggio, cure e istruzione.

Proprio un bel clima natalizio ai tempi del virus cinese e con quel genio di Draghi a palazzo Chigi.

12 novembre 2021

I mesi più difficili per il Centro Destra

Mentre la Polonia (e i paesi baltici) si candidano al ruolo di baluardo dell'Occidente contro i nuovi barbari che premono alla frontiera, sperando che le legioni polacche e baltiche riescano in quello che non riuscì alle legioni romane nel quinto secolo, anche in Italia stiamo facendo i conti con la barbarie di ritorno che cavalca il virus cinese e soprattutto il lasciapassare governativo.

Ma se quella scusa è il collante formale di un governo, ancora una volta, eterodiretto, molteplici sono i problemi che noi Italiani dobbiamo affrontare.

Da quello energetico, dove signorotti al caldo dei loro privilegi a cominciare da una nutrita scorta armata, strologano su improbabili transizioni ecologiche e, credendosi Dei, pensano di fermare l'andamento oscillante delle temperature, a quello morale, civile, economica e sociale.

Per il Centro Destra sono i mesi più difficili, quelli che ci separano dal voto del 2023 e nei quali il rischio è di disperdere un patrimonio di fiducia e consensi che potrebbe mettere all'angolo i cattocomunisti.

Se la scelta di Salvini di governare assieme ai grillini diede i suoi frutti, perchè consentì alla Lega di dimostrare che, con le persone e la maggioranza giusta, era possibile incidere bloccando l'arrivo dei clandestini e cominciando ad attuare riforme (flat tax, quota cento) che interessassero il Popolo e non le consorterie finanziarie e affaristiche, quella di entrare in un governo presieduto dal primo cavaliere di tali consorterie e, per di più, a fianco di ministri cattocomunisti, si sta rivelando un bagno di sangue elettorale.

E se è vero che complessivamente i conti tornano ancora perchè tutto quello che ha perso la Lega l'ha guadagnato Fratelli d'Italia, è altresì vero che a remare contro è una macchina della propaganda che, occupando tutti i quotidiani tranne La Verità e tutte le trasmissioni e i radiotelegiornali tranne Fuori dal Coro e, parzialmente, Quarta Repubblica, racconta una storia finalizzata unicamente alla beatificazione di Draghi e delle sue politiche.

In questo quadro si innesta una incognita che è l'elezione del nuovo presidente della repubblica, in cui il Centro Destra ha un corposo pacchetto di voti da spendere sul nome di Berlusconi che, se eletto (ma non lo sarà), rappresenterebbe un grande beneficio di immagine, ma probabilmente risulterebbe ancor più allineato e coperto al regime, nel tentativo, tutto personale ancorchè legittimo, di essere ricordato come Padre della Patria.

E lo stesso travaso di voti dalla Lega a Fratelli d'Italia crea sicuramente una tensione di cui si farebbe volentieri a meno, soprattutto considerando ormai persa Forza Italia che sembra costituire il nucleo dei pretoriani di Draghi, usi ad obbedir, servendo.

Anche sul piano economico non sono quelle rose e viole che la stampa di regime vuole farci credere.

L'inflazione rialza pesantemente la testa, bruciando tutti i risparmi su strumenti a medio lungo termine e con tasso fisso dai quali rischiamo di vederci restituito a scadenza un capitale fortemente svalutato (infatti la quarta emissione dei btp futura non è stata chiusa anticipatamente), mentre i costi dell'energia divengono insopportabili e il fenomeno di Palazzo Chigi non ha saputo fare altro che mitigare in modo del tutto marginale e temporaneo l'aumento dei prezzi.

L'Italia copia spesso la Francia, mai però nel bene, solo nel male, perchè nessuno (tranne CasaPound) sostiene il ritorno a nucleare e mentre da noi Draghi e compagni infilano la testa sotto la sabbia, in Francia Macron ha disposto l'avvio della costruzione di sei nuove centrali nucleari di nuova generazione.

L'immagine che riproduco, l'ho trovata in un tweet e sintetizza in modo ironico ma appropriato, la politica di Draghi.

Siamo sicuri che l'Italia abbia il tempo per aspettare le elezioni del 2023 ?

11 novembre 2021

Per un Partito della Libertà

A seconda dell'interesse che hanno, i politici, di ogni tendenza, brandiscono o nascondono o manipolano i sondaggi, sempre per dimostrare che la loro parte è quella "vincente", nella speranza di accalappiare quell'elettorato fluttuante, soprattutto al sud, che "tenendo famiglia" cerca di individuare in anticipo il vincitore per saltare tempestivamente sul suo carro e trarre i benefici che aspettano i "sostenitori della prima ora".

Tale esercizio a volte si rivela improbo, come ai cattocomunisti che, venendo dall'incorporazione di tutta la dc nel pci, con spruzzatine di psi, psdi, pli e pri, avevano il 95% dei voti nella prima repubblica ed oggi, mettendo assieme tutte le frattaglie da Renzi e Calenda a Speranza, Rizzo e la Bonino, arrivano a poco più del 30% che diventa un 47% circa con le cinque stelle cadenti di Conte e Di Maio.

Ma è indicativo anche il crollo della Lega che dal 34% delle europee del 2019, oggi naviga intorno ad un consenso stimato dai sondaggi nel 19%.

A fronte di Fratelli d'Italia che dal 6% arriva al 20,5% che, assieme ai resti di Forza Italia ed alle piccole creature centriste, porta il Centro Destra a sfiorare il 50%.

Insomma c'è una grande fluidità, almeno a leggere le percentuali sulle votazioni espresse, ma tutta all'interno degli schieramenti, perchè il dato di coalizione resta sostanzialmente stabile.

Ma se poi andiamo a guardare l'ampia platea del non voto (indecisi, astenuti, scontenti da tutti) vediamo che ben il 45% degli interpellati "schifa" tutti i partiti.

Una percentuale destinata a ridursi con il voto effettivo, almeno politico, ma che dimostra una certa maturazione dell'elettorato che si sente svincolato da obblighi di partito e, anche, da quelli di votare "il più vicino", il famoso voto montanelliano "turandosi il naso".

Questo accade perchè qualunque voto venga espresso, è ormai chiaro come intervengano forze occulte di potere per ribaltare gli esiti non graditi a chi manovra le varie consorterie internazionali.

Il movimento grillino è emblematico della difficoltà di liberarsi dal giogo della finanza e degli affari internazionali.

Sorto come un grande "vaffa" e per "aprire il parlamento come una scatola di tonno", si è ritrovato a fare il cavalier servente di scatolame di sardine, rinnegando tutto quello che ne aveva sostenuto la crescita e con il protagonismo dei suoi parlamentari ridotto a difendere in ogni modo la poltrona che mai più rivedranno.

Fino al colmo di chiedere di entrare nel partito socialista europeo.

Eppure le premesse per un movimento antisistema sono tuttora presenti e la vicenda del lasciapassare fornisce nuova linfa ad un eventuale partito della Libertà.

Ad una condizione: basta con la costituzione di movimenti e partitini condominiali.

Alcune persone hanno messo la loro faccia sulla rappresentanza sostanziale di tutti coloro che contestano la scelta del lasciapassare non sotto il profilo sanitario (o non solo sotto quel profilo) ma soprattutto come un insulto e una limitazione alla Libertà Individuale, a cominciare da una coerente parlamentare europea, Francesca Donato, che per coerenza è uscita dalla Lega governativa.

Non è la sola, c'è anche Gianluigi Paragone tra chi è parlamentare ed una moltitudine di singoli cittadini, alcuni dei quali più attivi di altri.

Non credo di scoprire l'acqua calda dicendo che l'unica loro possibilità è superare le ambizioni e i particolarismi personali, per presentare una unica lista alle prossime elezioni politiche, attrezzandosi per concordare con la Lega e con Fratelli d'Italia la costituzione di un governo di stampo "polacco" o "ungherese", anche mettendo in conto l'uscita traumatica dell'Italia (possibilmente assieme a Plonia, Ungheria ed altri) dall'Unione del Male.

Mi auguro che quelle persone, che stanno mettendo la faccia su una battaglia molto complicata, se ne rendano conto e si stiano preparando, anche se a noi non viene detto nulla.

11 ottobre 2021

Ignoriamo giornali e televisioni

Dopo la protesta contro il lasciapassare sovietico di sabato scorso, è scattata la propaganda cattocomunista che si è saldata con le esigenze del peggiore capitalismo.

I primi hanno riesumato l'antifascismo con la compiaciuta complicità delle consorterie affaristico e finanziarie che, mentre al popolo si concede il circo antifascista, proseguono nella politica arraffona tesa a mettere al giogo tutti i cittadini.

Davanti a problemi come è quello del lavoro, per chi lo perderà a causa dell'obbligo del lasciapassare, ma anche per chi non ce l'ha, delle tasse che incombono con i provvedimenti come quelli della revisione del catasto, del conflitto sociale che viene innescato dal continuo arrivo di orde di clandestini privi di qualsiasi utilità per l'Italia, del debito che viene ulteriormente incrementato accettando i prestiti dei cravattari di Bruxelles, ebbene davanti a quelle sfide, i cattocomunisti non sanno fare altro che chiamare i cittadini a manifestare contro il Fascismo.

Bene hanno fatto Salvini e la Meloni a non aderire alla manifestazione di sabato, ma avrebbero fatto ancora meglio, assieme ai giornalisti non assimilati, a non cedere alla partecipazione al coro degli indignati.

Vogliono sciogliere Forza Nuova ?

Ma come, un partito che esiste da più di venti anni e se ne accorgono solo adesso ?

E in questi venti anni e passa, se i magistrati (che in Italia non sono certo contigui a Forza Nuova) non sono intervenuti, vorrà dire che non c'erano gli estremi per applicare le leggi da decenni esistenti in applicazione della XII norma transitoria della costituzione del 1948.

Le leggi non possono essere invocate a comando e a piacimento.

O ci sono e appartengono al sentimento comune, oppure cadono in desuetudine e se nessuno, per più di venti anni, si è mai preoccupato di sciogliere Forza Nuova, vuole dire che la presa di posizione odierna è meramente strumentale.

E che, al più, dovrebbe vedere una par condicio con lo scioglimento di tutti i movimenti di derivazione marxista.

Per non dire poi che un'idea non può essere sciolta, nè soffocata.

Se sciogliessero Forza Nuova, quello che fanno alla luce del sole, lo faranno in modo carbonaro, attirandosi le simpatie di chiunque ritenga che tutte le idee hanno diritto di cittadinanza e che la repressione deve colpire solo chi compie atti effettivi di violenza contro proprietà e persone.

E' il famoso, ma spesso calpestato e ignorato, detto, per cui non condivido le tue idee, ma sono disposto a combattere perchè tu possa esprimerle.

Ma, non avendo argomenti su tasse, debito, europa, clandestini, i cattocomunisti e i loro giornali e televisioni strillano sul "pericolo fascista", cercando di coprire il pauroso vuoto che c'è nelle loro menti e che viene occupato dai progetti e dalle azioni delle consorterie di potere.

Abbiamo però un modo per salvarci dal nulla cattocomunista: smettiamo di leggere i giornali asserviti e compriamo solo La Verità.

Smettiamo di guardare i telegiornali e i programmi politici e guardiamo Byoblu.

Ragioniamo quindi con la nostra testa e non con quella degli editorialisti di regime.

E allora capiremo che i problemi da affrontare sono i clandestini, le tasse, il debito pubblico, il lavoro che non c'è e i prestiti che l'Unione del Male vuole accollarci per poter fare di noi la discarica dell'europa, dove spedire tutti i clandestini che gli altri non vogliono, come dimostra la richiesta di finanziamento nella costruzione dei muri ai loro confini.

Con la complicità di chi, nel 2021 !, continua a credere nel "pericolo fascista".

02 ottobre 2021

Le consorterie di potere hanno paura di Salvini e della Meloni

Domani si vota, sotto la plumbea cappa di una campagna che vede le consorterie finanziarie ed affaristiche mobilitare tutto il mobilitabile per difendere le posizioni dei loro prediletti maggiordomi cattocomunisti.

Una oscura vicenda vede coinvolto l'organizzatore della presenza social di Salvini, al quale posso solo rimproverare di non aver accertato la conformità delle abitudini di vita del suo collaboratore alle idee professate dalla Lega in tema di omosessualità e droga.

Ben peggiore la campagna contro la Meloni e Fratelli d'Italia, dati dai sondaggi come il primo partito italiano e all'opposizione rispetto al governo Draghi-Speranza-Lamorgese.

Uno spionaggio dichiarato di tre anni, cento ore di registrazioni per un'ora di montaggio dal quale sembrerebbe che l'europarlamentare Fidanza frequenti persone che fanno il saluto romano e "fanno battute razziste, sessiste e anti ebraiche".

E allora ?

Dopo il covid in tanti ci salutiamo con il saluto romano, o una parvenza dello stesso, al posto della stretta di mano, rifiutando le ridicole invenzioni del gomito e del pugno.

Non c'è nulla di male e le battute razziste, sessiste e anti chiunque sono all'ordine del giorno quando ci si ritrova tra amici, di ogni orientamento politico.

Più grave sarebbe il presunto riciclaggio di denaro sporco, non certo il finanziamento elargito nella speranza di avere un ritorno negli affari, ma è ovvio che se io finanzio qualcosa, mi aspetto che quel qualcosa non agisca contro i miei interessi.

In ogni caso deve tutto essere provato al di là delle millanterie davanti ad un piatto di amatriciana (ma quante ne raccontiamo tutti noi quando ci ritroviamo con gli amici ?) e la vedo molto difficile.

Ma ammettiamo pure che sia tutto vero, cambia la mia volontà di votare a Destra, Lega e/o Fratelli d'Italia a seconda delle circostanze, del voto e dei candidati ?

No, non cambia di una virgola.

A me interessa votare per chi è contro l'invasione dei clandestini, contro le tasse, a favore della legittima difesa, a favore della Dignità Nazionale che si estrinseca con il riappropriarsi di una completa Sovranità Nazionale.

Io voto per chi difende il mio diritto al lavoro, a circolare, ad andare al ristorante, al cinema, allo stadio, senza aver bisogno di un lasciapassare governativo.

Io voto per chi mi tutela dalle rapine fiscali che vogliono perpetrare sulla casa con la revisione degli estimi.

Io voto per chi difende il diritto alla vita.

Io voto per chi tutela la Famiglia, l'unica, composta da Uomo e Donna.

Tutto il resto è apparenza, non sostanza.

Roba buona solo per lanciare le parole d'ordine a chi non capisce di essere solo massa di manovra e si mobilita compulsivamente come il cane di Pavlov.

Le consorterie di potere lo sanno bene, per questo orchestrano simili campagne che più che a delegittimare le vittime (sanno benissimo che non perdono, anzi forse guadagnano voti) mirano a compattare il gregge per fronteggiare un Centro Destra vincente ma che ancora non ha il suo angelo vendicatore.

Ma a volte le ciambelle non riescono con il buco e così, tra una indagine su Morisi e una speculazione giornalistica su Fidanza, ecco la condanna, nero su bianco, di Lucano, l'ex sindaco di Riace, il sostenitore dei clandestini.

E mentre le prime due sono solo ipotesi tutte da dimostrare (semmai si dovesse ravvisare un qualche reato) quest'ultima è una sentenza, sia pur di primo grado, certa e pesante.

Ma su questa non ottiene i riflettori puntati, anche se è la più concreta di tutte, perchè estranea alla sceneggiatura che le consorterie di potere hanno scritto per le loro comparse italiane.



18 settembre 2021

Mentre siamo distratti dal lasciapassare di Draghi, il mondo va avanti

In Italia si continua a discutere sul lasciapassare che Draghi ha imposto ai sudditi, comprimendo libertà e dignità, ma qualcuno comincia a considerare i problemi applicativi.

E' ridicolo pensare che io, dopo il 15 ottobre, debba chiamare l'idraulico e preventivamente controllargli il lasciapassare, come vorrò vedere la soluzione che verrà data a colf, badanti, baby sitter, cui ugualmente si dovrebbe chiedere il lasciapassare, molte delle quali provenienti dall'est dove i vaccini sono stati eseguiti con lo Sputnik russo, non riconosciuto in Italia.

Ma mentre in Italia continuiamo a discutere di una infame porcheria finalizzata solo al controllo sui cittadini riducendo e limitando la nostra Libertà, il mondo va avanti, anche se i media di regime ne danno notizia appena di straforo.

Così una gigantesca commessa da 56 miliardi di euro per la fornitura di sottomarini atomici, è stata soffiata dal Regno Unito post Brexit alla Francia, uno stato dell'Unione del Male, grazie alle relazioni con Australia e Stati Uniti.

Alla faccia di tutti coloro che pronosticavano il declino del Regno Unito e la sua irrilevanza fuori dall'Unione del Male.

Ben più probabile che l'irrilevanza, senza il Regno Unito, sia tutta dell'Unione del Male.

Draghi, che si gonfia ogni giorno di più mentre si bea dei complimenti bavosi della stampa serva, non pago di sottrarre libertà agli Italiani, cerca di dettare legge anche in campo internazionale, cavalcando la presunta crisi climatica.

Ad una conferenza organizzata da Biden, Draghi ha così tratteggiato un quadro a tinte fosche del futuro e come unica soluzione ha rimasticato la favoletta delle fonti alternative, ammettendo peraltro che provocheranno un bagno di sangue economico nelle famiglie e nelle aziende.

Come noi Italiani, che stoltamente abbiamo rinunciato al nucleare, stiamo imparando dall'aumento delle bollette che si riverberano in un aumento dei prezzi di tutti i beni e servizi, fermi restando, però, stipendi e pensioni.

Bel modo per risolvere la questione climatica, riducendoci tutti in povertà.

Così Draghi consegue già due degli obiettivi cattocomunisti: la miseria economica del Popolo e il terrore imposto da leggi repressive fondate sui permessi per poter persino lavorare.

Tutto, però, deriva da quella scelta contro natura di cedere Sovranità Nazionale ad una unione fatta da stati, popoli e genti che non sono omologabili e che divisi hanno prodotto il più grande sviluppo mondiale con la Colonizzazione e lo Sviluppo di tutto il mondo, mentre uniti non riescono neppure a difendere una commessa da 56 miliardi di euro contro il Regno Unito della Brexit.

Nebbia sulla Manica, il continente è isolato.